Marco Cosentino
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Che perder tempo a chi più sa, più spiace.
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PARTITA COL MORTO 🌺🌺🌺
(post FB del 12 marzo 2021, ma lo si potrebbe scrivere tal quale oggi)

Girano in rete ragionamenti del genere: ogni giorno in Italia muoiono più o meno 1.700 persone, ogni giorno in Italia muore 1 persona su 34.000. E ogni giorno in Italia sono vaccinate circa 170.000 persone, dunque questo significa che almeno 3-4 persone muoiano dopo essersi vaccinate.

Bene. Seguendo la medesima logica, ogni giorno in Italia circa 2,7 milioni di persone assumono atorvastatina, il farmaco "anticolesterolo" più comunemente utilizzato (https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1205984/rapporto-osmed-2019.pdf). Questo significa che almeno un'ottantina di persone muore dopo aver preso atorvastatina, che rimane tranquillamente sul mercato. Giustamente.

E tuttavia la cerivastatina, un farmaco del tutto simile all'atorvastatina, anni fa è stata rapidamente tolta dal mercato e definitivamente abbandonato a seguito della segnalazione nell'arco di un mese di 71 morti dopo la sua assunzione (https://en.wikipedia.org/wiki/Cerivastatin).

Settantuno morti in un mese. Sono tante o sono poche? Nessuno si è chiesto se fossero tante o poche, perché quel che si valutò fu in primo luogo l'omogeneità dei quadri clinici (tutti morti per una particolare maniestazione molto grave che si chiama rabdomiolisi, in circostanze simili, con chiara connessione temporale e senza spiegazioni alternative valide). Si chiama processo di imputazione o di definizione del nesso di causalità, e implica di considerare in primo luogo la sequenza cronologica e le spiegazioni alternative. Se la prima c'è e le seconde mancano, la conclusione è quasi inevitabile.

Si chiama farmacovigilanza. O vaccinovigilanza. Ma nel secondo caso non è che per via del nome non del tutto simile il discorso cambi più di tanto. Chi crede nei vaccini dovrebbe auspicarne un uso appropriato e sicuro alla luce di adeguate evidenze di efficacia. I "negazionisti" fanno solo un pessimo servizio alla causa che vorrebbero sostenere.
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SIERRA LUND 🌺🌺🌺
Pilota di aerei turistici, vaccinata per covid a fine 2021, miopericardite 18 ore dopo che ancora non le passa oggi. Giustamente contrariata, decide di denunciare la vicenda (e per fortuna lo può fare). La sua storia su The Epoch Times.
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NESSUNO CI AVREBBE CREDUTO 🌺🌺🌺
Testimonianza agghiacciante. Verrebbe da sperare che fosse falsa e inventata. Ma non mi pare.

Dal blog di Sabino Paciolla, 13 minuti da ascoltare fino in fondo.
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OLTRE IL LIMITE 🌺🌺🌺
Durante la pandemia, contro ogni evidenza e giustificazione scientifica le università americane obbligarono gli studenti a vaccinarsi. Ora Vinay Prasad, con la precisione, il rigore e la logica stringente che gli sono propri, osserva come da qui in poi quelle medesime università potranno imporre qualsiasi altro trattamento sanitario ad esempio la semaglutide (Ozempic), antidiabetico assurto agli onori della cronaca grazie ad alcuni post Tik Tok che ne hanno fatto la cura dimagrante dei vip.
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IBIS REDIBIS NON 🌺🌺🌺
L'altro giorno abbiamo salutato il molnupiravir, che EMA ha liquidato in bello stile. A dire il vero io per primo non ricordavo di avergli già dedicato un post a fine 2021, che in qualche modo lasciava presagire come la vicenda sarebbe finita.

