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PER NON DIMENTICARE 🌺🌺🌺
Il 23 maggio 1992 persero la vita nella strage mafiosa diCapaci il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Il 23 maggio 1992 persero la vita nella strage mafiosa diCapaci il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
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REPUTATIONAL LAUNDERING 🌺🌺🌺
"Il punto è semplice: la cicatrice non è una spiegazione, è una prova da interrogare. Il DNA non è un’assoluzione, è una vulnerabilità da correlare. La normalità dell’eco non è innocenza, è limite dello strumento. Il 'succedeva anche prima' non è un argomento, è una scappatoia. E il tentativo di seppellire la tossicità cardiaca dei vaccini Covid sotto il fondale delle patologie preesistenti non è scienza. È camouflage. Con il lessico giusto, il tono giusto, e la solita pretesa: non fate domande."
https://www.facebook.com/nuovoPP/posts/pfbid0VvNFMi9VCzf2eVVCRzMDDmfmrPSScNoFLPwMpnGkzCCZAfRGiS8vjSTxCrxK3pZfl
"Il punto è semplice: la cicatrice non è una spiegazione, è una prova da interrogare. Il DNA non è un’assoluzione, è una vulnerabilità da correlare. La normalità dell’eco non è innocenza, è limite dello strumento. Il 'succedeva anche prima' non è un argomento, è una scappatoia. E il tentativo di seppellire la tossicità cardiaca dei vaccini Covid sotto il fondale delle patologie preesistenti non è scienza. È camouflage. Con il lessico giusto, il tono giusto, e la solita pretesa: non fate domande."
https://www.facebook.com/nuovoPP/posts/pfbid0VvNFMi9VCzf2eVVCRzMDDmfmrPSScNoFLPwMpnGkzCCZAfRGiS8vjSTxCrxK3pZfl
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Paolo Puccetti
ARRESTI CARDIACI NEI GIOVANI: Quando DNA, cicatrici e risonanza magnetica diventano la mimetica perfetta per non parlare dei vaccini Covid
Ecco la nuova linea: se un giovane va in arresto cardiaco,...
Ecco la nuova linea: se un giovane va in arresto cardiaco,...
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I NAZISTI SIAMO NOI 🌺🌺🌺
Sono nato negli anni '60, e l'educazione che ho ricevuto mi porta ancora oggi ad associare l'eutanasia ai crimini dei regimi nazisti del '900.
https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/euthanasia-program
Vero è d'altra parte che l'eugenetica non è certo un prodotto del nazismo, cui anzi preesiste ampiamente essendo nata agli inizi del '900 in UK e poi rapidamente esportata in USA e Canada.
https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica
E questo aspetto nella mia educazione, ricevuta durante la guerra fredda da questo lato della cortina di ferro, proprio non c'era.
Così mi dico ora che non dovrei stupirmi, scoprendo che uno. dei primi studi, forse il primo, che si occupa dell'economia dell'eutanasia (fanno pure rima) risale al 1998, è statunitense ed è pubblicato sul prestigioso NEJM.
https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJM199807163390306
Così la premessa: "Nelle assemblee legislative statali, piuttosto che nelle aule di tribunale, le affermazioni fattuali sulla probabile portata e sulle implicazioni della legalizzazione del suicidio assistito assumono un ruolo preminente nel dibattito sulla legalizzazione. Particolarmente delicata in queste discussioni sarà la questione dei potenziali risparmi derivanti dalla legalizzazione del suicidio assistito e di come tali risparmi potrebbero influenzare il processo decisionale di istituzioni sanitarie, medici, famiglie e pazienti terminali."
Così, buttandola sul "tecnico", gli autori sviluppano la loro contabilità di morte, finendo per minimizzare, sostenendo implicitamente che i loro risultati dovrebbero servire a convincere l'eventuale legislatore alla ricerca di risparmi nel bilancio dello stato che uccidere i propri cittadini non sarebbe una strategia efficace.
Lo studio tuttavia riletto oggi ha parecchie limitazioni, ad esempio la stima della popolazione "eutanasizzabile" è fatta sui numeri di allora dell'Olanda, dove meno del 3% delle morti annue totali era da eutanasia. Oggi pare siano il 5,8%, dunque già raddoppiati. Inoltre lo studio considerava l'eutanasia dei terminali, un mese o al massimo due prima della morte attesa, ma oggi si è ampiamente sdoganata l'idea di una eutanasia, o suicidio assistito (che ipocrita distinzione!) come diritto di scelta razionale di fine vita ben prima della malattia terminale, spesso mentre si è ancora in salure, dunque i tempi si allungano e i risparmi (pubblici e privati) aumentano.
Nei quasi trenta anni passati da allora, sono cambiati sensibilità, valori, etica, cultura, società e il mondo nel suo complesso, con una pressione sempre maggiore verso scelte individualistiche e iperliberiste che inevitabilmente sfociano paradossalmente nella morte volontaria e programmata quale paradossale forma di recupero di un senso della vita ormai del tutto annichilito. Rimane spiazzante comunque, almeno per me, scoprire che l'eutanasia è oggi - nel civilissimo Canada (quello che bloccava in pandemia i conti correnti bancari per reprimere le proteste) - addirittura la quinta causa di morte nella popolazione generale, "scelta" da una persona su venti. Una su venti, oltre il 5%.
E uno studio canadese dello scorso anno esamina i potenziali risparmi nel caso di una politica pubblica di eutanasia attivamente proposta a gruppi "deboli" gli individui con gravi problemi di salute mentale, i senzatetto, i tossicodipendenti, gli anziani in pensione e le comunità indigene, con stime di risparmi cumulativi nei prossimi venti anni superiori ai mille miliardi (mille miliardi?) con quasi 3 milioni di cittadini uccisi (quasi 3 milioni).
