La tradizione induista suddivide ogni ciclo temporale dell’umanità in quattro parti. Nell’ultima, il Kali-Yuga, tutto diviene pesante e volgare, lontano dallo spirito; la Menzogna prevale sulla Verità, l’Ombra sulla Luce, la Materia sullo Spirito, il Caos sull’Ordine, la Prevaricazione e l’Arbitrio sulla Giustizia, gli Interessi Particolari di ognuno sull’idea di Servizio, la Disarmonia sulla Bellezza. Anche la civiltà greca ha creduto in una simile suddivisione dei cicli del tempo e l’era finale, l’Età del Ferro, ha le stesse caratteristiche del Kali-Yuga dell’induismo.
Questo libro si propone di dare brevi e sintetiche visioni delle manifestazioni del Kali-Yuga nella nostra epoca. Accecati dal materialismo, abbiamo abbandonato l’idea che esistano dimensioni sottili della realtà, il che ci lascia indifesi di fronte alle forze invisibili al servizio della disgregazione e della dispersione delle coscienze, che nessuno più contrasta.
https://www.youtube.com/live/5-51MDAcYOY
Questo libro si propone di dare brevi e sintetiche visioni delle manifestazioni del Kali-Yuga nella nostra epoca. Accecati dal materialismo, abbiamo abbandonato l’idea che esistano dimensioni sottili della realtà, il che ci lascia indifesi di fronte alle forze invisibili al servizio della disgregazione e della dispersione delle coscienze, che nessuno più contrasta.
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LAMPI DI TENEBRA. Manifestazioni del KALI-YUGA nel mondo moderno, con ALESSANDRO ORLANDI
La tradizione induista suddivide ogni ciclo temporale dell’umanità in quattro parti. Nell’ultima, il Kali-Yuga, tutto diviene pesante e volgare, lontano dallo spirito; la Menzogna prevale sulla Verità, l’Ombra sulla Luce, la Materia sullo Spirito, il Caos…
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Sopra il laghetto bianco
Sono volati via gli uccelli selvatici
Di sera soffia dalle nostre stelle un vento glaciale.
Sopra le nostre tombe
Si china la fronte infranta della notte.
Sotto querce ci dondoliamo su una barca argentea.
Sempre suonano le mura bianche della città
Sotto archi di spine
O fratello mio, ci inerpichiamo noi lancette cieche verso mezzanotte.
[Georg Trakl, 1913]
Art: Joel K H Rafsson
Sono volati via gli uccelli selvatici
Di sera soffia dalle nostre stelle un vento glaciale.
Sopra le nostre tombe
Si china la fronte infranta della notte.
Sotto querce ci dondoliamo su una barca argentea.
Sempre suonano le mura bianche della città
Sotto archi di spine
O fratello mio, ci inerpichiamo noi lancette cieche verso mezzanotte.
[Georg Trakl, 1913]
Art: Joel K H Rafsson
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"Attraverso molte vite, nascita dopo nascita,
vissi e soffrii, senza conoscere sosta o riposo.
Scambiai il dolore per gioia.
Scambiai per acque ristoratrici i miraggi del deserto.
Mi aggrappai ai piaceri e ne trassi sconforto.
Il potere e i beni materiali, ricchezza e forza,
amici e figli, mogli e seguaci, tutto ció che stimola i sensi:
ogni cosa io volli,
poiché ero convinto che ció mi avrebbe recato la beatitudine.
Ma, nell'attimo in cui diventava mia,
ogni cosa mutava d'aspetto, diventando come fuoco ardente.
Poi mi avventurai nel mondo degli dèi
ed essi mi accolsero come un compagno.
Ma, anche qui, dove fermarsi? Dove riposare?
Tutti, compresi gli dèi, sono vittima del Samsara.
Tutti affrontano dolori e sofferenze di ogni genere.
Anch'io sono stato preda del mondo, ho vagato in un labirinto di errori, imprigionato nella gabbia dell'egoismo.
Ora desidero solo liberarmi da tutto ció."
Muchukunda (parafrasato)
Art: John Charles Dollman (1851-1934) / Famine
vissi e soffrii, senza conoscere sosta o riposo.
Scambiai il dolore per gioia.
Scambiai per acque ristoratrici i miraggi del deserto.
Mi aggrappai ai piaceri e ne trassi sconforto.
