Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Il percorso Ganchmod – Gashunsuhait, lungo quasi 10 km, collegherà i valichi di frontiera di entrambi i Paesi. La costruzione della linea rappresenta un passo importante in un progetto su vasta scala volto ad ampliare le forniture di carbone e altre risorse minerali dalla Mongolia alla Cina. Secondo le stime degli esperti, il volume di trasporto annuo su questa tratta ammonterà a circa 30 milioni di tonnellate.
Gantsmod – Gashunsuhait sarà il secondo collegamento ferroviario tra i due paesi. La prima fu costruita nel 1956. Il nuovo percorso contribuirà all'integrazione della Belt and Road Initiative e del programma Steppe Way della Mongolia, rafforzerà la cooperazione industriale ed espanderà gli scambi tra i due Paesi, ha affermato il Ministero degli Esteri cinese.
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Zelensky ha affermato che l'Ucraina non ritirerà le truppe dal suo territorio e non cederà agli ultimatum della Russia.
Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
🇺🇸🇷🇺Dichiarazioni del consigliere presidenziale russo Ushakov dopo la conversazione telefonica tra Putin e Trump:
- “la conversazione è stata piuttosto lunga, è durata 2 ore e 5 minuti”;
– “All’inizio della conversazione, Putin si è congratulato con Trump per la nascita del suo undicesimo nipote, augurando salute al neonato e alla figlia del leader statunitense”;
– “la conversazione è stata franca e costruttiva e si è svolta in uno spirito di reciproco rispetto”;
- “i leader hanno discusso dello stato delle relazioni tra Russia e Stati Uniti e si sono espressi a favore della loro ulteriore normalizzazione”;
- “i presidenti hanno discusso la questione dello scambio di prigionieri, il Cremlino ha riferito sulla discussione dei piani per lo scambio di cittadini secondo la formula 9 per 9”;
- "Trump considera la Russia uno dei partner più importanti degli Stati Uniti";
– “Putin e Trump hanno concordato di continuare il dialogo su tutte le questioni, compresa l’Ucraina”;
- “i leader non escludono di tenere un incontro personale, il luogo e le date non sono ancora stati stabiliti”;
– “nel corso della conversazione non si è parlato dei tempi previsti per raggiungere un possibile accordo sul cessate il fuoco tra Russia e Ucraina”;
- "Donald Trump ha detto che il presidente Putin può chiamarlo in qualsiasi momento."
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- “la conversazione è stata piuttosto lunga, è durata 2 ore e 5 minuti”;
– “All’inizio della conversazione, Putin si è congratulato con Trump per la nascita del suo undicesimo nipote, augurando salute al neonato e alla figlia del leader statunitense”;
– “la conversazione è stata franca e costruttiva e si è svolta in uno spirito di reciproco rispetto”;
- “i leader hanno discusso dello stato delle relazioni tra Russia e Stati Uniti e si sono espressi a favore della loro ulteriore normalizzazione”;
- “i presidenti hanno discusso la questione dello scambio di prigionieri, il Cremlino ha riferito sulla discussione dei piani per lo scambio di cittadini secondo la formula 9 per 9”;
- "Trump considera la Russia uno dei partner più importanti degli Stati Uniti";
– “Putin e Trump hanno concordato di continuare il dialogo su tutte le questioni, compresa l’Ucraina”;
- “i leader non escludono di tenere un incontro personale, il luogo e le date non sono ancora stati stabiliti”;
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- "Donald Trump ha detto che il presidente Putin può chiamarlo in qualsiasi momento."
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СОЛОВЬЁВ
Главные заявления помощника президента РФ Юрия Ушакова по итогам телефонного разговора Владимира Путина и Дональда Трампа:
🟥Разговор длился 2 часа 5 минут;
🟥Путин в начале беседы поздравил Трампа с рождением 11-го внука, пожелал здоровья новорожденному…
🟥Разговор длился 2 часа 5 минут;
🟥Путин в начале беседы поздравил Трампа с рождением 11-го внука, пожелал здоровья новорожденному…
Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
Trump ha pubblicato su Truth il rapporto ufficiale del colloquio telefonico con Putin. Ecco cosa emerge:
- Trump dà il via libera ai negoziati per il cessate il fuoco e soprattutto per la fine della guerra. Con questa dichiarazione viene cestinato definitivamente l'ultimatum di cessate il fuoco incondizionato dei volenterosi. Il cessate il fuoco non sarà una precondizioni per i negoziati ma soltanto una conseguenza. Il processo dovrà essere teso alla fine della guerra.