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/00302228251323299
(continua nel post seguente)
Sono nato negli anni '60, e l'educazione che ho ricevuto mi porta ancora oggi ad associare l'eutanasia ai crimini dei regimi nazisti del '900.
https://encyclopedia.ushmm.org/content/it/article/euthanasia-program
Vero è d'altra parte che l'eugenetica non è certo un prodotto del nazismo, cui anzi preesiste ampiamente essendo nata agli inizi del '900 in UK e poi rapidamente esportata in USA e Canada.
https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenetica
E questo aspetto nella mia educazione, ricevuta durante la guerra fredda da questo lato della cortina di ferro, proprio non c'era.
Così mi dico ora che non dovrei stupirmi, scoprendo che uno. dei primi studi, forse il primo, che si occupa dell'economia dell'eutanasia (fanno pure rima) risale al 1998, è statunitense ed è pubblicato sul prestigioso NEJM.
https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJM199807163390306
Così la premessa: "Nelle assemblee legislative statali, piuttosto che nelle aule di tribunale, le affermazioni fattuali sulla probabile portata e sulle implicazioni della legalizzazione del suicidio assistito assumono un ruolo preminente nel dibattito sulla legalizzazione. Particolarmente delicata in queste discussioni sarà la questione dei potenziali risparmi derivanti dalla legalizzazione del suicidio assistito e di come tali risparmi potrebbero influenzare il processo decisionale di istituzioni sanitarie, medici, famiglie e pazienti terminali."
Così, buttandola sul "tecnico", gli autori sviluppano la loro contabilità di morte, finendo per minimizzare, sostenendo implicitamente che i loro risultati dovrebbero servire a convincere l'eventuale legislatore alla ricerca di risparmi nel bilancio dello stato che uccidere i propri cittadini non sarebbe una strategia efficace.
Lo studio tuttavia riletto oggi ha parecchie limitazioni, ad esempio la stima della popolazione "eutanasizzabile" è fatta sui numeri di allora dell'Olanda, dove meno del 3% delle morti annue totali era da eutanasia. Oggi pare siano il 5,8%, dunque già raddoppiati. Inoltre lo studio considerava l'eutanasia dei terminali, un mese o al massimo due prima della morte attesa, ma oggi si è ampiamente sdoganata l'idea di una eutanasia, o suicidio assistito (che ipocrita distinzione!) come diritto di scelta razionale di fine vita ben prima della malattia terminale, spesso mentre si è ancora in salure, dunque i tempi si allungano e i risparmi (pubblici e privati) aumentano.
Nei quasi trenta anni passati da allora, sono cambiati sensibilità, valori, etica, cultura, società e il mondo nel suo complesso, con una pressione sempre maggiore verso scelte individualistiche e iperliberiste che inevitabilmente sfociano paradossalmente nella morte volontaria e programmata quale paradossale forma di recupero di un senso della vita ormai del tutto annichilito. Rimane spiazzante comunque, almeno per me, scoprire che l'eutanasia è oggi - nel civilissimo Canada (quello che bloccava in pandemia i conti correnti bancari per reprimere le proteste) - addirittura la quinta causa di morte nella popolazione generale, "scelta" da una persona su venti. Una su venti, oltre il 5%.
E uno studio canadese dello scorso anno esamina i potenziali risparmi nel caso di una politica pubblica di eutanasia attivamente proposta a gruppi "deboli" gli individui con gravi problemi di salute mentale, i senzatetto, i tossicodipendenti, gli anziani in pensione e le comunità indigene, con stime di risparmi cumulativi nei prossimi venti anni superiori ai mille miliardi (mille miliardi?) con quasi 3 milioni di cittadini uccisi (quasi 3 milioni).
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/00302228251323299
(continua nel post seguente)
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(continua dal post precedente)
In attesa del primo studio italiano (che magari già esiste e semplicemente non lo conosco io), non posso che considerare come la pandemia, che mi ha mostrato concretamente come leggi razziali e campi di concentramento studiati sui libri di scuola siano in realtà prospettive concrete e dietro l'angolo in ogni momento, non fosse che un antipasto, col senno odierno nemmeno poi così indigesto, a fronte dell'eutanasia sdoganata quale possibile, e magari tra poco anche consigliabile e (perchè no?) elegante maniera di togliere il disturbo, perché di disturbo con ogni evidenza si tratterà.
In attesa del primo studio italiano (che magari già esiste e semplicemente non lo conosco io), non posso che considerare come la pandemia, che mi ha mostrato concretamente come leggi razziali e campi di concentramento studiati sui libri di scuola siano in realtà prospettive concrete e dietro l'angolo in ogni momento, non fosse che un antipasto, col senno odierno nemmeno poi così indigesto, a fronte dell'eutanasia sdoganata quale possibile, e magari tra poco anche consigliabile e (perchè no?) elegante maniera di togliere il disturbo, perché di disturbo con ogni evidenza si tratterà.
Holocaust Encyclopedia
Programma Eutanasia e Aktion T4 | Enciclopedia dell’Olocausto
Il Programma Eutanasia, nome in codice Aktion “T4”, consisttte nell’eliminazione sistematica delle persone disabili ricoverate nelle strutture sanitarie. Scopri di più sul programma nazista “Eutanasia”.
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SUI VACCINI DEI POLLI 🌺🌺🌺
Sabato scorso 23 maggio, l'Associazione ContiamoCi ha realizzato una conferenza pubblica sui temi dell'influenza aviaria e delle campagne vaccinali avicole. A questo link un video dell'incontro e il pdf del documento del Presidente di ContiamoCi Dario Giacomini.
https://www.contiamoci.net/post/influenza-aviaria-facciamo-chiarezza
*******
Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno commercializzati all’estero.
Prima cosa fondamentale: non si tratta di vaccini a mRNA.
I vaccini presi in considerazione per l’aviaria sono principalmente:
1. Vaccini inattivati
Contengono il virus “spento”, incapace di replicarsi e di causare malattia. Servono a mostrare al sistema immunitario dell’animale una sorta di “fotografia” del virus.
