Consigliato: https://youtu.be/67wT3g3ptLw?si=bjOkLZlVFEK_WfYb
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Il VERDETTO della REALTA': ma dove vai se l'INTELLIGENZA non ce l'hai?
Grazie all'amico Otangelo Grasso per la redazione del testo e l'autorizzazione a utilizzarlo.
Non è una questione di preferenza religiosa. È una questione di prove. Un esame onesto della realtà rivela che essa punta oltre se stessa, verso qualcosa – o Qualcuno…
Non è una questione di preferenza religiosa. È una questione di prove. Un esame onesto della realtà rivela che essa punta oltre se stessa, verso qualcosa – o Qualcuno…
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Santa festa dell'Immacolata!
La dedichiamo in particolare ai presbiteri che dubitano sulla mediazione di ogni grazia, anche prima della sua nascita, di Maria Ss.ma, come se il pensiero di Dio e il suo disegno di salvezza possa essere subordinato alla categoria del tempo.
Basta infatti leggere l'epistola della Messa di oggi per fugare ogni dubbio.
(Proverbi 8,22-35)
Il Signore mi possedette all’inizio delle sue opere, fin da principio, avanti la creazione. Dall’eternità fui stabilita, al principio, prima che fosse fatta la terra: non erano ancora gli abissi ed io ero già concepita. Non ancora le sorgenti delle acque rigurgitavano, non ancora le montagne si erano formate sulla grave mole. Prima delle colline io ero partorita. Egli non aveva fatto ancora né la terra, né i fiumi, né i cardini del mondo. Quando preparava i cieli io ero presente, quando con legge inviolabile chiuse sotto la volta l’abisso, quando rese stabile in alto la volta celeste e vi sospese le fonti delle acque, quando fissava al mare i suoi confini e dava legge alle acque di non passare il loro termine, quando gettava i fondamenti della terra io ero con lui a ordinare tutte le cose. Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a lui continuamente, scherzavo nell’universo: è mia delizia stare coi figli degli uomini. Or dunque, o figli, ascoltatemi: Beati quelli che battono le mie vie. Ascoltate i miei avvisi per diventare saggi, non li ricusate. Beato l’uomo che mi ascolta e veglia ogni giorno alla mia porta, ed aspetta all’ingresso della mia casa. Chi troverà me, avrà trovata la vita, e riceverà dal Signore la salute.
La dedichiamo in particolare ai presbiteri che dubitano sulla mediazione di ogni grazia, anche prima della sua nascita, di Maria Ss.ma, come se il pensiero di Dio e il suo disegno di salvezza possa essere subordinato alla categoria del tempo.
Basta infatti leggere l'epistola della Messa di oggi per fugare ogni dubbio.
(Proverbi 8,22-35)
Il Signore mi possedette all’inizio delle sue opere, fin da principio, avanti la creazione. Dall’eternità fui stabilita, al principio, prima che fosse fatta la terra: non erano ancora gli abissi ed io ero già concepita. Non ancora le sorgenti delle acque rigurgitavano, non ancora le montagne si erano formate sulla grave mole. Prima delle colline io ero partorita. Egli non aveva fatto ancora né la terra, né i fiumi, né i cardini del mondo. Quando preparava i cieli io ero presente, quando con legge inviolabile chiuse sotto la volta l’abisso, quando rese stabile in alto la volta celeste e vi sospese le fonti delle acque, quando fissava al mare i suoi confini e dava legge alle acque di non passare il loro termine, quando gettava i fondamenti della terra io ero con lui a ordinare tutte le cose. Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a lui continuamente, scherzavo nell’universo: è mia delizia stare coi figli degli uomini. Or dunque, o figli, ascoltatemi: Beati quelli che battono le mie vie. Ascoltate i miei avvisi per diventare saggi, non li ricusate. Beato l’uomo che mi ascolta e veglia ogni giorno alla mia porta, ed aspetta all’ingresso della mia casa. Chi troverà me, avrà trovata la vita, e riceverà dal Signore la salute.
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Eresie: con le ultime rivoluzionarie tecniche di manipolazione del DNA, l’uomo sta giocando a farsi dio rifiutando l’ordine di natura tentando di creare bambini con caratteristiche a richiesta dei genitori. Ne parliamo con la dottoressa Rachele Sagramoso.
YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=69RFb_rh28o
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Eresie: farsi dio con l’eugenetica. Ospite: Rachele Sagramoso
Eresie: con le ultime rivoluzionarie tecniche di manipolazione del DNA, l’uomo sta giocando a farsi dio rifiutando l’ordine di natura tentando di creare bambini con caratteristiche a richiesta dei genitori. Ne parliamo con la dottoressa Rachele Sagramoso.
FRANCO PRODI: I NEGAZIONISTI SIETE VOI CATASTROFISTI!
