🇺🇸US 🇮🇱Israele 🇦🇪UAE 🇧🇭Bahrain
Donald Trump ospita la cerimonia di firma Dell'accordo di pace con Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Israele
🗓
🗺 #Geopolitical_News
📰Il presidente Donald Trump martedì parteciperà a una cerimonia di firma dell'accordo di pace con gli Emirati Arabi Uniti, Il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti.
L'accordo è descritto come ”gli accordi di Abraham" dalla Casa Bianca, normalizzando le relazioni diplomatiche tra le nazioni arabe con Israele.
🔗Link: https://www.breitbart.com/politics/2020/09/15/watch-live-donald-trump-hosts-peace-agreement-signing-ceremony-with-bahrain-uae-and-israel/
Donald Trump ospita la cerimonia di firma Dell'accordo di pace con Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Israele
🗓
15 settembre 2020🗺 #Geopolitical_News
📰Il presidente Donald Trump martedì parteciperà a una cerimonia di firma dell'accordo di pace con gli Emirati Arabi Uniti, Il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti.
L'accordo è descritto come ”gli accordi di Abraham" dalla Casa Bianca, normalizzando le relazioni diplomatiche tra le nazioni arabe con Israele.
🔗Link: https://www.breitbart.com/politics/2020/09/15/watch-live-donald-trump-hosts-peace-agreement-signing-ceremony-with-bahrain-uae-and-israel/
Breitbart
Watch Live: Donald Trump Hosts Peace Agreement Signing Ceremony with Bahrain, UAE, and Israel
President Donald Trump on Tuesday will participate in a peace agreement signing ceremony at the White House.
🇵🇸Palestina 🇮🇷Iran 🇹🇷Turchia
L'accordo Israele-Emirati compatta le fazioni palestinesi. La preocuppazione di Iran e Turchia
🗓
🗺 #Geopolitical_News
📰Gli accordi per la normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati Arabi e Bahrain regalano a Donald Trump una vittoria diplomatica da spendere nella corsa alla rielezione e ridisegnano la mappa degli equilibri in Medio Oriente.
La nuova intesa ha compattato il fronte palestinese, che ha parlato apertamente di tradimento. Tra i paesi in prima fila nel bocciare l'accordo anche Iran, e Turchia.
🔗Link: https://it.euronews.com/2020/09/15/l-accordo-israele-emirati-compatta-le-fazioni-palestinesi-la-preocuppazione-di-iran-e-qata
L'accordo Israele-Emirati compatta le fazioni palestinesi. La preocuppazione di Iran e Turchia
🗓
15 Settembre 2020🗺 #Geopolitical_News
📰Gli accordi per la normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati Arabi e Bahrain regalano a Donald Trump una vittoria diplomatica da spendere nella corsa alla rielezione e ridisegnano la mappa degli equilibri in Medio Oriente.
La nuova intesa ha compattato il fronte palestinese, che ha parlato apertamente di tradimento. Tra i paesi in prima fila nel bocciare l'accordo anche Iran, e Turchia.
🔗Link: https://it.euronews.com/2020/09/15/l-accordo-israele-emirati-compatta-le-fazioni-palestinesi-la-preocuppazione-di-iran-e-qata
euronews
Gli effetti dell'accordo Israele-Emirati: a chi non piace l'intesa?
La storica intesa regala a Trump una vittoria diplomatica da spendere nella corsa presidenziale e modifica gli equilibri in Medio Oriente
🇺🇸US 🇮🇱Israele 🇦🇪UAE 🇧🇭Bahrain
Firma storica alla Casa Bianca tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain
🗓
🗺 #Geopolitical_News
📰Giornata storica alla Casa Bianca dove con sono stati firmati gli "Accordi di Abramo" per la normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati Arabi e Bahrein.
Il presidente Trump ha anticipato la firma con un solito tweet "Storico giorno per la pace in Medio Oriente. Altri Paesi seguiranno!", ha promesso.
"Un giorno storico, una nuova alba di pace»: così il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha definito la firma alla Casa Bianca degli accordi di Abramo con Emirati e Bahrein, ringraziando e lodando Donald Trump per la sua mediazione e per aver affrontato coraggiosamente i tiranni dell'Iran.
