Paolo Sceusa - Marcia delle Libertà Pace Evoluzione
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Informazioni legali, controinformazione, pensiero e azione evolutiva
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Forwarded from canale T.L. DELLO STELLA - BASSA FRIULANA - APS VIVIBENSIPO (Fiorella Levi)
Il TL dello Stella, in collaborazione con il TL Agro-Aquileiese, invita tutti, GIOVEDì 20 MARZO ALLE ORE 20:00 presso la sede di Via Nazionale 88 a Palazzolo dello Stella, al quarto incontro con il Professor Paolo Sceusa, magistrato, impegnato in diverse attività didattiche e giuridiche, sostenitore e attivista della difesa dei diritti umani, che ci accompagna nella conoscenza e nell'approfondimento degli accadimenti del nostro tempo. Il tema sarà LA FAMIGLIA. Si prega di confermare la propria presenza, per i soci sul sito di Vivibensipo inserendo le proprie credenziali, in alternativa e per i non soci scrivendo a @FioreLe su Telegram o chiamando il numero 3472959272. Vi aspettiamo!
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Buongiorno 🌞
Sabato 22 a Pradamano (UD), ore 17,30, sarò coi giovani di Vivibensipo per l’esperimento teatrale interattivo dal titolo “Il semaforo rosso nel deserto”.
Cosa importa di più, la legge o la giustizia?
Il mio canovaccio teatrale, dall’Antigone di Sofocle ai nostri giorni, senza passare dal via 😉😘
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Martedi 25 marzo ore 20.30
c/o AGRITURISMO LONDERO
Via Cartiera 72 - Gemona del Friuli
Ingresso libero – donazione liberale
http://maps.google.com/?q=46.2726695166,13.1045753756
Per prenotarsi per la cena dalle 19 fino al massimo alle 20 telefonare allo 0432 981099.
Per prenotarsi all'evento scrivere mail a ceci.bortolotti@gmail.com oppure telegram @Cecibort

46°16'21.6"N 13°06'16.5"E (http://maps.google.com/?q=46.2726695166,13.1045753756)
Find local businesses, view maps and get driving directions in Google Maps.
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Grazie alla cortesia del Comitato per l’Astensione Costituente Retenà Vignate, riporto qualche lirica e un’intervista di Francesco Benozzo.
Ciao Francesco, fai buon viaggio.

NOI NON DIMENTICHEREMO
E NON VI PERDONEREMO

Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non dimenticheremo i vostri sguardi giudicanti mentre ci guardavate passare, i vostri sguardi verso il pavimento mentre venivamo sospesi, i vostri finti sorrisi e i vostri autoassolventi “in bocca al lupo”, la vostra piccolezza complice e fiera quando ci avete negato da un giorno all’altro anche solo un caffè ricordandoci le normative vigenti, i vostri silenzi senza pudore e i discorsi alle nostre spalle, la vostra assenza di rispetto e i vostri mille modi per denigrarci.
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva noi non tollereremo i vostri discorsi sul fatto che eravate d’accordo con noi ma non potevate fare altrimenti, i vostri festeggiamenti in piazza per essere usciti da mesi di oppressione, i vostri sfoghi pubblici e privati sulle nefandezze perpetrate per oltre due anni, il vostro far finta di niente, come se non foste stati proprio voi i complici e i primi esecutori della nostra condanna alla fame per difendere la nostra dignità.
Quando alla fine uscirete da questa ipnosi collettiva e vi guarderemo vivere come se niente fosse stato, con le vostre vite uguali a sempre e uguali a niente, noi proveremo per voi compassione e fastidio, pietà e nausea. Ma non vi perdoneremo. Come sempre sarete voi a sentirvi i vincitori. Ma vi terremo lontani dai prati e dai boschi che abbiamo custodito mentre ci difendevamo dalla vostra meschinità. I nostri sguardi sinceri li avete persi per sempre.
F.B.
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MI SONO SPINTO DENTRO AL CUORE DEL MONDO

Meglio tornare: ho ancora appiccicato
un odore di pesce, legno e mare.
Sulle mie tempie un’onda scintillante
segna un sentiero di terra dentro la terra
o, a volte, uno stupore sottomarino
di conchiglie, di gusci, di alghe nomadi.
Venni a riprendermi la forza incontrollata
dentro una notte infinitamente nuda
coi suoi presentimenti, incalcolabili
come uccelli nascosti nel fogliame.
Mi sono spinto dentro al cuore del mondo
rischiando gli occhi, il canto, la vita stessa,
ho visto il fiume scomporsi, sgomentarsi
assecondare lo splendore del cataclisma,
ho visto il mare rinascere, annientarsi
posseduto da una fugace indisciplina,
ho visto il continente sbriciolarsi
in brandelli di barbari arcipelaghi.
E in quella notte infinitamente nuda
errando tra i frantumi ho appreso questo:
c’è un amore che ricompone i frammenti
ed è più forte di quello che, in precedenza,
dava per certa l’interezza di ciò che ama.
F.B.
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LA DISSIDENZA DI FRANCESCO BENOZZO

