Il primo upload di una foto sul web risale al 1992.
Si stava celebrando l’Hardronic Music Festival, la festa organizzata ogni anno dai ricercatori e informatici del CERN di Ginevra, e sul palco cantavano "Les Horribles Cernettes": Angela, Michelle, Colette e Lynn, segretarie e mogli dei dipendenti del laboratorio.
Tim Berners-Lee, il padre del Word Wide Web, per conservare memoria di questa divertente serata e sperimentare un nuovo formato sulla rete a un anno dalla sua nascita, decise di caricare la loro foto online.
La prima foto sul web della storia ritraeva 4 ragazze in una serata di svago e divertimento. Fino ad allora sul web erano stati caricati solamente documenti di tipo scientifico.
Un'idea rivoluzionaria che anticipava uno dei principali aspetti della rete di oggi: l'intrattenimento e lo svago!
Si stava celebrando l’Hardronic Music Festival, la festa organizzata ogni anno dai ricercatori e informatici del CERN di Ginevra, e sul palco cantavano "Les Horribles Cernettes": Angela, Michelle, Colette e Lynn, segretarie e mogli dei dipendenti del laboratorio.
Tim Berners-Lee, il padre del Word Wide Web, per conservare memoria di questa divertente serata e sperimentare un nuovo formato sulla rete a un anno dalla sua nascita, decise di caricare la loro foto online.
La prima foto sul web della storia ritraeva 4 ragazze in una serata di svago e divertimento. Fino ad allora sul web erano stati caricati solamente documenti di tipo scientifico.
Un'idea rivoluzionaria che anticipava uno dei principali aspetti della rete di oggi: l'intrattenimento e lo svago!
Se Internet fosse il corpo umano, i mari e gli oceani sarebbero la sua "spina dorsale"!
Esiste una vera e propria rete di cavi sottomarini, fondamentali per la comunicazione e trasmissione di dati digitali e telefonici da una parte all'altra del globo terrestre, secondo modalità molto più efficienti e veloci rispetto a quelle satellitari.
La loro struttura risulta più complessa: il loro nucleo è composto da fibre ottiche sottilissime, protette da più strati formati da acciaio, alluminio, polietilene, ma soprattutto rame, necessario per trasportare elettricità e far funzionare i ripetitori di segnale.
Di norma i cavi sottomarini sono di proprietà di consorzi di società di telecomunicazioni, che si associano tra loro per la costruzione e il sostegno dei relativi costi. Negli ultimi anni, però, la corsa alla proprietà dei "cavi subacquei" ha interessato anche privati: a oggi Amazon, Facebook, Google e Microsoft hanno deciso di acquistare dei cavi di loro proprietà!
Esiste una vera e propria rete di cavi sottomarini, fondamentali per la comunicazione e trasmissione di dati digitali e telefonici da una parte all'altra del globo terrestre, secondo modalità molto più efficienti e veloci rispetto a quelle satellitari.
La loro struttura risulta più complessa: il loro nucleo è composto da fibre ottiche sottilissime, protette da più strati formati da acciaio, alluminio, polietilene, ma soprattutto rame, necessario per trasportare elettricità e far funzionare i ripetitori di segnale.
Di norma i cavi sottomarini sono di proprietà di consorzi di società di telecomunicazioni, che si associano tra loro per la costruzione e il sostegno dei relativi costi. Negli ultimi anni, però, la corsa alla proprietà dei "cavi subacquei" ha interessato anche privati: a oggi Amazon, Facebook, Google e Microsoft hanno deciso di acquistare dei cavi di loro proprietà!
#inPA , Il nuovo portale della Pubblica Amministrazione “Unica porta d’accesso per il reclutamento del personale della PA rivolta a cittadini e Pubbliche Amministrazioni” nasce analogico e inusabile.
- Non permette l’importazione di CV in formato Europeo.
Odioso, lo odiamo tutti, ma per anni ci hanno obbligato a rispettare il formato… e ora non lo usano loro?
- Obbliga l’inserimento a mano di tutte le esperienze di lavoro, dati, titolo, etc con form infiniti.
- Non è collegato a Linkedin dove la maggior parte dei professionisti ha già caricato info dettagliate che avrebbero potuto essere importate facilmente.
- Paradossalmente hanno fatto una partnership con Linkedin, ma per un non ben definito “sviluppo di reti di contatti professionali” 🤷♂️
Lo slogan è “InPA: Insieme per cambiare la pubblica amministrazione!”.
Lo cambierei con: “Come rendere analogico il digitale”
- Non permette l’importazione di CV in formato Europeo.
Odioso, lo odiamo tutti, ma per anni ci hanno obbligato a rispettare il formato… e ora non lo usano loro?
- Obbliga l’inserimento a mano di tutte le esperienze di lavoro, dati, titolo, etc con form infiniti.
- Non è collegato a Linkedin dove la maggior parte dei professionisti ha già caricato info dettagliate che avrebbero potuto essere importate facilmente.
- Paradossalmente hanno fatto una partnership con Linkedin, ma per un non ben definito “sviluppo di reti di contatti professionali” 🤷♂️
Lo slogan è “InPA: Insieme per cambiare la pubblica amministrazione!”.
Lo cambierei con: “Come rendere analogico il digitale”
Margaret Hamilton è una scienziata, programmatrice e informatica statunitense, riconosciuta come la donna che salvò la missione Apollo 11!
Furono proprio la Hamilton e il suo team a sviluppare il software che permise all’uomo di toccare il suolo lunare il 20 Luglio 1969.
Infatti, pochi minuti prima dell’allunaggio, il computer di bordo del modulo Eagle iniziò a segnalare degli errori.
L’allarme era dovuto a un sovraccarico di dati e il computer non riusciva più a eseguire i compiti programmati: il codice sviluppato dalla Hamilton e dal suo team era una sorta di protocollo di ripristino d’emergenza.
Un software che riuscì a riorganizzare in pochi secondi la scala delle priorità, auto-correggendo il problema e permettendo a Buzz Aldrin e Neil Armstrong di compiere il grande passo per l’umanità!
Una figura simbolica che sta contribuendo tutt’ora ad affermare il ruolo delle donne nelle discipline scientifico-tecnologiche.
Furono proprio la Hamilton e il suo team a sviluppare il software che permise all’uomo di toccare il suolo lunare il 20 Luglio 1969.
Infatti, pochi minuti prima dell’allunaggio, il computer di bordo del modulo Eagle iniziò a segnalare degli errori.
L’allarme era dovuto a un sovraccarico di dati e il computer non riusciva più a eseguire i compiti programmati: il codice sviluppato dalla Hamilton e dal suo team era una sorta di protocollo di ripristino d’emergenza.
Un software che riuscì a riorganizzare in pochi secondi la scala delle priorità, auto-correggendo il problema e permettendo a Buzz Aldrin e Neil Armstrong di compiere il grande passo per l’umanità!
Una figura simbolica che sta contribuendo tutt’ora ad affermare il ruolo delle donne nelle discipline scientifico-tecnologiche.