Marco Cosentino
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L'uomo perfetto è senza io
L'uomo ispirato è senza opera
L’uomo santo non lascia nome
(Chuang-tzu, IV secolo a.c.)
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FUORI CORSO 🌺🌺🌺
In questi giorni spicca nelle rassegne stampa di settore questa notiziola:
https://www.ilmessaggero.it/mondo/grecia_cancella_studenti_universitari_fuori_corso-9280085.html
Da noi da anni i fuori corso sono penalizzati, sin dalla riforma di qualche anno fa che indusse molte università a infierire con tasse maggiorate. I parametri ministeriali utilizzati per il finanziamento alle università considerano negativamente i fuori corso, e dunque da tempo le università italiane stanno adottando varie inziative per ridurli.
Ora, dal momento che i fuori corso di per se stessi sono in massima parte ininfluenti sulla gestione e sul funzionamento delle università e dei singoli corsi (anzi, pagano per servizi di cui hanno ormai già ampiamente fruito...), e che se mai sono un ovvio portato del libero diritto allo studio, forse una riflessione su questo accanimento contro di loro andrebbe fatta, specie se si manifesta con provvedimenti tanto drastici in un paese come la Grecia che è, probabilmente ancor più dell'Italia, un laboratorio sociopolitico per la messa a punto di "innovazioni" di vario genere.
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E' UN MONDO DIFFICILE 🌺🌺🌺
Ma soprattutto complesso, e quando qualcuno te lo spiega in maniera così chiara e lineare come ha fatto Maurizio Tirassa, ordinario di psicologia all'Università d Torino, in questo suo post, non si può far altro che leggere e condividere. E rileggere e poi ancora. Perché il mondo della ricerca scientifica è precisamente questo descritto qui.
https://www.facebook.com/maurizio.tirassa/posts/pfbid02ktBTqxrCXGeTWj59mf6QdBrbcjoJfK66ru1ZYCCZ1HzwHr8VUjYPhNCgvKeesWQ1l
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In questo articolo si vede come ricercatori di orientamento ideologico differente, di fronte al medesimo insieme di dati grezzi, ottengano risultati diametralmente opposti. Specificamente qui si tratta di dati sulla relazione tra presenza di immigrati e supporto dell'opinione pubblica a programmi di welfare, un tema generalmente considerato termometro della coesione sociale della popolazione in questione; detta in breve, i ricercatori favorevoli all'immigrazione trovano che essa favorisce la coesione sociale, misurata appunto sul consenso ai programmi di welfare, e quelli contrari trovano che la distrugge. E questo, naturalmente, in assoluta buona fede.
Altrettanto naturalmente la questione va ben oltre il tema dell'immigrazione; in effetti si tratta di un punto che anch'io a volte ho provato a discutere, e che generalmente, anche sul lavoro, do per scontato (salvo poi scontrarmici ogni volta che prendo una posizione eterodossa), senza aver mai dedicato tempo ed energie a tentare di darne una validazione empirica.
Quando alcuni pensano (io non lo penso) che i ricercatori siano corrotti, che vadano da una parte o dall'altra a seconda dei bonifici ricevuti eccetera, quasi invariabilmente sbaglia.
Dico "quasi invariabilmente" perché è fuor di dubbio che esistano i conflitti d'interesse, la corruzione vera e propria, le frodi eccetera. Gli esempi più evidenti sono quelli che tutti abbiamo in mente, in particolare a proposito dei grandi temi "scientifici" che affliggono l'Occidente in questi anni (le pandemie, l'autismo, il riscaldamento globale, l'austerità etc.). Non faccio nomi perché poi in tribunale ci vogliono le prove e io, come altri ben più grandi di me, so ma non ho le prove; ma sono sicuro che visualizziamo gli stessi simpatici volti che tante volte ci hanno perseguitati dalla televisione o sui social network.
Fatti salvi questi gradevoli personaggi, che purtroppo sono poi quelli che modellano l'opinione pubblica sulle qualità morali di tutti i ricercatori, nella stragrande maggioranza dei casi il problema è un altro e non ha a che fare coi bonifici. I bonifici alla massa dei ricercatori semplicemente non arrivano, non esistono, e soprattutto non funzionerebbero (spiego dopo perché). Invece, è sufficiente creare un clima culturale orientato in una certa direzione e la cosiddetta "comunità scientifica" lo segue e vi si adatta spontaneamente, in perfetta buona fede e senza minimamente rendersene conto, e anzi reagendo scandalizzata se qualcuno prova a gettare dei dubbi. Questo è un aspetto della "scienza normale", come la caratterizza Thomas Kuhn: il tran tran intellettuale nel quale arrivano risultati, più o meno pregiati, che stanno dentro il paradigma egemone e lo rafforzano senza la minima intenzione o possibilità di metterlo in discussione.
(Non sto implicando che invece quando un paradigma tramonta e ne sorge uno nuovo avvenga necessariamente un sommovimento ideologico: questo può esserci oppure no; ciò che è sicuro è che nelle fasi di "scienza normale" tali sommovimenti sono, per definizione, nulli.)