Franco Prodi, professore di Fisica dell’atmosfera all’Università di Ferrara e membro dell’Accademia nazionale delle scienze, che ha diretto due istituti del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche): il Fisbat (Istituto per lo studio della Bassa ed Alta atmosfera) e l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima), quindi fisico illustre che ha studiato le nubi per tutta la vita, dice: combattere l’inquinamento è un dovere, ma per il pianeta ci sono più difese in cielo e in terra che in tutte le nostre carbon tax. Si cominci a fare ricerca invece di diffondere teorie infondate, come fa l?IPCC quando sostiene di essere certo al 95% che l’aumento di temperatura media registrato negli ultimi due secoli è dovuto all’azione umana. Infatti l’attuale conoscenza del sistema clima non consente di separare con precisione l’effetto antropico dalle cause naturali: astrofisica (variabilità del Sole), astronomica (variazione nella distanza stella-pianeta e precessione angolare dell’asse terrestre sul piano dell’eclittica), flusso di calore che proviene dall’interno della Terra, emissioni dei vulcani e degasamento della crosta terrestre (con relative emissioni di CO2), della circolazione oceanica, l’interazione vegetazione-atmosfera e oceano-atmosfera, che hanno sempre operato prima dell’avvento dell’epoca industriale e continuano a farlo.
Molti scienziati sostengono che l’aumento di 0,7 °C/secolo dai primi dell’Ottocento mostrato dagli strumenti (in realtà si è registrato un incremento di temperatura 1,31 °C in 225 anni, quindi un gradiente di 0,58 °C/secolo), sia parte dell’aumento dal minimo della piccola glaciazione, intorno al 1650, e il prof. Prodi, nella sua qualità di fisico dell’atmosfera e delle nubi, consiglia cautela nell’accettare conclusioni ottenute da modelli matematici GCM (chiamati General Circulation Models) nei quali le nubi, che sono al centro del sistema climatico e rappresentano il principale elemento di autoregolazione del sistema, sono parametrizzate in modo grossolano, ed è ignoto sia l’effetto antropico sul clima sia la sua quantificabilità alla luce delle conoscenze attuali.
I sostenitori dell’origine antropica del riscaldamento sottolineano che dal 1800 la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è cresciuta di 35 ppm in 2,25 secoli di industrializzazione (quindi 0,156 ppm/anno 0,0000156%/anno), raggiungendo un livello (415 ppm) che non si conosceva dal Pliocene, 4 milioni di anni fa (a questo proposito, ho l’impressione che allora l’umanità non avesse avviato molte industrie inquinanti…), ma questo ragionamento si basa sull’idea che sul set ci siano solo due attori: CO2 e temperatura con un ruolo certo: rispettivamente “causa” ed “effetto”, ma dimenticando per esempio l’effetto della saturazione delle bande di assorbimento della CO2: oltre a un certo livello l’aumento di CO2 non può determinare ulteriore riscaldamento (postdel 29 giugno ”TRE FISICI USANO LA PROVA SPERIMENTALE PER DIMOSTRARE CHE LA CAPACITÀ DELLA CO2 DI ASSORBIRE LE RADIAZIONI È SATURATA!”, del 20 novembre 2023 “PRINCETON, GLI SCIENZIATI DEL MIT AFFERMANO CHE LE NORMATIVE CLIMATICHE DELL’EPA NON SONO BASATE SULLA “SCIENZA” (1).”), e trascurando il ruolo di tutti gli altri gas serra (post del 30 ottobre 2023 “L’EFFETTO SERRA: MA MI FACCIA(NO) IL PIACERE, COME DICEVA TOTÒ”) e soprattutto l’effetto della retroazione (“feed-back”, per i colti) cioè il modo in cui il sistema complesso reagisce ad ogni variazione definita.
Per esempio, all’aumento di temperatura corrisponde certamente un maggior contenuto di vapore in atmosfera e presumibilmente maggiore copertura e spessore delle nubi, le quali, si sa, hanno complessivamente un effetto non di riscaldamento bensì di raffreddamento, anche se non è quantificabile benché si stimi che globalmente le nubi portino a un raffreddamento di 17 W/m2. In estrema sintesi: quando aumenta la temperatura dell’atmosfera aumenta il vapore acqueo, che va ad aumentare le nubi, che contribuiscono a raffreddare la temperatura.
