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🐔 Vaccini contro l'influenza aviaria: facciamo chiarezza
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👉 https://youtu.be/2RbVtPpCk4E
Negli ultimi mesi si è diffusa molta preoccupazione riguardo alla vaccinazione del pollame contro l'influenza aviaria. Tra termini come "terapia genica", "virus modificati" e "vaccini vettorizzati", è facile generare confusione.
In questo video il dr. Dario Giacomini, presidente ContiamoCi! e il prof. Marco Cosentino, farmacologo e vicepresidente di ContiamoCi!, spiegano perché i vaccini utilizzati nel progetto italiano:
✅ non sono farmaci sperimentali;
✅ non sono terapie geniche;
✅ non funzionano come i vaccini utilizzati durante il Covid;
✅ non presentano, sulla base delle evidenze disponibili, rischi documentati per il consumatore.
Come sempre, il nostro obiettivo non è chiedere di credere a qualcuno per fede, ma fornire informazioni verificabili e favorire un confronto basato su dati, fonti e metodo scientifico.
📖 Per approfondire abbiamo raccolto le risposte alle domande più frequenti in una FAQ dedicata:
https://www.contiamoci.net/post/faq-vaccinazione-del-pollame-contro-l-influenza-aviaria
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Negli ultimi mesi si è diffusa molta preoccupazione riguardo alla vaccinazione del pollame contro l'influenza aviaria. Tra termini come "terapia genica", "virus modificati" e "vaccini vettorizzati", è facile generare confusione.
In questo video il dr. Dario Giacomini, presidente ContiamoCi! e il prof. Marco Cosentino, farmacologo e vicepresidente di ContiamoCi!, spiegano perché i vaccini utilizzati nel progetto italiano:
✅ non sono farmaci sperimentali;
✅ non sono terapie geniche;
✅ non funzionano come i vaccini utilizzati durante il Covid;
✅ non presentano, sulla base delle evidenze disponibili, rischi documentati per il consumatore.
Come sempre, il nostro obiettivo non è chiedere di credere a qualcuno per fede, ma fornire informazioni verificabili e favorire un confronto basato su dati, fonti e metodo scientifico.
📖 Per approfondire abbiamo raccolto le risposte alle domande più frequenti in una FAQ dedicata:
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Vaccini contro l'influenza aviaria: facciamo chiarezza - Dario Giacomini - Marco Cosentino
Negli ultimi mesi si è diffusa molta preoccupazione riguardo alla vaccinazione del pollame contro l'influenza aviaria. Tra termini come "terapia genica", "virus modificati" e "vaccini vettorizzati", è facile generare confusione.
In questo video il dr. Dario…
In questo video il dr. Dario…
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MENO SAI, MEGLIO STAI 🌺🌺🌺
Con ogni evidenza, tantissime persone leggono al massimo i titoli, alcune nemmeno quelli., Diversamente, dopo tanti giorni di corretta informazione non ci dovrebbero essere ancora così tanti che ossessivamente si chiedono come mai il pollame del progetto vaccinale pilota non va esportato all'estero. Ora, la ragione già più volte richiamata è questa:
"FAQ — Perché i prodotti che provengono da animali vaccinati non possono essere commercializzati fuori dall'Italia?
È una restrizione commerciale, prevista dal Regolamento UE 2023/36126, che riguarda la compatibilità tra paesi con strategie sanitarie differenti — non motivata da evidenze di rischio alimentare per il consumatore.
I prodotti degli allevamenti vaccinati italiani sono destinati esclusivamente al mercato interno; la stessa situazione riguarda la Francia per i propri allevamenti vaccinati.
Si tratta di un vincolo regolatorio già previsto per la gestione delle malattie animali soggette a controllo sanitario internazionale, che il Regolamento UE gestisce tramite sistemi di tracciabilità e compartimentalizzazione. Non è un'ammissione di pericolosità: è la stessa logica con cui vengono gestite le zone di restrizione per qualsiasi focolaio animale, vaccinazione o meno."
Popi, io mi chiedo: ma chi ipotizza un "esperimento" ai danni degli italiani, si immagina francesi, austriaci, svizzeri, croati, e magari pure qualche barcone nel lar mediterraneo tutti fermi con binocolo puntato in attesa dei primi mal di pancia o dei primi morti stramazzati al suolo per strada come negli psicodrammi pandemici? E se si immagina un esperimento, e poi però si lamenta che i prodotti vaccinati non sono tracciati, che esperimento cialtrone sarebbe? Come si fa a tracciare le carni tossiche se non sono etichettate? Ah già, ci sarà dentro la rticetrasmittente grafenica che geolocalizza. Scemo io a non pensarci.
Con ogni evidenza, tantissime persone leggono al massimo i titoli, alcune nemmeno quelli., Diversamente, dopo tanti giorni di corretta informazione non ci dovrebbero essere ancora così tanti che ossessivamente si chiedono come mai il pollame del progetto vaccinale pilota non va esportato all'estero. Ora, la ragione già più volte richiamata è questa:
"FAQ — Perché i prodotti che provengono da animali vaccinati non possono essere commercializzati fuori dall'Italia?
È una restrizione commerciale, prevista dal Regolamento UE 2023/36126, che riguarda la compatibilità tra paesi con strategie sanitarie differenti — non motivata da evidenze di rischio alimentare per il consumatore.
I prodotti degli allevamenti vaccinati italiani sono destinati esclusivamente al mercato interno; la stessa situazione riguarda la Francia per i propri allevamenti vaccinati.
Si tratta di un vincolo regolatorio già previsto per la gestione delle malattie animali soggette a controllo sanitario internazionale, che il Regolamento UE gestisce tramite sistemi di tracciabilità e compartimentalizzazione. Non è un'ammissione di pericolosità: è la stessa logica con cui vengono gestite le zone di restrizione per qualsiasi focolaio animale, vaccinazione o meno."
Popi, io mi chiedo: ma chi ipotizza un "esperimento" ai danni degli italiani, si immagina francesi, austriaci, svizzeri, croati, e magari pure qualche barcone nel lar mediterraneo tutti fermi con binocolo puntato in attesa dei primi mal di pancia o dei primi morti stramazzati al suolo per strada come negli psicodrammi pandemici? E se si immagina un esperimento, e poi però si lamenta che i prodotti vaccinati non sono tracciati, che esperimento cialtrone sarebbe? Come si fa a tracciare le carni tossiche se non sono etichettate? Ah già, ci sarà dentro la rticetrasmittente grafenica che geolocalizza. Scemo io a non pensarci.
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IL TRACCIAMENTO 🌺🌺🌺
Cosa accade quando la narrazione è immotivatamente terrorista? Accade che la gente si spaventa, perde la bussola e inizia a preoccuparsi di questioni note e pacifiche perdendo di vista oi veri problemi. Poco male, se si hanno nervi saldi e soprattutto se si può contare su fonti di informazione corrette, equilibrate e documentate come l'Associazione ContiamoCi o come Assis che in questo caso sforna un altro dei suoi pezzi ricchi, precisi e approfonditi.
Buona lettura.
https://www.assis.it/influenza-aviaria-vaccini-e-allevamenti-intensivi-cosa-credete-di-aver-mangiato-finora/
Cosa accade quando la narrazione è immotivatamente terrorista? Accade che la gente si spaventa, perde la bussola e inizia a preoccuparsi di questioni note e pacifiche perdendo di vista oi veri problemi. Poco male, se si hanno nervi saldi e soprattutto se si può contare su fonti di informazione corrette, equilibrate e documentate come l'Associazione ContiamoCi o come Assis che in questo caso sforna un altro dei suoi pezzi ricchi, precisi e approfonditi.
