Italian Strategy 🇮🇹
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Al contrario, una nuova escalation che riportasse fortemente in alto il petrolio rischierebbe di complicare nuovamente tutto il quadro macroeconomico.
Per questo, nonostante negli ultimi giorni i mercati abbiano mostrato una certa tranquillità, personalmente continuo a mantenere prudenza.
Non guarderei solamente il prezzo di Bitcoin.
In questa fase guarderei prima Hormuz e il petrolio.
Perché probabilmente sarà da lì che arriveranno alcune delle indicazioni più importanti per capire dove potranno andare successivamente oro, inflazione, tassi e infine anche il mercato crypto.

Questa analisi non rappresenta alcun consiglio finanziario❗️
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Giappone👀

Per molti anni il Giappone è stato una delle principali fonti di denaro a basso costo del sistema finanziario globale. Con tassi vicini allo zero o addirittura negativi, molti operatori prendevano in prestito yen a costi molto bassi per poi convertire quel capitale e investirlo in asset con rendimenti potenzialmente superiori.
Questa strategia viene chiamata Yen Carry Trade.

In pratica: mi finanzio dove il denaro costa pochissimo e utilizzo quella liquidità per acquistare obbligazioni, azioni, asset tecnologici e, direttamente o indirettamente, anche asset più rischiosi come le crypto.

Bitcoin e il mercato crypto sono cresciuti per buona parte della loro storia proprio durante un'epoca caratterizzata da enorme liquidità globale e costo del denaro molto basso.

Ora però il Giappone sta andando nella direzione opposta. La Bank of Japan ha progressivamente normalizzato la propria politica monetaria e il tasso di riferimento è arrivato intorno all'1%, con il mercato che oggi attribuisce una probabilità significativa a un ulteriore rialzo già a settembre.
Se prendere in prestito yen diventa più costoso e contemporaneamente lo yen si rafforza, una parte dei carry trade diventa meno conveniente. Alcuni investitori possono quindi essere spinti a chiudere queste operazioni: vendere gli asset acquistati e ricomprare yen per rimborsare i finanziamenti.

Questo significa potenzialmente meno liquidità e maggiore pressione sugli asset rischiosi.
Non vuol dire automaticamente che Bitcoin e le crypto debbano scendere. Il mercato dipende da moltissimi altri fattori, a partire dalla politica monetaria americana. Ma un Giappone che passa dall'essere una gigantesca fonte di denaro quasi gratuito a una politica monetaria progressivamente più restrittiva non è, a mio avviso, un elemento particolarmente favorevole per gli asset risk-on.

Ed è uno dei fattori macro che vale la pena tenere sotto osservazione nei prossimi mesi👀

Queste sono semplici considerazioni personali e non costituiscono in alcun modo consigli finanziari❗️
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REX Crypto Equity Income & Growth ETF – Analisi semplice

Aggiornamento: agosto 2026
Prezzo indicativo: circa 25,05 €
ISIN: IE0008BA4TY1
Distribuzione: mensile
Giudizio finale: HOLD – interessante, ma ad alto rischio

1. Che cos'è questo ETF?

Il REX Crypto Equity Income & Growth ETF, chiamato anche CEGI, è un fondo che permette di investire contemporaneamente in diverse aziende legate al mondo delle criptovalute, della blockchain e dei pagamenti digitali.

Invece di comprare direttamente Bitcoin, acquistando una quota di questo ETF si investe indirettamente in un gruppo di aziende che possono beneficiare della crescita del settore crypto.

Nel portafoglio troviamo, per esempio, società come Coinbase, PayPal, Visa, Mastercard, Nvidia, IREN e altre aziende tecnologiche o legate alle infrastrutture digitali.

L'ETF è relativamente nuovo: è nato nel giugno 2025 e oggi gestisce circa 22-23 milioni di dollari.

È quindi ancora un fondo abbastanza piccolo rispetto ai grandi ETF mondiali che gestiscono miliardi.

La caratteristica che lo rende particolare è però un'altra: oltre a cercare di aumentare di valore, prova anche a generare un reddito mensile per chi lo possiede.

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2. Come riesce a pagare così tanto ogni mese?

Questa è la parte più importante da capire.

CEGI non paga semplicemente i normali dividendi delle aziende che possiede.

Utilizza anche una strategia chiamata covered call.