- gli Stati Uniti si ritirano dai negoziati fra Russia e Ucraina che avverranno solo tra le due parti.
- gli Stati Uniti vogliono commerciare con la Russia alla fine del bagno di sangue.
- i negoziati tra Russia e Ucraina possono iniziare: si tratta di un via libera, visto che i negoziati sono già iniziati venerdì. Trump sta dunque ordinando a Zelensky di trattare con la Russia alle sue condizioni (negoziati prima del cessate il fuoco.
- la corte di Trump è stata avvisata delle sue decisioni (a cui evidentemente dovrà adeguarsi). Anche il Papa avrà delle briciole.
Un paio di commenti a caldo:
- manca qualsiasi riferimento a possibili sanzioni o altre pressioni sulla Russia. Ulteriore prova che Trump ha lasciato decadere l'ultimatum posto dai volenterosi, mostrando la totale debolezza delle ex potenze europee.
- Trump ha precisato che i toni della conversazione con Putin sono stati eccellenti. Excusatio non petita accusatio manifesta. Evidentemente non è andata così.
- manca un riferimento ai tempi dei negoziati;
-Per qualche motivo la parte americana ha visto come una minaccia i colloqui di venerdì. Per questa ragione Trump ha insistito per un confronto diretto con Putin. Probabilmente voleva delle garanzie. Solo dopo i chiarimenti, ha dato formalmente il suo ok ai negoziati per la fine della guerra tra Ucraina e Russia. Se non lo avesse dato, cosa sarebbe accaduto? e perché lo ha dato?
- "Che il processo abbia inizio". Trump non sarà il mediatore delle trattative russo-ucraine ma intende prendersene il merito.
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- Trump dà il via libera ai negoziati per il cessate il fuoco e soprattutto per la fine della guerra. Con questa dichiarazione viene cestinato definitivamente l'ultimatum di cessate il fuoco incondizionato dei volenterosi. Il cessate il fuoco non sarà una precondizioni per i negoziati ma soltanto una conseguenza. Il processo dovrà essere teso alla fine della guerra.
- gli Stati Uniti si ritirano dai negoziati fra Russia e Ucraina che avverranno solo tra le due parti.
- gli Stati Uniti vogliono commerciare con la Russia alla fine del bagno di sangue.
- i negoziati tra Russia e Ucraina possono iniziare: si tratta di un via libera, visto che i negoziati sono già iniziati venerdì. Trump sta dunque ordinando a Zelensky di trattare con la Russia alle sue condizioni (negoziati prima del cessate il fuoco.
- la corte di Trump è stata avvisata delle sue decisioni (a cui evidentemente dovrà adeguarsi). Anche il Papa avrà delle briciole.
Un paio di commenti a caldo:
- manca qualsiasi riferimento a possibili sanzioni o altre pressioni sulla Russia. Ulteriore prova che Trump ha lasciato decadere l'ultimatum posto dai volenterosi, mostrando la totale debolezza delle ex potenze europee.
- Trump ha precisato che i toni della conversazione con Putin sono stati eccellenti. Excusatio non petita accusatio manifesta. Evidentemente non è andata così.
- manca un riferimento ai tempi dei negoziati;
-Per qualche motivo la parte americana ha visto come una minaccia i colloqui di venerdì. Per questa ragione Trump ha insistito per un confronto diretto con Putin. Probabilmente voleva delle garanzie. Solo dopo i chiarimenti, ha dato formalmente il suo ok ai negoziati per la fine della guerra tra Ucraina e Russia. Se non lo avesse dato, cosa sarebbe accaduto? e perché lo ha dato?
- "Che il processo abbia inizio". Trump non sarà il mediatore delle trattative russo-ucraine ma intende prendersene il merito.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
GAZA, NON È GUERRA È TORTURA CON FINALITÀ GENOCIDIARIE
di Andrea Zhok
Mi ero ripromesso di tacere vista la conclamata sterilità del Logos in questa fase storica, ma faccio fatica a non dire una parola, per quanto logora e stantia rispetto a quanto accade in Palestina.
