Sulle pendici del Monte Soratte,
Dove il cielo bacia il fuoco nascosto,
I sacerdoti di Soranus camminano,
Nell’ombra del Sole Nero, si levano.
Non temono il calore, né la fiamma,
I sacerdoti con coraggio chiamano,
Dal ventre della terra il dio ascolta,
Sussurri di stelle.
Oh, Soranus, guardiano degli astri e della notte,
Riflesso di mondi oltre il nostro occhio cieco,
Il Sole Nero nel tuo sguardo arde,
Portatore di segreti, di un’energia senza voce.
Nel buio eterno, danzano le sfere,
Nell’orbita silenziosa dei misteri antichi,
Soranus veglia, silente osservatore,
Del cosmo, custode e signore.
Dove il cielo bacia il fuoco nascosto,
I sacerdoti di Soranus camminano,
Nell’ombra del Sole Nero, si levano.
Non temono il calore, né la fiamma,
I sacerdoti con coraggio chiamano,
Dal ventre della terra il dio ascolta,
Sussurri di stelle.
Oh, Soranus, guardiano degli astri e della notte,
Riflesso di mondi oltre il nostro occhio cieco,
Il Sole Nero nel tuo sguardo arde,
Portatore di segreti, di un’energia senza voce.
Nel buio eterno, danzano le sfere,
Nell’orbita silenziosa dei misteri antichi,
Soranus veglia, silente osservatore,
Del cosmo, custode e signore.
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Il punto importante, è se esistano regni che mettono in dubbio le convenzioni suggerendo che ciò che da molto tempo giudichiamo come l' universo sia soltanto un elemento di una realtà molto più grande, forse molto più strana, e per lo più nascosta. Un tempo ' universo' significava ' tutto ciò che esiste'. Con l' attenuazione della sua egemonia, ' universo' ha ceduto il posto ad altre parole che riescono a descrivere la tela più ampia su cui potrebbe essere dipinta dalla totalità della realtà. Mondi paralleli, universi paralleli, universi alternativi, multiversi, megaverso, metaverso, sono tutti sinonimi... In alcune variazioni, gli universi paralleli sono separati da noi da enormi distanze nello spazio e nel tempo; in altre sono sospesi a pochi millimetri da noi; in altre ancora, l' idea stessa della loro ubicazione si dimostra limitata, priva di senso. Un' analoga gamma di possibilità è evidente nelle leggi che governano gli universi paralleli. In alcuni, le leggi sono uguali alle nostre; in altri hanno un aspetto diverso, ma un' eredità comune; in altri ancora, le leggi hanno forma e struttura diversa da qualsiasi cosa abbiamo mai incontrato. È avvilente e al tempo stesso emozionante immaginare quanto possa essere vasta la realtà
B. Greene, astrofisico, " La realtà nascosta"
B. Greene, astrofisico, " La realtà nascosta"
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Immagine della stella Woh G64, ripresa dallo strumento Graviti del Very Large Telescope Interferometer dello European Southern Observatory. Si tratta della prima immagine ravvicinata di una stella al di fuori della nostra galassia, la Via Lattea. La stella si trova nella Grande Nube di Magellano, a oltre 160mila anni luce da noi. L'ovale luminoso al centro è un bozzolo di polvere che avvolge la stella. L'anello ellittico più debole che la circonda potrebbe essere il bordo interno di un toro di polvere, ma sono necessarie ulteriori osservazioni per confermare questa caratteristica.
Crediti: Eso/K. Ohnaka et al.
Crediti: Eso/K. Ohnaka et al.
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Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è unanimemente riconosciuto come il nume dell’orrore cosmico letterario. Le sue terribili e fascinose visioni hanno lastricato i percorsi della moderna narrativa dell’immaginario, rendendolo un autore di culto e un punto di riferimento per generazioni di scrittori successivi. Ma furono unicamente le letture e l’irripetibile arte del solitario sognatore di universi a ispirare i suoi capolavori, o magari anche qualche oscuro ingrediente celato nella sua antica linea di sangue, di cui lo stesso Lovecraft potrebbe essere venuto a conoscenza attraverso racconti e allusioni in famiglia? Ricostruendo le vicende del suo parentado mediante l’utilizzo di rare fonti giornalistiche d’epoca, in qualche caso riemerse per la prima volta da un oblio secolare, questo studio individua e suggerisce connessioni intriganti tra le atmosfere dello scrittore di Providence e le sinistre vicende di vari suoi antenati e consanguinei. Con un saggio introduttivo di Pietro Guarriello e una nota finale di Sebastiano Fusco.
