Il "popolo eletto" spara sui bambini palestinesi mentre ricevono gli aiuti umanitari....https://www.instagram.com/reel/DJWi6p4SYgp/?igsh=YmZjZno2Z3p0MjU5
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🔴 𝐅𝐔𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐀𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐎: 𝐔𝐍𝐀 𝐃𝐄𝐍𝐔𝐍𝐂𝐈𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐂𝐀 𝐈𝐍 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐒𝐄𝐑𝐀𝐓𝐀 🔴
📺 Ieri sera, il programma 𝐹𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝐶𝑜𝑟𝑜 ha trasmesso un servizio a cura di 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐧𝐞̀ e 𝐑𝐚𝐟𝐟𝐚𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐢 che racconta una denuncia senza precedenti.
✍️ 𝐎𝐒𝐀 𝐀𝐏𝐒 - 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢,
✍️ 𝐎𝐒𝐀 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 – 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨,
✍️ 𝐒.𝐅.𝐃. – 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚.
hanno 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨:
1⃣ 𝐔𝐫𝐬𝐮𝐥𝐚 𝐕𝐎𝐍 𝐃𝐄𝐑 𝐋𝐄𝐘𝐄𝐍 –Presidente Commissione Europea;
2⃣ 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐊𝐘𝐑𝐈𝐀𝐊𝐈𝐃𝐄𝐒 – Commissaria UE alla Salute all’epoca dei fatti;
3⃣ 𝐌𝐚𝐫𝐠𝐚𝐫𝐢𝐭𝐢𝐬 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐍𝐀𝐒 –Vicepresidente UE all’epoca dei fatti
4⃣ 𝐄𝐦𝐞𝐫 𝐂𝐎𝐎𝐊𝐄 – Direttrice EMA
5⃣ 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭 𝐁𝐎𝐔𝐑𝐋𝐀 – CEO di Pfizer Inc.
6⃣ 𝐔𝐠𝐮𝐫 𝐒𝐀𝐇𝐈𝐍 – CEO e cofondatore di BioNTech SE
per 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢, tra cui:
⚖️ Corruzione (art. 319 c.p.)
⚖️ Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.)
⚖️ Frode in commercio (art. 515 c.p.)
⚖️ False dichiarazioni all’autorità giudiziaria (art. 374-bis c.p.)
⚖️ Falso ideologico (art. 479 c.p.)
⚖️ Omicidio (art. 575 c.p.)
⚖️ Lesioni (art. 582 c.p.)
⚖️ Somministrazione di medicinali pericolosi (art. 443 e 445 c.p.)
📌 Tutti reati connessi 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐫𝐧𝐚𝐭𝐲 (𝐏𝐟𝐢𝐳𝐞𝐫-𝐁𝐢𝐨𝐍𝐓𝐞𝐜𝐡), noto come “vaccino anti Covid-19”.
👥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 hanno subito:
❌ La perdita del lavoro
❌ Emarginazione e discriminazione
❌ Danni alla salute, anche mortali
⚠️ Si tratta di crimini contro l’umanità, lesivi dei diritti fondamentali dell’uomo e dell’interacollettività.
🔍 La denuncia – presentata in una Procura italiana (di cui non viene ancora resa nota la sede per tutelare l’indagine) – è fondata su:
📄 𝐋𝐞 𝟒𝟓𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐟𝐢𝐳𝐞𝐫 𝐏𝐚𝐩𝐞𝐫𝐬;
🔬 Gli studi scientifici del 𝐝𝐨𝐭𝐭. 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐒𝐞𝐠𝐚𝐥𝐥𝐚 (𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑠𝑢 𝐼𝐽𝑉𝑇𝑃𝑅);
📋 𝐋𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐄𝐌𝐀 e l’autorizzazione condizionata (CMA) al farmaco;
🧑⚖️ 𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐠𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐱 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 nel procedimento penale RG 7/2024.
👨⚖️ L'azione è stata promossa con il supporto degli 𝐀𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐃𝐢 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨, 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 e dei consulenti tecnici dott. 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐒𝐞𝐠𝐚𝐥𝐥𝐚 e ing. 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐓𝐫𝐚𝐦𝐛𝐮𝐬𝐭𝐢.
📣 Pretendiamo verità, giustizia e trasparenza. Per noi. Per chi non c’è più. Per le generazioni future.
🔁 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞. 𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞.👇
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/fuoridalcoro/non-ce-la-raccontano-giusta-quante-menzogne-sui-vaccini_F313480901035C08
#FuoriDalCoro #OSA #SFD #Polizia #GuardiaDiFinanza
#VacciniCovid #PfizerPapers #Comirnaty #Giustizia #AvvocatiLiberi #CriminiControLUmanità #VeritàESalute
📺 Ieri sera, il programma 𝐹𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝐶𝑜𝑟𝑜 ha trasmesso un servizio a cura di 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐂𝐚𝐧𝐞̀ e 𝐑𝐚𝐟𝐟𝐚𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐢 che racconta una denuncia senza precedenti.
✍️ 𝐎𝐒𝐀 𝐀𝐏𝐒 - 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐎𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐭𝐢,
✍️ 𝐎𝐒𝐀 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 – 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨,
✍️ 𝐒.𝐅.𝐃. – 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚.
hanno 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨:
1⃣ 𝐔𝐫𝐬𝐮𝐥𝐚 𝐕𝐎𝐍 𝐃𝐄𝐑 𝐋𝐄𝐘𝐄𝐍 –Presidente Commissione Europea;
2⃣ 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐊𝐘𝐑𝐈𝐀𝐊𝐈𝐃𝐄𝐒 – Commissaria UE alla Salute all’epoca dei fatti;
3⃣ 𝐌𝐚𝐫𝐠𝐚𝐫𝐢𝐭𝐢𝐬 𝐒𝐂𝐇𝐈𝐍𝐀𝐒 –Vicepresidente UE all’epoca dei fatti
4⃣ 𝐄𝐦𝐞𝐫 𝐂𝐎𝐎𝐊𝐄 – Direttrice EMA
5⃣ 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭 𝐁𝐎𝐔𝐑𝐋𝐀 – CEO di Pfizer Inc.