Franco Prodi, professore di Fisica dell’atmosfera all’Università di Ferrara e membro dell’Accademia nazionale delle scienze, che ha diretto due istituti del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche): il Fisbat (Istituto per lo studio della Bassa ed Alta atmosfera) e l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima), quindi fisico illustre che ha studiato le nubi per tutta la vita, dice: combattere l’inquinamento è un dovere, ma per il pianeta ci sono più difese in cielo e in terra che in tutte le nostre carbon tax. Si cominci a fare ricerca invece di diffondere teorie infondate, come fa l?IPCC quando sostiene di essere certo al 95% che l’aumento di temperatura media registrato negli ultimi due secoli è dovuto all’azione umana. Infatti l’attuale conoscenza del sistema clima non consente di separare con precisione l’effetto antropico dalle cause naturali: astrofisica (variabilità del Sole), astronomica (variazione nella distanza stella-pianeta e precessione angolare dell’asse terrestre sul piano dell’eclittica), flusso di calore che proviene dall’interno della Terra, emissioni dei vulcani e degasamento della crosta terrestre (con relative emissioni di CO2), della circolazione oceanica, l’interazione vegetazione-atmosfera e oceano-atmosfera, che hanno sempre operato prima dell’avvento dell’epoca industriale e continuano a farlo.
Molti scienziati sostengono che l’aumento di 0,7 °C/secolo dai primi dell’Ottocento mostrato dagli strumenti (in realtà si è registrato un incremento di temperatura 1,31 °C in 225 anni, quindi un gradiente di 0,58 °C/secolo), sia parte dell’aumento dal minimo della piccola glaciazione, intorno al 1650, e il prof. Prodi, nella sua qualità di fisico dell’atmosfera e delle nubi, consiglia cautela nell’accettare conclusioni ottenute da modelli matematici GCM (chiamati General Circulation Models) nei quali le nubi, che sono al centro del sistema climatico e rappresentano il principale elemento di autoregolazione del sistema, sono parametrizzate in modo grossolano, ed è ignoto sia l’effetto antropico sul clima sia la sua quantificabilità alla luce delle conoscenze attuali.
I sostenitori dell’origine antropica del riscaldamento sottolineano che dal 1800 la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è cresciuta di 35 ppm in 2,25 secoli di industrializzazione (quindi 0,156 ppm/anno 0,0000156%/anno), raggiungendo un livello (415 ppm) che non si conosceva dal Pliocene, 4 milioni di anni fa (a questo proposito, ho l’impressione che allora l’umanità non avesse avviato molte industrie inquinanti…), ma questo ragionamento si basa sull’idea che sul set ci siano solo due attori: CO2 e temperatura con un ruolo certo: rispettivamente “causa” ed “effetto”, ma dimenticando per esempio l’effetto della saturazione delle bande di assorbimento della CO2: oltre a un certo livello l’aumento di CO2 non può determinare ulteriore riscaldamento (postdel 29 giugno ”TRE FISICI USANO LA PROVA SPERIMENTALE PER DIMOSTRARE CHE LA CAPACITÀ DELLA CO2 DI ASSORBIRE LE RADIAZIONI È SATURATA!”, del 20 novembre 2023 “PRINCETON, GLI SCIENZIATI DEL MIT AFFERMANO CHE LE NORMATIVE CLIMATICHE DELL’EPA NON SONO BASATE SULLA “SCIENZA” (1).”), e trascurando il ruolo di tutti gli altri gas serra (post del 30 ottobre 2023 “L’EFFETTO SERRA: MA MI FACCIA(NO) IL PIACERE, COME DICEVA TOTÒ”) e soprattutto l’effetto della retroazione (“feed-back”, per i colti) cioè il modo in cui il sistema complesso reagisce ad ogni variazione definita.
Per esempio, all’aumento di temperatura corrisponde certamente un maggior contenuto di vapore in atmosfera e presumibilmente maggiore copertura e spessore delle nubi, le quali, si sa, hanno complessivamente un effetto non di riscaldamento bensì di raffreddamento, anche se non è quantificabile benché si stimi che globalmente le nubi portino a un raffreddamento di 17 W/m2. In estrema sintesi: quando aumenta la temperatura dell’atmosfera aumenta il vapore acqueo, che va ad aumentare le nubi, che contribuiscono a raffreddare la temperatura.
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I fotoni della radiazione solare vengono per il 30% riflessi nello spazio (effetto albedo) dalla sommità delle nubi, mentre il resto viene in parte assorbito e in parte diffuso (scattering) da particelle, goccioline e cristallini di nube, e anche quest’ultima, diffusa da un elemento, incide sugli elementi vicini, altre goccioline o altri cristallini.
Secondo prof. Prodi, il giorno in cui riusciremo a definire in maniera abbastanza precisa i differenti apporti che determinano aumenti o diminuzioni della temperatura media del Pianeta è assai lontano, sia perché difficilmente raggiungibile con la sola modellazione matematica sia anche perché non vede un impegno di ricerca corrispondente alla gravità delle future catastrofi annunciate.
