(continua dal post precedente)
Trovo interessante il confronto tra i due commenti. Il primo corrisponde all'atteggiamento per certi versi mite e conciliante della gran parte dei colleghi che onestamente conducono la loro professione quotidiana industriandosi al meglio senza tuttavia porsi troppe questioni, e finendo per tornare a casa sereni la sera. Un po' come coloro che per secoli hanno pacificamente accettato che il sole girasse intorno alla terra. Il secondo corrisponde invece all'approccio di chi esercita costantemente un "sano scetticismo", cercando di andare oltre le prime apparenze alla ricerca delle questioni più profonde e scomode. Un po' come coloro che ogni giorno combattono per scalzare il geocentrismo a favore dell'eliocentrismo.
Nota per gli interessati: della dipendenza da antidepressivi ci siamo occupati meno di un mese fa qui
https://t.me/MarCosent/4278
Trovo interessante il confronto tra i due commenti. Il primo corrisponde all'atteggiamento per certi versi mite e conciliante della gran parte dei colleghi che onestamente conducono la loro professione quotidiana industriandosi al meglio senza tuttavia porsi troppe questioni, e finendo per tornare a casa sereni la sera. Un po' come coloro che per secoli hanno pacificamente accettato che il sole girasse intorno alla terra. Il secondo corrisponde invece all'approccio di chi esercita costantemente un "sano scetticismo", cercando di andare oltre le prime apparenze alla ricerca delle questioni più profonde e scomode. Un po' come coloro che ogni giorno combattono per scalzare il geocentrismo a favore dell'eliocentrismo.
Nota per gli interessati: della dipendenza da antidepressivi ci siamo occupati meno di un mese fa qui
https://t.me/MarCosent/4278
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OLIMPOTIROIDEI 🌺🌺🌺
Un recente studio condotto sui dati dell'Agenzia Internazionale per i Test (ITA), che gestisce il programma antidoping del Comitato Olimpico Internazionale, riporta che il 2% degli atleti sottoposti a test che hanno gareggiato nelle ultime tre Olimpiadi (due estive 2020 e 2024 e una invernale 2022) ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei, controversi ma ancora legali.
Secondi i risultati, un totale di 170 atleti ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei. Il 10% di questi atleti proveniva dall'Italia, nonostante quasi 200 nazioni abbiano partecipato alle Olimpiadi. Gli Stati Uniti hanno registrato il secondo numero più alto (9%), seguiti da Germania (7%) e Paesi Bassi (6%).
Questi farmaci vengono spesso utilizzati per la loro capacità di migliorare il "rapporto peso/potenza". Negli sport in cui il peso è importante, i farmaci per la tiroide possono essere utilizzati per ridurre il peso senza perdere potenza e aumentare il "rapporto potenza-peso" di un atleta, che è un indicatore cruciale delle prestazioni, in particolare nel ciclismo e nell'atletica. Non a caso, nelle statistiche di questo studio sono proprio atletica e ciclismo gli sport in cui è più frequente l'uso di ormoni tiroidei, seguiti da canottaggio e sport acquatici.
Notevole anche che nel 2022, gli avvocati della campionessa di Wimbledon 2019 Simona Halep abbiano sostenuto davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport che le fluttuazioni anomale del suo Passaporto Biologico, uno strumento utilizzato per rilevare il doping ematico, avrebbero potuto essere causate in parte dal suo ipotiroidismo. Halep è stata infine assolta dall'accusa.
L'ex chimico Victor Conte, che ha fornito sostanze dopanti al velocista Marion Jones prima delle Olimpiadi di Sydney, ha precedentemente rivelato che i suoi velocisti usavano l'ormone tiroideo liotironina prima delle gare. Victor Conte ha dichiarato tra l'altro: "La liotironina veniva utilizzata per accelerare il metabolismo basale prima delle gare. Lo scopo era ridurre la lentezza e aumentare la rapidità."
In totale, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei è stata dell'1,8% a Tokyo 2020 e dell'1,3% alle Olimpiadi estive di Parigi 2024. Tuttavia, questa percentuale è aumentata notevolmente, raggiungendo il 2,7% alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Secondo gli autori dello studio, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei per indicazione medica nei giovani adulti all'interno della popolazione normale è stimata tra lo 0,5 e l'1,0%.
https://honestsport.substack.com/p/exclusive-italy-usa-germany-see-highest
Un recente studio condotto sui dati dell'Agenzia Internazionale per i Test (ITA), che gestisce il programma antidoping del Comitato Olimpico Internazionale, riporta che il 2% degli atleti sottoposti a test che hanno gareggiato nelle ultime tre Olimpiadi (due estive 2020 e 2024 e una invernale 2022) ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei, controversi ma ancora legali.
Secondi i risultati, un totale di 170 atleti ha dichiarato di aver fatto uso di ormoni tiroidei. Il 10% di questi atleti proveniva dall'Italia, nonostante quasi 200 nazioni abbiano partecipato alle Olimpiadi. Gli Stati Uniti hanno registrato il secondo numero più alto (9%), seguiti da Germania (7%) e Paesi Bassi (6%).
Questi farmaci vengono spesso utilizzati per la loro capacità di migliorare il "rapporto peso/potenza". Negli sport in cui il peso è importante, i farmaci per la tiroide possono essere utilizzati per ridurre il peso senza perdere potenza e aumentare il "rapporto potenza-peso" di un atleta, che è un indicatore cruciale delle prestazioni, in particolare nel ciclismo e nell'atletica. Non a caso, nelle statistiche di questo studio sono proprio atletica e ciclismo gli sport in cui è più frequente l'uso di ormoni tiroidei, seguiti da canottaggio e sport acquatici.
Notevole anche che nel 2022, gli avvocati della campionessa di Wimbledon 2019 Simona Halep abbiano sostenuto davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport che le fluttuazioni anomale del suo Passaporto Biologico, uno strumento utilizzato per rilevare il doping ematico, avrebbero potuto essere causate in parte dal suo ipotiroidismo. Halep è stata infine assolta dall'accusa.
L'ex chimico Victor Conte, che ha fornito sostanze dopanti al velocista Marion Jones prima delle Olimpiadi di Sydney, ha precedentemente rivelato che i suoi velocisti usavano l'ormone tiroideo liotironina prima delle gare. Victor Conte ha dichiarato tra l'altro: "La liotironina veniva utilizzata per accelerare il metabolismo basale prima delle gare. Lo scopo era ridurre la lentezza e aumentare la rapidità."
In totale, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei è stata dell'1,8% a Tokyo 2020 e dell'1,3% alle Olimpiadi estive di Parigi 2024. Tuttavia, questa percentuale è aumentata notevolmente, raggiungendo il 2,7% alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Secondo gli autori dello studio, la prevalenza dell'uso di ormoni tiroidei per indicazione medica nei giovani adulti all'interno della popolazione normale è stimata tra lo 0,5 e l'1,0%.
https://honestsport.substack.com/p/exclusive-italy-usa-germany-see-highest
Substack
Exclusive: Italy, USA, Germany see highest use of 'weight loss' hormones at the Olympics
A new study finds that controversial thyroid hormones were still used by athletes at the past three Olympics. 25% of all athletes who declared their use of the drugs were from just three countries.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
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LA GUERRA FREDDA CULTURALE DELLA CIA CONTRO L'EUROPA
Dopo anni di sparizione dal commercio, finalmente il libro La guerra fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti di Frances Stonor Saunders sarà ripubblicato in italiano da Fazi Editore.
Un volume fondamentale, con la più completa rassegna che sia mai stata scritta di tutte le strategie di soft power e propaganda, messe in campo dalla Cia tra gli anni '70 e '80 per distruggere pensieri e movimenti politici autonomi europei.
Per comprendere pienamente l'attuale crisi dell'Europa, e in particolare della sinistra europea, bisogna infatti conoscere la capillare guerra culturale condotta dalla Nato e dagli Stati Uniti contro il Vecchio Continente.
L'annuncio dell'editore, Thomas Fazi, intervistato da Giorgio Bianchi in esclusiva per Byoblu Origini, nella puntata dedicata alle sfide dell'editoria pura e indipendente:
https://www.youtube.com/watch?v=sUGsg_Q0_Eg
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Dopo anni di sparizione dal commercio, finalmente il libro La guerra fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti di Frances Stonor Saunders sarà ripubblicato in italiano da Fazi Editore.
Un volume fondamentale, con la più completa rassegna che sia mai stata scritta di tutte le strategie di soft power e propaganda, messe in campo dalla Cia tra gli anni '70 e '80 per distruggere pensieri e movimenti politici autonomi europei.
Per comprendere pienamente l'attuale crisi dell'Europa, e in particolare della sinistra europea, bisogna infatti conoscere la capillare guerra culturale condotta dalla Nato e dagli Stati Uniti contro il Vecchio Continente.
L'annuncio dell'editore, Thomas Fazi, intervistato da Giorgio Bianchi in esclusiva per Byoblu Origini, nella puntata dedicata alle sfide dell'editoria pura e indipendente:
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Oggi Trump ha annunciato che l'Europa e non gli USA pagheranno per tutte le armi che verrano inviate al comico ucraino, Europa che già adesso sta comprando GNL americano al doppio del prezzo del gas russo.