In Live LUNEDÌ 25 NOVEMBRE alle ore 21:30
https://www.youtube.com/watch?v=G6DSYfv4PBU
In Live LUNEDÌ 25 NOVEMBRE alle ore 21:30
https://www.youtube.com/watch?v=G6DSYfv4PBU
YouTube
Le OSCURE RADICI di H.P. LOVECRAFT, con Adriano Monti Buzzetti Colella
Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è unanimemente riconosciuto come il nume dell’orrore cosmico letterario. Le sue terribili e fascinose visioni hanno lastricato i percorsi della moderna narrativa dell’immaginario, rendendolo un autore di culto e un punto…
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Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha recentemente ripreso la galassia Sombrero con il suo MIRI (Mid-Infrared Instrument), risolvendo la natura a grumi della polvere lungo l'anello esterno della galassia. Questa immagine include filtri che rappresentano la luce a 7,7 micron come blu, la luce a 11,3 micron come verde e la luce a 12,8 micron come rossa.
NASA, ESA, CSA, STScI
NASA, ESA, CSA, STScI
🔥3
"L'ipotesi sciamanica fondata sul doppio approccio neuropsicologico ed etnologico vede l'arte parietale del paleolitico superiore nell'ottica dello sfruttamento degli stati alterati di coscienza. In altre parole, lo considera come legato alle trances sciamaniche con le sue allucinazioni e vede la sua realizzazione nel contesto di credenze in un mondo sotterraneo e in un mondo degli spiriti, che gli sciamani esploravano. Nell'ipotesi sciamanica, ogni grotta paleolitica va analizzata secondo la sua topografia, i suoi anditi e le sue stanze, ma tenendo conto del funzionamento universale del sistema nervoso umano e della sua reazione agli stati alterati di coscienza. Le immagini esterne, le grotte decorate e l'arte mobile formano un tutto relativamente coerente, cosa che rende più semplice accedere al senso. Le stanze sembrano essere tappe importanti nel viaggio sciamanico nel mondo sotterraneo, destinate a preparare alla scoperta del mondo oscuro al di sotto della roccia. La realizzazione delle immagini, la direzione delle cerimonie nelle stanze dovevano essere l'opera di un élite capace di presentare una particolare visione del mondo dell'aldilà"
J. Ries, "Il sacro"
J. Ries, "Il sacro"
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La pluralità dei mondi abitati o semplicemente pluralità dei mondi è l'idea che al di fuori della Terra possano esistere numerosi altri mondi - come altri pianeti o altri universi - che ospitano la vita e in particolare esseri intelligenti. Il dibattito filosofico sulla pluralità dei mondi alimenta una speculazione che daterebbe almeno dai tempi di Talete (circa 600 a.C.) e che è continuata nel tempo, in forme molteplici, largamente influenzata dalle idee scientifiche di ciascun epoca, fino all'epoca moderna e contemporanea.
https://it.wikipedia.org/wiki/Pluralit%C3%A0_dei_mondi
https://it.wikipedia.org/wiki/Pluralit%C3%A0_dei_mondi
Wikipedia
Pluralità dei mondi
La pluralità dei mondi abitati o semplicemente pluralità dei mondi è l'idea che al di fuori della Terra possano esistere numerosi altri mondi - come altri pianeti o altri universi - che ospitano la vita e in particolare esseri intelligenti. Il dibattito filosofico…
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La Creazione del mondo è un mito delle origini dei Dogon del Mali. Quindi si tratta di una storia sacra trasmessa per via orale, utile anche per rinsaldare e unificare la comunità. Il mito ha la funzione primaria di descrivere come andarono i fatti all'origine della vita, quando da un caos primordiale si diffuse la vita degli esseri viventi.
Secondo la narrazione mitologica della Creazione del mondo, il creatore di tutte le cose è Amma.