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È questo che genera la massa della ricerca, la slavina di ortodossia che silenzia, o quanto meno riduce ai margini, le posizioni realmente anomale. In un certo senso è una manifestazione di una delle caratteristiche dell'informazione nella società capitalista descritte da Noam Chomsky (oddio non sono sicuro che si possa ancora citare Noam Chomsky ma che cavolo, se cito Konrad Lorenz e Ted Kaczynski capirete che Chomsky mi fa un baffo): circoscrivere accuratamente il terreno della discussione e sorvegliarne con attenzione i confini, generando o permettendo però un dibattito quanto più vivace possibile al loro interno.
Ci si può allora domandare come si orienti lo spazio della discussione. Credo che l'analisi vada condotta su almeno due livelli.
Il livello sovraordinato è l'orientamento generale della società, ciò che tendenzialmente tutti i suoi membri danno per ovvio senza neppure esaminarlo: l'esistenza delle gerarchie o del debito, la nozione di progresso, l'idea che il potere sia, tutto sommato, in qualche modo al servizio del bene comune, e così via. I ricercatori hanno frequentato le stesse scuole degli altri cittadini, hanno letto i medesimi libri e i medesimi giornali, sono stati esposti alle stesse notizie, allo stesso tessuto epistemico. Sono cittadini normalissimi che, per ragioni variegate, fanno un mestiere nel quale maneggiano conoscenza anziché sacchi dell'immondizia, tabelle di contabilità o casi giudiziari, e non c'è ragione di pensare che questo dia loro una consapevolezza speciale su ciò che trattano.
Esattamente come non tutti i contabili riflettono sulla filosofia degli spreadsheet, esattamente come non tutti i netturbini si fanno domande sulla logica del consumismo, esattamente come non tutti i medici hanno esaminato le dinamiche pandemico-vaccinali, allo stesso modo non tutti i ricercatori vedono oltre il velo del senso comune. Anzi, pochissimi lo fanno, in ciascuno dei settori che ho menzionato come in tutti gli altri, e quei pochi vanno semplicemente a costituire rumore di fondo, senza alcuna possibilità di incidere effettivamente sull'andamento delle cose.
L'altro livello, subordinato al precedente, è quello del funzionamento specifico del mondo della ricerca. Di nuovo, non sto parlando di bonifici, ma semplicemente delle dinamiche che muovono quel mondo: le logiche di reclutamento, la pressione sociale, la necessità di appartenenza, i ruoli modello che i giovani si scelgono come "maestri" o come totem da macellare, e certo anche la disponibilità di finanziamenti, ma intesa tipicamente come aree di lavoro sulle quali si può pubblicare con successo e avere i fondi per pagare il salario a un giovane, molto più che come bonifici a scopo di corruzione.
Ad esempio, l'abolizione dei cosiddetti finanziamenti a pioggia, sostituiti con quelli orientati a specifiche "priorità" decise dall'alto, e assegnati con criteri "meritocratici", ha fortemente contribuito a ricostruire la psicologia della comunità scientifica. E, così come si dice che il maggior successo del diavolo è di aver convinto l'umanità della sua inesistenza, lo stesso vale per questo tipo di questione: la maggior parte dei ricercatori, vanitosamente convinti di essere "meritevoli" ed "eccellenti", o quanto meno di poter aspirare a esserlo, rifiuta sdegnosamente la sola idea di ripristinare gli odiati finanziamenti a pioggia. Ma questo, naturalmente, va di pari passo con l'affermazione dell'ideologia neoliberista con tutto il suo corredo di scemenze come il privilegio dell'egoismo individuale, la logica "vincente"/"perdente", appunto la "meritocrazia" eccetera.
Fatto sta che il principio è lo stesso di prima: i ricercatori sono normalissimi esseri umani con le stesse necessità psicologiche e sociali, le stesse ottusità e false coscienze, gli stessi entusiasmi sinceri e insinceri di tutti gli altri.