Tempo fa Buffett disse: «Se stai giocando a poker da mezz'ora e non hai ancora capito chi sia il pollo seduto al tavolo, il pollo sei tu».
Eric Packer
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Tempo fa Buffett disse: «Se stai giocando a poker da mezz'ora e non hai ancora capito chi sia il pollo seduto al tavolo, il pollo sei tu».
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LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE 🌺🌺🌺
Vinay Prasad, direttore del CBER alla FDA, e Martin Makary, commissario della FDA per l'amministrazione Trump, scelgono la prestigiosa rivista JAMA per argomentare la recente scelta di fine giugno di pubblicare un "class safety warning", relativa al rischio di miocarditi e pericarditi associato a tutti i vaccini COVID.19 a RNA.
La decisione è stata presa sulla base dei dati provenienti da uno studio retrospettivo multi-istituzionale sponsorizzato dalla FDA, che ha incluso 333 pazienti ricoverati in ospedale per miocardite dopo aver ricevuto un vaccino COVID-19, per i quali non era stata considerata plausibile alcuna eziologia alternativa. Di questi, l'82% (177/216) presentava evidenze strumentali associate a esiti peggiori. Sebbene non tutti i casi fossero clinicamente gravi, il 2% dei pazienti (6/331) ha avuto necessità di un supporto inotropo, e in un follow-up mediano di 159 giorni, il 60% dei soggetti (98/161) con le predette evidenze strumentali ha manifestato persistenza e una minoranza (5% [5/98]) ha presentato un peggioramento dei sintomi. Il 4% dei pazienti (11/272) ha continuato ad avere aritmie a un follow-up mediano di 31 giorni e il 2% ha richiesto farmaci antiaritmici.
Questi risultati sollevano interrogativi sulla valutazione del rapporto beneficio-rischio della vaccinazione contro il COVID-19 in adolescenti maschi sani e giovani adulti, e sono coerenti con vari studi precedenti che Prasad e Makary citano appropriatamente nel loro articolo.
Di particolare interesse è l'ammissione che, sebbene la prima segnalazione di miocardite dopo la vaccinazione a mRNA si sia verificata nel febbraio 2021, il legame tra la vaccinazione contro il COVID-19 e la miocardite non è stato immediatamente accettato e, ancora nell'aprile 2021, l'allora direttrice del CDC negava un potenziale nesso causale. Riconoscere il rischio di miocardite entro aprile 2021 avrebbe avuto infatti importanti implicazioni normative per le future estensioni di età. Il 10 maggio 2021, la FDA estendeva l'autorizzazione all'uso di emergenza del vaccino Pfizer contro il COVID-19 a persone di età compresa tra 12 e 17 anni, favorita in questo dalla mancata pubblicazione da parte del commissario della FDA, del direttore del CBER e del direttore del CDC di un qualsiasi avviso sulla miocardite, che sarebbe arrivato soltanto il 25 giugno 2021, dopo l'autorizzazione all'uso di emergenza negli adolescenti.
Concludono gli autori riconoscendo che durante la pandemia sono stati imposti con aggressività obblighi vaccinali in popolazioni con profili rischio-beneficio potenzialmente negativi. Questo approccio è con ogni probabilità (cor)responsabile della diffusa perdita di fiducia nella medicina e della crescente esitazione nei confronti di qualsiasi vaccinazione. Come dar loro torto?
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2836670
Vinay Prasad, direttore del CBER alla FDA, e Martin Makary, commissario della FDA per l'amministrazione Trump, scelgono la prestigiosa rivista JAMA per argomentare la recente scelta di fine giugno di pubblicare un "class safety warning", relativa al rischio di miocarditi e pericarditi associato a tutti i vaccini COVID.19 a RNA.
La decisione è stata presa sulla base dei dati provenienti da uno studio retrospettivo multi-istituzionale sponsorizzato dalla FDA, che ha incluso 333 pazienti ricoverati in ospedale per miocardite dopo aver ricevuto un vaccino COVID-19, per i quali non era stata considerata plausibile alcuna eziologia alternativa. Di questi, l'82% (177/216) presentava evidenze strumentali associate a esiti peggiori. Sebbene non tutti i casi fossero clinicamente gravi, il 2% dei pazienti (6/331) ha avuto necessità di un supporto inotropo, e in un follow-up mediano di 159 giorni, il 60% dei soggetti (98/161) con le predette evidenze strumentali ha manifestato persistenza e una minoranza (5% [5/98]) ha presentato un peggioramento dei sintomi. Il 4% dei pazienti (11/272) ha continuato ad avere aritmie a un follow-up mediano di 31 giorni e il 2% ha richiesto farmaci antiaritmici.
Questi risultati sollevano interrogativi sulla valutazione del rapporto beneficio-rischio della vaccinazione contro il COVID-19 in adolescenti maschi sani e giovani adulti, e sono coerenti con vari studi precedenti che Prasad e Makary citano appropriatamente nel loro articolo.
Di particolare interesse è l'ammissione che, sebbene la prima segnalazione di miocardite dopo la vaccinazione a mRNA si sia verificata nel febbraio 2021, il legame tra la vaccinazione contro il COVID-19 e la miocardite non è stato immediatamente accettato e, ancora nell'aprile 2021, l'allora direttrice del CDC negava un potenziale nesso causale. Riconoscere il rischio di miocardite entro aprile 2021 avrebbe avuto infatti importanti implicazioni normative per le future estensioni di età. Il 10 maggio 2021, la FDA estendeva l'autorizzazione all'uso di emergenza del vaccino Pfizer contro il COVID-19 a persone di età compresa tra 12 e 17 anni, favorita in questo dalla mancata pubblicazione da parte del commissario della FDA, del direttore del CBER e del direttore del CDC di un qualsiasi avviso sulla miocardite, che sarebbe arrivato soltanto il 25 giugno 2021, dopo l'autorizzazione all'uso di emergenza negli adolescenti.
Concludono gli autori riconoscendo che durante la pandemia sono stati imposti con aggressività obblighi vaccinali in popolazioni con profili rischio-beneficio potenzialmente negativi. Questo approccio è con ogni probabilità (cor)responsabile della diffusa perdita di fiducia nella medicina e della crescente esitazione nei confronti di qualsiasi vaccinazione. Come dar loro torto?
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2836670
Jamanetwork
US FDA Safety Labeling Change for mRNA COVID-19 Vaccines
This Viewpoint explores the US Food and Drug Administration’s institution of a class Safety Labeling Change for messenger RNA (mRNA) COVID-19 vaccines.
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PRIMA VENNERO A PRENDERE... 🌺🌺🌺
Una bella riflessione su alcune molto verosimili conseguenze dell'avvento dell'IA in medicina. Riposto qui di seguito le conclusioni:
"Gli incentivi per i sistemi sanitari a creare un modello di assistenza automatizzato sono evidenti: assistenza scalabile e sempre disponibile. Più pazienti per medico. Pianificazione, indirizzamenti e ricavi a valle senza interruzioni. Il ROI [return on investment] è chiaro. L'accettazione da parte dei pazienti è massimizzata da un'esperienza utente ottimale, dal branding del sistema ospedaliero e dalla supervisione e approvazione del medico personale.
Non si tratta di pura ipotesi. I tasselli si stanno muovendo. Lo Utah ha approvato una legge sull'intelligenza artificiale. La FDA sta emanando linee guida per gli strumenti di intelligenza artificiale. La regolamentazione potrebbe essere l'ostacolo maggiore, ma il terreno è già stato gettato.
Ma i medici potrebbero non rendersi conto di quanto siano stati messi da parte. L'agente non li sostituisce completamente. Piuttosto, ridefinisce l'incontro in modo così completo che il medico diventa un facoltativo.
In un primo momento, questi strumenti potrebbero semplicemente semplificare il lavoro di tutti: un aumento della produttività protetto, per ora, dall'inerzia della regolamentazione medica.
Ma la rivoluzione è in arrivo. La prima ondata potrebbe colpire gli infermieri, e i medici non tarderanno ad arrivare. Questo modello è economicamente interessante. È anche dirompente nel senso classico descritto da Clayton Christensen in "Il dilemma dell'innovatore".
Eric Topol ha scritto "Il paziente ti vedrà ora" nel 2016, descrivendo una visione ottimistica di una tecnologia che dà potere ai pazienti e sposta il potere dai medici. Questa nuova visione, "L'agente ti vedrà ora", potrebbe essere l'immagine speculare di quella promessa: la conversazione avviene ancora, ma secondo termini stabiliti da algoritmi, dove sia il paziente che il medico cedono il controllo a qualcosa che li supera.
Non fraintendetemi, utilizzo l'intelligenza artificiale ambientale nella mia clinica e la adoro: "la migliore tecnologia informatica sanitaria della mia carriera". Soprattutto, si sta guadagnando la mia fiducia. È proprio per questo che la osservo attentamente: non per resisterle, ma per capire dove sta andando.
La mia visione sembra distopica? Per certi versi, credo di sì.