Il potere e i beni materiali, ricchezza e forza,
amici e figli, mogli e seguaci, tutto ció che stimola i sensi:
ogni cosa io volli,
poiché ero convinto che ció mi avrebbe recato la beatitudine.
Ma, nell'attimo in cui diventava mia,
ogni cosa mutava d'aspetto, diventando come fuoco ardente.
Poi mi avventurai nel mondo degli dèi
ed essi mi accolsero come un compagno.
Ma, anche qui, dove fermarsi? Dove riposare?
Tutti, compresi gli dèi, sono vittima del Samsara.
Tutti affrontano dolori e sofferenze di ogni genere.
Anch'io sono stato preda del mondo, ho vagato in un labirinto di errori, imprigionato nella gabbia dell'egoismo.
Ora desidero solo liberarmi da tutto ció."
Muchukunda (parafrasato)
Art: John Charles Dollman (1851-1934) / Famine
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"se togliamo il soggetto, o anche soltanto la struttura soggettiva dei nostri sensi in generale, allora scompaiono non solo la natura e i rapporti degli oggetti nello spazio e nel tempo, ma anche lo spazio e il tempo stessi. Ciò che probabilmente è il carattere degli oggetti considerati come cose in sé e senza riferimento alla recettività della nostra sensibilità lo ignoriamo del tutto. Non sappiamo niente di più oltre il nostro procedimento personale di percepirli, che, pur essendo pertinente ad ogni essere animato, è tale per la razza umana. La differenza tra una rappresentazione confusa e una chiara è puramente logica e non ha nulla a che fare con il contenuto"
I. Kant, Critica della ragion pura
I. Kant, Critica della ragion pura
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L'universo è infinito nel tempo e nello spazio, eterno, illimitato, indivisibile. Tutti i corpi, animati e inanimati, solidi, liquidi e gassosi, sono uniti l'un l'altro proprio da quel che li separa. Tutto è legato... Pascal ha detto magnificamente: 'L'universo è un cerchio, il cui centro è ovunque e la cui circonferenza in nessun luogo'... L'eternità del mondo colpisce l'intelligenza ancor più vivamente della sua immensità. Se non si possono riconoscere limiti all'universo, come tollerare il pensiero della sua non-esistenza? La materia non è uscita dal nulla. E non vi farà ritorno. La materia è eterna, imperitura. Sebbene sia in perpetua trasformazione, non può diminuire né accrescersi di un atomo... Che esistano miriadi di forme e di meccanismi, nessun dubbio. Ma il piano e i materiali restano invariabili... Le forme sono innumerevoli, gli elementi sono gli stessi.
I primi quattro, idrogeno, ossigeno, azoto, carbonio, sono i grandi agenti della natura.
Louis-Auguste Blanqui, L'eternità attraverso gli astri
I primi quattro, idrogeno, ossigeno, azoto, carbonio, sono i grandi agenti della natura.
Louis-Auguste Blanqui, L'eternità attraverso gli astri
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"L'alterità assoluta, l'indisponibilità, l'irriducibilità del sacro... il sacro è qualcosa di completamente diverso dal profano, una realtà che non appartiene a questo mondo... il sacro introduce una temporalità e spazialità diverse e superiori a quelle del profano"
M. Eliade, Il sacro e il profano
M. Eliade, Il sacro e il profano
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Dopo la separazione/caduta dell'Albero della Vita, nell'Universo si apre un Abisso e il livello divino viene isolato dai mondi sottostanti. Nell'abisso troviamo Daath, un non-Sephira. Daath denota "conoscenza" e può fungere da ponte sull'Abisso. Daath è associato a Saturno. Daath è chiamato il Sole Nero. Lucifero, governa Daath.
Lucifero-Daath, il serpente originale, rappresenta la forza divina della creazione che è in grado di realizzare l'idea di creazione di Dio. Lucifero-Daath scende al livello dell'uomo e risveglia nell'uomo la visione mistica. In questo modo l’uomo può raggiungere una conoscenza che prima era accessibile (secondo le credenze misteriche) solo a Dio e agli angeli. Daath è dunque il frutto che Eva consuma nell'Eden.
Lucifero-Daath, il serpente originale, rappresenta la forza divina della creazione che è in grado di realizzare l'idea di creazione di Dio. Lucifero-Daath scende al livello dell'uomo e risveglia nell'uomo la visione mistica. In questo modo l’uomo può raggiungere una conoscenza che prima era accessibile (secondo le credenze misteriche) solo a Dio e agli angeli. Daath è dunque il frutto che Eva consuma nell'Eden.
