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Immagini che mostrano le forze di occupazione israeliane che fanno irruzione nella città di Qalqilya e perquisiscono diverse abitazioni.
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Immagini che testimoniano l' assalto di alcune caserme della polizia da parte dei manifestanti che in Siria stanno protestando contro il governo Al - Jolani per il carovita
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In nottata :
continuano i movimenti di droni nei cieli di Erbil , nel nord dell' Iraq , dove nei giorni scorsi gli attacchi alle basi dell' opposizione iraniana filostatunitese non sono cessati
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I dirigenti del settore petrolifero USA avvertono dell'arrivo della crisi globale dei carburanti, causata da calo delle scorte, esaurimento delle riserve strategiche e attacchi alle infrastrutture energetiche del Medio Oriente. Il CEO di Chevron, Mike Wirth, dichiara che i "cuscinetti" protettivi del mercato sono in gran parte esauriti e che al momento non è possibile prevedere un miglioramento. Il greggio USA è salito del 19% in tre settimane a circa 101 dollari al barile, il diesel ha raggiunto un record di 6,23 dollari al gallone e la benzina è a 4,32 dollari.
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Stando a fonti irachene è in corso un attacco a Rawanduz , nel distretto di Erbil , nell' Iraq settentrionale.
Le milizie impegnate nell' offensiva al momento non sono ancora state identificate con precisione
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Gli Houthi propongono la pace se l'Arabia Saudita cesserà i bombardamenti, il blocco e il sostegno alle milizie rivali, dichiarando l'apertura al dialogo tramite l'Oman e smentendo colloqui diretti con Trump.
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Il ministro degli Affari esteri iraniano, Abbas Araghchi, si recherà in Cina domani, 16 settembre, per incontrare il collega cinese Wang Yi a Pechino.
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È stato preso di mira un impianto nella provincia di Zarqa, in Giordania, che è collegato a una base americana situata nella stessa provincia.
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Stando a fonti irachene è in corso un attacco a Rawanduz , nel distretto di Erbil , nell' Iraq settentrionale. Le milizie impegnate nell' offensiva al momento non sono ancora state identificate con precisione https://t.me/Spreaditlab
Fonti irachene:
Un leader del Partito Democratico dei Curdi iraniano, un partito di opposizione, ha dichiarato: "Un corteo è stato attaccato all'interno del campo del partito nella zona di Balisan, a nord di Erbil."
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Un leader del Partito Democratico dei Curdi iraniano, un partito di opposizione, ha dichiarato: "Un corteo è stato attaccato all'interno del campo del partito nella zona di Balisan, a nord di Erbil."
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Le difese aeree iraniane hanno abbattuto un altro drone statunitense MQ-1C "Gray Eagle" nello Stretto di Hormuz
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Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Governo verso l’accordo per tenere bassi i salari
di Unione Sindacale di Base
Senza dare molto nell’occhio Cgil, Cisl e Uil assieme a Confindustria e ad una pattuglia di associazioni padronali stanno preparando un accordo che blindi ogni spazio alla democrazia nei luoghi di lavoro e confermi decenni di moderazione salariale. Una vergogna che rischia di passare inosservata e che invece va denunciata con tutta la forza e determinazione possibile.
I particolari dell’accordo non si conoscono nel dettaglio, tutto sta avvenendo a porte chiuse, in un confronto serrato tra segreterie nazionali. I lavoratori e le lavoratrici non hanno alcuna voce in capitolo.
Alcune cose però già sono trapelate. Sui salari, per esempio, si conferma il riferimento all’indice IPCA-NEI nel calcolo dell’inflazione, quel maledetto sistema di misurazione dei prezzi che non considera i prodotti energetici importati, come il gas e la benzina, che costituiscono il motore dell’attuale e (purtroppo) futura inflazione.
I salari in Italia sono al palo da tempo e questo dipende proprio dalla scelta di Cgil, Cisl e Uil di accettare un modello contrattuale che condanna i lavoratori ad una inevitabile riduzione del potere d’acquisto delle loro retribuzioni ad ogni rinnovo contrattuale.
Aver tolto al contratto la funzione di avanzamento delle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori e accettato di tenere gli aumenti in linea con l'”inflazione programmata” (spesso disattesa dai dati reali) ha significato, infatti, portare progressivamente sempre più in basso le retribuzioni medie.