Buona lettura.
https://www.assis.it/influenza-aviaria-vaccini-e-allevamenti-intensivi-cosa-credete-di-aver-mangiato-finora/
AsSIS
Influenza aviaria, vaccini e allevamenti intensivi: cosa credete di aver mangiato finora? - AsSIS
Quella carne di pollo o di tacchino che trovate al supermercato a buon prezzo, magari in offerta speciale a pochi euro al chilo, nasconde una realtà che va
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DOPPIO FALLO 🌺🌺🌺
"Solo ieri, alla vigilia di un’importante semifinale del Roland Garros, Marta Kostyuk, chiedeva alle sue colleghe russe di prendere una posizione più netta e chiara sul conflitto in corso fra Russia e Ucraina. Ma perché? Che cosa c’entra? Con quale diritto e tempismo e, soprattutto, quale sarebbe il motivo di tale richiesta in ambito sportivo? Quello che chiede la signora Kostyuk, che per inciso risiede a Monte Carlo e non in una trincea del suo sfortunato paese, appare fuori luogo e non appartiene al mondo dello sport, che dai tempi delle Olimpiadi Greche è nato per trasformare la stupida rabbia e la cattiveria umana in sano agone sportivo. In questo quadro disarmante, ciò che più fa rumore è la cosiddetta stampa “mainstream”, che copia e incolla le spericolate dichiarazioni di queste tenniste ucraine e le rilancia trasformandole in slogan per il grande pubblico. Ancora più inquietante è il silenzio assordante della Federazione Internazionale, la quale dovrebbe finalmente intervenire per mettere un freno a questa dilagante logorrea di geopolitica e dichiarazioni teatrali fuori luogo. La mancanza di una risposta chiara da parte delle autorità competenti non fa altro che alimentare il clima di tensione e conflitto, rendendo il tennis un campo di battaglia non solo sportivo, ma anche emotivo e politico. Il diritto internazionale dello sport affronta questioni complesse legate a conflitti geopolitici, discriminazione e comportamenti scorretti all’interno delle competizioni sportive."
https://giubberosse.substack.com/p/il-rumoroso-doping-emozionale-delle
"Solo ieri, alla vigilia di un’importante semifinale del Roland Garros, Marta Kostyuk, chiedeva alle sue colleghe russe di prendere una posizione più netta e chiara sul conflitto in corso fra Russia e Ucraina. Ma perché? Che cosa c’entra? Con quale diritto e tempismo e, soprattutto, quale sarebbe il motivo di tale richiesta in ambito sportivo? Quello che chiede la signora Kostyuk, che per inciso risiede a Monte Carlo e non in una trincea del suo sfortunato paese, appare fuori luogo e non appartiene al mondo dello sport, che dai tempi delle Olimpiadi Greche è nato per trasformare la stupida rabbia e la cattiveria umana in sano agone sportivo. In questo quadro disarmante, ciò che più fa rumore è la cosiddetta stampa “mainstream”, che copia e incolla le spericolate dichiarazioni di queste tenniste ucraine e le rilancia trasformandole in slogan per il grande pubblico. Ancora più inquietante è il silenzio assordante della Federazione Internazionale, la quale dovrebbe finalmente intervenire per mettere un freno a questa dilagante logorrea di geopolitica e dichiarazioni teatrali fuori luogo. La mancanza di una risposta chiara da parte delle autorità competenti non fa altro che alimentare il clima di tensione e conflitto, rendendo il tennis un campo di battaglia non solo sportivo, ma anche emotivo e politico. Il diritto internazionale dello sport affronta questioni complesse legate a conflitti geopolitici, discriminazione e comportamenti scorretti all’interno delle competizioni sportive."
https://giubberosse.substack.com/p/il-rumoroso-doping-emozionale-delle
Substack
IL RUMOROSO DOPING EMOZIONALE DELLE TENNISTE UCRAINE
Da tempo il tennis è diventato per le atlete ucraine un megafono geopolitico per attaccare le colleghe russe. L'ITF non vede e non sente, i media occidentali rilanciano. E lo sport che fine fa?
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TAKOGO KAK PUTIN 🌺🌺🌺
("Uno come Putin", canzonetta pop del 2002 di propaganda anti-putiniana, talmente orecchiabile da divenire nel 2004 la colonna sonora della sua campagna elettorale. Facile da trovare su YT)
Sulla pagina di Termometro Geopolitico, Giuseppe Masala espone con disarmante chiarezza come e perché aver fin qui avuto Putin come interlocutore sia stata una straordinariamente fortunata circostanza per l'occidente collettivo e perché a quest'ultimo converrebbe ricostruire quanto prima quel quadro di buoni rapporti e collaborazione esistente fino a qualche anno fa. Smettendola in ogni caso di giocare con il fuoco in Ucraina e tutt'intorno alla Russia. Spiegato facile facile.
https://www.facebook.com/TermGeopol/posts/pfbid0255zyc2eH6temGF3MWxx7NfNDP6CGNCnZHMkBNdjYSoDhTcwxSs29xiVhnzTWt2PKl
("Uno come Putin", canzonetta pop del 2002 di propaganda anti-putiniana, talmente orecchiabile da divenire nel 2004 la colonna sonora della sua campagna elettorale. Facile da trovare su YT)
Sulla pagina di Termometro Geopolitico, Giuseppe Masala espone con disarmante chiarezza come e perché aver fin qui avuto Putin come interlocutore sia stata una straordinariamente fortunata circostanza per l'occidente collettivo e perché a quest'ultimo converrebbe ricostruire quanto prima quel quadro di buoni rapporti e collaborazione esistente fino a qualche anno fa. Smettendola in ogni caso di giocare con il fuoco in Ucraina e tutt'intorno alla Russia. Spiegato facile facile.
https://www.facebook.com/TermGeopol/posts/pfbid0255zyc2eH6temGF3MWxx7NfNDP6CGNCnZHMkBNdjYSoDhTcwxSs29xiVhnzTWt2PKl
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Termometro Geopolitico
Voci di guerra da San Pietroburgo. Sulle (agghiaccianti) dichiarazioni dell'ex agente segreto Andrey Bezrukov
Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio...
Ieri ha avuto inizio il Forum Economico di San Pietroburgo, il più importante simposio...
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I POLLI DEI VACCINI 🌺🌺🌺
(1/2)
Il progetto pilota per la vaccinazione negli allevamenti avicoli contro l'aviaria ad alta patogenicità ha scatenato un vespaio (o forse meglio dire "un pollaio"?). Sono soprattutto due i temi che agitano certa gente. Il primo riguarda la tipologia di vaccini impiegati. Personalmente, mi son ritrovato a trattare l'argomento prima di tutto per chiarire che non di tratta di vaccini a RNA e nemmeno a DNA/vettore adenovirale. E' disinformazione della peggior specie affermare che sono vaccini uguali al covid AstraZeneca. Il sillogismo che certa gente fa è una collezione di distorsioni: AZ è stato ritirato per la sua pericolosità - i vaccini dei polli sono come AZ - i vaccini dei polli sono pericolosi. Nessuna delle tre affermazioni è vera. Per curiosità ho cercato poi di documentarmi sui vaccini obbligatori per il pollame, e mi pare di aver concluso che qualsiasi pollo o tacchino o altro volatile commercializzato a scopo alimentare sia vaccinato almeno contro la malattia di Newcastle. Basta cercare quali vaccini si usino contro questa malattia, per scoprire che, oltre a vaccini vivi e attenuati e a vaccini a virus ucciso, se ne usano pure a virus HVT geneticamente modificato per esprimere una proteina del Newcastle, che - guarda il caso - è precisamente la medesima tipologia di vaccino utilizzata oggi per il progetto pilota contro l'aviaria. E qui diventa davvero incomprensibile non tanto e non solo l'agitazione odierna quanto perché nessuno fino a ieri abbia fatto un plisset. Oggi tutti a chiedere l'indicazione dei vaccini in etichetta, e fino a ieri? Nulla, silenzio. Gente che oggi si straccia le vesti per gli OGM, fino a ieri metteva in tavola polli e tacchini arrosto, omelette, zabaioni e via dicendo. Il fatto è che sono tutti - quelli in uso da anni o decenni e quelli impiegati oggi per l'aviaria - vaccini per cui non esiste alcuna prova che abbiano rilievo per l'alimentazione umana, se non per garantirne la sicurezza tutelando gli allevamenti. Gli unici polli non vaccinati sono quelli che eventualmente una famiglia si alleva per conto suo per autoconsumo. Perché non c'è obbligo a meno che non li spostino o li commercino. Poi però, quando giungi a questo punto della discussione, l'obiezione classica di certi attivisti dell'allarme avicolo è: "ma allora perché c'è il divieto di esportarli? è una sperimentazione ai danni degli italiani?". E questo è l'inevitabile secondo punto su cui l'interlocutore ritiene di essersi giocato la palla del match. Gioco, partita e incontro. Non fosse che c'è questa normativa sull'uso di determinati medicinali per la prevenzione e il controllo di talune malattie veterinarie tra cui l'aviaria (regolamento UE 2023/361) che prevede precisamente per la vaccinazione contro l'aviaria il "divieto di movimento conformemente all’articolo 14, paragrafo 1" il quale a sua volta recita "Nell’attuare la vaccinazione preventiva l’autorità competente vieta i movimenti di animali vaccinati dallo stabilimento in cui sono stati vaccinati, come pure i movimenti dallo stabilimento di produzione e/o di trasformazione dei prodotti ottenuti da animali vaccinati." E questo fornisce la cornice entro cui l'attuale progetto pilota italiano sull'aviaria si inserisce. In altri termini le restrizioni riguardano la gestione del rischio epidemiologico legato al trasporto transfrontaliero (compatibilità tra strategie nazionali sanitarie di controllo e monitoraggio diverse), non la sicurezza alimentare per il consumatore. Lo stesso regime si applica in Francia, dove il Ministero dell’Agricoltura cita esplicitamente l’art. 14 e l’Allegato XIII, Parte 5 del Reg. 2023/361 come base giuridica diretta delle restrizioni ai movimenti di animali vaccinati e dei loro prodotti:Ministère de l’Agriculture français, Plan de vaccination IAHP, Fiche 8 – Restrictions, campagne 2025-2026. E' verosimile che divieti del genere saranno superati una volta che paesi diversi avranno allineato le loro strategie di controllo dei prodotti avicoli riguardo all'aviaria.
