Forwarded from GPI - Giovani Palestinesi d'Italia
🚨Bloccati i varchi di accesso al porto di Salerno🚨
Oggi 10 giugno giornata di mobilitazione per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e DeLuca.
Giù le mani dai lavoratori e dalle lavoratrici in lotta!
Oggi 10 giugno giornata di mobilitazione per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e DeLuca.
Giù le mani dai lavoratori e dalle lavoratrici in lotta!
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Attuali perdite ufficialmente ammesse dall'esercito statunitense nella guerra di aggressione contro l'Iran, dal 28 febbraio ad oggi.
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L'Iran attacca le basi statunitensi nella regione in risposta agli attacchi di Washington.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver lanciato qiesta mattina attacchi missilistici e con droni su vasta scala contro basi aeree e navali statunitensi nella regione, in risposta agli attacchi americani che hanno colpito aree dell'Iran meridionale la scorsa notte.
In una dichiarazione diffusa dalla televisione iraniana, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato di aver preso di mira basi statunitensi, tra cui il quartier generale della Quinta Flotta americana in Bahrein, la base di Ali Al Salem in Kuwait e sopratutto la base di Al Azraq in Giordania provocando la distruzione di 4 obiettivi, tra cui hangar per aerei F-35.
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Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver lanciato qiesta mattina attacchi missilistici e con droni su vasta scala contro basi aeree e navali statunitensi nella regione, in risposta agli attacchi americani che hanno colpito aree dell'Iran meridionale la scorsa notte.
In una dichiarazione diffusa dalla televisione iraniana, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato di aver preso di mira basi statunitensi, tra cui il quartier generale della Quinta Flotta americana in Bahrein, la base di Ali Al Salem in Kuwait e sopratutto la base di Al Azraq in Giordania provocando la distruzione di 4 obiettivi, tra cui hangar per aerei F-35.
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CUBA, IRAN E LIBANO RESISTONO AGLI ATTACCHI CRIMINALI DELL'IMPERIALISMO!
Mentre continua il progressivo tentativo di strangolamento di Cuba Socialista, gli USA hanno ripreso a bombardare duramente la Repubblica Islamica dell'Iran. Intanto Israele continua a fare stragi in Libano. Di fronte a queste aggressioni brutali non possiamo che appoggiare la Resistenza eroica di chi si trova in prima linea ad affrontare l'aggressione dei regimi imperialisti, da L'Avana a Teheran, passando per Beirut. Senza se e senza ma e senza equivoci neneismi. La loro lotta è lo nostra lotta!
🇨🇺🇮🇷🇱🇧
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Mentre continua il progressivo tentativo di strangolamento di Cuba Socialista, gli USA hanno ripreso a bombardare duramente la Repubblica Islamica dell'Iran. Intanto Israele continua a fare stragi in Libano. Di fronte a queste aggressioni brutali non possiamo che appoggiare la Resistenza eroica di chi si trova in prima linea ad affrontare l'aggressione dei regimi imperialisti, da L'Avana a Teheran, passando per Beirut. Senza se e senza ma e senza equivoci neneismi. La loro lotta è lo nostra lotta!
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CENTCOM : Abbiamo agito contro la petroliera della Guinea-Bissau mentre tentava di trasportare il petrolio dall'Iran attraverso il Golfo di Oman. Un aereo americano ha lanciato due missili Hellfire sulla sala dei motori della nave.
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Il radar a lungo raggio statunitense, situato nella zona di Jabal al-Dukhan in Bahrain, è stato distrutto da un attacco balistico della Repubblica islamica di Iran
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Forwarded from Tutti i fatti
"Stasera gli Stati Uniti colpiranno DURAMENTE l'Iran (la cui marina, aeronautica, radar, cannoni antiaerei e tutte le altre difese, così come la maggior parte delle sue capacità offensive, sono GIÀ FUORI!). In un futuro prossimo, ci impadroniremo dell'isola di Kharg e di altre infrastrutture petrolifere e assumeremo il controllo completo dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, il che funziona brillantemente sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti. Grazie per l'attenzione!"