Con riferimento agli incentivi statali per gli impianti a energia rinnovabile e ai disincentivi europei per l’emissione di CO2 in atmosfera, prof. Prodi ritiene che gli Stati dovrebbero mantenere i piedi per terra, e focalizzare l’attenzione sull’inquinamento vero, non su quello dei gas serra nell’atmosfera, e anche negli accordi internazionali dovrebbero tenere presenti questi problemi invece che della correlazione fasulla fra CO2. e temperatura media globale del Pianeta. In altre parole, dovrebbero mirare a un efficientemente della raccolta differenziata, al recupero delle materie prime, alla riduzione della mobilità superflua quali, per esempio, i voli a Dubai di 300 aerei da 200 posti, tipo l’Airbus 340-500 di Matteo Renzi, ciascuno con 3÷4 Passeggeri (la P è maiuscola perché indubbiamente sono importanti) che devono discutere su come salvare il Pianeta dalla CO2, il risparmio dell’energia e l’efficienza della sua utilizzazione. Ma per definire queste strategie di transizione occorrono competenze specifiche, quindi non dovrebbero discuterne i politici, ma il quadro generale deve tenere presente per quanto tempo saranno effettivamente disponibili i combustibili fossili e il fatto che l’uomo contemporaneo è uscito dal ciclo naturale.
Secondo prof. Prodi, il giorno in cui riusciremo a definire in maniera abbastanza precisa i differenti apporti che determinano aumenti o diminuzioni della temperatura media del Pianeta è assai lontano, sia perché difficilmente raggiungibile con la sola modellazione matematica sia anche perché non vede un impegno di ricerca corrispondente alla gravità delle future catastrofi annunciate.
Con riferimento agli incentivi statali per gli impianti a energia rinnovabile e ai disincentivi europei per l’emissione di CO2 in atmosfera, prof. Prodi ritiene che gli Stati dovrebbero mantenere i piedi per terra, e focalizzare l’attenzione sull’inquinamento vero, non su quello dei gas serra nell’atmosfera, e anche negli accordi internazionali dovrebbero tenere presenti questi problemi invece che della correlazione fasulla fra CO2. e temperatura media globale del Pianeta. In altre parole, dovrebbero mirare a un efficientemente della raccolta differenziata, al recupero delle materie prime, alla riduzione della mobilità superflua quali, per esempio, i voli a Dubai di 300 aerei da 200 posti, tipo l’Airbus 340-500 di Matteo Renzi, ciascuno con 3÷4 Passeggeri (la P è maiuscola perché indubbiamente sono importanti) che devono discutere su come salvare il Pianeta dalla CO2, il risparmio dell’energia e l’efficienza della sua utilizzazione. Ma per definire queste strategie di transizione occorrono competenze specifiche, quindi non dovrebbero discuterne i politici, ma il quadro generale deve tenere presente per quanto tempo saranno effettivamente disponibili i combustibili fossili e il fatto che l’uomo contemporaneo è uscito dal ciclo naturale.
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“E anche a te una spada trafiggerà l’anima” Lc 2,35. Don Leonardo Maria Pompei
In bello spirituali: in questo tempo di Avvento, che è diverso da ogni altro, proponiamo la meditazione sul ruolo di Maria Ss.ma Corredentrice e Mediatrice di ogni grazia, per preparaci meglio al Natale di Nostro Signore.
YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=vQ6gjIWyEaU
In bello spirituali: in questo tempo di Avvento, che è diverso da ogni altro, proponiamo la meditazione sul ruolo di Maria Ss.ma Corredentrice e Mediatrice di ogni grazia, per preparaci meglio al Natale di Nostro Signore.
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“E anche a te una spada trafiggerà l’anima” Lc 2,35. Don Leonardo Maria Pompei
In bello spirituali: in questo tempo di Avvento, che è diverso da ogni altro, proponiamo la meditazione sul ruolo di Maria Ss.ma Corredentrice e Mediatrice di ogni grazia, per preparaci meglio al Natale di Nostro Signore
Iscriviti al canale Telegram: t.me/SICUT_DIXIT…
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"Dignità infinita"
Prima dell’avvento delle eresie moderniste antropocentriche, il concetto di “dignità infinita”, nella chiesa cattolica, era attribuito solo ed esclusivamente alla Madonna in quanto Madre di Dio (San Tommaso docet). Giovanni Paolo II prima, Bergoglio poi, Tucho Fernandez e l’attuale pontefice durante le omelie natalizie, ci ripropongono questo errore teologico, prima ancora che antropologico, elevando l’uomo ad attributi e categorie che non gli appartengono, in particolare in seguito al peccato originale.
Gli attuali tentativi di sminuire la figura di Maria Ss.ma da parte delle attuali gerarchie: “non la si può definire corredentrice e mediatrice di tutte le grazie”, non è altro, per contrappasso, che la volontà di innalzare l’uomo oltre la sua misura.
