TERAPIE DOMICILIARI: SABATO L'AVVOCATO GRIMALDI A BOLZANO. L'11 settembre si parlerà di terapie domiciliari sui Prati del Talvera, a Bolzano. I dettagli nel pezzo di Francesco Servadio: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4639570666074107/ (link Facebook); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/09/terapie-domiciliari-sabato-11-settembre-lavvocato-erich-grimaldi-a-bolzano/ (link sito)
Ancora grazie a Giandomenico Giannetto per l'invito: https://www.facebook.com/medicinapiccoledosi/videos/532626414633530
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IL GIOCO DELLA TERZA DOSE 🌺🌺🌺
E così la terza dose verrà autorizzata sulla base dei meri livelli anticorpali, che però non vengono considerati validi se si tratta di verificare l'immunità in un guarito. E giustamente, dato che si possono avere livelli anticorpali bassi ma memoria immunitaria efficiente, e al contrario livelli anticorpali altissimi come capita a chi sviluppa covid grave. In altri termini, le aziende vengono esonerate dalla necessità di presentare dati di efficacia clinica (riduzione di contagi, malattia, ricoveri, decessi) e la terza dose diventa essenzialmente una questione di fiducia. Così, indipendentemente da qualsiasi evidenza, il punto rimane sempre e solo quello: vaccinare a prescindere, vaccinare tutti. E poi ancora.
E così la terza dose verrà autorizzata sulla base dei meri livelli anticorpali, che però non vengono considerati validi se si tratta di verificare l'immunità in un guarito. E giustamente, dato che si possono avere livelli anticorpali bassi ma memoria immunitaria efficiente, e al contrario livelli anticorpali altissimi come capita a chi sviluppa covid grave. In altri termini, le aziende vengono esonerate dalla necessità di presentare dati di efficacia clinica (riduzione di contagi, malattia, ricoveri, decessi) e la terza dose diventa essenzialmente una questione di fiducia. Così, indipendentemente da qualsiasi evidenza, il punto rimane sempre e solo quello: vaccinare a prescindere, vaccinare tutti. E poi ancora.
SE TI VACCINI NON TI AMMALI 🌺🌺🌺
Descrizione delle condizioni cliniche di 152 pazienti, che rappresentano la metà dei pazienti ospedalizzati completamente vaccinati in Israele. In 38 pazienti è stata osservata una prognosi sfavorevole e il tasso di mortalità ha raggiunto il 22% (34/152). La coorte era caratterizzata da un alto tasso di comorbilità che predispongono a COVID-19 grave. Una carica virale più elevata era associata a un rischio significativo di esito sfavorevole.
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Commento: la vaccinazione riduce in una certa misura e per un certo tempo il rischio di contagiarsi, ma se ci si contagia i successivi rischi sono in apparenza comuni a chiunque, vaccinato o meno, sviluppi il covid. L'alto tasso di patologie concomitanti induce a chiedersi in che misura i soggetti più vulnerabili risultino protetti. Infine, purtroppo non si fa mai cenno all'eventuale gestione tempestiva del contagio e della malattia.
Descrizione delle condizioni cliniche di 152 pazienti, che rappresentano la metà dei pazienti ospedalizzati completamente vaccinati in Israele. In 38 pazienti è stata osservata una prognosi sfavorevole e il tasso di mortalità ha raggiunto il 22% (34/152). La coorte era caratterizzata da un alto tasso di comorbilità che predispongono a COVID-19 grave. Una carica virale più elevata era associata a un rischio significativo di esito sfavorevole.
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Commento: la vaccinazione riduce in una certa misura e per un certo tempo il rischio di contagiarsi, ma se ci si contagia i successivi rischi sono in apparenza comuni a chiunque, vaccinato o meno, sviluppi il covid. L'alto tasso di patologie concomitanti induce a chiedersi in che misura i soggetti più vulnerabili risultino protetti. Infine, purtroppo non si fa mai cenno all'eventuale gestione tempestiva del contagio e della malattia.
Forwarded from Giubbe Rosse
CHE COSA CI RIVELANO I DOCUMENTI PORTATI ALLA LUCE DA THE INTERCEPT. L'OPINIONE DI RICHARD EBRIGHT
Richard H. Ebright è un biologo molecolare americano, membro del consiglio dei governatori di chimica e biologia chimica presso la Rutgers University e direttore del laboratorio presso il Waksman Institute of Microbiology. Ecco che cosa ha scritto sul proprio account Twitter:
"I documenti appena pubblicati forniscono dettagli sulla ricerca finanziata dagli Stati Uniti sui coronavirus presso l'Istituto di Virologia di. The Intercept ha ottenuto più di 900 pagine di documenti che descrivono in dettaglio il lavoro di EcoHealth Alliance presso il laboratorio cinese.