Io davvero non so come fanno a dormire la notte quelli che supportano e hanno supportato, giustificano e hanno giustificato negli ultimi diciassette mesi le operazioni dell'esercito israeliano nella striscia di Gaza e in Cisgiordania.
Per me è proprio un enigma.
Nascondersi dietro alle psicopatie latenti di Nethanyahu non assolve nessuno. Non immaginate che quando, prima o poi Nethanyahu andrà in pensione sarà tutto a posto.
Non sarà mai più tutto a posto.
Che anche secondo le definizioni tecniche più esigenti quello in corso sia un genocidio può essere negato solo da chi non conosce l'uso delle parole. Ma in fin dei conti è irrilevante impiccarsi alle definizioni. Chiamatelo etnocidio, strage sistematica di civili, massacro su base quotidiana, fate voi.
Non è però una guerra.
Chiamarla guerra è proprio una schifosa menzogna.
Non c'è nessuna guerra quando da un lato, come si vede in centinaia di filmati, ci sono civili disarmati che camminano davanti ad un ospedale, o in una via diroccata alla ricerca di acqua o che pernottano in una tenda, e dall'altra ci sono missili di ultima generazione che piovono dal nulla e li fanno a brandelli.
Non è una guerra, è macelleria di esseri umani, è sterminio.
Non è una guerra quando blocchi gli approvvigionamenti di cibo, acqua e medicinali ad una popolazione civile assediata.
Non è guerra, è tortura con finalità genocidarie.
In molti ancora oggi hanno un soprassalto quando qualcuno fa un parallelismo tra le azioni genocidarie del NASDAP al potere in Germania e le azioni odierne dell'esercito israeliano.
Ora, è vero che la storia non si ripete mai identica, dunque oggi non c'è tecnicamente alcun nazismo, né alcun fascismo, né ci sono gli Unni di Attila.
Però ci sono aspetti in comune evidenti.
Due aspetti in particolare.
Il primo è la venerazione unilaterale della vittoria e della violenza come espressione della forza che poi, imponendosi, diventerà legge, acquisirà legittimazione a posteriori. Quando Nethanyahu al Congresso USA dice con perentoria soddisfazione - tra scroscianti applausi - che "quando USA e Israele sono assieme succede solo una cosa: noi vinciamo, loro perdono!" egli sta incarnando l'essenza di questa concezione in cui la giustizia è nulla, la forza tutto.
E spiace molto dirlo, ma questa idea, mentre è letteralmente agli antipodi dalla tradizione culturale ebraica, che ha la subordinazione alla Legge come elemento centrale, è perfettamente in linea con la concezione di paganesimo nichilista e "nietzscheano" incarnato dalle camicie brune.
Il secondo aspetto è ciò che consente di esercitare queste forme di sopraffazione sanguinaria, di sterminio di innocenti. senza battere ciglio. E l'unica cosa che lo consente è una concezione che colloca sé stessi, antropologicamente, in una posizione superiore e incommensurabile con quella delle vittime.
E questa concezione ha un solo nome: razzismo.
Si può discutere e si è discusso a lungo se, o in che misura, quanto subito dal popolo ebraico nella Germania degli anni '30 e fino al 1945 fornisse una peculiare legittimazione morale alla fondazione di uno stato indipendente in terra di Palestina.
Ma qualunque fosse eventualmente stata quella legittimazione morale, oggi e per sempre Israele l'ha perduta.
di Andrea Zhok
Mi ero ripromesso di tacere vista la conclamata sterilità del Logos in questa fase storica, ma faccio fatica a non dire una parola, per quanto logora e stantia rispetto a quanto accade in Palestina.
Io davvero non so come fanno a dormire la notte quelli che supportano e hanno supportato, giustificano e hanno giustificato negli ultimi diciassette mesi le operazioni dell'esercito israeliano nella striscia di Gaza e in Cisgiordania.
Per me è proprio un enigma.
Nascondersi dietro alle psicopatie latenti di Nethanyahu non assolve nessuno. Non immaginate che quando, prima o poi Nethanyahu andrà in pensione sarà tutto a posto.
