Il secondo grande evento dopo quello al Senato italiano dello scorso settembre.
La SCIENZA dei Premi Nobel e delle eccellenze sfida la mediocrità della narrazione Covid.
Dedicato a Luc Montagnier.
I giorni 30 e 31 marzo e 1 e 2 aprile 2022 si svolgerà in Francia il secondo International Covid Summit, cui prenderanno parte relatori di vari Paesi.
In rappresentanza di IppocrateOrg interverranno i dottori Fabio Burigana e Rosanna Chifari, Direttori del Comitato Medico Scientifico dell'Associazione.
Link della diretta
https://it.internationalcovidsummit.com/?wix-vod-video-id=b105a17ba72c45c79fea52647a659dd4&wix-vod-comp-id=comp-l1b37q1q
La SCIENZA dei Premi Nobel e delle eccellenze sfida la mediocrità della narrazione Covid.
Dedicato a Luc Montagnier.
I giorni 30 e 31 marzo e 1 e 2 aprile 2022 si svolgerà in Francia il secondo International Covid Summit, cui prenderanno parte relatori di vari Paesi.
In rappresentanza di IppocrateOrg interverranno i dottori Fabio Burigana e Rosanna Chifari, Direttori del Comitato Medico Scientifico dell'Associazione.
Link della diretta
https://it.internationalcovidsummit.com/?wix-vod-video-id=b105a17ba72c45c79fea52647a659dd4&wix-vod-comp-id=comp-l1b37q1q
Venerdì 8 Aprile 2002 dalle ore 11.00 a Roma in Piazza del Pantheon (Piazza della Rotonda), Alleanza Italiana Stop 5G promuove un sit-in di protesta per scongiurare l’overdose elettromagnetica contenuta in una serie di emendamenti presentati al DDL Concorrenza con cui si vorrebbero far schizzare da 6 a 61 V/m le soglie d’irradiazione nell’aria pubblica, inficiando i Piani per la localizzazione delle Antenne finendo nell’esproprio della proprietà privata per consentire l’installazione indiscriminata di nuova infrastruttura tecnologica.
Per maggiori informazioni:
https://www.alleanzaitalianastop5g.it/
Per maggiori informazioni:
https://www.alleanzaitalianastop5g.it/
Alleanza italiana Stop5g
Home
Alleanza Italiana Stop 5G - Sito officiale. Moratoria nazionale subito in difesa della salute pubblica
Come preannunciavo in un precedente video le autorità stanno smantellando green pass e obbligo vaccinale.
Lo stanno facendo gradualmente (a differenza degli altri Paesi che hanno già tolto tutte le misure) perché sperano in una recrudescenza del virus e perchè è difficile, per loro, mollare il potere che questo offre loro nei confronti delle masse.
Ma è chiaro che, se non dovessero sorgere altri virus (ricordo che il Covid ha terminato la sua corsa), con il 30 di Aprile saranno costretti a togliere TUTTO. Obbligo vaccinale e Green Pass e mascherine.
Non dispero del fatto che saranno costretti a toglierlo anche alle Forze dell'Ordine. Ciò dipenderà molto dalla pressione e dai pronunciamenti a livello di Aule dei Tribunali.
La fine di queste misure non significa il termine di un progetto che tende a soggiogare le masse.
Chi esulta per il termine di queste misure non ha compreso nulla.
Questo è stato il primo esperimento.
Come esso ce ne sono una miriade sparsi nel globo (ultimo e più eclatante quello svoltosi alla recente premiazione degli Oscar, sponsorizzata guarda caso dalla Pfizer, che ha messo in scena un finto litigio che aveva il compito di porre al centro il problema sanitario dell'alopecia: budget: 8 miliardi di dollari).
Si va verso una società sempre più ammalata e sempre più medicalizzata.
Nei prossimi giorni IppocrateOrg presenterà alcuni progetti concreti di contrasto a questa deriva disumana.
Un caro saluto.
