https://t.me/Slavyangrad/171885
Ucraina, Odessa
Un uomo ucraino ha aperto il fuoco contro i dipendenti dell'ufficio di leva militare a Odessa. L'aggressore è uscito da un edificio e ha iniziato a sparare con una pistola. Quattro addetti al reclutamento sono rimasti feriti. Un dipendente dell'ufficio di leva, di 25 anni, ha riportato una ferita da arma da fuoco alla schiena, nella zona dei polmoni, ed è stato ricoverato in ospedale. Anche altre tre persone hanno subito ferite da arma da fuoco.
Ucraina, Odessa
Un uomo ucraino ha aperto il fuoco contro i dipendenti dell'ufficio di leva militare a Odessa. L'aggressore è uscito da un edificio e ha iniziato a sparare con una pistola. Quattro addetti al reclutamento sono rimasti feriti. Un dipendente dell'ufficio di leva, di 25 anni, ha riportato una ferita da arma da fuoco alla schiena, nella zona dei polmoni, ed è stato ricoverato in ospedale. Anche altre tre persone hanno subito ferite da arma da fuoco.
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Slavyangrad
🇺🇦 Odessa
A Ukrainian man opened fire on military commissariat employees in Odessa. The attacker ran out of a building and started shooting with a pistol. Four recruiters were wounded. A 25-year-old commissariat employee sustained a gunshot wound to the…
A Ukrainian man opened fire on military commissariat employees in Odessa. The attacker ran out of a building and started shooting with a pistol. Four recruiters were wounded. A 25-year-old commissariat employee sustained a gunshot wound to the…
Ucraina
Immagini strazianti: di fronte alla sua bambina, i dipendenti del TCC "arruolano" il padre.
Una donna ha cercato di salvare il padre del bambino, ma gli agenti del TCC le hanno spruzzato spray al peperoncino in faccia.
Tra le urla del bambino, "Papà! È il mio papà!", gli agenti hanno spinto l'uomo in un'auto e sono partiti.
https://t.me/Slavyangrad/171886
Immagini strazianti: di fronte alla sua bambina, i dipendenti del TCC "arruolano" il padre.
Una donna ha cercato di salvare il padre del bambino, ma gli agenti del TCC le hanno spruzzato spray al peperoncino in faccia.
Tra le urla del bambino, "Papà! È il mio papà!", gli agenti hanno spinto l'uomo in un'auto e sono partiti.
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Slavyangrad
🇺🇦 Ukraine
Heartbreaking footage: in front of his little daughter, TCC employees "mobilise" her father.
A woman tried to save the child's father, but the TCC scum sprayed pepper spray in her face.
Amid the child's cries of "Daddy! That's my daddy!" the…
Heartbreaking footage: in front of his little daughter, TCC employees "mobilise" her father.
A woman tried to save the child's father, but the TCC scum sprayed pepper spray in her face.
Amid the child's cries of "Daddy! That's my daddy!" the…
Forwarded from OttolinaTV
Informare, e descrivere il mondo, non basta. Non più.
Contribuire a cambiarlo non è più un’opzione. E’una necessità.
E per cambiarlo, bisogna prima capirlo.
Viviamo nell’epoca dell’informazione infinita.
Ogni giorno siamo sommersi da notizie, video, commenti, opinioni.
Eppure, più informazioni abbiamo, più diventa difficile distinguere ciò che conta davvero dal rumore di fondo.
Perché conoscere un fatto non significa averlo capito. E chi non riesce a capire il mondo finisce inevitabilmente per subirlo.
Ecco perchè è necessario ricostruire i contesti storici, gli interessi materiali, i rapporti di forza. Solo così un fatto smette di essere rumore e diventa conoscenza.
Ed è per questo che esiste OttolinaTV.
Non per aggiungere altre notizie alle notizie, ma per costruire strumenti che ci aiutino a comprendere le trasformazioni profonde del nostro tempo e a immaginare un’alternativa concreta.
