SLAVA UKRAYINI! 🌺🌺🌺
Da qualche giorno, il social propone pubblicità di "soggetti" che offrono, a pagamento, posizioni di autore in pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate e con revisione tra pari nonché citazioni per aumentare il proprio H-index. Tra questi, sul mio profilo appare con particolare insistenza questa "azienda" che non solo dichiara la sede in Ucraina ma aggiunge addirittura che parte del ricavato per i suoi servizi va a sostenere le forze armate ucraine. Il che, vista la natura dei servizi offerti, pare anche logico.
Da qualche giorno, il social propone pubblicità di "soggetti" che offrono, a pagamento, posizioni di autore in pubblicazioni scientifiche su riviste indicizzate e con revisione tra pari nonché citazioni per aumentare il proprio H-index. Tra questi, sul mio profilo appare con particolare insistenza questa "azienda" che non solo dichiara la sede in Ucraina ma aggiunge addirittura che parte del ricavato per i suoi servizi va a sostenere le forze armate ucraine. Il che, vista la natura dei servizi offerti, pare anche logico.
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CHIUSO PER FERIE 🌺🌺🌺
Da studente, poco dopo l'inizio del mio internato di tesi, mi vennero consegnate le chiavi dell'istituto di farmacologia, poiché i programmi di ricerca in cui ero stato coinvolto prevedevano esperimenti che talora iniziavano molto presto, tal altra finivano molto tardi, spesso si svolgevano il sabato e a volte pure la domenica, senza alcuna considerazione per ferie estive o feste più o meno comandate di alcun genere. In generale, l'università era "aperta" 24/7. Soprattutto, tutto il personale tecnico e ammnistrativo era costituito da dipendenti dell'università, inclusa portineria, biblioteca, servizi di pulizia e via dicendo. Poco dopo sarebbe iniziata la stagione da un lato dell'autonomia universitaria e dall'altro delle "esternalizzazioni". Autonomia, bellissima parola, per l'università ha voluto dire essenzialmente che lo stato si è scaricato il peso degli atenei, ogni anno passa ad ognuno una paghetta forfettaria e, se poi non basta, far quadrare il bilancio è un problema del singolo ateneo. Le "esternalizzazioni" ha voluto dire tagliare progressivamente gran parte del personale, appaltando all'esterno servizi di vario genere, non soltanto a bassa complessità quali le pulizie, ma anche ad esempio i servizi bibliotecari, quelli informatici e ora pian piano anche segmenti importanti dell'amministrazione (della digitalizzazione crescente, nella quale la parte del leone la fanno le grandi multinazionali estere, nemmeno diremo). E' abbastanza ovvio a tutti, almeno spero, che esternalizzare vuol dire pagare i medesimi stipendi che si davano ai dipendenti e in più il margine di guadagno che la ditta esterna pretende. Chiaro che si finisce per pagare di più (oppure e sembra di pagare meno è solo perché le ditte esterne pagano da fame i dipendenti, con il risultato di aver a che fare con persone precarie, mal pagate e comunque di indole per definizione remissiva e sottomessa). Tutto questo per definire la cornice entro cui comprendere perché da alcuni anni un interesse pressante delle amministrazioni universitarie sia chiudere gli edifici e lasciare a casa docenti, personale e studenti. Gli edifici aperti e funzionanti, che siano aule, laboratori o uffici, sono un costo che è divenuto, con le esternalizzazioni, allettantemente comprimibile, poiché un edificio chiuso non necessita di portineria, pulizie, servizi vari. Se poi ci mettete che non necessita di riscaldamento d'inverno né di condizionamento d'estate, mentre le amministrazioni devono far quadrare bilanci nei quali il finanziamento statale è sempre più esiguo, la frittata è fatta.
Così, scordiamoci le università ribollenti fucine di sapere e conoscenza, ideali scuole ateniesi dove onusti maestri dialogano a ogni ora del giorno con allievi ansiosi di apprendere. La pandemia con le chiusure ha impresso un'accelerazione "di curvatura" a un processo comunque già in atto, e oggi il tema è ridurre le spese e aumentare le entrate in qualsiasi modo, Dove ridurre le spese significa ridurre i costi per strutture e personale, chiudendo le prime e esternalizzando il secondo (per ora amministrativi e tecnici, ma aspettiamo a breve gli sviluppi dell'IA per l'insegnamento e la ricerca e ne vedremo di belle...), mentre aumentare le entrate a ogni costo vuol dire aumentare le tasse studentesche, aprire corsi nuovi anche se non ci sono strutture e docenti, e ovviamente essere sempre più vulnerabili a "sponsor" di vario tipo, essenzialmente privati. La farmaceutica nell'ambito medico-sanitario è solo la più ovvia ed evidente "libera volpe in libero pollaio". E così l'università dell'altro ieri non esiste proprio più se non nella testa di pochi nostalgici della mia generazione. I quali oltre tutto un tempo avrebbero atteso il pensionamento coltivando sereni e rassegnati il proprio giardinetto, mentre ora vengono ogni giorno di più tormentati da sacerdoti e sacerdotesse del "mondo nuovo", al grido di "chi non è con me è contro di me!". Ma quest'ultimo passaggio lo capisce solo chi lo vive sulla propria pelle.
Da studente, poco dopo l'inizio del mio internato di tesi, mi vennero consegnate le chiavi dell'istituto di farmacologia, poiché i programmi di ricerca in cui ero stato coinvolto prevedevano esperimenti che talora iniziavano molto presto, tal altra finivano molto tardi, spesso si svolgevano il sabato e a volte pure la domenica, senza alcuna considerazione per ferie estive o feste più o meno comandate di alcun genere. In generale, l'università era "aperta" 24/7. Soprattutto, tutto il personale tecnico e ammnistrativo era costituito da dipendenti dell'università, inclusa portineria, biblioteca, servizi di pulizia e via dicendo. Poco dopo sarebbe iniziata la stagione da un lato dell'autonomia universitaria e dall'altro delle "esternalizzazioni". Autonomia, bellissima parola, per l'università ha voluto dire essenzialmente che lo stato si è scaricato il peso degli atenei, ogni anno passa ad ognuno una paghetta forfettaria e, se poi non basta, far quadrare il bilancio è un problema del singolo ateneo. Le "esternalizzazioni" ha voluto dire tagliare progressivamente gran parte del personale, appaltando all'esterno servizi di vario genere, non soltanto a bassa complessità quali le pulizie, ma anche ad esempio i servizi bibliotecari, quelli informatici e ora pian piano anche segmenti importanti dell'amministrazione (della digitalizzazione crescente, nella quale la parte del leone la fanno le grandi multinazionali estere, nemmeno diremo). E' abbastanza ovvio a tutti, almeno spero, che esternalizzare vuol dire pagare i medesimi stipendi che si davano ai dipendenti e in più il margine di guadagno che la ditta esterna pretende. Chiaro che si finisce per pagare di più (oppure e sembra di pagare meno è solo perché le ditte esterne pagano da fame i dipendenti, con il risultato di aver a che fare con persone precarie, mal pagate e comunque di indole per definizione remissiva e sottomessa). Tutto questo per definire la cornice entro cui comprendere perché da alcuni anni un interesse pressante delle amministrazioni universitarie sia chiudere gli edifici e lasciare a casa docenti, personale e studenti. Gli edifici aperti e funzionanti, che siano aule, laboratori o uffici, sono un costo che è divenuto, con le esternalizzazioni, allettantemente comprimibile, poiché un edificio chiuso non necessita di portineria, pulizie, servizi vari. Se poi ci mettete che non necessita di riscaldamento d'inverno né di condizionamento d'estate, mentre le amministrazioni devono far quadrare bilanci nei quali il finanziamento statale è sempre più esiguo, la frittata è fatta.