Prima dell’avvento delle eresie moderniste antropocentriche, il concetto di “dignità infinita”, nella chiesa cattolica, era attribuito solo ed esclusivamente alla Madonna in quanto Madre di Dio (San Tommaso docet). Giovanni Paolo II prima, Bergoglio poi, Tucho Fernandez e l’attuale pontefice durante le omelie natalizie, ci ripropongono questo errore teologico, prima ancora che antropologico, elevando l’uomo ad attributi e categorie che non gli appartengono, in particolare in seguito al peccato originale.
Gli attuali tentativi di sminuire la figura di Maria Ss.ma da parte delle attuali gerarchie: “non la si può definire corredentrice e mediatrice di tutte le grazie”, non è altro, per contrappasso, che la volontà di innalzare l’uomo oltre la sua misura.
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Il valore del martirio. Antonio Bianco
La Chiesa madre e maestra educa i propri figli anche attraverso la divina liturgia. Nell’ottava di Natale, esattamente il giorno successivo alla nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, la liturgia ci propone la meditazione del martirio di Santo Stefano.
https://youtu.be/cmiSReF1ln0
La Chiesa madre e maestra educa i propri figli anche attraverso la divina liturgia. Nell’ottava di Natale, esattamente il giorno successivo alla nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, la liturgia ci propone la meditazione del martirio di Santo Stefano.
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Il valore del martirio. Antonio Bianco
La Chiesa madre e maestra educa i propri figli anche attraverso la divina liturgia. Nell’ottava di Natale, esattamente il giorno successivo alla nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, la liturgia ci propone la meditazione del martirio di Santo Stefano
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OGGI ALLE 17:30
Eresie: per chi suona la campana? Roberto Pecchioli, Antonio Bianco
Sta diventando un caso nazionale la pregevole e coraggiosa iniziativa del Vescovo della Diocesi Sanremo-Ventimiglia, Mons. Antonio Suetta, di far suonare ogni giorno alle 20:00 la “campana dei bimbi non nati”. Mille sono le voci innalzatesi contro l’iniziativa, animate dal più bieco autodeterminismo.
YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=McXtmRCcX1A
Eresie: per chi suona la campana? Roberto Pecchioli, Antonio Bianco
Sta diventando un caso nazionale la pregevole e coraggiosa iniziativa del Vescovo della Diocesi Sanremo-Ventimiglia, Mons. Antonio Suetta, di far suonare ogni giorno alle 20:00 la “campana dei bimbi non nati”. Mille sono le voci innalzatesi contro l’iniziativa, animate dal più bieco autodeterminismo.
YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=McXtmRCcX1A
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Eresie: per chi suona la campana? Roberto Pecchioli, Antonio Bianco
Sta diventando un caso nazionale la pregevole e coraggiosa iniziativa del Vescovo della Diocesi Sanremo-Ventimiglia, Mons. Antonio Suetta, di far suonare ogni giorno alle 20:00 la “campana dei bimbi non nati”. Mille sono le voci innalzatesi contro l’iniziativa…
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Cari amici, da queste parti non si è molto facili a festeggiamenti irrazionali e sentimentalisti, il mondo bussa continuamente alle nostre porte ed è difficile a volte resistergli. L’anno che è appena iniziato, come la logica della rivoluzione e soprattutto della Contro Rivoluzione vuole, sarà foriero di antiche e nuove battaglie. L’augurio che sentiamo nel cuore di fare a noi stessi e ad ognuno di voi è quello di farci trovare pronti come l’apostolo insegna: indossando la cintura della Verità, la corazza della giustizia, i calzari della conoscenza vera e lo scudo della fede autentica, tutto sotto il manto della Madre di Dio e Madre nostra.
Auguri, quindi, per un 2026 ricco di buone battaglie combattute e vinte per i meriti di Nostro Signore Gesù Cristo, a vantaggio della Chiesa, nostro e delle nostre famiglie.
Auguri, quindi, per un 2026 ricco di buone battaglie combattute e vinte per i meriti di Nostro Signore Gesù Cristo, a vantaggio della Chiesa, nostro e delle nostre famiglie.
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"La tradizione per i tradizionali non è tanto ciò che il passato porge al presente, quanto ciò che l’eterno porge al temporale”
Il 10 gennaio 1977 moriva Cristina Campo.
Figura decisamente complessa (tra esoterismo e tradizionalismo) contribuì tuttavia alla difesa del rito cattolico della Messa minacciato dalla riforma liturgica.
Nella stessa Roma di Paolo VI seppe riunire e coordinare un coraggioso gruppo di teologi e di liturgisti: il risultato più importante fu il “Breve esame critico del Novus Ordo Missæ” (aprile-maggio 1969), redatto principalmente da padre Guérard des Laurieres, o.p.
Il testo fu sottoscritto dai cardinali Ottaviani e Bacci (settembre 1969) e presentato a Paolo VI. Il documento esprime il rifiuto cattolico di celebrare o di assistere al nuovo rito.