6⃣ 𝐔𝐠𝐮𝐫 𝐒𝐀𝐇𝐈𝐍 – CEO e cofondatore di BioNTech SE
per 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢, tra cui:
⚖️ Corruzione (art. 319 c.p.)
⚖️ Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.)
⚖️ Frode in commercio (art. 515 c.p.)
⚖️ False dichiarazioni all’autorità giudiziaria (art. 374-bis c.p.)
⚖️ Falso ideologico (art. 479 c.p.)
⚖️ Omicidio (art. 575 c.p.)
⚖️ Lesioni (art. 582 c.p.)
⚖️ Somministrazione di medicinali pericolosi (art. 443 e 445 c.p.)
📌 Tutti reati connessi 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐨 𝐂𝐨𝐦𝐢𝐫𝐧𝐚𝐭𝐲 (𝐏𝐟𝐢𝐳𝐞𝐫-𝐁𝐢𝐨𝐍𝐓𝐞𝐜𝐡), noto come “vaccino anti Covid-19”.
👥 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 hanno subito:
❌ La perdita del lavoro
❌ Emarginazione e discriminazione
❌ Danni alla salute, anche mortali
⚠️ Si tratta di crimini contro l’umanità, lesivi dei diritti fondamentali dell’uomo e dell’interacollettività.
🔍 La denuncia – presentata in una Procura italiana (di cui non viene ancora resa nota la sede per tutelare l’indagine) – è fondata su:
📄 𝐋𝐞 𝟒𝟓𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐏𝐟𝐢𝐳𝐞𝐫 𝐏𝐚𝐩𝐞𝐫𝐬;
🔬 Gli studi scientifici del 𝐝𝐨𝐭𝐭. 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐒𝐞𝐠𝐚𝐥𝐥𝐚 (𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑠𝑢 𝐼𝐽𝑉𝑇𝑃𝑅);
📋 𝐋𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐄𝐌𝐀 e l’autorizzazione condizionata (CMA) al farmaco;
🧑⚖️ 𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐠𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐱 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 nel procedimento penale RG 7/2024.
👨⚖️ L'azione è stata promossa con il supporto degli 𝐀𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐃𝐢 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨, 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 e dei consulenti tecnici dott. 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐒𝐞𝐠𝐚𝐥𝐥𝐚 e ing. 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐓𝐫𝐚𝐦𝐛𝐮𝐬𝐭𝐢.
📣 Pretendiamo verità, giustizia e trasparenza. Per noi. Per chi non c’è più. Per le generazioni future.
🔁 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞. 𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞.👇
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#FuoriDalCoro #OSA #SFD #Polizia #GuardiaDiFinanza
#VacciniCovid #PfizerPapers #Comirnaty #Giustizia #AvvocatiLiberi #CriminiControLUmanità #VeritàESalute
Mediaset Infinity
Fuori dal coro: Non ce la raccontano giusta: quante menzogne sui vaccini Video
La vita di Maurizio ed Elisa è cambiata dopo il vaccino al Covid 19
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Robert Kennedy Jr: “Oms moribonda, altri seguano esempio Usa e si ritirino”
"Esorto i Ministri della salute di tutto il mondo e l'Oms a considerare il nostro ritiro dall'organizzazione come un campanello d'allarme. Siamo già in contatto con paesi che condividono la nostra stessa visione e incoraggiamo altri a prendere in considerazione l'idea di unirsi a noi. L'Oms è impantanata in un sovraccarico burocratico, non dobbiamo subire i limiti di un’Oms moribonda: creiamo nuove istituzioni o rivisitiamo quelle esistenti che siano snelle, efficienti, trasparenti e responsabili", lo ha detto il segretario Usa alla Sanità Robert Kennedy Jr.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
https://youtu.be/jVywk45TE68?si=fzxca_tCz_RKuRP3
"Esorto i Ministri della salute di tutto il mondo e l'Oms a considerare il nostro ritiro dall'organizzazione come un campanello d'allarme. Siamo già in contatto con paesi che condividono la nostra stessa visione e incoraggiamo altri a prendere in considerazione l'idea di unirsi a noi. L'Oms è impantanata in un sovraccarico burocratico, non dobbiamo subire i limiti di un’Oms moribonda: creiamo nuove istituzioni o rivisitiamo quelle esistenti che siano snelle, efficienti, trasparenti e responsabili", lo ha detto il segretario Usa alla Sanità Robert Kennedy Jr.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
https://youtu.be/jVywk45TE68?si=fzxca_tCz_RKuRP3
YouTube
Robert Kennedy Jr: "Oms moribonda, altri seguano esempio Usa e si ritirino" - SOTTOTITOLI
(Agenzia Vista) Usa, 20 maggio 2025
Esorto i Ministri della salute di tutto il mondo e l'Oms a considerare il nostro ritiro dall'organizzazione come un campanello d'allarme. Siamo già in contatto con paesi che condividono la nostra stessa visione e incoraggiamo…
Esorto i Ministri della salute di tutto il mondo e l'Oms a considerare il nostro ritiro dall'organizzazione come un campanello d'allarme. Siamo già in contatto con paesi che condividono la nostra stessa visione e incoraggiamo…
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Guarda "Orrore a Gaza: sconvolgente racconto di un medico" su Mediaset Infinity
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/orrore-a-gaza-sconvolgente-racconto-di-un-medico_F313480801036C05 https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/orrore-a-gaza-sconvolgente-racconto-di-un-medico_F313480801036C05
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/orrore-a-gaza-sconvolgente-racconto-di-un-medico_F313480801036C05 https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/esemprecartabianca/orrore-a-gaza-sconvolgente-racconto-di-un-medico_F313480801036C05
Mediaset Infinity
È sempre Cartabianca: Orrore a Gaza: sconvolgente racconto di un medico Video
Lo sconvolgente di Mark Perimutter, chirurgo americano volontario a Gaza.