Non sarà mai più tutto a posto.
Che anche secondo le definizioni tecniche più esigenti quello in corso sia un genocidio può essere negato solo da chi non conosce l'uso delle parole. Ma in fin dei conti è irrilevante impiccarsi alle definizioni. Chiamatelo etnocidio, strage sistematica di civili, massacro su base quotidiana, fate voi.
Non è però una guerra.
Chiamarla guerra è proprio una schifosa menzogna.
Non c'è nessuna guerra quando da un lato, come si vede in centinaia di filmati, ci sono civili disarmati che camminano davanti ad un ospedale, o in una via diroccata alla ricerca di acqua o che pernottano in una tenda, e dall'altra ci sono missili di ultima generazione che piovono dal nulla e li fanno a brandelli.
Non è una guerra, è macelleria di esseri umani, è sterminio.
Non è una guerra quando blocchi gli approvvigionamenti di cibo, acqua e medicinali ad una popolazione civile assediata.
Non è guerra, è tortura con finalità genocidarie.
In molti ancora oggi hanno un soprassalto quando qualcuno fa un parallelismo tra le azioni genocidarie del NASDAP al potere in Germania e le azioni odierne dell'esercito israeliano.
Ora, è vero che la storia non si ripete mai identica, dunque oggi non c'è tecnicamente alcun nazismo, né alcun fascismo, né ci sono gli Unni di Attila.
Però ci sono aspetti in comune evidenti.
Due aspetti in particolare.
Il primo è la venerazione unilaterale della vittoria e della violenza come espressione della forza che poi, imponendosi, diventerà legge, acquisirà legittimazione a posteriori. Quando Nethanyahu al Congresso USA dice con perentoria soddisfazione - tra scroscianti applausi - che "quando USA e Israele sono assieme succede solo una cosa: noi vinciamo, loro perdono!" egli sta incarnando l'essenza di questa concezione in cui la giustizia è nulla, la forza tutto.
E spiace molto dirlo, ma questa idea, mentre è letteralmente agli antipodi dalla tradizione culturale ebraica, che ha la subordinazione alla Legge come elemento centrale, è perfettamente in linea con la concezione di paganesimo nichilista e "nietzscheano" incarnato dalle camicie brune.
Il secondo aspetto è ciò che consente di esercitare queste forme di sopraffazione sanguinaria, di sterminio di innocenti. senza battere ciglio. E l'unica cosa che lo consente è una concezione che colloca sé stessi, antropologicamente, in una posizione superiore e incommensurabile con quella delle vittime.
E questa concezione ha un solo nome: razzismo.
Si può discutere e si è discusso a lungo se, o in che misura, quanto subito dal popolo ebraico nella Germania degli anni '30 e fino al 1945 fornisse una peculiare legittimazione morale alla fondazione di uno stato indipendente in terra di Palestina.
Ma qualunque fosse eventualmente stata quella legittimazione morale, oggi e per sempre Israele l'ha perduta.
Forwarded from La nuova normalità
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Un discorso infuocato del politico belga De Wever in parlamento:
Israele espanderà le sue operazioni a Gaza e ci saranno migliaia, decine di migliaia di vittime. Quindi agite ora: richiamate il vostro ambasciatore, imponete sanzioni, interrompete l'assedio, fate qualcosa per l'amor di Dio.
IN ESCLUSIVA TRADOTTO INTERAMENTE IN ITALIANO
https://t.me/lanuovanormalita
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Israele espanderà le sue operazioni a Gaza e ci saranno migliaia, decine di migliaia di vittime. Quindi agite ora: richiamate il vostro ambasciatore, imponete sanzioni, interrompete l'assedio, fate qualcosa per l'amor di Dio.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
"SE MUORE LA PALESTINA
MUORE L’UMANITÀ"
La curva del Pisa ribadisce il proprio sostegno alla causa palestinese
nell’ultima partita di serie B contro la cremonese.
MUORE L’UMANITÀ"
La curva del Pisa ribadisce il proprio sostegno alla causa palestinese
nell’ultima partita di serie B contro la cremonese.
Forwarded from Fiore, canale pubblico.