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Tutti questi processi poi si autoalimentano: niente fa successo come il successo, si dice, e la società in fondo si muove come una specie di slavina, sulla quale il potere riesce a operare con un minimo di efficienza e, solitamente, impiegandoci molto tempo e molto sforzo. I singoli cittadini non ce la fanno.
Naturalmente in questo entrano in gioco anche altre dinamiche: la demolizione delle organizzazioni di livello intermedio, per dire, che ha operato non solo sui partiti di massa, sui sindacati o sui movimenti giovanili, ma anche, in modo più sottile, sulle correnti intellettuali che un tempo percorrevano, e ora non percorrono più, la comunità scientifica. O le logiche dicotomiche, conformiste e iperaggressive che si manifestano nei social network e che sono diventate poi, tornate nel mondo reale o semi-reale, i giudizi sprezzanti sui Montagnier e Raoult "dementi", Wakefield "delinquente", Rubbia o Prodi (quello del riscaldamento globale, non quello dell'euro) pure "dementi" e così via.
E, riallargando il discorso, la scomparsa dell'intellettuale: dove sono, per restare alla nostra nazione, i Vittorini, gli Eco, i Pasolini, gli Sciascia, i Monicelli, i Battiato, i Moravia, i D'Annunzio, i Marinetti?
Comunque, questo è.
Spiegazione di quel che dicevo sopra, che i bonifici non funzionerebbero, o quanto meno che non possono essere lo strumento principale del consenso. Beh, in primo luogo ce ne vorrebbero tanti… in Italia il personale accademico dovrebbe aggirarsi sulle centomila persone tra precari e strutturati, più qualcosa nel CNR se ancora esiste e qualcosina nella ricerca privata. Sarebbero tanti bonifici, non tanto sul piano economico (ché, si sa, il Potere non ha grossi problemi ad elargire le mancette a noi poveracci) quanto soprattutto su quello delle istruzioni: se siamo in centomila, e ipotizzando una dimensione media dei gruppi di ricerca di due, massimo tre persone, ci sarebbe bisogno di quaranta o cinquantamila set di foglietti di istruzioni in accompagnamento ai bonifici, e questo sarebbe davvero difficile.
Ma la ragione principale è che la gente, tutta, sempre, lavora con più entusiasmo quando lo fa per una causa che ritiene buona che quando viene semplicemente retribuita. Se convinci un ricercatore che sta operando per la Verità e per il Bene dell'Umanità ottieni un lavoratore infinitamente più dinamico, efficiente e, purtroppo, ottuso, che se brutalmente lo compensi per il suo tempo. E naturalmente questa è una delle ragioni per le quali accettiamo (tutti, non solo i ricercatori) salari miserabili.
Va bene, sono stato prolisso, Qual è la morale? La morale è che il neoliberismo davvero corrode l'anima. Tutti i regimi la corrodono, ma il neoliberismo di più. È come un parassita intellettuale, come un Cordyceps dell'anima: ti entra dentro e ti fa fare quello che vuole, e alla fine t'ammazza. Tanto, sei solo un ospite.
E questo rende estremamente difficile combatterlo.
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L'INFLUENZA DEGLI ANTIINFLUENZALI 🌺🌺🌺

"Come molti medici, il mio sistema sanitario mi obbliga a vaccinarmi annualmente contro l'influenza. Per quanto ne so, non mi ha mai fatto alcun male. A volte avverto un po' di malessere e un braccio dolorante per un giorno o due, a volte niente. Se abbia fatto bene a me o a chiunque altro è un'altra questione. Prevedere il ceppo influenzale dominante in un dato anno è un gioco di indovinelli, e l'efficacia del vaccino deve essere stimata sulla base di studi osservazionali retrospettivi, che sono potenzialmente soggetti a bias e fattori confondenti.

In alcuni anni, l'efficacia stimata è pari a zero o inferiore, come ha rilevato uno studio della Cleveland Clinic per la stagione 2024-25. Una revisione Cochrane del 2018 ha riscontrato un modesto beneficio nella riduzione dell'influenza con la vaccinazione di adulti sani, ma c'erano poche prove di differenza in altri endpoint.