"La raccolta di documenti include due proposte di sovvenzione inedite che sono state finanziate dal NIAID [Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, diretto da Anthony Fauci], nonché aggiornamenti sul progetto relativi alla ricerca dell'EcoHealth Alliance, che è stata esaminata nell'ambito del crescente interesse sulle origini della pandemia. I materiali mostrano che le sovvenzioni fornite nel 2014 e 2019 al National Institute of Health sono state subappaltate a EcoHealth per ricerche sul guadagno di funzione finanziate dall'Istituto di Virologia di Wuhan, come definito dalle norme federali in vigore nel 2014-2017 e il potenziale miglioramento del patogeno pandemico, come definito nelle norme federali in vigore dal 2017 a oggi.
(Ciò risultava evidente già dai documenti di ricerca pubblicati, che hanno accreditato la sovvenzione del 2014, nonché dalla sintesi disponibile al pubblico della sovvenzione 2019. Ma adesso è possibile affermarlo in modo conclusivo sulla base dei rapporti sullo stato di avanzamento della sovvenzione 2014 e dalla proposta completa della sovvenzione 2017.)
Il materiale conferma che le sovvenzioni hanno sostenuto la costruzione, a Wuhan, di nuovi coronavirus chimerici correlati alla SARS, che hanno combinato un gene spike da un coronavirus contenente informazioni genetiche di un altro coronavirus e hanno confermato che i virus risultanti possono infettare le cellule umane.
I materiali rivelano che i nuovi coronavirus correlati alla SARS generati in laboratorio possono anche infettare topi progettati per mostrare recettori umani sulle cellule ("topi umanizzati").
I materiali rivelano, inoltre, per la prima volta che uno dei nuovi coronavirus correlati alla SARS generati in laboratorio - uno non precedentemente divulgato pubblicamente - era più patogeno per i topi umanizzati rispetto al virus di partenza da cui è stato costruito e, quindi, non solo era ragionevolmente previsto che mostrasse una patogenicità aumentata, ma, a tutti gli effetti, dimostrava di esibire una patogenicità aumentata.
I materiali rivelano, inoltre, che le sovvenzioni hanno anche sostenuto la costruzione, a Wuhan, di nuovi coronavirus chimerici correlati al MERS, che combinavano i geni spike di un coronavirus correlato al MERS con le informazioni genetiche di un altro coronavirus correlato al MERS.
I documenti chiariscono che le affermazioni del direttore del National Institute of Health, Francis Collins, e del direttore del NIAID, Anthony Fauci, secondo cui il NIH non ha sostenuto la ricerca sul guadagno di funzione o il potenziale miglioramento del patogeno pandemico presso il WIV, sono false. (Fonte)
Oops...
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Richard H. Ebright è un biologo molecolare americano, membro del consiglio dei governatori di chimica e biologia chimica presso la Rutgers University e direttore del laboratorio presso il Waksman Institute of Microbiology. Ecco che cosa ha scritto sul proprio account Twitter:
"I documenti appena pubblicati forniscono dettagli sulla ricerca finanziata dagli Stati Uniti sui coronavirus presso l'Istituto di Virologia di. The Intercept ha ottenuto più di 900 pagine di documenti che descrivono in dettaglio il lavoro di EcoHealth Alliance presso il laboratorio cinese.
"La raccolta di documenti include due proposte di sovvenzione inedite che sono state finanziate dal NIAID [Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, diretto da Anthony Fauci], nonché aggiornamenti sul progetto relativi alla ricerca dell'EcoHealth Alliance, che è stata esaminata nell'ambito del crescente interesse sulle origini della pandemia. I materiali mostrano che le sovvenzioni fornite nel 2014 e 2019 al National Institute of Health sono state subappaltate a EcoHealth per ricerche sul guadagno di funzione finanziate dall'Istituto di Virologia di Wuhan, come definito dalle norme federali in vigore nel 2014-2017 e il potenziale miglioramento del patogeno pandemico, come definito nelle norme federali in vigore dal 2017 a oggi.
(Ciò risultava evidente già dai documenti di ricerca pubblicati, che hanno accreditato la sovvenzione del 2014, nonché dalla sintesi disponibile al pubblico della sovvenzione 2019. Ma adesso è possibile affermarlo in modo conclusivo sulla base dei rapporti sullo stato di avanzamento della sovvenzione 2014 e dalla proposta completa della sovvenzione 2017.)
Il materiale conferma che le sovvenzioni hanno sostenuto la costruzione, a Wuhan, di nuovi coronavirus chimerici correlati alla SARS, che hanno combinato un gene spike da un coronavirus contenente informazioni genetiche di un altro coronavirus e hanno confermato che i virus risultanti possono infettare le cellule umane.
I materiali rivelano che i nuovi coronavirus correlati alla SARS generati in laboratorio possono anche infettare topi progettati per mostrare recettori umani sulle cellule ("topi umanizzati").