Mauro Rango
https://www.adnkronos.com/green-pass-cosa-cambia-da-1-aprile-dove-non-servira-piu_2unRkdEM7ePysck1gvtkT2?fbclid=IwAR3hqhT-tmqKpRDw4eLB8JFf4EINcPZ3gf-W8TVke842OdLO-_txfpmMVXo
Lo stanno facendo gradualmente (a differenza degli altri Paesi che hanno già tolto tutte le misure) perché sperano in una recrudescenza del virus e perchè è difficile, per loro, mollare il potere che questo offre loro nei confronti delle masse.
Ma è chiaro che, se non dovessero sorgere altri virus (ricordo che il Covid ha terminato la sua corsa), con il 30 di Aprile saranno costretti a togliere TUTTO. Obbligo vaccinale e Green Pass e mascherine.
Non dispero del fatto che saranno costretti a toglierlo anche alle Forze dell'Ordine. Ciò dipenderà molto dalla pressione e dai pronunciamenti a livello di Aule dei Tribunali.
La fine di queste misure non significa il termine di un progetto che tende a soggiogare le masse.
Chi esulta per il termine di queste misure non ha compreso nulla.
Questo è stato il primo esperimento.
Come esso ce ne sono una miriade sparsi nel globo (ultimo e più eclatante quello svoltosi alla recente premiazione degli Oscar, sponsorizzata guarda caso dalla Pfizer, che ha messo in scena un finto litigio che aveva il compito di porre al centro il problema sanitario dell'alopecia: budget: 8 miliardi di dollari).
Si va verso una società sempre più ammalata e sempre più medicalizzata.
Nei prossimi giorni IppocrateOrg presenterà alcuni progetti concreti di contrasto a questa deriva disumana.
Un caro saluto.
Mauro Rango
https://www.adnkronos.com/green-pass-cosa-cambia-da-1-aprile-dove-non-servira-piu_2unRkdEM7ePysck1gvtkT2?fbclid=IwAR3hqhT-tmqKpRDw4eLB8JFf4EINcPZ3gf-W8TVke842OdLO-_txfpmMVXo
Adnkronos
Green pass, cosa cambia da 1 aprile: dove non servirà più
Bar, uffici, palestre, negozi: cosa cambia
PLASMA IPERIMMUNE
Riproduciamo volentieri il servizio di Byoblu di ieri - https://www.byoblu.com/2022/04/01/de-donno-aveva-ragione-la-nuova-ricerca-sul-plasma-iperimmune-pubblicata-dal-nejm/ -, riguardante il Plasma Iperimmune. Ricordiamo che il primo atto del nostro fondatore fu quello di opporsi pubblicamente a Burioni che, nella trasmissione di Fazio, lo osteggiava.
E così il “dottore di campagna”, come lui stesso si era definito, primario di pneumologia all’ospedale di Mantova, pioniere mondiale della cura con il plasma iperimmune contro il Covid19 e per questo trattato come un ciarlatano da diversi suoi colleghi e giornalisti, morto suicida nel luglio dello scorso anno: il dottor Giuseppe De Donno, aveva ragione. La sua cura era ed è efficace. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine - https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2119657 - e condotta in doppio cieco randomizzato e controllato.
Le conclusioni più significative dello studio si possono sintetizzare in questi due punti: il primo è che “nei pazienti affetti da Covid19, la maggior parte dei quali non vaccinati, la somministrazione di plasma convalescente entro 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi ha ridotto il rischio di progressione della malattia che porta al ricovero in ospedale”. Il secondo è che il plasma potrebbe presentare dei vantaggi rispetto agli anticorpi monoclonali i quali “sono costosi da produrre, richiedono tempo per l’approvazione e potrebbero non essere ampiamente disponibili duranti i picchi di infezione da Covi19”.
La ricerca, che porta come prima firma quella del dottor David J Sullivan, epidemiologo presso John Hopkin University, si è svolta nel periodo tra l’1 giugno 2020 e l’1 ottobre 2021 e si è avvalsa di 1881 pazienti che hanno ricevuto una trasfusione in media entro i primi 6 giorni dall’insorgenza dei sintomi, quindi in una fase considerata precoce. Dei soggetti arruolati nello studio, 592 sono stati trasfusi con plasma iperimmune e 589 con plasma non immunizzato, con la funzione di controllo. Dal diverso andamento della malattia tra i due gruppi si è potuta apprezzare l’efficacia della cura di cui il dottor De Donno si era detto convinto fin dalla primavera del 2020 (qui il suo intervento al Senato del maggio 2020). All’interno del gruppo trattato con placebo, infatti, 37 soggetti sono poi dovuti ricorrere al ricovero ospedaliero, mentre nel gruppo trattato con plasma immunizzato solo 17: una diminuzione del rischio relativo del 54%. Risultato che, secondo gli autori dello studio, migliora ulteriormente con il plasma somministrato in modo ancora più precoce, entro i primi 5 giorni dall’insorgenza della malattia.