È importante notare che, per quanto riguarda la vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari, un'altra revisione Cochrane del 2025 ha riscontrato "un effetto scarso o nullo" sulla trasmissione nosocomiale nelle strutture di assistenza a lungo termine quando gli operatori sanitari erano vaccinati. Altri studi hanno mostrato risultati contrastanti.

Per questo motivo ho letto con interesse un recente studio su un nuovo vaccino antinfluenzale a RNA modificato (modRNA), pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine."

Il post continua sul blog Sensible Medicine con una chiara e comprensibilissima analisi delle pecche dello studio clinico del vaccino antiinfluenzale a RNA di Moderna. Da leggere.

https://www-sensible--med-com.translate.goog/p/a-trial-of-a-novel-modrna-flu-shot?_x_tr_sl=en&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=wapp&_x_tr_hist=true
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IL FONDO DEL BARILE 🌺🌺🌺

Si sta concludendo in questi giorni il primo "semestre filtro" per l'accesso ai corsi di laurea in medicina. Il nuovo sistema di selezione ha già fatto strame della didattica e della preparazione degli studenti su materia fondamentali quali biologia, chimica e fisica, con lezioni online concentrate in poche settimane ed esami a crocette senza nemmeno l'indicazione di testi di riferimento e con la necessità di preparare tre esami molto impegnativi in pochi giorni sostenendoli poi tutti in contemporanea. E infatti i risultati sono stati disastrosi, con la maggior parte degli studenti risultata insufficiente.

Di fronte a questa Waterloo, il ministero invece di ammettere il fallimento ha rilanciato ("sopire e troncare" e soprattutto negare tutto e sempre rincarare la dose...) decidendo di ammettere anche gli insufficienti in due esami su tre, scaricando sulle università l'onere di far recuperare a costoro l'impreparazione. Oltre al danno, un altro danno.

In tal modo, pare che gli idonei all'ammissione diventino poco più di 18mila, a fronte di poco più di 16mila posti disponibili, e dunque il ministero spera in tal modo di poter appiccicare la proverbiale foglia di fico su un sistema che peggio è difficile immaginare, ma che - forse proprio per questo - è destinato per fortissima volontà politica a rimanere.

Non sono note le graduatorie in dettaglio, tuttavia pare che in media i risultati migliori si siano ottenuti in università come Milano Bicocca. Raccomanderemmo tuttavia di astenersi dalla tentazione di utlizzare questi dati per attribuire meriti alle università medesime. Da sempre Bicocca e le altre grandi università tanto più se al nord attraggono gli studenti più preparati, a loro volta di regola provenienti da contesti culturali elevati, correlabili allo status sociale della famiglia e più in generale del territorio. Cose ovvie e scontate che tuttavia ci si ostina a ignorare per evitare di doversi impegnare in politiche sociali di sostanza, buttandola invece in caciara con le classifiche delle scuole edelle università (trabocchetti psicosemantici nei quali cascano a capofitto prima di tutto i docenti, seguiti in maniera solo di poco meno colpevole da studenti e famiglie).

Infine, guarda il caso ma questo sistema balordo non vincola le università private che infatti hanno fatto le loro solite selezioni per tempo e hanno regolarmente iniziato al principio del semestre le lezioni evitando il ridicolo di questa messinscena. Università private per accedere alle quali bisogna tuttavia essere in grado di sborsare 15-20mila euro all'anno. Non precisamente gli ascensori sociali che la nostra carta costituzionale immaginerebbe per il sistema dell'istruzione superiore e accademica. Ma tant'è.