Professore, lei ha sempre sostenuto che da settembre tornerà in vigore il Green Pass. La pensa ancora così?
La penso così ancora di più. Ma ci sarà uno slittamento cronologico, perché a settembre bisogna che il popolo-gregge si rechi alle urne al fine di continuare a consentire al dispositivo di soggiogamento di restare in vita. Quindi, non settembre ma ottobre, o al massimo novembre.
Come si comporterà in quel caso? È pronto a essere di nuovo sospeso per non mostrare la tessera verde?
Io credo che nei terreni difficoltosi sia sempre necessario inoltrarsi facendo ogni volta un piccolo o grande movimento che non sia uguale a quello che si è appena fatto. Essere sospeso per me non basterebbe più, perché sarebbe come accettare il meccanicismo di una legge che non riconoscerei e piegarmi alla sua logica discriminatoria. Se tornerà il Green Pass, molto più semplicemente la mia disobbedienza civile consisterà nel licenziarmi da un’Istituzione di cui personalmente non potrei più riconoscere alcun principio.
Dopo vent’anni di insegnamento, e una vita dedicata a questa attività universitaria (i lunghi anni di studio in Italia e all’estero, le riviste internazionali che dirige, i centri inter-universitari e il dottorato di cui è coordinatore, le sue quasi 800 pubblicazioni scientifiche, le tante collaborazioni con istituti di ricerca, le centinaia di convegni a cui è stato invitato), non ritiene sproporzionata una decisione così drastica? Le sue tante ricerche in corso che fine farebbero? E gli studenti? Non sarebbe almeno meglio attendere che il licenziamento arrivasse dall’Istituzione stessa?
La cosa che riterrei sproporzionata sarebbe quella di continuare a fingere di usare il mio pensiero facendo finta di niente, mentendo agli studenti di cui lei mi chiede e soprattutto mentendo a me stesso. E allo stesso modo riterrei una scelta di comodo quella di attendere, per qualche calcolo, di essere licenziato invece che farlo io se sento che quella è l’unica strada. Quanto alle mie ricerche, vi rinuncerei naturalmente a malincuore, ma per lo stesso motivo di coerenza: non potrei mai studiare un antico manoscritto o una leggenda orale di area periferica, o un poeta, o le strutture di una lingua o di un dialetto, come se io fossi un robot. Ho sempre sostenuto che nella ricerca scientifica, al di là di falsi miti legati all’obiettività e al rigore spersonalizzato, la prima cosa che entra in campo è proprio l’emotività, cioè un arcipelago di sensazioni e di risonanze tra ciò che si è e ciò che si studia.
Se questo fosse lo scenario, come camperebbe in alternativa?
La questione è certamente delicata, perché ho due figli e tante spese a cui a malapena riesco a far fronte in condizioni normali. Ma il punto è che il ricatto si basa proprio su questo: sul togliere la possibilità di vivere, sull’affamare. E se non si accetta il ricatto, ne consegue che si deve essere disposti ad affrontare la fame e l’impossibilità di vivere. Diversamente, sarebbe solo una scelta tra le tante. Qualcosa da fare, in ogni caso, penso che si possa trovare. Ci sono diversi lavori manuali o di altro tipo che penso di poter fare o di potere soprattutto imparare. La cosa importante resterà sempre un’altra: poter comporre poemi e suonare l’arpa.
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Il suo recente rifiuto di una candidatura a senatore ha suscitato qualche mugugno: qualcuno ha detto che, in questo modo, proprio quando avrebbe potuto lottare veramente lei si è tirato indietro e cioè ha tradito quelli che avevano fiducia in lei.
La penso proprio in modo opposto. Credo che sia più efficace continuare a essere un sassolino nella scarpa che dà noia mentre chi calpesta i diritti sta camminando, che accettare l’invito-trabocchetto del sistema a diventare parte del dispositivo: un sassolino inglobato nella suola della scarpa non dà noia a nessuno, e rappresenta piuttosto un modo per essere addomesticato. Che è appunto ciò che la politica e la cosiddetta democrazia ha fatto da quando è stata inventata: mettere a tacere le opinioni dei singoli attraverso un perverso sistema di finta rappresentanza.
Non crede che l’astensionismo faccia il gioco di chi è al potere e continuerà ad esserci? Non sente in qualche modo che almeno in questo senso sia una rinuncia a combattere?
No. Come ho detto, per me è una forma di lotta molto chiara e concreta e molto poco teorica. Essere fagocitati nella diatriba dialettica tra questo e quel potere non ha per me alcun valore, se non quello di rinunciare alla propria lucidità. Nell’Italia degli anni Quaranta credo che non sarei stato fascista e non sarei stato partigiano: sarei stato probabilmente un disertore. Quella sarebbe stata la mia lucidità: non una fuga o una rinuncia, ma al contrario una testimonianza di consapevolezza. Poi sono il primo a sapere che per i disertori – come per i suicidi – non esiste alcuna pietà, perché non vanno bene né per una parte né per l’altra. La dissidenza ha dei prezzi molto chiari da pagare.