Donald Trump ha evocato l'avvento di un «nuovo Medio Oriente» presiedendo la cerimonia.
🔗Link: https://it.euronews.com/2020/09/15/firma-storica-alla-casa-bianca-tra-israele-emirati-arabi-uniti-e-bahrain?fromBreakingNews=1
Firma storica alla Casa Bianca tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain
🗓
15 Settembre 2020🗺 #Geopolitical_News
📰Giornata storica alla Casa Bianca dove con sono stati firmati gli "Accordi di Abramo" per la normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati Arabi e Bahrein.
Il presidente Trump ha anticipato la firma con un solito tweet "Storico giorno per la pace in Medio Oriente. Altri Paesi seguiranno!", ha promesso.
"Un giorno storico, una nuova alba di pace»: così il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha definito la firma alla Casa Bianca degli accordi di Abramo con Emirati e Bahrein, ringraziando e lodando Donald Trump per la sua mediazione e per aver affrontato coraggiosamente i tiranni dell'Iran.
Donald Trump ha evocato l'avvento di un «nuovo Medio Oriente» presiedendo la cerimonia.
🔗Link: https://it.euronews.com/2020/09/15/firma-storica-alla-casa-bianca-tra-israele-emirati-arabi-uniti-e-bahrain?fromBreakingNews=1
euronews
Casa Bianca: firma storica tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain
Trump sottoscrive gli "Accordi di Abramo" per la normalizzazione dei rapporti tra i tre Paesi
🇪🇺UE 🇬🇷Grecia 🇹🇷Turchia
Grecia pronta al dialogo con la Turchia. Atene chiede segnali "concreti" di distensione
🗓
🗺 #Geopolitical_News
📰La distensione degli ultimi giorni nel Mediterraneo Orientale dopo settimane di frizioni fra Grecia e Turchia fa ben sperare per l'avvio di un negoziato. Il rientro in porto della nave turca Oruç Reis, impegnata nella ricerca di idrocarburi in una zona contesa fra i due Paesi, concede alla diplomazia europea una finestra per cercare una soluzione a una disputa territoriale che si protrae da decenni.
Spiragli di apertura
"Valuteremo la possibilità di una conferenza multilaterale, perché oltre al dialogo fra le due parti probabilmente serve che i diversi Paesi si siedano al tavolo per discutere varie questioni", ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, in visita ad Atene. Gli ha fatto eco il premier greco, Kyriakos Mitsotakis:
"Se avremo un segnale di volontà tangibile e continuativo - ha dichiarato - siamo pronti a iniziare subito, e sottolineo immediatamente, un colloquio preliminare con la Turchia sul nostro argomento di maggior attrito: la demarcazione delle nostre acque territoriali e zone economiche esclusive nell'Egeo e nel Mediterraneo".
Linea dura di Bruxelles, ma non tutti sono d'accordo
L'alto rappresentante per gli Affari Esteri ddell'Ue, Josep Borrell ha espresso la linea della Commissione europea al parlamento di Bruxelles.
"Quanto successo quest'estate è inaccettabile - ha detto - La Turchia deve trattenersi dall'intraprendere azioni unilaterali. E questa è una condizione di base perché il dialogo possa continuare, anzi, partire".
Fra i Paesi europei non c'è accordo sulla possibilità di sanzionare la Turchia. Alla linea dura della Francia si contrappone quella dialogante tedesca. "Qualsiasi decisione sarà difficile" ha concluso Borrell.
🔗Link: https://it.euronews.com/2020/09/15/grecia-pronta-al-dialogo-con-la-turchia-atene-chiede-segnali-concreti-di-distensione
Grecia pronta al dialogo con la Turchia. Atene chiede segnali "concreti" di distensione
🗓
15 Settembre 2020🗺 #Geopolitical_News
📰La distensione degli ultimi giorni nel Mediterraneo Orientale dopo settimane di frizioni fra Grecia e Turchia fa ben sperare per l'avvio di un negoziato. Il rientro in porto della nave turca Oruç Reis, impegnata nella ricerca di idrocarburi in una zona contesa fra i due Paesi, concede alla diplomazia europea una finestra per cercare una soluzione a una disputa territoriale che si protrae da decenni.