A proposito della difesa della Messa Romana, di seguito riporto alcuni brani del suo articolo “Il vaso di Pandora” pubblicato su Vigilia Romana il 6 giugno 1974 con la pseudonimo di Michael, tratte dal sito di Radio Spada.
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Detta riforma liturgica è infatti la causa agente principale dell’ “autodemolizione della Chiesa”, cioè, per dirla con frasi sinonimiche postconciliari, di questa “primavera pentecostale”, o “irruzione di satana nella Chiesa di Dio”; riforma liturgica imposta in nome del Concilio; mentre di fatto i Padri conciliari non furono chiamati a esaminarla, e i Padri sinodali bocciarono, bocciando la neo-mini-Messa, presentata loro sotto forma di Missa normativa. Ma la causa agente non viene messa all’opera se non in vista di un fine. A che fine fu costruita pezzo per pezzo la macchina della riforma liturgica, e fu poi messa in movimento? … [1]
Il Signore aveva indicato la via arcta, e la porta angusta, unica vera per arrivare a detta unità di tutto il gregge: quella della conversione di tutti i non-cattolici alla Chiesa cattolica, apostolica e romana mediante il ripudio di ogni errore, e l’accettazione di tutti i dogmi teologici e morali di detta unica vera Chiesa del Signore. Visto e considerato però che erano pochini quelli che si mettevano per la via indicata dal Signore, si vollero accelerare i tempi, per realizzare trionfalisticamente un’unione di tutti i
cristiani nel giro magari di un solo pontificato, bruciando le tappe lungo la via spatiosa e verso la porta lata dell’Ecumenismo; proprio come se il Signore, invece di dire: “Ite et docete…”, avesse detto: “Andate pure, ma non insegnate nulla, rispettate tutte le fedi, ché in tutte c’è del buono; e riunite tutti nell’attività sociale e nella liturgia ecumenica”. Invece di esigere la conversione degli erranti con la predicazione della dottrina cattolica, unica vera, completa, perfetta, e l’abiura dei loro errori, si cominciò a blandirli, a elogiarli, e a dirli in possesso di verità mancanti alla Chiesa cattolica; si affidò ai loro esperti il compito di epurare la liturgia cattolica; di quanto offendeva le loro eresie, al fine di renderla loro accettabile, cioè ecumenica. Fatta così l’union pratica, mistica, nella liturgia comune, confortata dall’unione, il più stretta possibile, anche nelle attività ordinate al progresso, terra-terra, dei popoli, tutti si sarebbero dimenticati delle proprie differenti fedi, del tutto superflue e solo fonte di divisioni, ed ecco fatto in pieno l’unico ovile sotto un unico Pastore, di genti ormai senza più Credo alcuno, e senza nostalgia di non averne.
Ecco perché si insinuarono nei documenti ecclesiologici e liturgici del concilio Vaticano II quegli incisi, dall’apparenza studiatamente anodina, grazie ai quali si sarebbe messa in cantiere la nave ecumenica, da sostituire alla troppo lenta e incomoda barchetta di San Pietro; e poi vararla, per mezzo della liturgia ecumenica, sostituita a quella costruita lungo i secoli, grazie all’assistenza dello Spirito Santo, da tutti i Pontefici precedenti l’attuale …
Il 10 gennaio 1977 moriva Cristina Campo.
Figura decisamente complessa (tra esoterismo e tradizionalismo) contribuì tuttavia alla difesa del rito cattolico della Messa minacciato dalla riforma liturgica.
Nella stessa Roma di Paolo VI seppe riunire e coordinare un coraggioso gruppo di teologi e di liturgisti: il risultato più importante fu il “Breve esame critico del Novus Ordo Missæ” (aprile-maggio 1969), redatto principalmente da padre Guérard des Laurieres, o.p.
Il testo fu sottoscritto dai cardinali Ottaviani e Bacci (settembre 1969) e presentato a Paolo VI. Il documento esprime il rifiuto cattolico di celebrare o di assistere al nuovo rito.
A proposito della difesa della Messa Romana, di seguito riporto alcuni brani del suo articolo “Il vaso di Pandora” pubblicato su Vigilia Romana il 6 giugno 1974 con la pseudonimo di Michael, tratte dal sito di Radio Spada.