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"I fenomeni paranormali sono tutti riconducibili al comune denominatore di alcuni particolari stati di coscienza(onirici o quantomeno oniroidi). A dimostrare che non si tratta di una concezione arbitraria, stanno le molteplici interferenze di questo universo 'più ampio' con quello ordinario, le cui leggi cessano infatti di essere operanti ogni qualvolta, ad esse, si sovrappongono quelle dell'altro. Resta il problema della natura di questo universo fondamentale a cui la mente cosciente non può accedere, mentre vi accede liberamente l'inconscio. L' idea originale che a mio avviso merita di essere presa in considerazione, è che l'evoluzione umana possa condurre ad un più stabile coordinamento tra le facoltà primordiali della paleopsiche e quelle, filogeneticamente più recenti, della coscienza... dai sogni retrospettivi alla psicometria, alle manifestazioni spiritoidi ai 'travasi di coscienza e di personalità'.
L'uomo d'altri tempi fu ossessionato dagli aspetti per lui inesplicabili della natura, nei quali vedeva l'agitarsi di forze occulte e potenzialmente minacciose. L'uomo d'oggi teme anche lui l'ignoto, ma per altri motivi, in quanto esso viene a minacciare la saldezza delle rappresentazioni ch'egli si è fatte dell'universo: le quali dovrebbero essere, a suo avviso, definitive. Di qui gli alibi ingegnosi ai quali ricorrono i seguaci di un facile razionalismo che è esattamente la negazione della razionalità autentica. Che la scienza sia chiamata a progredire infinitamente lungo la via modesta e sicura che le compete, è un fatto certo e innegabile; ma appunto per questo il suo dialogo con l'ignoto non potrà mai esaurirsi"
W. Mackenzie, docente di biologia negli anni 60
L'uomo d'altri tempi fu ossessionato dagli aspetti per lui inesplicabili della natura, nei quali vedeva l'agitarsi di forze occulte e potenzialmente minacciose. L'uomo d'oggi teme anche lui l'ignoto, ma per altri motivi, in quanto esso viene a minacciare la saldezza delle rappresentazioni ch'egli si è fatte dell'universo: le quali dovrebbero essere, a suo avviso, definitive. Di qui gli alibi ingegnosi ai quali ricorrono i seguaci di un facile razionalismo che è esattamente la negazione della razionalità autentica. Che la scienza sia chiamata a progredire infinitamente lungo la via modesta e sicura che le compete, è un fatto certo e innegabile; ma appunto per questo il suo dialogo con l'ignoto non potrà mai esaurirsi"
W. Mackenzie, docente di biologia negli anni 60
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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
"I fenomeni paranormali sono tutti riconducibili al comune denominatore di alcuni particolari stati di coscienza(onirici o quantomeno oniroidi). A dimostrare che non si tratta di una concezione arbitraria, stanno le molteplici interferenze di questo universo…
Art by Bolesław Biegas (Polish, 1877–1954)
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Il sufi, quindi, se gli è possibile viaggia. Viaggia per conoscere al fine di amare, poter capire, paragonare, evolvere. Viaggiare unisce agli altri e libera dai lacci del preconcetto. Viaggiare con il corpo, viaggiare con la mente, viaggiare nei libri e nei secoli, nelle arti e nelle opere di chi ci ha preceduto per millenni; e si capisce allora come l'essere umano è sempre se stesso e non è mai se medesimo. Viaggiare dilata gli orizzonti.
(Gabriele Mandel)
(Gabriele Mandel)
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Al vertice dell’universo si trova un Dio ineffabile, infinito, inaccessibile, dalla cui luce deriva ogni cosa. Questi è immerso in tre spazi, nei quali risiedono i più grandi misteri a cui l’uomo può accedere:
il I spazio o spazio dell’ineffabile;
il II spazio o primo spazio del Primo Mistero;
il III spazio o secondo spazio del Primo Mistero.
Tutte le emanazioni furono originate dal Primo Mistero. Esso, immagine perfetta del Dio ineffabile, governa l’universo. Fu per suo comando che iniziarono le vicissitudini di Sophia ed è lui che protegge l’umanità dal potere degli arconti e che diede i natali a Gesù. Esso, in quanto mistero che guarda dentro (verso l’assoluto), si contrappone a Gesù inteso come mistero che guarda fuori (verso il contingente).