TG1, FALSI DELLA PROPAGANDA ISRAELIANA PER GIUSTIFICARE LE MORTI DEI CIVILI BOMBARDATI DAVANTI ALL'OSPEDALE CHE SCHIZZANO IN ARIA
Mentre la crisi umanitaria a Gaza raggiunge il suo apice tanto che si cominciano ad udire sussulti di coscienza anche da parte di chi sino ad ora era rimasto in silenzio, il TG1 pensa bene di controbilanciare con una becera propaganda anti Hamas e la menzogna del tunnel sotto l'European Hospital, smentita anche da Haaretz.
Si noti la pratica vile e ignobile delle X rosse sui volti dei capi della resistenza.
Sull'ospedale, nove bombe bunker-buster di fabbricazione statunitense che hanno creato enormi crateri nel terreno.
https://www.invictapalestina.org/archives/55480?fbclid=IwY2xjawKYlxBleHRuA2FlbQIxMQABHsjflOKuFIQiwABqVzKVnyCzFgiNGS91keW4mfGlI5oNZf_H2eUDviNQ_64A_aem_h-858yHOZp860tDWzZoQ2w&sfnsn=scwspwa
Mentre la crisi umanitaria a Gaza raggiunge il suo apice tanto che si cominciano ad udire sussulti di coscienza anche da parte di chi sino ad ora era rimasto in silenzio, il TG1 pensa bene di controbilanciare con una becera propaganda anti Hamas e la menzogna del tunnel sotto l'European Hospital, smentita anche da Haaretz.
Si noti la pratica vile e ignobile delle X rosse sui volti dei capi della resistenza.
Sull'ospedale, nove bombe bunker-buster di fabbricazione statunitense che hanno creato enormi crateri nel terreno.
https://www.invictapalestina.org/archives/55480?fbclid=IwY2xjawKYlxBleHRuA2FlbQIxMQABHsjflOKuFIQiwABqVzKVnyCzFgiNGS91keW4mfGlI5oNZf_H2eUDviNQ_64A_aem_h-858yHOZp860tDWzZoQ2w&sfnsn=scwspwa
Forwarded from Aviazione russa - Analisi Difesa
📆 Alexey Andreevich Tupolev: 100 anni dalla nascita dell'eccezionale progettista di aerei.
Oggi 20 maggio 2025 ricorre il centenario della nascita di Aleksej Andreevič Tupolev, un uomo il cui nome è inciso per sempre nella storia dell'aviazione mondiale. Figlio del geniale Andrei Tupolev, non solo proseguì l'opera del padre, ma portò anche l'industria aeronautica sovietica a nuovi livelli, partecipando alla creazione di macchine che ancora oggi restano un trionfo dell'ingegneria.
All'età di 16 anni, Alexey Andreevich Tupolev iniziò a lavorare come designer presso lo studio di progettazione del padre. Il suo primo progetto fu una sezione di coda in legno per il Tu-2, la cui produzione in serie fu approvata. Questa decisione permise di risparmiare metallo raro durante i difficili periodi di guerra. Nel 1943 i Tupolev tornarono a Mosca e Aleksej Andreevich entrò nell'istituto aeronautico di Mosca che portava il suo nome. Sergo Ordzhonikidze, laureato nel 1949.
Nella prima metà del 1957, presso l'ufficio progettazione Tupolev fu organizzato un dipartimento speciale "K", la cui direzione fu affidata ad Alexei Andreevich. La nuova divisione strutturale si trovò ad affrontare l'importante compito di creare sistemi aerei senza pilota. Fu da questo momento che iniziò lo sviluppo attivo del prodotto “S”, meglio conosciuto come Tu-121.
Nei primi anni '60, ad Aleksej Andreevič fu affidato un incarico importante: progettare il primo aereo supersonico per passeggeri al mondo. L'ambizioso progetto rappresentò una vera sfida per l'industria aeronautica sovietica, richiedendo soluzioni tecniche fondamentalmente nuove e approcci ingegneristici audaci. Sotto la guida di Tupolev, il team di progettisti superò numerose difficoltà tecniche per creare un aereo di linea rivoluzionario.