Spiragli di apertura
"Valuteremo la possibilità di una conferenza multilaterale, perché oltre al dialogo fra le due parti probabilmente serve che i diversi Paesi si siedano al tavolo per discutere varie questioni", ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, in visita ad Atene. Gli ha fatto eco il premier greco, Kyriakos Mitsotakis:
"Se avremo un segnale di volontà tangibile e continuativo - ha dichiarato - siamo pronti a iniziare subito, e sottolineo immediatamente, un colloquio preliminare con la Turchia sul nostro argomento di maggior attrito: la demarcazione delle nostre acque territoriali e zone economiche esclusive nell'Egeo e nel Mediterraneo".
Linea dura di Bruxelles, ma non tutti sono d'accordo
L'alto rappresentante per gli Affari Esteri ddell'Ue, Josep Borrell ha espresso la linea della Commissione europea al parlamento di Bruxelles.
"Quanto successo quest'estate è inaccettabile - ha detto - La Turchia deve trattenersi dall'intraprendere azioni unilaterali. E questa è una condizione di base perché il dialogo possa continuare, anzi, partire".
Fra i Paesi europei non c'è accordo sulla possibilità di sanzionare la Turchia. Alla linea dura della Francia si contrappone quella dialogante tedesca. "Qualsiasi decisione sarà difficile" ha concluso Borrell.
🔗Link: https://it.euronews.com/2020/09/15/grecia-pronta-al-dialogo-con-la-turchia-atene-chiede-segnali-concreti-di-distensione
euronews
Grecia pronta al dialogo con la Turchia sul Mediterraneo orientale
Da Atene il presidente del Consiglio europeo Charles Michel lancia l'idea del tavolo multilaterale per risolvere le questioni aperte con Ankara
🇹🇷Turchia 🇱🇾Libia
La Turchia adesso cerca il petrolio in Libia
🗓
🗺 #Geopolitical_News
📰Nei giorni scorsi si è avuta notizia di fitti colloqui tra rappresentanti turchi e funzionari libici che ha avuto proprio nel mercato dell’oro nero il principale oggetto. A rivelarlo è stata una fonte turca a Bloomberg Tv: secondo quanto riportato dalla testata americana, il governo di Ankara avrebbe inviato propri funzionari del settore dell’energia a dialogare con delegati della Noc, ossia l’azienda libica che si occupa dell’estrazione e commercializzazione del petrolio.
Sul piatto sono stati presentati progetti di esplorazione offshore e all’interno di alcuni giacimenti in Tripolitania. Del resto è proprio qui che si concentrano i principali interessi turchi a partire soprattutto dallo scorso mese di novembre, da quando cioè il governo del presidente Erdogan ha siglato con il premier libico Fayez Al Sarraj un memorandum d’intesa che prevede accordi sia militari che economici. Da quel momento in poi la Turchia è diventata principale sponsor dell’esecutivo stanziato a Tripoli, il quale tramite gruppi e milizie controlla, seppur non sempre in modo diretto, la regione occidentale del Paese.
Ankara ha già speso molto in Libia. Da novembre sono stati inviati migliaia di mercenari siriani prelevati dalla provincia di Idlib, appartenenti a gruppi islamisti da tempo addestrati dai turchi. Per ognuno dei combattenti approdati in Libia sono stati promessi stipendi, soldi e remunerazioni in un contesto in cui i bilanci dello Stato non navigano verso il segno positivo. Erdogan vorrebbe riprendere questo investimento puntando dritto al petrolio in Tripolitania, forte del sostegno dato al governo di Al Sarraj il quale con l’appoggio delle milizie file turche è riuscito a far indietreggiare dalla regione il generale Khalifa Haftar.
La visita di delegati turchi all’aeroporto di Tripoli
Non solo petrolio, ma anche infrastrutture: la parte occidentale della Libia deve essere ricostruita vista la distruzione occorsa in quasi un decennio di guerra, dunque molte opere da qui ai prossimi anni faranno gola alla stessa Turchia per accaparrarsi quanti più cantieri possibili. Si inquadra in questa ottica l’ispezione compiuta da alcuni funzionari inviati da Erdogan nella capitale libica, lì dove hanno visitato i resti dell’aeroporto internazionale di Bin Gashir distrutto dai combattimenti nel 2014. Lo scalo è chiuso da tempo, già da mesi l’intenzione del governo di Al Sarraj è quello di recuperarlo.