I materiali rivelano, inoltre, per la prima volta che uno dei nuovi coronavirus correlati alla SARS generati in laboratorio - uno non precedentemente divulgato pubblicamente - era più patogeno per i topi umanizzati rispetto al virus di partenza da cui è stato costruito e, quindi, non solo era ragionevolmente previsto che mostrasse una patogenicità aumentata, ma, a tutti gli effetti, dimostrava di esibire una patogenicità aumentata.
I materiali rivelano, inoltre, che le sovvenzioni hanno anche sostenuto la costruzione, a Wuhan, di nuovi coronavirus chimerici correlati al MERS, che combinavano i geni spike di un coronavirus correlato al MERS con le informazioni genetiche di un altro coronavirus correlato al MERS.
I documenti chiariscono che le affermazioni del direttore del National Institute of Health, Francis Collins, e del direttore del NIAID, Anthony Fauci, secondo cui il NIH non ha sostenuto la ricerca sul guadagno di funzione o il potenziale miglioramento del patogeno pandemico presso il WIV, sono false. (Fonte)
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Thread by @R_H_Ebright on Thread Reader App
Thread by @R_H_Ebright: "NEWLY RELEASED documents provide details of US-funded research on..coronaviruses at the Wuhan Institute of Virology..The Intercept has obtained more than 900 pages of documents detailing..w...…
CHI HA DATO HA DATO? 🌺🌺🌺
Non mi sono mai appassionato alle controversie scientifiche sull'origine del SARS-CoV-2, dato che ho la sensazione che per quella via non sia possibile giungere ad alcuna conclusione certa. Tuttavia credo anche che la questione non sia per nulla marginale rispetto alla "lettura" della crisi e della sua gestione. Documenti come questo qui sopra si aggiungono a tante altre evidenze che paiono consolidare l'ipotesi che SARS-CoV-2 non abbia un'origine naturale. Per dire che il fatto di non trattare il tema in questa sede dipende più che altro dalla convinzione che la soluzione non si possa trovare con l'analisi di evidenze scientifiche bensì con la rivelazione di accordi, transazioni e in generale di attività di natura politica ed economica. E, vista la portata della vicenda, è quasi scontato che almeno una certa parte dei responsabili dell'attuale crisi stia tra coloro che oggi la stanno gestendo. Da qui la difficoltà ma anche al tempo stesso l'importanza di chiarirne l'origine. Il fatto che il tema sia rapidamente scomparso dai palinsesti mediatici così come dalla discussione politica è un ulteriore pesantissimo elemento che impedisce di accettare un "nulla di fatto".
Non mi sono mai appassionato alle controversie scientifiche sull'origine del SARS-CoV-2, dato che ho la sensazione che per quella via non sia possibile giungere ad alcuna conclusione certa. Tuttavia credo anche che la questione non sia per nulla marginale rispetto alla "lettura" della crisi e della sua gestione. Documenti come questo qui sopra si aggiungono a tante altre evidenze che paiono consolidare l'ipotesi che SARS-CoV-2 non abbia un'origine naturale. Per dire che il fatto di non trattare il tema in questa sede dipende più che altro dalla convinzione che la soluzione non si possa trovare con l'analisi di evidenze scientifiche bensì con la rivelazione di accordi, transazioni e in generale di attività di natura politica ed economica. E, vista la portata della vicenda, è quasi scontato che almeno una certa parte dei responsabili dell'attuale crisi stia tra coloro che oggi la stanno gestendo. Da qui la difficoltà ma anche al tempo stesso l'importanza di chiarirne l'origine. Il fatto che il tema sia rapidamente scomparso dai palinsesti mediatici così come dalla discussione politica è un ulteriore pesantissimo elemento che impedisce di accettare un "nulla di fatto".
Forwarded from Giubbe Rosse
GERMANIA - SEGNALATE GRAVI REAZIONI AVVERSE IN UNA RSA DOPO LA TERZA DOSE
Su un totale di 90 ospiti di una RSA di Oberhausen-Holten vaccinati con la terza dose, nove hanno avuto reazioni avverse così gravi da richiedere un trattamento. Due di essi hanno avuto addirittura bisogno di una rianimazione tre giorni dopo il richiamo. Il comune, interrogato dall'emittente WDR, ha informato che circa il 10% delle persone vaccinate con la terza dose presentava condizioni patologiche serie, "principalmente sotto forma di disturbi cardiovascolari, respiratori e neurologici".