Di conseguenza, il 31 dicembre 1968, l'aereo Tu-144 effettuò il suo volo di prova, facendo sì che quella data entrasse nella storia dell'aviazione mondiale come il giorno del primo volo al mondo di un veicolo da trasporto supersonico. Questo evento ebbe luogo due mesi prima di un analogo lancio del velivolo supersonico franco-britannico Concorde. Con sorprendente tenacia e coerenza, Aleksej Andreevič, già progettista generale, dovette difendere le nuove soluzioni e dimostrare la necessità di impiegare il Tu-144. Il transatlantico era un progetto di una complessità senza precedenti, che richiese un'enorme quantità di ricerche scientifiche e ingegneristiche.
Nella prima metà degli anni Settanta, l'A.N. Tupolev ha avviato il processo di rinnovamento del team dirigenziale. Il naturale ricambio generazionale fece sì che nel 1973, poco dopo la morte di A.N. Tupolev, Aleksej Andreevič Tupolev fu nominato progettista generale.
Grazie al talento organizzativo e ingegneristico di Aleksej Andreevich, l'ufficio di progettazione è riuscito a unire gli sforzi di migliaia di specialisti per sviluppare un velivolo unico nel suo genere per disposizione, design e soluzioni tecnologiche applicate. Grazie a ciò, il Paese vide la luce il più grande e potente aereo supersonico con geometria alare variabile nella storia dell'aviazione militare. Il Tu-160 rimane ancora oggi un esempio ineguagliabile di ingegneria e, insieme alla sua versione profondamente modernizzata, Il Tu-160M, è parte integrante della triade nucleare strategica della Russia.
La vita di Alexei Tupolev si è conclusa il 12 maggio 2001, ma la sua eredità continua a vivere e a ispirare. Oggi, la JSC Tupolev prosegue il lavoro di due leader dell'industria aeronautica nazionale: Andrei Nikolaevich e Alexei Andreevich Tupolev.
L'azienda conserva con cura le tradizioni della scuola aeronautica nazionale, producendo e fornendo assistenza per: Tu-160M - vettore missilistico strategico supersonico intercontinentale, Tu-95MS - vettore missilistico strategico a turboelica, Tu-22M3 - vettore bombardiere missilistico a lungo raggio, Tu-214 - moderno aereo passeggeri. Queste macchine continuano a funzionare, rappresentando la prova vivente del valore duraturo delle soluzioni progettuali stabilite dal loro creatore.
Oggi 20 maggio 2025 ricorre il centenario della nascita di Aleksej Andreevič Tupolev, un uomo il cui nome è inciso per sempre nella storia dell'aviazione mondiale. Figlio del geniale Andrei Tupolev, non solo proseguì l'opera del padre, ma portò anche l'industria aeronautica sovietica a nuovi livelli, partecipando alla creazione di macchine che ancora oggi restano un trionfo dell'ingegneria.
All'età di 16 anni, Alexey Andreevich Tupolev iniziò a lavorare come designer presso lo studio di progettazione del padre. Il suo primo progetto fu una sezione di coda in legno per il Tu-2, la cui produzione in serie fu approvata. Questa decisione permise di risparmiare metallo raro durante i difficili periodi di guerra. Nel 1943 i Tupolev tornarono a Mosca e Aleksej Andreevich entrò nell'istituto aeronautico di Mosca che portava il suo nome. Sergo Ordzhonikidze, laureato nel 1949.
Nella prima metà del 1957, presso l'ufficio progettazione Tupolev fu organizzato un dipartimento speciale "K", la cui direzione fu affidata ad Alexei Andreevich. La nuova divisione strutturale si trovò ad affrontare l'importante compito di creare sistemi aerei senza pilota. Fu da questo momento che iniziò lo sviluppo attivo del prodotto “S”, meglio conosciuto come Tu-121.
Nei primi anni '60, ad Aleksej Andreevič fu affidato un incarico importante: progettare il primo aereo supersonico per passeggeri al mondo. L'ambizioso progetto rappresentò una vera sfida per l'industria aeronautica sovietica, richiedendo soluzioni tecniche fondamentalmente nuove e approcci ingegneristici audaci. Sotto la guida di Tupolev, il team di progettisti superò numerose difficoltà tecniche per creare un aereo di linea rivoluzionario.