I risultati dello studio sembrano dunque contrastare con quelli raggiunti dalla ricerca promossa da Aifa e ISS, infausta già dal titolo: Tsunami, la quale era giunta a conclusioni notevolmente diverse da quelle raggiunte dallo studio americano. Sul sito dell’ISS è infatti ancora possibile leggere che l’indagine “non evidenziò un beneficio del plasma in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi trenta giorni”.
Per quale motivo dunque i risultati delle due ricerche sono così contrastanti tra loro? Sembra di poter leggere una possibile risposta proprio all’interno dello studio pubblicato dal New England Journal Of Medicine, quando a un certo punto recita: risultati contrastanti “potrebbero essere dovuti alla mancanza di moderni progetti di studio, piccole dimensione del campione o a una somministrazione tardiva rispetto all’inizio della malattia”.
Molte testimonianze ci dicono che prima di togliersi la vita il dottor De Donno fosse profondamente deluso per il mancato utilizzo di una cura che, secondo lui, avrebbe potuto salvare molte vite, questa ricerca contribuisce però a restituirgli parte dei meriti che non gli furono riconosciuti finché era in vita.
Riproduciamo volentieri il servizio di Byoblu di ieri - https://www.byoblu.com/2022/04/01/de-donno-aveva-ragione-la-nuova-ricerca-sul-plasma-iperimmune-pubblicata-dal-nejm/ -, riguardante il Plasma Iperimmune. Ricordiamo che il primo atto del nostro fondatore fu quello di opporsi pubblicamente a Burioni che, nella trasmissione di Fazio, lo osteggiava.
E così il “dottore di campagna”, come lui stesso si era definito, primario di pneumologia all’ospedale di Mantova, pioniere mondiale della cura con il plasma iperimmune contro il Covid19 e per questo trattato come un ciarlatano da diversi suoi colleghi e giornalisti, morto suicida nel luglio dello scorso anno: il dottor Giuseppe De Donno, aveva ragione. La sua cura era ed è efficace. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine - https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2119657 - e condotta in doppio cieco randomizzato e controllato.
Le conclusioni più significative dello studio si possono sintetizzare in questi due punti: il primo è che “nei pazienti affetti da Covid19, la maggior parte dei quali non vaccinati, la somministrazione di plasma convalescente entro 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi ha ridotto il rischio di progressione della malattia che porta al ricovero in ospedale”. Il secondo è che il plasma potrebbe presentare dei vantaggi rispetto agli anticorpi monoclonali i quali “sono costosi da produrre, richiedono tempo per l’approvazione e potrebbero non essere ampiamente disponibili duranti i picchi di infezione da Covi19”.
La ricerca, che porta come prima firma quella del dottor David J Sullivan, epidemiologo presso John Hopkin University, si è svolta nel periodo tra l’1 giugno 2020 e l’1 ottobre 2021 e si è avvalsa di 1881 pazienti che hanno ricevuto una trasfusione in media entro i primi 6 giorni dall’insorgenza dei sintomi, quindi in una fase considerata precoce. Dei soggetti arruolati nello studio, 592 sono stati trasfusi con plasma iperimmune e 589 con plasma non immunizzato, con la funzione di controllo. Dal diverso andamento della malattia tra i due gruppi si è potuta apprezzare l’efficacia della cura di cui il dottor De Donno si era detto convinto fin dalla primavera del 2020 (qui il suo intervento al Senato del maggio 2020). All’interno del gruppo trattato con placebo, infatti, 37 soggetti sono poi dovuti ricorrere al ricovero ospedaliero, mentre nel gruppo trattato con plasma immunizzato solo 17: una diminuzione del rischio relativo del 54%. Risultato che, secondo gli autori dello studio, migliora ulteriormente con il plasma somministrato in modo ancora più precoce, entro i primi 5 giorni dall’insorgenza della malattia.