(continua nel post successivo)
(1/2)
Il progetto pilota per la vaccinazione negli allevamenti avicoli contro l'aviaria ad alta patogenicità ha scatenato un vespaio (o forse meglio dire "un pollaio"?). Sono soprattutto due i temi che agitano certa gente. Il primo riguarda la tipologia di vaccini impiegati. Personalmente, mi son ritrovato a trattare l'argomento prima di tutto per chiarire che non di tratta di vaccini a RNA e nemmeno a DNA/vettore adenovirale. E' disinformazione della peggior specie affermare che sono vaccini uguali al covid AstraZeneca. Il sillogismo che certa gente fa è una collezione di distorsioni: AZ è stato ritirato per la sua pericolosità - i vaccini dei polli sono come AZ - i vaccini dei polli sono pericolosi. Nessuna delle tre affermazioni è vera. Per curiosità ho cercato poi di documentarmi sui vaccini obbligatori per il pollame, e mi pare di aver concluso che qualsiasi pollo o tacchino o altro volatile commercializzato a scopo alimentare sia vaccinato almeno contro la malattia di Newcastle. Basta cercare quali vaccini si usino contro questa malattia, per scoprire che, oltre a vaccini vivi e attenuati e a vaccini a virus ucciso, se ne usano pure a virus HVT geneticamente modificato per esprimere una proteina del Newcastle, che - guarda il caso - è precisamente la medesima tipologia di vaccino utilizzata oggi per il progetto pilota contro l'aviaria. E qui diventa davvero incomprensibile non tanto e non solo l'agitazione odierna quanto perché nessuno fino a ieri abbia fatto un plisset. Oggi tutti a chiedere l'indicazione dei vaccini in etichetta, e fino a ieri? Nulla, silenzio. Gente che oggi si straccia le vesti per gli OGM, fino a ieri metteva in tavola polli e tacchini arrosto, omelette, zabaioni e via dicendo. Il fatto è che sono tutti - quelli in uso da anni o decenni e quelli impiegati oggi per l'aviaria - vaccini per cui non esiste alcuna prova che abbiano rilievo per l'alimentazione umana, se non per garantirne la sicurezza tutelando gli allevamenti. Gli unici polli non vaccinati sono quelli che eventualmente una famiglia si alleva per conto suo per autoconsumo. Perché non c'è obbligo a meno che non li spostino o li commercino. Poi però, quando giungi a questo punto della discussione, l'obiezione classica di certi attivisti dell'allarme avicolo è: "ma allora perché c'è il divieto di esportarli? è una sperimentazione ai danni degli italiani?". E questo è l'inevitabile secondo punto su cui l'interlocutore ritiene di essersi giocato la palla del match. Gioco, partita e incontro. Non fosse che c'è questa normativa sull'uso di determinati medicinali per la prevenzione e il controllo di talune malattie veterinarie tra cui l'aviaria (regolamento UE 2023/361) che prevede precisamente per la vaccinazione contro l'aviaria il "divieto di movimento conformemente all’articolo 14, paragrafo 1" il quale a sua volta recita "Nell’attuare la vaccinazione preventiva l’autorità competente vieta i movimenti di animali vaccinati dallo stabilimento in cui sono stati vaccinati, come pure i movimenti dallo stabilimento di produzione e/o di trasformazione dei prodotti ottenuti da animali vaccinati." E questo fornisce la cornice entro cui l'attuale progetto pilota italiano sull'aviaria si inserisce. In altri termini le restrizioni riguardano la gestione del rischio epidemiologico legato al trasporto transfrontaliero (compatibilità tra strategie nazionali sanitarie di controllo e monitoraggio diverse), non la sicurezza alimentare per il consumatore. Lo stesso regime si applica in Francia, dove il Ministero dell’Agricoltura cita esplicitamente l’art. 14 e l’Allegato XIII, Parte 5 del Reg. 2023/361 come base giuridica diretta delle restrizioni ai movimenti di animali vaccinati e dei loro prodotti:Ministère de l’Agriculture français, Plan de vaccination IAHP, Fiche 8 – Restrictions, campagne 2025-2026. E' verosimile che divieti del genere saranno superati una volta che paesi diversi avranno allineato le loro strategie di controllo dei prodotti avicoli riguardo all'aviaria.
(continua nel post successivo)
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Marco Cosentino
I POLLI DEI VACCINI 🌺🌺🌺
(2/2)
(continua dal post precedente)
Per dire che l'argomento in sé non è semplice, ma che con un poco di buona volontà è possibile documentarsi e capire che le cose non stanno come sostengono certi allarmisti, che i vaccini utilizzati…
(2/2)
(continua dal post precedente)
Per dire che l'argomento in sé non è semplice, ma che con un poco di buona volontà è possibile documentarsi e capire che le cose non stanno come sostengono certi allarmisti, che i vaccini utilizzati…
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I POLLI DEI VACCINI 🌺🌺🌺
(2/2)
(continua dal post precedente)
Per dire che l'argomento in sé non è semplice, ma che con un poco di buona volontà è possibile documentarsi e capire che le cose non stanno come sostengono certi allarmisti, che i vaccini utilizzati non sono sperimentali, che non sono come i vaccini covid, che sono basati su tecnologie note e ampiamente utilizzate da anni o decenni, che le carni e i prodotti che da anni o decenni consumiamo sono trattati con vaccini analoghi, che il divieto di esportazione è una cautela per ridurre il rischio di diffusione dell'aviaria mentre le strategie si allineano.
Altro non credo si possa dire e nemmeno credo sia necessario dirlo, dato che chi ancora non capisse a questo punto c'è da credere che non voglia capire.
(2/2)
(continua dal post precedente)
Per dire che l'argomento in sé non è semplice, ma che con un poco di buona volontà è possibile documentarsi e capire che le cose non stanno come sostengono certi allarmisti, che i vaccini utilizzati non sono sperimentali, che non sono come i vaccini covid, che sono basati su tecnologie note e ampiamente utilizzate da anni o decenni, che le carni e i prodotti che da anni o decenni consumiamo sono trattati con vaccini analoghi, che il divieto di esportazione è una cautela per ridurre il rischio di diffusione dell'aviaria mentre le strategie si allineano.
Altro non credo si possa dire e nemmeno credo sia necessario dirlo, dato che chi ancora non capisse a questo punto c'è da credere che non voglia capire.
