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Gli Houthi propongono la pace se l'Arabia Saudita cesserà i bombardamenti, il blocco e il sostegno alle milizie rivali, dichiarando l'apertura al dialogo tramite l'Oman e smentendo colloqui diretti con Trump.

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Il ministro degli Affari esteri iraniano, Abbas Araghchi, si recherà in Cina domani, 16 settembre, per incontrare il collega cinese Wang Yi a Pechino.

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È stato preso di mira un impianto nella provincia di Zarqa, in Giordania, che è collegato a una base americana situata nella stessa provincia.

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Stando a fonti irachene è in corso un attacco a Rawanduz , nel distretto di Erbil , nell' Iraq settentrionale. Le milizie impegnate nell' offensiva al momento non sono ancora state identificate con precisione https://t.me/Spreaditlab
Fonti irachene:

Un leader del Partito Democratico dei Curdi iraniano, un partito di opposizione, ha dichiarato: "Un corteo è stato attaccato all'interno del campo del partito nella zona di Balisan, a nord di Erbil."

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Le difese aeree iraniane hanno abbattuto un altro drone statunitense MQ-1C "Gray Eagle" nello Stretto di Hormuz

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Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Governo verso l’accordo per tenere bassi i salari
di Unione Sindacale di Base


Senza dare molto nell’occhio Cgil, Cisl e Uil assieme a Confindustria e ad una pattuglia di associazioni padronali stanno preparando un accordo che blindi ogni spazio alla democrazia nei luoghi di lavoro e confermi decenni di moderazione salariale. Una vergogna che rischia di passare inosservata e che invece va denunciata con tutta la forza e determinazione possibile.

I particolari dell’accordo non si conoscono nel dettaglio, tutto sta avvenendo a porte chiuse, in un confronto serrato tra segreterie nazionali. I lavoratori e le lavoratrici non hanno alcuna voce in capitolo.

Alcune cose però già sono trapelate. Sui salari, per esempio, si conferma il riferimento all’indice IPCA-NEI nel calcolo dell’inflazione, quel maledetto sistema di misurazione dei prezzi che non considera i prodotti energetici importati, come il gas e la benzina, che costituiscono il motore dell’attuale e (purtroppo) futura inflazione.

I salari in Italia sono al palo da tempo e questo dipende proprio dalla scelta di Cgil, Cisl e Uil di accettare un modello contrattuale che condanna i lavoratori ad una inevitabile riduzione del potere d’acquisto delle loro retribuzioni ad ogni rinnovo contrattuale.

Aver tolto al contratto la funzione di avanzamento delle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori e accettato di tenere gli aumenti in linea con l'”inflazione programmata” (spesso disattesa dai dati reali) ha significato, infatti, portare progressivamente sempre più in basso le retribuzioni medie.

Ma se poi, come è da tanti anni, quell’inflazione è anche calcolata al ribasso e non considera proprio le merci che più stanno incidendo nel rialzo del costo della vita, allora la scelta è veramente disgustosa. In un momento così drammatico dal punto di vista delle condizioni economiche, Cgil, Cisl e Uil stanno decidendo di confermare quella gabbia che impedisce un rialzo delle retribuzioni.

Nell’accordo ci sono poi delle attenzioni particolari al tema del TEM e del TEC, il trattamento economico minimo e quello complessivo. Lo scopo è quello di aggiustare il tiro rispetto al decreto Meloni di quest’anno sul “salario giusto”, che nel considerare giusto quello previsto dai CCNL firmati da Cgil, Cisl e Uil, avrebbe trascurato di specificare anche tutte le voci di cui è composto il salario complessivo previsto dai contratti, lasciando così spazio alla contrattazione pirata.

Questa discussione però tralascia di considerare che è proprio il “salario giusto” quello che ha ricevuto diverse condanne di incostituzionalità e che sono proprio i contratti nazionali firmati dalla triplice che ci condannano ad un salario da fame. I contratti pirata sono una piaga, ma riguardano una fetta ancora molto esigua di lavoratori: eliminarli non risolverà il problema del salario per milioni di lavoratori e lavoratrici.

Va aggiunto poi che questo accordo sul salario giusto, nella versione unificata tra Meloni-Confindustria-Cgil-Cisl e Uil, chiude ogni possibile spiraglio alla introduzione di un salario minimo per legge: una sorta di ipoteca anche in vista di possibili cambi di maggioranza.

C’è poi il tema della rappresentanza, che poi è quello che sta veramente a cuore a questi signori e che rappresenta la contropartita che si apprestano a ricevere nell’ambito della collaborazione con padroni e governo.

E così, Invece di ragionare su come favorire la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, in un momento storico di grande debolezza e di forte offensiva padronale proprio sul fronte dei diritti, Cgil, Cisl e Uil si propongono di consolidare il monopolio esclusivo sulla rappresentanza. Invece di dare più spazio alle rsu, alle assemblee, ai rappresentanti dei lavoratori sul posto di lavoro, si assicurano che i diritti sindacali siano esclusivamente nelle loro mani e che il diritto di contrattazione venga circoscritto alle loro segreterie.
Che poi è quanto sta avvenendo in materia elettorale con il cosiddetto “stabilicum”, con il quale il diritto a partecipare alle lezioni viene ostacolato da un numero spropositato di firme da raccogliere e da una soglia sempre più alta per accedere al Parlamento.