I risultati dello studio sembrano dunque contrastare con quelli raggiunti dalla ricerca promossa da Aifa e ISS, infausta già dal titolo: Tsunami, la quale era giunta a conclusioni notevolmente diverse da quelle raggiunte dallo studio americano. Sul sito dell’ISS è infatti ancora possibile leggere che l’indagine “non evidenziò un beneficio del plasma in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi trenta giorni”.
Per quale motivo dunque i risultati delle due ricerche sono così contrastanti tra loro? Sembra di poter leggere una possibile risposta proprio all’interno dello studio pubblicato dal New England Journal Of Medicine, quando a un certo punto recita: risultati contrastanti “potrebbero essere dovuti alla mancanza di moderni progetti di studio, piccole dimensione del campione o a una somministrazione tardiva rispetto all’inizio della malattia”.
Molte testimonianze ci dicono che prima di togliersi la vita il dottor De Donno fosse profondamente deluso per il mancato utilizzo di una cura che, secondo lui, avrebbe potuto salvare molte vite, questa ricerca contribuisce però a restituirgli parte dei meriti che non gli furono riconosciuti finché era in vita.
ByoBlu
DE DONNO AVEVA RAGIONE: LA NUOVA RICERCA SUL PLASMA IPERIMMUNE PUBBLICATA DAL NEJM
Giuseppe De Donno aveva ragione, è quanto suggerisce un ampio studio pubblicato dal New England Medical Journal, secondo il quale il plasma iperimmune ridurrebbe del 52% il rischio di aggravamento della Covid19. Una conclusione molto diversa da quella a cui…
https://rumble.com/vzprcl-gli-effetti-neurologici-della-proteina-spike-dott.ssa-rosanna-chifari-rober.html
Gli effetti neurologici della proteina Spike
Dott.ssa Rosanna Chifari
Gli effetti neurologici della proteina Spike
Dott.ssa Rosanna Chifari
Rumble
Gli effetti neurologici della proteina spike - Dott.ssa Rosanna Chifari / Robert Malone
The neurological effects of spike (Language: English). Rosanna Chifari, Direttore del Comitato Medico Scientifico di IppocrateOrg al secondo International Covid Summit 2022 spiega gli effetti neurolog
ANCHE IPPOCRATEORG DICE: “NO ALL’INNALZAMENTO DEI VALORI DI ESPOSIZIONE AI CAMPI ELETTROMAGNETICI!”
IppocrateOrg aderisce al sit-in organizzato da Alleanza Italiana Stop 5G, per il prossimo 8 aprile in piazza santi Apostoli a Roma, con l’obiettivo di impedire l’innalzamento di 100 volte (da 6V/m a 61V/m) dei valori di esposizione ai campi elettromagnetici.
La salute dell’uomo e del pianeta, valori fondanti dell’Associazione IppocrateOrg, devono prevalere su qualunque interesse economico!
È una contraddizione in termini parlare di progresso e di evoluzione se la posta in gioco è la messa in pericolo del benessere degli esseri viventi e dell’ecosistema tutto. La richiesta di innalzamento dei limiti soglia d’irradiazione avanzata da Assotelecomunicazioni alla X Commissione permanente del Senato, nell’ambito della discussione sul decreto Concorrenza, ignora gli aggiornamenti peer-reviewed e le evidenze scientifiche disponibili relativi ai gravi effetti biologici non termici già ben al di sotto dei 6V/m.
IppocrateOrg aderisce al sit-in organizzato da Alleanza Italiana Stop 5G, per il prossimo 8 aprile in piazza santi Apostoli a Roma, con l’obiettivo di impedire l’innalzamento di 100 volte (da 6V/m a 61V/m) dei valori di esposizione ai campi elettromagnetici.
La salute dell’uomo e del pianeta, valori fondanti dell’Associazione IppocrateOrg, devono prevalere su qualunque interesse economico!