Così, scordiamoci le università ribollenti fucine di sapere e conoscenza, ideali scuole ateniesi dove onusti maestri dialogano a ogni ora del giorno con allievi ansiosi di apprendere. La pandemia con le chiusure ha impresso un'accelerazione "di curvatura" a un processo comunque già in atto, e oggi il tema è ridurre le spese e aumentare le entrate in qualsiasi modo, Dove ridurre le spese significa ridurre i costi per strutture e personale, chiudendo le prime e esternalizzando il secondo (per ora amministrativi e tecnici, ma aspettiamo a breve gli sviluppi dell'IA per l'insegnamento e la ricerca e ne vedremo di belle...), mentre aumentare le entrate a ogni costo vuol dire aumentare le tasse studentesche, aprire corsi nuovi anche se non ci sono strutture e docenti, e ovviamente essere sempre più vulnerabili a "sponsor" di vario tipo, essenzialmente privati. La farmaceutica nell'ambito medico-sanitario è solo la più ovvia ed evidente "libera volpe in libero pollaio". E così l'università dell'altro ieri non esiste proprio più se non nella testa di pochi nostalgici della mia generazione. I quali oltre tutto un tempo avrebbero atteso il pensionamento coltivando sereni e rassegnati il proprio giardinetto, mentre ora vengono ogni giorno di più tormentati da sacerdoti e sacerdotesse del "mondo nuovo", al grido di "chi non è con me è contro di me!". Ma quest'ultimo passaggio lo capisce solo chi lo vive sulla propria pelle.
La Stampa
Università chiusa per ferie, la protesta degli studenti: “Scrivo la tesi a casa della rettrice?”
Palazzo Nuovo off limits dall’1 al 23 agosto. L’ateneo di Torino ha un disavanzo di 64 milioni, la chiusura delle sedi per risparmiare. Anche docenti e ricerca…
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Forwarded from ContiamoCi!
DARIO GIACOMINI - 5 ANNI IN CONTIAMOCI!
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"La vera libertà si costruisce sull'impegno, sul sacrificio e sulla voglia di cambiare."
Nel suo intervento per il quinto anniversario di ContiamoCi!, il presidente Dario Giacomini ripercorre il cammino dell'associazione e il significato più profondo del progetto nato cinque anni fa.
Un percorso fatto di azioni concrete: il sostegno a centinaia di famiglie in difficoltà, l'aiuto a chi ha cercato assistenza sanitaria, la difesa dei diritti costituzionali, la nascita del sindacato e un impegno quotidiano per la tutela del lavoro, della libertà e della dignità delle persone.
Ma il messaggio è soprattutto un invito a guardare avanti.
Perché la libertà non si difende da soli: ha bisogno di persone che scelgano di mettersi in gioco, di assumersi responsabilità e di costruire insieme una comunità capace di trasformare i valori in iniziative concrete.
Il cambiamento nasce dall'impegno di chi sceglie di esserci.
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Ma il messaggio è soprattutto un invito a guardare avanti.
Perché la libertà non si difende da soli: ha bisogno di persone che scelgano di mettersi in gioco, di assumersi responsabilità e di costruire insieme una comunità capace di trasformare i valori in iniziative concrete.
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LA HAINE 🌺🌺🌺
«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: "Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.»
Ora, il problema è che quell'uomo siamo tutti noi, scaraventati giù da governanti traditori e venduti, e ogni piano è un passo in più verso il conflitto con Mosca, che fino all'altr'anno era la principale fonte di prosperità per l'UE e verso la quale oggi una torma di botoli arrabbiati non perde occasione per digrignare i denti. Davvero il problema qui non è più la caduta nel baratro del ridicolo, quanto il rischio di atterrare a breve contro una durissima realtà che, come cantavano gli Skiantos, ci piacerà pochissimo.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/47841
«Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro, il tizio, per farsi coraggio, si ripete: "Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene." Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio.»
Ora, il problema è che quell'uomo siamo tutti noi, scaraventati giù da governanti traditori e venduti, e ogni piano è un passo in più verso il conflitto con Mosca, che fino all'altr'anno era la principale fonte di prosperità per l'UE e verso la quale oggi una torma di botoli arrabbiati non perde occasione per digrignare i denti. Davvero il problema qui non è più la caduta nel baratro del ridicolo, quanto il rischio di atterrare a breve contro una durissima realtà che, come cantavano gli Skiantos, ci piacerà pochissimo.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Questi de l'Linkiesta li vedrei bene con i completi neri prodotti da Hugo Boss, in Germania, negli anni '30 del secolo scorso.
"Andrea Pirlo sembra destinato a diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta che, sul piano calcistico…
"Andrea Pirlo sembra destinato a diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta che, sul piano calcistico…
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MA NON SONO NOVAX 🌺🌺🌺
Nessuno è novax, tranne pochi utili idioti strumento del sistema. Non lo è di certo chi è da sempre critico contro dei prodotti medicinali pessimi, e tanto meno lo è chi da questi medicinali, assunti credendo alla parola dello stato e delle istituzioni, è stato danneggiato.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/47844
Nessuno è novax, tranne pochi utili idioti strumento del sistema. Non lo è di certo chi è da sempre critico contro dei prodotti medicinali pessimi, e tanto meno lo è chi da questi medicinali, assunti credendo alla parola dello stato e delle istituzioni, è stato danneggiato.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Cinque medaglie olimpiche (tre ori, un argento e un bronzo), sette titoli mondiali, 61 titoli italiani e l'onore di essere portabandiera dell'Italia ai Giochi di Pechino 2008. Poi nel 2021 il problema al cuore.