📱Lo ha scritto oggi Donald Trump su Truth Social.
@tutti_i_fatti
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Forwarded from Giubbe Rosse
DIVERSE PETROLIERE IRANIANE CARICHE HANNO LASCIATO IL PORTO DI CHABAHAR E HANNO ATTRAVERSATO LA LINEA DÌ BLOCCO STATUNITENSE.
Secondo i dati di tracciamento AIS, tre petroliere iraniane sono partite dal porto di Chabahar e hanno attraversato la linea di blocco statunitense senza fermarsi.
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Secondo i dati di tracciamento AIS, tre petroliere iraniane sono partite dal porto di Chabahar e hanno attraversato la linea di blocco statunitense senza fermarsi.
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La Cina invierà aiuti umanitari a Iran e Libano nel contesto della crisi regionale.
Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha annunciato che il suo Paese fornirà assistenza umanitaria a Iran e Libano. La decisione mira a sostenere entrambe le nazioni in quella che ha definito una "catastrofe umanitaria" nella regione a seguito dell'aggressione sionista e americana, riaffermando l'impegno della Cina per la stabilità. Jian ha osservato che, considerando la "situazione reale" nei Paesi colpiti, la Cina invierà un nuovo carico di aiuti. L'obiettivo è quello di facilitare la ripresa e la ricostruzione, nonché di migliorare l'economia e le condizioni di vita delle popolazioni di entrambi i Paesi.
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Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha annunciato che il suo Paese fornirà assistenza umanitaria a Iran e Libano. La decisione mira a sostenere entrambe le nazioni in quella che ha definito una "catastrofe umanitaria" nella regione a seguito dell'aggressione sionista e americana, riaffermando l'impegno della Cina per la stabilità. Jian ha osservato che, considerando la "situazione reale" nei Paesi colpiti, la Cina invierà un nuovo carico di aiuti. L'obiettivo è quello di facilitare la ripresa e la ricostruzione, nonché di migliorare l'economia e le condizioni di vita delle popolazioni di entrambi i Paesi.
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Israele continua impunemente a violare il "cessate il fuoco", in Libano colpendo ogni giorno la popolazione civile, la Resistenza libanese di Hezbollah continua a rispondere. Poco fa 5 soldati sionisti sono rimasti feriti nel Libano meridionale.
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Forwarded from Mondo multipolare
—❗️🇮🇷 Il leader supremo dell'Iran, Seyyed Mojtaba Khamenei:
‘O nazione appassionata e leale dell'Iran! Come siete stati informati, è stato firmato un Memorandum d'intesa tra i Presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti.
Nel percorso per raggiungere questa fase, i funzionari responsabili, per preoccupazione e con buone intenzioni, hanno compiuto molti sforzi, ed è stato infatti questo Presidente americano che, per disperazione, ha usato varie leve per raggiungere questo obiettivo.
Io, in linea di principio, avevo un'opinione diversa. Ma a causa dell'impegno che l'onorevole Presidente, in qualità di capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, ha assunto a nome suo e degli altri membri per sostenere i diritti della nazione iraniana e del Fronte della Resistenza, e perché ha esplicitamente accettato la responsabilità per questo, ho dato il permesso per questo.
Hanno anche esplicitamente dichiarato che se la parte americana tentasse di avanzare richieste eccessive, non le accetterebbero.
Da questo momento in poi, noi, cioè voi, nazione orgogliosa, e questo umile servitore, attenderemo la realizzazione delle condizioni dichiarate.
Tuttavia, è ovvio che i negoziati faccia a faccia che si terranno in futuro non significheranno accettare la visione del nemico. Speriamo che le buone preghiere del nostro Maestro, possa Dio affrettare la sua nobile riapparizione, porteranno varie vittorie e trionfi all'onorevole nazione dell'Iran.'