Il termine può sembrare complicato, ma il concetto è abbastanza semplice.

Immaginiamo di possedere un'azione che oggi vale 100 €.

Il fondo può accordarsi con un altro investitore dicendo:

“Ti permetto di comprare questa azione da me a 110 € entro una certa data, ma in cambio tu mi paghi subito una piccola somma.”

Quella somma si chiama premio dell'opzione.

CEGI utilizza questa strategia su circa metà del proprio portafoglio.

I premi incassati vengono poi utilizzati per finanziare le distribuzioni mensili agli investitori.

Il vantaggio è evidente: il fondo riesce a generare reddito anche quando il mercato non sale molto.

Lo svantaggio è altrettanto importante.

Se quell'azione da 100 € improvvisamente arriva a 140 €, il fondo potrebbe essere costretto a venderla intorno ai 110 € e quindi rinunciare a una parte del grande rialzo.

In altre parole:

CEGI sacrifica parte dei possibili guadagni futuri in cambio di maggiori entrate oggi.

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3. In cosa investe?

L'ETF contiene circa 25 società.

Tra le principali troviamo:

Società| Peso circa
PayPal| 4,9%
Mastercard| 4,8%
Visa| 4,6%
Applied Digital| 4,5%
Nu Holdings| 4,5%
Nvidia| 4,5%
Coinbase| 4,2%
IREN| 4,2%
Fiserv| 4,1%
TSMC| 4,1%

Le prime dieci aziende rappresentano circa il 44% dell'intero ETF.

Questo significa che non dipende completamente da una sola società.

Bisogna però fare attenzione a una cosa.

Anche se PayPal, Coinbase, Nvidia, società di mining e aziende di pagamenti fanno lavori differenti, molte di loro vengono influenzate dagli stessi fattori:

- andamento di Bitcoin;
- mercato tecnologico;
- tassi di interesse;
- disponibilità di denaro sui mercati;
- regolamentazione delle criptovalute.

Quindi è diversificato tra diverse aziende, ma rimane comunque molto concentrato sul mondo crypto e tecnologico.

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4. Quanto costa?

Il costo annuale dell'ETF è dello 0,65%.

Significa che ogni 10.000 € investiti il costo teorico annuale del fondo sarebbe circa:

65 €.

Non è economico come un normale ETF sull'S&P 500 o sull'economia mondiale, ma CEGI utilizza una strategia più complessa e gestita attivamente.

Bisogna inoltre considerare lo spread, cioè la piccola differenza tra il prezzo al quale possiamo comprare e quello al quale possiamo vendere.

Dato che CEGI è ancora relativamente piccolo, in alcuni momenti questa differenza potrebbe essere maggiore rispetto agli ETF più famosi.

Per questo motivo, soprattutto con cifre elevate, può essere preferibile utilizzare ordini con un prezzo limite invece di comprare semplicemente “a qualsiasi prezzo disponibile”.

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5. Come sta andando?

Da quando è nato, il fondo ha avuto una performance complessivamente positiva.

I
ndicativamente, ad agosto 2026 mostrava:

circa +20% dall'inizio del 2026,
circa +33% negli ultimi dodici mesi,
circa +38% dalla nascita.

C'è però un dettaglio fondamentale.

Guardando solamente il grafico del prezzo potremmo pensare che abbia guadagnato molto meno.

Questo succede perché CEGI paga ogni mese una parte del proprio valore agli investitori.

Facciamo un esempio estremamente semplice.

Un ETF parte da:

25 €

Durante l'anno distribuisce:

4 €

e alla fine dell'anno vale:

26 €.

Guardando solamente il grafico sembrerebbe aver guadagnato:

1 €, cioè circa il 4%.

In realtà l'investitore ha ottenuto:

1 € di aumento del prezzo + 4 € ricevuti = 5 €.

Quindi per valutare correttamente CEGI bisogna sempre considerare insieme:

valore dell'ETF + soldi distribuiti.

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6. Quanto paga realmente?

CEGI distribuisce denaro ogni mese.

Nel 2026 le distribuzioni per singola quota sono state circa:

Gennaio: 0,52 $
Febbraio: 0,49 $
Marzo: 0,46 $
Aprile: 0,43 $
Maggio: 0,50 $
Giugno: 0,57 $
Luglio: 0,55 $
Agosto: 0,50 $

Da gennaio ad agosto sono quindi stati distribuiti circa:

4,03 dollari per ogni quota posseduta.