La Terra è rotonda e piatta e circondata dall'acqua avvolta da un enorme serpente chiamato yuguru na che ha il compito di sostenere la terra. Un palo di ferro sovrasta la terra e sale sino ad un'altra superficie, dato che sono ben sette le terre sovrapposte verso l'alto e altre sette verso il basso, ma solo una è abitata da esseri umani, mentre le altre sono popolate o da esseri con la coda (inne dullogu anna) o da esseri con le corna (inne kekegu anna) più cattivi degli umani. Ogni disco terrestre è illuminato da un Sole ed è immancabile la presenza della Luna. L'acqua che circonda la terra produce la pioggia.
Il sommo Amma ha creato anche gli antenati degli uomini, i geni Yéban che si sono insediati sui massi e i geni Gyinou che sono stati collocati sui grandi alberi.
Amma ha creato prima la donna dal nome Adama a cui ha dato successivamente un marito chiamato Sana ed insieme hanno partorito un maschio ed una femmina che hanno avuto un rapporto incestuoso dal quale è nato un figlio. In quell'epoca le donne comandavano, e gli esseri erano dotati di poteri magicreverti, prevedevano l'avvenire ed erano immortali.
Curioso era il rapporto con i serpenti che si avvicinavano alle case degli umani per trovare il cibo e ricevevano una buona accoglienza. Dopo un po' di tempo ai serpenti spuntavano gambe, braccia e una testa e si trasformavano in Yéban.
https://it.wikipedia.org/wiki/Creazione_del_mondo_(Dogon)
Secondo la narrazione mitologica della Creazione del mondo, il creatore di tutte le cose è Amma.
La Terra è rotonda e piatta e circondata dall'acqua avvolta da un enorme serpente chiamato yuguru na che ha il compito di sostenere la terra. Un palo di ferro sovrasta la terra e sale sino ad un'altra superficie, dato che sono ben sette le terre sovrapposte verso l'alto e altre sette verso il basso, ma solo una è abitata da esseri umani, mentre le altre sono popolate o da esseri con la coda (inne dullogu anna) o da esseri con le corna (inne kekegu anna) più cattivi degli umani. Ogni disco terrestre è illuminato da un Sole ed è immancabile la presenza della Luna. L'acqua che circonda la terra produce la pioggia.
Il sommo Amma ha creato anche gli antenati degli uomini, i geni Yéban che si sono insediati sui massi e i geni Gyinou che sono stati collocati sui grandi alberi.
Amma ha creato prima la donna dal nome Adama a cui ha dato successivamente un marito chiamato Sana ed insieme hanno partorito un maschio ed una femmina che hanno avuto un rapporto incestuoso dal quale è nato un figlio. In quell'epoca le donne comandavano, e gli esseri erano dotati di poteri magicreverti, prevedevano l'avvenire ed erano immortali.
Curioso era il rapporto con i serpenti che si avvicinavano alle case degli umani per trovare il cibo e ricevevano una buona accoglienza. Dopo un po' di tempo ai serpenti spuntavano gambe, braccia e una testa e si trasformavano in Yéban.
https://it.wikipedia.org/wiki/Creazione_del_mondo_(Dogon)
Wikipedia
Creazione del mondo (Dogon)
La Creazione del mondo è un mito delle origini dei Dogon del Mali. Quindi si tratta di una storia sacra trasmessa per via orale, utile anche per rinsaldare e unificare la comunità. Il mito ha la funzione primaria di descrivere come andarono i fatti all'origine…
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“Sappiamo cosa è successo a coloro che hanno incontrato per caso il Grande Dio Pan, e coloro che sono saggi sanno che tutti i simboli sono simboli di qualcosa, non di niente. Era, in effetti, un simbolo squisito sotto il quale gli uomini molto tempo fa velarono la loro conoscenza delle forze più terribili e segrete che giacciono nel cuore di tutte le cose; forze di fronte alle quali le anime degli uomini devono appassire, morire e annerire, come i loro corpi anneriscono sotto la corrente elettrica. Tali forze non possono essere nominate, non possono essere pronunciate, non possono essere immaginate se non sotto un velo e un simbolo, un simbolo che per la maggior parte di noi appare una bizzarra, poetica fantasia, per alcuni un racconto sciocco. Ma tu e io, in ogni caso, abbiamo conosciuto qualcosa del terrore che può dimorare nel luogo segreto della vita, manifestato sotto la carne umana; ciò che è senza forma assume una forma per sé.”