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George Simion, il vero vincitore delle elezioni in Romania a cui il regime "democratico" europeo ha usurpato i voti https://youtu.be/V_ef7r0Xf7A?si=-C6z-JYRk0Hxp9tq
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Niente è come sembra: avanti a colpi di stato: il nuovo ordine europeo
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Ecco come Mentana, il campione del sionismo giornalistico mainstream, si inalbera e sbraita a difesa dello Stato criminale d'Israele appena sente la parola genocidio....per un bugiardo di professione, la verità brucia come una colata di acciaio fuso https://m.youtube.com/watch?v=kMVMtsGWEE4
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Enrico Mentana: "Non è genocidiooo!"
Mentana si arrampica sugli specchi pur di non ammettere che a Gaza è in corso un genocidio. Ma le sue stesse parole lo smentiscono.
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Nel corso di sedici anni di studi e ricerche, ho redatto e pubblicato venti saggi su tematiche tra loro assai eterogenee, fatto che ha offerto ai miei detrattori l’occasione, tanto comoda quanto pretestuosa, di etichettarmi con l’appellativo di "tuttologo".
Costoro, tuttavia, omettono, con notevole disinvoltura e disonestà intellettuale, di precisare che esercito la professione di saggista e che le mie opere non si fondano su arbitrarie congetture personali né su presunte rivelazioni di natura privata, bensì sull’accurata selezione e analisi di fatti documentati e di dichiarazioni rilasciate da professionisti qualificati: medici, scienziati, storici, geologi, archeologi, esegeti, economisti, nonché da altre eminenti voci nei rispettivi ambiti disciplinari.
Si tratta, per lo più, di fonti e figure sistematicamente ignorate, screditate o derise non per mancanza di rigore, ma in quanto portatrici di verità scomode e non conformi alla narrazione dominante dell’establishment.
La mia opera, in tal senso, si configura come un’opera di mediazione culturale volta alla diffusione di contenuti che ritengo di pubblico interesse, sempre corredati da fonti verificabili.
Per tale ragione, quando accade, come nel caso attuale, che un medico richiami e citi un mio scritto nell’ambito del proprio lavoro, non posso che cogliere l’occasione per levarmi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di quei miei detrattori che, benché accreditati dalle istituzioni, restano prigionieri della propria autoreferenzialità e del dogmatismo che li contraddistingue.
Davvero curioso anche il fatto che Piero Angela non sia mai stato etichettato come tuttologo nonostante parlasse di tutto e non fosse neppure laureato. Forse perché le eccezioni valgono solo per chi ripete a pappagallo tutto il repertorio storico/medico/scientifico politicamente corretto? https://m.youtube.com/watch?v=tuL3GNaWr1A
Costoro, tuttavia, omettono, con notevole disinvoltura e disonestà intellettuale, di precisare che esercito la professione di saggista e che le mie opere non si fondano su arbitrarie congetture personali né su presunte rivelazioni di natura privata, bensì sull’accurata selezione e analisi di fatti documentati e di dichiarazioni rilasciate da professionisti qualificati: medici, scienziati, storici, geologi, archeologi, esegeti, economisti, nonché da altre eminenti voci nei rispettivi ambiti disciplinari.
Si tratta, per lo più, di fonti e figure sistematicamente ignorate, screditate o derise non per mancanza di rigore, ma in quanto portatrici di verità scomode e non conformi alla narrazione dominante dell’establishment.
La mia opera, in tal senso, si configura come un’opera di mediazione culturale volta alla diffusione di contenuti che ritengo di pubblico interesse, sempre corredati da fonti verificabili.
Per tale ragione, quando accade, come nel caso attuale, che un medico richiami e citi un mio scritto nell’ambito del proprio lavoro, non posso che cogliere l’occasione per levarmi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di quei miei detrattori che, benché accreditati dalle istituzioni, restano prigionieri della propria autoreferenzialità e del dogmatismo che li contraddistingue.
Davvero curioso anche il fatto che Piero Angela non sia mai stato etichettato come tuttologo nonostante parlasse di tutto e non fosse neppure laureato. Forse perché le eccezioni valgono solo per chi ripete a pappagallo tutto il repertorio storico/medico/scientifico politicamente corretto? https://m.youtube.com/watch?v=tuL3GNaWr1A
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Il grande inganno del colesterolo
In questo video ti accompagno a sfatare uno dei miti più radicati nella medicina moderna: la distinzione tra colesterolo buono (HDL) e colesterolo cattivo (LDL). Una semplificazione fuorviante, che ha portato milioni di persone a credere in una narrazione…
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Ormai siamo arrivati al culmine della Geopolitica dell’Apocalisse: tra diritto selettivo e arroganza atomica...