Non sto approvando questo futuro, sto solo descrivendo dove porteranno gli incentivi. Ecco perché è fondamentale che i medici affermino la responsabilità di questa tecnologia per preservare i nostri valori clinici ed etici, nonché il nostro lavoro."
https://www.sensible-med.com/p/when-ai-listens-in-how-conversational
Una bella riflessione su alcune molto verosimili conseguenze dell'avvento dell'IA in medicina. Riposto qui di seguito le conclusioni:
"Gli incentivi per i sistemi sanitari a creare un modello di assistenza automatizzato sono evidenti: assistenza scalabile e sempre disponibile. Più pazienti per medico. Pianificazione, indirizzamenti e ricavi a valle senza interruzioni. Il ROI [return on investment] è chiaro. L'accettazione da parte dei pazienti è massimizzata da un'esperienza utente ottimale, dal branding del sistema ospedaliero e dalla supervisione e approvazione del medico personale.
Non si tratta di pura ipotesi. I tasselli si stanno muovendo. Lo Utah ha approvato una legge sull'intelligenza artificiale. La FDA sta emanando linee guida per gli strumenti di intelligenza artificiale. La regolamentazione potrebbe essere l'ostacolo maggiore, ma il terreno è già stato gettato.
Ma i medici potrebbero non rendersi conto di quanto siano stati messi da parte. L'agente non li sostituisce completamente. Piuttosto, ridefinisce l'incontro in modo così completo che il medico diventa un facoltativo.
In un primo momento, questi strumenti potrebbero semplicemente semplificare il lavoro di tutti: un aumento della produttività protetto, per ora, dall'inerzia della regolamentazione medica.
Ma la rivoluzione è in arrivo. La prima ondata potrebbe colpire gli infermieri, e i medici non tarderanno ad arrivare. Questo modello è economicamente interessante. È anche dirompente nel senso classico descritto da Clayton Christensen in "Il dilemma dell'innovatore".
Eric Topol ha scritto "Il paziente ti vedrà ora" nel 2016, descrivendo una visione ottimistica di una tecnologia che dà potere ai pazienti e sposta il potere dai medici. Questa nuova visione, "L'agente ti vedrà ora", potrebbe essere l'immagine speculare di quella promessa: la conversazione avviene ancora, ma secondo termini stabiliti da algoritmi, dove sia il paziente che il medico cedono il controllo a qualcosa che li supera.
Non fraintendetemi, utilizzo l'intelligenza artificiale ambientale nella mia clinica e la adoro: "la migliore tecnologia informatica sanitaria della mia carriera". Soprattutto, si sta guadagnando la mia fiducia. È proprio per questo che la osservo attentamente: non per resisterle, ma per capire dove sta andando.
La mia visione sembra distopica? Per certi versi, credo di sì.
Non sto approvando questo futuro, sto solo descrivendo dove porteranno gli incentivi. Ecco perché è fondamentale che i medici affermino la responsabilità di questa tecnologia per preservare i nostri valori clinici ed etici, nonché il nostro lavoro."
https://www.sensible-med.com/p/when-ai-listens-in-how-conversational
Sensible-Med
When AI Listens In: How Conversational Data Could Disrupt Medicine
When I began practicing medicine, use of the Internet or a smartphone could not have been imagined because neither existed.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
IL CONFLITTO (IN)EVITABILE
In questa nuova puntata di ByoBlu Origini, Giorgio Bianchi ci guida attraverso un'analisi lucida e inquietante degli equilibri geopolitici attuali.
Il mondo si muove lungo tre direttrici di scontro: Europa e Gran Bretagna contro la Russia, Israele e Stati Uniti contro l’Iran, e infine l’alleanza anglo-americana e asiatica contro la Cina.
Gli Stati Uniti delegano all’Europa il fronte russo, per poter concentrare le proprie forze sul vicino, medio e lontano Oriente.
Questa guerra fratricida tra Europa e Russia finisce per sabotare le ambizioni di entrambe di diventare vere potenze globali.
Nel frattempo, Israele – sempre più percepito come il 51° stato americano – ha il compito di rimodellare il Medio Oriente secondo la visione degli Accordi di Abramo.
Una volta stabiliti questi assetti, Washington potrà rivolgere la sua attenzione al vero obiettivo: la Cina.
Il modello già sperimentato in Ucraina rischia di essere replicato con Taiwan.
Quando l’Europa, sotto pressione, sarà costretta a inviare soldati ufficialmente in Ucraina, la situazione precipiterà.
Saremo di fronte a un salto qualitativo del conflitto: le regole del gioco non saranno più le stesse.
Supereremo simbolicamente le Colonne d’Ercole della nostra civiltà politica ed entreremo in acque inesplorate.
In questo scenario, l’uso dell’arma nucleare – finora solo paventato – non potrà più essere escluso.
Una puntata cruciale per capire come ci siamo arrivati e, soprattutto, cosa potrebbe accadere domani.
https://youtu.be/o7gp9qg6DWg?si=VyPDkNfqsZ2pjiKQ
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
In questa nuova puntata di ByoBlu Origini, Giorgio Bianchi ci guida attraverso un'analisi lucida e inquietante degli equilibri geopolitici attuali.
Il mondo si muove lungo tre direttrici di scontro: Europa e Gran Bretagna contro la Russia, Israele e Stati Uniti contro l’Iran, e infine l’alleanza anglo-americana e asiatica contro la Cina.
Gli Stati Uniti delegano all’Europa il fronte russo, per poter concentrare le proprie forze sul vicino, medio e lontano Oriente.
Questa guerra fratricida tra Europa e Russia finisce per sabotare le ambizioni di entrambe di diventare vere potenze globali.
Nel frattempo, Israele – sempre più percepito come il 51° stato americano – ha il compito di rimodellare il Medio Oriente secondo la visione degli Accordi di Abramo.
Una volta stabiliti questi assetti, Washington potrà rivolgere la sua attenzione al vero obiettivo: la Cina.
Il modello già sperimentato in Ucraina rischia di essere replicato con Taiwan.
Quando l’Europa, sotto pressione, sarà costretta a inviare soldati ufficialmente in Ucraina, la situazione precipiterà.
Saremo di fronte a un salto qualitativo del conflitto: le regole del gioco non saranno più le stesse.
Supereremo simbolicamente le Colonne d’Ercole della nostra civiltà politica ed entreremo in acque inesplorate.
In questo scenario, l’uso dell’arma nucleare – finora solo paventato – non potrà più essere escluso.
Una puntata cruciale per capire come ci siamo arrivati e, soprattutto, cosa potrebbe accadere domani.
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IL CONFLITTO (IN)EVITABILE - Byoblu Origini
In questa puntata di ByoBlu Origini, Giorgio Bianchi analizza le tre direttrici del conflitto globale: Europa contro Russia, Israele e USA contro Iran, e l’asse occidentale contro la Cina. Gli Stati Uniti spostano il baricentro verso l’Oriente, delegando…
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OCCHIO AI VACCINI COVID! 🌺🌺🌺
Ophtalmic Epidemiology, rivista scientifica indicizzata pubblicata da Taylor & Francis, uno dei grandi "publisher" dell'editoria scientifica internazionale, ospita un semplice quanto rigoroso studio di due oculisti accademici turchi, i quali esaminano sistematicamente le cornee di una sessantina di persone da loro seguite prima e circa due mesi e mezzo dopo la somministrazione del vaccino COVID-19 a RNA di Pfizer, scoprendo delle sistematiche modificazioni delle cornee le quali, pur senza manifestare alterazioni francamente patologiche, subiscono una sorta di processo di invecchiamento accelerato, finendo per mostrare riduzione delle cellule endoteliali la cui presenza è garanzia di trasparenza e salute delle cornee stesse. Due considerazioni: in primo luogo, il disegno dello studio, prima/dopo vaccino, è di una ovvietà e banalità disarmante. Se lo stesso disegno fosse stato adottato nei trial registrativi del 2020, con una batteria completa di esami ematochimici, laboratoristici e strumentali prima e dopo vaccinazione anche solo in un sottogruppo delle decine di migliaia di individui che si offrirono volontari, avremmo identificato con largo anticipo danni indotti da questi prodotti che invece ci misero mesi e mesi a emergere, mentre molte persone soffrivano danni talora anche gravi, in alcuni casi mortali. Sarebbe bastata la batteria di esami per la coagulazione per identificare e caratterizzare la diatesi trombotica associata a questi farmaci, il dosaggio della troponina per i danni miocardici e così via, finendo probabilmente anche per identificare indicatori di maggior rischio che avrebbero potuto sconsigliare i vaccini a ragion veduta. E, secondo punto, se questo fosse stato fatto con ogni probabilità le campagne vaccinali a tappeto che vaccinarono il mondo avrebbero incontrato molte più difficoltà e questi prodotti sarebbero stati impiegati con molto maggiore discernimento. Che è poi anche il motivo per cui certi studi non sono stati fatti allora e ancora oggi finiscono per esser realizzati, come questo, occasionalmente, su poche decine di persone e vengono pubblicati su riviste decorose quanto secondarie, dove verranno rapidamente sepolti e dimenticati. Perché la ricerca medica e scientifica fa la sua parte, ma poi di per se stessa non ha certo alcuna voce in capitolo sulle decisioni politiche.
