L'unico modo per non cadere nel banale e nel frivolo è incupirsi, intristirsi senza speranza e meditare il mistero della morte da un punto di vista ontologico, teologico, metafisico (anche contraddicendo- per mezzo del loro medesimo linguaggio-le premesse redentive e sitematiche delle stesse). Questo pensiero non risulta mai banale, e corrode ogni vana aspettativa terrena e sovraterrena, spazza via con una potenza invicincibile persino dio, l'idea di causa prima a fondamento dell'essere, oltre a rivelare un'oscuro, gelido presentimento di vuoto assoluto e di oblio nullificante che restituisce un senso di sacro terrore, una risacralizzazione della propria psiche per mezzo della negazione nichilistica, paradossalmente
https://it.wikipedia.org/wiki/Atargatis
Atargatide (lat. Atargatis) o Atergate (in aramaico ‘Atar‘atah), era una divinità siriaca, che Michael Rostovtzeff chiamò “la grande signora delle terre della Siria del nord”, comunemente conosciuta ai greci con la forma diminutiva del nome, Derceto o Derketo (Strabone, Geografia, 16.975; Plinio, Naturalis Historia, 5.81), e come Dea Syria ("Dea della Siria", resa in una sola parola come Deasura). È spesso popolarmente conosciuta come dea-sirena, per l'aspetto del suo corpo, che ha forma di pesce, e così è citata da Ascalon e Diodoro Siculo, ma lungi dall'essere questa la sua forma universale.
Illustrazione dall'Oedipus Aegyptiacus di Athanasius Kircher (1652).
In epoca antica la divinità era assimilata a quella di Afrodite, la dea dell'amore. Era raffigurata con sembianze di donna e pesce, secondo la concezione tipica della sirena. Con Caistro, figlio di Achille, ebbe anche un figlio, di nome Efeso e una figlia chiamata Semiramide.
Atargatide (lat. Atargatis) o Atergate (in aramaico ‘Atar‘atah), era una divinità siriaca, che Michael Rostovtzeff chiamò “la grande signora delle terre della Siria del nord”, comunemente conosciuta ai greci con la forma diminutiva del nome, Derceto o Derketo (Strabone, Geografia, 16.975; Plinio, Naturalis Historia, 5.81), e come Dea Syria ("Dea della Siria", resa in una sola parola come Deasura). È spesso popolarmente conosciuta come dea-sirena, per l'aspetto del suo corpo, che ha forma di pesce, e così è citata da Ascalon e Diodoro Siculo, ma lungi dall'essere questa la sua forma universale.
Illustrazione dall'Oedipus Aegyptiacus di Athanasius Kircher (1652).
In epoca antica la divinità era assimilata a quella di Afrodite, la dea dell'amore. Era raffigurata con sembianze di donna e pesce, secondo la concezione tipica della sirena. Con Caistro, figlio di Achille, ebbe anche un figlio, di nome Efeso e una figlia chiamata Semiramide.
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