∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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"L'uomo ritorna al primordiale, a uno stato indeterminato, pre formale; uno stato "totale", informe, non spezzato da attributi e da polarizzazioni. Solo chi conquista un simile stato può sperare nel riassorbimento nella divinità. Avremo quindi a che fare, nel caso dei Naaseni, con una "totalizzazione" attraverso la regressione nell'amorfo e nell'indeterminato. Di fatto, però, questa regressione, ha un senso più profondo, metafisico, verso la reintegrazione dello spirito nella sua condizione primordiale"

M. Eliade, "Il mito della reintegrazione"
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Nabonido (Nabu-na-id = "Che Nabu sia esaltato") fu l'ultimo sovrano di Babilonia, appartenente alla Dinastia Caldea. Dopo un sogno rivelatore, divenne devoto al culto della Luna, elevando Sin a dio principale del pantheon babilonese. Sapeva che il regno babilonese sarebbe finito con lui, avendolo scorto negli auspici sacerdotali, e così si allontanò per anni da Babilonia, risiedendo nell'oasi araba di Tayma, dove si dedicò ad un'attività archeologica e antiquaria col fine di recuperare e ricostruire l'originario culto della Luna. Non si sa a che punto le ricerche di Nabonido fossero giunte, perché venne l'invasione di Ciro il Grande di Persia, che conquistò Babilonia.
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Che gli dei misericordiosi, se esistono, ci proteggano nelle ore in cui né il potere della volontà, né le droghe inventate dagli uomini possono tenerci lontani dall'abisso del sonno. La morte è compassionevole perché da essa non c'è ritorno, ma chi emerge, pallido e carico di ricordi, dai recessi della notte, non avrà più pace. Che imbecille sono stato a intraprendere con tanta incoscienza lo studio di misteri che l'uomo non dovrebbe affatto conoscere!

Howard Phillips Lovecraft
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“Conosco le mosse degli scacchi, ma mi sono reso conto di un gioco più grande oltre la scacchiera...del timore dell’oscurità e di tutto quello che c’è dietro all’oscurità”

Twin Peaks
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Il Typhonian Order , precedentemente noto come Typhonian Ordo Templi Orientis ( TOTO ), è un'organizzazione magica auto-iniziatica con sede nel Regno Unito che si concentra su concetti magici e tifoniani.
Era originariamente guidata dall'occultista britannico Kenneth Grant (1924–2011) e da sua moglie Steffi Grant, ed è ora guidata dal loro vice Michael Staley.

Mentre il gruppo continua a promuovere la religione Thelema di Aleister Crowley , si concentra anche sull'esplorazione dell'intelligenza straniera come la vita extraterrestre e i demoni , così come gli aspetti più oscuri dell'esistenza occulta

Sebbene non sia centrale per l'Ordine Tifoniano, uno degli aspetti più notevoli, studiati e controversi della tradizione riguarda l'uso da parte di Kenneth Grant delle opere di fantasia dell'autore di horror cosmico HP Lovecraft per esplorare la psicologia occulta, in quanto vedeva le entità del Mito di Cthulhu non semplicemente come creazioni di fantasia ma come manifestazioni di realtà archetipiche, forse anche come rappresentazioni simboliche di forze o esseri spirituali reali.


https://en.wikipedia.org/wiki/Typhonian_Order
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«Tifeo aveva membra smisurate, era metà uomo e metà bestia. Aveva la testa d'asino, le ali da pipistrello ed era più alto della più alta montagna del mondo. Con le mani riusciva ad acchiappare le stelle e con le gambe riusciva ad attraversare il mare Egeo in 4 passi dalla penisola Eubea fino alle spiagge di Troia. Sulle spalle aveva 100 serpenti che invece di sibilare, a volte latravano come cani, a volte ruggivano come leoni. Ognuna delle gambe era formata da due draghi attorcigliati, orribili a vedersi che facevano capolino con le teste, da dietro le anche. La sua barba e i suoi capelli ondeggiavano al vento e dagli occhi fuoriuscivano lingue di fuoco e lui sputava di continuo massi incandescenti.»