Ma se poi, come è da tanti anni, quell’inflazione è anche calcolata al ribasso e non considera proprio le merci che più stanno incidendo nel rialzo del costo della vita, allora la scelta è veramente disgustosa. In un momento così drammatico dal punto di vista delle condizioni economiche, Cgil, Cisl e Uil stanno decidendo di confermare quella gabbia che impedisce un rialzo delle retribuzioni.
Nell’accordo ci sono poi delle attenzioni particolari al tema del TEM e del TEC, il trattamento economico minimo e quello complessivo. Lo scopo è quello di aggiustare il tiro rispetto al decreto Meloni di quest’anno sul “salario giusto”, che nel considerare giusto quello previsto dai CCNL firmati da Cgil, Cisl e Uil, avrebbe trascurato di specificare anche tutte le voci di cui è composto il salario complessivo previsto dai contratti, lasciando così spazio alla contrattazione pirata.
Questa discussione però tralascia di considerare che è proprio il “salario giusto” quello che ha ricevuto diverse condanne di incostituzionalità e che sono proprio i contratti nazionali firmati dalla triplice che ci condannano ad un salario da fame. I contratti pirata sono una piaga, ma riguardano una fetta ancora molto esigua di lavoratori: eliminarli non risolverà il problema del salario per milioni di lavoratori e lavoratrici.
Va aggiunto poi che questo accordo sul salario giusto, nella versione unificata tra Meloni-Confindustria-Cgil-Cisl e Uil, chiude ogni possibile spiraglio alla introduzione di un salario minimo per legge: una sorta di ipoteca anche in vista di possibili cambi di maggioranza.
C’è poi il tema della rappresentanza, che poi è quello che sta veramente a cuore a questi signori e che rappresenta la contropartita che si apprestano a ricevere nell’ambito della collaborazione con padroni e governo.
E così, Invece di ragionare su come favorire la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, in un momento storico di grande debolezza e di forte offensiva padronale proprio sul fronte dei diritti, Cgil, Cisl e Uil si propongono di consolidare il monopolio esclusivo sulla rappresentanza. Invece di dare più spazio alle rsu, alle assemblee, ai rappresentanti dei lavoratori sul posto di lavoro, si assicurano che i diritti sindacali siano esclusivamente nelle loro mani e che il diritto di contrattazione venga circoscritto alle loro segreterie.
di Unione Sindacale di Base
Senza dare molto nell’occhio Cgil, Cisl e Uil assieme a Confindustria e ad una pattuglia di associazioni padronali stanno preparando un accordo che blindi ogni spazio alla democrazia nei luoghi di lavoro e confermi decenni di moderazione salariale. Una vergogna che rischia di passare inosservata e che invece va denunciata con tutta la forza e determinazione possibile.
I particolari dell’accordo non si conoscono nel dettaglio, tutto sta avvenendo a porte chiuse, in un confronto serrato tra segreterie nazionali. I lavoratori e le lavoratrici non hanno alcuna voce in capitolo.
Alcune cose però già sono trapelate. Sui salari, per esempio, si conferma il riferimento all’indice IPCA-NEI nel calcolo dell’inflazione, quel maledetto sistema di misurazione dei prezzi che non considera i prodotti energetici importati, come il gas e la benzina, che costituiscono il motore dell’attuale e (purtroppo) futura inflazione.
I salari in Italia sono al palo da tempo e questo dipende proprio dalla scelta di Cgil, Cisl e Uil di accettare un modello contrattuale che condanna i lavoratori ad una inevitabile riduzione del potere d’acquisto delle loro retribuzioni ad ogni rinnovo contrattuale.
Aver tolto al contratto la funzione di avanzamento delle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori e accettato di tenere gli aumenti in linea con l'”inflazione programmata” (spesso disattesa dai dati reali) ha significato, infatti, portare progressivamente sempre più in basso le retribuzioni medie.
Ma se poi, come è da tanti anni, quell’inflazione è anche calcolata al ribasso e non considera proprio le merci che più stanno incidendo nel rialzo del costo della vita, allora la scelta è veramente disgustosa. In un momento così drammatico dal punto di vista delle condizioni economiche, Cgil, Cisl e Uil stanno decidendo di confermare quella gabbia che impedisce un rialzo delle retribuzioni.
Nell’accordo ci sono poi delle attenzioni particolari al tema del TEM e del TEC, il trattamento economico minimo e quello complessivo. Lo scopo è quello di aggiustare il tiro rispetto al decreto Meloni di quest’anno sul “salario giusto”, che nel considerare giusto quello previsto dai CCNL firmati da Cgil, Cisl e Uil, avrebbe trascurato di specificare anche tutte le voci di cui è composto il salario complessivo previsto dai contratti, lasciando così spazio alla contrattazione pirata.