Una vita trascorsa ai massimi livelli dello…
Una vita trascorsa ai massimi livelli dello…
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TAKOGO KAK PUTIN 🌺🌺🌺
Fino ad ora, la Russia si sta tenendo in ogni sua azione nel conflitto, strettamente entro il perimetro delle regole internazionali, nella convinzione che questa sia la precondizione per sedersi a pieno titolo al tavolo delle trattative. Qualcuno potrebbe voler sostenere che l'operazione militare speciale in sé sia un atto in violazione di queste regole, ma chiunque conosca le vicende precedenti derubrica immediatamente la questione a legittima difesa, delle popolazioni russofone d'Ucraina e della sicurezza del paese dall'accerchiamento NATO. Il problema è che il rispetto delle regole a ogni costo è conveniente fino a quando l'interlocutore lo ritiene pure lui un valore e considera la trattativa un obiettivo prioritario. Qua invece l'UE, quella stessa UE oggi in crisi economica e industriale dopo aver rescisso i rapporti con la Federazione Russa che le garantivano risorse energetiche e materie prime per prosperare, questa UE si sta comportando come fosse in preda a una crisi di agitazione da sostanze allucinogene, e non perde occasione per provocare con dichiarazioni e atti che non vengono letti come aperte dichiarazioni di guerra solamente perché l'interlocutore che sta a Mosca testardamente non lo vuole fare. L'interlocutore è quel medesimo che una ventina d'anni fa auspicava la Russia nell'UE e financo nella NATO, una persona di formazione europea e che ancora nutre la visione di una Russia con l'Europa e nell'Europa. Una visione inserita entro la cornice del cosiddetto "mondo multipolare" che Russia, Cina e tanti altri paesi che costituiscono ormai la maggioranza del pianeta e della sua popolazione da tanti anni stanno costruendo, sulla base di valori quali pari dignità e cooperazione. Che è precisamente quell'ordine mondiale che i padroni dell'occidente collettivo, che hanno fondato le proprie personali fortune sul dominio atlantico unipolare, vedono ora come il male assoluto. L'UE dunque lavora alacremente per scalzare Putin dal vertice della Russia, sicuramente consapevole che è uno degli ultimi ostacoli se non l'ultimo prima del conflitto aperto, sul campo, forse anche nucleare. E il punto ovviamente non è Putin come persona bensì l'idea stessa di sviluppo e cooperazione pacifica con l'Europa che ha ispirato e tuttora ispira la Russia del terzo millennio, come ben sa chiunque conosca un poco quella nazione.
https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/47853
Fino ad ora, la Russia si sta tenendo in ogni sua azione nel conflitto, strettamente entro il perimetro delle regole internazionali, nella convinzione che questa sia la precondizione per sedersi a pieno titolo al tavolo delle trattative. Qualcuno potrebbe voler sostenere che l'operazione militare speciale in sé sia un atto in violazione di queste regole, ma chiunque conosca le vicende precedenti derubrica immediatamente la questione a legittima difesa, delle popolazioni russofone d'Ucraina e della sicurezza del paese dall'accerchiamento NATO. Il problema è che il rispetto delle regole a ogni costo è conveniente fino a quando l'interlocutore lo ritiene pure lui un valore e considera la trattativa un obiettivo prioritario. Qua invece l'UE, quella stessa UE oggi in crisi economica e industriale dopo aver rescisso i rapporti con la Federazione Russa che le garantivano risorse energetiche e materie prime per prosperare, questa UE si sta comportando come fosse in preda a una crisi di agitazione da sostanze allucinogene, e non perde occasione per provocare con dichiarazioni e atti che non vengono letti come aperte dichiarazioni di guerra solamente perché l'interlocutore che sta a Mosca testardamente non lo vuole fare. L'interlocutore è quel medesimo che una ventina d'anni fa auspicava la Russia nell'UE e financo nella NATO, una persona di formazione europea e che ancora nutre la visione di una Russia con l'Europa e nell'Europa. Una visione inserita entro la cornice del cosiddetto "mondo multipolare" che Russia, Cina e tanti altri paesi che costituiscono ormai la maggioranza del pianeta e della sua popolazione da tanti anni stanno costruendo, sulla base di valori quali pari dignità e cooperazione. Che è precisamente quell'ordine mondiale che i padroni dell'occidente collettivo, che hanno fondato le proprie personali fortune sul dominio atlantico unipolare, vedono ora come il male assoluto. L'UE dunque lavora alacremente per scalzare Putin dal vertice della Russia, sicuramente consapevole che è uno degli ultimi ostacoli se non l'ultimo prima del conflitto aperto, sul campo, forse anche nucleare. E il punto ovviamente non è Putin come persona bensì l'idea stessa di sviluppo e cooperazione pacifica con l'Europa che ha ispirato e tuttora ispira la Russia del terzo millennio, come ben sa chiunque conosca un poco quella nazione.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
🇪🇺🇷🇺 L'UE legalizza la “pirateria” consentendo di vendere il petrolio sequestrato alle navi russe
Per aumentare la pressione economica nei confronti del Cremlino e limitare le esportazioni energetiche russe, i Funzionari della Commissione europea - come…
Per aumentare la pressione economica nei confronti del Cremlino e limitare le esportazioni energetiche russe, i Funzionari della Commissione europea - come…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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Entro il 2030 i data center che alimentano l'intelligenza artificiale potrebbero consumare quasi il triplo dell'elettricità utilizzata oggi. Un rapporto dell'Università delle Nazioni Unite invita a guardare oltre le emissioni di CO2, evidenziando anche il crescente impatto su risorse idriche, territorio e comunità. Ce ne parla Alberto Giuffrè.
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Forwarded from Lettera da Mosca
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PUTIN SUL FUTURO DELL'UCRAINA - Durante un incontro con gli ufficiali della Marina a San Pietroburgo, Vladimir Putin ha detto: "Sono convinto che, prima o poi, l'Ucraina perderà i territori occidentali, quelli che appartenevano alla Polonia, all'Ungheria, alla Romania. Prima o poi, non domani, forse dopodomani, un anno, due, 10, 15 anni, ma alla fine, la storia tornerà al suo posto. C'era un solo garante dell'integrità territoriale dell'Ucraina: la Russia".
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E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI! 🌺🌺🌺
"Da oggi sappiamo che basta tacciare qualcuno di amicizia con la Russia per cacciarlo da un pubblico incarico. Sappiamo che un network che vede a capo un partito politico di nessun valore elettorale ha il potere di far saltare tre manager pubblici della più importante industria ricreativa del paese. Il valore pedagogico dell'affaire Pirlo è immenso, il segnale è che dobbiamo cominciare ad avere paura."
https://www.facebook.com/gabriele.busti/posts/pfbid0XvpZyWRhNca7mWHvteTncnqFnrAwKt3g1entEDHGpcrmeAxbkxBrxUDnp9hfargdl
"Da oggi sappiamo che basta tacciare qualcuno di amicizia con la Russia per cacciarlo da un pubblico incarico. Sappiamo che un network che vede a capo un partito politico di nessun valore elettorale ha il potere di far saltare tre manager pubblici della più importante industria ricreativa del paese. Il valore pedagogico dell'affaire Pirlo è immenso, il segnale è che dobbiamo cominciare ad avere paura."