2. Vaccini ricombinanti a vettore virale
Usano un vettore già noto in avicoltura, come l’Herpesvirus del tacchino, per far riconoscere al sistema immunitario una proteina specifica del virus aviario, in particolare la H5. Anche in questo caso non parliamo di mRNA.
Un altro concetto centrale è DIVA, cioè la possibilità di distinguere gli animali vaccinati da quelli realmente infetti. Questo è essenziale per evitare che la vaccinazione nasconda la circolazione del virus negli allevamenti.
Perché allora gli animali vaccinati e i loro prodotti non possono essere esportati verso altri Paesi?
Non perché la carne cotta sia considerata pericolosa per il consumatore. Il problema principale non è alimentare, ma epidemiologico e commerciale.
Gli altri Paesi vogliono garanzie assolute su tracciabilità, controlli, sorveglianza e capacità di distinguere vaccinazione da infezione naturale. Finché il sistema è in fase pilota, animali, prodotti e sottoprodotti degli allevamenti coinvolti non vengono commercializzati all’estero.
Il cosiddetto “progetto pilota” non serve quindi solo a valutare il vaccino, ma soprattutto a testare tutto il sistema: allevamenti, ASL, laboratori, banche dati, tracciabilità, movimentazioni, certificazioni e rapporti commerciali internazionali.
La vera questione non è alimentare in senso stretto, ma riguarda il modello di gestione permanente del rischio, il rapporto tra salute, controllo, allevamenti, commercio e libertà decisionale.
Per approfondire tutti i passaggi scientifici, sanitari e politici, si rimanda alla lettura del documento completo.
Sabato scorso 23 maggio, l'Associazione ContiamoCi ha realizzato una conferenza pubblica sui temi dell'influenza aviaria e delle campagne vaccinali avicole. A questo link un video dell'incontro e il pdf del documento del Presidente di ContiamoCi Dario Giacomini.
https://www.contiamoci.net/post/influenza-aviaria-facciamo-chiarezza
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Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno commercializzati all’estero.
Prima cosa fondamentale: non si tratta di vaccini a mRNA.
I vaccini presi in considerazione per l’aviaria sono principalmente:
1. Vaccini inattivati
Contengono il virus “spento”, incapace di replicarsi e di causare malattia. Servono a mostrare al sistema immunitario dell’animale una sorta di “fotografia” del virus.
2. Vaccini ricombinanti a vettore virale
Usano un vettore già noto in avicoltura, come l’Herpesvirus del tacchino, per far riconoscere al sistema immunitario una proteina specifica del virus aviario, in particolare la H5. Anche in questo caso non parliamo di mRNA.
Un altro concetto centrale è DIVA, cioè la possibilità di distinguere gli animali vaccinati da quelli realmente infetti. Questo è essenziale per evitare che la vaccinazione nasconda la circolazione del virus negli allevamenti.
Perché allora gli animali vaccinati e i loro prodotti non possono essere esportati verso altri Paesi?
Non perché la carne cotta sia considerata pericolosa per il consumatore. Il problema principale non è alimentare, ma epidemiologico e commerciale.
Gli altri Paesi vogliono garanzie assolute su tracciabilità, controlli, sorveglianza e capacità di distinguere vaccinazione da infezione naturale. Finché il sistema è in fase pilota, animali, prodotti e sottoprodotti degli allevamenti coinvolti non vengono commercializzati all’estero.
Il cosiddetto “progetto pilota” non serve quindi solo a valutare il vaccino, ma soprattutto a testare tutto il sistema: allevamenti, ASL, laboratori, banche dati, tracciabilità, movimentazioni, certificazioni e rapporti commerciali internazionali.
La vera questione non è alimentare in senso stretto, ma riguarda il modello di gestione permanente del rischio, il rapporto tra salute, controllo, allevamenti, commercio e libertà decisionale.
Per approfondire tutti i passaggi scientifici, sanitari e politici, si rimanda alla lettura del documento completo.
ContiamoCi!
Influenza aviaria: facciamo chiarezza
Influenza aviaria: facciamo chiarezza - Dario Giacomini - ContiamoCi!
Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno…
Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno…
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Forwarded from ContiamoCi!
Influenza aviaria, vaccini e commercio estero: facciamo chiarezza
Guarda il video
👉 https://youtu.be/MGyA-8T5150
Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno commercializzati all’estero.
Prima cosa fondamentale: non si tratta di vaccini a mRNA.
I vaccini presi in considerazione per l’aviaria sono principalmente:
1. Vaccini inattivati
Contengono il virus “spento”, incapace di replicarsi e di causare malattia. Servono a mostrare al sistema immunitario dell’animale una sorta di “fotografia” del virus.
2. Vaccini ricombinanti a vettore virale
Usano un vettore già noto in avicoltura, come l’Herpesvirus del tacchino, per far riconoscere al sistema immunitario una proteina specifica del virus aviario, in particolare la H5. Anche in questo caso non parliamo di mRNA.
Un altro concetto centrale è DIVA, cioè la possibilità di distinguere gli animali vaccinati da quelli realmente infetti. Questo è essenziale per evitare che la vaccinazione nasconda la circolazione del virus negli allevamenti.
Perché allora gli animali vaccinati e i loro prodotti non possono essere esportati verso altri Paesi?
Non perché la carne cotta sia considerata pericolosa per il consumatore. Il problema principale non è alimentare, ma epidemiologico e commerciale.
Gli altri Paesi vogliono garanzie assolute su tracciabilità, controlli, sorveglianza e capacità di distinguere vaccinazione da infezione naturale. Finché il sistema è in fase pilota, animali, prodotti e sottoprodotti degli allevamenti coinvolti non vengono commercializzati all’estero.