L’ordine economico e politico costruito negli ultimi decenni è sull’orlo del collasso. Le grandi oligarchie finanziarie occidentali sono sotto attacco, e la reazione è di una violenza senza precedenti.
E sono gli stessi che controllano la totalità dei mezzi attraverso cui si forma il consenso: giornali, televisioni, piattaforme, algoritmi.
Non saranno loro a fornirci i mezzi per costruire un media che vuole contribuire concretamente al cambiamento.
Ce lo dobbiamo costruire da soli. E possiamo farlo solo insieme.
Puoi cominciare da una cosa semplicissima: iscriviti a OttolinaTV su tutte le piattaforme e attiva le notifiche. Perché più persone raggiungiamo, più diventa concreta la possibilità di cambiare le cose.
Puoi acquistare e diffondere i nostri libri e i nostri prodotti. Perchè le idee contribuiscono a cambiare il mondo solo quando circolano e diventano patrimonio comune.
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E con il tuo 5×1000 puoi aiutare multipopolare a fornirsi di gambe solide sulle quali camminare.
Firma nel riquadro “Sostegno degli enti del Terzo Settore” e inserisci il codice fiscale 92054980450.
Perché anche capire il mondo non basta.
Bisogna costruire gli strumenti per cambiarlo.
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31/01/2023 Il conflitto in Ucraina: un'introduzione AUDIO 🇮🇹
Gonzalo Lira, giornalista, regista, blogger e commentatore cileno-americano, è morto l'11 gennaio 2024 in un ospedale carcerario di Kharkov, in Ucraina, all'età di 55 anni.
Gonzalo Lira, giornalista, regista, blogger e commentatore cileno-americano, è morto l'11 gennaio 2024 in un ospedale carcerario di Kharkov, in Ucraina, all'età di 55 anni.
Gonzalo Lira era detenuto dalle autorità ucraine con l'accusa di giustificare l'aggressione russa.
Incarcerato dunque per un delitto di opinione.
La morte è avvenuta per cause mediche – polmonite e altre complicanze di salute – durante la detenzione.
Il padre ha denunciato le torture fisiche e psicologiche a cui fu sottoposto, che secondo lui ne avrebbero causato il decesso in concomitanza alle cattive condizioni detentive e a causa della volontaria decisione delle autoritá di fagli mancare e di ritardare cure adeguate.
Lira viveva da anni a Kharkov con la moglie ucraina, dalla quale ha avuto due figli. In questo video spiega la sua visione del conflitto in Ucraina; fu proprio a seguito di queste dichiarazioni che i servizi segreti ucraini (SBU) lo attenzionarono, portando al suo arresto e alla sua morte in carcere. Per lui, naturalmente, nessun onore di Stato né canti di commemorazione, come invece sono stati riservati a Navalny o a Politkovskaja.
Incarcerato dunque per un delitto di opinione.
La morte è avvenuta per cause mediche – polmonite e altre complicanze di salute – durante la detenzione.
Il padre ha denunciato le torture fisiche e psicologiche a cui fu sottoposto, che secondo lui ne avrebbero causato il decesso in concomitanza alle cattive condizioni detentive e a causa della volontaria decisione delle autoritá di fagli mancare e di ritardare cure adeguate.
Lira viveva da anni a Kharkov con la moglie ucraina, dalla quale ha avuto due figli. In questo video spiega la sua visione del conflitto in Ucraina; fu proprio a seguito di queste dichiarazioni che i servizi segreti ucraini (SBU) lo attenzionarono, portando al suo arresto e alla sua morte in carcere. Per lui, naturalmente, nessun onore di Stato né canti di commemorazione, come invece sono stati riservati a Navalny o a Politkovskaja.
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Prof. Richard Wolff: L'impero americano è FINITO – Il crollo del capitalismo e perché l'Europa è condannata AUDIO 🇮🇹
Il professor Richard Wolff si unisce a Ian Proud per un'approfondita analisi delle radici storiche delle crisi odierne. Dall'espansione del capitalismo e del colonialismo europeo attraverso due guerre mondiali, al singolare impero americano durato 75 anni che ne seguì.