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Marco Cosentino
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Il progetto pilota per la vaccinazione negli allevamenti avicoli contro l'aviaria ad alta patogenicità ha scatenato un vespaio (o forse meglio dire "un pollaio"?). Sono soprattutto due i temi che agitano certa gente. Il primo…
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Il progetto pilota per la vaccinazione negli allevamenti avicoli contro l'aviaria ad alta patogenicità ha scatenato un vespaio (o forse meglio dire "un pollaio"?). Sono soprattutto due i temi che agitano certa gente. Il primo…
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MA CHE NE SANNO I DUEMILA 🌺🌺🌺
"Ehi papà guarda un pollo!" 😉
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VISIONE TV 🌺🌺🌺
Tra i media indipendenti Visione TV si è sempre distinta per l'attenzione all'attualità e all'approfondimento e per la correttezza dell'informazione, e anche stasera Dietro il Sipario si è confermato un appuntamento da seguire con tutto l'interesse che merita. Grazie dunque a Francesco Toscano per l'invito a discutere, insieme a Enrica Perucchietti e Daniele Giovanardi, temi di rilievo quali, questa volta, la Commissione Covid, il progetto pilota di vaccinazione avicola HPAI e le zanzare OGM in USA.
https://visionetv.it/lopposizione-abbandona-i-lavori-della-commissione-covid-dietro-il-sipario-talk-show/
Tra i media indipendenti Visione TV si è sempre distinta per l'attenzione all'attualità e all'approfondimento e per la correttezza dell'informazione, e anche stasera Dietro il Sipario si è confermato un appuntamento da seguire con tutto l'interesse che merita. Grazie dunque a Francesco Toscano per l'invito a discutere, insieme a Enrica Perucchietti e Daniele Giovanardi, temi di rilievo quali, questa volta, la Commissione Covid, il progetto pilota di vaccinazione avicola HPAI e le zanzare OGM in USA.
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Visione TV
L'opposizione abbandona i lavori della Commissione Covid - Dietro il Sipario - Talk show - Visione TV
L’opposizione abbandona pretestuosamente la commissione covid, nel frattempo i soliti noti creano un allarmismo diffuso per vaccinare pure gli animali. Ne parliamo a “Dietro il Sipario” in compagnia di Enrica Perucchietti, Daniele Giovanardi e Marco Cosentino…
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Forwarded from ContiamoCi!
🐔 LA GUERRA DEI POLLI 🐔
👉 https://www.contiamoci.net/post/la-guerra-dei-polli
Dopo il Covid, i cittadini hanno imparato una lezione importante: non fidarsi ciecamente di nessuno.
Ed è giusto così.
Ma c'è una differenza enorme tra esercitare una critica onesta e farsi trascinare da ricorrenti ondate di paura alimentate per ottenere attenzione, visibilità e consenso.
In questi giorni stiamo assistendo a una polemica feroce contro ContiamoCi! e in particolare contro il dott. Dario Giacomini sulla questione dell'influenza aviaria.
Molti gridano allo scandalo.
Molti lanciano accuse.
Molti alimentano allarmismi.
Pochissimi studiano i documenti.
Pochissimi leggono le fonti.
Pochissimi sembrano interessati a capire davvero di cosa si stia parlando.
Eppure basterebbe leggere per esempio l'articolo del dott. Eugenio Serravalle per scoprire una realtà molto diversa da quella raccontata da tanti improvvisati professionisti dell'indignazione.
https://www.assis.it/influenza-aviaria-vaccini-e-allevamenti-intensivi-cosa-credete-di-aver-mangiato-finora/
Una realtà scomoda.
Perché mostra come negli allevamenti avicoli vengono impiegati da anni vaccini ricombinanti basati su vettori virali.
- Per Newcastle si utilizza il gene F.
- Per Gumboro la proteina VP2.
- Per l'influenza aviaria la proteina H5.
Cambia il bersaglio.
Non cambia il principio tecnologico.
In altre parole, alcune delle tecnologie che oggi vengono presentate come una novità assoluta sono in realtà presenti da anni nell'avicoltura industriale e milioni di persone hanno già consumato prodotti provenienti da queste filiere senza esserne consapevoli.
Non stiamo difendendo gli allevamenti intensivi.
Non stiamo difendendo il vaccino, né esaltandone le qualità o promuovendone l'utilizzo
Non stiamo difendendo il Ministero.
Non stiamo difendendo nulla e nessuno. Insinuare che siamo pagati per farlo suona semplicemente diffamatorio.
Stiamo difendendo un valore molto più importante, anche a costo di perdere facili consensi: il diritto dei cittadini a conoscere i fatti prima che la paura prenda il posto della conoscenza e le reazioni emotive prendano il posto dell'analisi.
Per chi desidera approfondire, sul sito di ContiamoCi! abbiamo pubblicato la versione integrale del nostro intervento.
Chi vuole capire legga.
Chi vuole approfondire studi.
Chi vuole discutere entri nel merito.
Per tutti gli altri resta il solito copione: attaccare le persone quando non si riesce a smentire gli argomenti.
📖 Leggi il comunicato:
🔗 https://www.contiamoci.net/post/la-guerra-dei-polli
👉 https://www.contiamoci.net/post/la-guerra-dei-polli
Dopo il Covid, i cittadini hanno imparato una lezione importante: non fidarsi ciecamente di nessuno.
Ed è giusto così.
Ma c'è una differenza enorme tra esercitare una critica onesta e farsi trascinare da ricorrenti ondate di paura alimentate per ottenere attenzione, visibilità e consenso.
In questi giorni stiamo assistendo a una polemica feroce contro ContiamoCi! e in particolare contro il dott. Dario Giacomini sulla questione dell'influenza aviaria.
Molti gridano allo scandalo.
Molti lanciano accuse.
Molti alimentano allarmismi.
Pochissimi studiano i documenti.
Pochissimi leggono le fonti.
Pochissimi sembrano interessati a capire davvero di cosa si stia parlando.
Eppure basterebbe leggere per esempio l'articolo del dott. Eugenio Serravalle per scoprire una realtà molto diversa da quella raccontata da tanti improvvisati professionisti dell'indignazione.
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Una realtà scomoda.
Perché mostra come negli allevamenti avicoli vengono impiegati da anni vaccini ricombinanti basati su vettori virali.
- Per Newcastle si utilizza il gene F.
- Per Gumboro la proteina VP2.
- Per l'influenza aviaria la proteina H5.
Cambia il bersaglio.
Non cambia il principio tecnologico.
In altre parole, alcune delle tecnologie che oggi vengono presentate come una novità assoluta sono in realtà presenti da anni nell'avicoltura industriale e milioni di persone hanno già consumato prodotti provenienti da queste filiere senza esserne consapevoli.
Non stiamo difendendo gli allevamenti intensivi.
Non stiamo difendendo il vaccino, né esaltandone le qualità o promuovendone l'utilizzo
Non stiamo difendendo il Ministero.
Non stiamo difendendo nulla e nessuno. Insinuare che siamo pagati per farlo suona semplicemente diffamatorio.
Stiamo difendendo un valore molto più importante, anche a costo di perdere facili consensi: il diritto dei cittadini a conoscere i fatti prima che la paura prenda il posto della conoscenza e le reazioni emotive prendano il posto dell'analisi.
Per chi desidera approfondire, sul sito di ContiamoCi! abbiamo pubblicato la versione integrale del nostro intervento.
Chi vuole capire legga.
Chi vuole approfondire studi.
Chi vuole discutere entri nel merito.
Per tutti gli altri resta il solito copione: attaccare le persone quando non si riesce a smentire gli argomenti.
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ContiamoCi!
LA GUERRA DEI POLLI
Sulla questione dell'influenza aviaria stiamo assistendo ad accuse, insinuazioni e attacchi personali rivolti a ContiamoCi! e al dott. Dario Giacomini.
