That public abundance is still possible. Americans got a small taste of real “supply-side” liberalism in the American Recovery and Reinvestment Act of 2009. Through this program, EPB of Chattanooga, a municipally owned utility created in the 1930s, obtained a federal grant to build a citywide fiber optic network. The utility used these funds to deliver the nation’s first 1 gigabyte per second broadband service, helping attract tech companies and workers to the newly dubbed “Gig City.” Replicating this success on a national scale and across a range of urgent challenges calls for a serious revival of New Deal politics, not a doubling down on the ethos of neoliberalism—however appealingly rebranded.
https://www.bostonreview.net/articles/the-real-path-to-abundance/
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Boston Review
The Real Path to Abundance - Boston Review
To deliver plentiful housing and clean energy, we have to get the story right about what’s standing in the way.
Mentre il ministro si concede passerelle e telecamere, la Direzione investigativa antimafia ha però acceso i riflettori. Sono cinque le procure distrettuali già coinvolte – Reggio Calabria, Messina, Catania, Catanzaro e Milano – e tutte si stanno concentrando sulle aree da espropriare e sui subappalti, ambiti storicamente sensibili alle infiltrazioni mafiose.
Un campanello d’allarme squillato forte anche per il caso dell’ex procuratore aggiunto Michele Prestipino, finito sotto procedimento disciplinare perché avrebbe rivelato informazioni riservate a Gianni De Gennaro (presidente di Eurolink, il consorzio incaricato della realizzazione del ponte) e a Francesco Gratteri, responsabile della sicurezza di Webuild. Prestipino, intercettato dalla procura di Caltanissetta, parlava di indagini in corso su imprenditori siciliani. Ora l'inchiesta si sposta a Roma.
Bonelli denuncia come «nei documenti ufficiali degli espropri per il Ponte compaiano nomi legati a Cosa Nostra e alla 'Ndrangheta».
L’elenco è inquietante: i terreni espropriati includerebbero proprietà riconducibili agli eredi di Santo Sfameni, figura storica dei clan del Messinese, già condannato per gravi reati. Tra i fondi agricoli c’è anche un casolare di Villafranca Tirrena, già rifugio di latitanti e teatro di summit mafiosi, tra cui quelli con Angelo Siino – “ministro dei lavori pubblici” di Cosa Nostra – e il boss Michelangelo Alfano. Sul versante calabrese, notizie risalenti all'aprile 2024 hanno evidenziato come terreni nel comune di Limbadi (provincia di Vibo Valentia), appartenenti a Carmina Antonia Mancuso (figlia del boss Ciccio Mancuso) e a Francesco Naso (imprenditore condannato in primo grado per associazione mafiosa nel processo Rinascita Scott e ritenuto vicino al clan Mancuso), siano inclusi nelle procedure di esproprio.
Il Documento di finanza pubblica 2025 certifica lo spostamento di 1,6 miliardi dai Fondi di coesione e sviluppo di Calabria e Sicilia per finanziare il progetto.
https://www.editorialedomani.it/fatti/ponte-stretto-salvini-reggio-calabria-mafia-comitati-sindacati-nq0wpj3u
Un campanello d’allarme squillato forte anche per il caso dell’ex procuratore aggiunto Michele Prestipino, finito sotto procedimento disciplinare perché avrebbe rivelato informazioni riservate a Gianni De Gennaro (presidente di Eurolink, il consorzio incaricato della realizzazione del ponte) e a Francesco Gratteri, responsabile della sicurezza di Webuild. Prestipino, intercettato dalla procura di Caltanissetta, parlava di indagini in corso su imprenditori siciliani. Ora l'inchiesta si sposta a Roma.
Bonelli denuncia come «nei documenti ufficiali degli espropri per il Ponte compaiano nomi legati a Cosa Nostra e alla 'Ndrangheta».
L’elenco è inquietante: i terreni espropriati includerebbero proprietà riconducibili agli eredi di Santo Sfameni, figura storica dei clan del Messinese, già condannato per gravi reati. Tra i fondi agricoli c’è anche un casolare di Villafranca Tirrena, già rifugio di latitanti e teatro di summit mafiosi, tra cui quelli con Angelo Siino – “ministro dei lavori pubblici” di Cosa Nostra – e il boss Michelangelo Alfano. Sul versante calabrese, notizie risalenti all'aprile 2024 hanno evidenziato come terreni nel comune di Limbadi (provincia di Vibo Valentia), appartenenti a Carmina Antonia Mancuso (figlia del boss Ciccio Mancuso) e a Francesco Naso (imprenditore condannato in primo grado per associazione mafiosa nel processo Rinascita Scott e ritenuto vicino al clan Mancuso), siano inclusi nelle procedure di esproprio.
Il Documento di finanza pubblica 2025 certifica lo spostamento di 1,6 miliardi dai Fondi di coesione e sviluppo di Calabria e Sicilia per finanziare il progetto.
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www.editorialedomani.it
La “passerella” di Salvini sul Ponte: il ministro contestato snobba i rischi d’infiltrazione mafiosa
Il vicepremier a Reggio Calabria accolto dalle proteste. Mentre la Direzione investigativa antimafia accende i riflettori sull’opera, indagano cinque procure e il Quirinale mette in guardia sul rispetto delle verifiche antimafia. Ma il governo accelera l’iter…
Trump Taps Palantir to Compile Data on Americans - The New York Times
https://www.nytimes.com/2025/05/30/technology/trump-palantir-data-americans.html
https://www.nytimes.com/2025/05/30/technology/trump-palantir-data-americans.html
NY Times
Trump Taps Palantir to Compile Data on Americans
The Trump administration has expanded Palantir’s work with the government, spreading the company’s technology — which could easily merge data on Americans — throughout agencies.
Trump appears to be building an unprecedented spy machine that could track Americans
https://www.msnbc.com/top-stories/latest/trump-palantir-surveillance-americans-rcna210017
https://www.msnbc.com/top-stories/latest/trump-palantir-surveillance-americans-rcna210017
MSNBC
Trump appears to be building an unprecedented spy machine that could track Americans
A new report shines light on contracts with tech company Palantir, which could create data profiles of Americans to surveil and harass them.
I fallimenti della coalizione liberale sono stati molteplici. La squadra di Tusk aveva condotto una campagna per il ripristino della democrazia e dello stato di diritto, eppure, a pochi mesi dalla presa del potere nell’ottobre 2023, la sua amministrazione è stata coinvolta in scandali – poco commentati dalla stampa anglofona ma noti in Polonia. Giornalisti investigativi come Szymon Jadczak (di Wirtualna Polska , uno dei principali siti di notizie del paese) hanno riferito che la procura stava nascondendo fascicoli relativi a figure chiave come il politico pro-Tusk (ed ex attivista politico fascista) Roman Giertych. Le fondazioni statali (o collegate allo stato, come Akcja Demokracja) hanno eluso le domande sulle modalità di distribuzione di denaro pubblico. I resoconti sulle interferenze elettorali sono stati omessi per cavilli legali. Persino la nuova emittente pubblica, creata per sostituire la macchina propagandistica del precedente governo PiS, ha promosso fake news di parte invece di giornalismo indipendente.
https://jacobinitalia.it/il-fallimento-liberale-in-polonia/
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