In un mondo che si pretende regolato dal diritto internazionale ma che troppo spesso si piega agli umori dell’impero dominante, l’ennesimo dramma mediorientale si consuma sotto gli occhi di una comunità internazionale che assiste, pavida o complice, all’erosione sistematica di ogni principio di giustizia.
Israele, nato da un progetto coloniale e teologico sincretico, ha edificato il proprio mito fondativo sull’appropriazione di terre che per secoli furono abitate da popolazioni arabe, oggi identificate con l’identità palestinese. L’antico presunto mandato divino, mai sottoposto a verifica empirica né ratificato da alcuna autorità giuridica, è servito da pretesto sacro per legittimare una progressiva espansione territoriale, culminata nella riduzione del popolo palestinese a una condizione di apartheid conclamata e sotto costante assedio.
La Striscia di Gaza, ultimo fazzoletto di terra in cui i palestinesi esercitano una minima forma di autonomia, si è trasformata nel laboratorio dell’orrore contemporaneo. Una terra costretta entro confini più angusti di quelli di un campo di concentramento, dove le incursioni militari israeliane hanno assunto negli anni un tono di sistematica distruzione. A nulla valgono le condanne sporadiche dell’ONU, il cui valore si dissolve dinanzi al veto degli Stati Uniti, che garantiscono a Israele un’ampia immunità internazionale, quasi fosse un'entità sovrana superiore alla legge.
Ora, dopo l’ennesimo episodio bellico culminato in un attacco diretto contro l’Iran, azione che infrange palesemente le norme più elementari del diritto internazionale, la situazione rischia di precipitare in un conflitto su scala globale. Le élite politiche del G7, riunite nel loro consesso autoreferenziale, non trovano nulla da eccepire sull’arsenale nucleare israeliano, sebbene Tel Aviv non abbia mai sottoscritto il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Al contrario, l’Iran, pur non possedendo armi atomiche e nonostante sia sotto un controllo costante da parte dell’AIEA, viene sistematicamente minacciato di ritorsioni, come se il suo solo desiderio di autodeterminazione strategica fosse un crimine imperdonabile.
Questa schizofrenia geopolitica, per cui ad alcuni è concesso ciò che ad altri è negato, disegna il profilo di un ordine internazionale in cui la giustizia non è che un vestito di scena indossato nei teatri diplomatici, mentre in scena va la legge del più forte. Israele, con il suo scudo antimissile "Iron Dome" che si rivela improvvisamente poroso come un colabrodo, scopre ora la fragilità della propria supposta invulnerabilità. E proprio mentre si aprono queste crepe, gli Stati Uniti minacciano l’intervento diretto, innescando la possibilità concreta di un’escalation bellica planetaria.
Non è più solo questione di Medio Oriente, né di semplice alleanze strategiche: è la credibilità stessa dell’architettura giuridica e morale dell’Occidente che oggi vacilla sotto il peso delle sue contraddizioni. Se la giustizia diventa privilegio, e il crimine si fa prerogativa dell’amico, allora ciò che ci resta non è che una guerra annunciata, l’epilogo scritto di un mondo che ha smarrito la misura del diritto e della ragione.
Marco Pizzuti
In un mondo che si pretende regolato dal diritto internazionale ma che troppo spesso si piega agli umori dell’impero dominante, l’ennesimo dramma mediorientale si consuma sotto gli occhi di una comunità internazionale che assiste, pavida o complice, all’erosione sistematica di ogni principio di giustizia.
Israele, nato da un progetto coloniale e teologico sincretico, ha edificato il proprio mito fondativo sull’appropriazione di terre che per secoli furono abitate da popolazioni arabe, oggi identificate con l’identità palestinese. L’antico presunto mandato divino, mai sottoposto a verifica empirica né ratificato da alcuna autorità giuridica, è servito da pretesto sacro per legittimare una progressiva espansione territoriale, culminata nella riduzione del popolo palestinese a una condizione di apartheid conclamata e sotto costante assedio.
La Striscia di Gaza, ultimo fazzoletto di terra in cui i palestinesi esercitano una minima forma di autonomia, si è trasformata nel laboratorio dell’orrore contemporaneo. Una terra costretta entro confini più angusti di quelli di un campo di concentramento, dove le incursioni militari israeliane hanno assunto negli anni un tono di sistematica distruzione. A nulla valgono le condanne sporadiche dell’ONU, il cui valore si dissolve dinanzi al veto degli Stati Uniti, che garantiscono a Israele un’ampia immunità internazionale, quasi fosse un'entità sovrana superiore alla legge.
Ora, dopo l’ennesimo episodio bellico culminato in un attacco diretto contro l’Iran, azione che infrange palesemente le norme più elementari del diritto internazionale, la situazione rischia di precipitare in un conflitto su scala globale. Le élite politiche del G7, riunite nel loro consesso autoreferenziale, non trovano nulla da eccepire sull’arsenale nucleare israeliano, sebbene Tel Aviv non abbia mai sottoscritto il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Al contrario, l’Iran, pur non possedendo armi atomiche e nonostante sia sotto un controllo costante da parte dell’AIEA, viene sistematicamente minacciato di ritorsioni, come se il suo solo desiderio di autodeterminazione strategica fosse un crimine imperdonabile.
Questa schizofrenia geopolitica, per cui ad alcuni è concesso ciò che ad altri è negato, disegna il profilo di un ordine internazionale in cui la giustizia non è che un vestito di scena indossato nei teatri diplomatici, mentre in scena va la legge del più forte. Israele, con il suo scudo antimissile "Iron Dome" che si rivela improvvisamente poroso come un colabrodo, scopre ora la fragilità della propria supposta invulnerabilità. E proprio mentre si aprono queste crepe, gli Stati Uniti minacciano l’intervento diretto, innescando la possibilità concreta di un’escalation bellica planetaria.