Noi abbiamo già spiegato ampiamente la questione dell'influenza aviaria e dei vaccini per il pollame.…
Noi abbiamo già spiegato ampiamente la questione dell'influenza aviaria e dei vaccini per il pollame.…
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IL SENSO DEL DISSENSO 🌺🌺🌺
Il "mondo del dissenso" troppo spesso si auto identifica dissentendo per partito preso, e questo finisce per essere un approccio dogmatico e patologico tanto quanto e ancora più di quello cui si dichiara di opporsi. La vicenda della campagna vaccinale avicola contro l'aviaria rappresenta in modo vivido e tangibile questo fenomeno. I discorsi allarmistici fini a se stessi hanno fatto presa soprattutto su persone che manifestano spasmodicamente l'esigenza non tanto di conoscere e comprendere, bensì di cogliere nell'interlocutore di turno quelle posture di "virtue signaling" che permettano di riconoscerlo come "dei nostri". In epoca pandemica potevano essere "grafene" e "nanobot autoassemblanti", oppure "il virus non esiste/non è mai stato isolato", e oggi in questa vicenda dell'aviaria, che ripropone quelle atmosfere pandemiche (la storia che si ripete marxianamente), sono "vaccini genici", "come AstraZeneca", i "prioni", "perché non si esporta la carne" e via dicendo. Tutte questioni che hanno una spiegazione chiara e precisa per chi la voglia comprendere, oppure che non hanno proprio fondamento. Ma la spiegazione viene respinta pregiudizialmente perché si fonda su evidenze documentali rifiutate per principio in quanto istituzionali e/o aziendali (analoghe peraltro a quelle che ai tempi della pandemia ci permettevano di dire con sertezza che i vaccini covid non avrebbero prevenuto contagio e trasmissione, proprio perché era scritto su documenti istituzionali e aziendali). E l'osservazione che manca il fondamento viene capovolta e presa come prova che il fondamento non lo si vuole trovare, scordandosi che ai tempi dei vaccini covid la ragione per cui qualcuno ritenne di dubitare fin da subito, quorum ego, non fu la mancanza di evidenze bensì un solido ragionamento fondato proprio sulle evidenze riguardanti la patogenicità della proteina spike virale utilizzata nei vaccini (nessuna evidenza del genere oggi). Ragionamento evidentemente troppo complesso per certi, che paradossalmente inalberano la bandiera dello scetticismo, dimenticandosi che in medicina, e nella scienza in generale, lo scetticismo è fondamentale ma deve essere "sano", ovvero fondato su prove e ragionamenti, non sulla diffidenza di chi non capendo nulla ringhia a chiunque nel dubbio che "lo stiano a cojonà". Altrimenti lo scetticismo assoluto si trasforma ben presto in paranoia e delirio di persecuzione. In altri termini, costoro incarnano la Caporetto dell'ideale aspirazione cui tutti puntavamo in pandemia, ovvero di affrancarci dalla lettura dei fatti da parte di "televirologi" vari e altro sottobosco/sottopancia di regime, per invece essere in grado di leggere e comprendere autonomamente le fonti e farci un'opinione nostra solida e fondata. Costoro confermano al contrario la constatazione che il dissenso aprioristico è alla fine fine solo l'altra faccia o forse proprio il fratello gemello dell'aprioristico consenso, e che entrambi finiscono per essere utili alla narrazione di sistema. Utili nel senso che intendeva il mai abbastanza compianto Vladimir Il'ič Ul'janov. Fortunatamente sono pochi, ma il sistema ha già dimostrato in pandemia di saperli sapientemente utilizzare, e c'è da star certi che lo farà ancora in futuro, perché è così che funziona.
Il "mondo del dissenso" troppo spesso si auto identifica dissentendo per partito preso, e questo finisce per essere un approccio dogmatico e patologico tanto quanto e ancora più di quello cui si dichiara di opporsi. La vicenda della campagna vaccinale avicola contro l'aviaria rappresenta in modo vivido e tangibile questo fenomeno. I discorsi allarmistici fini a se stessi hanno fatto presa soprattutto su persone che manifestano spasmodicamente l'esigenza non tanto di conoscere e comprendere, bensì di cogliere nell'interlocutore di turno quelle posture di "virtue signaling" che permettano di riconoscerlo come "dei nostri". In epoca pandemica potevano essere "grafene" e "nanobot autoassemblanti", oppure "il virus non esiste/non è mai stato isolato", e oggi in questa vicenda dell'aviaria, che ripropone quelle atmosfere pandemiche (la storia che si ripete marxianamente), sono "vaccini genici", "come AstraZeneca", i "prioni", "perché non si esporta la carne" e via dicendo. Tutte questioni che hanno una spiegazione chiara e precisa per chi la voglia comprendere, oppure che non hanno proprio fondamento. Ma la spiegazione viene respinta pregiudizialmente perché si fonda su evidenze documentali rifiutate per principio in quanto istituzionali e/o aziendali (analoghe peraltro a quelle che ai tempi della pandemia ci permettevano di dire con sertezza che i vaccini covid non avrebbero prevenuto contagio e trasmissione, proprio perché era scritto su documenti istituzionali e aziendali). E l'osservazione che manca il fondamento viene capovolta e presa come prova che il fondamento non lo si vuole trovare, scordandosi che ai tempi dei vaccini covid la ragione per cui qualcuno ritenne di dubitare fin da subito, quorum ego, non fu la mancanza di evidenze bensì un solido ragionamento fondato proprio sulle evidenze riguardanti la patogenicità della proteina spike virale utilizzata nei vaccini (nessuna evidenza del genere oggi). Ragionamento evidentemente troppo complesso per certi, che paradossalmente inalberano la bandiera dello scetticismo, dimenticandosi che in medicina, e nella scienza in generale, lo scetticismo è fondamentale ma deve essere "sano", ovvero fondato su prove e ragionamenti, non sulla diffidenza di chi non capendo nulla ringhia a chiunque nel dubbio che "lo stiano a cojonà". Altrimenti lo scetticismo assoluto si trasforma ben presto in paranoia e delirio di persecuzione. In altri termini, costoro incarnano la Caporetto dell'ideale aspirazione cui tutti puntavamo in pandemia, ovvero di affrancarci dalla lettura dei fatti da parte di "televirologi" vari e altro sottobosco/sottopancia di regime, per invece essere in grado di leggere e comprendere autonomamente le fonti e farci un'opinione nostra solida e fondata. Costoro confermano al contrario la constatazione che il dissenso aprioristico è alla fine fine solo l'altra faccia o forse proprio il fratello gemello dell'aprioristico consenso, e che entrambi finiscono per essere utili alla narrazione di sistema. Utili nel senso che intendeva il mai abbastanza compianto Vladimir Il'ič Ul'janov. Fortunatamente sono pochi, ma il sistema ha già dimostrato in pandemia di saperli sapientemente utilizzare, e c'è da star certi che lo farà ancora in futuro, perché è così che funziona.
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IL SEMESTRE FILTRO 🌺🌺🌺
E i filtri che mancano dove servirebbero.
NEI NOSTRI OSPEDALI MEDICI CON LAUREA NON RICONOSCIUTA IN ITALIA
Domani 11 giugno ore 13:00 dalla sala stampa della Regione del Veneto la denuncia dell'Associazione ContiamoCi.
TUTTI DEVONO SAPERLO
https://www.facebook.com/watch/?v=1034209075960454
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NEI NOSTRI OSPEDALI MEDICI CON LAUREA NON RICONOSCIUTA IN ITALIA
Domani 11 giugno ore 13:00 dalla sala stampa della Regione del Veneto la denuncia dell'Associazione ContiamoCi.
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Forwarded from Di.Co.Si. ContiamoCi!
Medici stranieri nei Pronto Soccorso: emergenza o soluzione?
👉 https://www.youtube.com/watch?v=t4tgPdtm4D4
Oggi, dalla Sala Stampa della Regione Veneto, Dario Giacomini, medico radiologo, presidente del sindacato Di.Co.Sì. e presidente dell'associazione ContiamoCi!, ha partecipato a una conferenza stampa dedicata a un tema sempre più centrale nel dibattito sulla sanità pubblica: l'impiego nei servizi di emergenza e urgenza di medici formati all'estero e non ancora in possesso della piena equipollenza del titolo secondo i percorsi ordinari previsti in Italia.
La questione non riguarda la provenienza dei professionisti, ma le scelte che hanno portato il sistema sanitario a una carenza cronica di personale, tale da richiedere misure straordinarie per garantire la continuità dell'assistenza.