https://www.mur.gov.it/it/news/giovedi-08012026/nota-informativa-esiti-graduatoria-nazionale-e-adempimenti-il-prosieguo-degli
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IL NEMICO 🌺🌺🌺
Oggi il social mi ripropone questo post di cinque anni fa. Lo ricondivido non solo e non tanto per documentare che da subito eravamo in molti a sostenere apertamente cose peraltro evidenti a chiunque, quanto per osservare quanto sia facile scivolare nell'errore simmetrico e speculare finendo per implicitamente esortare alla discriminazione dei vaccinati pur volendo più che altro opporsi all'aggressione ai danni di chi non intendeva vaccinarsi. E' nota d'altra parte l'esortazione a scegliersi con cura il nemico da combattere, poiché con buona probabilità al termine del conflitto - chiunque vinca - i due contendenti finiranno per essere difficilmente distinguibili.
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LO STUDIO DEL GIORNO 🌺🌺🌺
Lo studio di oggi è stato pubblicato qualche giorno fa sulla prestigiosissima rivista PNAS, tra le più autorevoli e ambite al mondo.
https://www.pnas.org/doi/full/10.1073/pnas.2521841122
Il primo motivo per commentarlo brevemente sul social è che lo studio descrive l'ennesimo meccanismo di immunotossicitò della proteina Spike di SARS-CoV-2 la quale, venendo degradata dagli enzimi proteolitici dell'organismo, darebbe origine a peptidi (brevi sequenze di aminoacidi) a loro volta in grado di aggredire cellule immunitarie quali i linfociti B e T e le cellule dendritiche, finendo per danneggiarle irreversibilmente. Il meccanismo secondo gli autori potrebbe contribuire alla linfocitopenia osservabile in corso di infezione con SARS-CoV-2. E, aggiungiamo noi, ai danni immunologici conseguenti alla somministrazione dei vaccini COVID-19 che contengono o peggio inducono la produzione di Spike, in particolare quelli a RNA e a DNA. Una faccia, una razza. Chi segue questa pagina sa che ce lo diciamo fin dal principio della vicenda. La seconda ragione è che tra gli autori di questo complesso e sofisticato studio internazionale ci sono anche alcuni ricercatori italiani, in particolare dell'Istituto Superiore di Sanità, che quando quasi esattamente tre anni fa pubblicarono un apprezzabilissimo studio sulle miocarditi da vaccini COVID-19 si videro messi in croce dallo stesso ISS "per non aver rispettato le regole interne per la pubblicazione degli studi".
https://t.me/MarCosent/1406
Chissà se anche stavolta l'ISS avrà di che eccepire oppure si riterrà soddisfatto, magari considerando che nel testo la parola "vaccino" non ricorre mai? Il che ovviamente non cambia nulla rispetto al rilievo e alle implicazioni dei risultati.
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CIBUS MEDICINA TUA 🌺🌺🌺
Il post ospitato oggi dal blog Sensible Medicine si occupa di un articolo recentemente pubblicato dalla prestigiosa rivista JAMA, che riporta i risultati di uno studio che esamina l'efficacia della dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) nel ridurre i valori di pressione arteriosa sistolica nell'arco di tre mesi in 180 partecipanti che si "autoidentificano" come afroamericani o comunque neri e che vivono in zone con scarso accesso a prodotti alimentari freschi e di qualità.
I risultati indicano che la dieta DASH riduce di 3 mmHG la pressione arteriosa sistolica, raggiungendo così l'obiettivo primario dello studio. Non pare tuttavia determini nessun altro beneficio (glicemia, colesterolo, altro) e comunque sia anche i valori pressori tornano presto a quelli originari.
Chi commenta si chiede dunque se davvero il medico debba farsi carico di un intervento dietetico tanto impegnativo (lo studio incoraggiava all'adesione con un contributo economico di qualche centinaio di dollari al mese, e la stima complessiva del costo dell'intervento per partecipante finiva per essere molto superiore ai mille dollari), tanto più che un analogo risultato, anzi migliore, lo si ottiene con antiipertensivi che costano una frazione minima di queste cifre.
Mia opinione: l'educazione alimentare può anche far parte di una educazione igienica e sanitaria generale, di cui pure il medico si può e forse deve far. carico, e tuttavia bisogna fare grandissima attenzione a non fare in tal modo il gioco di chi intende scaricare sui singoli responsabilità di sistema di cui i decisori politici in sede di definizione delle regole e allocazione delle risorse dovrebbero farsi prioritariamente carico. Detto brutalmente, la lotta alla povertà è questione sociopolitica, bene che esistano i singoli benefattori e bene che si facciano buone azioni individuali, ma ci si tolga dalla testa che questo sia sufficiente a fare la differenza.

https://www.sensible-med.com/p/food-may-be-medicine-but-it-is-not
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ALLA FIERA DEL NORD 🌺🌺🌺
(per due soldi)