L'ufficio distrettuale dell'Associazione dei medici dell'assicurazione sanitaria del Nord Reno ha deciso di inviare una lettera ai medici dell'associazione per informarli di questi incidenti. Tra le altre cose, nella lettera si chiede "di decidere, in qualità di medici, se aspettare una raccomandazione formale da Stiko o da EMA o se le terze dosi sono ora come ora così urgenti per i pazienti da essere eseguite senza una raccomandazione". In conseguenza di questa lettera, un medico di famiglia di Oberhausen, Peter Kaup, oggi non ha somministrato la terza dose ai suoi pazienti residenti di una RSA. Preferisce aspettare il via libera dalla Commissione vaccinale permanente della RKI. Una terza dose "da eseguire rapidamente senza una raccomandazione non è comprensibile da un punto di vista medico", ha detto a WDR. Anche il centro di vaccinazione di Mülheim sta limitando il numero di vaccinazioni a causa degli incidenti. Per il momento, riceveranno una dose di richiamo solo le persone con più di 80 anni che abbiano ricevuto la seconda dose più di sei mesi fa. (Fonte: WDR, segnalato da Giuseppe Masala)
Cassandra Crossing in vista.
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Su un totale di 90 ospiti di una RSA di Oberhausen-Holten vaccinati con la terza dose, nove hanno avuto reazioni avverse così gravi da richiedere un trattamento. Due di essi hanno avuto addirittura bisogno di una rianimazione tre giorni dopo il richiamo. Il comune, interrogato dall'emittente WDR, ha informato che circa il 10% delle persone vaccinate con la terza dose presentava condizioni patologiche serie, "principalmente sotto forma di disturbi cardiovascolari, respiratori e neurologici".
L'ufficio distrettuale dell'Associazione dei medici dell'assicurazione sanitaria del Nord Reno ha deciso di inviare una lettera ai medici dell'associazione per informarli di questi incidenti. Tra le altre cose, nella lettera si chiede "di decidere, in qualità di medici, se aspettare una raccomandazione formale da Stiko o da EMA o se le terze dosi sono ora come ora così urgenti per i pazienti da essere eseguite senza una raccomandazione". In conseguenza di questa lettera, un medico di famiglia di Oberhausen, Peter Kaup, oggi non ha somministrato la terza dose ai suoi pazienti residenti di una RSA. Preferisce aspettare il via libera dalla Commissione vaccinale permanente della RKI. Una terza dose "da eseguire rapidamente senza una raccomandazione non è comprensibile da un punto di vista medico", ha detto a WDR. Anche il centro di vaccinazione di Mülheim sta limitando il numero di vaccinazioni a causa degli incidenti. Per il momento, riceveranno una dose di richiamo solo le persone con più di 80 anni che abbiano ricevuto la seconda dose più di sei mesi fa. (Fonte: WDR, segnalato da Giuseppe Masala)
Cassandra Crossing in vista.
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www1.wdr.de
Probleme nach Drittimpfung in Oberhausen?
In einem Seniorenheim in Oberhausen hat es wenige Tage nach der Corona-Auffrischimpfung bei mehreren Senioren ernste Probleme gegeben.
Giubbe Rosse
GERMANIA - SEGNALATE GRAVI REAZIONI AVVERSE IN UNA RSA DOPO LA TERZA DOSE Su un totale di 90 ospiti di una RSA di Oberhausen-Holten vaccinati con la terza dose, nove hanno avuto reazioni avverse così gravi da richiedere un trattamento. Due di essi hanno avuto…
La Norvegia mise in guardia a inizio anno dalla vaccinazione indiscriminata degli anziani fragili, dopo aver identificato un ruolo probabile o possibile del vaccino nel provocare il decesso di 1 su 900 vaccinati tra i ricoverati in residenze per anziani. Che ora dei richiami ravvicinati possano provocare problemi analoghi non sarebbe così sorprendente, anche se queste prime notizie vanno ovviamente valutate e confermate in modo da consentirne un corretto inquadramento. Nel frattempo, rimane a mio modo di vedere l'estrema gravità della prospettiva di autorizzare una terza dose senza evidenze di efficacia clinica. E il punto non è di vicariare la mancanza di evidenze cliniche dirette con valutazioni epidemiologiche per loro natura mai del tutto chiare e sempre in qualche misura opinabili, bensì di averle, quelle evidenze cliniche. E che non si dica che la situazione è tale da non consentirci di ottenerle, semplicemente non c'è la volontà politica.
Telegram
Marco Cosentino
IL GIOCO DELLA TERZA DOSE 🌺🌺🌺
E così la terza dose verrà autorizzata sulla base dei meri livelli anticorpali, che però non vengono considerati validi se si tratta di verificare l'immunità in un guarito. E giustamente, dato che si possono avere livelli anticorpali…
E così la terza dose verrà autorizzata sulla base dei meri livelli anticorpali, che però non vengono considerati validi se si tratta di verificare l'immunità in un guarito. E giustamente, dato che si possono avere livelli anticorpali…
VACCINI IN GRAVIDANZA 🌺🌺🌺
Una lettera al NEJM evidenzia che in base alle analisi dei dati inclusi nello studio che rappresenta a oggi uno dei maggiori riferimenti per la sicurezza dei vaccini covid in gravidanza, ben l'82% (102 su 127) di coloro che son state vaccinate prima della ventesima settimana avrebbe perso il feto, e non solo il 12,6% (120 su 827) originariamente indicato. In risposta, gli autori dello studio forniscono una complessa spiegazione e correggono estesamente risultati e discussione. Davvero la prudenza non è mai troppa.