Il cosiddetto “progetto pilota” non serve quindi solo a valutare il vaccino, ma soprattutto a testare tutto il sistema: allevamenti, ASL, laboratori, banche dati, tracciabilità, movimentazioni, certificazioni e rapporti commerciali internazionali.
La vera questione non è alimentare in senso stretto, ma riguarda il modello di gestione permanente del rischio, il rapporto tra salute, controllo, allevamenti, commercio e libertà decisionale.
Per approfondire tutti i passaggi scientifici, sanitari e politici, si rimanda alla lettura del documento completo.
Leggi il documento
👉 https://www.contiamoci.net/post/influenza-aviaria-facciamo-chiarezza
Guarda il video
👉 https://youtu.be/MGyA-8T5150
Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno commercializzati all’estero.
Prima cosa fondamentale: non si tratta di vaccini a mRNA.
I vaccini presi in considerazione per l’aviaria sono principalmente:
1. Vaccini inattivati
Contengono il virus “spento”, incapace di replicarsi e di causare malattia. Servono a mostrare al sistema immunitario dell’animale una sorta di “fotografia” del virus.
2. Vaccini ricombinanti a vettore virale
Usano un vettore già noto in avicoltura, come l’Herpesvirus del tacchino, per far riconoscere al sistema immunitario una proteina specifica del virus aviario, in particolare la H5. Anche in questo caso non parliamo di mRNA.
Un altro concetto centrale è DIVA, cioè la possibilità di distinguere gli animali vaccinati da quelli realmente infetti. Questo è essenziale per evitare che la vaccinazione nasconda la circolazione del virus negli allevamenti.
Perché allora gli animali vaccinati e i loro prodotti non possono essere esportati verso altri Paesi?
Non perché la carne cotta sia considerata pericolosa per il consumatore. Il problema principale non è alimentare, ma epidemiologico e commerciale.
Gli altri Paesi vogliono garanzie assolute su tracciabilità, controlli, sorveglianza e capacità di distinguere vaccinazione da infezione naturale. Finché il sistema è in fase pilota, animali, prodotti e sottoprodotti degli allevamenti coinvolti non vengono commercializzati all’estero.
Il cosiddetto “progetto pilota” non serve quindi solo a valutare il vaccino, ma soprattutto a testare tutto il sistema: allevamenti, ASL, laboratori, banche dati, tracciabilità, movimentazioni, certificazioni e rapporti commerciali internazionali.
La vera questione non è alimentare in senso stretto, ma riguarda il modello di gestione permanente del rischio, il rapporto tra salute, controllo, allevamenti, commercio e libertà decisionale.
Per approfondire tutti i passaggi scientifici, sanitari e politici, si rimanda alla lettura del documento completo.
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👉 https://www.contiamoci.net/post/influenza-aviaria-facciamo-chiarezza
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Influenza aviaria: tra vaccini, cibo sicuro e vigilanza sanitaria - Dario Giacomini - ContiamoCi!
Influenza aviaria, vaccini e commercio estero: facciamo chiarezza
Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno…
Nel dibattito sull’influenza aviaria si sta creando molta confusione. Uno dei punti più importanti riguarda che tipo di vaccino verrà utilizzato e perché gli animali vaccinati non saranno…
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Forwarded from Di.Co.Si. ContiamoCi!
Contratto_farmacisti.pdf
4.2 MB
IL FARMACISTA È SANITARIO PER LEGGE, MA COMMERCIALE PER CONTRATTO. È ORA DI APRIRE UN CONFRONTO.
La figura del farmacista dipendente di farmacia privata vive oggi una contraddizione sempre meno sostenibile.
Da un lato, il farmacista è un professionista sanitario: iscritto a un Ordine, soggetto a obblighi formativi ECM, responsabilità professionale, vigilanza disciplinare e funzioni sempre più integrate nel sistema sanitario territoriale.
Dall’altro lato, il suo rapporto di lavoro continua a essere regolato da un impianto contrattuale collocato nell’area del commercio/terziario, con livelli retributivi e classificatori che non riflettono pienamente la natura sanitaria della professione né le responsabilità oggi richieste.
La farmacia è sempre più presidio sanitario di prossimità.
Il farmacista partecipa ogni giorno a prevenzione, educazione sanitaria, aderenza terapeutica, servizi territoriali e presa in carico del cittadino.
Ma a questa evoluzione del ruolo non corrisponde un adeguato riconoscimento contrattuale, professionale ed economico.
Per questo chiediamo l’apertura urgente di un confronto nazionale politico-sindacale e istituzionale sull’inquadramento del farmacista dipendente di farmacia privata.
Non si tratta di una battaglia ideologica.
Si tratta di restituire coerenza e dignità a una professione sanitaria che il sistema continua a caricare di obblighi, responsabilità e nuove funzioni.
Il farmacista non può essere sanitario per la legge, ordinistico per gli obblighi, responsabile per il rischio professionale, ma commerciale per contratto.
In allegato il documento integrale trasmesso alle istituzioni e agli organismi competenti.
Di.Co.Si. ContiamoCi!
Settore Farmacisti
#Farmacisti #Farmacia #Sanità #Contratto #CCNL #ProfessioniSanitarie #FarmaciaDeiServizi #Lavoro #Diritti #DiCoSiContiamoCi
La figura del farmacista dipendente di farmacia privata vive oggi una contraddizione sempre meno sostenibile.
Da un lato, il farmacista è un professionista sanitario: iscritto a un Ordine, soggetto a obblighi formativi ECM, responsabilità professionale, vigilanza disciplinare e funzioni sempre più integrate nel sistema sanitario territoriale.
Dall’altro lato, il suo rapporto di lavoro continua a essere regolato da un impianto contrattuale collocato nell’area del commercio/terziario, con livelli retributivi e classificatori che non riflettono pienamente la natura sanitaria della professione né le responsabilità oggi richieste.
La farmacia è sempre più presidio sanitario di prossimità.