"Di fronte all’incapacità di ridurre le lunghe liste d’attesa in sanità, la Lombardia ha scelto di creare un meccanismo che permetta ad alcuni cittadini, quelli che pagano, di aggirarle. È la cosiddetta “super intramoenia”, lanciata a metà settembre su impulso dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso. La sperimentazione, che si concluderà a metà marzo, consente a fondi, mutue e assicurazioni di acquistare prestazioni sanitarie all’interno delle strutture pubbliche. Di fatto, il personale, i macchinari e gli spazi del Servizio sanitario regionale vengono messi a disposizione di chi ha sottoscritto un piano privato. Le stesse risorse con cui si dovrebbe garantire a tutti il diritto universale alla salute vengono impiegate per soddisfare una domanda selezionata, legata alla capacità di spesa, diretta o indiretta, dei cittadini. Formalmente la Regione giustifica la scelta come un tentativo di “mettere ordine” nel crescente ricorso alla sanità integrativa. Ma, nella sostanza, la delibera 4986 istituzionalizza un doppio binario che rischia di aggravare le disuguaglianze esistenti. Il meccanismo è semplice: chi ha un’assicurazione sanitaria può effettuare visite, esami e accertamenti in regime privato negli ospedali pubblici, senza pagare di tasca propria. E, soprattutto, senza sottostare ai tempi d’attesa del canale istituzionale. A pagare è l’assicurazione, sulla base di accordi stipulati direttamente con le aziende."

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/13/sanita-la-lombardia-lancia-la-super-intramoenia/8253629/
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IL PESO IDEALE 🌺🌺🌺
Una revisione degli studi disponibili pubblicata sul BMJ mostra come gli agonisti GLP-1 quali Ozempic, Wegovy, e Mounjaro (uso di proposito i nomi commerciali per consentire di comprendere a quali farmaci ci si riferisce, visto che questi nomi sono stati resi famosi con un battage pubblicitario accanito, sebbene sia sempre opportuno conoscere i medicinali in base alla denominazione del principio attivo), insomma questi farmaci pubblicizzati per la perdita di peso sulle pagine delle riviste di moda e gossip con testimonial personaggi famosi di vario genere che piacciono alla gente che piace, quando utilizzati appunto per la perdita di peso forse funzionano ma certo una volta interrotti portano a un ritorno al peso precedente alquanto rapido, tanto quanto e più delle modifiche degli stili di vita e dei comportamenti alimentari. In più, questi ultimi riducono anche il rischio di sviluppare ad esempio diabete, e ovviamente non hanno costi rilevanti (a parte la questione del nutrirsi con prodotti freschi e di qualità, che in certi contesti purtroppo costano, ma questo è un altro discorso, e comunque questi farmaci costano un botto) e non hanno nemmeno effetti avversi e controindicazioni. E comunque sia, dal punto di vista dei produttori dei farmaci che richiedano di essere presi continuamente sono una evidente mano santa. E dunque, tutto bene, ci pare.

https://www.bmj.com/content/392/bmj.r2586
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HELL ON EARTH 🌺🌺🌺
Secondo l'OMS, in Europa, una persona su 6 (circa 140 milioni) vive con un disturbo di salute mentale, il cui impatto sulla vita quotidiana varia da lieve a grave. Oltre 120.000 persone muoiono per suicidio ogni anno, ovvero oltre 300 suicidi al giorno. Il suicidio è anche la principale causa di morte tra i 15 e i 29 anni. Più di 1 adolescente su 10 (11%) segnala segni di comportamenti problematici sui social media. Un medico e infermiere su 3 nell’Unione Europea, in Islanda e Norvegia, segnala sintomi compatibili con il disturbo depressivo maggiore, 1 su 10 sperimenta pensieri suicidari passivi, 1 su 3 subisce bullismo o minacce violente sul lavoro e 1 su 10 subisce violenza fisica e/o molestie sessuali. Ma davvero a Bruxelles nessuno si fa qualche domanda e si dà qualche risposta?

https://www.quotidianosanita.it/cronache/salute-mentale-oms-europa-disturbi-per-1-persona-su-6-ma-1-su-3-non-riceve-cure-adeguate/
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Forwarded from ContiamoCi!
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⚖️ Danni da vaccino: non lasciamo sole queste persone

Ci sono persone che stanno affrontando percorsi legali duri e lunghi per un solo obiettivo: vedere riconosciuti i propri diritti.
Percorsi che richiedono non solo forza e determinazione, ma anche risorse economiche.

ContiamoCi! ha deciso di esserci.

Abbiamo avviato una raccolta fondi dedicata per offrire un sostegno a chi si trova o si troverà ad affrontare spese giudiziarie impreviste nel percorso di richiesta di indennizzo per danni da vaccino anti-Covid-19.