LA DISSIDENZA HA DEI PREZZI MOLTO CHIARI DA PAGARE
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Personalmente, a proposito delle iniziative, di massa (referendum… petizioni… elezioni… manifestazioni ecc.) penso che si tratti sempre degli ennesimi tentativi di salvare il titanic dall’affondamento.
I soliti disperati tentativi di cambiare le cose per tutti tutti, di salvare tutti tutti…
Beh, io non penso più secondo questa linea.
Io penso che il titanic sia fottuto da tempo e quindi non me ne interesso più.
Anche se mi dispiace per la nave e per i suoi passeggeri.
Io mi occupo dei pochi superstiti e non certo per salvarli (nemmeno l’arca di noè mi piace). A me piacciono i superstiti che siano stati in grado di salvarsi da soli.
Mi piace cercarli e riconoscerli per prendere il mare con loro in modo completamente diverso: ognuno sul suo surf 🏄

Colgo l’occasione per aggiungere che non mi interessa affatto che il mio pensiero, una volta compreso, sia anche condiviso.
Ho sempre però rifiutato di accettare qualunque approccio alla mia persona di chi tenta di cambiarlo, il mio pensiero. Di correggerlo o di sostituirlo col suo. Oppure, ancor peggio, di usare il mio spazio per propagandare il loro, di pensiero, o addirittura quello di terzi.
Le zecche si comportano così.
Questo non lo consento.
A chi non piace il mio pensiero, ammesso che lo abbia afferrato, non resta che andarsene da qui.
Tutto questo vi sembra molto autoreferenziale?
Certo che lo è.
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Tra i commenti uno mio, a proposito del che fare per contrastare la guerra, oltre a rendersi conto del fatto che essa è già in corso.
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Tanto per dire: questa cosa deve assolutamente decollare.
Qui il monumento al disertore è a Torino, sponsorizzato addirittura dal comune.
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Il primo vero monumento al disertore attira a sè, nel suo tour, molte coscienze.
Questo è un significativo coro di pace degli ebrei contrari all’aggressione genocida verso i palestinesi.
Dovunque è un problema di governanti assassini e di soldati a loro ubbidienti, più che di persone ☮️
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Forwarded from Diego Costas
Media is too big
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Video da parte di Diego
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Buongiorno ai trumpettieri 🌞
“Dammela o me la prenderò con la forza!”

Frasario da stupratore.

Sulla groenlandia (terra verde… e se c’è di mezzo la parola “verde”), il vostro amico trump apre un nuovo fronte di possibile guerra.
“Per la sicurezza nostra e del mondo”, dice (e se c’è di mezzo la parola “sicurezza”).
Insomma niente di nuovo.
Avete esultato per il neo rieletto presidente usa? “… ha nominato kennedy alla salute! … ha detto che i sessi sono due! … l’unico presidente amerricano che non fece guerra!”
Poveri trumpettieri… gente semplicemente in cerca di un altro salvatore… di un altro pastore…
Ancora una volta non hanno capito.
Non sono nè risvegliati, nè svegli.
L’aggredito stavolta è la danimarca (padrona della groenlandia).
“ ma… ma… siamo alleati… su trump… non fare così… dai… per favore… siamo alleati…” piagnucola il governo danese.
E intanto gongolano i progettisti del riarmo europeo.
Contro russia e contro america!
Ma su… è fuffa!
L’europa non è alleata, è colonia e avamposto militare usa, puntato sul resto del mondo: russia, medio oriente e oriente (che comprende la cina).
L’europa ha tutto il tempo che vuole per riarmarsi e la russia muuuta! Non reagirà in via preventiva. Non può: tutte le basi americane in europa rendono impraticabile l’opzione.
L’europa non esiste se non come parte della strategia aggressiva militare americana verso est.
L’invasione progettata è quella euroamericana verso la russia. Convenzionale, non nucleare.
Ma adesso occorre far credere che il riarmo europeo sia anche contro gli usa (eh… minacciano la danimarca!)
È una sceneggiata hollywoodiana.
Esistono usa (che include l’europa), russia e cina, sul tavolo del risiko. Stop.
Tanti saluti. Armatevi e partite cantando verso il nuovo macello.
Io diserto.
Io non voto.
Anche con l’ora legale.
“E voi? Volete la diserzione o la guerra?” come direbbe il draghi…
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