Wolff spiega perché quell'epoca è ormai finita e perché Stati Uniti, Europa e Gran Bretagna continuano a scegliere politiche estere economicamente autodistruttive in Ucraina e in Iran.
Il professor Richard Wolff si unisce a Ian Proud per un'approfondita analisi delle radici storiche delle crisi odierne. Dall'espansione del capitalismo e del colonialismo europeo attraverso due guerre mondiali, al singolare impero americano durato 75 anni che ne seguì.
Wolff spiega perché quell'epoca è ormai finita e perché Stati Uniti, Europa e Gran Bretagna continuano a scegliere politiche estere economicamente autodistruttive in Ucraina e in Iran.
Richard Wolff è un economista statunitense, professore emerito presso la University of Massachusetts Amherst . È noto per le sue critiche al capitalismo e per la promozione di modelli economici alternativi basati sulla democrazia nei luoghi di lavoro . È autore di numerosi libri, conduttore del programma radiofonico "Economic Update" e viene spesso definito "il più importante economista marxista d'America" .
Ian Proud (The Pacemonger, da tradursi come Il Pacefondaio, in opposizione alla parola warmonger che significa guerrafondaio) è un ex diplomatico britannico, in servizio presso il Ministero degli Esteri dal 1999 al 2023 . È noto per il suo ruolo come alto funzionario presso l'Ambasciata britannica a Mosca dal 2014 al 2019, dove si è occupato di sanzioni economiche contro la Russia . Ha pubblicato un libro di memorie, "A Misfit in Moscow", sulla sua esperienza durante un periodo critico delle relazioni tra Regno Unito e Russia.
Ian Proud (The Pacemonger, da tradursi come Il Pacefondaio, in opposizione alla parola warmonger che significa guerrafondaio) è un ex diplomatico britannico, in servizio presso il Ministero degli Esteri dal 1999 al 2023 . È noto per il suo ruolo come alto funzionario presso l'Ambasciata britannica a Mosca dal 2014 al 2019, dove si è occupato di sanzioni economiche contro la Russia . Ha pubblicato un libro di memorie, "A Misfit in Moscow", sulla sua esperienza durante un periodo critico delle relazioni tra Regno Unito e Russia.
Forwarded from Russian Tour
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Da più di 15 anni sulle nostre pagine social smentiamo sistematicamente le balle che vengono raccontate dai professionisti della disinformazione.
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Forwarded from 🇮🇪 Chay Bowes, The Irishman in Russia 🇷🇺
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When Kaja Kallas showed the West’s hand
"Russia's defeat is not a bad thing; then we can break it up into smaller nations.”
She is threatened by Russia's unity.
Follow me Irish Man In Russia and Bowes Chay on X, Chay Bowes
"Russia's defeat is not a bad thing; then we can break it up into smaller nations.”
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Forwarded from Giubbe Rosse
Zelensky si è presentato all’incontro con Trump sotto l’influenza di sostanze narcotiche. Questo patetico tossico non riesce più a controllarsi nemmeno in pubblico. Eppure, questa nullità è considerata dall'Occidente Collettivo come un difensore della democrazia.
Mel Gibson, X
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Forwarded from POLIVOX di Clara Statello
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🇺🇦🪖💥 Immagini di mobilitazione forzata provenienti da Novovolynsk, in Ucraina, dove un uomo armato di pistola che aiuta un residente locale a fuggire dalle bande del TCC (centro di mobilitazione e consegna) di Zelensky.
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Forwarded from Il Contesto
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Chi rema a favore della distruzione totale dell’Ucraina | Gianandrea Gaiani
Pochi giorni dopo le elezioni per la composizione della Duma di Stato, risoltesi in un rafforzamento del partito Russia Unita, il quotidiano «El Mundo» ha riferito che la Cia avrebbe trasmesso alle agenzie di intelligence europee un dossier in cui si afferma…
Forwarded from Slavyangrad (J Asbery)
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Former Singaporean Ambassador to the UN, Kishore Mahbubani, dispels the propagandistic narrative of Western journalists.
