I TRE MONDI CIELO UOMO TERRA – LA GRANDE TRIADE
La parte superiore, rappresenta il mondo divino, il Cielo, perché ricorda la barca del Sole, o la sua apparizione dall'orizzonte; mentre la parte più bassa rappresenta la Terra, il mondo della manifestazione. La parte centrale rappresenta il Figlio del Cielo e della Terra, l'Uomo o l’umanità, il Mediatore.
Detto in altri termini, in alto abbiamo il Sole spirituale, al centro la Barca Arca o Fiore della Vita formato dall'intersezione di Sei Cerchi, in basso la Vesica Piscis che contiene una Losanga perfetta che simbolizza una Rete con i pesci che rappresenta la manifestazione nel mare della vita.
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I primi cristiani, nei loro Misteri sacri, chiamavano sé stessi “pisciculi” (piccoli pesci) e si ritenevano tutti pesci cresciuti nell’acqua e salvati da un grande Pesce. Il pesce era un tabù per gli antichi sacerdoti egizi, mentre era sacro per i Fenici.
"Come nel mare i pesci, esistiamo immersi nel profondo buio. La Tenebra ci riempie e ci condensa".
Negli antichi Misteri:
• Il Candidato, s’immerge nell’acqua che simboleggia gli elementi dell’oceano celeste, nuotando come un pesce, l’unica forma ammessa nel Grande Mare.
• I pesci nel santuario di Apollo in Licia erano chiamati Orphoi. Il nome di Orfeo è in relazione all’oscurità dell’Ade, si hanno di fatti: Orphos dio del mondo infero, Orphne ninfa del lago Averno, Orphnaios cavallo di Plutone.
Il numero misterico dei Pesci è 153 perché 153/265 è la Misura dei Pesci."
La parte superiore, rappresenta il mondo divino, il Cielo, perché ricorda la barca del Sole, o la sua apparizione dall'orizzonte; mentre la parte più bassa rappresenta la Terra, il mondo della manifestazione. La parte centrale rappresenta il Figlio del Cielo e della Terra, l'Uomo o l’umanità, il Mediatore.
Detto in altri termini, in alto abbiamo il Sole spirituale, al centro la Barca Arca o Fiore della Vita formato dall'intersezione di Sei Cerchi, in basso la Vesica Piscis che contiene una Losanga perfetta che simbolizza una Rete con i pesci che rappresenta la manifestazione nel mare della vita.
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I primi cristiani, nei loro Misteri sacri, chiamavano sé stessi “pisciculi” (piccoli pesci) e si ritenevano tutti pesci cresciuti nell’acqua e salvati da un grande Pesce. Il pesce era un tabù per gli antichi sacerdoti egizi, mentre era sacro per i Fenici.
"Come nel mare i pesci, esistiamo immersi nel profondo buio. La Tenebra ci riempie e ci condensa".
Negli antichi Misteri:
• Il Candidato, s’immerge nell’acqua che simboleggia gli elementi dell’oceano celeste, nuotando come un pesce, l’unica forma ammessa nel Grande Mare.
• I pesci nel santuario di Apollo in Licia erano chiamati Orphoi. Il nome di Orfeo è in relazione all’oscurità dell’Ade, si hanno di fatti: Orphos dio del mondo infero, Orphne ninfa del lago Averno, Orphnaios cavallo di Plutone.
Il numero misterico dei Pesci è 153 perché 153/265 è la Misura dei Pesci."
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
When you fail to adapt, order looks like chaos.
When you can adapt, you turn chaos into order.
[From ParadigmGrind]
When you can adapt, you turn chaos into order.
[From ParadigmGrind]
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https://axismundi.blog/2017/02/14/lupercalia-le-celebrazioni-catartiche-della-februa/
L’uomo, non potendo completamente comprendere la potenza divina, si ritrova proiettato in un regno soprannaturale, scortato dai compagni iniziati, i quali ne annientano le doti mondane e ne risvegliano contemporaneamente quelle mistiche, conferendo all’individuo non solo un memento mori, ma anche una consapevolezza delle potenzialità magiche dell’essere mortale. I sacerdoti si sono trasmutati, similmente a come narrano le leggende dei primi sciamani paleolitici indoeuropei, signori di portenti e grandi conoscitori della magia: da uomini, sono diventati capre, tentando di somigliare al Dio Lupercus/Faunus/Pan, custode dei segreti silvani ed entità protettiva dei campi e dei raccolti, nonché ultimo vero patrono dei Lupercalia.
L’uomo, non potendo completamente comprendere la potenza divina, si ritrova proiettato in un regno soprannaturale, scortato dai compagni iniziati, i quali ne annientano le doti mondane e ne risvegliano contemporaneamente quelle mistiche, conferendo all’individuo non solo un memento mori, ma anche una consapevolezza delle potenzialità magiche dell’essere mortale. I sacerdoti si sono trasmutati, similmente a come narrano le leggende dei primi sciamani paleolitici indoeuropei, signori di portenti e grandi conoscitori della magia: da uomini, sono diventati capre, tentando di somigliare al Dio Lupercus/Faunus/Pan, custode dei segreti silvani ed entità protettiva dei campi e dei raccolti, nonché ultimo vero patrono dei Lupercalia.
𝐀𝐗𝐈𝐒 ֎ 𝐌𝐔𝐍𝐃𝐈
Lupercalia: le celebrazioni catartiche della Februa
di Ascanio Modena Altieri originariamente pubblicato su L’Intellettuale Dissidente I primi raggi della civiltà di Roma e del mito nazionale Italico iniziano la loro grandiosa opera tra…
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