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Visto che qualcuno pare non cogliere il punto segnalato dalla lettera, nella versione originale dello studio sono riportate 102 interruzioni di gravidanza su 827, tutte avvenute entro la ventesima settimana. Poi viene detto che su queste 827 done in gravidanza ben 700 ricevono il vaccino dopo la ventesima settimana. Gli autori della lettera osservano quindi che il calcolo delle % di interruzione andrebbe fatto tenendo conto solo di chi ha ricevuto il vaccino prima della ventesima settimana, che sono apparentemente 827 - 700 = 127 donne. E 102 vs 127 fa 82%, otto su dieci. Poi gli autori controargomentano invocando errori e imprecisioni nella loro versione originale.
Una lettera al NEJM evidenzia che in base alle analisi dei dati inclusi nello studio che rappresenta a oggi uno dei maggiori riferimenti per la sicurezza dei vaccini covid in gravidanza, ben l'82% (102 su 127) di coloro che son state vaccinate prima della ventesima settimana avrebbe perso il feto, e non solo il 12,6% (120 su 827) originariamente indicato. In risposta, gli autori dello studio forniscono una complessa spiegazione e correggono estesamente risultati e discussione. Davvero la prudenza non è mai troppa.
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Visto che qualcuno pare non cogliere il punto segnalato dalla lettera, nella versione originale dello studio sono riportate 102 interruzioni di gravidanza su 827, tutte avvenute entro la ventesima settimana. Poi viene detto che su queste 827 done in gravidanza ben 700 ricevono il vaccino dopo la ventesima settimana. Gli autori della lettera osservano quindi che il calcolo delle % di interruzione andrebbe fatto tenendo conto solo di chi ha ricevuto il vaccino prima della ventesima settimana, che sono apparentemente 827 - 700 = 127 donne. E 102 vs 127 fa 82%, otto su dieci. Poi gli autori controargomentano invocando errori e imprecisioni nella loro versione originale.
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GREEN PASS E REFERENDUM ABROGATIVO. L'intervista di Francesco Servadio al professore e avvocato Luca Marini, ordinario di diritto internazionale alla "Sapienza" ed ex vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4648015381896302/ (link Facebook); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/09/esclusivo-green-pass-e-referendum-abrogativo-il-professor-luca-marini-il-referendum-come-argine-alla-deriva/ (link sito)
Pubblico solo il commento di Repubblica ma non la foto di una delle vittime, che pure il giornale non si fa scrupolo di esporre. I singoli casi non fanno statistica e non andrebbero mai strumentalizzati per nessuna ragione. Fa invece a oggi statistica lo studio che in centinaia di guariti a confronto con altrettanti vaccinati stima la protezione dell'immunità naturale al 97% a 12 mesi rispetto alla miglior copertura vaccinale che è del 95% e 2-3 mesi e poi svanisce. Per dire che commenti come quello pubblicato su Facebook non hanno nulla di scientifico e nemmeno di informativo, e rischiano soltanto di evocare paure irrazionali, precisamente quello che oggi proprio non serve. E' ovviamente vero che i guariti hanno un certo rischio di malattia grave. Così come ce l'hanno i vaccinati e i non vaccinati. Converrebbe comprendere le ragioni degli aggravamenti, dedicando particolare attenzione alle cure eventualmente (non) praticate. Partecipando nel frattempo del dolore di tutte le tragedie, nessuna esclusa.
UNA TELEFONATA ALLUNGA LA VITA 🌺🌺🌺
(post su Facebook dello scorso 20 marzo che volentieri ripubblico, osservando che le percentuali riportate nello studio, tutto italiano, sono probabilmente superiori a qualsiasi efficacia vaccinale, e che ovviamente è impossibile che siano state raggiunte con una sola telefonata, eppure sei mesi dopo stiamo ancora a dirci che cure non ce ne sono).
Così recitava una celebre pubblicità della SIP (futura Telecom) con protagonista Massimo Lopez (https://www.youtube.com/watch?v=-F2ppwDOG7k). Oggi un interessante studio appena pubblicato sul BMJ rende nuovamente attuale il fortunato slogan (https://bmjopen.bmj.com/content/11/3/e046044.long).
In sintesi, lo studio - realizzato nelle province di Milano e di Lodi - mostra in maniera estremamente convincente come i pazienti covid ad alto rischio contattati telefonicamente dal proprio medico di famiglia abbiano avuto:
* il 50% di rischio in meno di mortalità da covid;
* il 70% di rischio in meno di morbilità e ospedalizzazione correlata al covid.