Arthur Machen, Il Grande Dio Pan
Arthur Machen, Il Grande Dio Pan
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Nel vuoto insensato il demone mi portò,
Oltre i grappoli luminosi dello spazio infinito,
Finché davanti a me non ci furono né il tempo né la materia,
Ma solo il Caos, senza forma o luogo,
Lì il grande Signore del Tutto nelle tenebre mormorava
Cose che aveva sognato ma non capiva,
Mentre intorno a lui svolazzavano informi cose-pipistrello
In vortici idioti che i fiotti raggi illuminavano.
Danzavano follemente al lamento alto e stridulo
Di un flauto spezzato, stretto da zampe mostruose,
Da cui fluivano le insensate ondate le cui combinazioni casuali
Davano ad ogni fragile cosmo la propria legge eterna.
H.P.L. - "Azathoth"(I funghi di Yuggoth)
Oltre i grappoli luminosi dello spazio infinito,
Finché davanti a me non ci furono né il tempo né la materia,
Ma solo il Caos, senza forma o luogo,
Lì il grande Signore del Tutto nelle tenebre mormorava
Cose che aveva sognato ma non capiva,
Mentre intorno a lui svolazzavano informi cose-pipistrello
In vortici idioti che i fiotti raggi illuminavano.
Danzavano follemente al lamento alto e stridulo
Di un flauto spezzato, stretto da zampe mostruose,
Da cui fluivano le insensate ondate le cui combinazioni casuali
Davano ad ogni fragile cosmo la propria legge eterna.
H.P.L. - "Azathoth"(I funghi di Yuggoth)
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"Le società arcaiche concepiscono il mondo circostante come un microcosmo. Ai limiti di questo mondo chiuso comincia l' ambito dell' ignoto, del non formato. Da una parte c'è lo spazio cosmicizzato, in quanto abitato, organizzato, dall' altra, all' esterno di questo spazio familiare, si estende la regione sconosciuta e temibile dei demoni, delle larve, dei morti, degli stranieri; in una parola, il caos, la morte, la notte, la regressione al preformato, allo stato indifferenziato che precedeva la cosmogonia"
M. Eliade, "Immagini e Simboli"
M. Eliade, "Immagini e Simboli"
55❤11🗿4
"...nello spazio smisurato del sovrasensibile per noi avvolto da tenebre profonde. Se togliamo il soggetto, o anche soltanto la struttura soggettiva dei nostri sensi in generale, allora scompaiono non solo la natura e i rapporti degli oggetti nello spazio e nel tempo, ma anche lo spazio e il tempo stessi. Ciò che probabilmente è il carattere degli oggetti considerati come cose in sé e senza riferimento alla recettività della nostra sensibilità lo ignoriamo del tutto. Non sappiamo niente di più oltre il nostro procedimento personale di percepirli, che, pur essendo pertinente ad ogni essere animato, è tale per la razza umana. La differenza tra una rappresentazione confusa e una chiara è puramente logica e non ha nulla a che fare con il contenuto. Appena prescindiamo dalla nostra natura soggettiva, non si trova più, né può trovarsi, l' oggetto rappresentato come proprietà che gli attribuiva l' intuizione sensibile, poiché appunto questa natura soggettiva determina la forma di esso come fenomeno"
I. Kant, Critica della ragion pura
I. Kant, Critica della ragion pura
⚡5❤3👍2
Nulla esisteva; né il cielo luminoso,
Né l’immensa volta celeste al di sopra delle nostre teste,
Che cosa vi era per coprire tutto? Per tutto proteggere?
Per tutto celare?
Era forse l’abisso insondabile delle acque?
Non esisteva morte - eppure niente era immortale;
Nessun limite fra il giorno e la notte;
L’Uno solo respirava senza Soffio di per Sé stesso;
Dopo, nient’altro vi fu all’infuori di Lui.
Regnavano le Tenebre e tutto al principio era velato,
In un’oscurità profonda - oceano senza luce.
Il germe che dormiva ancora nel suo involucro
Sbocciò, come natura una, sotto l’influenza del calore ardente.
Chi conosce il segreto? Chi l’ha qui proclamato?
Donde è sorta questa creazione multiforme?
Gli Dei stessi vennero più tardi in esistenza.