From interpretation of Pistis Sophia
Art: Detail from “Pistis Sophia” by Johfra Bosschart
il I spazio o spazio dell’ineffabile;
il II spazio o primo spazio del Primo Mistero;
il III spazio o secondo spazio del Primo Mistero.
Tutte le emanazioni furono originate dal Primo Mistero. Esso, immagine perfetta del Dio ineffabile, governa l’universo. Fu per suo comando che iniziarono le vicissitudini di Sophia ed è lui che protegge l’umanità dal potere degli arconti e che diede i natali a Gesù. Esso, in quanto mistero che guarda dentro (verso l’assoluto), si contrappone a Gesù inteso come mistero che guarda fuori (verso il contingente).
From interpretation of Pistis Sophia
Art: Detail from “Pistis Sophia” by Johfra Bosschart
👍5
https://www.youtube.com/watch?v=KICw9YinhC8
Per millenni, l'immaginazione umana ha creato e venerato una dea creatrice, di cui icone soprannaturali come le "Sheela na gig" sono una delle più antiche e durature rappresentazioni. Queste potenti immagini di donna anziana che mostra senza paura la sua vulva sono presenti in Irlanda, Inghilterra, Galles e Scozia su chiese, castelli, ponti, pozzi sacri, tombe e pietre erette. Incarnano il potere della Dea Oscura, soglia della vita, della morte e della rinascita. Attraverso 140 fotografie, l'autrice racconta come siano sopravvissute allo sradicamento durante l'ascesa del cristianesimo, che ha cercato di trasformarle in terrorizzanti immagini del peccato di lussuria e abbiano mantenuto le loro posizioni preminenti sorvegliando l'entrata dei luoghi sacri o di presidio del territorio. Oggi la Sheela ritorna nell'immaginario artistico come un necessario antidoto a secoli di soppressione del potere primordiale delle donne, della natura e dell'immaginazione.
(Venexia editrice, 2023)
Per millenni, l'immaginazione umana ha creato e venerato una dea creatrice, di cui icone soprannaturali come le "Sheela na gig" sono una delle più antiche e durature rappresentazioni. Queste potenti immagini di donna anziana che mostra senza paura la sua vulva sono presenti in Irlanda, Inghilterra, Galles e Scozia su chiese, castelli, ponti, pozzi sacri, tombe e pietre erette. Incarnano il potere della Dea Oscura, soglia della vita, della morte e della rinascita. Attraverso 140 fotografie, l'autrice racconta come siano sopravvissute allo sradicamento durante l'ascesa del cristianesimo, che ha cercato di trasformarle in terrorizzanti immagini del peccato di lussuria e abbiano mantenuto le loro posizioni preminenti sorvegliando l'entrata dei luoghi sacri o di presidio del territorio. Oggi la Sheela ritorna nell'immaginario artistico come un necessario antidoto a secoli di soppressione del potere primordiale delle donne, della natura e dell'immaginazione.
(Venexia editrice, 2023)
YouTube
SHEELA NA GIG - il potere sacro della dea oscura, con STARR GOODE
Per millenni, l'immaginazione umana ha creato e venerato una dea creatrice, di cui icone soprannaturali come le "Sheela na gig" sono una delle più antiche e durature rappresentazioni. Queste potenti immagini di donna anziana che mostra senza paura la sua…
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Forwarded from Wouivre🌀
"Il futuro deve restare incerto, poiché è la tela sulla quale noi dipingiamo i nostri desideri.
Così, la condizione umana si troverà sempre davanti a una tela splendidamente vuota. Noi possediamo soltanto questo istante, l'adesso, l'ora, da dedicare continuamente alla sacra presenza umana, creandola e condividendola."
- Frank Herbert _ I figli di Dune
Illustrazione di Wojtek Siudmak
Così, la condizione umana si troverà sempre davanti a una tela splendidamente vuota. Noi possediamo soltanto questo istante, l'adesso, l'ora, da dedicare continuamente alla sacra presenza umana, creandola e condividendola."
- Frank Herbert _ I figli di Dune
Illustrazione di Wojtek Siudmak
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E quando ci vedremo o ci sentiremo nel mondo delle quattro dimensioni, vedremo che il mondo delle tre dimensioni non esiste e non è mai esistito; vedremo che era una nostra creazione, una moltitudine spettrale, un'illusione ottica, un inganno: tutto fuorché una realtà
P.D. Ouspensky, Tertium Organum(1912)
P.D. Ouspensky, Tertium Organum(1912)
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