Che dire? Indubbiamente bravi i medici che si sono presi cura dei loro assistiti. Rimane invece sospeso un qualsiasi giudizio sull'operato degli altri. E nel complesso, è indubitabile - se mai fosse stata in discussione - l'importanza di interventi tempestivi e mirati per mitigare l'impatto della malattia, salvare vite e ridurre la pressione sulle strutture di ricovero.
Una nota a margine sul fatto che gli autori in nessun punto dello studio entrano nel merito sul tipo di indicazioni di cura fornite telefonicamente dai medici ai loro assistiti. Indubbiamente in tal modo si è evitato di toccare uno dei temi più controversi di questa crisi, ovvero le terapie domiciliari (ad es.: https://ippocrateorg.org/). Difficile tuttavia immaginare che un miglioramento così straordinario nei soggetti più a rischio per le conseguenze del covid possa davvero essere dovuto ad una semplice telefonata di cortesia, con buona pace di Massimo Lopez e della SIP ;-)
(post su Facebook dello scorso 20 marzo che volentieri ripubblico, osservando che le percentuali riportate nello studio, tutto italiano, sono probabilmente superiori a qualsiasi efficacia vaccinale, e che ovviamente è impossibile che siano state raggiunte con una sola telefonata, eppure sei mesi dopo stiamo ancora a dirci che cure non ce ne sono).
Così recitava una celebre pubblicità della SIP (futura Telecom) con protagonista Massimo Lopez (https://www.youtube.com/watch?v=-F2ppwDOG7k). Oggi un interessante studio appena pubblicato sul BMJ rende nuovamente attuale il fortunato slogan (https://bmjopen.bmj.com/content/11/3/e046044.long).
In sintesi, lo studio - realizzato nelle province di Milano e di Lodi - mostra in maniera estremamente convincente come i pazienti covid ad alto rischio contattati telefonicamente dal proprio medico di famiglia abbiano avuto:
* il 50% di rischio in meno di mortalità da covid;
* il 70% di rischio in meno di morbilità e ospedalizzazione correlata al covid.
Che dire? Indubbiamente bravi i medici che si sono presi cura dei loro assistiti. Rimane invece sospeso un qualsiasi giudizio sull'operato degli altri. E nel complesso, è indubitabile - se mai fosse stata in discussione - l'importanza di interventi tempestivi e mirati per mitigare l'impatto della malattia, salvare vite e ridurre la pressione sulle strutture di ricovero.
Una nota a margine sul fatto che gli autori in nessun punto dello studio entrano nel merito sul tipo di indicazioni di cura fornite telefonicamente dai medici ai loro assistiti. Indubbiamente in tal modo si è evitato di toccare uno dei temi più controversi di questa crisi, ovvero le terapie domiciliari (ad es.: https://ippocrateorg.org/). Difficile tuttavia immaginare che un miglioramento così straordinario nei soggetti più a rischio per le conseguenze del covid possa davvero essere dovuto ad una semplice telefonata di cortesia, con buona pace di Massimo Lopez e della SIP ;-)
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IMMUNITA' CULTURALE 🌺🌺🌺
(aka "i soldi danno l'immunità")
Studio in oltre un milione di persone, oltre 136.000 con test covid, oltre 15.000 positive e oltre 1.100 ospedalizzate. Molte correlazioni tanto interessanti quanto puramente statistiche e speculative. Ma per amor di conversazione, ad esempio:
- 4% in meno di rischio di ospedalizzazione per ogni $10,000 di aumento del reddito medio pro capite nell'area di residenza;
- 38% di aumento del rischio di ospedalizzazione con titolo di studio medio-basso.
Un buon esempio di immunizzazione attiva ad alto valore sociale.
(aka "i soldi danno l'immunità")
Studio in oltre un milione di persone, oltre 136.000 con test covid, oltre 15.000 positive e oltre 1.100 ospedalizzate. Molte correlazioni tanto interessanti quanto puramente statistiche e speculative. Ma per amor di conversazione, ad esempio:
- 4% in meno di rischio di ospedalizzazione per ogni $10,000 di aumento del reddito medio pro capite nell'area di residenza;
- 38% di aumento del rischio di ospedalizzazione con titolo di studio medio-basso.
Un buon esempio di immunizzazione attiva ad alto valore sociale.
Marco Cosentino
IMMUNITA' CULTURALE 🌺🌺🌺 (aka "i soldi danno l'immunità") Studio in oltre un milione di persone, oltre 136.000 con test covid, oltre 15.000 positive e oltre 1.100 ospedalizzate. Molte correlazioni tanto interessanti quanto puramente statistiche e speculative.…
Livello culturale e ricchezza sono indicatori inequivocabili che si vive in una buona situazione sociale, con accesso a beni e servizi utili a tutelare e promuovere la propria salute e il proprio benessere. La prima e la migliore difesa contro le malattie è una società ben organizzata che offra a tutti le medesime garanzie e protezioni, prima di tutto di natura socioeconomica: istruzione, lavoro, sanità pubblica. Ecco perchè dalla pandemia si esce reinvestendo in beni e servizi sociali e sanitari, tutelando le persone, la loro famiglia, la loro casa e il loro lavoro, favorendo cultura e istruzione. Potenziando la sanità e favorendone l'accesso. Governi e stati che perseguano questi obiettivi stanno facendo il meglio per i propri cittadini.