https://t.me/rossobruni/54016
Ophtalmic Epidemiology, rivista scientifica indicizzata pubblicata da Taylor & Francis, uno dei grandi "publisher" dell'editoria scientifica internazionale, ospita un semplice quanto rigoroso studio di due oculisti accademici turchi, i quali esaminano sistematicamente le cornee di una sessantina di persone da loro seguite prima e circa due mesi e mezzo dopo la somministrazione del vaccino COVID-19 a RNA di Pfizer, scoprendo delle sistematiche modificazioni delle cornee le quali, pur senza manifestare alterazioni francamente patologiche, subiscono una sorta di processo di invecchiamento accelerato, finendo per mostrare riduzione delle cellule endoteliali la cui presenza è garanzia di trasparenza e salute delle cornee stesse. Due considerazioni: in primo luogo, il disegno dello studio, prima/dopo vaccino, è di una ovvietà e banalità disarmante. Se lo stesso disegno fosse stato adottato nei trial registrativi del 2020, con una batteria completa di esami ematochimici, laboratoristici e strumentali prima e dopo vaccinazione anche solo in un sottogruppo delle decine di migliaia di individui che si offrirono volontari, avremmo identificato con largo anticipo danni indotti da questi prodotti che invece ci misero mesi e mesi a emergere, mentre molte persone soffrivano danni talora anche gravi, in alcuni casi mortali. Sarebbe bastata la batteria di esami per la coagulazione per identificare e caratterizzare la diatesi trombotica associata a questi farmaci, il dosaggio della troponina per i danni miocardici e così via, finendo probabilmente anche per identificare indicatori di maggior rischio che avrebbero potuto sconsigliare i vaccini a ragion veduta. E, secondo punto, se questo fosse stato fatto con ogni probabilità le campagne vaccinali a tappeto che vaccinarono il mondo avrebbero incontrato molte più difficoltà e questi prodotti sarebbero stati impiegati con molto maggiore discernimento. Che è poi anche il motivo per cui certi studi non sono stati fatti allora e ancora oggi finiscono per esser realizzati, come questo, occasionalmente, su poche decine di persone e vengono pubblicati su riviste decorose quanto secondarie, dove verranno rapidamente sepolti e dimenticati. Perché la ricerca medica e scientifica fa la sua parte, ma poi di per se stessa non ha certo alcuna voce in capitolo sulle decisioni politiche.
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Giubbe Rosse
VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI DEI VACCINI MRNA-COVID 19 SULL'ENDOTELIO CORNEALE
Un nuovo studio su 64 pazienti rileva danni strutturali irreversibili all’endotelio corneale dell'occhio in giovani adulti sani dopo due dosi di vaccino mRNA Pfizer.
Lo studio peer…
Un nuovo studio su 64 pazienti rileva danni strutturali irreversibili all’endotelio corneale dell'occhio in giovani adulti sani dopo due dosi di vaccino mRNA Pfizer.
Lo studio peer…
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DEPRESCRIVERE GLI ANTIDEPRESSIVI 🌺🌺🌺
The Therapeutics Initiative dedica l'articolo di oggi 17 luglio 2025 alla sospensione delle terapie con farmaci antidepressivi.
L'importanza dell'argomento, in base alle evidenze disponibili, risiede nel fatto che "la maggior parte delle persone trattate con antidepressivi per la depressione lieve o moderata potrebbe non trarre beneficio dalla farmacoterapia continuativa. Nel tempo, gli effetti avversi spesso superano i benefici. Eppure molti, soprattutto le donne, assumono antidepressivi per un periodo molto più lungo di quanto raccomandato dalle linee guida cliniche. Pertanto, quando i medici raccomandano di iniziare un antidepressivo, devono anche sapere come interromperlo. L'astinenza da antidepressivi è un problema clinico comune ma poco riconosciuto. Almeno la metà delle persone che interrompono gli antidepressivi manifesta sintomi di astinenza significativi, in particolare a dosi più elevate o dopo un trattamento a lungo termine."
L'articolo esamina la migliore letteratura disponibile offrendo indicazioni pratiche e precise per i maggiori antidepressivi correntemente utilizzati e conclude che "per ridurre la probabilità o la gravità dei sintomi di astinenza, evitare l'interruzione brusca. Per i pazienti ad alto rischio, valutare una riduzione graduale della dose nell'arco di mesi o addirittura anni. Una riduzione iperbolica della dose può essere facilitata da formulazioni liquide o farmacie specializzate. Monitorare i pazienti ogni due o quattro settimane dopo ogni riduzione della dose, con la possibilità di sospendere o invertire la riduzione secondo necessità. L'educazione del paziente, la condivisione del processo decisionale e il consenso informato alla sospensione della prescrizione dovrebbero ridurre al minimo i danni e migliorare i risultati."
Le raccomandazioni sono indirizzate ai medici. Nessuno dovrebbe tentare di sospendere un trattamento con farmaci antidepressivi senza una competente e assidua assistenza professionale. E' tuttavia almeno altrettanto importante che i diretti interessati siano consapevoli della natura del problema e dei benefici e dei rischi connessi a percorso di sospensione. Per queste ragioni, la lettura di articoli del genere è raccomandabile a tutte le persone a vario titolo coinvolte sull'argomento.
https://www.ti.ubc.ca/2025/07/17/157-how-to-stop-antidepressants/
The Therapeutics Initiative è un bollettino di informazione fondato nel 1994 dal Dipartimento di Farmacologia e Terapia dell'Università della British Columbia, indipendente, separata dal governo, dall'industria farmaceutica e da altri gruppi di interesse e con la missione di fornire a medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari vari e al pubblico in generale informazioni aggiornate, indipendenti, basate sull'evidenza e pratiche sugli interventi sanitari.
Post precedenti sul tema degli antidepressivi:
https://t.me/MarCosent/4278
https://t.me/MarCosent/1360
https://t.me/MarCosent/1963
https://t.me/MarCosent/2020
https://t.me/MarCosent/3659
https://t.me/MarCosent/4333
The Therapeutics Initiative dedica l'articolo di oggi 17 luglio 2025 alla sospensione delle terapie con farmaci antidepressivi.
L'importanza dell'argomento, in base alle evidenze disponibili, risiede nel fatto che "la maggior parte delle persone trattate con antidepressivi per la depressione lieve o moderata potrebbe non trarre beneficio dalla farmacoterapia continuativa. Nel tempo, gli effetti avversi spesso superano i benefici. Eppure molti, soprattutto le donne, assumono antidepressivi per un periodo molto più lungo di quanto raccomandato dalle linee guida cliniche. Pertanto, quando i medici raccomandano di iniziare un antidepressivo, devono anche sapere come interromperlo. L'astinenza da antidepressivi è un problema clinico comune ma poco riconosciuto. Almeno la metà delle persone che interrompono gli antidepressivi manifesta sintomi di astinenza significativi, in particolare a dosi più elevate o dopo un trattamento a lungo termine."
L'articolo esamina la migliore letteratura disponibile offrendo indicazioni pratiche e precise per i maggiori antidepressivi correntemente utilizzati e conclude che "per ridurre la probabilità o la gravità dei sintomi di astinenza, evitare l'interruzione brusca. Per i pazienti ad alto rischio, valutare una riduzione graduale della dose nell'arco di mesi o addirittura anni. Una riduzione iperbolica della dose può essere facilitata da formulazioni liquide o farmacie specializzate. Monitorare i pazienti ogni due o quattro settimane dopo ogni riduzione della dose, con la possibilità di sospendere o invertire la riduzione secondo necessità. L'educazione del paziente, la condivisione del processo decisionale e il consenso informato alla sospensione della prescrizione dovrebbero ridurre al minimo i danni e migliorare i risultati."
Le raccomandazioni sono indirizzate ai medici. Nessuno dovrebbe tentare di sospendere un trattamento con farmaci antidepressivi senza una competente e assidua assistenza professionale. E' tuttavia almeno altrettanto importante che i diretti interessati siano consapevoli della natura del problema e dei benefici e dei rischi connessi a percorso di sospensione. Per queste ragioni, la lettura di articoli del genere è raccomandabile a tutte le persone a vario titolo coinvolte sull'argomento.
https://www.ti.ubc.ca/2025/07/17/157-how-to-stop-antidepressants/
The Therapeutics Initiative è un bollettino di informazione fondato nel 1994 dal Dipartimento di Farmacologia e Terapia dell'Università della British Columbia, indipendente, separata dal governo, dall'industria farmaceutica e da altri gruppi di interesse e con la missione di fornire a medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari vari e al pubblico in generale informazioni aggiornate, indipendenti, basate sull'evidenza e pratiche sugli interventi sanitari.