Il farmacista partecipa ogni giorno a prevenzione, educazione sanitaria, aderenza terapeutica, servizi territoriali e presa in carico del cittadino.
Ma a questa evoluzione del ruolo non corrisponde un adeguato riconoscimento contrattuale, professionale ed economico.
Per questo chiediamo l’apertura urgente di un confronto nazionale politico-sindacale e istituzionale sull’inquadramento del farmacista dipendente di farmacia privata.
Non si tratta di una battaglia ideologica.
Si tratta di restituire coerenza e dignità a una professione sanitaria che il sistema continua a caricare di obblighi, responsabilità e nuove funzioni.
Il farmacista non può essere sanitario per la legge, ordinistico per gli obblighi, responsabile per il rischio professionale, ma commerciale per contratto.
In allegato il documento integrale trasmesso alle istituzioni e agli organismi competenti.
Di.Co.Si. ContiamoCi!
Settore Farmacisti
#Farmacisti #Farmacia #Sanità #Contratto #CCNL #ProfessioniSanitarie #FarmaciaDeiServizi #Lavoro #Diritti #DiCoSiContiamoCi
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L'INTELLIGENZA DEL PAPA 🌺🌺🌺
Il Manifesto si diletta ad adombrare l'uso dell'IA nell'enciclica papale Magnifica Humanitas.
https://ilmanifesto.it/magnifica-humanitas-ce-chi-dubita-della-mano-del-papa
Ora, la questione probabilmente appassiona taluni, ma anche a volerla prendere sul serio c'è un problema di fondo prima di tutto di natura tecnica: mentre il plagio è oggettivabile con l'identificazione delle fonti, l'uso di IA è un atto di fede sui verdetti di un'altra IA. D'accordo che in fatto di fede nessuno dovrebbe battere il Papa, e tuttavia questo è un aspetto particolare del problema generale che riguarda la sostanziale (im)possibilità di verificare i risultati delle IA su qualsiasi fronte. O ci credi o non ci credi. E mentre a Dio conviene credere, come raccomanda anche Blaise Pascal, trovo che di fronte all'IA convenga al contrario non credere. Mai.
Nel frattempo, come sempre un documento andrebbe letto prima di iniziare a commentarlo, e c'è da dubitare che chi si è affrettato a darlo in pasto ai vari software di analisi lo abbia fatto.
https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html
Si scoprirebbero così vari passaggi interessanti e ampiamente condivisibili, ad esempio sulla dignità del lavoro, che inducono a ritenere che nel tempo presente e in particolar modo per la società occidentale la Chiesa Cattolica Romana rimanga l'unico soggetto in grado (forse) di proporre una bussola etica in un mondo in preda al più sfrenato imbarbarimento ultraliberista.
Senza scordare una lettura geopolitica delle recenti prese di posizione vaticane, per la quale ci soccorre l'analisi profonda e precisa di Margherita Furlan:
https://telegra.ph/Lunzione-di-Leone-XIV-Perch%C3%A9-Anthropic-cerca-casa-a-Roma-05-25
Il Manifesto si diletta ad adombrare l'uso dell'IA nell'enciclica papale Magnifica Humanitas.
https://ilmanifesto.it/magnifica-humanitas-ce-chi-dubita-della-mano-del-papa
Ora, la questione probabilmente appassiona taluni, ma anche a volerla prendere sul serio c'è un problema di fondo prima di tutto di natura tecnica: mentre il plagio è oggettivabile con l'identificazione delle fonti, l'uso di IA è un atto di fede sui verdetti di un'altra IA. D'accordo che in fatto di fede nessuno dovrebbe battere il Papa, e tuttavia questo è un aspetto particolare del problema generale che riguarda la sostanziale (im)possibilità di verificare i risultati delle IA su qualsiasi fronte. O ci credi o non ci credi. E mentre a Dio conviene credere, come raccomanda anche Blaise Pascal, trovo che di fronte all'IA convenga al contrario non credere. Mai.
Nel frattempo, come sempre un documento andrebbe letto prima di iniziare a commentarlo, e c'è da dubitare che chi si è affrettato a darlo in pasto ai vari software di analisi lo abbia fatto.
https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html
Si scoprirebbero così vari passaggi interessanti e ampiamente condivisibili, ad esempio sulla dignità del lavoro, che inducono a ritenere che nel tempo presente e in particolar modo per la società occidentale la Chiesa Cattolica Romana rimanga l'unico soggetto in grado (forse) di proporre una bussola etica in un mondo in preda al più sfrenato imbarbarimento ultraliberista.
Senza scordare una lettura geopolitica delle recenti prese di posizione vaticane, per la quale ci soccorre l'analisi profonda e precisa di Margherita Furlan:
https://telegra.ph/Lunzione-di-Leone-XIV-Perch%C3%A9-Anthropic-cerca-casa-a-Roma-05-25
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MERY PER SEMPRE 🌺🌺🌺
Ho ritrovato qualche giorno fa su YouTube questo film del 1989, con un giovane Michele Placido e un poco più che adolescente Claudio Amendola. Placido è un professore di lettere che sceglie di insegnare in un carcere minorile palermitano, dove si incrociano le vite di tanti ragazzi allo sbando, tra cui Amendola. Il film affronta tra l'altro il tema della transessualità con il personaggio di Mery, ispirato a una vicenda reale. Due considerazioni tra le tante possibili: il contesto violento e degradato del carcere minorile, dove spiccano tra l'altro le figure essenzialmente negative di direttore e secondini, è probabilmente infinitamente migliore di quello che si potrebbe ritrovare oggi in un ambiente analogo. Quasi quaranta anni fa i problemi pur drammatici e tragici erano tutti interni alla società italiana, con cause forse non facilmente rimediabili ma certo chiare e comprensibili. Il caos odierno rende il presente un altro mondo, nel quale si fatica a scorgere una minima continuità o anche soltanto una connessione con il contesto di allora. Il che porta alla seconda riflessione, ovvero che negli anni 80-90 guardare pellicole girate 30-40 anni prima non dava quella sensazione straniante di stacco ed estraneità rispetto all'allora mondo contemporaneo che si percepisce invece oggi. A dire che, per quanto la distanza temporale fosse analoga a quella odierna rispetto ai tempi di Mery, la distanza sociale, culturale e anche etica e morale era infinitamente minore. Ognuno tragga le proprie personali conclusioni.