Chi sa donde è sorta questa immensa creazione?
Chi conosce ciò che le ha dato origine?
Se la Sua volontà creò o rimase muta,
Il più Alto Veggente che è nei cieli
Lo saprà - o forse non lo sa.
Spingendo lo sguardo nell’eternità
Prima della fondazione del mondo,
Tu eri. E quando la fiamma sotterranea
Spezzerà la sua prigione e distruggerà la forma,
Tu sarai ancor come eri prima
E non conoscerai cambiamento quando il tempo non sarà più.
O pensiero senza fine, divina eternità.
Rig Veda
Né l’immensa volta celeste al di sopra delle nostre teste,
Che cosa vi era per coprire tutto? Per tutto proteggere?
Per tutto celare?
Era forse l’abisso insondabile delle acque?
Non esisteva morte - eppure niente era immortale;
Nessun limite fra il giorno e la notte;
L’Uno solo respirava senza Soffio di per Sé stesso;
Dopo, nient’altro vi fu all’infuori di Lui.
Regnavano le Tenebre e tutto al principio era velato,
In un’oscurità profonda - oceano senza luce.
Il germe che dormiva ancora nel suo involucro
Sbocciò, come natura una, sotto l’influenza del calore ardente.
Chi conosce il segreto? Chi l’ha qui proclamato?
Donde è sorta questa creazione multiforme?
Gli Dei stessi vennero più tardi in esistenza.
Chi sa donde è sorta questa immensa creazione?
Chi conosce ciò che le ha dato origine?
Se la Sua volontà creò o rimase muta,
Il più Alto Veggente che è nei cieli
Lo saprà - o forse non lo sa.
Spingendo lo sguardo nell’eternità
Prima della fondazione del mondo,
Tu eri. E quando la fiamma sotterranea
Spezzerà la sua prigione e distruggerà la forma,
Tu sarai ancor come eri prima
E non conoscerai cambiamento quando il tempo non sarà più.
O pensiero senza fine, divina eternità.
Rig Veda
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"Potremmo partire da una classificazione del simbolo. Anzitutto, l’aspetto concreto (sensibile, immaginato, figurato, ecc.) del significante; poi il suo aspetto ottimale: è il migliore per evocare (far conoscere, suggerire, epifanizzare) il significato. Infine, quest’ultimo è qualcosa di impossibile da percepire (vedere, immaginare, comprendere) direttamente o in altro modo.
Detto altrimenti, il simbolo è un sistema di conoscenza indiretta, dove il significato e il significante annullano più o meno la frattura. Il simbolo è un caso limite della conoscenza indiretta, dove, paradossalmente, quest’ultima tende a diventare diretta, ma su un altro piano rispetto a quello del segnale biologico o del discorso logico. La sua immediatezza riguarda il piano della gnosis, come in un movimento asintotico.
Da ciò si capisce quale uso privilegiato del simbolo facciano tutte le mistiche e le vie d’illuminazione. Ciò che noi antropologi chiamiamo "simbolo" non è affatto il famoso segno di riconoscimento per le due metà di un oggetto frammentato. Al simbolo si chiede tutt’altra cosa rispetto al meccanismo univoco del symbolon; vale a dire che, al di là del dominio della comunicazione, deve farci accedere al dominio dell’espressione."
G. Durand, Universo simbolico
Art: theycallme.six on Instagram
Detto altrimenti, il simbolo è un sistema di conoscenza indiretta, dove il significato e il significante annullano più o meno la frattura. Il simbolo è un caso limite della conoscenza indiretta, dove, paradossalmente, quest’ultima tende a diventare diretta, ma su un altro piano rispetto a quello del segnale biologico o del discorso logico. La sua immediatezza riguarda il piano della gnosis, come in un movimento asintotico.
Da ciò si capisce quale uso privilegiato del simbolo facciano tutte le mistiche e le vie d’illuminazione. Ciò che noi antropologi chiamiamo "simbolo" non è affatto il famoso segno di riconoscimento per le due metà di un oggetto frammentato. Al simbolo si chiede tutt’altra cosa rispetto al meccanismo univoco del symbolon; vale a dire che, al di là del dominio della comunicazione, deve farci accedere al dominio dell’espressione."
G. Durand, Universo simbolico
Art: theycallme.six on Instagram
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