@Middle_East_Spectator
‘O nazione appassionata e leale dell'Iran! Come siete stati informati, è stato firmato un Memorandum d'intesa tra i Presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti.
Nel percorso per raggiungere questa fase, i funzionari responsabili, per preoccupazione e con buone intenzioni, hanno compiuto molti sforzi, ed è stato infatti questo Presidente americano che, per disperazione, ha usato varie leve per raggiungere questo obiettivo.
Io, in linea di principio, avevo un'opinione diversa. Ma a causa dell'impegno che l'onorevole Presidente, in qualità di capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, ha assunto a nome suo e degli altri membri per sostenere i diritti della nazione iraniana e del Fronte della Resistenza, e perché ha esplicitamente accettato la responsabilità per questo, ho dato il permesso per questo.
Hanno anche esplicitamente dichiarato che se la parte americana tentasse di avanzare richieste eccessive, non le accetterebbero.
Da questo momento in poi, noi, cioè voi, nazione orgogliosa, e questo umile servitore, attenderemo la realizzazione delle condizioni dichiarate.
Tuttavia, è ovvio che i negoziati faccia a faccia che si terranno in futuro non significheranno accettare la visione del nemico. Speriamo che le buone preghiere del nostro Maestro, possa Dio affrettare la sua nobile riapparizione, porteranno varie vittorie e trionfi all'onorevole nazione dell'Iran.'
@Middle_East_Spectator
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Yedioth Ahronoth uno dei principali quotidiani israeliani riporta lo sconcerto dell'entità sionista per le aspre critiche ricevute da Vance questa sera. La Resistenza dell'Iran e la conseguente capitolazione americana sta acuendo le frizioni fra il governo Netanyahu e l'amministrazione Trump.
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Altro vittime fra le truppe di occupazione in Libano
Ieri sera poco dopo la mezzanotte, un drone di Hezbollah ha colpito un carro armata Merkava con a bordo l'equipaggio del comandante del 52° battaglione, mentre stavano lavorando nella zona della collina strategica Al-Altaher, vicino alla città di Tibnin, nell'ambito di un'operazione terrestre condotta dalla 36° divisione ai margini della città di Nabatiya.
L'esplosione all'interno del carro armato ha causato la morte del comandante del battaglione, il tenente colonnello Dor Ben Shimon, insieme agli altri tre membri dell'equipaggio, i cui nomi non sono ancora stati resi noti.
In un altro incidente, alle 4 del mattino, sempre nella zona di Al-Shouf, vicino a Tibnin, un drone suicida ha colpito una forza del reggimento dei commando, ferendo cinque soldati, uno dei quali in modo grave.
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Ieri sera poco dopo la mezzanotte, un drone di Hezbollah ha colpito un carro armata Merkava con a bordo l'equipaggio del comandante del 52° battaglione, mentre stavano lavorando nella zona della collina strategica Al-Altaher, vicino alla città di Tibnin, nell'ambito di un'operazione terrestre condotta dalla 36° divisione ai margini della città di Nabatiya.
L'esplosione all'interno del carro armato ha causato la morte del comandante del battaglione, il tenente colonnello Dor Ben Shimon, insieme agli altri tre membri dell'equipaggio, i cui nomi non sono ancora stati resi noti.
In un altro incidente, alle 4 del mattino, sempre nella zona di Al-Shouf, vicino a Tibnin, un drone suicida ha colpito una forza del reggimento dei commando, ferendo cinque soldati, uno dei quali in modo grave.
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L'esercito di occupazione ripete i suoi tentativi di controllare Ali Taher.. Scontri chiaramente udibili a distanza ravvicinata tra i soldati di occupazione e i resistenti di Hezbollah nella regione di Ali Taher, nel sud del Libano.