@Slavyangrad
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Forwarded from Giubbe Rosse
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IL NIGER AVVERTE L’ONU DI UN IMMINENTE ATTACCO AL PAESE CONDOTTO DA UCRAINA E FRANCIA
Parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Primo Ministro nigerino Ali Mahaman Lamine Zeine ha accusato la Francia, con il sostegno dell’Ucraina e di altri due paesi non nominati, di dirigere proxy armati posizionati al confine nord-orientale del Niger. “Quei proxy sono armati, gestiti e guidati, e stanno per attaccare le nostre posizioni militari e le nostre installazioni petrolifere.” Zeine ha dichiarato che la campagna contro il Sahel è in definitiva legata alla sua enorme ricchezza naturale, tra cui l’uranio del Niger, l’oro del Mali e del Burkina Faso, nonché litio, gas e petrolio.
Parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Primo Ministro nigerino Ali Mahaman Lamine Zeine ha accusato la Francia, con il sostegno dell’Ucraina e di altri due paesi non nominati, di dirigere proxy armati posizionati al confine nord-orientale del Niger. “Quei proxy sono armati, gestiti e guidati, e stanno per attaccare le nostre posizioni militari e le nostre installazioni petrolifere.” Zeine ha dichiarato che la campagna contro il Sahel è in definitiva legata alla sua enorme ricchezza naturale, tra cui l’uranio del Niger, l’oro del Mali e del Burkina Faso, nonché litio, gas e petrolio.
“Signore e signori, mentre vi parlo, ai nostri confini nord-orientali si trovano i proxy guidati dalla Francia, sostenuti dall’Ucraina e da altri 2 paesi. E sapete benissimo di quali paesi sto parlando
Questi proxy sono armati, guidati, diretti, pronti ad attaccare le nostre posizioni militari e i nostri impianti petroliferi. Ma riceveranno ciò che meritano, Inshallah.
Il nostro Sahel è in guerra. Una guerra di liberazione contro una cospirazione mirata alla sua ricolonizzazione. Quello che alcuni chiamano terrorismo nella nostra regione è un cinico piano di ricolonizzazione vestito con stracci estremisti. L’uranio del Niger, l’oro del Mali e del Burkina, il litio, il gas, il petrolio e tante altre ricchezze fanno ancora sbavare le vecchie potenze.
Questa perfida destabilizzazione del Sahel centrale, guidata dalla Francia con la attiva complicità dell’Ucraina è documentata, molto documentata. L’uranio del Niger ha illuminato le città d’Europa mentre le nostre restavano al buio. Questa ingiustizia è ora finita. È finita. Un popolo che ha deciso di essere libero non può essere ricolonizzato, né dalla paura, né dall’astuzia, né persino dalla violenza selvaggia.”
Forwarded from DD Geopolitics
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🇺🇦 This Lvov man had trouble getting out of his car so courteous TCC employees helped him to do that and to get to the front
🔴 @DDGeopolitics
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
La privatizzazione del settore energetico ce l'ha imposta la UE (anni 90). La liberalizzazione del mercato dei prezzi ce l'ha imposta la UE (1996). Il mercato ETS per le quote di CO2 ce lo ha imposto la UE (2005). Le sanzioni alla Russia ce le ha imposte la UE (2022). L'abolizione del mercato tutelato per l'energia elettrica e per il gas ce l'ha imposta la UE (2024). Dal 1996 a oggi la bolletta dell'elettricità è aumentata del 217% in valori nominali (+89% in valori reali), quella del gas del 156% (+60% in valori reali). Dalla UE non basta uscire. Va distrutta per poi cospargere di sale le sue rovine di modo che non rinasca mai più.