L’azione di Ankara in questo caso però potrebbe essere interpretata come di “disturbo” nei confronti dell’Italia. L’infrastruttura della capitale libica infatti è stata già affidata al consorzio italiano Aeneas, il quale aveva avviato i primi lavori nel luglio del 2018. Il cantiere poi è stato chiuso in quanto l’aeroporto è diventato un obiettivo militare strategico durante l’avanzata di Haftar nell’aprile del 2019 e si è trasformato in un vero scenario di guerra.
L’interessamento turco potrebbe quindi andare a ledere quelli che sono gli obiettivi italiani a Tripoli. L’aeroporto e la sua ricostruzione rappresentano per il nostro Paese un interesse fondamentale per mantenere la propria posizione nella regione. C’è chi però in ambito diplomatico non vede nella mossa di Ankara un disturbo verso l’Italia. Forse, è il pensiero trapelato nei corridoi della politica, la Turchia vorrebbe soltanto collaborare con Roma piuttosto che scavalcarla definitivamente. Del resto anche Erdogan sa che per avere presa in Libia non è possibile fare del tutto a meno del know how italiano.
🔗Link: https://ift.tt/3mnAW5x
La Turchia adesso cerca il petrolio in Libia
🗓
15 Settembre 2020🗺 #Geopolitical_News
📰Nei giorni scorsi si è avuta notizia di fitti colloqui tra rappresentanti turchi e funzionari libici che ha avuto proprio nel mercato dell’oro nero il principale oggetto. A rivelarlo è stata una fonte turca a Bloomberg Tv: secondo quanto riportato dalla testata americana, il governo di Ankara avrebbe inviato propri funzionari del settore dell’energia a dialogare con delegati della Noc, ossia l’azienda libica che si occupa dell’estrazione e commercializzazione del petrolio.
Sul piatto sono stati presentati progetti di esplorazione offshore e all’interno di alcuni giacimenti in Tripolitania. Del resto è proprio qui che si concentrano i principali interessi turchi a partire soprattutto dallo scorso mese di novembre, da quando cioè il governo del presidente Erdogan ha siglato con il premier libico Fayez Al Sarraj un memorandum d’intesa che prevede accordi sia militari che economici. Da quel momento in poi la Turchia è diventata principale sponsor dell’esecutivo stanziato a Tripoli, il quale tramite gruppi e milizie controlla, seppur non sempre in modo diretto, la regione occidentale del Paese.
Ankara ha già speso molto in Libia. Da novembre sono stati inviati migliaia di mercenari siriani prelevati dalla provincia di Idlib, appartenenti a gruppi islamisti da tempo addestrati dai turchi. Per ognuno dei combattenti approdati in Libia sono stati promessi stipendi, soldi e remunerazioni in un contesto in cui i bilanci dello Stato non navigano verso il segno positivo. Erdogan vorrebbe riprendere questo investimento puntando dritto al petrolio in Tripolitania, forte del sostegno dato al governo di Al Sarraj il quale con l’appoggio delle milizie file turche è riuscito a far indietreggiare dalla regione il generale Khalifa Haftar.
La visita di delegati turchi all’aeroporto di Tripoli
Non solo petrolio, ma anche infrastrutture: la parte occidentale della Libia deve essere ricostruita vista la distruzione occorsa in quasi un decennio di guerra, dunque molte opere da qui ai prossimi anni faranno gola alla stessa Turchia per accaparrarsi quanti più cantieri possibili. Si inquadra in questa ottica l’ispezione compiuta da alcuni funzionari inviati da Erdogan nella capitale libica, lì dove hanno visitato i resti dell’aeroporto internazionale di Bin Gashir distrutto dai combattimenti nel 2014. Lo scalo è chiuso da tempo, già da mesi l’intenzione del governo di Al Sarraj è quello di recuperarlo.