Qui invece il post di questa settimana.
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L'UNIVERSITA' DI GIOBBE 🌺🌺🌺
Dopo i suicidi di alcuni ragazzi che erano anche studenti universitari, si sta diffondendo a macchia d'olio la narrazione di un'università italiana troppo competitiva e che induce malessere esistenziale in chi la frequenta. E l'università sta al gioco, promuovendo questionari, organizzando servizi di assistenza psicologica, centri d'ascolto e mercanzia simile. Abbassando ulteriormente l'asticella delle prove d'esame in nome dell'esigenza di laureare tutti. Si prende insomma sulle spalle il peso, un po' come già fece per la mancanza di prospettive lavorative, quando accettò di inserire al suo interno i servizi di orientamento, o quando accondiscese ad adeguarsi al degrado del mondo lavorativo e imprenditoriale introducendo i tirocini e i dottorati aziendali, manodopera a basso costo per imprese incapaci di innovazione. Accadde già con la scuola, e ora tocca all'università. In un paese socialmente degradato, incapace di offrire certezze e prospettive ai suoi giovani, che comprensibilmente vorrebbero non andarsene mai da casa e non hanno idea di come farsi una famiglia. La soluzione? Abolire la famiglia, impostare la propria esistenza in maniera fluida, oggi così e domani cosà. E via dicendo. In un paese del genere la colpa delle scelte politiche non può che ricadere sugli anelli deboli, prima la scuola e oggi l'università. Gli unici soggetti, d'altra parte, che ancora avrebbero potuto operare per contrastare la deriva sfascista di smantellamento dello stato sociale e prima ancora valoriale scritto nella nostra Costituzione. Ma non l'hanno fatto e nemmeno lo stanno facendo. Si adeguando anzi autopunendosi per colpe non loro, offrendo uno spettacolo a metà tra l'orrendo e il pornografico, tipo quelle persone che seguono le processioni a torso nudo e fustigandosi con le spine. Purtroppo in questa processione ci siamo tutti, e converrebbe sfilarsene il prima possibile. Comunque, no: le nostre università non sono per nulla competitive e tanto meno oppressive, se mai il contrario. E in tal modo certo non aiutano a trovare un senso ai propri percorsi di vita. E anche questa è una colpa. Ma differente.
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LE INNOVAZIONI BELLE 🌺🌺🌺
E comunque abbiamo 46 cromosomi: attendiamo il giorno in cui nascera un figlio di 46 persone diverse. Per non dire degli oltre 23mila geni stimati, e delle oltre tre miliardi di basi nucleotidiche nel DNA. Ecco, quando nascera il figlio cui tre miliardi di persone avranno donato ciascuna un nucleotide, quello sì sarà davvero il trionfo del globalismo.
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PANDEMIA E INCHIESTE. L'AVVOCATO ALESSANDRA DEVETAG: "COMMESSI REATI GRAVISSIMI" 🌺🌺🌺
Non passa giorno in cui non emergano nuovi, inquietanti particolari sulla gestione Covid. Francesco Servadio intervista l'avvocato Alessandra Devetag del Foro di Trieste, già vicepresidente della Camera Penale del capoluogo giuliano: "Commessi reati gravissimi. Il Green Pass? È solo dormiente. È in corso una 'cinesizzazione' della nostra società":

https://www.buongiornosuedtirol.it/2023/03/esclusivo-pandemia-e-inchieste-lavvocato-alessandra-devetag-commessi-reati-gravissimi/ (link sito);

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02wrxKdAMzPMYt9k6973FieRXotnfCMstWQbqoi7NJUuH71KDzRLJEWFMLXYkT946tl&id=100063716214165 (link Facebook)
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OGGI A VERCELLI 🌺🌺🌺
Al gazebo del Comitato Ascoltami, con lo straordinario e infaticabile Michelangelo Catricalà, promotore dell'iniziativa anche in tante altre sedi e tra le tante altre cose autore di Non sei più sola, dedicata ai danneggiati dai vaccini covid. In foto,oltre all'onorevole vercellese Emanuele Pozzolo che ha espresso attenzione e vicinanza, anche Alessandra e Roberto, tra i protagonisti loro malgrado del docu-film Invisibili. Per loro e per tutti quelli nelle loro medesime condizioni, tra i quali tanti che tra mattina e pomeriggio hanno voluto raccontare vicende strazianti di sofferenza, abbandono e incomprensione da parte di sanitari e istituzioni, per tutti loro è profuso il nostro impegno, al meglio delle nostre capacità. Facciamo quel che dobbiamo, e poi accada quel che può.
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...e poi ci sono quei papà che nonostante facciano un lavoro durissimo sanno essere amorevoli con le loro mogli e i loro figli a dispetto di tutti i luoghi comuni.
Il futuro è nelle mani di uomini veri come loro.