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Detta riforma liturgica è infatti la causa agente principale dell’ “autodemolizione della Chiesa”, cioè, per dirla con frasi sinonimiche postconciliari, di questa “primavera pentecostale”, o “irruzione di satana nella Chiesa di Dio”; riforma liturgica imposta in nome del Concilio; mentre di fatto i Padri conciliari non furono chiamati a esaminarla, e i Padri sinodali bocciarono, bocciando la neo-mini-Messa, presentata loro sotto forma di Missa normativa. Ma la causa agente non viene messa all’opera se non in vista di un fine. A che fine fu costruita pezzo per pezzo la macchina della riforma liturgica, e fu poi messa in movimento? … [1]
Il Signore aveva indicato la via arcta, e la porta angusta, unica vera per arrivare a detta unità di tutto il gregge: quella della conversione di tutti i non-cattolici alla Chiesa cattolica, apostolica e romana mediante il ripudio di ogni errore, e l’accettazione di tutti i dogmi teologici e morali di detta unica vera Chiesa del Signore. Visto e considerato però che erano pochini quelli che si mettevano per la via indicata dal Signore, si vollero accelerare i tempi, per realizzare trionfalisticamente un’unione di tutti i
cristiani nel giro magari di un solo pontificato, bruciando le tappe lungo la via spatiosa e verso la porta lata dell’Ecumenismo; proprio come se il Signore, invece di dire: “Ite et docete…”, avesse detto: “Andate pure, ma non insegnate nulla, rispettate tutte le fedi, ché in tutte c’è del buono; e riunite tutti nell’attività sociale e nella liturgia ecumenica”. Invece di esigere la conversione degli erranti con la predicazione della dottrina cattolica, unica vera, completa, perfetta, e l’abiura dei loro errori, si cominciò a blandirli, a elogiarli, e a dirli in possesso di verità mancanti alla Chiesa cattolica; si affidò ai loro esperti il compito di epurare la liturgia cattolica; di quanto offendeva le loro eresie, al fine di renderla loro accettabile, cioè ecumenica. Fatta così l’union pratica, mistica, nella liturgia comune, confortata dall’unione, il più stretta possibile, anche nelle attività ordinate al progresso, terra-terra, dei popoli, tutti si sarebbero dimenticati delle proprie differenti fedi, del tutto superflue e solo fonte di divisioni, ed ecco fatto in pieno l’unico ovile sotto un unico Pastore, di genti ormai senza più Credo alcuno, e senza nostalgia di non averne.
Ecco perché si insinuarono nei documenti ecclesiologici e liturgici del concilio Vaticano II quegli incisi, dall’apparenza studiatamente anodina, grazie ai quali si sarebbe messa in cantiere la nave ecumenica, da sostituire alla troppo lenta e incomoda barchetta di San Pietro; e poi vararla, per mezzo della liturgia ecumenica, sostituita a quella costruita lungo i secoli, grazie all’assistenza dello Spirito Santo, da tutti i Pontefici precedenti l’attuale …
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Varando la riforma liturgica si ammise che la medesima avrebbe fatto piazza pulita di tanti tesori tradizionali, di valore inestimabile, e via dicendo [2] … si disse invece che di fronte al fine cui mirava la riforma liturgica, a conti fatti, era d’uopo sacrificarle detti tesori. Qual’era detto fine? Venne dichiarato e proclamato: affinché il popolo capisse! Finalmente grazie alla riforma liturgica il popolo avrebbe capito la liturgia; poiché fino allora la liturgia era rimasta incomprensibile, dietro a un diaframma impenetrabile, e la Santa Chiesa di Dio fino allora era rimasta una maestra incapace di farsi capire, e incapace di capire che non riusciva a farsi capire. Sembrò addirittura che detta liturgia, prereformation, per dirla all’anglicana, celebrata al di là di quel diaframma, fosse stata fino allora per lo meno inutile, se non proprio dannosa.
Finalmente, con la riforma, si cominciava a capire, recedevano le tenebre, e sorgeva la luce: non era illuminismo romantico, ma storia ecclesiastica! Posto il dialogo postconciliare con il Popolo di Dio; posto il principio che l’autorità è servizio, e si deve porre in ascolto del Popolo di Dio, per imparare dal medesimo quanto lo Spirito ispira ai fedeli, per intuirne i desideri, per assecondarli; ebbene, posto tutto ciò, si fece la riforma senza interpellare il Popolo di Dio, contro ogni sua aspettativa, e gli si volle far intendere che era stata fatta affinché capisse: mentre era stata fatta ad uso e consumo dei protestanti, con il concorso dei medesimi, sottoposta al nihil obstat degli stessi.