Questa discussione però tralascia di considerare che è proprio il “salario giusto” quello che ha ricevuto diverse condanne di incostituzionalità e che sono proprio i contratti nazionali firmati dalla triplice che ci condannano ad un salario da fame. I contratti pirata sono una piaga, ma riguardano una fetta ancora molto esigua di lavoratori: eliminarli non risolverà il problema del salario per milioni di lavoratori e lavoratrici.
Va aggiunto poi che questo accordo sul salario giusto, nella versione unificata tra Meloni-Confindustria-Cgil-Cisl e Uil, chiude ogni possibile spiraglio alla introduzione di un salario minimo per legge: una sorta di ipoteca anche in vista di possibili cambi di maggioranza.
C’è poi il tema della rappresentanza, che poi è quello che sta veramente a cuore a questi signori e che rappresenta la contropartita che si apprestano a ricevere nell’ambito della collaborazione con padroni e governo.
E così, Invece di ragionare su come favorire la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, in un momento storico di grande debolezza e di forte offensiva padronale proprio sul fronte dei diritti, Cgil, Cisl e Uil si propongono di consolidare il monopolio esclusivo sulla rappresentanza. Invece di dare più spazio alle rsu, alle assemblee, ai rappresentanti dei lavoratori sul posto di lavoro, si assicurano che i diritti sindacali siano esclusivamente nelle loro mani e che il diritto di contrattazione venga circoscritto alle loro segreterie.
Che poi è quanto sta avvenendo in materia elettorale con il cosiddetto “stabilicum”, con il quale il diritto a partecipare alle lezioni viene ostacolato da un numero spropositato di firme da raccogliere e da una soglia sempre più alta per accedere al Parlamento.
La domanda che pone USB in sintesi è questa: è accettabile che in una situazione di grande difficoltà per milioni di lavoratori e lavoratrici, tanto sul piano salariale che su quello dello dei diritti sul lavoro, le grandi centrali sindacali si preoccupino di raggiungere un accordo con le parti datoriali che frena ogni possibile spinta a nuovi e reali aumenti e inibisce la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici? Siamo sicuri che sia questa la via maestra da imboccare?
Una domanda che poniamo a tanti delegati e delegate e che deve interrogare anche quanti sentono il bisogno di reagire davanti ad una condizione economica, sociale e della tenuta democratica che sta peggiorando ogni giorno di più.
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La domanda che pone USB in sintesi è questa: è accettabile che in una situazione di grande difficoltà per milioni di lavoratori e lavoratrici, tanto sul piano salariale che su quello dello dei diritti sul lavoro, le grandi centrali sindacali si preoccupino di raggiungere un accordo con le parti datoriali che frena ogni possibile spinta a nuovi e reali aumenti e inibisce la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici? Siamo sicuri che sia questa la via maestra da imboccare?
Una domanda che poniamo a tanti delegati e delegate e che deve interrogare anche quanti sentono il bisogno di reagire davanti ad una condizione economica, sociale e della tenuta democratica che sta peggiorando ogni giorno di più.
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Bloomberg: Arabia Saudita chiede sostegno diplomatico e militare alla Gran Bretagna contro gli yemeniti.
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Immagine dal porto di Ilyichevsk (regione di Odessa): stamattina due navi colpite da droni Geran della federazione russa
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Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha dichiarato quanto segue:
Ci opponiamo a qualsiasi corsa agli armamenti nello spazio extra-atmosferico, nonché a qualsiasi tentativo di militarizzare lo spazio o di trasformarlo in un'area di conflitto.
Invitiamo gli Stati Uniti a interrompere l'espansione del proprio rafforzamento militare nello spazio e a tutelare la stabilità strategica globale attraverso azioni concrete.
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Mohammad bin Salman è arrivato in Egitto, molto probabilmente chiederà appoggio per la situazione Yemenita come fatto in questi giorni con numerosi partner , benché con risultati più che negativi
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L'Egitto esprime piena solidarietà all'Arabia Saudita per gli attacchi missilistici e con droni degli Ansarallah, definendo la sicurezza dei due paesi interconnessa e inseparabile. Il Ministero degli Esteri egiziano condanna i raid come violazione del diritto internazionale e minaccia alla stabilità regionale, avvertendo che alimentano le tensioni nell'area.
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