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La Resistenza libanese di Hezbollah continua a rispondere colpo su colpo. Quattro soldati dell'Idf, tra cui un alto ufficiale, sono stati uccisi nelle ultime ore.
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TREGUA DOPO TREGUA VERSO LE GUERRE DEL FUTURO
L' Iran ha vinto questo scambio , iniziato , -nei desiderata dell' attuale amministrazione statunitense- come una riproposizione delle operazioni protrattesi per dodici giorni nel giugno del 2025.
Quello che però accadde un anno fa non era più possibile replicarlo nel 2026 , a fronte di un Iran più consapevole e pronto , nonché in allerta dopo il tentativo di rivoluzione colorata del dicembre e gennaio scorsi , oltreché per una situazione internazionale che nel suo complesso , non vede una vittoria schiacciante del blocco imperialista , che sta continuando a cercare soluzioni strutturali per il futuro e proprio per questo è disposto ad ogni nefandezza , come la Palestina continua tragicamente a testimoniare.
D' altronde , quello che successe un anno fa e durante questo periodo di tempo nella regione e non solo (Venezuela), ha messo in allerta anche Pechino , che di certo non poteva rimanere vigile ma silente di fronte a continui tentativi di scardinare quei corridoi e rapporti diplomatici che con così tanta cura aveva messo in piedi fra oriente profondo e levante attraverso un lavorio diplomatico / economico che dura ormai da mezzo secolo.
Il Pakistan, pur diviso all' interno su chi debba effettivamente seguire , se le volontà politiche dei popoli del sud del mondo o l' imperialismo che consente alla stragrande maggioranza della sua classe politica di mantenere il suo dominio interno , è stato chiamato ad un bagno di realismo anche per l' atteggiamento di Nuova Delhi, che sulla questione regionale specifica non avrebbe avuto molto da ridire in merito alla disintegrazione della sovranità iraniana , soprattutto riguardo la regione del Balochistan.
Le contraddizioni aperte dalla repubblica islamica all' interno dell' alleanza imperialista regionale (e delle divisioni tattiche anche all' interno del fronte sionista) d'altronde acuiscono ulteriormente la crisi occidentale sia in termini strutturali che , quindi , in termini di consenso e di appeal.
I partner storici non molleranno da un giorno all'altro chi ancora (Stati uniti ed Israele) ha in mano le redini del gioco militare.
Ma senz'ombra di dubbio, dopo questo azzardo del peggior millenarismo sionista , il mordente di Washington e Tel Aviv ha perso un po' della sua incisività.
E questo , nel computo di ciò che ci aspetta , è, come tutte le cose , un quadro dialettico allo stesso stesso tempo interessante e pericoloso.
È interessante poiché, al di là di ciò che l' ignoranza nella scienza di classe fa dire ad eterni bambini della politica ( la stragradissima maggioranza dei quali sono occidentali ) o a pusillanimi opportunisti , la vittoria della Repubblica islamica di Iran è anche la vittoria degli interessi del proletariato occidentale (e orientale)*, nella misura in cui il nemico principale di casa nostra , unico impero attualmente presente nello scacchiere internazionale , prende "legnate sui denti".
È pericoloso perché a condizioni date , la risposta padronale , per questioni di necessità storiche che vengono ben prima della pazzia dei singoli attori, e che sono ancora più evidenziate da queste scoppole , l' ultima delle quali è appunto quella sferrata da una Teheran vittoriosa in questa guerra difensiva , non potrà che essere la guerra.
La guerra all' Iran è stata fatta per riuscire ad accaparrarsi le risorse energetico minerarie della repubblica islamica (1) , colpire i corridoi commerciali messi in piedi grazie alla repubblica popolare cinese (2) , disintegrare politicamente il fronte delle resistenze che lo sciismo è riuscito a mettere in piedi come garanzia della difesa delle varie sovranità nazionali (3), assumere il controllo pieno ed indiscusso di questi corridoi (4) che avrebbero così decretato un egemonia non solamente regionale , se teniamo conto di ciò che questa zona di allaccio geografico significa in termini quantitativi e qualitativi rispetto il computo energetico minerario globale.