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Gabriele Busti
DA OGGI SI INIZIA A TREMARE
Malagò non voleva Pirlo perché era un nome troppo debole che aveva agghiacciato la piazza calcistica italiana invece che galvanizzarla dopo la terza esclusione dal...
Malagò non voleva Pirlo perché era un nome troppo debole che aveva agghiacciato la piazza calcistica italiana invece che galvanizzarla dopo la terza esclusione dal...
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CURARE IL COVID 🌺🌺🌺
Rimbalza (poco) in questi giorni sui social la notizia dell'acquisizione agli atti della Commissione parlamentare covid di una relazione sui fondamenti scientifici delle raccomandazioni ministeriali sulla terapia domiciliare del covid. La relazione è stata redatta di recente, ma l'evidenza era disponibile fin dal 2020-2021, quando, nel caos dei sistemi sanitari, pochi medici si prestavano, spesso del tutto gratuitamente, a seguire persone con il covid troppe volte abbandonate a casa loro senza riferimento né aiuto di alcun genere. Conviene allora qui ricordare l'unico studio italiano, realizzato in collaborazione con l'Associazione IppocrateOrg, che descrive quanto accadeva in quel periodo e le pratiche terapeutiche che quei medici adottavano, e che oggi la relazione acquisita dalla Commissione parlamentare certifica come pienamente corrette.
https://www.mdpi.com/2077-0383/11/20/6138
Rimbalza (poco) in questi giorni sui social la notizia dell'acquisizione agli atti della Commissione parlamentare covid di una relazione sui fondamenti scientifici delle raccomandazioni ministeriali sulla terapia domiciliare del covid. La relazione è stata redatta di recente, ma l'evidenza era disponibile fin dal 2020-2021, quando, nel caos dei sistemi sanitari, pochi medici si prestavano, spesso del tutto gratuitamente, a seguire persone con il covid troppe volte abbandonate a casa loro senza riferimento né aiuto di alcun genere. Conviene allora qui ricordare l'unico studio italiano, realizzato in collaborazione con l'Associazione IppocrateOrg, che descrive quanto accadeva in quel periodo e le pratiche terapeutiche che quei medici adottavano, e che oggi la relazione acquisita dalla Commissione parlamentare certifica come pienamente corrette.
https://www.mdpi.com/2077-0383/11/20/6138
MDPI
Early Outpatient Treatment of COVID-19: A Retrospective Analysis of 392 Cases in Italy
COVID-19 was declared a pandemic in March 2020. The knowledge of COVID-19 pathophysiology soon provided a strong rationale for the early use of both anti-inflammatory and antithrombotic drugs; however, its evidence was slowly and partially incorporated into…
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L'ATTERRAGGIO 🌺🌺🌺
"Messi insieme, i due meccanismi innescano una spirale, che fa arrivare le briciole ai pochi atenei già forti, mentre il resto del sistema arretra. La ragione è semplice da comprendere: i criteri di riparto definiscono come distribuire una torta che non cresce (cioè l’FFO complessivo), e se alcuni (pochissimi) atenei prendono più risorse, gli altri (molti) inevitabilmente ne prendono sempre di meno. Anno dopo anno, il grosso del sistema universitario è quindi costretto a tagliare servizi, offerta didattica, progettualità scientifica e reclutamento, perdendo studenti e organico, avvitandosi in un pericoloso circolo vizioso, da cui sarà sempre più difficile uscire. Questa non è la conseguenza di una sbadata scelta tecnica. E’ bensì il prodotto della consapevole scelta politica di svuotare la funzione sociale dell’università pubblica come strumento di coesione, mobilità e produzione di conoscenza. [...] È la parabola aperta dalla legge Gelmini, che aveva già spostato il baricentro a favore dei consigli d’amministrazione, per arrivare, alla fine, a università governate come aziende, verticalizzate e prive di democrazia interna, non come istituzioni culturali. Il precipitato di tutto questo non è solo precariato, tagli e divari territoriali in crescita. È la perdita, pezzo dopo pezzo, di uno dei luoghi in cui si costruisce conflitto, discussione, progetto: uno dei pilastri dell’infrastruttura democratica del paese. Forse è proprio questo l’obiettivo. La storia ci ha già mostrato dove portano le società che impoveriscono sistematicamente i propri luoghi di conoscenza. Il problema non è soltanto la caduta. È l’atterraggio."
https://www.roars.it/universita-pubblica-la-politica-del-soffocamento-e-la-resa-dei-rettori/
"Messi insieme, i due meccanismi innescano una spirale, che fa arrivare le briciole ai pochi atenei già forti, mentre il resto del sistema arretra. La ragione è semplice da comprendere: i criteri di riparto definiscono come distribuire una torta che non cresce (cioè l’FFO complessivo), e se alcuni (pochissimi) atenei prendono più risorse, gli altri (molti) inevitabilmente ne prendono sempre di meno. Anno dopo anno, il grosso del sistema universitario è quindi costretto a tagliare servizi, offerta didattica, progettualità scientifica e reclutamento, perdendo studenti e organico, avvitandosi in un pericoloso circolo vizioso, da cui sarà sempre più difficile uscire. Questa non è la conseguenza di una sbadata scelta tecnica. E’ bensì il prodotto della consapevole scelta politica di svuotare la funzione sociale dell’università pubblica come strumento di coesione, mobilità e produzione di conoscenza. [...] È la parabola aperta dalla legge Gelmini, che aveva già spostato il baricentro a favore dei consigli d’amministrazione, per arrivare, alla fine, a università governate come aziende, verticalizzate e prive di democrazia interna, non come istituzioni culturali. Il precipitato di tutto questo non è solo precariato, tagli e divari territoriali in crescita. È la perdita, pezzo dopo pezzo, di uno dei luoghi in cui si costruisce conflitto, discussione, progetto: uno dei pilastri dell’infrastruttura democratica del paese. Forse è proprio questo l’obiettivo. La storia ci ha già mostrato dove portano le società che impoveriscono sistematicamente i propri luoghi di conoscenza. Il problema non è soltanto la caduta. È l’atterraggio."
https://www.roars.it/universita-pubblica-la-politica-del-soffocamento-e-la-resa-dei-rettori/
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LE FAUCI DEL VACCINO 🌺🌺🌺
Nessun mezzo di informazione ci sta proponendo notizie sulle audizioni di Anthony Fauci in corso in questi giorni davanti alla commissione per la sicurezza interna e gli affari governativi (HSGAC). La HSGAC è la commissione di sorveglianza principale del Senato con ampia giurisdizione sulle operazioni governative in generale e il Dipartimento della Sicurezza Nazionale in particolare
https://www.hsgac.senate.gov/about/jurisdiction-and-rules/
mentre Fauci è un 86enne medico, scienziato e immunologo statunitense di origini italiane, che ha ricoperto la carica di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dal 1984 al 2022 e di Consigliere medico capo del Presidente dal 2021 al 2022. Durante la pandemia di COVID-19, Fauci è stato uno dei membri di spicco della task force della Casa Bianca sul coronavirus.
https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Fauci
Fauci è uno dei principali destinatari della misteriosa grazia presidenziale preventivamente accordata da Biden al termine del proprio mandato quale protezione da "procedimenti giudiziari ingiustificati e politicamente motivati".