Non è più solo questione di Medio Oriente, né di semplice alleanze strategiche: è la credibilità stessa dell’architettura giuridica e morale dell’Occidente che oggi vacilla sotto il peso delle sue contraddizioni. Se la giustizia diventa privilegio, e il crimine si fa prerogativa dell’amico, allora ciò che ci resta non è che una guerra annunciata, l’epilogo scritto di un mondo che ha smarrito la misura del diritto e della ragione.
Marco Pizzuti
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Riflessione sul vassallaggio Atlantico dell'Italia e sul definitivo tramonto dell’autonomia nazionale....
Nei momenti in cui la Storia si fa densa, in cui le faglie geopolitiche si aprono improvvisamente rivelando gli abissi nascosti dell’ordine mondiale, è proprio allora che la vera natura delle classi dirigenti si manifesta con chiarezza impietosa. È durante le crisi, siano esse finanziarie, economiche o belliche, che il sipario cala sul teatro delle ipocrisie democratiche, e il palcoscenico italiano si rivela per quel che realmente è: non un’arena di rappresentanza sovrana, bensì una dépendance ideologica e strategica degli interessi atlantici, in particolare di quelli statunitensi.
Nulla rende questo fenomeno più lampante della condotta assunta dal governo Meloni nel corso delle crisi internazionali più recenti, a partire da quella ucraina. Di fronte a un conflitto che vede l’Europa trasformarsi in campo di battaglia per la riedizione postmoderna di una guerra fredda mai davvero sopita, l’esecutivo italiano, lungi dal porsi quale mediatore o fautore di una linea autonoma, ha preferito indossare i panni del fedele scudiero di Washington, ripetendone le parole d’ordine come un catechismo, in spregio agli interessi strategici, energetici e industriali nazionali. L’Italia, Paese dipendente dall’importazione di risorse energetiche e tradizionalmente legato a un tessuto industriale manifatturiero votato all’export, avrebbe avuto tutto da guadagnare da una posizione terza e diplomatica. E invece si è comportata come uno Stato vassallo, obbediente ai dettami dell’impero.
Il medesimo copione si è ripetuto, con accenti persino più grotteschi, nella recente escalation in Medio Oriente. Quando Israele, in aperta violazione del diritto internazionale, ha sferrato un attacco diretto contro l’Iran, attacco preceduto e accompagnato dalla perpetuazione di una sistematica e brutale offensiva militare su Gaza, che molti osservatori indipendenti qualificano ormai senza esitazione come genocidio, il governo italiano, anziché levare la voce in difesa della legalità internazionale o dei diritti umani, ha scelto di indicare l’Iran come principale minaccia alla stabilità della regione. Un’inversione della realtà che grida vendetta alla ragione.
Tali posizionamenti, lungi dall’essere frutto di ingenuità o malintesi, sono l’espressione coerente di una postura coloniale. L’Italia, che pure formalmente siede nei consessi internazionali come membro sovrano, agisce come nazione occupata culturalmente, psicologicamente e strategicamente. Le sue élite, politiche, giornalistiche, accademiche, hanno da tempo smesso di ragionare in termini di interesse nazionale per farsi portavoce dei paradigmi imposti dai centri di potere d’oltreoceano. La sovranità è divenuta una parola vuota, brandita talvolta per scopi retorici, ma mai rivendicata nel concreto.
Non è un caso, dunque, che in Italia si sia potuto assistere, senza grandi sussulti né scandalo, alla penosa sceneggiata istituzionale di ministri e presidenti del consiglio intenti a sostenere, con zelo quasi missionario, le posizioni degli Stati Uniti e di Israele, mentre il Paese stesso attraversa una crisi economica strisciante, un impoverimento strutturale e una desertificazione industriale accelerata dalle stesse politiche sanzionatorie che Roma ha accettato senza condizioni.
In ultima analisi, l’Italia contemporanea non sembra più nemmeno aspirare a una politica estera autonoma. Ha abdicato, con una docilità che rasenta il collaborazionismo, alla propria storia, alla propria cultura diplomatica, alla propria funzione mediterranea. È divenuta, per usare un’espressione che non è retorica ma diagnosi geopolitica, una colonia dell’impero americano, mascherata da democrazia sovrana.
E come ogni colonia, può soltanto assistere, impotente e complice, alla deriva del mondo che avrebbe potuto contribuire a rendere più giusto.
Marco Pizzuti
Nei momenti in cui la Storia si fa densa, in cui le faglie geopolitiche si aprono improvvisamente rivelando gli abissi nascosti dell’ordine mondiale, è proprio allora che la vera natura delle classi dirigenti si manifesta con chiarezza impietosa. È durante le crisi, siano esse finanziarie, economiche o belliche, che il sipario cala sul teatro delle ipocrisie democratiche, e il palcoscenico italiano si rivela per quel che realmente è: non un’arena di rappresentanza sovrana, bensì una dépendance ideologica e strategica degli interessi atlantici, in particolare di quelli statunitensi.
Nulla rende questo fenomeno più lampante della condotta assunta dal governo Meloni nel corso delle crisi internazionali più recenti, a partire da quella ucraina. Di fronte a un conflitto che vede l’Europa trasformarsi in campo di battaglia per la riedizione postmoderna di una guerra fredda mai davvero sopita, l’esecutivo italiano, lungi dal porsi quale mediatore o fautore di una linea autonoma, ha preferito indossare i panni del fedele scudiero di Washington, ripetendone le parole d’ordine come un catechismo, in spregio agli interessi strategici, energetici e industriali nazionali. L’Italia, Paese dipendente dall’importazione di risorse energetiche e tradizionalmente legato a un tessuto industriale manifatturiero votato all’export, avrebbe avuto tutto da guadagnare da una posizione terza e diplomatica. E invece si è comportata come uno Stato vassallo, obbediente ai dettami dell’impero.