L' Iran ha vinto questo scambio , iniziato , -nei desiderata dell' attuale amministrazione statunitense- come una riproposizione delle operazioni protrattesi per dodici giorni nel giugno del 2025.
Quello che però accadde un anno fa non era più possibile replicarlo nel 2026 , a fronte di un Iran più consapevole e pronto , nonché in allerta dopo il tentativo di rivoluzione colorata del dicembre e gennaio scorsi , oltreché per una situazione internazionale che nel suo complesso , non vede una vittoria schiacciante del blocco imperialista , che sta continuando a cercare soluzioni strutturali per il futuro e proprio per questo è disposto ad ogni nefandezza , come la Palestina continua tragicamente a testimoniare.
D' altronde , quello che successe un anno fa e durante questo periodo di tempo nella regione e non solo (Venezuela), ha messo in allerta anche Pechino , che di certo non poteva rimanere vigile ma silente di fronte a continui tentativi di scardinare quei corridoi e rapporti diplomatici che con così tanta cura aveva messo in piedi fra oriente profondo e levante attraverso un lavorio diplomatico / economico che dura ormai da mezzo secolo.
Il Pakistan, pur diviso all' interno su chi debba effettivamente seguire , se le volontà politiche dei popoli del sud del mondo o l' imperialismo che consente alla stragrande maggioranza della sua classe politica di mantenere il suo dominio interno , è stato chiamato ad un bagno di realismo anche per l' atteggiamento di Nuova Delhi, che sulla questione regionale specifica non avrebbe avuto molto da ridire in merito alla disintegrazione della sovranità iraniana , soprattutto riguardo la regione del Balochistan.
Le contraddizioni aperte dalla repubblica islamica all' interno dell' alleanza imperialista regionale (e delle divisioni tattiche anche all' interno del fronte sionista) d'altronde acuiscono ulteriormente la crisi occidentale sia in termini strutturali che , quindi , in termini di consenso e di appeal.
I partner storici non molleranno da un giorno all'altro chi ancora (Stati uniti ed Israele) ha in mano le redini del gioco militare.
Ma senz'ombra di dubbio, dopo questo azzardo del peggior millenarismo sionista , il mordente di Washington e Tel Aviv ha perso un po' della sua incisività.
E questo , nel computo di ciò che ci aspetta , è, come tutte le cose , un quadro dialettico allo stesso stesso tempo interessante e pericoloso.
È interessante poiché, al di là di ciò che l' ignoranza nella scienza di classe fa dire ad eterni bambini della politica ( la stragradissima maggioranza dei quali sono occidentali ) o a pusillanimi opportunisti , la vittoria della Repubblica islamica di Iran è anche la vittoria degli interessi del proletariato occidentale (e orientale)*, nella misura in cui il nemico principale di casa nostra , unico impero attualmente presente nello scacchiere internazionale , prende "legnate sui denti".
È pericoloso perché a condizioni date , la risposta padronale , per questioni di necessità storiche che vengono ben prima della pazzia dei singoli attori, e che sono ancora più evidenziate da queste scoppole , l' ultima delle quali è appunto quella sferrata da una Teheran vittoriosa in questa guerra difensiva , non potrà che essere la guerra.
La guerra all' Iran è stata fatta per riuscire ad accaparrarsi le risorse energetico minerarie della repubblica islamica (1) , colpire i corridoi commerciali messi in piedi grazie alla repubblica popolare cinese (2) , disintegrare politicamente il fronte delle resistenze che lo sciismo è riuscito a mettere in piedi come garanzia della difesa delle varie sovranità nazionali (3), assumere il controllo pieno ed indiscusso di questi corridoi (4) che avrebbero così decretato un egemonia non solamente regionale , se teniamo conto di ciò che questa zona di allaccio geografico significa in termini quantitativi e qualitativi rispetto il computo energetico minerario globale.