L'EVENTO INTERNAZIONALE. Nel pezzo di Francesco Servadio la presentazione dell'International Covid Summit. Presenti specialisti di fama mondiale: https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4654407521257088/ (link Facebook); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/09/al-via-linternational-covid-summit-2021/ (link sito)
L'audio della recente conversazione con Giandomenico Giannetto, che nuovamente ringrazio 🌺🌺🌺
I WANT TO BELIEVE 🌺🌺🌺
L'esigenza di distanziamento nelle aule scolastiche e universitarie, ora che la didattica a distanza vorrebbe esser superata, mette tra l'altro a nudo la cronica carenza di spazi e strutture di scuole e università. E infatti oggi il ministro Messa conferma che in università si torna al massimo al 75% della capienza. Ora, mi chiedo: quante nuove aule scolastiche e universitarie sono state costruite in un anno e mezzo di emergenza? Immagino più o meno tante quanti sono i nuovi ospedali costruiti e i nuovi medici e infermieri assunti nel medesimo periodo. Davvero i provvedimenti che in tutto questo tempo si sono succeduti sono coerenti con la risposta efficace a una crisi?
L'esigenza di distanziamento nelle aule scolastiche e universitarie, ora che la didattica a distanza vorrebbe esser superata, mette tra l'altro a nudo la cronica carenza di spazi e strutture di scuole e università. E infatti oggi il ministro Messa conferma che in università si torna al massimo al 75% della capienza. Ora, mi chiedo: quante nuove aule scolastiche e universitarie sono state costruite in un anno e mezzo di emergenza? Immagino più o meno tante quanti sono i nuovi ospedali costruiti e i nuovi medici e infermieri assunti nel medesimo periodo. Davvero i provvedimenti che in tutto questo tempo si sono succeduti sono coerenti con la risposta efficace a una crisi?
LA SEGNALAZIONE SPONTANEA DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI E COME FUNZIONA (1/2) 🌺🌺🌺
Prendiamo un farmaco che di un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 100.000 persone dunque sono assistite da un numero variabile tra 6-70 e fino a 10 medici. Diciamo 8. La persona che subisce questo effetto deve però andare a raccontarlo al suo medico, e questo non sempre avviene. Con che probabilità accade? Dipende in primo luogo dalla possibilità di pensare al farmaco come possibile causa. Cosa non semplice e nemmeno immediata, specie se quel farmaco è presentato come efficace e sicuro e se tutte le altre persone che conosciamo lo hanno assunto senza problemi. Cosa che, con una frequenza di 1 su 10.000, è abbastanza probabile: quante persone conosce ognuno di noi?
Ammettiamo che questo accada in un caso su 10. E' una stima ottimistica, ma ammettiamolo. Abbiamo bisogno di 10 casi perchè uno venga raccontato a un medico. Il quale medico potrebbe diligentemente prenderne nota e segnalarlo ad AIFA, come la legge richiede. Oppure potrebbe avere qualche dubbio - come di regola accade: nella mia esperienza, l'incertezza sul nesso causale è il principale fattore che scoraggia la segnalazione - e di conseguenza parlarne con i colleghi. E così avrebbe almeno 79 colleghi su 80 che cadrebbero dalle nubi e gli risponderebbero che loro non hanno mai visto nulla del genere (8 medici per 10.000 persone, 100.000 persone perchè un caso sia raccontato a un medico, 80 medici che si occupano di quelle 100.000 persone, 79 che comprensibilmente non hanno mai sentito parlare di un tal problema).
Bene, già a questo punto rischiamo seriamente che l'informazione si sia definitivamente persa. Ma ipotizziamo per un momento che almeno un medico ogni 10 decida comunque di segnalare, malgrado non trovi conforto in decine di colleghi. Un medico ogni 80 riceve l'informazione, uno ogni 10 segnala, ci vogliono quindi per una segnalazione almeno 800 medici, che a loro volta si occupano di un milione di assistiti, 100 dei quali, avendo tutti ricevuto quel farmaco, hanno avuto il problema grave. Ma 99 di quei problemi gravi si sono persi per strada, 90 perchè il paziente ha escluso il farmaco e altri 9 perchè lo ha escluso il medico.
Ma almeno una informazione arriva ad AIFA. Che la valuta. E se la valuta come capita per ogni medicinale, se la reazione è molto grave magari dirama un avvertimento subito, oppure dopo i primi 3-4 casi analoghi. E considera l'aggiunta di avvertenze e controindicazioni nel foglietto illustrativo. Ci sono farmaci che con pochi casi di reazioni molto gravi sono stati rapidamente ritirati.
