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📰Raccolta di notizie geopolitiche e analisi degli sviluppi diplomatici e strategici
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🇺🇸US 🇨🇳Cina

Microsoft dice che non acquisirà le operazioni statunitensi di TikTok dopo che il genitore Cinese rifiuta l'offerta

🗓13 Settembre 2020
📱#Tech_News

📰L'offerta di acquisizione del gigante del software Microsoft per le operazioni statunitensi di TikTok è stata respinta dal genitore cinese della piattaforma di social media, lasciando le sue prospettive in aria una settimana prima della scadenza per fare un accordo.

Bytedance della Cina ha informato il pretendente di domenica che non venderà L'attività a Microsoft. L'impasse potrebbe dare il sopravvento a Oracle, un'altra azienda tecnologica statunitense che secondo quanto riferito è stata in trattative con Bytedance con sede a Pechino. Poco dopo la notizia, Reuters e il Wall Street Journal hanno riferito che ByteDance aveva scelto Oracle come offerente vincente, citando fonti.

La società cinese è stata sotto la pistola per cedere le operazioni statunitensi di TikTok a un acquirente americano da quando il presidente Donald Trump ha ordinato il 6 agosto che una vendita deve essere completata entro 45 giorni. Trump ha detto Giovedì che non estenderà la scadenza del 20 settembre, il che significa che l'azienda sarà venduta o chiusa.

Trump ha dichiarato a luglio che avrebbe vietato la popolare app di social media di operare negli Stati Uniti a causa di problemi di sicurezza nazionale. Gli ultimi commenti del Presidente hanno apparentemente dissipato un rapporto del Wall Street Journal che suggeriva che i funzionari dell'amministrazione Bytedance e Trump stavano discutendo accordi che eviterebbero di richiedere una vendita completa.

Microsoft ha detto che la sua proposta sarebbe stata vantaggiosa per gli utenti di TikTok e avrebbe protetto gli interessi di sicurezza degli Stati Uniti. "Avremmo apportato modifiche significative per garantire che il servizio soddisfacesse i più alti standard di sicurezza, privacy, sicurezza online e lotta alla disinformazione”, ha affermato la società di Redmond, a Washington.

TikTok ha 1.000 dipendenti e decine di milioni di utenti negli Stati Uniti. Prevede di assumere altri 10.000 nei prossimi tre anni e vanta un fondo di 1 miliardo di dollari per supportare i creatori sulla piattaforma di condivisione video.



🔗Link:
🗞RT International
https://www.rt.com/usa/500614-microsoft-not-bying-tiktok/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=RSS

🗞Adnkronos
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/09/14/usa-tiktok-accetta-offerta-oracle_UHmWGsdDl0PGqV9pTk43JN.html
🇺🇸Trump firma ordine esecutivo per abbassare i prezzi dei farmaci

 🗓14 Settembre 2020
🌎#US_News

📰“Ho Appena firmato un nuovo ordine esecutivo per abbassare i prezzi delle medicine!”. L’annuncio storico viene fatto sul web. Così il presidente degli Stati Uniti, Trump. “Il mio ordine ‘Most Favorited Nation’ garantirà che il nostro Paese ottenga lo stesso prezzo basso che Big Pharma dà ad altri Paesi. I giorni dello scrocco globale a spese dell’America sono finiti e i prezzi stanno scendendo rapidamente! Ho anche appena concluso tutti gli sconti agli intermediari, riducendo ulteriormente i prezzi

🔗Link:
🗞DataBase Italia
https://www.databaseitalia.it/trump-firma-ordine-esecutivo-per-abbassare-i-prezzi-dei-farmaci/

🗞RT International
https://www.rt.com/usa/500608-trump-lower-drug-prices/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=RSS
🇮🇹Italia 🇨🇳Cina

"Politici, imprenditori e criminali, 4mila italiani schedati da Pechino"

