DE MINIMIS NON CURAT PRAETOR 🌺🌺🌺
Oggi BergamoNews pubblica questa lettera che dice "firmata" e quindi non c'è motivo per non ritenerla vera almeno in prima istanza. Personalmente, mi colpisce non tanto per il possibile effetto avverso da vaccino (è un caso singolo, non fa casistica: stamattina ci dicevamo che "uno vale uno"), ma perchè mi pare rappresentare al meglio l'impossibilità di regolare per legge lo stato di salute delle persone. Ogni persona fa storia a sé, come ben sa il medico accorto e coscienzioso. Mentre l'impianto del lasciapassare impone una ipersemplificazione che sarebbe ridicola se non fosse pericolosa, per i singoli così come per la collettività.
Oggi BergamoNews pubblica questa lettera che dice "firmata" e quindi non c'è motivo per non ritenerla vera almeno in prima istanza. Personalmente, mi colpisce non tanto per il possibile effetto avverso da vaccino (è un caso singolo, non fa casistica: stamattina ci dicevamo che "uno vale uno"), ma perchè mi pare rappresentare al meglio l'impossibilità di regolare per legge lo stato di salute delle persone. Ogni persona fa storia a sé, come ben sa il medico accorto e coscienzioso. Mentre l'impianto del lasciapassare impone una ipersemplificazione che sarebbe ridicola se non fosse pericolosa, per i singoli così come per la collettività.
Immagino che non pochi sappiano come funziona, comunque - nel caso - va così 😉
PER GRAZIA RICEVUTA 🌺🌺🌺
Ovviamente a Berlino non c'è nessun giudice. Non sto a chiedermi quale sia la ragione della sospensione e nemmeno della riammissione. La conclusione ovvia e anche indipendente da questo episodio in sé poco significativo è che un sistema in cui incombe un controllo anonimo e arbitrario che risponde solo a se stesso è pericoloso, specie se sta facendo da modello per altri sistemi potenzialmente molto più pervasivi.
Ovviamente a Berlino non c'è nessun giudice. Non sto a chiedermi quale sia la ragione della sospensione e nemmeno della riammissione. La conclusione ovvia e anche indipendente da questo episodio in sé poco significativo è che un sistema in cui incombe un controllo anonimo e arbitrario che risponde solo a se stesso è pericoloso, specie se sta facendo da modello per altri sistemi potenzialmente molto più pervasivi.
Facebook ha recentemente bloccato Francesco Santoro. Chi desiderasse continuare a seguirlo può farlo sul suo nuovo canale Telegram: https://t.me/GruppoTerraMia
SOVRANISMO PLASMATICO 🌺🌺🌺
Negli USA il plasma convalescente è praticamente da subito un trattamento impiegato sistematicamente sulla base di solide evidenze di efficacia.
Ora uno studio su oltre 28.000 malati covid trattati con plasma convalescente mostra come l'efficacia in termini di riduzione della mortalità a 30 giorni sia maggiore se i pazienti ricevono plasma donato da persone geograficamente vicine. La riduzione del rischio è in media del 20%, dal 10,8% all'8,6%.
L'ipotesi è che il plasma geograficamente vicino contenga anticorpi più "adatti" alle varianti del virus in circolazione nell'area. Il che tra l'altro suggerisce implicitamente limiti intrinseci all'ipotesi di gestire il plasma centralmente come anche alle strategie fondate sugli anticorpi monoclonali.
Negli USA il plasma convalescente è praticamente da subito un trattamento impiegato sistematicamente sulla base di solide evidenze di efficacia.
Ora uno studio su oltre 28.000 malati covid trattati con plasma convalescente mostra come l'efficacia in termini di riduzione della mortalità a 30 giorni sia maggiore se i pazienti ricevono plasma donato da persone geograficamente vicine. La riduzione del rischio è in media del 20%, dal 10,8% all'8,6%.
L'ipotesi è che il plasma geograficamente vicino contenga anticorpi più "adatti" alle varianti del virus in circolazione nell'area. Il che tra l'altro suggerisce implicitamente limiti intrinseci all'ipotesi di gestire il plasma centralmente come anche alle strategie fondate sugli anticorpi monoclonali.