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Il fatto di non esserci riusciti, di aver subito una battuta d'arresto , che evidenzia da un lato il pressappochismo bellico di un amministrazione statunitense con pose da John Wayne e dall' altro il fondamentalismo terrorista dello schieramento di estrema destra del sionismo, pone il cammino per la formazione dell' IMEC (cioè il nome del progetto che caratterizza nel concreto la necessità imperiale dell' occidente nella regione) in salita molto più di quanto a Washington e Tel Aviv si aspettassero .
Per questa ragione il Libano rimane centrale nelle considerazioni relative alla pace del futuro prossimo , senza contare che lo sguardo di sistemi che non possono vivere senza il sangue versato dei popoli soggiogati tramite guerre di aggressione (siano esse cinetiche o proxy) *1 non si fermerà di certo di fronte a queste battute d'arresto.
Una cronaca internazionale fatta di tregue , uno storico sempre più consistente fatto di accordi ad orologeria , sono l' assicurazione più nitida che da qui in avanti l' occidente collettivo avrà un solo obbiettivo : la guerra appunto.
Possiamo anche sperare o pregare che i punti del memorandum of understanting vengano effettivamente rispettati dalle avanguardie dell' imperialismo occidentale , cosa a cui buona parte della classe politica e delle opposizioni anche extra parlamentari dell' Iran non crede fra ' altro , possiamo anche sperare e pregare che nostri sistemi di potere implodano come un cigno nero nella storia.
Ma è una eventualità davvero molto improbabile.
È molto più probabile invece che si riorganizzino (tutte le opposizioni di Stati Uniti ed Israele soprattutto non vedono l' ora di questa occasione) e cambino tattica per vincere guerre che sono necessarie per la sopravvivenza di un egemonia che ha sempre avuto come carburante fondamentale lo sfruttamento e il sangue dei popoli.
*Proviamo a pensare a quelle che avrebbero potuto essere le conseguenze di una vittoria dell' occidente imperialista nel quadrante medio-orientale :
-Disintegrazione territoriale su basi etnico confessionali di Libano , Iraq e Iran.
-Definitivo annientamento e deportazione della popolazione palestinese.
Questo rispetto alle popolazioni in generale.
Nel particolare delle varie divisioni di classe:
- inasprimento delle condizioni lavorative e di sfruttamento in tutta la regione , che a quel punto sarebbe diventato un intero resort/terminal estrattivo dove il proletariato medio orientale avrebbe dovuto servire gli occidentali e le monarchie e borghesie compradore a loro alleate , che in patria avrebbero stretto ancora più il cappio al proprio proletariato interno e fuori dai propri confini avrebbero goduto di una nuova ondata di schiavi da sfruttare sempre migliori condizioni di estrazione di plus valore arricchite dal definitivo annientamento di ogni resistenza.
*1 la possibilità che possa accadere qualcosa di "interno" per minare la tenuta della Repubblica islamica non è decaduto del tutto , anche di fronte a questa vittoria tattica.
Rimangono importanti strumenti economici e propagandistici in mano all' occidente , in grado di mettere in difficoltà un sistema di potere come quello iraniano che pur è stato in grado di tenere anche a fronte delle operazioni avviate dal tesoro statunitense nel marzo del 2025 come ammesso dallo stesso Scott Bessent nell' ultimo economic forum di Davos.