🗓13 Settembre 2020
🌏#World_News

📰Oltre quattromila nomi. Da Renzi a Ferrero, da Berlusconi a Merloni. E poi padri, madri, compagni e compagne di leader politici. Persino i loro figli appena maggiorenni. Ma anche criminali e presunti terroristi residenti sul suolo italiano. Una società privata, la Zhenhua della città di Shenzhen, in Cina, "raccoglie informazioni dettagliate all'estero su politici, sui loro familiari, su persone di interesse pubblico, membri delle istituzioni, imprenditori e criminali. Tutto per conto di Pechino. E lo fa anche in Italia". E' quanto emerge dall'analisi di un mastodontico database ottenuto dal Foglio insieme con altre testate internazionali come il Telegraph, il Sunday Times, l'Indian Express, il Globe and Mail e l'Australian Financial Review.

L'Okidb, Oversea Key Information DataBase, stando all'analisi condotta da Foglio "raccoglie informazioni pubbliche analizzando tutti i big data disponibili online; ogni singolo social network, blog, articoli, qualunque pubblicazione su internet diventa fonte". I dati sono poi analizzati 'da numerosi ricercatori specializzati', viene ancora spiegato da Il Foglio. Un'altra sezione del database "monitora cargo via mare e via aerea, ma non sono spiegati i dettagli dell'attività. Se gran parte delle fonti del database sono raccolte dall'intelligenza artificiale attraverso internet, la lettura dei dati contenuti nel database mostra l'intervento persone fisiche, che inseriscono dati non pubblici, assegnano a ogni individuo un punteggio – che non è stato possibile interpretare in maniera indipendente – e ne tracciano una mappa di connessioni e interessi", spiega ancora Il Foglio nella sua inchiesta. Nel dettaglio, sotto alla chiave di ricerca 'Italia' compaiono 4.544 nomi e cognomi. La raccolta dei dati italiani sembra iniziare dal 2006, ben prima che la società esistesse. Tra le persone di 'interesse speciale' "figurano il narcotrafficante Rocco Morabito, assieme a esponenti di camorra, 'ndrangheta e Cosa nostra. Censiti anche presunti terroristi islamici residenti in Italia", rivela ancora il quotidiano.

🔗Link:
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2020/09/13/politici-imprenditori-criminali-mila-italiani-schedati-pechino_90mc7f6fFXCx9e7VE7cyoI.html
🇪🇺Il ritorno dei falchi in Europa: Anche Lagarde nel mirino

🗓14 Settembre 2020
🏦#Financial_News

📰...Dopo settimane di affermazioni e dichiarazioni amichevoli, ecco ritornare il vero volto dell’Europa tecnocratica, con il ritorno di fiamma dei famigerati falchi dell’Ue pronti a ristabilire i loro diktat su tutto il Vecchio Continente. Sembrava che i Paesi frugali avessero ingoiato il rospo, che i vari organi dell’Ue avessero capito, finalmente, quale strada intraprendere per evitare di commettere gli stessi errori del passato. Ebbene, a quanto pare così non è stato.

Il "fallimento" di Lagarde

Dicevamo della Bce. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera i falchi della Banca centrale europea starebbero attuando una manovra per mettere con le spalle al muro niente meno che Christine Lagarde. E il che è tutto un programma, visto che il potentissimo presidente della Bce non può certo essere rientrare tra le “colombe”. In ogni caso, nei giorni scorsi, il Consiglio direttivo dell’organismo – che, tra l’altro, si occupa di decidere i tassi di interesse, gli acquisti di debito pubblico o privato e l’offerta di liquidità delle banche – si è riunito per l’ennesimo appuntamento in videoconferenza.

A quanto pare il comitato esecutivo avrebbe prima convocato una riunione fisica, diventata poi virtuale: un segnale, questo, di come anche all’interno della Bce regni la più assoluta incertezza. E qui entra in gioco Lagarde, visto che l’incertezza è causata per lo più da una sorta di conflitto tra le scelte della banca e il ruolo dello stesso presidente. La criticità più impellente riguarda l’aumento del valore dell’euro, schizzato, dalla pandemia di Covid a oggi, del 9,7% sul dollaro e del 9,2% sulle valute degli altri partner commerciali dell’area.