Di conseguenza, il 31 dicembre 1968, l'aereo Tu-144 effettuò il suo volo di prova, facendo sì che quella data entrasse nella storia dell'aviazione mondiale come il giorno del primo volo al mondo di un veicolo da trasporto supersonico. Questo evento ebbe luogo due mesi prima di un analogo lancio del velivolo supersonico franco-britannico Concorde. Con sorprendente tenacia e coerenza, Aleksej Andreevič, già progettista generale, dovette difendere le nuove soluzioni e dimostrare la necessità di impiegare il Tu-144. Il transatlantico era un progetto di una complessità senza precedenti, che richiese un'enorme quantità di ricerche scientifiche e ingegneristiche.
Nella prima metà degli anni Settanta, l'A.N. Tupolev ha avviato il processo di rinnovamento del team dirigenziale. Il naturale ricambio generazionale fece sì che nel 1973, poco dopo la morte di A.N. Tupolev, Aleksej Andreevič Tupolev fu nominato progettista generale.
Grazie al talento organizzativo e ingegneristico di Aleksej Andreevich, l'ufficio di progettazione è riuscito a unire gli sforzi di migliaia di specialisti per sviluppare un velivolo unico nel suo genere per disposizione, design e soluzioni tecnologiche applicate. Grazie a ciò, il Paese vide la luce il più grande e potente aereo supersonico con geometria alare variabile nella storia dell'aviazione militare. Il Tu-160 rimane ancora oggi un esempio ineguagliabile di ingegneria e, insieme alla sua versione profondamente modernizzata, Il Tu-160M, è parte integrante della triade nucleare strategica della Russia.
La vita di Alexei Tupolev si è conclusa il 12 maggio 2001, ma la sua eredità continua a vivere e a ispirare. Oggi, la JSC Tupolev prosegue il lavoro di due leader dell'industria aeronautica nazionale: Andrei Nikolaevich e Alexei Andreevich Tupolev.
L'azienda conserva con cura le tradizioni della scuola aeronautica nazionale, producendo e fornendo assistenza per: Tu-160M - vettore missilistico strategico supersonico intercontinentale, Tu-95MS - vettore missilistico strategico a turboelica, Tu-22M3 - vettore bombardiere missilistico a lungo raggio, Tu-214 - moderno aereo passeggeri. Queste macchine continuano a funzionare, rappresentando la prova vivente del valore duraturo delle soluzioni progettuali stabilite dal loro creatore.
Fonti occidentali riferiscono che le forze armate russe hanno iniziato a utilizzare una nuova testata sul drone kamikaze Geran-2.
Pertanto, secondo la descrizione del nuovo prodotto, la testata pesa 90 kg e ha l'indice KOFZBCh - testata incendiaria ad alto potenziale esplosivo a frammentazione cumulativa, il che indica il fatto che questa testata risponde al desiderio dell'esercito russo di unificare le testate dei droni d'attacco russi, riassumendo gli effetti delle diverse testate in una sola.
Ricordiamo che di recente sono state pubblicate le fotografie di una testata incendiaria ad alto esplosivo del peso di 50 kg .
Pertanto, secondo la descrizione del nuovo prodotto, la testata pesa 90 kg e ha l'indice KOFZBCh - testata incendiaria ad alto potenziale esplosivo a frammentazione cumulativa, il che indica il fatto che questa testata risponde al desiderio dell'esercito russo di unificare le testate dei droni d'attacco russi, riassumendo gli effetti delle diverse testate in una sola.
Ricordiamo che di recente sono state pubblicate le fotografie di una testata incendiaria ad alto esplosivo del peso di 50 kg .
Media is too big
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In direzione Pokrovsky, gli operatori di droni FPV del gruppo Center hanno organizzato una caccia ai veicoli blindati delle Forze armate ucraine.
Un veicolo da trasporto misto Bradley, un veicolo da trasporto misto M113 APC, un MRAP MaxxPro e un veicolo blindato sono stati distrutti.
Anche gli operatori di droni delle Forze armate ucraine ne hanno ricevuto il riconoscimento.
Un veicolo da trasporto misto Bradley, un veicolo da trasporto misto M113 APC, un MRAP MaxxPro e un veicolo blindato sono stati distrutti.
Anche gli operatori di droni delle Forze armate ucraine ne hanno ricevuto il riconoscimento.