Negli ultimi dodici mesi siamo intorno a:

6,12 dollari per quota.

Facciamo un esempio molto semplice con 10 quote

Con il prezzo intorno a 25 €, comprare 10 quote significa investire circa:

250 €.

L'ultima distribuzione è stata circa:

0,50 $ per quota.

Con 10 quote avremmo quindi ricevuto:

circa 5 dollari lordi in un mese, cioè poco più di 4 € lordi al cambio attuale.

Dopo una tassazione vicina al 26%, rimarrebbero indicativamente poco più di:

3 € netti.

Se, e sottolineo se, la distribuzione rimanesse identica per dodici mesi, quei 10 ETF potrebbero generare circa:

50-52 € lordi all'anno

oppure circa:

37-38 € netti.

Su circa 250 € investiti sarebbe un rendimento da distribuzione molto elevato.

L'attuale tasso annualizzato è infatti vicino al:

20% lordo.

Ma questo numero non deve essere interpretato come un interesse garantito.

Il prossimo mese potrebbe pagare 0,50 $, quello successivo 0,40 $, oppure molto meno.

E soprattutto il prezzo dell'ETF può contemporaneamente diminuire.

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7. Perché il 20% non significa automaticamente guadagnare il 20%?

Questo è probabilmente il concetto più importante di tutta l'analisi.

Immaginiamo di investire:

1.000 €.

Durante un anno CEGI distribuisce:

200 €.

Sembrerebbe un guadagno del 20%.

Ma immaginiamo che nello stesso periodo il valore dell'investimento passi da:

1.000 € a 800 €.

Avremmo:

800 € di valore dell'ETF

+ 200 € ricevuti

Totale:

1.000 €.

Non avremmo realmente guadagnato il 20%.

Per questo motivo un ETF con distribuzione molto elevata deve essere osservato nel corso degli anni.

La domanda corretta non è:

“Quanto dividendo paga?”

La domanda corretta è:

“Quanto valgono oggi le mie quote + quanto denaro ho ricevuto nel frattempo?”

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8. Quali sono i rischi?

CEGI è un investimento ad alto rischio.

Il primo problema è naturalmente Bitcoin.

Se Bitcoin perde improvvisamente il 30%, Coinbase, miner e altre aziende crypto potrebbero perdere anche molto più del 30%.

Il secondo rischio deriva dalla strategia covered call.

Questa protegge solo in piccola parte durante i ribassi. Se il mercato crolla, ricevere qualche punto percentuale attraverso le opzioni non impedisce all'ETF di perdere valore.

Allo stesso tempo limita una parte dei guadagni quando il mercato sale violentemente.

C'è poi il rischio normativo. Le politiche americane verso le crypto sono attualmente molto più favorevoli rispetto al passato, ma un futuro cambio politico potrebbe modificare nuovamente la situazione.

Esiste anche il rischio cambio.

Il fondo investe principalmente in società americane e lavora in dollari. Anche comprandolo in euro, quindi, il rapporto tra euro e dollaro può influenzare il risultato finale.

Infine il fondo è ancora piccolo e giovane.

Non sappiamo ancora come si comporterà attraverso un intero ciclo crypto composto da grande bull market, crollo e successiva ripresa.

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9. Cosa potrebbe farlo salire nei prossimi mesi?

Il pri
ncipale fattore rimane Bitcoin.

Se BTC riuscisse a consolidarsi sopra 70-75.000 dollari e successivamente tornasse verso 90-100.000 dollari, molte società presenti nell'ETF potrebbero beneficiarne.

Saranno importanti anche i risultati economici di aziende come Coinbase e delle società legate al mining e alle infrastrutture digitali.

Un altro elemento fondamentale sarà la Federal Reserve.

Se i tassi di interesse americani iniziassero a scendere, una maggiore quantità di denaro potrebbe tornare verso investimenti più rischiosi come tecnologia e crypto.

Al contrario, nuovi problemi di inflazione e tassi elevati potrebbero danneggiare CEGI.

Anche le nuove leggi statunitensi sulle criptovalute potrebbero favorire il settore.

C'è infine una situazione particolare.

Per un ETF normale la forte volatilità è quasi sempre negativa.