Insomma, l’andamento della moneta unica dimostrerebbe, a detta dei falchi, il palese fallimento della missione di Lagarde. Non a caso Luis de Guindos, numero due della Bce, ha spiegato quale sarebbe uno dei problemi più importanti con il quale fare i conti: il fatto che la Banca centrale europea non abbia posto alcun obiettivo sul tasso di cambio all’interno della propria politica. Non solo: “Una delle principali vulnerabilità che abbiamo evidenziato in passato e, più precisamente, dopo la pandemia, è la bassa redditività delle banche europee e le basse valutazioni di borsa che questa bassa redditività sta causando”, ha aggiunto de Guindos.


La mossa dei falchi

Scendendo nel dettaglio, se un sistema è in recessione, apprezzare la moneta non serve a molto. Anzi: per usare le parole del Corsera, “frena l’attività produttiva rendendo più cari i prodotti all’esportazione, mentre sospinge l’economia verso la deflazione per il calo dei costi dei beni importati”. Insomma, il rischio è che l’euro si rivaluti troppo per lo stato dell’economia europea e non solo.

Lagarde ha provato in qualche modo a difendersi: “Nella misura in cui l’euro mette una pressione negativa sui prezzi dobbiamo monitorare attentamente la questione”. Proprio mentre il presidente della Bce stava per rilasciare queste dichiarazioni, giovedì scorso, un lancio dell’agenzia Bloomberg anticipava l’ex capo dell’Fmi, affermando l’esatto opposto di quanto avrebbe detto di lì a poco.

L’agenzia spiegava che per il Consiglio direttivo Bce non vi erano ragioni di reagire troppo alla rivalutazione dell’euro: “Il Consiglio direttivo ha discusso il recente apprezzamento della moneta ma l’opinione generale è stata che non c’è ragione di reagire eccessivamente”. Mentre Lagarde stava cercando di stoppare la rivalutazione della moneta con le sue parole, qualcuno ha spifferato a Bloomberg il messaggio opposto. Risultato: in quel pomeriggio l’euro è salito da 1,18 a 1,19 dollari. Quanto accaduto è chiaro: qualcuno, probabilmente all’interno della Bce, ha parlato all’agenzia esponendo una posizione diversa da quella espressa da Lagarde. Il significato è altrettanto chiaro: la francese è finita nel mirino dei falchi più intransigenti della Banca centrale europea.

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🇺🇸Il presidente della Sicurezza Nazionale del Senato esorta il DOJ a sondare i +30 telefoni cellulare per i dati cancellati dal team Mueller durante il fiasco del Russiagate

🗓12 Settembre 2020
🏛#Justice_News

📰Il presidente repubblicano del Comitato per la Sicurezza Nazionale del Senato ha invitato il DOJ a indagare sul motivo per cui i membri del team Russiagate di Robert Mueller hanno cancellato i dati da dozzine di telefoni cellulari durante la sonda Trump-Russia.

Il senatore Ron Johnson (R-Wisconsin) ha scritto una lettera al Dipartimento di Giustizia venerdì, chiedendo all'ispettore generale del DOJ Michael Horowitz di lanciare una sonda dopo che i documenti sono emersi questa settimana dimostrando che la squadra di Mueller ha rimosso informazioni da un massimo di 31 dispositivi durante le indagini sul Russiagate.

”Questi rapporti sono preoccupanti e sollevano preoccupazioni sulla conservazione dei record e sulla trasparenza", ha scritto Johnson.