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2025/01/20/biden-concede-la-grazia-a-anthony-fauci-per-proteggerlo-da-trump_4c8ad503-179d-47b4-921d-1fe29a755373.html
Colpisce dunque che ora, interrogato da una commissione senatoriale su vari aspetti della pandemia e delle campagne vaccinali, si sia per oltre 100 volte rifiutato di rispondere, invocando il quinto emendamento, ovvero quella norma contenuta nello United States Bill of Rights che sancisce il diritto per gli statunitensi a non dire o fare cose che possano nuocere a se stessi.
https://dutytodissent.substack.com/p/the-contempt-vote-they-scheduled
C'è tuttavia chi sostiene che questa norma non valga per chi, come Fauci, ha ricevuto una grazia preventiva, dal momento che questa lo proteggerebbe di per sé dalle conseguenze delle sue ammissioni, e così il Senato voterà prossimamente per decidere se questo rifiuto a testimoniare possa considerarsi "disprezzo per il Congresso", ovvero reato di ostacolare i lavori del Congresso degli Stati Uniti o di una delle sue commissioni.
In tutto questo, la commissione senatoriale ha pubblicato vari documenti privati di Fauci da cui emergono varie questioni di particolare interesse, a partire dalla consapevolezza della limitata mortalità del covid, che non avrebbe dovuto giustificare le misure pandemiche draconiane adottate.
https://www.drvinayprasad.com/p/6-lessons-from-anthony-faucis-diary
Per parte mia, trovo di grande interesse la corrispondenza tra Fauci e Drew Weissman, medico statunitense che nel 2023 ha ricevuto il Nobel per la medicina e la fisiologia insieme a Karikò per la tecnologia dell'RNA. Quest'ultimo allertava Fauci fin dall'inizio del 2021 sui rischi della distribuzione sistemica degli RNA vaccinali, segnalandogli suoi dati secondo cui nei topi questi passavano anche la placenta finendo nei feti (dato successivamente confermato anche nell'essere umano)
https://blog.maryannedemasi.com/p/the-mrna-inventor-who-warned-fauci
Pare estremamente condivisibile il commento di Vinay Prasad, noto oncoematologo statunitense, già direttore della divisione dell'FDA che si occpa di vaccini e farmaci biologici in genere, da questo incarico rimosso in tutta fretta per il rigore scientifico che ha diostrato e che è stato ritenuto eccessivo da molti:
(continua nel post successivo)
Nessun mezzo di informazione ci sta proponendo notizie sulle audizioni di Anthony Fauci in corso in questi giorni davanti alla commissione per la sicurezza interna e gli affari governativi (HSGAC). La HSGAC è la commissione di sorveglianza principale del Senato con ampia giurisdizione sulle operazioni governative in generale e il Dipartimento della Sicurezza Nazionale in particolare
https://www.hsgac.senate.gov/about/jurisdiction-and-rules/
mentre Fauci è un 86enne medico, scienziato e immunologo statunitense di origini italiane, che ha ricoperto la carica di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dal 1984 al 2022 e di Consigliere medico capo del Presidente dal 2021 al 2022. Durante la pandemia di COVID-19, Fauci è stato uno dei membri di spicco della task force della Casa Bianca sul coronavirus.
https://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Fauci
Fauci è uno dei principali destinatari della misteriosa grazia presidenziale preventivamente accordata da Biden al termine del proprio mandato quale protezione da "procedimenti giudiziari ingiustificati e politicamente motivati".
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2025/01/20/biden-concede-la-grazia-a-anthony-fauci-per-proteggerlo-da-trump_4c8ad503-179d-47b4-921d-1fe29a755373.html
Colpisce dunque che ora, interrogato da una commissione senatoriale su vari aspetti della pandemia e delle campagne vaccinali, si sia per oltre 100 volte rifiutato di rispondere, invocando il quinto emendamento, ovvero quella norma contenuta nello United States Bill of Rights che sancisce il diritto per gli statunitensi a non dire o fare cose che possano nuocere a se stessi.
https://dutytodissent.substack.com/p/the-contempt-vote-they-scheduled
C'è tuttavia chi sostiene che questa norma non valga per chi, come Fauci, ha ricevuto una grazia preventiva, dal momento che questa lo proteggerebbe di per sé dalle conseguenze delle sue ammissioni, e così il Senato voterà prossimamente per decidere se questo rifiuto a testimoniare possa considerarsi "disprezzo per il Congresso", ovvero reato di ostacolare i lavori del Congresso degli Stati Uniti o di una delle sue commissioni.
In tutto questo, la commissione senatoriale ha pubblicato vari documenti privati di Fauci da cui emergono varie questioni di particolare interesse, a partire dalla consapevolezza della limitata mortalità del covid, che non avrebbe dovuto giustificare le misure pandemiche draconiane adottate.
https://www.drvinayprasad.com/p/6-lessons-from-anthony-faucis-diary
Per parte mia, trovo di grande interesse la corrispondenza tra Fauci e Drew Weissman, medico statunitense che nel 2023 ha ricevuto il Nobel per la medicina e la fisiologia insieme a Karikò per la tecnologia dell'RNA. Quest'ultimo allertava Fauci fin dall'inizio del 2021 sui rischi della distribuzione sistemica degli RNA vaccinali, segnalandogli suoi dati secondo cui nei topi questi passavano anche la placenta finendo nei feti (dato successivamente confermato anche nell'essere umano)
https://blog.maryannedemasi.com/p/the-mrna-inventor-who-warned-fauci
Pare estremamente condivisibile il commento di Vinay Prasad, noto oncoematologo statunitense, già direttore della divisione dell'FDA che si occpa di vaccini e farmaci biologici in genere, da questo incarico rimosso in tutta fretta per il rigore scientifico che ha diostrato e che è stato ritenuto eccessivo da molti:
(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)
"In conclusione: Anthony Fauci ha fatto un pessimo lavoro. Si sbagliava (almeno le sue dichiarazioni pubbliche erano errate) su: fuoriuscite dai laboratori, chiusura delle scuole, lockdown, mascherine, doppie mascherine, obbligo di mascherina, obbligo di mascherina per i bambini di 2 anni, obbligo vaccinale, richiami, vaccinazione dei bambini. Molto probabilmente ha finanziato la ricerca che ha scatenato la pandemia stessa, violando la legge federale. Un crimine per il quale è stato preventivamente graziato dal Presidente Biden. Stranamente, ha affascinato i media e l'establishment di sinistra al punto che i suoi clamorosi errori vengono completamente ignorati. Rand Paul [il senatore che coordina la commissione, ndr] potrebbe non essere in grado di condannare Fauci per alcun crimine, ma la sua indagine ha avviato il processo per ricostruire la corretta visione storica di Fauci; alla fine i libri di testo avranno ragione."