È una contraddizione in termini parlare di progresso e di evoluzione se la posta in gioco è la messa in pericolo del benessere degli esseri viventi e dell’ecosistema tutto. La richiesta di innalzamento dei limiti soglia d’irradiazione avanzata da Assotelecomunicazioni alla X Commissione permanente del Senato, nell’ambito della discussione sul decreto Concorrenza, ignora gli aggiornamenti peer-reviewed e le evidenze scientifiche disponibili relativi ai gravi effetti biologici non termici già ben al di sotto dei 6V/m.
Numerose pubblicazioni scientifiche hanno, infatti, mostrato che i campi elettromagnetici sono in grado di indurre modificazioni biologiche su cellule e organismi viventi, uomo compreso. Se già non bastasse, nei bambini, dato ancora più allarmante, l’assorbimento di microonde può essere dieci volte superiore rispetto agli adulti, perché il tessuto cerebrale e il midollo osseo di un bambino hanno proprietà di conducibilità elettrica diverse da quelle degli adulti a causa del maggior contenuto di acqua.
I risultati sulla cancerogenesi indotta da elettromagnetismo ad alta frequenza ottenuti mediante studi su modelli animali da due autorevoli e indipendenti gruppi di ricerca (Istituto Ramazzini in Italia, National Toxicology Program negli Stati Uniti), le evidenze sperimentali ed epidemiologiche sul rischio oncologico e le numerose evidenze sugli effetti non-oncologici delle radiofrequenze (neurologici, riproduttivi, metabolici…) devono costituire, oltre al Principio di Precauzione, la guida per le decisioni nella regolamentazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, con limiti più restrittivi e realmente protettivi.
I risultati sulla cancerogenesi indotta da elettromagnetismo ad alta frequenza ottenuti mediante studi su modelli animali da due autorevoli e indipendenti gruppi di ricerca (Istituto Ramazzini in Italia, National Toxicology Program negli Stati Uniti), le evidenze sperimentali ed epidemiologiche sul rischio oncologico e le numerose evidenze sugli effetti non-oncologici delle radiofrequenze (neurologici, riproduttivi, metabolici…) devono costituire, oltre al Principio di Precauzione, la guida per le decisioni nella regolamentazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici, con limiti più restrittivi e realmente protettivi.
https://www.youtube.com/watch?v=vE_4TLeHr08
5G: A CHE PREZZO?
Ne parleremo nell'IppocrateOrg Talk di questa sera, 7 aprile, alle 21.00,
Due relatori di eccezione:
il dott. Maurizio Martucci- scrittore, giornalista e referente nazionale di Alleanza italiana Stop 5G e il dott. Massimo Mellelli Roia- medico chirurgo, Membro di ISDE, Associazione Italiana Medici per l'Ambiente e Vice chiarperson of supervision board of world federation of chinese societies (WFCMS - Associazione Mondiale di Medicina cinese - costituita nel 2004 e patrocinata dal Governo cinese).
5G: A CHE PREZZO?
Ne parleremo nell'IppocrateOrg Talk di questa sera, 7 aprile, alle 21.00,
Due relatori di eccezione:
il dott. Maurizio Martucci- scrittore, giornalista e referente nazionale di Alleanza italiana Stop 5G e il dott. Massimo Mellelli Roia- medico chirurgo, Membro di ISDE, Associazione Italiana Medici per l'Ambiente e Vice chiarperson of supervision board of world federation of chinese societies (WFCMS - Associazione Mondiale di Medicina cinese - costituita nel 2004 e patrocinata dal Governo cinese).
YouTube
5G: a che prezzo?
Il Dott. Maurizio Martucci è giornalista, scrittore e portavoce nazionale di Alleanza italiana stop 5g-comitato informale, rete apartitica e trasversale della società civile unita nell'unico obiettivo di rivendicare il principio di prevenzione e di precauzione…
TERAPIA PRECOCE DOMICILIARE DEL COVID-19: UN'ANALISI RETROSPETTIVA DI 392 CASI IN ITALIA
https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2022.04.04.22273356v1
E' con grande onore che vi informo della pubblicazione di questo studio condotto dal Prof. Marco Cosentino, docente di Farmacologia dell'Università di Varese, congiuntamente con i medici di Assistenza 999 di IppocrateOrg.