Post precedenti sul tema degli antidepressivi:
https://t.me/MarCosent/4278
https://t.me/MarCosent/1360
https://t.me/MarCosent/1963
https://t.me/MarCosent/2020
https://t.me/MarCosent/3659
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Marco Cosentino
DIPENDENZA DA ANTIDEPRESSIVI 🌺🌺🌺
Ieri, The Therapeutics Initiative si è occupato della sindrome da astinenza da antidepressivi. Come le benzodiazepine e gli oppioidi, gli antidepressivi causano tolleranza, dipendenza e sindromi da astinenza. Secondo The…
Ieri, The Therapeutics Initiative si è occupato della sindrome da astinenza da antidepressivi. Come le benzodiazepine e gli oppioidi, gli antidepressivi causano tolleranza, dipendenza e sindromi da astinenza. Secondo The…
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UNDER PRESSURE 🌺🌺🌺
Il blog Sensible Medicine ospita oggi un breve saggio di grande buon senso scritto da un cardiologo statunitense sul tema del trattamento di puntate ipertensive più o meno occasionali. La ragionevolissima tesi sostenuta è che di fronte a valori pressori occasionalmente elevati (il cui riscontro è sempre più frequente grazie alla diffusione dei misuratori domestici) la prima opzione non debba essere il farmaco bensì la ricerca di ragioni specifiche per l'incremento pressorio e l'orientamento verso approcci inizialmente non farmacologici.
Le motivazioni sono convincenti e le raccomandazioni sono condivisibili. Queste le conclusioni, che meritano di essere lette e meditate:
"Abbiamo creato una generazione di pazienti (e medici) terrorizzati dalle normali variazioni fisiologiche. I picchi di pressione sanguigna hanno aiutato i nostri antenati a sopravvivere: è una caratteristica, non un difetto. L'ironia è forte: nel nostro zelo di prevenire i veri pericoli dell'ipertensione cronica, stiamo causando danni reali trattando eccessivamente le normali fluttuazioni. Stiamo somministrando farmaci che possono causare danni renali o cadute per prevenire eventi cardiovascolari teorici che non si verificheranno a causa di aumenti temporanei della pressione sanguigna. Riservate un trattamento aggressivo ai pazienti che ne hanno veramente bisogno: quelli con valori pressori persistentemente elevati nel tempo. Se la pressione sanguigna del vostro paziente raggiunge i 200 per un'ora dopo una giornata stressante? Non c'è bisogno di cure. Non è un'emergenza: è umano."
E le dinamiche del ragionamento non hanno a che fare certo solo con l'ambito della pressione arteriosa.
https://www.sensible-med.com/p/turn-down-the-pressure
Il blog Sensible Medicine ospita oggi un breve saggio di grande buon senso scritto da un cardiologo statunitense sul tema del trattamento di puntate ipertensive più o meno occasionali. La ragionevolissima tesi sostenuta è che di fronte a valori pressori occasionalmente elevati (il cui riscontro è sempre più frequente grazie alla diffusione dei misuratori domestici) la prima opzione non debba essere il farmaco bensì la ricerca di ragioni specifiche per l'incremento pressorio e l'orientamento verso approcci inizialmente non farmacologici.
Le motivazioni sono convincenti e le raccomandazioni sono condivisibili. Queste le conclusioni, che meritano di essere lette e meditate:
"Abbiamo creato una generazione di pazienti (e medici) terrorizzati dalle normali variazioni fisiologiche. I picchi di pressione sanguigna hanno aiutato i nostri antenati a sopravvivere: è una caratteristica, non un difetto. L'ironia è forte: nel nostro zelo di prevenire i veri pericoli dell'ipertensione cronica, stiamo causando danni reali trattando eccessivamente le normali fluttuazioni. Stiamo somministrando farmaci che possono causare danni renali o cadute per prevenire eventi cardiovascolari teorici che non si verificheranno a causa di aumenti temporanei della pressione sanguigna. Riservate un trattamento aggressivo ai pazienti che ne hanno veramente bisogno: quelli con valori pressori persistentemente elevati nel tempo. Se la pressione sanguigna del vostro paziente raggiunge i 200 per un'ora dopo una giornata stressante? Non c'è bisogno di cure. Non è un'emergenza: è umano."
E le dinamiche del ragionamento non hanno a che fare certo solo con l'ambito della pressione arteriosa.
https://www.sensible-med.com/p/turn-down-the-pressure
Sensible-Med
Turn Down the Pressure
As society increasingly measures blood pressure, it is important to have perspective on what high blood pressure means.
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NEW RESEARCH 🌺🌺🌺
Schizophrenia is a severe mental disorder associated with behavioural, cognitive, and emotional impairments. Recent evidence suggests that immunological aspects, in particular neuroinflammation may play an important role in schizophrenia. A new study co-authored by Marco Cosentino at the Centro di Ricerca in Farmacologia Medica, and coordinated by Mikhail Melnikov and co-workers at the Laboratory of Neuroimmunology, Federal Center of Brain Research and Neurotechnologies of the Federal Medical-Biological Agency of Russia, Moscow, Russia and the Department of Neurology, Neurosurgery and Medical Genetics, Pirogov Russian National Research Medical University, Moscow, Russia, has recently revised the contributon by the infiltrating cells that cause neuroinflammation, among which CD4+ T helper (Th) 17 cells attract the most attention. Researchers suggest that Th17 cells could be considered as a promising additional therapeutic target in schizophrenia and deserve further investigation.
*******
La schizofrenia è un grave disturbo mentale associato a compromissioni comportamentali, cognitive ed emotive. Recenti evidenze suggeriscono che gli aspetti immunologici, in particolare la neuroinfiammazione, possano svolgere un ruolo importante nella schizofrenia. Un nuovo studio, co-autore di Marco Cosentino presso il Centro di Ricerca in Farmacologia Medica e coordinato da Mikhail Melnikov e colleghi presso il Laboratorio di Neuroimmunologia, Centro Federale di Ricerca sul Cervello e Neurotecnologie dell'Agenzia Medico-Biologica Federale della Russia, Mosca, Russia, e il Dipartimento di Neurologia, Neurochirurgia e Genetica Medica, Università Medica Nazionale Russa di Ricerca Pirogov, Mosca, Russia, ha recentemente rivisto il contributo delle cellule infiltranti che causano la neuroinfiammazione, tra cui le cellule T helper (Th) CD4+ 17 che attirano la maggiore attenzione. I ricercatori suggeriscono che le cellule Th17 potrebbero essere considerate un promettente bersaglio terapeutico aggiuntivo nella schizofrenia e meritano ulteriori studi.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1876201825002722
Schizophrenia is a severe mental disorder associated with behavioural, cognitive, and emotional impairments. Recent evidence suggests that immunological aspects, in particular neuroinflammation may play an important role in schizophrenia. A new study co-authored by Marco Cosentino at the Centro di Ricerca in Farmacologia Medica, and coordinated by Mikhail Melnikov and co-workers at the Laboratory of Neuroimmunology, Federal Center of Brain Research and Neurotechnologies of the Federal Medical-Biological Agency of Russia, Moscow, Russia and the Department of Neurology, Neurosurgery and Medical Genetics, Pirogov Russian National Research Medical University, Moscow, Russia, has recently revised the contributon by the infiltrating cells that cause neuroinflammation, among which CD4+ T helper (Th) 17 cells attract the most attention. Researchers suggest that Th17 cells could be considered as a promising additional therapeutic target in schizophrenia and deserve further investigation.
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La schizofrenia è un grave disturbo mentale associato a compromissioni comportamentali, cognitive ed emotive. Recenti evidenze suggeriscono che gli aspetti immunologici, in particolare la neuroinfiammazione, possano svolgere un ruolo importante nella schizofrenia. Un nuovo studio, co-autore di Marco Cosentino presso il Centro di Ricerca in Farmacologia Medica e coordinato da Mikhail Melnikov e colleghi presso il Laboratorio di Neuroimmunologia, Centro Federale di Ricerca sul Cervello e Neurotecnologie dell'Agenzia Medico-Biologica Federale della Russia, Mosca, Russia, e il Dipartimento di Neurologia, Neurochirurgia e Genetica Medica, Università Medica Nazionale Russa di Ricerca Pirogov, Mosca, Russia, ha recentemente rivisto il contributo delle cellule infiltranti che causano la neuroinfiammazione, tra cui le cellule T helper (Th) CD4+ 17 che attirano la maggiore attenzione. I ricercatori suggeriscono che le cellule Th17 potrebbero essere considerate un promettente bersaglio terapeutico aggiuntivo nella schizofrenia e meritano ulteriori studi.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1876201825002722
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CENTOTRENTACINQUE 🌺🌺🌺
Tante sono le diverse riviste scientifiche sulle quali fino a oggi ho pubblicato durante la mia carriera (gli articoli indicizzati vanno invece da circa 250 a oltre 500 a seconda del database che si prende a riferimento). La centotrentacinquesima arriva proprio oggi e si tratta dell'Asian Journal of Psychiatry, una rivista pubblicata dal colosso Elsevier/RELX e indicizzata in Q1 dei giornali di ambito psichiatrico.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1876201825002722
Il significato di questo lavoro è tuttavia molto particolare, tanto da indurmi a collocarlo tra i quattro-cinque più importanti della mia produzione, poiché si tratta del primo realizzato in collaborazione con un giovane e brillante gruppo di ricerca presso il neoistituito Laboratorio di Neuroimmunologia, Centro Federale di Ricerca sul Cervello e Neurotecnologie dell'Agenzia Medico-Biologica Federale della Russia a Mosca. Il significato che assume in questi "strani giorni" che siamo malgrado nostro costretti a vivere penso appaia evidente, e non posso che augurarmi che questa collaborazione si sviluppi sempre più in futuro.