⚠️ Con la massima trasparenza:
questa iniziativa non è una garanzia e non elimina i rischi di una causa.
Il sostegno è solidale, discrezionale e possibile esclusivamente nei limiti delle somme raccolte con questa specifica iniziativa.
Una volta esauriti i fondi, non sarà possibile garantire ulteriori contributi, salvo l’eventuale avvio di nuove e distinte raccolte fondi.

Non possiamo cambiare l’esito dei procedimenti.
Ma possiamo non lasciare sole le persone che li affrontano.

👉 Se puoi, dona.
👉 Se vuoi dare una mano, condividi.

💳 Causale: Supporto economico soccombenza cause legge 210/92

Intestazione: CONTIAMOCI
IBAN: IT79F0569611800000002687X35

📩 Info: dannidavaccino@contiamoci.net
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IL VACCINO AMBIENTALE 🌺🌺🌺
Quotidiano Sanità dà meritoriamente conto di uno studio clinico in cui sono stati messi a contatto volontari sani con malati di influenza ed è stato studiato l'eventuale contagio, Lo studio, pubblicato sull'autorevole rivista PLOS Pathogens, riporta che nessuno dei soggetti sani, pure a stretto contatto con i malati, si è contagiato. Gli autori attribuiscono la responsabilità dei risultati alla poca tosse dei malati e soprattutto agli impianti di ventilazione e deumidificazione presenti nei locali dello studio medesimo. Il che non può non ricordarci quando, ai bei tempi della pandemia, ci si diceva della necessità di un ammodernamento dei luoghi pubblici di studio e lavoro che garantissero adeguati ricambi di aria. Poi purtroppo ci si fermò ai banchi a rotelle e al confino dei non vaccinati. Vedi a volte il destino cinico e baro!

https://www.doctor33.it/articolo/66528/influenza-nessuna-trasmissione-in-un-trial-controllato-il-ruolo-della-ventilazione
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PUBBLICITA' INGANNEVOLE 🌺🌺🌺
Anche Nature finisce per unirsi al coro dedicando un editoriale allo studio inglese pubblicato giorni fa su The Lancet e che mostra come in pandemia a un certo punto due terzi di chi non si sarebbe voluto vaccinare alla fine si piegò alle pressioni.
https://www.nature.com/articles/d41586-026-00092-z
La lettura del dato da parte dei corifei di regime, cui Nature si adegua, è che lo studio offrirebbe indicazioni su come sconfiggere la cosiddetta "esitazione vaccinale". Ora, il concetto medesimo di "esitazione vaccinale" è un non senso. Chissà perché non si parla di "esitazione farmaceutica"? Forse perché parrebbe troppo stupido anche per certuni sostenere che tutti i medicinali vadano assunti senza se e senza ma col passo dell'oca e al grido di "credere-obbedire-ingoiare"?
Due ovvietà: ai tempi la stragrande maggioranza degli scettici finì per vaccinarsi sotto ricatto, cedendo alla minaccia di vedersi altrimenti privata financo dei diritti fondamentali, finendo per vedersi privata del lavoro e del salario, ridotta alla fame, e condannata all'emarginazione, alla discriminazione, al confino e alla morte civile. E infatti la soddisfazione con cui certi rimarcano il cedimento di questi due terzi è fin troppo simile al trionfalismo con cui si annuncerebbe la caduta della capitale di un paese che si sia voluto conquistare manu militari.
La seconda ovvietà è che i vaccini, come qualsiasi altro medicinale, vanno valutati uno a uno, poiché ci sono i buoni, i meno buoni e i pessimi, quelli necessari, quelli meno necessari e quelli inutili, in relazione alle condizioni oggettive e alle preferenze e agli orientamenti soggettivi. Definirsi dunque pro-vaccini, o specularmente anti-vaccini, significa semplicemente segnalare al mondo di aver capito e di sapere poco o nulla oppure di essere in mala fede. Che è peggio.
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I LOTTI SANITARI 🌺🌺🌺
Già dieci anni fa la questione interesava a pochi. Oggi pare ormai totalmente normalizzata, scomparsa dal pubblico dibattito e considerata ovvia e anzi funzionale dagli addetti ai lavori.

https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/pfbid02TdGy6a23vu3c2AUihZRUGmaWU7VmbFJWnJYc3ZxRNt5d9p1xgfC9KhsHAdCELWsYl
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