Si tratta dello studio retrospettivo più completo mai condotto a livello mondiale riguardo la terapia precoce del Covid-19.
La completezza risiede nel fatto che mai prima d'ora era stato considerato un campione di pazienti rappresentativo della realtà anche riguardo all'aspetto delle comorbilità e considerate una varietà di molecole che rappresentano le terapie utilizzate dalla rete internazionale di medici che hanno trattato domiciliarmente il Covid.
Lo studio dimostra che su un campione di 400 pazienti (pur con una maggior incidenza di comorbilità rispetto alla media della popolazione) trattati tempestivamente e in modo personalizzato, il tasso di decessi è stato dello 0,2% paragonato al 3,5% della media nazionale dello stesso periodo storico.
Il lettore non può che rendersi conto immediatamente del rigore con cui è stata condotta la ricerca.
Il rigore unitamente ai dati non lasciano spazio ad alcun dubbio riguardo l'effettività e l'efficacia di determinati farmaci se utilizzati precocemente.
I risultati di questo studio dimostrano che qualora tutta la popolazione italiana fosse stata tempestivamente e adeguatamente curata il bilancio da inizio epidemia ad oggi sarebbe stato di 10.000 decessi anziché 160.000.
Tradotto in termini esistenziali significa che 150.000 persone si troverebbero ancora qui, in questo nostro mondo, a godere della vita e delle relazioni con altre persone.
Tradotto invece in termini epidemiologici non si sarebbe trattato di una pandemia e la mortalità non avrebbe ecceduto quella di una influenza stagionale di media intensità, come abbiamo sempre sostenuto fin dall'inizio.
Un grazie va certamente al Prof. Marco Cosentino e ai suoi collaboratori ma, principalmente, va ai medici di IppocrateOrg che hanno salvato la vita a tantissime persone con grande spirito di sacrificio.
Al Dott. Antonio Palma che ha inaugurato il Servizio Assistenza 999 e alla Dott.ssa Veronica Vernocchi che ha mantenuto i contatti con l'Università di Varese per questa ricerca, va un ulteriore ringraziamento.
Mauro Rango
Presidente IppocrateOrg
6 aprile 2022
* Nota: seguendo il link cliccate su Preview PDF. Una volta scaricato il PDF in inglese (potete agevolmente tradurlo con google translator), andate alla fine della ricerca e troverete le tabelle. L'ultima tabella indica i tassi di mortalità.
https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2022.04.04.22273356v1
E' con grande onore che vi informo della pubblicazione di questo studio condotto dal Prof. Marco Cosentino, docente di Farmacologia dell'Università di Varese, congiuntamente con i medici di Assistenza 999 di IppocrateOrg.
Si tratta dello studio retrospettivo più completo mai condotto a livello mondiale riguardo la terapia precoce del Covid-19.
La completezza risiede nel fatto che mai prima d'ora era stato considerato un campione di pazienti rappresentativo della realtà anche riguardo all'aspetto delle comorbilità e considerate una varietà di molecole che rappresentano le terapie utilizzate dalla rete internazionale di medici che hanno trattato domiciliarmente il Covid.
Lo studio dimostra che su un campione di 400 pazienti (pur con una maggior incidenza di comorbilità rispetto alla media della popolazione) trattati tempestivamente e in modo personalizzato, il tasso di decessi è stato dello 0,2% paragonato al 3,5% della media nazionale dello stesso periodo storico.
Il lettore non può che rendersi conto immediatamente del rigore con cui è stata condotta la ricerca.
Il rigore unitamente ai dati non lasciano spazio ad alcun dubbio riguardo l'effettività e l'efficacia di determinati farmaci se utilizzati precocemente.
I risultati di questo studio dimostrano che qualora tutta la popolazione italiana fosse stata tempestivamente e adeguatamente curata il bilancio da inizio epidemia ad oggi sarebbe stato di 10.000 decessi anziché 160.000.
Tradotto in termini esistenziali significa che 150.000 persone si troverebbero ancora qui, in questo nostro mondo, a godere della vita e delle relazioni con altre persone.
Tradotto invece in termini epidemiologici non si sarebbe trattato di una pandemia e la mortalità non avrebbe ecceduto quella di una influenza stagionale di media intensità, come abbiamo sempre sostenuto fin dall'inizio.