Esiste poi un altro motivo per il quale questo lavoro e in generale questa collaborazione mi sono particolarmente cari. Correva infatti l'anno 2016 quando Nature Reviews Neurology, una delle più prestigiose riviste del gruppo Nature, mi chiese di scrivere un editoriale su un bello studio appena pubblicato da un giovane ricercatore russo che si occupava dopamina, immunità e sclerosi multipla, il medesimo argomento che mi aveva maggiormente impegnato nei venti anni precedenti. Accettai molto volentieri l'invito e scoprii così che il giovane ricercatore si stava dedicando a questo argomento proprio sulla base delle nostre ricerche dei due decenni precedenti. Il tema è "di nicchia" per quanto con enormi quanto affascinanti implicazioni, e ci vuole coraggio a sceglierlo. Evidentemente qualcuno questo coraggio ce l'ha.
https://www.nature.com/articles/nrneurol.2016.33
Da allora, sono successe molte cose, e soprattutto quel giovane si è confermato estremamente brillante e determinato e oggi è a capo del Laboratorio di Neuroimmunologia presso il nuovo Centro Federale di Ricerca sul Cervello e Neurotecnologie dell'Agenzia Medico-Biologica Federale della Russia. E io non poso che esserne orgoglioso nonché grato per aver lui voluto avviare, dopo la complicata parentesi pandemica, proporre e avviare questa collaborazione, che vedremo dove ci porterà.
Tante sono le diverse riviste scientifiche sulle quali fino a oggi ho pubblicato durante la mia carriera (gli articoli indicizzati vanno invece da circa 250 a oltre 500 a seconda del database che si prende a riferimento). La centotrentacinquesima arriva proprio oggi e si tratta dell'Asian Journal of Psychiatry, una rivista pubblicata dal colosso Elsevier/RELX e indicizzata in Q1 dei giornali di ambito psichiatrico.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1876201825002722
Il significato di questo lavoro è tuttavia molto particolare, tanto da indurmi a collocarlo tra i quattro-cinque più importanti della mia produzione, poiché si tratta del primo realizzato in collaborazione con un giovane e brillante gruppo di ricerca presso il neoistituito Laboratorio di Neuroimmunologia, Centro Federale di Ricerca sul Cervello e Neurotecnologie dell'Agenzia Medico-Biologica Federale della Russia a Mosca. Il significato che assume in questi "strani giorni" che siamo malgrado nostro costretti a vivere penso appaia evidente, e non posso che augurarmi che questa collaborazione si sviluppi sempre più in futuro.
Esiste poi un altro motivo per il quale questo lavoro e in generale questa collaborazione mi sono particolarmente cari. Correva infatti l'anno 2016 quando Nature Reviews Neurology, una delle più prestigiose riviste del gruppo Nature, mi chiese di scrivere un editoriale su un bello studio appena pubblicato da un giovane ricercatore russo che si occupava dopamina, immunità e sclerosi multipla, il medesimo argomento che mi aveva maggiormente impegnato nei venti anni precedenti. Accettai molto volentieri l'invito e scoprii così che il giovane ricercatore si stava dedicando a questo argomento proprio sulla base delle nostre ricerche dei due decenni precedenti. Il tema è "di nicchia" per quanto con enormi quanto affascinanti implicazioni, e ci vuole coraggio a sceglierlo. Evidentemente qualcuno questo coraggio ce l'ha.
https://www.nature.com/articles/nrneurol.2016.33
Da allora, sono successe molte cose, e soprattutto quel giovane si è confermato estremamente brillante e determinato e oggi è a capo del Laboratorio di Neuroimmunologia presso il nuovo Centro Federale di Ricerca sul Cervello e Neurotecnologie dell'Agenzia Medico-Biologica Federale della Russia. E io non poso che esserne orgoglioso nonché grato per aver lui voluto avviare, dopo la complicata parentesi pandemica, proporre e avviare questa collaborazione, che vedremo dove ci porterà.
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EVERY BREATH YOU TAKE 🌺🌺🌺
Si commentava l'altro giorno lo studio degli oculisti torchi che riscontravano un "invecchiamento" delle cornee dopo vaccino covid Pfizer, semplicemente misurando alcuni semplici parametri vitali oculari prima e qualche settimana dopo l'inoculo.
https://t.me/MarCosent/4341
Il che ci ha ricordato un altrettanto piccolo studio pubblicato tre anni fa e realizzato con il medesimo disegno prima/dopo, svolto si 42 atleti dilettanti che praticano sport di durata e che mostra come rispetto a prima del vaccino covid Pfizer, una settimana dopo il VO2 max, o massimo consumo di ossigeno, indicatore della capacità del corpo di utilizzare ossigeno durante l'esercizio fisico, spesso usato come misura della forma fisica aerobica, si riduce in media del 2,7%, con una riduzione che arriva però quasi al 9%, soglia clinicamente rilevante, in ben 8 atleti, che corrispondono al 19%. Prodotti straordinari, insomma, che lasciano davvero senza fiato. Alla lettera!
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/hsr2.929
Si commentava l'altro giorno lo studio degli oculisti torchi che riscontravano un "invecchiamento" delle cornee dopo vaccino covid Pfizer, semplicemente misurando alcuni semplici parametri vitali oculari prima e qualche settimana dopo l'inoculo.
https://t.me/MarCosent/4341
Il che ci ha ricordato un altrettanto piccolo studio pubblicato tre anni fa e realizzato con il medesimo disegno prima/dopo, svolto si 42 atleti dilettanti che praticano sport di durata e che mostra come rispetto a prima del vaccino covid Pfizer, una settimana dopo il VO2 max, o massimo consumo di ossigeno, indicatore della capacità del corpo di utilizzare ossigeno durante l'esercizio fisico, spesso usato come misura della forma fisica aerobica, si riduce in media del 2,7%, con una riduzione che arriva però quasi al 9%, soglia clinicamente rilevante, in ben 8 atleti, che corrispondono al 19%. Prodotti straordinari, insomma, che lasciano davvero senza fiato. Alla lettera!
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/hsr2.929
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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MONDI REALI 🌺🌺🌺
Link all'intervento di Maurizio Tirassa, professore ordinario di psicologia sociale, del lavoro e delle organizzazioni all'Università di Torino, al Nexa Center for Internet & Society del Politecnico di Torino, invitato da Juan Carlos De Martin.
Abstract dell'intervento:
Le tecnologie avanzate sono ideate e progettate da organizzazioni complesse, a loro volta create e gestite da strutture di potere come parte delle loro strategie di governo. Pertanto esse, lungi dal poter essere neutrali, incorporano i rapporti di potere che le hanno generate, tanto più nelle circostanze nelle quali la polis si trova attualmente. Questo vale anche per la cosiddetta intelligenza artificiale. Nella misura in cui le tecnologie e i loro utilizzi sono almeno anche materia politica, non si può dunque fare a meno di affiancare all’universo di domande che riguardano le tecnologie quello delle domande che riguardano la polis.
In questo intervento discuteremo delle tecnologie collettivamente note come intelligenza artificiale da tre punti di vista. In primo luogo ci domanderemo di cosa effettivamente si tratti: quale sia la storia di tali tecnologie, quanto l’etichetta generalmente usata, appunto quella di intelligenza artificiale, sia appropriata, e quali principali attori siano al centro del loro sviluppo. In secondo luogo ci domanderemo quali attori spingano con maggior forza sull’uso di queste tecnologie e con quali fini. In terzo luogo ci domanderemo quali siano i destinatari e gli esiti di tali utilizzi. Lo sguardo complessivo avrà un taglio più sociale, politico e culturale che tecnico.
https://youtu.be/EJMd2JuaNaU
Link all'intervento di Maurizio Tirassa, professore ordinario di psicologia sociale, del lavoro e delle organizzazioni all'Università di Torino, al Nexa Center for Internet & Society del Politecnico di Torino, invitato da Juan Carlos De Martin.
Abstract dell'intervento:
Le tecnologie avanzate sono ideate e progettate da organizzazioni complesse, a loro volta create e gestite da strutture di potere come parte delle loro strategie di governo. Pertanto esse, lungi dal poter essere neutrali, incorporano i rapporti di potere che le hanno generate, tanto più nelle circostanze nelle quali la polis si trova attualmente. Questo vale anche per la cosiddetta intelligenza artificiale. Nella misura in cui le tecnologie e i loro utilizzi sono almeno anche materia politica, non si può dunque fare a meno di affiancare all’universo di domande che riguardano le tecnologie quello delle domande che riguardano la polis.