La domanda che pone USB in sintesi è questa: è accettabile che in una situazione di grande difficoltà per milioni di lavoratori e lavoratrici, tanto sul piano salariale che su quello dello dei diritti sul lavoro, le grandi centrali sindacali si preoccupino di raggiungere un accordo con le parti datoriali che frena ogni possibile spinta a nuovi e reali aumenti e inibisce la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici? Siamo sicuri che sia questa la via maestra da imboccare?

Una domanda che poniamo a tanti delegati e delegate e che deve interrogare anche quanti sentono il bisogno di reagire davanti ad una condizione economica, sociale e della tenuta democratica che sta peggiorando ogni giorno di più.

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Bloomberg: Arabia Saudita chiede sostegno diplomatico e militare alla Gran Bretagna contro gli yemeniti.

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Immagine dal porto di Ilyichevsk (regione di Odessa): stamattina due navi colpite da droni Geran della federazione russa

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Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha dichiarato quanto segue:

Ci opponiamo a qualsiasi corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico, nonché a qualsiasi tentativo di militarizzare lo spazio o di trasformarlo in un'area di conflitto.

Invitiamo gli Stati Uniti a interrompere l'espansione del proprio rafforzamento militare nello spazio e a tutelare la stabilità strategica globale attraverso azioni concrete.

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Mohammad bin Salman è arrivato in Egitto, molto probabilmente chiederà appoggio per la situazione Yemenita come fatto in questi giorni con numerosi partner , benché con risultati più che negativi

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L'Egitto esprime piena solidarietà all'Arabia Saudita per gli attacchi missilistici e con droni degli Ansarallah, definendo la sicurezza dei due paesi interconnessa e inseparabile. Il Ministero degli Esteri egiziano condanna i raid come violazione del diritto internazionale e minaccia alla stabilità regionale, avvertendo che alimentano le tensioni nell'area.

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Mohammad Abdelsalam, portavoce ufficiale degli Ansar Allah nello Yemen:

Il regime saudita continua i suoi attacchi aggressivi contro lo Yemen, e in pochi giorni ha compiuto più di 350 raid che hanno colpito proprietà pubbliche e private, causando vittime e feriti tra i civili.

Consideriamo il regime saudita responsabile della continuazione della violazione della sovranità dello Yemen e degli attacchi contro la popolazione e le sue proprietà.
L'escalation militare aggressiva contro lo Yemen non raggiungerà alcun obiettivo per il regime saudita, ma porterà solo a un'ulteriore complicazione della situazione. Il regime saudita ha già provato la via militare, ottenendo solo fallimenti, e il ritorno a una strategia fallimentare dimostra una mentalità aggressiva che non crede nel dialogo né nella pace.
Per quanto riguarda l'ultima operazione nella regione occidentale, la situazione è tornata alla normalità, grazie a Dio, e le istituzioni statali stanno svolgendo il loro ruolo al servizio della popolazione. Non abbiamo assistito a nessuna forma di vendetta, il che riflette l'impegno etico e umanitario dell'esercito yemenita. Al contrario, l'Arabia Saudita continua la sua politica di ricatto e intimidazione del mondo, adducendo come pretesto i rischi che minacciano la navigazione internazionale nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab-el-Mandeb, e incitando con informazioni false e prive di fondamento, nel tentativo di coinvolgere alcune parti internazionali nelle sue avventure insensate nello Yemen e di ripetere esperimenti che hanno già portato a un fallimento evidente.

È sorprendente che il regime saudita cada nella trappola di una serie di calunnie, e non crediamo che sia nell'interesse delle parti internazionali rischiare i propri interessi basandosi sulle menzogne del regime saudita, a cui è abituato da dodici anni e che ormai nessuno più crede.

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La commissione per le regole della Camera dei Rappresentanti USA ha approvato un progetto di legge per inasprire le sanzioni contro la Russia, trasmettendolo alla plenaria. Il voto, trasmesso in diretta lunedì, è stato 7 a 3. I legislatori hanno respinto gli emendamenti democratici. Il documento prevede restrizioni per i dirigenti politici e militari russi, le imprese pubbliche e sanzioni secondarie ai partner commerciali.

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Pentagono:

La missione americana in Iraq è stata oggetto di più di 600 attacchi da parte di milizie, e diversi edifici nel complesso consolare americano di Erbil hanno subito danni. Anche l'ambasciata americana a Baghdad ha subito danni, sebbene in misura minore. Il complesso di supporto diplomatico a Baghdad, situato vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, ha subito danni ingenti.

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Nel pomeriggio di oggi:

Le immagini mostrano ingenti incendi presso l'impianto di stoccaggio di Abha, appartenente alla compagnia Aramco, nel sud-ovest dell'Arabia Saudita, in seguito ad attacchi con droni e missili effettuati dai ribelli Houthi.


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I principali comandanti militari di USA, Israele e otto paesi arabi si sono incontrati in Germania per discutere della guerra con l'Iran e della sicurezza regionale. L'incontro, organizzato dal CENTCOM, ha coinvolto i capi militari di Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania ed Egitto. L'ammiraglio Brad Cooper ha dichiarato che le forze USA resteranno nella regione nonostante gli attacchi iraniani e ha illustrato i piani per aumentare il traffico navale nello Stretto di Hormuz.

Fonte: Axios

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La CBS ha pubblicato foto dei danni a basi USA in Medio Oriente, provenienti da Kuwait e Arabia Saudita.

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Immagini rilasciate dagli Houthi degli attacchi alle forze saudite a est di Al-Jawf.

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