"Pertanto, chiedo rispettosamente che il suo ufficio apra un'indagine su questa questione per determinare cosa, perché e come le informazioni sono state cancellate, se si sono verificati illeciti e a chi appartenevano questi dispositivi"

Chiedendo al DOJ di rispondere entro una settimana, Johnson ha anche invitato il dipartimento a rispondere a una serie di domande specifiche sui telefoni, anche quando i funzionari della giustizia sono venuti a conoscenza del fatto che erano stati cancellati e se i dati potevano ancora essere recuperati dai dispositivi.

Il documento di 87 pagine che elenca i telefoni cellulari cancellati è stato rilasciato dal Dipartimento di Giustizia giovedì sotto una richiesta di libertà di informazione, mostrando che i dispositivi sono stati rimossi dopo che L'ispettore generale del DOJ ha chiesto di vederli – la maggior parte di loro presumibilmente per caso, sia a causa di codici di accesso dimenticati, danni irreparabili o perdita Tuttavia, alcuni dei dati sono stati cancellati intenzionalmente, mostra il documento.

Mentre la maggior parte dei nomi dei funzionari sono redatti nel documento, indica che il team di Mueller “ha perso” un telefono appartenente all'ex avvocato Dell'FBI Lisa Page, che insieme all'agente Peter Strzok è stato rimosso dalla sonda Trump-Russia dopo che i messaggi di testo tra i due sono emersi mostrandoli denigrando Trump e i suoi sostenitori.

La richiesta di Johnson al DOJ arriva poche ore dopo che il senatore Chuck Grassley (R-Iowa), che presiede il Comitato finanziario del Senato, ha presentato una lettera simile al Dipartimento di Giustizia e all'FBI, esortandoli a fornire ulteriori informazioni sui dati dei telefoni cancellati e a rilasciare una versione non modificata del documento di 87 pagine.

"Sembra che la squadra del Consigliere Speciale Mueller possa aver cancellato i record federali che potrebbero essere la chiave per comprendere meglio il loro processo decisionale mentre perseguivano le loro indagini” su Trump, ha scritto Grassley, aggiungendo che “al Congresso e al popolo americano sono dovute risposte riguardo al Consigliere Speciale Mueller e al suo team.”


🔗Link: https://www.rt.com/usa/500526-mueller-phones-data-wiped-probe/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=RSS
🇺🇸🇶🇦Mike Pompeo: "Sono lieto di aprire il dialogo strategico USA-Qatar e l'incontro produttivo con il vice primo ministro del Qatar bin Abdulrahman Al Thani in seguito. Attendo con impazienza la nostra cooperazione per l'Anno della cultura del Qatar 2021 e lavorando insieme per promuovere la pace e la prosperità regionale."

https://twitter.com/SecPompeo/status/1305574776518443008?s=19
🇪🇺UE-Cina🇨🇳: il summit virtuale all'insegna dell'incertezza

🗓14 Settembre 2020
🗺 #Geopolitical_News

📰Doveva essere un grande summit quello di Lipsia in Germania. Il Paese attualmente detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea. Rimandato più volte per l'emergenza Coronavirus, alla fine l'incontro si è tenuto a metà.

I leader europei si sono seduti faccia a faccia con la controparte cinese, tutto in collegamento streaming. Alcuni sostengono che è stato meglio di niente perché questo incontro ha dato all'Unione europea la possibilità di bacchettare Pechino sul tema dei diritti umani e delle proteste in corso a Hong Kong. Un summit virtuale che ha visto dialogare il Presidente Xi Jinping con i “grandi” delle istituzioni europee. Presenti la Presidente Ursula von der Leyen e la Cancelliera tedesca Angela Merkel.

Tra i temi affrontati il cambiamento climatico, il commercio, gli effetti del Covid-19 a livello economico, sociale e sanitario. Ma anche la tutela delle minoranze etniche in Xinjiang e in Tibet e il Mar cinese meridionale. Il vertice in collegamento video è stata un’occasione per il Presidente Xi di “riconquistare” una fetta di Bruxelles fortemente critica nei confronti della Cina. Quando la pandemia lo permetterà il vero summit si terrà di persona. Per ora è tutto rimandato a data da destinarsi.