In questo intervento discuteremo delle tecnologie collettivamente note come intelligenza artificiale da tre punti di vista. In primo luogo ci domanderemo di cosa effettivamente si tratti: quale sia la storia di tali tecnologie, quanto l’etichetta generalmente usata, appunto quella di intelligenza artificiale, sia appropriata, e quali principali attori siano al centro del loro sviluppo. In secondo luogo ci domanderemo quali attori spingano con maggior forza sull’uso di queste tecnologie e con quali fini. In terzo luogo ci domanderemo quali siano i destinatari e gli esiti di tali utilizzi. Lo sguardo complessivo avrà un taglio più sociale, politico e culturale che tecnico.
https://youtu.be/EJMd2JuaNaU
YouTube
185° Mercoledì di Nexa - Intelligenza artificiale e mondi reali
Le tecnologie avanzate sono ideate e progettate da organizzazioni complesse, a loro volta create e gestite da strutture di potere come parte delle loro strategie di governo. Pertanto esse, lungi dal poter essere neutrali, incorporano i rapporti di potere…
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TERRANA BIOSCIENCES 🌺🌺🌺
Pochi giorni fa, Flagship Pioneering ha lanciato Terrana Biosciences, una nuova azienda che sfrutta la tecnologia avanzata dell'RNA per creare soluzioni adattabili e mirate per l'agricoltura.
https://www.newaginternational.com/biocontrol/flagship-pioneering-launches-terrana-biosciences-to-transform-agriculture-with-rna-based-crop-technology/
Flagship Pioneering è una società americana di venture capital nel settore delle scienze della vita e delle biotecnologie, con sede a Cambridge, Massachusetts.
Alla fine del 2010, Flagship ha fondato Moderna, che si concentra sulla scoperta e sullo sviluppo di farmaci e vaccini basati esclusivamente sulla tecnologia dell'RNA messaggero (mRNA), ed è nota per il suo vaccino contro il COVID-19. Nel 2013, Flagship ha contribuito a finanziare la creazione di Editas Medicine per utilizzare l'editing genetico CRISPR per lo sviluppo di terapie farmacologiche.
https://en.wikipedia.org/wiki/Flagship_Pioneering
Nel 2024, Flagship operava con un pool di capitale aggregato di 10,9 miliardi di dollari, con 14 miliardi di dollari di asset in gestione. Dalla chiusura dell'ultimo fondo di Flagship nel 2021, Flagship e i suoi coinvestitori hanno investito un capitale azionario complessivo di 5,8 miliardi di dollari nel suo attuale ecosistema di aziende. Flagship ha annunciato partnership strategiche con Pfizer, Samsung e Thermo Fisher Scientific, oltre a raggiungere diversi traguardi nella partnership con Novo Nordisk.
https://www.flagshippioneering.com/news/press-release/flagship-pioneering-raises-3-6-billion-to-fuel-breakthrough-innovations-that-transform-human-health-and-sustainability
Il fondatore e CEO di Flagship è Noubar Afeyan, nato da genitori armeni a Beirut in Libano nel 1962, fuggito dal Libano nel 1975 e naturalizzato statunitense nel 2008.
https://it.wikipedia.org/wiki/Noubar_Afeyan
Afeyan è elencato tra i collaboratori dell'agenda del WEF.
https://www.weforum.org/stories/authors/noubar-afeyan/
Pochi giorni fa, Flagship Pioneering ha lanciato Terrana Biosciences, una nuova azienda che sfrutta la tecnologia avanzata dell'RNA per creare soluzioni adattabili e mirate per l'agricoltura.
https://www.newaginternational.com/biocontrol/flagship-pioneering-launches-terrana-biosciences-to-transform-agriculture-with-rna-based-crop-technology/
Flagship Pioneering è una società americana di venture capital nel settore delle scienze della vita e delle biotecnologie, con sede a Cambridge, Massachusetts.
Alla fine del 2010, Flagship ha fondato Moderna, che si concentra sulla scoperta e sullo sviluppo di farmaci e vaccini basati esclusivamente sulla tecnologia dell'RNA messaggero (mRNA), ed è nota per il suo vaccino contro il COVID-19. Nel 2013, Flagship ha contribuito a finanziare la creazione di Editas Medicine per utilizzare l'editing genetico CRISPR per lo sviluppo di terapie farmacologiche.
https://en.wikipedia.org/wiki/Flagship_Pioneering
Nel 2024, Flagship operava con un pool di capitale aggregato di 10,9 miliardi di dollari, con 14 miliardi di dollari di asset in gestione. Dalla chiusura dell'ultimo fondo di Flagship nel 2021, Flagship e i suoi coinvestitori hanno investito un capitale azionario complessivo di 5,8 miliardi di dollari nel suo attuale ecosistema di aziende. Flagship ha annunciato partnership strategiche con Pfizer, Samsung e Thermo Fisher Scientific, oltre a raggiungere diversi traguardi nella partnership con Novo Nordisk.
https://www.flagshippioneering.com/news/press-release/flagship-pioneering-raises-3-6-billion-to-fuel-breakthrough-innovations-that-transform-human-health-and-sustainability
Il fondatore e CEO di Flagship è Noubar Afeyan, nato da genitori armeni a Beirut in Libano nel 1962, fuggito dal Libano nel 1975 e naturalizzato statunitense nel 2008.
https://it.wikipedia.org/wiki/Noubar_Afeyan
Afeyan è elencato tra i collaboratori dell'agenda del WEF.
https://www.weforum.org/stories/authors/noubar-afeyan/
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Davide Suraci
🤡 Hai sentito parlare di Moderna. Ora ti presentiamo Terrana.
🌱 Pioniere di punta, creatore di Moderna (e un partner WEF), ha appena svelato "Terrana Biosciences", fornendo 50 milioni di dollari per...
🌱 Pioniere di punta, creatore di Moderna (e un partner WEF), ha appena svelato "Terrana Biosciences", fornendo 50 milioni di dollari per...
🤮28🔥7❤3🤯1😱1🤬1🤣1
SBAGLIANDO SI IMPARA? 🌺🌺🌺
E' credenza comune che la ricerca scientifica sia in grado di autocorreggersi, ovvero che con il moltiplicarsi degli studi su un determinato argomento ci si avvicini progressivamente alla verità oggettiva. Ora, al netto di discussioni sull'esistenza in sé di una verità oggettiva, il post di oggi ospitato dal blog Sensible Medicine documenta il fenomeno opposto, ovvero come molto spesso la scienza finisca per commettere errori, talora involontari e talora consapevoli, che non solo non vengono corretti bensì che rafforzano credenze che non hanno in realtà fondamento. Il post è a tratti complesso ma merita di essere letto e meditato.
A margine, rimane l'esigenza di comprendere che la capacità della ricerca scientifica di autocorreggersi non è in alcun modo qualcosa di intrinseco e ad essa connaturato. Per correggere gli errori è necessario lavorare attivamente su molteplici fronti. Gli autori del post ne suggeriscono alcuni:
* Evitare presunzioni ed errori, in particolare quelli che portano a "racconti cumulativi" su un campo di studio. Dobbiamo rendere più facile per gli scienziati ammettere e correggere errori onesti senza timore di ritorsioni o gravi conseguenze negative per la loro carriera.
* Mantenere gli standard più elevati possibili, il che include riconoscere che possiamo cadere preda dei nostri preconcetti ("...non devi ingannare te stesso, e sei la persona più facile da ingannare").
* Aumentare ulteriormente l'accesso pubblico a dati grezzi, codice e piani analitici per consentire agli studiosi di controllare reciprocamente il lavoro.
* Prendere più seriamente le competenze statistiche (in particolare degli statistici professionisti).
* Riconcettualizzare i sistemi consolidati per la produzione scientifica. Ad esempio, l'editing di una rivista richiede competenza, coraggio e risorse, ma molti editor sono volontari part-time senza formazione formale e si imbattono regolarmente in questioni complesse dal punto di vista scientifico e persino etico.
https://www.sensible-med.com/p/errors-in-science-self-correcting
E' credenza comune che la ricerca scientifica sia in grado di autocorreggersi, ovvero che con il moltiplicarsi degli studi su un determinato argomento ci si avvicini progressivamente alla verità oggettiva. Ora, al netto di discussioni sull'esistenza in sé di una verità oggettiva, il post di oggi ospitato dal blog Sensible Medicine documenta il fenomeno opposto, ovvero come molto spesso la scienza finisca per commettere errori, talora involontari e talora consapevoli, che non solo non vengono corretti bensì che rafforzano credenze che non hanno in realtà fondamento. Il post è a tratti complesso ma merita di essere letto e meditato.
A margine, rimane l'esigenza di comprendere che la capacità della ricerca scientifica di autocorreggersi non è in alcun modo qualcosa di intrinseco e ad essa connaturato. Per correggere gli errori è necessario lavorare attivamente su molteplici fronti. Gli autori del post ne suggeriscono alcuni:
* Evitare presunzioni ed errori, in particolare quelli che portano a "racconti cumulativi" su un campo di studio. Dobbiamo rendere più facile per gli scienziati ammettere e correggere errori onesti senza timore di ritorsioni o gravi conseguenze negative per la loro carriera.
* Mantenere gli standard più elevati possibili, il che include riconoscere che possiamo cadere preda dei nostri preconcetti ("...non devi ingannare te stesso, e sei la persona più facile da ingannare").