Detto questo , per chi ha seguito il conflitto è più che indicativo che , in ogni occasione a disposizione , anche quando , dopo la "tregua" i casini veri erano in altri quadranti specifici , la Repubblica islamica non abbia mai smesso di bombardare le postazioni dei "partiti di opposizione " filostatunitensi (principalmente curdi) posizionati nell' Iraq nord orientale , che sono in una sezione geografica particolarmente delicata per l' Iran , e ciò il confine Iraq-Iran , la cui porosità consente ormai storicamente agli agenti del Mossad di entrare in territorio iraniano per abbozzare o portare a termine numerose operazioni , ultime in ordine di tempo quelle relative ai disordini avvenuti fra dicembre 2025 e
Per questa ragione il Libano rimane centrale nelle considerazioni relative alla pace del futuro prossimo , senza contare che lo sguardo di sistemi che non possono vivere senza il sangue versato dei popoli soggiogati tramite guerre di aggressione (siano esse cinetiche o proxy) *1 non si fermerà di certo di fronte a queste battute d'arresto.
Una cronaca internazionale fatta di tregue , uno storico sempre più consistente fatto di accordi ad orologeria , sono l' assicurazione più nitida che da qui in avanti l' occidente collettivo avrà un solo obbiettivo : la guerra appunto.
Possiamo anche sperare o pregare che i punti del memorandum of understanting vengano effettivamente rispettati dalle avanguardie dell' imperialismo occidentale , cosa a cui buona parte della classe politica e delle opposizioni anche extra parlamentari dell' Iran non crede fra ' altro , possiamo anche sperare e pregare che nostri sistemi di potere implodano come un cigno nero nella storia.
Ma è una eventualità davvero molto improbabile.
È molto più probabile invece che si riorganizzino (tutte le opposizioni di Stati Uniti ed Israele soprattutto non vedono l' ora di questa occasione) e cambino tattica per vincere guerre che sono necessarie per la sopravvivenza di un egemonia che ha sempre avuto come carburante fondamentale lo sfruttamento e il sangue dei popoli.
*Proviamo a pensare a quelle che avrebbero potuto essere le conseguenze di una vittoria dell' occidente imperialista nel quadrante medio-orientale :
-Disintegrazione territoriale su basi etnico confessionali di Libano , Iraq e Iran.
-Definitivo annientamento e deportazione della popolazione palestinese.
Questo rispetto alle popolazioni in generale.
Nel particolare delle varie divisioni di classe:
- inasprimento delle condizioni lavorative e di sfruttamento in tutta la regione , che a quel punto sarebbe diventato un intero resort/terminal estrattivo dove il proletariato medio orientale avrebbe dovuto servire gli occidentali e le monarchie e borghesie compradore a loro alleate , che in patria avrebbero stretto ancora più il cappio al proprio proletariato interno e fuori dai propri confini avrebbero goduto di una nuova ondata di schiavi da sfruttare sempre migliori condizioni di estrazione di plus valore arricchite dal definitivo annientamento di ogni resistenza.
*1 la possibilità che possa accadere qualcosa di "interno" per minare la tenuta della Repubblica islamica non è decaduto del tutto , anche di fronte a questa vittoria tattica.
Rimangono importanti strumenti economici e propagandistici in mano all' occidente , in grado di mettere in difficoltà un sistema di potere come quello iraniano che pur è stato in grado di tenere anche a fronte delle operazioni avviate dal tesoro statunitense nel marzo del 2025 come ammesso dallo stesso Scott Bessent nell' ultimo economic forum di Davos.
Detto questo , per chi ha seguito il conflitto è più che indicativo che , in ogni occasione a disposizione , anche quando , dopo la "tregua" i casini veri erano in altri quadranti specifici , la Repubblica islamica non abbia mai smesso di bombardare le postazioni dei "partiti di opposizione " filostatunitensi (principalmente curdi) posizionati nell' Iraq nord orientale , che sono in una sezione geografica particolarmente delicata per l' Iran , e ciò il confine Iraq-Iran , la cui porosità consente ormai storicamente agli agenti del Mossad di entrare in territorio iraniano per abbozzare o portare a termine numerose operazioni , ultime in ordine di tempo quelle relative ai disordini avvenuti fra dicembre 2025 e
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