Un grazie va certamente al Prof. Marco Cosentino e ai suoi collaboratori ma, principalmente, va ai medici di IppocrateOrg che hanno salvato la vita a tantissime persone con grande spirito di sacrificio.
Al Dott. Antonio Palma che ha inaugurato il Servizio Assistenza 999 e alla Dott.ssa Veronica Vernocchi che ha mantenuto i contatti con l'Università di Varese per questa ricerca, va un ulteriore ringraziamento.
Mauro Rango
Presidente IppocrateOrg
6 aprile 2022
* Nota: seguendo il link cliccate su Preview PDF. Una volta scaricato il PDF in inglese (potete agevolmente tradurlo con google translator), andate alla fine della ricerca e troverete le tabelle. L'ultima tabella indica i tassi di mortalità.
medRxiv
EARLY OUTPATIENT TREATMENT OF COVID-19: A RETROSPECTIVE ANALYSIS OF 392 CASES IN ITALY
Introduction The pandemic of severe acute respiratory syndrome (SARS)-coronavirus-2 (CoV-2) disease 2019 (COVID-19) was declared in march 2020. Knowledge of COVID-19 pathophysiology soon provided a strong rationale for the early use of anti-inflammatory,…
“L’immunità naturale funziona e Pfizer lo sapeva”.
I guariti NON DOVEVANO FARE IL VACCINO.
Nuovi dettagli dei documenti rilasciati dalla FDA
Pubblichiamo volentieri questo documento di Children’s Health Defense, che si basa sui dati che emergono dai documenti desecretati della Pfizer.
L'ultima serie di documenti Pfizer, rilasciata il 1 ° aprile, conferma che Pfizer sapeva che l’immunità naturale era efficace quanto il vaccino COVID-19 dell’azienda nel prevenire gravi malattie.
Nel segmento di lunedì di “Rising” di The Hill, il giornalista e commentatore politico Kim Iversen ha detto che i documenti hanno inoltre rivelato che il vaccino non poteva essere attestato come sicuro per le donne incinte o le donne alla ricerca di una gravidanza e che la miocardite era una reazione avversa nota al vaccino.
I documenti facevano parte del rilascio ordinato dal tribunale di 340.000 pagine di documentazione presentata alla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti da Pfizer nella domanda di autorizzazione all’uso di emergenza del suo vaccino.
In risposta a una richiesta del Freedom of Information Act nell’agosto 2021, da parte di Public Health and Medical Professionals for Transparency, la FDA inizialmente ha cercato di ritardare il rilascio completo dei documenti per 75 anni, ma un giudice federale ha imposto il loro rilascio entro otto mesi.
La FDA ha rilasciato nuove 11.000 pagine il 1 ° aprile.
Nella discussione con i co-conduttori di “Rising” Robby Soave e Ryan Grim, Iversen ha identificato la “prima bomba” nei documenti: il fatto che “l’immunità naturale funziona, e Pfizer lo sapeva”.
Iversen ha detto:
“I dati degli studi clinici hanno mostrato che i soggetti con una precedente infezione da COVID non avevano alcuna differenza nell’esito rispetto a quelli vaccinati. Nello studio limitato, nessuno dei vaccinati né quelli con precedente infezione hanno affrontato una malattia grave come definito dalla FDA o dal CDC [Centers for Disease Control and Prevention]”.
La FDA definisce il covid grave come un caso che richiede supporto di ossigeno. Il CDC lo definisce come un caso che richiede il ricovero in ospedale.
“Ci sono stati zero casi di COVID grave nel gruppo di immunità naturale, indipendentemente dal fatto che siano stati vaccinati o meno”, ha detto Iversen.
Iversen ha inoltre detto che i dati hanno mostrato che i tassi di infezione di qualsiasi tipo erano “statisticamente identici” tra i vaccinati e quelli con immunità naturale.
Ha detto:
“Eppure, piuttosto che dire che le persone con immunità naturale non avevano bisogno del vaccino, Pfizer ha invece dichiarato: “I risultati finali di efficacia mostrano che il vaccino ha fornito protezione contro COVID-19 per i partecipanti con o senza prove di precedente infezione”.