Amen.
"In conclusione: Anthony Fauci ha fatto un pessimo lavoro. Si sbagliava (almeno le sue dichiarazioni pubbliche erano errate) su: fuoriuscite dai laboratori, chiusura delle scuole, lockdown, mascherine, doppie mascherine, obbligo di mascherina, obbligo di mascherina per i bambini di 2 anni, obbligo vaccinale, richiami, vaccinazione dei bambini. Molto probabilmente ha finanziato la ricerca che ha scatenato la pandemia stessa, violando la legge federale. Un crimine per il quale è stato preventivamente graziato dal Presidente Biden. Stranamente, ha affascinato i media e l'establishment di sinistra al punto che i suoi clamorosi errori vengono completamente ignorati. Rand Paul [il senatore che coordina la commissione, ndr] potrebbe non essere in grado di condannare Fauci per alcun crimine, ma la sua indagine ha avviato il processo per ricostruire la corretta visione storica di Fauci; alla fine i libri di testo avranno ragione."
Amen.
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Marco Cosentino
LE FAUCI DEL VACCINO 🌺🌺🌺
Nessun mezzo di informazione ci sta proponendo notizie sulle audizioni di Anthony Fauci in corso in questi giorni davanti alla commissione per la sicurezza interna e gli affari governativi (HSGAC). La HSGAC è la commissione di sorveglianza…
Nessun mezzo di informazione ci sta proponendo notizie sulle audizioni di Anthony Fauci in corso in questi giorni davanti alla commissione per la sicurezza interna e gli affari governativi (HSGAC). La HSGAC è la commissione di sorveglianza…
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TELL ME LIES 🌺🌺🌺
Tell me sweet little lies.
(post del 6 giugno 2024)
Anthony Fauci, immunologo statunitense di origini italiane, consulente di tutti i presidenti degli Stati Uniti d'America da Ronald Reagan in poi, durante la pandemia è stato riferimento e portavoce del governo USA e principale promotore di misure di contenimento quali mascherine, distanziamento, chiusure e via dicendo.
Nel gennaio scorso, Fauci, parlando per conto della sottocommissione ristretta della Camera USA, ha dichiarato di essersi sostanzialmente inventato la massima parte di queste misure e in particolare distanziamente e mascherine ai bambini (https://t.me/rossobruni/40524). Di fatto, non esiste quasi alcuna evidenza a supporto di queste misure, e molti studi già hanno concluso per l'inutilità di mascherine e distanziamenti. Ora, uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Advances mostra in maniera alquanto solida che nessuna delle misure messe in atto dai vari governi ha avuto alcun impatto sostanziale sulla diffusione del virus (https://www.sensible-med.com/p/anthony-fauci-failed-during-the-coronavirus).
Nel frattempo, nel nostro paese Fauci è stato insignito nel 2022 di un titolo di dottore di ricerca dall'Università La Sapienza di Roma (https://www.uniroma1.it/it/notizia/dottorato-di-ricerca-honoris-causa-ad-anthony-fauci), e nel 2023 della laurea ad honorem in medicina e chirurgia dall'Università degli Studi di Siena (https://www.ansa.it/toscana/notizie/2023/06/17/a-anthony-fauci-la-laurea-ad-honorem-delluniversita-di-siena_64a3b099-4af8-4352-96ad-fc7ff55a0ad6.html). A onor del vero entrambi i titoli sono stati motivati sulla base dei suoi studi sull'AIDS, tuttavia viene da chiedersi se in nome dell'integrità scientifica non vadano ripensati questi e tanti altri titoli onorifici per chi riveli di aver così spregiudicatamente sostenuto senza evidenza alcuna misure che hanno sfasciato la società, minato l'economia e sono probabilmente costate la salute e forse anche la vita a molti (si pensi all'impatto di chiusure e distanziamenti su sanità e servizi). Difficile non associare questa vicenda al Nobel per la medicina agli inventori degli RNA modificati, le cui scoperte hanno consentit di dotare questi acidi nucleici di proprietà che recentemente si è scoperto poter esitare in errori di traduzione delle sequenze e addirittura in fenomeni di tumorigenesi (https://t.me/MarCosent/2956). La sensazione che in qualche maniera esista una sorta di sistema basato su reti di relazioni forti e motivate che finisce per autosostenersi e autolegittimarsi. E soprattutto che manchino meccanismi di controbilanciamento, quali che siano.
Tell me sweet little lies.
(post del 6 giugno 2024)
Anthony Fauci, immunologo statunitense di origini italiane, consulente di tutti i presidenti degli Stati Uniti d'America da Ronald Reagan in poi, durante la pandemia è stato riferimento e portavoce del governo USA e principale promotore di misure di contenimento quali mascherine, distanziamento, chiusure e via dicendo.
Nel gennaio scorso, Fauci, parlando per conto della sottocommissione ristretta della Camera USA, ha dichiarato di essersi sostanzialmente inventato la massima parte di queste misure e in particolare distanziamente e mascherine ai bambini (https://t.me/rossobruni/40524). Di fatto, non esiste quasi alcuna evidenza a supporto di queste misure, e molti studi già hanno concluso per l'inutilità di mascherine e distanziamenti. Ora, uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Advances mostra in maniera alquanto solida che nessuna delle misure messe in atto dai vari governi ha avuto alcun impatto sostanziale sulla diffusione del virus (https://www.sensible-med.com/p/anthony-fauci-failed-during-the-coronavirus).