(Luciano De Crescenzo, Zeus - Le gesta degli dei e degli eroi)

Art: Tifone rappresentato nell'Oedipus Aegyptiacus di Athanasius Kircher (1623)
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Il cosmicismo è una filosofia letteraria concepita e sviluppata dallo scrittore Howard Phillips Lovecraft nei suoi racconti fantastici e horror.

Secondo Lovecraft gli esseri umani sono una presenza assolutamente insignificante nello schema generale dell'universo, una piccola specie che si illude con arroganza di avere un ruolo cruciale ma che può essere spazzata via in qualsiasi momento da forze delle quali ignora perfino la presenza.

Il cosmicismo presenta analogie con il nichilismo; tuttavia, un'importante differenza è che la concezione di Lovecraft tende ad enfatizzare l'"insignificanza" piuttosto che la "mancanza di significato".

Il cosmicismo fu una conseguenza del profondo ateismo di Lovecraft e della sua opinione che gli esseri umani fossero sostanzialmente in balia dell'immensità di un universo in cui "l'umanità non è che un insignificante puntino, destinato ad arrivare e a scomparire, senza che la sua apparizione sia notata o che la sua dipartita sia rimpianta".

Questa visione, nonostante possa apparire profondamente pessimista venne spiegata da Lovecraft come indipendente da ottimismo e pessimismo e in realtà fortemente indifferente coniando il termine di "indifferenza cosmica".


https://it.wikipedia.org/wiki/Cosmicismo
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In tali viaggi, c'erano innumerevoli pericoli locali; così come quel terrificante pericolo finale che si agita in modo indicibile al di fuori dell'universo ordinato, dove nessun sogno arriva; quell'ultima macchia amorfa di confusione abissale che bestemmia e ribolle al centro di tutta l'infinità - il daemon sultano Azathoth senza limiti, il cui nome nessuna labbra osa pronunciare ad alta voce, e che rosicchia avido in camere inconcepibili e non illuminate oltre il tempo in mezzo al battito soffocato e folle di tamburi vili e al sottile, monotono lamento di flauti maledetti; a cui detestabile martellamento e fischietto danzano lentamente, goffamente e in modo assurdo gli dei Ultimi giganti, gli dei Altri ciechi, senza voce, tenebrosi, senza mente, la cui anima e messaggero è il caos strisciante Nyarlathotep.

La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath di Howard Phillips Lovecraft (1943)
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"Forse voragini d'azzurro, pozzi di fuoco. Forse è su questi piani che s’incontrano lune e comete, favole e mari. Nelle ore d’amarezza immagino sfere di zaffiro, di metallo.
Sono padrone del silenzio."

A. Rimbaud
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"Tutto elegante e fiero
un prode cavaliere
all'ombra della notte e sotto il sole
viaggiava ormai da tempo
cantando una canzone,
cercando senza posa l'Eldorado.
Ma diventava vecchio,
l'audace cavaliere,
e sul suo cuore un'ombra ormai discese,
non trovando
nessuna terra al mondo
che agli occhi suoi sembrasse l'Eldorado.
E quando le sue forze
infine lo lasciarono
s'imbatté in un'ombra peregrina.
"Ombra", le domandò,
"dove potrà mai essere
questo luogo che chiamano Eldorado?"
"Là, oltre i Monti della Luna,
e lungo la Valle delle Ombre,
cavalca, su, cavalca",
l'ombra disse,
"se tu cerchi l'Eldorado!"