Il medesimo copione si è ripetuto, con accenti persino più grotteschi, nella recente escalation in Medio Oriente. Quando Israele, in aperta violazione del diritto internazionale, ha sferrato un attacco diretto contro l’Iran, attacco preceduto e accompagnato dalla perpetuazione di una sistematica e brutale offensiva militare su Gaza, che molti osservatori indipendenti qualificano ormai senza esitazione come genocidio, il governo italiano, anziché levare la voce in difesa della legalità internazionale o dei diritti umani, ha scelto di indicare l’Iran come principale minaccia alla stabilità della regione. Un’inversione della realtà che grida vendetta alla ragione.
Tali posizionamenti, lungi dall’essere frutto di ingenuità o malintesi, sono l’espressione coerente di una postura coloniale. L’Italia, che pure formalmente siede nei consessi internazionali come membro sovrano, agisce come nazione occupata culturalmente, psicologicamente e strategicamente. Le sue élite, politiche, giornalistiche, accademiche, hanno da tempo smesso di ragionare in termini di interesse nazionale per farsi portavoce dei paradigmi imposti dai centri di potere d’oltreoceano. La sovranità è divenuta una parola vuota, brandita talvolta per scopi retorici, ma mai rivendicata nel concreto.
Non è un caso, dunque, che in Italia si sia potuto assistere, senza grandi sussulti né scandalo, alla penosa sceneggiata istituzionale di ministri e presidenti del consiglio intenti a sostenere, con zelo quasi missionario, le posizioni degli Stati Uniti e di Israele, mentre il Paese stesso attraversa una crisi economica strisciante, un impoverimento strutturale e una desertificazione industriale accelerata dalle stesse politiche sanzionatorie che Roma ha accettato senza condizioni.
In ultima analisi, l’Italia contemporanea non sembra più nemmeno aspirare a una politica estera autonoma. Ha abdicato, con una docilità che rasenta il collaborazionismo, alla propria storia, alla propria cultura diplomatica, alla propria funzione mediterranea. È divenuta, per usare un’espressione che non è retorica ma diagnosi geopolitica, una colonia dell’impero americano, mascherata da democrazia sovrana.
E come ogni colonia, può soltanto assistere, impotente e complice, alla deriva del mondo che avrebbe potuto contribuire a rendere più giusto.
Marco Pizzuti
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Giulietto Chiesa, nel 2020 aveva già previsto la guerra d'Israele contro l'ran https://youtube.com/shorts/rVVa4ibPPWU?si=EM63Dy4nIL9wgJf6
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Dopo quattro lunghi anni di tribolazioni editoriali, censure mascherate da prudenza e silenzi più eloquenti di mille dinieghi, ho finalmente il privilegio e l’ardire di annunciare l’imminente uscita del primo volume della trilogia intitolata: “La Vera Storia di Benito Mussolini”. Non si tratta di un'opera accomodante, né tantomeno di una ricostruzione piegata alle esigenze dell’una o dell’altra ideologia. È, al contrario, un testo scomodo, forse sgradito ai più, concepito per infrangere i muri dell’omertà storiografica che da decenni occultano le vere dinamiche che hanno condotto l’Italia alla rovina nel secondo conflitto mondiale. Frutto di un'indagine meticolosa, fondata esclusivamente su fonti autorevoli e inattaccabili, prima fra tutte l’opera monumentale di Renzo De Felice, ma anche documenti d’archivio declassificati solo di recente e materiale testimoniale inedito, questo volume offre al lettore una ricostruzione storica senza veli né filtri. Nessuna riverenza verso i vincitori, né indulgenza verso i vinti: solo i fatti, documentati e verificabili, nella loro nuda e a tratti sconvolgente verità.
Lungi dall’essere un’apologia del fascismo o una caricatura grottesca in stile Scurati, quest’opera rappresenta un’autentica revisione storica che demolisce i falsi miti condivisi tanto a destra quanto a sinistra. Non contiene né la cieca esaltazione dell’intesa con Hitler, né la fideistica adesione alla versione dei fatti propagandata da Washington e Londra nel 1945, il cui eco ancora risuona come un mantra nei testi scolastici e nei salotti televisivi. È, in definitiva, un testo destinato a disturbare, a turbare le coscienze sopite, a infastidire i benpensanti e a ridestare un dibattito serio, maturo e documentato sulle radici profonde della nostra storia recente. Un’opera che, proprio per questo, era ostica da pubblicare, ma che ora, finalmente, vede la luce.
https://nexusedizioni.it/it/la-vera-storia-di-mussolini/?fbclid=IwY2xjawLQ66tleHRuA2FlbQIxMQABHlDuPCUz5qi5hqh_ps2wwhv47XBxwWy8FP-MeJ3JK0eSRIOtnOm-9Svz3aHT_aem_avBp0VTeDF04wnOg-hGSUA
Lungi dall’essere un’apologia del fascismo o una caricatura grottesca in stile Scurati, quest’opera rappresenta un’autentica revisione storica che demolisce i falsi miti condivisi tanto a destra quanto a sinistra. Non contiene né la cieca esaltazione dell’intesa con Hitler, né la fideistica adesione alla versione dei fatti propagandata da Washington e Londra nel 1945, il cui eco ancora risuona come un mantra nei testi scolastici e nei salotti televisivi. È, in definitiva, un testo destinato a disturbare, a turbare le coscienze sopite, a infastidire i benpensanti e a ridestare un dibattito serio, maturo e documentato sulle radici profonde della nostra storia recente. Un’opera che, proprio per questo, era ostica da pubblicare, ma che ora, finalmente, vede la luce.