ContiamoCi! ha richiamato l'attenzione sulla necessità di affrontare le cause profonde della crisi: la progressiva perdita di attrattività delle professioni sanitarie, le difficoltà organizzative, i carichi di lavoro sempre più gravosi e la mancanza di una programmazione di lungo periodo.
Quando una soluzione emergenziale rischia di trasformarsi in una modalità ordinaria di gestione, è doveroso interrogarsi sulle conseguenze per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, per la qualità delle cure e per la tutela dei cittadini.
Il tema non è trovare una risposta per domani mattina. Il tema è capire quale modello di sanità vogliamo consegnare ai cittadini nei prossimi anni.
La salute non è una merce e non può essere governata esclusivamente da logiche economiche o manageriali. È un bene comune che appartiene a tutti.
Per questo ContiamoCi! continua a lavorare per costruire un'alleanza tra cittadini e professionisti sanitari, con l'obiettivo di promuovere una profonda riforma del Servizio Sanitario Nazionale, restituendo centralità alla persona, alla qualità delle cure e alla tutela del diritto alla salute.
🎥 Guarda il video:
https://www.youtube.com/watch?v=t4tgPdtm4D4
🔹 Dona il tuo 5×1000 a ContiamoCi!
Codice Fiscale: 95145180246
🔹 https://www.contiamoci.net/iscrizione
#ContiamoCi #DarioGiacomini #RegioneVeneto #SanitàPubblica #ProntoSoccorso #ServizioSanitarioNazionale #DirittoAllaSalute
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Oggi, dalla Sala Stampa della Regione Veneto, Dario Giacomini, medico radiologo, presidente del sindacato Di.Co.Sì. e presidente dell'associazione ContiamoCi!, ha partecipato a una conferenza stampa dedicata a un tema sempre più centrale nel dibattito sulla sanità pubblica: l'impiego nei servizi di emergenza e urgenza di medici formati all'estero e non ancora in possesso della piena equipollenza del titolo secondo i percorsi ordinari previsti in Italia.
La questione non riguarda la provenienza dei professionisti, ma le scelte che hanno portato il sistema sanitario a una carenza cronica di personale, tale da richiedere misure straordinarie per garantire la continuità dell'assistenza.
ContiamoCi! ha richiamato l'attenzione sulla necessità di affrontare le cause profonde della crisi: la progressiva perdita di attrattività delle professioni sanitarie, le difficoltà organizzative, i carichi di lavoro sempre più gravosi e la mancanza di una programmazione di lungo periodo.
Quando una soluzione emergenziale rischia di trasformarsi in una modalità ordinaria di gestione, è doveroso interrogarsi sulle conseguenze per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale, per la qualità delle cure e per la tutela dei cittadini.
Il tema non è trovare una risposta per domani mattina. Il tema è capire quale modello di sanità vogliamo consegnare ai cittadini nei prossimi anni.
La salute non è una merce e non può essere governata esclusivamente da logiche economiche o manageriali. È un bene comune che appartiene a tutti.
Per questo ContiamoCi! continua a lavorare per costruire un'alleanza tra cittadini e professionisti sanitari, con l'obiettivo di promuovere una profonda riforma del Servizio Sanitario Nazionale, restituendo centralità alla persona, alla qualità delle cure e alla tutela del diritto alla salute.
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Qualità e sicurezza delle cure: perché diciamo no all’applicazione dell’art. 15 del DL 35/2023
Il consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) interverrà sul tema: “Qualità e sicurezza delle cure: perché diciamo no all’applicazione dell’art. 15 del DL 35/2023”, (convertito con Legge n. 58/2023) che autorizza l'impiego temporaneo di personale…
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Forwarded from Nexus Next
Segnaliamo in questo numero di
NEXUS New Times il documentato articolo
di Dario Giacomini e Marco Cosentino:
📄 «Vaccini COVID-19, emergenza sanitaria e diritti costituzionali»
Non uno schieramento «contro» o «a favore». Ma domande che la comunicazione ufficiale ha spesso ignorato:
🔍 Cosa sappiamo davvero dei vaccini a mRNA?
⚠️ Perché la farmacovigilanza ha sottostimato gli effetti avversi?
🛡️ L’immunità naturale è stata trascurata?
📜 Il Green Pass ha reso il consenso una scelta condizionata?
👉 Un’analisi rigorosa su tecnologie mai sperimentate su larga scala, sotto segnalazione, miocarditi, scudo penale e dibattito scientifico compresso.
Leggi l’articolo completo su Nexus New Times nr.178 👇
https://nexusedizioni.it/collections/nexus-new-times/products/nexus-new-times-nr-178
NEXUS New Times il documentato articolo
di Dario Giacomini e Marco Cosentino:
📄 «Vaccini COVID-19, emergenza sanitaria e diritti costituzionali»
Non uno schieramento «contro» o «a favore». Ma domande che la comunicazione ufficiale ha spesso ignorato:
🔍 Cosa sappiamo davvero dei vaccini a mRNA?
⚠️ Perché la farmacovigilanza ha sottostimato gli effetti avversi?
🛡️ L’immunità naturale è stata trascurata?
📜 Il Green Pass ha reso il consenso una scelta condizionata?
👉 Un’analisi rigorosa su tecnologie mai sperimentate su larga scala, sotto segnalazione, miocarditi, scudo penale e dibattito scientifico compresso.
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MAID 🌺🌺🌺
I mondiali di calcio di quest'anno si giocano tra l'altro in Canada e stasera è in campo la squadra canadese. Difficile tuttavia seguire la partita senza pensare che, proprio in Canada, la pratica del suicidio assistito e dell'eutanasia ha visto negli ultimi anni una crescita enorme. Nel 2024, sono stati uccisi 16.499 cittadini canadesi, che rappresentano circa il 5% di tutti i decessi avvenuti in Canada e finiscono per essere più delle morti per diabete e Alzheimer. Dal 2016 (anno di avvio dell'omicidio di stato) al 2023 sono stati uccisi in 60.301. Nel solo 2023, 15.343 (circa il 4,7% del totale) e nel 2024 16.499 decessi (circa il 5%). La pratica da quelle parti viene chiamata MAID, termine che in inglese starebbe per "domestica" o "cameriera" ma che in questo contesto viene utilizzato come acronimo di Medical Assistance in Dying. A suo modo una pulizia.
I mondiali di calcio di quest'anno si giocano tra l'altro in Canada e stasera è in campo la squadra canadese. Difficile tuttavia seguire la partita senza pensare che, proprio in Canada, la pratica del suicidio assistito e dell'eutanasia ha visto negli ultimi anni una crescita enorme. Nel 2024, sono stati uccisi 16.499 cittadini canadesi, che rappresentano circa il 5% di tutti i decessi avvenuti in Canada e finiscono per essere più delle morti per diabete e Alzheimer. Dal 2016 (anno di avvio dell'omicidio di stato) al 2023 sono stati uccisi in 60.301. Nel solo 2023, 15.343 (circa il 4,7% del totale) e nel 2024 16.499 decessi (circa il 5%). La pratica da quelle parti viene chiamata MAID, termine che in inglese starebbe per "domestica" o "cameriera" ma che in questo contesto viene utilizzato come acronimo di Medical Assistance in Dying. A suo modo una pulizia.
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ALLUCINAZIONI ACCADEMICHE 🌺🌺🌺
Wikipedia ci informa che AlmaLaurea è un consorzio, fondato nel 1994 da un gruppo di ricercatori dell'Università di Bologna a cui aderiscono 84 atenei italiani e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con la finalità di realizzare studi statistici sul mondo universitario italiano.
Fin qui tutto bene. Non fosse che poi i numeri prodotti, che in sé paiono oggettivi, vengono interpretati secondo visioni del mondo quanto meno soggettive. E così taluni seriamente ritengono ad esempio di poter attribuire a un ateneo il merito per l'occupazione o per lo stipendio che il laureato ottiene una volta terminati gli studi.
https://www.ildolomiti.it/societa/2026/dopo-5-anni-dalla-laurea-alluniversita-di-trento-stipendi-netti-sopra-i-2000-euro-il-rapporto-almalaurea-premia-lateneo-trentino-dove-a-25-anni-si-chiude
Il dubbio che la ragione al contrario possa ritrovarsi nelle caratteristiche del mercato del lavoro del territorio su cui insiste il medesimo ateneo non pare sfiorare la mente di nessuno. E che dunque non sia "colpa" delle università se al sud i tassi di occupazione e gli stipendi sono più bassi mentre sono più alti al nord. E dire che i docenti universitari sono l'intellighentsia del paese e dunque a certe conclusioni dovrebbero arrivare facilmente.