https://www.youtube.com/watch?v=ik9kaqD2Yto
Ho ritrovato qualche giorno fa su YouTube questo film del 1989, con un giovane Michele Placido e un poco più che adolescente Claudio Amendola. Placido è un professore di lettere che sceglie di insegnare in un carcere minorile palermitano, dove si incrociano le vite di tanti ragazzi allo sbando, tra cui Amendola. Il film affronta tra l'altro il tema della transessualità con il personaggio di Mery, ispirato a una vicenda reale. Due considerazioni tra le tante possibili: il contesto violento e degradato del carcere minorile, dove spiccano tra l'altro le figure essenzialmente negative di direttore e secondini, è probabilmente infinitamente migliore di quello che si potrebbe ritrovare oggi in un ambiente analogo. Quasi quaranta anni fa i problemi pur drammatici e tragici erano tutti interni alla società italiana, con cause forse non facilmente rimediabili ma certo chiare e comprensibili. Il caos odierno rende il presente un altro mondo, nel quale si fatica a scorgere una minima continuità o anche soltanto una connessione con il contesto di allora. Il che porta alla seconda riflessione, ovvero che negli anni 80-90 guardare pellicole girate 30-40 anni prima non dava quella sensazione straniante di stacco ed estraneità rispetto all'allora mondo contemporaneo che si percepisce invece oggi. A dire che, per quanto la distanza temporale fosse analoga a quella odierna rispetto ai tempi di Mery, la distanza sociale, culturale e anche etica e morale era infinitamente minore. Ognuno tragga le proprie personali conclusioni.
https://www.youtube.com/watch?v=ik9kaqD2Yto
YouTube
Mery Per Sempre Film Completo In Italiano (1989)
Mery per sempre - film completo (1989).mp4
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STO LONTANO DALLO STRESS 🌺🌺🌺
Le università italiane si pongono il problema dello stress e dell'ansia degli studenti con i servizi di counselling psicologico, che sono un po' come i SERT/SERD per le dipendenze. Che funzionino il giusto lo dimostrano tra l'altro i tentativi si integrarli con tante iniziative belle e interessanti come il tango o lo yoga.
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/05/31/news/tango_yoga_trekking_e_vela_cosi_le_universita_combattono_l_ansia_e_lo_stress_degli_studenti-425381273/
Non si può evitare di correre con la mente ad esempio alle università e agli istituti di ricerca federali di Mosca, che, oltre a disporre di strutture sportie di tutto rispetto, tra cui spazi per l'hockey su ghiaccio, mettono a disposizione maestri di scacchi e organizzano tornei. Davvero la distanza tra i mondi è siderale sotto ogni aspetto.
Infine, vien da chiedersi quanto ci vorrà prima che qualcuno dei nostri decida di combattere lo stress con la PES, rima baciata immortalata anni fa dai Club Dogo:
https://www.youtube.com/watch?v=dDxxZmIxNqc
O forse siamo semplicemente già oltre.
Le università italiane si pongono il problema dello stress e dell'ansia degli studenti con i servizi di counselling psicologico, che sono un po' come i SERT/SERD per le dipendenze. Che funzionino il giusto lo dimostrano tra l'altro i tentativi si integrarli con tante iniziative belle e interessanti come il tango o lo yoga.
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/05/31/news/tango_yoga_trekking_e_vela_cosi_le_universita_combattono_l_ansia_e_lo_stress_degli_studenti-425381273/
Non si può evitare di correre con la mente ad esempio alle università e agli istituti di ricerca federali di Mosca, che, oltre a disporre di strutture sportie di tutto rispetto, tra cui spazi per l'hockey su ghiaccio, mettono a disposizione maestri di scacchi e organizzano tornei. Davvero la distanza tra i mondi è siderale sotto ogni aspetto.
Infine, vien da chiedersi quanto ci vorrà prima che qualcuno dei nostri decida di combattere lo stress con la PES, rima baciata immortalata anni fa dai Club Dogo:
https://www.youtube.com/watch?v=dDxxZmIxNqc
O forse siamo semplicemente già oltre.
la Repubblica
Tango, yoga, trekking e vela: così le università combattono l’ansia e lo stress degli studenti
Il rettore Cuda che coordina la Commissione di consulenze, sostegno e supporto emotivo della Crui: “Puntiamo a un nuovo modello di counseling psicologico unive…
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Forwarded from ContiamoCi!
SALUTE PUBBLICA E LIBERTÀ DI SCELTA
Negli ultimi anni la salute è entrata nel dibattito pubblico come mai era accaduto prima. Decisioni che hanno inciso profondamente sulla vita delle persone continuano ancora oggi a suscitare domande, riflessioni e confronti.
A Varese porteremo esperienze, dati e punti di vista diversi per approfondire un tema che continua a suscitare riflessioni sul confine tra interesse collettivo e libertà individuali.
🎙 Dario Giacomini - Presidente ContiamoCi!
🎙 Marco Cosentino - Vicepresidente ContiamoCi!
🎙 Stefania Bardelli - Leader MAV
📌 Sabato 13 giugno
Ore 16:00
Multisala Impero
Via G. Bernascone 13 - Varese
📲 Prenotazione consigliata via WhatsApp: 351 8794576
Un'occasione di approfondimento e confronto aperta a tutti.
https://www.contiamoci.net/iscrizione
#ContiamoCi #Varese #SalutePubblica #LibertàDiScelta
Negli ultimi anni la salute è entrata nel dibattito pubblico come mai era accaduto prima. Decisioni che hanno inciso profondamente sulla vita delle persone continuano ancora oggi a suscitare domande, riflessioni e confronti.