Auguro a tutti i papà di riuscire ad essere forti anche nei momenti di debolezza.

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LA SEGNALAZIONE SPONTANEA DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI E COME FUNZIONA 🌺🌺🌺
(post FB del 1 ottobre 2021)

Prendiamo un farmaco che dia un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 10.000 persone dunque sono assistite da un numero variabile tra 6-7 e fino a 10 medici. Diciamo 8. La persona che subisce questo effetto deve però andare a raccontarlo al suo medico, e questo non sempre avviene. Con che probabilità accade? Dipende in primo luogo dalla possibilità di pensare al farmaco come possibile causa. Cosa non semplice e nemmeno immediata, specie se quel farmaco è presentato come efficace e sicuro e se tutte le altre persone che conosciamo lo hanno assunto senza problemi. Cosa che, con una frequenza di 1 su 10.000, è abbastanza probabile: quante persone conosce ognuno di noi?
Ammettiamo che questo accada in un caso su 10. E' una stima ottimistica, ma ammettiamolo. Abbiamo bisogno di 10 casi perchè uno venga raccontato a un medico. Il quale medico potrebbe diligentemente prenderne nota e segnalarlo ad AIFA, come la legge richiede. Oppure potrebbe avere qualche dubbio - come di regola accade: nella mia esperienza, l'incertezza sul nesso causale è il principale fattore che scoraggia la segnalazione - e di conseguenza parlarne con i colleghi. E così avrebbe almeno 79 colleghi su 80 che cadrebbero dalle nubi e gli risponderebbero che loro non hanno mai visto nulla del genere (8 medici per 10.000 persone, 100.000 persone perchè un caso sia raccontato a un medico, 80 medici che si occupano di quelle 100.000 persone, 79 che comprensibilmente non hanno mai sentito parlare di un tal problema).
Bene, già a questo punto rischiamo seriamente che l'informazione si sia definitivamente persa. Ma ipotizziamo per un momento che almeno un medico ogni 10 decida comunque di segnalare, malgrado non trovi conforto in decine di colleghi. Un medico ogni 80 riceve l'informazione, uno ogni 10 segnala, ci vogliono quindi per una segnalazione almeno 800 medici, che a loro volta si occupano di un milione di assistiti, 100 dei quali, avendo tutti ricevuto quel farmaco, hanno avuto il problema grave. Ma 99 di quei problemi gravi si sono persi per strada, 90 perchè il paziente ha escluso il farmaco e altri 9 perchè lo ha escluso il medico.
Ma almeno una informazione arriva ad AIFA. Che la valuta. E se la valuta come capita per ogni medicinale, se la reazione è molto grave magari dirama un avvertimento subito, oppure dopo i primi 3-4 casi analoghi. E considera l'aggiunta di avvertenze e controindicazioni nel foglietto illustrativo. Ci sono farmaci che con pochi casi di reazioni molto gravi sono stati rapidamente ritirati.
Questo per qualsiasi farmaco. Se invece si tratta di un vaccino, entrano in gioco i criteri WHO AEFI, il cui punto di partenza consiste nel ricercare altre cause escludendo il vaccino se queste esistono. Ad esempio, un decesso per cause cardiache in un cardiopatico porterà - con la generalità dei farmaci - quanto meno a considerare la controindicazione in presenza di malattie cardiache. Con un vaccino invece consentirà di escludere quest'ultimo come causa.
Ma ammettiamo che chi esamina la segnalazione continui a scorrere la checklist ufficiale WHO-AEFI per la verifica della correlazione. I tre punti successivi riguardano:
- l'esistenza di casi simili in letteratura (ma se il prodotto è nuovo e i casi sono i primi, non è semplice);
- la plausibilità biologica, ovvero l'esistenza di un meccanismo cellulare/molecolare plausibile (che è il motivo per cui se il problema non è immediatamente riconducibile al processo di immunizzazione, lo si accantona);
- e l'esistenza di test (?) che dimostrino il ruolo del vaccino (quali? mi chiedo sempre che cosa si cerchi con le autopsie quando queste vengono eseguite...).
(segue nel post successivo)
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