🔗Link: https://it.euronews.com/2020/09/14/ue-cina-il-summit-virtuale-all-insegna-dell-incertezza
🇺🇸US 🇮🇹🇻🇦Italia-Vaticano 🇨🇳Cina

Pompeo verso la visita in Vaticano (con un occhio a Italia e Cina)

🗓15 settembre 2020
🗺 #Geopolitical_News

📰Un anno dopo il suo viaggio italiano, il Segretario di Stato Usa Mike Pompeo sarà di nuovo nella penisola a fine mese: Pompeo, stando a quanto riportato dal quotidiano La Verità, si recherà a Roma per entrare in territorio vaticano, perfezionando una visita ufficiale alle autorità della Santa Sede a cui, tra Washington e Oltretevere, si lavora dal giugno scorso.

Per la strategia geopolitica degli Usa e le mosse del Segretario di Stato italo-americano il Vaticano ha una rilevanza fondamentale. In primo luogo per il suo peso diplomatico globale, che dall’inizio del pontificato di Francesco in avanti è stato esercitato nella direzione della costruzione di un mondo multipolare in stridente dissonanza con le direttrici politiche statunitensi. In secondo luogo, per la criticità del dossier cinese.
Il triangolo Cina-Usa-Vaticano riguarda gli unici attori sul pianeta capaci di portare avanti una vera e propria diplomazia di scala globale. E su questo dossier, come vedremo, Pompeo è deciso a intervenire. Infine, perchè il Vaticano è una sponda fondamentale quando si vuol osservare le dinamiche politiche italiane. E certamente Pompeo approfitterà della tappa vaticana per incontrare, informalmente, esponenti delle istituzioni italiane e referenti statunitensi a Roma per parlare del futuro delle relazioni italo-americane.

In Vaticano, Pompeo si troverà di fronte, come interlocutore, il regista della politica estera del pontificato di Bergoglio, il Segretario di Stato Pietro Parolin. Il quale da anni traduce in azioni diplomatiche concrete ed iniziative ben precise le linee diplomatiche del Papa e, sul dossier cinese, ha contribuito a sviluppare un sentimento di fiducia reciproco con gli esponenti del Partito comunista cinese.
Il cardinale si troverà di fronte alle pressioni politiche del Segretario di Stato per ripensare gli accordi con Pechino, all’accentuazione della presa di posizione statunitense per la tutela dei cristiani della Chiesa sotterranea cinese e di Hong Kong, a tutto il bagaglio ideologico di Pompeo rivolto nei confronti della “nuova tirannia”, “principale minaccia della nostra era”.

Ma il significato del viaggio non si ferma qui. Parolin è un interlocutore fondamentale per gli Usa anche per concretizzare l’obiettivo di far arrivare al governo Conte messaggi precisi sulle linee politiche in evoluzione oltre Atlantico. In un recente evento dedicato a Silvestrini, il premier e il diplomatico in capo del Vaticano si sono intrattenuti a conversare, rimarcando una sintonia che in campo politico più volte si è concretizzata in un atteggiamento non eccessivamente duro nei confronti degli interessi cinesi.

Qualora gli avvertimenti che gli Usa stanno mandando a Roma sulle linee rosse da loro indicate per i rapporti con la Cina non dovessero bastare, Pompeo potrebbe arrivare a portare il dossier Italia nei colloqui con la diplomazia vaticana.

Il contesto, insomma, è estremamente liquido, e la visita di Pompeo in Italia e Vaticano non mancherà di provocare conseguenze sulle dinamiche politiche interne e sulle strategie internazionali di Roma. Dentro le Mura Leonine, una volta di più, si giocherà una fetta del futuro politico della penisola: la centrale diplomatica più importante nella capitale italiana, è bene tenerlo presente, è quella di Oltretevere, e gli Usa sanno che per condizionare attivamente il contesto istituzionale italiano è bene cominciare dal Vaticano.


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