A Varese porteremo esperienze, dati e punti di vista diversi per approfondire un tema che continua a suscitare riflessioni sul confine tra interesse collettivo e libertà individuali.
🎙 Dario Giacomini - Presidente ContiamoCi!
🎙 Marco Cosentino - Vicepresidente ContiamoCi!
🎙 Stefania Bardelli - Leader MAV
📌 Sabato 13 giugno
Ore 16:00
Multisala Impero
Via G. Bernascone 13 - Varese
📲 Prenotazione consigliata via WhatsApp: 351 8794576
Un'occasione di approfondimento e confronto aperta a tutti.
https://www.contiamoci.net/iscrizione
#ContiamoCi #Varese #SalutePubblica #LibertàDiScelta
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EMPATIA DI STATO 🌺🌺🌺
"I genitori fragili di oggi preferiscono eliminare l’ostacolo anziché insegnare ai figli a superarlo. Un brutto voto diventa un dramma da cancellare con una segnalazione o con il pettegolezzo, anziché uno stimolo a studiare di più. Proteggendo i figli in questo modo, non fanno altro che crescerli ancora più immaturi e impreparati alla vita. E l’amministrazione scolastica, pur di evitare lagnanze, conflitti e ricorsi, si allea con l’utenza sacrificando i propri docenti più corretti. Chi regala la sufficienza politica viene premiato con la serenità; chi esige lo studio viene messo alla gogna."
Da leggere tutto: https://www.ilgessetto.com/quando-la-scuola-rinuncia-a-se-stessa/
Qui la raccolta fondi per sostenere la Professoressa Silvana Salamone nel suo ricorso in Cassazione: https://www.gofundme.com/f/15-anni-di-scuola-cancellati-aiutiamo-silvana-a-ricorrere
"I genitori fragili di oggi preferiscono eliminare l’ostacolo anziché insegnare ai figli a superarlo. Un brutto voto diventa un dramma da cancellare con una segnalazione o con il pettegolezzo, anziché uno stimolo a studiare di più. Proteggendo i figli in questo modo, non fanno altro che crescerli ancora più immaturi e impreparati alla vita. E l’amministrazione scolastica, pur di evitare lagnanze, conflitti e ricorsi, si allea con l’utenza sacrificando i propri docenti più corretti. Chi regala la sufficienza politica viene premiato con la serenità; chi esige lo studio viene messo alla gogna."
Da leggere tutto: https://www.ilgessetto.com/quando-la-scuola-rinuncia-a-se-stessa/
Qui la raccolta fondi per sostenere la Professoressa Silvana Salamone nel suo ricorso in Cassazione: https://www.gofundme.com/f/15-anni-di-scuola-cancellati-aiutiamo-silvana-a-ricorrere
Il Gessetto
Quando la scuola rinuncia a se stessa - Il Gessetto
Pubblichiamo l'accorata lettera aperta della professoressa Silvana Salamone. Il Gessetto ha seguito la vicenda del suo licenziamento, emblematica delle aberrazioni cui ha condotto il degrado intellettuale e morale della scuola. È avviata una raccolta fondi…
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LA FESTA DELLA REPUBBLICA 🌺🌺🌺
"Antonio Russo, la persona detenuta di 88 anni che ha avuto la grazia parziale dal Presidente Mattarella, sta ancora in carcere. A differenza di Nicole Minetti, ma non solo. Sabato sera Fabio ha notato nella trasmissione di Massimo Gramellini la presenza dello scafista Alaa Faraj (di nazionalità tunisina, se non sbagliamo) graziato parzialmente dal Presidente della Repubblica, a fronte di una pena di 30 anni scontata in carcere solo per un terzo. Questo scafista, sostenuto anche dal Presidente emerito della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky, è già in libertà e viene intervistato nelle trasmissioni televisive per rivendicare la sua innocenza. Lui libero, come la Minetti, Antonio Russo ancora in carcere a marcire, nel vero senso della parola. Perché?"
https://www.facebook.com/Alemanno.Gianni/posts/pfbid025iNALaQptXcqXHpin1zaxMBWimZx19x2R3PyE1Y2iibjyynn3fVqUm8V3yhZkcVcl
"Antonio Russo, la persona detenuta di 88 anni che ha avuto la grazia parziale dal Presidente Mattarella, sta ancora in carcere. A differenza di Nicole Minetti, ma non solo. Sabato sera Fabio ha notato nella trasmissione di Massimo Gramellini la presenza dello scafista Alaa Faraj (di nazionalità tunisina, se non sbagliamo) graziato parzialmente dal Presidente della Repubblica, a fronte di una pena di 30 anni scontata in carcere solo per un terzo. Questo scafista, sostenuto anche dal Presidente emerito della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky, è già in libertà e viene intervistato nelle trasmissioni televisive per rivendicare la sua innocenza. Lui libero, come la Minetti, Antonio Russo ancora in carcere a marcire, nel vero senso della parola. Perché?"
https://www.facebook.com/Alemanno.Gianni/posts/pfbid025iNALaQptXcqXHpin1zaxMBWimZx19x2R3PyE1Y2iibjyynn3fVqUm8V3yhZkcVcl
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Gianni Alemanno
DIARIO DI CELLA 60. OLTRE OGNI LIMITE: L’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA VUOLE ANNULLARE LO SCONTO DI PENA DATO AD ALEMANNO PER LA DETENZIONE IN CONDIZIONI DEGRADANTI. UN RICORSO DI 10 PAGINE PER...