* Aumentare ulteriormente l'accesso pubblico a dati grezzi, codice e piani analitici per consentire agli studiosi di controllare reciprocamente il lavoro.
* Prendere più seriamente le competenze statistiche (in particolare degli statistici professionisti).
* Riconcettualizzare i sistemi consolidati per la produzione scientifica. Ad esempio, l'editing di una rivista richiede competenza, coraggio e risorse, ma molti editor sono volontari part-time senza formazione formale e si imbattono regolarmente in questioni complesse dal punto di vista scientifico e persino etico.
https://www.sensible-med.com/p/errors-in-science-self-correcting
Sensible-Med
Errors in Science: Self-Correcting, or Self-Propagating?
A Sensible Medicine Guest Post
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PREFERISCO DI NO 🌺🌺🌺
Un'insegnante di lingua e letteratura argomenta contro l'uso dell'IA da parte degli studenti e il perché quest'uso finisca per essere irrimediabilmente dannoso.
https://time.com/7026050/chatgpt-quit-teaching-ai-essay/
Queste le conclusioni:
"I migliori educatori si adatteranno all'IA [ma lei poco prima ha dichiarato di aver smesso con l'insegnamento proprio a causa dell'IA...]. Per certi versi, i cambiamenti saranno positivi. Gli insegnanti devono abbandonare le attività meccaniche o l'assegnazione di semplici riassunti. Troveranno modi per incoraggiare gli studenti a pensare in modo critico e a imparare che la scrittura è un modo per generare idee, rivelare contraddizioni e chiarire metodologie. Tuttavia, queste lezioni richiedono che gli studenti siano disposti ad accettare il temporaneo disagio di non sapere. Gli studenti devono imparare ad andare avanti con fiducia nelle proprie capacità cognitive mentre scrivono e rivedono per raggiungere la chiarezza. Con poche eccezioni, i miei studenti non erano disposti ad entrare in quegli spazi scomodi o a rimanerci abbastanza a lungo da scoprire il potere rivelatore della scrittura."
L'autrice parla della scrittura, ma personalmente trovo il discorso valido anche riferito alla complessiva fatica di qualsiasi forma di studio.
Un'insegnante di lingua e letteratura argomenta contro l'uso dell'IA da parte degli studenti e il perché quest'uso finisca per essere irrimediabilmente dannoso.
https://time.com/7026050/chatgpt-quit-teaching-ai-essay/
Queste le conclusioni:
"I migliori educatori si adatteranno all'IA [ma lei poco prima ha dichiarato di aver smesso con l'insegnamento proprio a causa dell'IA...]. Per certi versi, i cambiamenti saranno positivi. Gli insegnanti devono abbandonare le attività meccaniche o l'assegnazione di semplici riassunti. Troveranno modi per incoraggiare gli studenti a pensare in modo critico e a imparare che la scrittura è un modo per generare idee, rivelare contraddizioni e chiarire metodologie. Tuttavia, queste lezioni richiedono che gli studenti siano disposti ad accettare il temporaneo disagio di non sapere. Gli studenti devono imparare ad andare avanti con fiducia nelle proprie capacità cognitive mentre scrivono e rivedono per raggiungere la chiarezza. Con poche eccezioni, i miei studenti non erano disposti ad entrare in quegli spazi scomodi o a rimanerci abbastanza a lungo da scoprire il potere rivelatore della scrittura."
L'autrice parla della scrittura, ma personalmente trovo il discorso valido anche riferito alla complessiva fatica di qualsiasi forma di studio.
TIME
I Quit Teaching Because of ChatGPT
"I found myself spending more time giving feedback to AI than to my students."
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SCOMMETTIAMO? 🌺🌺🌺
Uno dei programmi di ricerca attualmente in corso nel nostro istituto riguarda i determinanti genetici del gioco d'azzardo. Anche per questo, abbiamo sott'occhio la cronaca che riguarda il tema e ci ha dunque colpito la notizia che la nota squadra brasiliana del Flamengo avrebbe addirittura attivato un sito dedicato alle scommesse sugli esiti delle partite della squadra medesima, in spregio alle norme nazionali e internazionali del calcio. Nel nostro paese, da diversi anni le sponsorizzazioni da parte di aziende che si occupano di gioco d'azzardo sono espressamente vietate, e tuttavia qualche squadra (in realtà una sola, indovina quale?) ha trovato il modo "furbo" di aggirare la regola. Secondo il giornalista autore dell'articolo, gli interessi che ruotano intorno alla questione sono talmente tanti che è solo questione di tempo e le regole ostative crolleranno tutte.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/24/scommesse-calcio-flamengo-flabet-nuova-frontiera-per-far-soldi-con-azzardo-news/8071670/
Uno dei programmi di ricerca attualmente in corso nel nostro istituto riguarda i determinanti genetici del gioco d'azzardo. Anche per questo, abbiamo sott'occhio la cronaca che riguarda il tema e ci ha dunque colpito la notizia che la nota squadra brasiliana del Flamengo avrebbe addirittura attivato un sito dedicato alle scommesse sugli esiti delle partite della squadra medesima, in spregio alle norme nazionali e internazionali del calcio. Nel nostro paese, da diversi anni le sponsorizzazioni da parte di aziende che si occupano di gioco d'azzardo sono espressamente vietate, e tuttavia qualche squadra (in realtà una sola, indovina quale?) ha trovato il modo "furbo" di aggirare la regola. Secondo il giornalista autore dell'articolo, gli interessi che ruotano intorno alla questione sono talmente tanti che è solo questione di tempo e le regole ostative crolleranno tutte.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/24/scommesse-calcio-flamengo-flabet-nuova-frontiera-per-far-soldi-con-azzardo-news/8071670/
Il Fatto Quotidiano
La nuova frontiera del calcio per far soldi con l'azzardo: il trucco del Flamengo
Come il Flamengo ha creato un sito di scommesse ufficiale sulle proprie partite. Una pratica controversa che potrebbe presto diffondersi anche in Italia
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IL FABBISOGNO 🌺🌺🌺
E così, mentre da un lato il ministro dell'università annuncia con le fanfare la riforma dell'accesso a medicina con contestuale aumento dei posti disponibili, dall'altro il ministero della salute annuncia un po' in sordina la riduzione dei posti nelle scuole di specializzazione.
https://www.doctor33.it/articolo/65105/medici-specialisti-il-ministero-riduce-fabbisogno-formativo-ecco-cosa-prevede-il-nuovo-decreto
Come d'altra parte dar torto a quest'ultimo, considerando che i già pochi posti disponibili in gran parte delle scuole va deserto? Biasimereste d'altra parte un neolaureato che a fronte dei poco più di duemila euro al mese della specializzazione abbocca alle sirene delle cooperative a gettone, che ti garantiscano multipli di questo importo in tempi anche minori?
Il sistema è cambiato, e i governi che si sono succeduti hanno dimostrato e continuano a dimostrare di non essere ormai da molto tempo più in grado di governare nulla, e finiscono per navigare a vista su rotte determinate da tutt'altri interessi.
E così, mentre da un lato il ministro dell'università annuncia con le fanfare la riforma dell'accesso a medicina con contestuale aumento dei posti disponibili, dall'altro il ministero della salute annuncia un po' in sordina la riduzione dei posti nelle scuole di specializzazione.
https://www.doctor33.it/articolo/65105/medici-specialisti-il-ministero-riduce-fabbisogno-formativo-ecco-cosa-prevede-il-nuovo-decreto
Come d'altra parte dar torto a quest'ultimo, considerando che i già pochi posti disponibili in gran parte delle scuole va deserto? Biasimereste d'altra parte un neolaureato che a fronte dei poco più di duemila euro al mese della specializzazione abbocca alle sirene delle cooperative a gettone, che ti garantiscano multipli di questo importo in tempi anche minori?
Il sistema è cambiato, e i governi che si sono succeduti hanno dimostrato e continuano a dimostrare di non essere ormai da molto tempo più in grado di governare nulla, e finiscono per navigare a vista su rotte determinate da tutt'altri interessi.
Doctor33
Medici specialisti, il Ministero riduce fabbisogno formativo. Ecco cosa prevede il nuovo decreto
Il nuovo decreto trasmesso alle Regioni. Attesa l’approvazione definitiva in Conferenza Stato-Regioni. In lieve calo la programmazione, ma resta alto il numero di borse per le specializzazioni più critiche
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L'OCCIDENTE 🌺🌺🌺
Da leggere e rileggere.
https://t.me/andreazhok/630 (parte 1)
https://t.me/andreazhok/631 (parte 2)
Da leggere e rileggere.
https://t.me/andreazhok/630 (parte 1)
https://t.me/andreazhok/631 (parte 2)
Telegram
Andrea Zhok
SUL COLLASSO MORALE DELL'OCCIDENTE E LE SUE CONSEGUENZE
L'Occidente è un concetto strano, recente e spurio.
Con "Occidente" si intende in effetti una configurazione culturale che emerge con l'unificazione mondiale dell'Europa politica e di quello che dal…
L'Occidente è un concetto strano, recente e spurio.
Con "Occidente" si intende in effetti una configurazione culturale che emerge con l'unificazione mondiale dell'Europa politica e di quello che dal…
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