Edgar Allan Poe, "Eldorado"
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"Non siamo in grado di concepire quali strutture potrebbero emergere nel lontano futuro dell'universo. Ancor meno, dunque, possiamo immaginare cosa potrebbe succedere in un altro universo in cui ci fossero altre forze oltre alle quattro che conosciamo o in cui il numero di dimensioni fosse maggiore. Il nostro universo potrebbe essere una specie di ' parente povero' di altri ben più ricchi di strutture e potenzialità che vanno al di là delle nostre fantasie"

M. Rees, astrofisico
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Partiti dal sottosuolo infero, siamo ascesi ai cieli. Epperò non ai cieli uranici, della pura luce olimpica (Polo Nord Celeste; regione cosmica settentrionale; Carro dell’Orsa Maggiore, tradizionalmente legato ai Sette Rishi), bensì a quelli abissali, nel regno in cui Osiride, Enki e Yama giudicano e governano le anime dei morti. Si potrebbe dunque dire, a ragione, che lungi dall’ascendere siamo scesi ancora più in profondità: dietro a un’idea di profondità meramente tellurico-ctonia sembra nascondersi, nella saggezza del Mito e della Tradizione, una dimensione molto più profonda, decisamente più abissale, epperò non in senso fisico-materiale (il sottosuolo), non su questa terra: bensì nei cieli, nell’Abisso cosmico. Nella mitologia ellenica, questo abisso è denominato Tartaro: nel Fedone (111e-112b) Platone parla di questo luogo come di una dimensione abissale, non sotterranea al nostro mondo bensì piuttosto sovrapposta, alludendo probabilmente alla sua dimensione extra-temporale (Avallon, l’Isola delle Esperidi, Ogigia)

Art by Gilbert Williams
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"L'uomo non fa che rivelare la sua natura duplice. Potenzialmente è un Dio, ma nello stesso tempo è un demone e ciò non fa che aumentare il ribollire dei tumulti nel fondo di questa prigione"

Jan Van Rijckenborg
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Satre o Satres (𐌔𐌀𐌕𐌓𐌄) era un dio etrusco che appare sul Fegato di Piacenza, un modello in bronzo usato per l'aruspice.
Occupa la regione oscura e negativa del nord-ovest e sembra essere un "dio spaventoso e pericoloso che scaglia i suoi fulmini dalla sua dimora nelle profondità della terra".
È possibile che Satre sia anche indicato con la parola "satrs" nel Liber Linteus ("Libro di lino", IX.3), il testo etrusco conservato nell'Egitto tolemaico come bende per mummie.

Satre è solitamente identificato con il dio romano Saturno, che in una descrizione di Marziano Capella ricopre una posizione simile a quella di Satre sul fegato.
Il nome Satre potrebbe essere solo una traduzione etrusca di Saturnus, oppure Saturnus potrebbe derivare dall'etrusco; è anche possibile che le due divinità non siano imparentate.
Nessuna immagine nell'arte etrusca è stata identificata come Satre: "questa divinità rimane un enigma".
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In questo episodio parliamo di donne e del loro ruolo nella società etrusca.
Una società che ha riconosciuto alle donne un posto ben definito, un ruolo attivo nella partecipazione alla vita pubblica. Tanto moderne, quanto lontane dalla concezione in auge presso il mondo greco e romano.
L'iconografia femminile ci viene in aiuto per descrivere prerogative e attributi della donna etrusca, tracce materiali che ci dicono molto di quel mondo moderno e vitale.
In questa puntata di RASNA. UNA SERIE ETRUSCA, l'opera più celebre del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il sarcofago degli Sposi, ci rivela quanto importanti, indipendenti ed emancipate fossero le donne etrusche.


https://www.youtube.com/watch?v=cXIKTDnZNTY
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Sulle pendici del Monte Soratte,
Dove il cielo bacia il fuoco nascosto,
I sacerdoti di Soranus camminano,
Nell’ombra del Sole Nero, si levano.

Non temono il calore, né la fiamma,
I sacerdoti con coraggio chiamano,
Dal ventre della terra il dio ascolta,
Sussurri di stelle.