https://nexusedizioni.it/it/la-vera-storia-di-mussolini/?fbclid=IwY2xjawLQ66tleHRuA2FlbQIxMQABHlDuPCUz5qi5hqh_ps2wwhv47XBxwWy8FP-MeJ3JK0eSRIOtnOm-9Svz3aHT_aem_avBp0VTeDF04wnOg-hGSUA
Nexus Edizioni
La vera storia di Mussolini - Nexus Edizioni
Presto in libreria: "La vera storia di Mussolini", il primo volume - Alba - di una documentata ricostruzione dei fatti, senza censure.
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La prima intervista sulla trilogia che nessun editore voleva pubblicare ....ora mi aspetto critiche velenose e accuse fuori luogo come quando sei contro il genocidio dei palestinesi e ti dicono che sei antisemita....ma siccome posso dimostrare tutto quello che ho scritto con fatti e documenti (tutti citati nei testi) lascio che gli esaltati si sfoghino e sfido gli storici accreditati a un confronto diretto sempre che abbiano l'incoscienza o gli attributi per farlo ....
https://blog.ilgiornale.it/puglisi/2025/07/08/pizzuti-in-una-trilogia-il-mio-mussolini-cosi-diverso-da-quello-di-scurati-socialista-convinto-fascista-suo-malgrado/?fbclid=IwY2xjawLZ-YRleHRuA2FlbQIxMQABHqf1Od0ALdfor1ygiMv6GSEHxpnWc60SyPQWaY1DTZqsyF0rt2gdmokKCWOb_aem_QWJhrIr7iUFZeCJpVnM9yg
https://blog.ilgiornale.it/puglisi/2025/07/08/pizzuti-in-una-trilogia-il-mio-mussolini-cosi-diverso-da-quello-di-scurati-socialista-convinto-fascista-suo-malgrado/?fbclid=IwY2xjawLZ-YRleHRuA2FlbQIxMQABHqf1Od0ALdfor1ygiMv6GSEHxpnWc60SyPQWaY1DTZqsyF0rt2gdmokKCWOb_aem_QWJhrIr7iUFZeCJpVnM9yg
blog.ilgiornale.it
Pizzuti: “In una trilogia il mio Mussolini, così diverso da quello di Scurati: socialista convinto, fascista suo malgrado” – Il…
Ex ufficiale dell’esercito, dottore in Legge, conferenziere, scrittore d’inchiesta (più di 300.000 copie vendute solo in Italia, con oltre 20 saggi pubblicati in 19 Paesi), ha lavorato presso le più prestigiose istituzioni dello Stato (Camera dei Deputati…
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Washington fa cassa vendendo i missili per allargare l'impero a est mentre la colonia Europa paga il conto raccontando ai cittadini che bisogna fermare l'invasione russa....peccato che Putin è intervenuto solo dopo il colpo di Stato Usa, la guerra civile scatenata contro la minoranza russa e il tentativo di installare basi missilistiche Nato da puntare sul Cremlino ...
Trump: "Manderemo i missili Patriot all'Ucraina per difendersi", ma il conto lo paga l'Ue https://share.google/4L0Y6Y6uI6nQo2XZ3
Trump: "Manderemo i missili Patriot all'Ucraina per difendersi", ma il conto lo paga l'Ue https://share.google/4L0Y6Y6uI6nQo2XZ3
Today
Trump: "Manderemo i missili Patriot all'Ucraina per difendersi", ma il conto lo paga l'Ue
Il presidente Usa sempre più irritato da quello russo Putin, conferma l'impegno per rifornire Kiev ma allo stesso tempo scarica i costi agli alleati. Cosa sta accadendo
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Mussolini e Churchill, una storia segreta, sconcertanti dettagli https://share.google/Yc1JMITJXh4dTM1Ii
Blitz quotidiano
Mussolini e Churchill, una storia segreta, sconcertanti dettagli
Mussolini e Churchill, una storia segreta, rivelati sconcertanti dettagli inediti sul loro rapporto: una nuova biografia.
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Il piano di Israele per la pulizia etnica di Gaza di Gideon Levy (Haaretz)
Per "evacuare" due milioni di persone dal loro Paese, è necessario un piano. Israele ne sta preparando uno. La prima fase prevede il trasferimento di gran parte della popolazione in un campo di concentramento, per facilitare un'efficace deportazione.
La scorsa settimana, la BBC ha pubblicato un'inchiesta basata su foto satellitari, che mostra la distruzione sistematica perpetrata dall'IDF in tutta la Striscia di Gaza. Un villaggio dopo l'altro viene spazzato via, e la terra viene rasa al suolo per costruire il campo di concentramento, in modo che la vita a Gaza non sia più possibile.
I preparativi per il primo campo di concentramento israeliano sono in pieno svolgimento. La distruzione sistematica sta procedendo in tutta l'enclave, in modo che non ci sia altro luogo in cui tornare, se non il campo di concentramento.