L’azione di Ankara in questo caso però potrebbe essere interpretata come di “disturbo” nei confronti dell’Italia. L’infrastruttura della capitale libica infatti è stata già affidata al consorzio italiano Aeneas, il quale aveva avviato i primi lavori nel luglio del 2018. Il cantiere poi è stato chiuso in quanto l’aeroporto è diventato un obiettivo militare strategico durante l’avanzata di Haftar nell’aprile del 2019 e si è trasformato in un vero scenario di guerra.
L’interessamento turco potrebbe quindi andare a ledere quelli che sono gli obiettivi italiani a Tripoli. L’aeroporto e la sua ricostruzione rappresentano per il nostro Paese un interesse fondamentale per mantenere la propria posizione nella regione. C’è chi però in ambito diplomatico non vede nella mossa di Ankara un disturbo verso l’Italia. Forse, è il pensiero trapelato nei corridoi della politica, la Turchia vorrebbe soltanto collaborare con Roma piuttosto che scavalcarla definitivamente. Del resto anche Erdogan sa che per avere presa in Libia non è possibile fare del tutto a meno del know how italiano.
🔗Link: https://ift.tt/3mnAW5x
InsideOver
La Turchia adesso cerca il petrolio in Libia
Erdogan vuole trivellare la Tripolitania, ma disturba anche l'Italia sulle infrastrutture da costruire in Libia: ecco gli interessi di Ankara
Forwarded from Donald J. Trump NOT [FAKE]
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🇮🇱Israele 🇵🇸Palestina
M.O., 15 razzi da Gaza: tre feriti in Israele. Raid contro obiettivi Hamas
🗓
🌐 #Military_News
📰Raid israeliani hanno colpito obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta al lancio, nella notte, di 15 razzi dall'enclave palestinese verso Israele. Su Twitter le forze israeliane (Idf) confermano che tra gli obiettivi colpiti ci sono un compound militare e un sito per la fabbricazione di armi ed esplosivi. Almeno otto razzi sono stati intercettati dal sistema Iron Dome. Uno è invece caduto nella città di Ashdod, dove - riporta Ynet - tre persone sono rimaste ferite.
Le ultime notizie arrivano dopo la firma a Washington degli accordi di normalizzazione delle relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti e tra Israele e Bahrein.
"Vogliono impedire la pace", ma "non ci riusciranno" ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Non sono sorpreso - ha affermato Netanyahu lasciando Washington - dal fatto che i terroristi palestinesi abbiano sparato razzi contro Israele proprio nel momento di questa storica cerimonia".
🔗Link: https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/09/16/razzi-gaza-tre-feriti-israele-raid-contro-obiettivi-hamas_Q9S8ffCBoBQ2SQGynfZ1HJ.html
M.O., 15 razzi da Gaza: tre feriti in Israele. Raid contro obiettivi Hamas
🗓
16 Settembre 2020🌐 #Military_News
📰Raid israeliani hanno colpito obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta al lancio, nella notte, di 15 razzi dall'enclave palestinese verso Israele. Su Twitter le forze israeliane (Idf) confermano che tra gli obiettivi colpiti ci sono un compound militare e un sito per la fabbricazione di armi ed esplosivi. Almeno otto razzi sono stati intercettati dal sistema Iron Dome. Uno è invece caduto nella città di Ashdod, dove - riporta Ynet - tre persone sono rimaste ferite.
Le ultime notizie arrivano dopo la firma a Washington degli accordi di normalizzazione delle relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti e tra Israele e Bahrein.
"Vogliono impedire la pace", ma "non ci riusciranno" ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Non sono sorpreso - ha affermato Netanyahu lasciando Washington - dal fatto che i terroristi palestinesi abbiano sparato razzi contro Israele proprio nel momento di questa storica cerimonia".
🔗Link: https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/09/16/razzi-gaza-tre-feriti-israele-raid-contro-obiettivi-hamas_Q9S8ffCBoBQ2SQGynfZ1HJ.html
Adnkronos
M.O., 15 razzi da Gaza: tre feriti in Israele. Raid contro obiettivi Hamas
Le ultime notizie arrivano dopo la firma a Washington degli accordi di normalizzazione delle relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti e tra Israele e Bahrein
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts
qalerts.pub
Intel Drop #4727
Forwarded from Q Alerts - Q Drop Alerts