Nel frattempo, nel nostro paese Fauci è stato insignito nel 2022 di un titolo di dottore di ricerca dall'Università La Sapienza di Roma (https://www.uniroma1.it/it/notizia/dottorato-di-ricerca-honoris-causa-ad-anthony-fauci), e nel 2023 della laurea ad honorem in medicina e chirurgia dall'Università degli Studi di Siena (https://www.ansa.it/toscana/notizie/2023/06/17/a-anthony-fauci-la-laurea-ad-honorem-delluniversita-di-siena_64a3b099-4af8-4352-96ad-fc7ff55a0ad6.html). A onor del vero entrambi i titoli sono stati motivati sulla base dei suoi studi sull'AIDS, tuttavia viene da chiedersi se in nome dell'integrità scientifica non vadano ripensati questi e tanti altri titoli onorifici per chi riveli di aver così spregiudicatamente sostenuto senza evidenza alcuna misure che hanno sfasciato la società, minato l'economia e sono probabilmente costate la salute e forse anche la vita a molti (si pensi all'impatto di chiusure e distanziamenti su sanità e servizi). Difficile non associare questa vicenda al Nobel per la medicina agli inventori degli RNA modificati, le cui scoperte hanno consentit di dotare questi acidi nucleici di proprietà che recentemente si è scoperto poter esitare in errori di traduzione delle sequenze e addirittura in fenomeni di tumorigenesi (https://t.me/MarCosent/2956). La sensazione che in qualche maniera esista una sorta di sistema basato su reti di relazioni forti e motivate che finisce per autosostenersi e autolegittimarsi. E soprattutto che manchino meccanismi di controbilanciamento, quali che siano.
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SIX-FEET AWAY 🌺🌺🌺
"Stay six-feet away
Stay six-feet away
You know the more you vaccinate
The more you stay six-feet away"
https://www.youtube.com/watch?v=iUODdPpnxcA
"Stay six-feet away
Stay six-feet away
You know the more you vaccinate
The more you stay six-feet away"
https://www.youtube.com/watch?v=iUODdPpnxcA
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NON HO L'ETA' / PER VACCINARMI 🌺🌺🌺
E' talmente alto l'hype dei media per i vaccini anti-zoster che non fai a tempo a notare l'inverosimiglianza di uno studio che già ne esce un altro ancor più inverosimile.
Qui
https://www.drvinayprasad.com/p/the-shingles-vaccine-does-not-reduce
Vinay Prasad, il noto oncoematologo epurato dall'FDA perché pensava di utilizzare le prove scientifiche per approvare medicinali biologici e vaccini, spiega in dettaglio perché due studi, uno condotto in Galles e l'altro in Inghilterra, non sono credibili quando cercano di concludere che vaccinarsi contro lo zoster riduce il rischio di demenza. Tenevo il link da parte in attesa di trovare cinque minuti per commentarlo, ma in questo fine settimana i media si sono messi a rimpallarsi tipo racchettoni in spiaggia un nuovo studio canadese, ospitato niente di meno che da The Lancet Neurology
https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(25)00455-7/
Il disegno dello studio è sempre il medesimo: confronto di gruppi di persone omogenei nati nei medesimi anni, ma che si differenziano per avere o meno l'età per vaccinarsi contro lo zoster nel momento in cui la vaccinazione viene introdotta. Disegno sperimentale a suo modo brillante poiché in questo modo elimina il confondimento del "vaccinato sano" (quello per cui chi decide di vaccinarsi cura la sua salute maggiormente di chi non ci pensa), ma finisce così per confrontare non vaccinati vs non vaccinati, bensì coloro che hanno e non hanno l'età per vaccinarsi. In altri termini, confronta gruppi con diversa probabilità di vaccinazione. In questo specifico studio, il gruppo dei "vaccinabili" è vaccinato tra il 14% e il 27% in più dei non vaccinabili. Eppure questa percentuale sarebbe sufficiente a far diminuire nel giro di poco più di un anno dalla vaccinazione il rischio di diagnosi di demenza di circa un terzo, una vera e propria enormità.
Studi del genere non sono credibili per ovvi motivi. Fortunatamente, sono in programma due studi prospettici controllati e randomizzati sulla capacità del vaccino contro lo zoster di prevenire la demenza, uno in Danimarca (NCT07485283) e uno in Finlandia (NCT07502560). Sperabilmente questi daranno risultati credibili, fino ad allora gli studi osservazionali condotti sulla base delle date di nascita mantengono la medesima solidità degli oroscopi sulle riviste nelle sale d'aspetto.
E' talmente alto l'hype dei media per i vaccini anti-zoster che non fai a tempo a notare l'inverosimiglianza di uno studio che già ne esce un altro ancor più inverosimile.
Qui
https://www.drvinayprasad.com/p/the-shingles-vaccine-does-not-reduce
Vinay Prasad, il noto oncoematologo epurato dall'FDA perché pensava di utilizzare le prove scientifiche per approvare medicinali biologici e vaccini, spiega in dettaglio perché due studi, uno condotto in Galles e l'altro in Inghilterra, non sono credibili quando cercano di concludere che vaccinarsi contro lo zoster riduce il rischio di demenza. Tenevo il link da parte in attesa di trovare cinque minuti per commentarlo, ma in questo fine settimana i media si sono messi a rimpallarsi tipo racchettoni in spiaggia un nuovo studio canadese, ospitato niente di meno che da The Lancet Neurology
https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(25)00455-7/
Il disegno dello studio è sempre il medesimo: confronto di gruppi di persone omogenei nati nei medesimi anni, ma che si differenziano per avere o meno l'età per vaccinarsi contro lo zoster nel momento in cui la vaccinazione viene introdotta. Disegno sperimentale a suo modo brillante poiché in questo modo elimina il confondimento del "vaccinato sano" (quello per cui chi decide di vaccinarsi cura la sua salute maggiormente di chi non ci pensa), ma finisce così per confrontare non vaccinati vs non vaccinati, bensì coloro che hanno e non hanno l'età per vaccinarsi. In altri termini, confronta gruppi con diversa probabilità di vaccinazione. In questo specifico studio, il gruppo dei "vaccinabili" è vaccinato tra il 14% e il 27% in più dei non vaccinabili. Eppure questa percentuale sarebbe sufficiente a far diminuire nel giro di poco più di un anno dalla vaccinazione il rischio di diagnosi di demenza di circa un terzo, una vera e propria enormità.
Studi del genere non sono credibili per ovvi motivi. Fortunatamente, sono in programma due studi prospettici controllati e randomizzati sulla capacità del vaccino contro lo zoster di prevenire la demenza, uno in Danimarca (NCT07485283) e uno in Finlandia (NCT07502560). Sperabilmente questi daranno risultati credibili, fino ad allora gli studi osservazionali condotti sulla base delle date di nascita mantengono la medesima solidità degli oroscopi sulle riviste nelle sale d'aspetto.
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VAMOS A LA PLAYA 🌺🌺🌺
Uno dei temi social di questi giorni è la relazione tra uso di creme solari e tumori della pelle. Ora, l'argomento non è tra quelli da me abitualmente frequentati, tuttavia una rapida ricerca della maggiore letteratura suggerisce che tra creme solari e rischi di tumori dermatologici non vi sia alcuna relazione.