Ancor più curioso è gloriarsi di laureare le persone in poco tempo e con voti alti.
https://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/formazione-e-occupazione-universita-insubria-c1160c07
"Ottieni quel che misuri" è un principio fondamentale della scienza gestionale delle organizzazioni. C'è dunque da sorprendersi se le università laureano velocemente e con voti alti di fronte al ministero che utilizza i tempi di laurea e i voti come parametri di "qualità" degli atenei? Nei consigli di corso si discetta tranquillamente della necessità di alzare i voti proprio perché questi sono poi parametro di valutazione ministeriale. Davvero conviene vantarsi di certe cose?
Nulla purtroppo su questioni legate al mondo reale, tipo le aule, i laboratori, i servizi, i trasporti, la residenzialità e via dicendo. Roba noiosa, controcorrente e divisiva, che non alimenta il senso di appartenenza e rivela più che altro bastian contrari malpancisti e pure un poco passatisti.
E d'altra parte, è probabile che su certe visioni di merito (a loro volta sempre connesse a graduatorie e classifiche, che pare che nulla più al mondo possa esistere se non viene ordinato da "er più" e "er meno"), che a certi fastidiosi passatisti tradizionalisti paiono pure allucinatorie, si saldino invece gli interessi e le convenienze di studenti e famiglie: lauree rapide e con voti alti! Cosa chiedere di meglio al sistema? E se l'università smette di essere motore di sviluppo del paese e si adegua al sistema, pare abbastanza ovvio che il sistema medesimo la lodi e la premi. Come di fatto accade.
Wikipedia ci informa che AlmaLaurea è un consorzio, fondato nel 1994 da un gruppo di ricercatori dell'Università di Bologna a cui aderiscono 84 atenei italiani e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con la finalità di realizzare studi statistici sul mondo universitario italiano.
Fin qui tutto bene. Non fosse che poi i numeri prodotti, che in sé paiono oggettivi, vengono interpretati secondo visioni del mondo quanto meno soggettive. E così taluni seriamente ritengono ad esempio di poter attribuire a un ateneo il merito per l'occupazione o per lo stipendio che il laureato ottiene una volta terminati gli studi.
https://www.ildolomiti.it/societa/2026/dopo-5-anni-dalla-laurea-alluniversita-di-trento-stipendi-netti-sopra-i-2000-euro-il-rapporto-almalaurea-premia-lateneo-trentino-dove-a-25-anni-si-chiude
Il dubbio che la ragione al contrario possa ritrovarsi nelle caratteristiche del mercato del lavoro del territorio su cui insiste il medesimo ateneo non pare sfiorare la mente di nessuno. E che dunque non sia "colpa" delle università se al sud i tassi di occupazione e gli stipendi sono più bassi mentre sono più alti al nord. E dire che i docenti universitari sono l'intellighentsia del paese e dunque a certe conclusioni dovrebbero arrivare facilmente.
Ancor più curioso è gloriarsi di laureare le persone in poco tempo e con voti alti.
https://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/formazione-e-occupazione-universita-insubria-c1160c07
"Ottieni quel che misuri" è un principio fondamentale della scienza gestionale delle organizzazioni. C'è dunque da sorprendersi se le università laureano velocemente e con voti alti di fronte al ministero che utilizza i tempi di laurea e i voti come parametri di "qualità" degli atenei? Nei consigli di corso si discetta tranquillamente della necessità di alzare i voti proprio perché questi sono poi parametro di valutazione ministeriale. Davvero conviene vantarsi di certe cose?
Nulla purtroppo su questioni legate al mondo reale, tipo le aule, i laboratori, i servizi, i trasporti, la residenzialità e via dicendo. Roba noiosa, controcorrente e divisiva, che non alimenta il senso di appartenenza e rivela più che altro bastian contrari malpancisti e pure un poco passatisti.
E d'altra parte, è probabile che su certe visioni di merito (a loro volta sempre connesse a graduatorie e classifiche, che pare che nulla più al mondo possa esistere se non viene ordinato da "er più" e "er meno"), che a certi fastidiosi passatisti tradizionalisti paiono pure allucinatorie, si saldino invece gli interessi e le convenienze di studenti e famiglie: lauree rapide e con voti alti! Cosa chiedere di meglio al sistema? E se l'università smette di essere motore di sviluppo del paese e si adegua al sistema, pare abbastanza ovvio che il sistema medesimo la lodi e la premi. Come di fatto accade.
il Dolomiti
Dopo 5 anni dalla laurea all'Università di Trento, stipendi netti sopra i 2.000 euro: il rapporto AlmaLaurea premia l'Ateneo trentino…
TRENTO. ''I nostri studenti? Arrivano alla laurea con maggiore regolarità negli studi, età inferiore e voto migliore rispetto al quadro nazionale. Un altro aspetto interessante è la composizione con
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FIDATY 🌺🌺🌺
Tra i titoli del fine settimana di Farmacista33, uno dei principali notiziari che finiscono nelle caselle di posta elettronica di medici, farmacisti e sanitari di tutto il paese, spicca quello su un progetto di ricerca inglese che si propone di incrociare i dati di spesa ottenuti tramite le tessere fedeltà della grande distribuzione organizzata e delle farmacie con le diagnosi di tumore, per verificare l'ipotesi che certe modifiche di acquisto, in specie di vitamine e integratori vari, possano essere "predittive" dello sviluppo di tumori.
Spiega l'articolo: "Secondo gli autori, il dato riflette la tendenza di molte persone a gestire autonomamente sintomi vaghi e non allarmanti, ricorrendo all'automedicazione, al consiglio del farmacista, di familiari o alle informazioni reperite online, piuttosto che rivolgersi subito al medico."
Aspettiamoci risultati favorevoli, e - soprattutto - che questi risultati costituiscano un ulteriore mattone all'edificio narrativo la cui costruzione è in corso da tempo, secondo cui è di fondamentale importanza raccogliere e associare tutti i dati personali per meglio tutelare la salute del cittadino. Perché questo è l'assioma della "medicina predittiva": sempre più dati per predire sempre meglio. Con la promessa oggi di curarti sempre meglio domani. Ma senza dirti che, se domani riceverai la previsione oltre una certa soglia di probabilità di sviluppare un tumore, la possibilità di curarlo sarà direttamente collegata all'esistenza di un sistema sanitario pubblico e universalistico, precisamente quello che oggi è progressivamente in corso di smantellamento. Mentre le assicurazioni si faranno i loro conti sulla convenienza di curare malattie complesse e costose. E probabilmente di questo passo anche lo stato, strangolato dai vincoli di bilancio, si chiederà che politiche adottare nei confronti di un settantenne sano in pensione per il quale la "medicina predittiva" predice ancora venti-venticinque anni di buona salute.
https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/33226/farmaci-da-banco-abitudini-di-acquisto-campanello-d-allarme-di-tumori-non-diagnosticati.html
Tra i titoli del fine settimana di Farmacista33, uno dei principali notiziari che finiscono nelle caselle di posta elettronica di medici, farmacisti e sanitari di tutto il paese, spicca quello su un progetto di ricerca inglese che si propone di incrociare i dati di spesa ottenuti tramite le tessere fedeltà della grande distribuzione organizzata e delle farmacie con le diagnosi di tumore, per verificare l'ipotesi che certe modifiche di acquisto, in specie di vitamine e integratori vari, possano essere "predittive" dello sviluppo di tumori.
Spiega l'articolo: "Secondo gli autori, il dato riflette la tendenza di molte persone a gestire autonomamente sintomi vaghi e non allarmanti, ricorrendo all'automedicazione, al consiglio del farmacista, di familiari o alle informazioni reperite online, piuttosto che rivolgersi subito al medico."