Per portare a termine quest'opera, sono necessarie le ruspe. La BBC ha pubblicato due annunci con offerte di lavoro. Un annuncio descriveva "un progetto che prevede la demolizione di edifici a Gaza e richiede operatori di bulldozer (da 40 tonnellate). Il lavoro prevede il pagamento di 1.200 shekel (357 dollari) al giorno, inclusi vitto e alloggio, con la possibilità di ottenere un veicolo privato". Il secondo annuncio affermava che "l'orario di lavoro è dalla domenica al giovedì, dalle 7:00 alle 16:45, con eccellenti condizioni di lavoro".
Israele sta silenziosamente perpetrando un crimine contro l'umanità. Non una casa qui e una casa là, nessuna "necessità operativa", ma l'eliminazione sistematica di ogni possibilità di vita, mentre si preparano le infrastrutture per concentrare le persone in una città "umanitaria" destinata a diventare un campo di transito, prima della deportazione finale in Libia, Etiopia e Indonesia, le destinazioni specificate da Barnea.
Questo è il piano per la pulizia etnica di Gaza. Qualcuno l'ha concepito, si sono discussi pro e contro, sono state suggerite alternative, opzioni di pulizia totale o a fasi, e tutto si è svolto in sale-conferenza climatizzate, con verbali scritti e decisioni prese. Per la prima volta dall'inizio della guerra di vendetta a Gaza, è chiaro che Israele ha un piano, ed è di vasta portata.
Questa non è più una semplice guerra che fa il suo corso. Non si può più accusare Benjamin Netanyahu di condurre una guerra senza scopo. C'è uno scopo ben preciso in questa guerra, ed è criminale. Non si può più dire ai comandanti dell'esercito che le loro truppe stanno morendo senza motivo: stanno morendo in una guerra di pulizia etnica.
Il terreno è pronto, si può procedere al trasferimento delle persone, le offerte di lavoro stanno arrivando. Una volta completato lo spostamento della popolazione, e quando gli abitanti della città umanitaria inizieranno a sentire la mancanza della propria vita tra le rovine, tra fame, malattie e bombardamenti, sarà possibile passare alla fase finale: l'imbarco forzato su camion e aerei diretti alla nuova e agognata patria – Libia, Indonesia o Etiopia. Se l'impegno umanitario ha causato la morte di centinaia di persone, la deportazione ne causerà la morte di decine di migliaia. Ma nulla impedirà a Israele di realizzare il suo piano.
Qui l’articolo completo
Per "evacuare" due milioni di persone dal loro Paese, è necessario un piano. Israele ne sta preparando uno. La prima fase prevede il trasferimento di gran parte della popolazione in un campo di concentramento, per facilitare un'efficace deportazione.
La scorsa settimana, la BBC ha pubblicato un'inchiesta basata su foto satellitari, che mostra la distruzione sistematica perpetrata dall'IDF in tutta la Striscia di Gaza. Un villaggio dopo l'altro viene spazzato via, e la terra viene rasa al suolo per costruire il campo di concentramento, in modo che la vita a Gaza non sia più possibile.
I preparativi per il primo campo di concentramento israeliano sono in pieno svolgimento. La distruzione sistematica sta procedendo in tutta l'enclave, in modo che non ci sia altro luogo in cui tornare, se non il campo di concentramento.
Per portare a termine quest'opera, sono necessarie le ruspe. La BBC ha pubblicato due annunci con offerte di lavoro. Un annuncio descriveva "un progetto che prevede la demolizione di edifici a Gaza e richiede operatori di bulldozer (da 40 tonnellate). Il lavoro prevede il pagamento di 1.200 shekel (357 dollari) al giorno, inclusi vitto e alloggio, con la possibilità di ottenere un veicolo privato". Il secondo annuncio affermava che "l'orario di lavoro è dalla domenica al giovedì, dalle 7:00 alle 16:45, con eccellenti condizioni di lavoro".
Israele sta silenziosamente perpetrando un crimine contro l'umanità. Non una casa qui e una casa là, nessuna "necessità operativa", ma l'eliminazione sistematica di ogni possibilità di vita, mentre si preparano le infrastrutture per concentrare le persone in una città "umanitaria" destinata a diventare un campo di transito, prima della deportazione finale in Libia, Etiopia e Indonesia, le destinazioni specificate da Barnea.
Questo è il piano per la pulizia etnica di Gaza. Qualcuno l'ha concepito, si sono discussi pro e contro, sono state suggerite alternative, opzioni di pulizia totale o a fasi, e tutto si è svolto in sale-conferenza climatizzate, con verbali scritti e decisioni prese. Per la prima volta dall'inizio della guerra di vendetta a Gaza, è chiaro che Israele ha un piano, ed è di vasta portata.
Questa non è più una semplice guerra che fa il suo corso. Non si può più accusare Benjamin Netanyahu di condurre una guerra senza scopo. C'è uno scopo ben preciso in questa guerra, ed è criminale. Non si può più dire ai comandanti dell'esercito che le loro truppe stanno morendo senza motivo: stanno morendo in una guerra di pulizia etnica.
Il terreno è pronto, si può procedere al trasferimento delle persone, le offerte di lavoro stanno arrivando. Una volta completato lo spostamento della popolazione, e quando gli abitanti della città umanitaria inizieranno a sentire la mancanza della propria vita tra le rovine, tra fame, malattie e bombardamenti, sarà possibile passare alla fase finale: l'imbarco forzato su camion e aerei diretti alla nuova e agognata patria – Libia, Indonesia o Etiopia. Se l'impegno umanitario ha causato la morte di centinaia di persone, la deportazione ne causerà la morte di decine di migliaia. Ma nulla impedirà a Israele di realizzare il suo piano.
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It's Clear – Israel Now Has a Plan for the Ethnic Cleansing of Palest…
archived 21 Jul 2025 03:05:17 UTC
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