Questo per qualsiasi farmaco. Se invece si tratta di un vaccino, entrano in gioco i criteri WHO AEFI, il cui punto di partenza consiste nel ricercare altre cause escludendo il vaccino se queste esistono. Ad esempio, un decesso per cause cardiache in un cardiopatico porterà - con la generalità dei farmaci - quanto meno a considerare la controindicazione in presenza di malattie cardiache. Con un vaccino invece consentirà di escludere questo come causa.
Ma ammettiamo che chi esamina la segnalazione continui a scorrere la checklist ufficiale. I tre punti successivi riguardano:
- l'esistenza di casi simili in letteratura (ma se il prodotto è nuovo e i casi sono i primi, non è semplice);
- la plausibilità biologica, ovvero l'esistenza di un meccanismo cellulare/molecolare plausibile (che è il motivo per cui se il problema non è immediatamente riconducibile al processo di immunizzazione, lo si accantona);
(continua nel prossimo post)
Prendiamo un farmaco che di un effetto grave ogni 10.000 persone che lo assumono. I medici di base hanno in media 1000, massimo 1.500 assistiti. 100.000 persone dunque sono assistite da un numero variabile tra 6-70 e fino a 10 medici. Diciamo 8. La persona che subisce questo effetto deve però andare a raccontarlo al suo medico, e questo non sempre avviene. Con che probabilità accade? Dipende in primo luogo dalla possibilità di pensare al farmaco come possibile causa. Cosa non semplice e nemmeno immediata, specie se quel farmaco è presentato come efficace e sicuro e se tutte le altre persone che conosciamo lo hanno assunto senza problemi. Cosa che, con una frequenza di 1 su 10.000, è abbastanza probabile: quante persone conosce ognuno di noi?
Ammettiamo che questo accada in un caso su 10. E' una stima ottimistica, ma ammettiamolo. Abbiamo bisogno di 10 casi perchè uno venga raccontato a un medico. Il quale medico potrebbe diligentemente prenderne nota e segnalarlo ad AIFA, come la legge richiede. Oppure potrebbe avere qualche dubbio - come di regola accade: nella mia esperienza, l'incertezza sul nesso causale è il principale fattore che scoraggia la segnalazione - e di conseguenza parlarne con i colleghi. E così avrebbe almeno 79 colleghi su 80 che cadrebbero dalle nubi e gli risponderebbero che loro non hanno mai visto nulla del genere (8 medici per 10.000 persone, 100.000 persone perchè un caso sia raccontato a un medico, 80 medici che si occupano di quelle 100.000 persone, 79 che comprensibilmente non hanno mai sentito parlare di un tal problema).
Bene, già a questo punto rischiamo seriamente che l'informazione si sia definitivamente persa. Ma ipotizziamo per un momento che almeno un medico ogni 10 decida comunque di segnalare, malgrado non trovi conforto in decine di colleghi. Un medico ogni 80 riceve l'informazione, uno ogni 10 segnala, ci vogliono quindi per una segnalazione almeno 800 medici, che a loro volta si occupano di un milione di assistiti, 100 dei quali, avendo tutti ricevuto quel farmaco, hanno avuto il problema grave. Ma 99 di quei problemi gravi si sono persi per strada, 90 perchè il paziente ha escluso il farmaco e altri 9 perchè lo ha escluso il medico.
Ma almeno una informazione arriva ad AIFA. Che la valuta. E se la valuta come capita per ogni medicinale, se la reazione è molto grave magari dirama un avvertimento subito, oppure dopo i primi 3-4 casi analoghi. E considera l'aggiunta di avvertenze e controindicazioni nel foglietto illustrativo. Ci sono farmaci che con pochi casi di reazioni molto gravi sono stati rapidamente ritirati.
Questo per qualsiasi farmaco. Se invece si tratta di un vaccino, entrano in gioco i criteri WHO AEFI, il cui punto di partenza consiste nel ricercare altre cause escludendo il vaccino se queste esistono. Ad esempio, un decesso per cause cardiache in un cardiopatico porterà - con la generalità dei farmaci - quanto meno a considerare la controindicazione in presenza di malattie cardiache. Con un vaccino invece consentirà di escludere questo come causa.
Ma ammettiamo che chi esamina la segnalazione continui a scorrere la checklist ufficiale. I tre punti successivi riguardano:
- l'esistenza di casi simili in letteratura (ma se il prodotto è nuovo e i casi sono i primi, non è semplice);
- la plausibilità biologica, ovvero l'esistenza di un meccanismo cellulare/molecolare plausibile (che è il motivo per cui se il problema non è immediatamente riconducibile al processo di immunizzazione, lo si accantona);
(continua nel prossimo post)
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