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CONTO QUANTO KUNTA KINTE 🌺🌺🌺
Certo, il mantenimento del contante e la libertà e il segreto monetario potrebbero essere un paio di punti cruciali per un programma politico. Così ad esempio prende posizione in proposito l'Associazione ContiamoCi: "Moneta e Accesso alla Ricchezza - La moneta è patrimonio del Popolo. Il libero accesso alla moneta e il suo libero utilizzo devono essere garantiti a tutti, nel rispetto di una piena autonomia economica."
https://www.facebook.com/claudio.nardin.3/posts/pfbid02TBaXeAG2KYFW83Dtrjic4J7DPZcpWTrLAHsFXiok63tQyY3heYjuaJFKYUmoat49l
Certo, il mantenimento del contante e la libertà e il segreto monetario potrebbero essere un paio di punti cruciali per un programma politico. Così ad esempio prende posizione in proposito l'Associazione ContiamoCi: "Moneta e Accesso alla Ricchezza - La moneta è patrimonio del Popolo. Il libero accesso alla moneta e il suo libero utilizzo devono essere garantiti a tutti, nel rispetto di una piena autonomia economica."
https://www.facebook.com/claudio.nardin.3/posts/pfbid02TBaXeAG2KYFW83Dtrjic4J7DPZcpWTrLAHsFXiok63tQyY3heYjuaJFKYUmoat49l
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Koenig m.b.
Se vivi in Europa, pagare qualsiasi cosa in contanti sopra i 10.000 € diventerà illegale a partire dal 10 luglio 2027, e qualsiasi importo superiore a 3.000 € significherà dover mostrare il tuo...
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Forwarded from Umanità e Ragione
SEI STATO SOSPESO O ALLONTANATO DAL LAVORO DURANTE LA VIGENZA DEL GREEN PASS?
Comunicazione per l'interruzione della prescrizione
Se sei stato sospeso o allontanato dal lavoro e dichiarato assente ingiusticato, con privazione dello stipendio, durante la vigenza del green pass, abbiamo predisposto un modello di comunicazione che potrai completare con le tue infrormazioni personali ed inviare al tuo datore di lavoro e allo Stato, all’indirizzo indicato, al fine di interrompere i termini della prescrizione in scadenza.
Inviando la comunicazione, preserverai il tuo diritto a richiedere il risarcimento dei danni subiti e la corresponsione delle retribuzioni omesse.
Le info e le modalità di accesso al modulo sono disponibili a questo link:
https://umanitaeragione.eu/2026/05/25/lettera-interruttiva-della-prescrizione/
Comunicazione per l'interruzione della prescrizione
Se sei stato sospeso o allontanato dal lavoro e dichiarato assente ingiusticato, con privazione dello stipendio, durante la vigenza del green pass, abbiamo predisposto un modello di comunicazione che potrai completare con le tue infrormazioni personali ed inviare al tuo datore di lavoro e allo Stato, all’indirizzo indicato, al fine di interrompere i termini della prescrizione in scadenza.
Inviando la comunicazione, preserverai il tuo diritto a richiedere il risarcimento dei danni subiti e la corresponsione delle retribuzioni omesse.
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I TOPI SCAPPANO 🌺🌺🌺
"Il cofondatore di Palantir lascia gli Stati Uniti e trasferisce la famiglia a Buenos Aires, dall'amico Milei. Teme la guerra atomica e l'intelligenza artificiale: le stesse forze su cui ha edificato la propria fortuna. [...] Il finanziere ha acquistato una villa da dodici milioni di dollari nel quartiere più esclusivo di Buenos Aires, iscritto i figli alle scuole del posto, incontrato il capo dello Stato argentino; e in Uruguay si è pure assicurato un terreno. Tre i moventi indicati dal quotidiano. Il primo è fiscale: la California vota a novembre un'imposta una tantum del cinque per cento sui patrimoni oltre il miliardo, che al fondatore di Palantir costerebbe quasi un miliardo e mezzo sui ventotto stimati. [...] Il secondo movente è il timore di un conflitto atomico nell'emisfero settentrionale; il terzo, i pericoli dell'intelligenza artificiale. L'emisfero australe come riparo, un Paese di riserva per il giorno della catastrofe."
https://www.facebook.com/MargheritaFurlan555/posts/pfbid037dedwsb1U7swUjTu4Yx9aPjq4HEQQ2n7EG96XCRcSXYXnRvG498QjcLnzk5VGXTnl
"Il cofondatore di Palantir lascia gli Stati Uniti e trasferisce la famiglia a Buenos Aires, dall'amico Milei. Teme la guerra atomica e l'intelligenza artificiale: le stesse forze su cui ha edificato la propria fortuna. [...] Il finanziere ha acquistato una villa da dodici milioni di dollari nel quartiere più esclusivo di Buenos Aires, iscritto i figli alle scuole del posto, incontrato il capo dello Stato argentino; e in Uruguay si è pure assicurato un terreno. Tre i moventi indicati dal quotidiano. Il primo è fiscale: la California vota a novembre un'imposta una tantum del cinque per cento sui patrimoni oltre il miliardo, che al fondatore di Palantir costerebbe quasi un miliardo e mezzo sui ventotto stimati. [...] Il secondo movente è il timore di un conflitto atomico nell'emisfero settentrionale; il terzo, i pericoli dell'intelligenza artificiale. L'emisfero australe come riparo, un Paese di riserva per il giorno della catastrofe."
https://www.facebook.com/MargheritaFurlan555/posts/pfbid037dedwsb1U7swUjTu4Yx9aPjq4HEQQ2n7EG96XCRcSXYXnRvG498QjcLnzk5VGXTnl
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Margherita Furlan
Thiel fugge l'apocalisse che ha alimentato
di Margherita Furlan
Il cofondatore di Palantir lascia gli Stati Uniti e trasferisce la famiglia a Buenos Aires, dall'amico Milei. Teme la guerra atomica e...
di Margherita Furlan
Il cofondatore di Palantir lascia gli Stati Uniti e trasferisce la famiglia a Buenos Aires, dall'amico Milei. Teme la guerra atomica e...
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