Aspettiamoci risultati favorevoli, e - soprattutto - che questi risultati costituiscano un ulteriore mattone all'edificio narrativo la cui costruzione è in corso da tempo, secondo cui è di fondamentale importanza raccogliere e associare tutti i dati personali per meglio tutelare la salute del cittadino. Perché questo è l'assioma della "medicina predittiva": sempre più dati per predire sempre meglio. Con la promessa oggi di curarti sempre meglio domani. Ma senza dirti che, se domani riceverai la previsione oltre una certa soglia di probabilità di sviluppare un tumore, la possibilità di curarlo sarà direttamente collegata all'esistenza di un sistema sanitario pubblico e universalistico, precisamente quello che oggi è progressivamente in corso di smantellamento. Mentre le assicurazioni si faranno i loro conti sulla convenienza di curare malattie complesse e costose. E probabilmente di questo passo anche lo stato, strangolato dai vincoli di bilancio, si chiederà che politiche adottare nei confronti di un settantenne sano in pensione per il quale la "medicina predittiva" predice ancora venti-venticinque anni di buona salute.
https://www.farmacista33.it/aggiornamento-professionale/33226/farmaci-da-banco-abitudini-di-acquisto-campanello-d-allarme-di-tumori-non-diagnosticati.html
www.farmacista33.it
Farmaci da banco, abitudini di acquisto campanello d’allarme di tumori non diagnosticati | Farmacista33
Uno studio britannico analizzerà i dati di acquisto di farmaci da banco raccolti tramite le carte fedeltà di farmacie e grande distribuzione per verificare se alcuni cambiamenti nelle abitudini di consumo possano anticipare la diagnosi di diverse forme tumorali.…
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ERRORE DI SISTEMA 🌺🌺🌺
In Matrix era un déjà-vu (il gatto nero che passava due volte identiche e che indicava una modifica nel codice), qui è un comunicato della Federazione Russa per una volta riportato su un sito ufficiale del mainstream come Rai Radio1. Il comunicato offre il punto di vista russo sull'ordigno caduto sul monastero delle Grotte di Kiev, uno dei maggiori santuari della fede ortodossa. La versione russa è credibile per molteplici motivi: gli obiettivi russi sono stati fin qui tutti militari, gli ucraini hanno già disseminato loro droni un po' ovunque più o meno per errore o anche no ed è verosimile che abbiano difficoltà a utilizzare le armi cedute loro dall'occidente. Al netto della possibilità sempre presente di un "false flag". Rimane il fatto che il titolo deve comunque cercare di intaccare per quanto possibile la lettura della notizia da parte di quella maggioranza di pubblico che al titolo si ferma. Così, come l'altro giorno il sondaggio d'opinione non era "sei italiani su sette contrari alle armi a Kiev" bensì "uno su sette favorevole", oggi è "Mosca si difende" e il "missile scaduto", che peraltro per certi versi rende comunque l'idea. L'interesse principale tuttavia è rappresentato dai commenti sotto il post sulla pagina di Radio1, pienamente in accordo con i "sei italiani su sette". A dire che gran parte delle persone dimostra alla fine molto più buon senso di chi pretenderebbe di orientarne le opinioni.
https://www.facebook.com/Radio1Rai/posts/pfbid0i2ARSdz4RCnVG7oDUFFMPzmobEcpRg5Mu3m9QvM1DiAUKxM8qYfPJSSQC6rYHjQQl
In Matrix era un déjà-vu (il gatto nero che passava due volte identiche e che indicava una modifica nel codice), qui è un comunicato della Federazione Russa per una volta riportato su un sito ufficiale del mainstream come Rai Radio1. Il comunicato offre il punto di vista russo sull'ordigno caduto sul monastero delle Grotte di Kiev, uno dei maggiori santuari della fede ortodossa. La versione russa è credibile per molteplici motivi: gli obiettivi russi sono stati fin qui tutti militari, gli ucraini hanno già disseminato loro droni un po' ovunque più o meno per errore o anche no ed è verosimile che abbiano difficoltà a utilizzare le armi cedute loro dall'occidente. Al netto della possibilità sempre presente di un "false flag". Rimane il fatto che il titolo deve comunque cercare di intaccare per quanto possibile la lettura della notizia da parte di quella maggioranza di pubblico che al titolo si ferma. Così, come l'altro giorno il sondaggio d'opinione non era "sei italiani su sette contrari alle armi a Kiev" bensì "uno su sette favorevole", oggi è "Mosca si difende" e il "missile scaduto", che peraltro per certi versi rende comunque l'idea. L'interesse principale tuttavia è rappresentato dai commenti sotto il post sulla pagina di Radio1, pienamente in accordo con i "sei italiani su sette". A dire che gran parte delle persone dimostra alla fine molto più buon senso di chi pretenderebbe di orientarne le opinioni.
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Radio1 Rai
🔵#Mosca Secondo il ministero della difesa russo sarebbe stato un missile patriot di fabbricazioneUsa a colpire gli edifici del monastero di Pechersk a Kiev. "Secondo informazioni confermate, gli...
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NON FRANGAR NEC FLECTAR 🌺🌺🌺
Il motto latino recitava "frangar non flectar", mi spezzo ma non mi piego. Al contrario, le politiche USA sui vaccini covid non solo non si spezzano ma nemmeno si piegano. Maryanne Demasi ci informa lo scorso fine settimana che, malgrado sotto la guida di RFKjr i CDC abbiano rimosso la raccomandazione dei vaccini covid ai bambini, ora al tempo stesso stanziano tre quarti di miliardo di dollari per acquistare i medesimi vaccini proprio per i bambini. Per cui non sono più raccomandati. Ma l'amministrazione stanzia un'enormità per acquistarli. Demasi si ferma a dire che il quadro decisionale rimane incomprensibile, ma ci si può tranquillamente spingere a considerare come malgrado le probabili buone intenzioni di un "pezzo grosso" come RFKjr, il sistema sia soggetto a forze che non si modificano da un giorno all'altro, e forse nemmeno da un mandato presidenziale all'altro, come ha con la più chiara evidenza mostrato la liquidazione di figure di altissimo profilo scientifico, professionale e deontologico, quale ad esempio Vinay Prasad, reo di aver concretamente perseguito una politica di approvazione e uso dei medicinali basata su prove di efficacia e beneficio concreto. Perché i proclami passino pure, che aiutano anche a sciacquare la coscienza di qualche anima bella, ma poi non vorremo mica fare sul serio...
https://blog.maryannedemasi.com/p/cdc-commits-735-million-to-covid
Il motto latino recitava "frangar non flectar", mi spezzo ma non mi piego. Al contrario, le politiche USA sui vaccini covid non solo non si spezzano ma nemmeno si piegano. Maryanne Demasi ci informa lo scorso fine settimana che, malgrado sotto la guida di RFKjr i CDC abbiano rimosso la raccomandazione dei vaccini covid ai bambini, ora al tempo stesso stanziano tre quarti di miliardo di dollari per acquistare i medesimi vaccini proprio per i bambini. Per cui non sono più raccomandati. Ma l'amministrazione stanzia un'enormità per acquistarli. Demasi si ferma a dire che il quadro decisionale rimane incomprensibile, ma ci si può tranquillamente spingere a considerare come malgrado le probabili buone intenzioni di un "pezzo grosso" come RFKjr, il sistema sia soggetto a forze che non si modificano da un giorno all'altro, e forse nemmeno da un mandato presidenziale all'altro, come ha con la più chiara evidenza mostrato la liquidazione di figure di altissimo profilo scientifico, professionale e deontologico, quale ad esempio Vinay Prasad, reo di aver concretamente perseguito una politica di approvazione e uso dei medicinali basata su prove di efficacia e beneficio concreto. Perché i proclami passino pure, che aiutano anche a sciacquare la coscienza di qualche anima bella, ma poi non vorremo mica fare sul serio...
https://blog.maryannedemasi.com/p/cdc-commits-735-million-to-covid
Maryannedemasi
CDC commits $735 million to Covid vaccines for children
But the purchase is raising questions about whether the government had legal authority to make the commitment.
🤬25❤8😢6😐3🤣1