Per CEGI non necessariamente.

Quando le azioni crypto oscillano molto, le opzioni diventano più costose e il fondo può incassare premi maggiori.

Quindi un mercato molto volatile ma senza grandi crolli potrebbe essere uno degli scenari migliori per questa strategia.

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10. Valutazione finale

Con un prezzo attuale intorno a 25,05 €, considero ragionevole utilizzare tre scenari.

Scenario normale

Bitcoin rimane relativamente forte, il settore crypto continua a svilupparsi e non abbiamo grandi problemi macroeconomici.

Possibile prezzo:

26-28 €

con area centrale intorno ai:

27 €.

A questo eventuale aumento andrebbero aggiunte le distribuzioni mensili.

Scenario molto positivo

Bitcoin torna verso 90-100.000 dollari, la liquidità sui mercati aumenta e le crypto equity ripartono con forza.

Possibile area:

30-33 €.

CEGI probabilmente salirebbe parecchio, anche se meno di alcuni ETF crypto puramente orientati alla crescita a causa delle covered call.

Scenario negativo

Bitcoin torna verso 55-60.000 dollari e i mercati finanziari entrano nuovamente in difficoltà.

Possibile area:

18-21 €.

In questo caso le distribuzioni mensili aiuterebbero, ma non sarebbero sufficienti a evitare perdite importanti.

Rating: HOLD

Al prezzo attuale considero CEGI un prodotto interessante ma ancora troppo giovane e rischioso per attribuirgli un BUY deciso.

Non lo utilizzerei come investimento principale di un portafoglio.

Può invece avere senso come componente più piccola e aggressiva per chi:

- crede nella crescita futura del settore crypto;
- accetta forti oscillazioni;
- vuole ricevere un flusso di denaro mensile;
- ha un orizzonte di diversi anni.

Chi invece pensa che Bitcoin sia vicino a una nuova crescita esplosiva potrebbe preferire Bitcoin direttamente o ETF crypto senza covered call, perché avrebbero maggiore libertà di partecipare all'intero rialzo.

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Riassunto semplice

Caratteristica| Valore
Prezzo| ~25 €
Numero di aziende| ~25
Costo annuale| 0,65%
Pagamento| Ogni mese
Ultimo pagamento| ~0,50 $ per quota
Rendimento distribuito annualizzato| ~20% lordo
10 quote costano| ~250 €
Ultimo pagamento su 10 quote| ~5 $ lordi
Distribuzioni 2026 fino ad agosto| ~4,03 $ per quota
Distribuzioni ultimi 12 mesi| ~6,12 $ per quota
Possibile prezzo scenario normale| 26-28 €
Scenario positivo| 30-33 €
Scenario negativo| 18-21 €
Livello di rischio| Molto alto
Giudizio| HOLD

In poche parole

Il modo più semplice per descrivere CEGI è questo:

investe nelle aziende che ruotano intorno al mondo crypto e utilizza una parte delle loro forti oscillazioni per cercare di trasformarle in un'entrata mensile.

È proprio questo che lo rende interessante.

Non bisogna però lasciarsi ingannare dal rendimento distribuito vicino al 20%.

Un pagamento elevato è veramente interessante solamente se, nel lungo periodo, il valore dell'investimento non viene progressivamente consumato per poter continuare a pagarlo.

Per questo motivo nei prossimi anni guarderei principalmente tre numeri:

quanto vale una quota, quanto ha distribuito complessivamente e quanto avrebbe reso reinvestendo quelle distribuzioni.

Se CEGI riuscisse a continuare a distribuire cifre importanti mantenendo contemporaneamente il valore delle quote, allo
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ra la strategia avrebbe dimostrato di funzionare davvero.

Ed è questo, più del semplice “20% annuo”, il dato che farà la differenza.

Ovviamente, non sono consigli finanziari❗️❗️❗️
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Bitcoin sopra 79.000$: lo short squeeze è stato enorme

Il rialzo di Bitcoin da circa 63-64.000$ a oltre 79.000$ in appena due giorni ha provocato uno degli short squeeze più violenti degli ultimi anni. Durante la prima parte del movimento sono state liquidate oltre 3 miliardi di dollari di posizioni short, quindi scommesse di trader che puntavano su un ribasso del mercato. Il dato complessivo fino ai 79.000$ potrebbe essere ancora superiore, ma al momento non c'è un numero definitivo abbastanza affidabile.