L'idea che le creme solari possano proteggere la pelle da queste patologie pare origini da un unico studio apparentemente randomizzato avviato in Australia negli anni '90 e mai replicato
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21135266/
mentre varie revisioni della letteratura, tra le quali questa pare la più recente,
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29620003/
non solo non trovano relazioni bensì si preoccupano di verificare che un segnale di allarme che risale a prima degli anni '90, secondo cui le creme solari aumenterebbero il rischio di tumori dermatologici, sarebbe solo il risultato di vari fattori di confondimento.
Rimangono invece controversie riguardo alla possibilità che gli ingredienti delle creme e in particolare i filtri solari siano assorbiti nell'organismo con conseguenze sistemiche. A questo proposito la letteratura offre evidenze discordanti (ad es. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40208192/ e https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31961417/) e il tema merita probabilmente attenzione.
Uno dei temi social di questi giorni è la relazione tra uso di creme solari e tumori della pelle. Ora, l'argomento non è tra quelli da me abitualmente frequentati, tuttavia una rapida ricerca della maggiore letteratura suggerisce che tra creme solari e rischi di tumori dermatologici non vi sia alcuna relazione.
L'idea che le creme solari possano proteggere la pelle da queste patologie pare origini da un unico studio apparentemente randomizzato avviato in Australia negli anni '90 e mai replicato
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21135266/
mentre varie revisioni della letteratura, tra le quali questa pare la più recente,
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29620003/
non solo non trovano relazioni bensì si preoccupano di verificare che un segnale di allarme che risale a prima degli anni '90, secondo cui le creme solari aumenterebbero il rischio di tumori dermatologici, sarebbe solo il risultato di vari fattori di confondimento.
Rimangono invece controversie riguardo alla possibilità che gli ingredienti delle creme e in particolare i filtri solari siano assorbiti nell'organismo con conseguenze sistemiche. A questo proposito la letteratura offre evidenze discordanti (ad es. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40208192/ e https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31961417/) e il tema merita probabilmente attenzione.
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LA STAFFETTA VACCINALE 🌺🌺🌺
Pfizer e BioNTech annunciano con giustificata soddisfazione l'approvazione da parte di EMA del loro ennesimo vaccino covid, stavolta dedicato alla variante XFG, che i vari esperti suppongono sarà predominante questo autunno.
https://www.biontech.com/int/en/home/mediaroom/news/press-releases/2026/07/European-Commission-Authorizes-Pfizer-and-BioNTech-XFG-adapted-COVID-19-Vaccine-in-the-European-Union.html
Per chi si chiedesse sulla base di quali dati di efficacia sia stata accordata l'autorizzazione, la risposta è: "nessuno". Da sempre, fin dalla frettolosa conclusione degli studi del 2020, unici a misurare quanto meno sul rischio di covid l'efficacia dei vaccini, questi prodotti sono approvati "sulla fiducia", ovvero sul fatto che, in piccoli studi su pochi volontari, si mostrano capaci di indurre anticorpi neutralizzanti a livelli paragonabili a quelli del primo vaccino, in una sorta di principio della proprietà transitiva applicato reiteratamente. In altri termini, una vera propria staffetta, in cui un vaccino passa il testimone al vaccino successivo. Basti qui scorrere i dati presentati alla FDA:
https://www.fda.gov/media/192765/download
La metodologia si chiama tecnicamente "immunobridging", che è una parola ad effetto per indicare che si valuta solo qualche parametro immunologico e nulla di clinico. Che è la maniera migliore per esser certi del successo del prodotto, garantito primo di tutto da un sostegno mediatico a priori che forse nemmeno le armi all'Ucraina.
A poco vale, se non a coccolare un poco il proprio narcisismo, ricordare con con l'Avvocato Olga Milanese prevedemmo con larghissimo anticipo che sarebbe finita così.
https://www.studiocataldi.it/articoli/45064-autorizzazioni-vaccini-covid-su-quali-basi.asp
Due note conclusive, assolutamente ovvie:
(i) questi vaccini sono approvati sulla base di quei livelli anticorpali che in pandemia veniva negato potessero, nei guariti, attestare la protezione dalla malattia: allora si trattava di vaccinare tutti, oggi anche;
(ii) chi ha pazienza di far scorrere la p'agina BioNTech sopra linkata, troverà a un certo punto un'avvertenza, secondo la quale i vaccini potrebbero non proteggere tutti coloro che li ricevono, col che il produttore è tranquillo e le cose le ha dette tutte chiare e precise.
Come del resto accade da inizio pandemia.
Pfizer e BioNTech annunciano con giustificata soddisfazione l'approvazione da parte di EMA del loro ennesimo vaccino covid, stavolta dedicato alla variante XFG, che i vari esperti suppongono sarà predominante questo autunno.
https://www.biontech.com/int/en/home/mediaroom/news/press-releases/2026/07/European-Commission-Authorizes-Pfizer-and-BioNTech-XFG-adapted-COVID-19-Vaccine-in-the-European-Union.html
Per chi si chiedesse sulla base di quali dati di efficacia sia stata accordata l'autorizzazione, la risposta è: "nessuno". Da sempre, fin dalla frettolosa conclusione degli studi del 2020, unici a misurare quanto meno sul rischio di covid l'efficacia dei vaccini, questi prodotti sono approvati "sulla fiducia", ovvero sul fatto che, in piccoli studi su pochi volontari, si mostrano capaci di indurre anticorpi neutralizzanti a livelli paragonabili a quelli del primo vaccino, in una sorta di principio della proprietà transitiva applicato reiteratamente. In altri termini, una vera propria staffetta, in cui un vaccino passa il testimone al vaccino successivo. Basti qui scorrere i dati presentati alla FDA:
https://www.fda.gov/media/192765/download
La metodologia si chiama tecnicamente "immunobridging", che è una parola ad effetto per indicare che si valuta solo qualche parametro immunologico e nulla di clinico. Che è la maniera migliore per esser certi del successo del prodotto, garantito primo di tutto da un sostegno mediatico a priori che forse nemmeno le armi all'Ucraina.
A poco vale, se non a coccolare un poco il proprio narcisismo, ricordare con con l'Avvocato Olga Milanese prevedemmo con larghissimo anticipo che sarebbe finita così.
https://www.studiocataldi.it/articoli/45064-autorizzazioni-vaccini-covid-su-quali-basi.asp
Due note conclusive, assolutamente ovvie:
(i) questi vaccini sono approvati sulla base di quei livelli anticorpali che in pandemia veniva negato potessero, nei guariti, attestare la protezione dalla malattia: allora si trattava di vaccinare tutti, oggi anche;
(ii) chi ha pazienza di far scorrere la p'agina BioNTech sopra linkata, troverà a un certo punto un'avvertenza, secondo la quale i vaccini potrebbero non proteggere tutti coloro che li ricevono, col che il produttore è tranquillo e le cose le ha dette tutte chiare e precise.
Come del resto accade da inizio pandemia.
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