L’aria per l’anima del cattolico è la sua liturgia. Toglietegli quest’aria, e morirà asfissiato. Ci si poteva attendere una rifioritura del Cattolicesimo, annaffiando le diocesi, le parrocchie, le missioni, gli istituti religiosi anche contemplativi, con i rivoli di una liturgia riformata in senso protestantico? …
Eppure si parla di pluralismo anche nel campo liturgico, pluralismo in forza del quale si fanno danzare gli aborigeni dell’Australia, liturgicamente nudi, davanti al delegato pontificio, e si fanno partecipare pare alla Messa, detta nella loro bella lingua, secondo i riti che servirono loro fino a poco prima per onorare il demonio: pluralismo in forza del quale non si permette però a un sacerdote cattolico di celebrare la Messa della sua ordinazione sacerdotale, quella di sempre, quella di tutti i Santi finora canonizzati né al cattolico di assistervi, se non nelle Catacombe. Evviva gli iconoclasti, che per lo meno, distruggendo le immagini sacre, non dicevano: “Le stiamo restaurando!” e tagliando la testa agli iconoduli, non dicevano: “Pensate come volete, siamo in tempi di pluralismo” …
Si confrontino le Messe del Missale Romanum con quello del neo-Messale Romano, e se non furono abolite, perché inepurabili si vedrà come sono state epurate inesorabilmente in senso protestantico e modernistico-teilhardiano, il che è ancor peggio.
Si veda nel neo-Messale le Messe di Cristo Re e quella dell’Evangelizzazione dei Popoli. Questa ricalca l’antica Missa pro fidei propagatione, ma con la colletta epurata della frase et omnes cognoscant te solum Deum verum, et quem misisti, Jesum Christum Dominum Nostrum. Ora ai popoli si deve evangelizzare il progresso! E’ giusto che la nuova lex orandi si adegui alla nuova lex credendi. L’altra, la Messa di Cristo Re, elimina dalla colletta la frase ut cunctae familiae gentium, peccati vulnere disgregatae, eius suavissimo subdantur imperio; sostituendola con la frase ut tota creatura, a servitute liberata, tuae maiestati deserviat, ac te sine fine collaudet: prima c’era un peccato da redimere, ora c’è da donare la liberté ai proletari …
Si presentò la riforma liturgica come una rivoluzione imposta dal Concilio, e inconciliabile con i principi liturgici preconciliari.
Finalmente, con la riforma, si cominciava a capire, recedevano le tenebre, e sorgeva la luce: non era illuminismo romantico, ma storia ecclesiastica! Posto il dialogo postconciliare con il Popolo di Dio; posto il principio che l’autorità è servizio, e si deve porre in ascolto del Popolo di Dio, per imparare dal medesimo quanto lo Spirito ispira ai fedeli, per intuirne i desideri, per assecondarli; ebbene, posto tutto ciò, si fece la riforma senza interpellare il Popolo di Dio, contro ogni sua aspettativa, e gli si volle far intendere che era stata fatta affinché capisse: mentre era stata fatta ad uso e consumo dei protestanti, con il concorso dei medesimi, sottoposta al nihil obstat degli stessi.
L’aria per l’anima del cattolico è la sua liturgia. Toglietegli quest’aria, e morirà asfissiato. Ci si poteva attendere una rifioritura del Cattolicesimo, annaffiando le diocesi, le parrocchie, le missioni, gli istituti religiosi anche contemplativi, con i rivoli di una liturgia riformata in senso protestantico? …
Eppure si parla di pluralismo anche nel campo liturgico, pluralismo in forza del quale si fanno danzare gli aborigeni dell’Australia, liturgicamente nudi, davanti al delegato pontificio, e si fanno partecipare pare alla Messa, detta nella loro bella lingua, secondo i riti che servirono loro fino a poco prima per onorare il demonio: pluralismo in forza del quale non si permette però a un sacerdote cattolico di celebrare la Messa della sua ordinazione sacerdotale, quella di sempre, quella di tutti i Santi finora canonizzati né al cattolico di assistervi, se non nelle Catacombe. Evviva gli iconoclasti, che per lo meno, distruggendo le immagini sacre, non dicevano: “Le stiamo restaurando!” e tagliando la testa agli iconoduli, non dicevano: “Pensate come volete, siamo in tempi di pluralismo” …
Si confrontino le Messe del Missale Romanum con quello del neo-Messale Romano, e se non furono abolite, perché inepurabili si vedrà come sono state epurate inesorabilmente in senso protestantico e modernistico-teilhardiano, il che è ancor peggio.
Si veda nel neo-Messale le Messe di Cristo Re e quella dell’Evangelizzazione dei Popoli. Questa ricalca l’antica Missa pro fidei propagatione, ma con la colletta epurata della frase et omnes cognoscant te solum Deum verum, et quem misisti, Jesum Christum Dominum Nostrum. Ora ai popoli si deve evangelizzare il progresso! E’ giusto che la nuova lex orandi si adegui alla nuova lex credendi. L’altra, la Messa di Cristo Re, elimina dalla colletta la frase ut cunctae familiae gentium, peccati vulnere disgregatae, eius suavissimo subdantur imperio; sostituendola con la frase ut tota creatura, a servitute liberata, tuae maiestati deserviat, ac te sine fine collaudet: prima c’era un peccato da redimere, ora c’è da donare la liberté ai proletari …
Si presentò la riforma liturgica come una rivoluzione imposta dal Concilio, e inconciliabile con i principi liturgici preconciliari.
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