Il meccanismo è abbastanza semplice. Quando Bitcoin sale troppo velocemente, chi è short e utilizza leva può essere liquidato automaticamente. La chiusura di queste posizioni genera a sua volta acquisti sul mercato, che possono spingere Bitcoin ancora più in alto e far saltare altri short. In pratica una parte del rialzo finisce per alimentare il rialzo stesso.

Questo aiuta a spiegare la violenza del movimento del +25% in circa due giorni, anche se sarebbe sbagliato pensare che sia stato causato esclusivamente dalle liquidazioni. Per capire quanto il rialzo sia realmente solido bisognerà vedere se continueranno ad arrivare acquisti spot, flussi istituzionali e nuovo capitale anche dopo che gran parte degli short sarà stata eliminata.

C'è poi il rischio opposto. Dopo una salita così rapida molti trader potrebbero entrare long in leva per paura di perdere il movimento. Se il mercato dovesse correggere improvvisamente, potrebbero diventare proprio questi nuovi long il prossimo carburante per una discesa veloce.

In sostanza, i 3 miliardi e oltre di short liquidati spiegano una parte importante dell'accelerazione vista in questi giorni. Ora però la vera domanda è se Bitcoin riuscirà a mantenere questi livelli grazie a domanda reale oppure se, terminato lo short squeeze, il mercato avrà bisogno di raffreddarsi.

Questa analisi ha esclusivamente finalità informative e non rappresenta un consiglio finanziario.
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La Banca d'Olanda (Dnb) ha spostato 86 tonnellate d'oro dagli Stati Uniti e dal Canada e le ha trasferite a Londra...
Non un buon segnale...
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Negli ultimi 30 minuti, posizioni "long" in criptovalute per un valore di 200 milioni di dollari sono state liquidate
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Fra i token da osservare per il futuro, interessante è Uni (uniswap). La rinnovata tokenomics ha degli acquisti automatici importanti.
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🚀 ASTRA 2.0 – cosa cambia


https://x.com/AstraLabs_Inc/status/2093348927307194479

AstraLabs ha presentato una profonda evoluzione del proprio ecosistema, con l'obiettivo di trasformare $ASTRA nel token centrale dell'intera infrastruttura finanziaria costruita dal progetto.

L'idea è quella di riunire progressivamente sotto un unico token e un'unica economia i diversi prodotti legati a banking, pagamenti, trading e servizi Web3.

Tra le novità più importanti previste:

🔹 Supply massima fissata a 10 milioni di $ASTRA, senza ulteriore inflazione.

🔹 Buyback e burn: parte dei ricavi generati dai prodotti dell'ecosistema dovrebbe essere utilizzata per acquistare $ASTRA sul mercato e successivamente eliminarli permanentemente dalla circolazione.

🔹 Creazione di una riserva on-chain composta da Real World Assets tokenizzati (RWA), alimentata dall'attività economica generata dall'ecosistema.

🔹 Fusione di $ADEX in $ASTRA: gli holder ADEX idonei verranno convertiti in ASTRA secondo le modalità previste dal rilancio.

🔹 Revisione dello staking, con l'intenzione di premiare maggiormente la partecipazione reale all'ecosistema invece di creare semplicemente nuova emissione di token.

🔹 $ASTRA verrà inoltre rimosso dagli exchange centralizzati, concentrando trading e liquidità sui DEX e quindi direttamente on-chain.

In sostanza, ASTRA 2.0 cerca di collegare maggiormente il valore e l'utilizzo del token all'attività concreta dei prodotti Astra: maggiore utilizzo dell'ecosistema → maggiori ricavi → potenziali buyback/burn e crescita della riserva.

Naturalmente sarà importante vedere come verranno implementati concretamente questi meccanismi, quali saranno i volumi reali generati dai prodotti e tutti i dettagli definitivi della nuova tokenomics.

Contratto attuale ETH.
0x0aA8A7D1fB4c64B3b1DcEa9A7ADe81C59C25b95b

❗️Questo post ha esclusivamente finalità informative e non rappresenta in alcun modo un consiglio o un invito ad investire. Come sempre, fate le vostre ricerche e valutate autonomamente rischi e opportunità.
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