https://umanesimo-e-scienza.blogspot.com/2021/08/agamben-umanisti-e-scienziati-contro-il.html
Con la più piena convinzione ho sottoscritto questo Manifesto e ora invito tutti coloro che ne condividano i contenuti a fare altrettanto 🌺🌺🌺
Con la più piena convinzione ho sottoscritto questo Manifesto e ora invito tutti coloro che ne condividano i contenuti a fare altrettanto 🌺🌺🌺
Blogspot
Agamben, Sceusa, Mattei... giuristi, umanisti e scienziati contro il Green Pass : entra per firmare il Manifesto
IVERMECTINA 🌺🌺🌺
Farmaco antielmintico impiegato ormai da 50 anni e incluso nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lista che seleziona i farmaci più importanti sulla base della loro efficacia e del loro profilo di sicurezza, ora una recentissima revisione della letteratura scientifica, comparsa sull’American Journal of Therapeutics (Lippincott Williams & Wilkins ) si aggiunge alla corposa evidenza a favore della sua efficacia nel COVID-19 e conclude sulla base di numerose evidenze, compresi studi clinici controllati e randomizzati in cieco, che l’ivermectina è grandemente efficace sia per la cura del COVID-19 (in termini di riduzione della durata della malattia, delle ospedalizzazioni, della carica virale e della mortalità) che per la profilassi (in termini di riduzione della trasmissione), e tutto questo a prezzo di effetti avversi in genere limitati, prevedibili e gestibili.
La posizione di EMA, AIFA e federazione degli ordini dei medici italiani aggiornata al 29 luglio, dunque dopo la pubblicazione di questo studio, rimane che le evidenze sono di bassa qualità e dunque l'ivermectina può essere impiegata solo in sperimentazioni cliniche. A me invece pare che un farmaco del genere, data la sua tollerabilità, rappresenti in una congiuntura critica come questa un'opzione da considerare nell'ambito dell'autonomia del medico nel migliore interesse dello specifico paziente, "in scienza e coscienza" in accordo con i principi deontologici della professione. Ma anche queste divergenze di opinioni rientrano nell'autonomia propria della professione: l'importante è che siano sempre fiondate su riferimenti verificabili e siano orientate al beneficio dei pazienti.
A differenza di quanto accade in tanti altri paesi, in Italia l'ivermectina non è disponibile per assunzione orale nell'uomo, e il medico che intenda impiegarla deve chiederne la preparazione in farmacia.
Farmaco antielmintico impiegato ormai da 50 anni e incluso nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lista che seleziona i farmaci più importanti sulla base della loro efficacia e del loro profilo di sicurezza, ora una recentissima revisione della letteratura scientifica, comparsa sull’American Journal of Therapeutics (Lippincott Williams & Wilkins ) si aggiunge alla corposa evidenza a favore della sua efficacia nel COVID-19 e conclude sulla base di numerose evidenze, compresi studi clinici controllati e randomizzati in cieco, che l’ivermectina è grandemente efficace sia per la cura del COVID-19 (in termini di riduzione della durata della malattia, delle ospedalizzazioni, della carica virale e della mortalità) che per la profilassi (in termini di riduzione della trasmissione), e tutto questo a prezzo di effetti avversi in genere limitati, prevedibili e gestibili.
La posizione di EMA, AIFA e federazione degli ordini dei medici italiani aggiornata al 29 luglio, dunque dopo la pubblicazione di questo studio, rimane che le evidenze sono di bassa qualità e dunque l'ivermectina può essere impiegata solo in sperimentazioni cliniche. A me invece pare che un farmaco del genere, data la sua tollerabilità, rappresenti in una congiuntura critica come questa un'opzione da considerare nell'ambito dell'autonomia del medico nel migliore interesse dello specifico paziente, "in scienza e coscienza" in accordo con i principi deontologici della professione. Ma anche queste divergenze di opinioni rientrano nell'autonomia propria della professione: l'importante è che siano sempre fiondate su riferimenti verificabili e siano orientate al beneficio dei pazienti.
A differenza di quanto accade in tanti altri paesi, in Italia l'ivermectina non è disponibile per assunzione orale nell'uomo, e il medico che intenda impiegarla deve chiederne la preparazione in farmacia.
ANCORA IVERMECTINA 🌺🌺🌺
In un commento su Facebook, Francesca Tartamella che ringrazio segnala l'autorizzazione al commercio pubblicata in GU nel maggio scorso per un prodotto orale per uso umano. Il medicinale risulta anche in banca dati AIFA, che ancora alcuni giorni fa non lo riportava.
In un commento su Facebook, Francesca Tartamella che ringrazio segnala l'autorizzazione al commercio pubblicata in GU nel maggio scorso per un prodotto orale per uso umano. Il medicinale risulta anche in banca dati AIFA, che ancora alcuni giorni fa non lo riportava.
LA DENUNCIA DEL CODACONS REGGIO CALABRIA. Francesco Servadio intervista gli avvocati che hanno denunciato penalmente i professori Bassetti, Burioni e Pregliasco: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4567931606571347/
MELE E ARANCE 🌺🌺🌺
Si parla di mele e arance ogni volta che in un qualsiasi contesto si confrontano elementi così eterogenei da non essere comparabili.