Oh, Soranus, guardiano degli astri e della notte,
Riflesso di mondi oltre il nostro occhio cieco,
Il Sole Nero nel tuo sguardo arde,
Portatore di segreti, di un’energia senza voce.

Nel buio eterno, danzano le sfere,
Nell’orbita silenziosa dei misteri antichi,
Soranus veglia, silente osservatore,
Del cosmo, custode e signore.
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"È importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute, dove l'uomo deve sentire che vive in un mondo e che in esso avvengono e si manifestano cose che restano inesplicabili. Solo allora la vita è completa.”

C G Jung
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Il punto importante, è se esistano regni che mettono in dubbio le convenzioni suggerendo che ciò che da molto tempo giudichiamo come l' universo sia soltanto un elemento di una realtà molto più grande, forse molto più strana, e per lo più nascosta. Un tempo ' universo' significava ' tutto ciò che esiste'. Con l' attenuazione della sua egemonia, ' universo' ha ceduto il posto ad altre parole che riescono a descrivere la tela più ampia su cui potrebbe essere dipinta dalla totalità della realtà. Mondi paralleli, universi paralleli, universi alternativi, multiversi, megaverso, metaverso, sono tutti sinonimi... In alcune variazioni, gli universi paralleli sono separati da noi da enormi distanze nello spazio e nel tempo; in altre sono sospesi a pochi millimetri da noi; in altre ancora, l' idea stessa della loro ubicazione si dimostra limitata, priva di senso. Un' analoga gamma di possibilità è evidente nelle leggi che governano gli universi paralleli. In alcuni, le leggi sono uguali alle nostre; in altri hanno un aspetto diverso, ma un' eredità comune; in altri ancora, le leggi hanno forma e struttura diversa da qualsiasi cosa abbiamo mai incontrato. È avvilente e al tempo stesso emozionante immaginare quanto possa essere vasta la realtà

B. Greene, astrofisico, " La realtà nascosta"
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Immagine della stella Woh G64, ripresa dallo strumento Graviti del Very Large Telescope Interferometer dello European Southern Observatory. Si tratta della prima immagine ravvicinata di una stella al di fuori della nostra galassia, la Via Lattea. La stella si trova nella Grande Nube di Magellano, a oltre 160mila anni luce da noi. L'ovale luminoso al centro è un bozzolo di polvere che avvolge la stella. L'anello ellittico più debole che la circonda potrebbe essere il bordo interno di un toro di polvere, ma sono necessarie ulteriori osservazioni per confermare questa caratteristica.

Crediti: Eso/K. Ohnaka et al.
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"Come un fiore di loto, che nasce nell'acqua, cresce nell'acqua e rimane incontaminato dall'acqua, così io sono nato nel mondo, cresciuto nel mondo, ma sono rimasto incontaminato dal mondo."

- Buddha
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Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è unanimemente riconosciuto come il nume dell’orrore cosmico letterario. Le sue terribili e fascinose visioni hanno lastricato i percorsi della moderna narrativa dell’immaginario, rendendolo un autore di culto e un punto di riferimento per generazioni di scrittori successivi. Ma furono unicamente le letture e l’irripetibile arte del solitario sognatore di universi a ispirare i suoi capolavori, o magari anche qualche oscuro ingrediente celato nella sua antica linea di sangue, di cui lo stesso Lovecraft potrebbe essere venuto a conoscenza attraverso racconti e allusioni in famiglia? Ricostruendo le vicende del suo parentado mediante l’utilizzo di rare fonti giornalistiche d’epoca, in qualche caso riemerse per la prima volta da un oblio secolare, questo studio individua e suggerisce connessioni intriganti tra le atmosfere dello scrittore di Providence e le sinistre vicende di vari suoi antenati e consanguinei. Con un saggio introduttivo di Pietro Guarriello e una nota finale di Sebastiano Fusco.

In Live LUNEDÌ 25 NOVEMBRE alle ore 21:30

https://www.youtube.com/watch?v=G6DSYfv4PBU
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