Il mese scorso è stato pubblicato uno studio che discute i molteplici limiti degli attuali test diagnostici per SARS-CoV-2 e dell'uso che se ne fa. Questi comprendono:
* procedure non standardizzate per la raccolta dei campioni;
* eterogeneità analitica (quali geni virali? con quale sensibilità? con quali strumenti analitici molecolari? ecc.);
* materiale biologico raccolto (saliva meglio di rinofaringe, ecc.);
* varianti virali e loro coesistenza;
* tempistiche di esecuzione dei test in relazione a contagio e fasi della malattia;
* positività non equivalente a contagiosità.
Lo studio conclude identificando tre maggiori questioni che vanno conosciute e considerate:
1) Falsi negativi - dovuti a errori analitici e procedurali nonchè a test eseguiti nella fase sbagliata della malattia;
2) Falsi positivi - dovuti a valori analitici soglia eccessivamente bassi come pure a reattività incrociata con altri coronavirus;
3) Falsi positivi - dovuti errori di registrazione e a procedure burocratico-amministrative.
Nel complesso, questo studio evidenza in dettaglio le insidie intrinseche nell'utilizzo di questi dati per:
* misurare la diffusione dei contagi a livello nazionale e adottare di conseguenza misure di contenimento;
* confrontare i contagi nazionali con quelli di altri paesi;
* stimare la frequenza della malattia COVID-19 e delle sue conseguenze rispetto al totale dei contagiati;
* ultimo ma non certo per importanza, legittimare il lasciapassare (cd Green Pass) recentemente introdotto.
Già nell'agosto 2020 d'altra parte discutevamo alcuni dei più ovvi limiti dei tamponi impiegati impropriamente al di fuori del processo di diagnosi clinica del covid.
La sensazione è insomma che la gran parte dei dati su cui si fondano le discussioni pubbliche e le scelte politiche siano in realtà ben poco attendibili e gravati da numerose falle. Un decisore politico preoccupato di orientare correttamente le proprie scelte dovrebbe mettere la questione in cima all'agenda delle priorità. Al contrario, di una situazione del genere si gioverebbe chi ad esempio ritenesse di poter controllare i dati, proprio grazie alla loro approssimazione e ambiguità, legittimando in tal modo a posteriori le proprie decisioni.
Si parla di mele e arance ogni volta che in un qualsiasi contesto si confrontano elementi così eterogenei da non essere comparabili.
Il mese scorso è stato pubblicato uno studio che discute i molteplici limiti degli attuali test diagnostici per SARS-CoV-2 e dell'uso che se ne fa. Questi comprendono:
* procedure non standardizzate per la raccolta dei campioni;
* eterogeneità analitica (quali geni virali? con quale sensibilità? con quali strumenti analitici molecolari? ecc.);
* materiale biologico raccolto (saliva meglio di rinofaringe, ecc.);
* varianti virali e loro coesistenza;
* tempistiche di esecuzione dei test in relazione a contagio e fasi della malattia;
* positività non equivalente a contagiosità.
Lo studio conclude identificando tre maggiori questioni che vanno conosciute e considerate:
1) Falsi negativi - dovuti a errori analitici e procedurali nonchè a test eseguiti nella fase sbagliata della malattia;
2) Falsi positivi - dovuti a valori analitici soglia eccessivamente bassi come pure a reattività incrociata con altri coronavirus;
3) Falsi positivi - dovuti errori di registrazione e a procedure burocratico-amministrative.
Nel complesso, questo studio evidenza in dettaglio le insidie intrinseche nell'utilizzo di questi dati per:
* misurare la diffusione dei contagi a livello nazionale e adottare di conseguenza misure di contenimento;
* confrontare i contagi nazionali con quelli di altri paesi;
* stimare la frequenza della malattia COVID-19 e delle sue conseguenze rispetto al totale dei contagiati;
* ultimo ma non certo per importanza, legittimare il lasciapassare (cd Green Pass) recentemente introdotto.
Già nell'agosto 2020 d'altra parte discutevamo alcuni dei più ovvi limiti dei tamponi impiegati impropriamente al di fuori del processo di diagnosi clinica del covid.
La sensazione è insomma che la gran parte dei dati su cui si fondano le discussioni pubbliche e le scelte politiche siano in realtà ben poco attendibili e gravati da numerose falle. Un decisore politico preoccupato di orientare correttamente le proprie scelte dovrebbe mettere la questione in cima all'agenda delle priorità. Al contrario, di una situazione del genere si gioverebbe chi ad esempio ritenesse di poter controllare i dati, proprio grazie alla loro approssimazione e ambiguità, legittimando in tal modo a posteriori le proprie decisioni.