Effetti avversi su soggetti più giovani
I dati clinici mostrano anche che Pfizer era a conoscenza di problemi ora ben documentati di reazioni più gravi tra i soggetti più giovani.
Iversen ha detto:
“Un’altra rivelazione dai documenti è stata che le reazioni avverse erano più frequenti e più gravi nei gruppi più giovani".
Il documento recita: "La reattogenicità e gli eventi avversi erano generalmente più lievi e meno frequenti nei partecipanti al gruppo più anziano [55 e oltre] rispetto al gruppo più giovane e nel complesso tendevano ad aumentare con l’aumentare della dose di vaccino”.
“Lo studio stesso era per 16 anni e oltre, quindi gli effetti collaterali erano più frequenti e più gravi nelle persone sotto i 55 anni, anche se sappiamo che più sei giovane meno è probabile che tu abbia un COVID grave”, ha detto Iversen.
Iversen ha citato i dati di The Lancet che mostrano che i 16enni hanno una probabilità del 99,993% di sopravvivere al COVID; 30enni con una probabilità del 99,943% di sopravvivere; e 50enni con una probabilità del 99,572%.
“Solo con il gruppo di 60 anni e più”, ha riassunto Iversen, “c’è un calo al di sotto dei tassi di sopravvivenza del 99%”.
I guariti NON DOVEVANO FARE IL VACCINO.
Nuovi dettagli dei documenti rilasciati dalla FDA
Pubblichiamo volentieri questo documento di Children’s Health Defense, che si basa sui dati che emergono dai documenti desecretati della Pfizer.
L'ultima serie di documenti Pfizer, rilasciata il 1 ° aprile, conferma che Pfizer sapeva che l’immunità naturale era efficace quanto il vaccino COVID-19 dell’azienda nel prevenire gravi malattie.
Nel segmento di lunedì di “Rising” di The Hill, il giornalista e commentatore politico Kim Iversen ha detto che i documenti hanno inoltre rivelato che il vaccino non poteva essere attestato come sicuro per le donne incinte o le donne alla ricerca di una gravidanza e che la miocardite era una reazione avversa nota al vaccino.
I documenti facevano parte del rilascio ordinato dal tribunale di 340.000 pagine di documentazione presentata alla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti da Pfizer nella domanda di autorizzazione all’uso di emergenza del suo vaccino.
In risposta a una richiesta del Freedom of Information Act nell’agosto 2021, da parte di Public Health and Medical Professionals for Transparency, la FDA inizialmente ha cercato di ritardare il rilascio completo dei documenti per 75 anni, ma un giudice federale ha imposto il loro rilascio entro otto mesi.
La FDA ha rilasciato nuove 11.000 pagine il 1 ° aprile.
Nella discussione con i co-conduttori di “Rising” Robby Soave e Ryan Grim, Iversen ha identificato la “prima bomba” nei documenti: il fatto che “l’immunità naturale funziona, e Pfizer lo sapeva”.
Iversen ha detto:
“I dati degli studi clinici hanno mostrato che i soggetti con una precedente infezione da COVID non avevano alcuna differenza nell’esito rispetto a quelli vaccinati. Nello studio limitato, nessuno dei vaccinati né quelli con precedente infezione hanno affrontato una malattia grave come definito dalla FDA o dal CDC [Centers for Disease Control and Prevention]”.
La FDA definisce il covid grave come un caso che richiede supporto di ossigeno. Il CDC lo definisce come un caso che richiede il ricovero in ospedale.
“Ci sono stati zero casi di COVID grave nel gruppo di immunità naturale, indipendentemente dal fatto che siano stati vaccinati o meno”, ha detto Iversen.
Iversen ha inoltre detto che i dati hanno mostrato che i tassi di infezione di qualsiasi tipo erano “statisticamente identici” tra i vaccinati e quelli con immunità naturale.
Ha detto:
“Eppure, piuttosto che dire che le persone con immunità naturale non avevano bisogno del vaccino, Pfizer ha invece dichiarato: “I risultati finali di efficacia mostrano che il vaccino ha fornito protezione contro COVID-19 per i partecipanti con o senza prove di precedente infezione”.
Effetti avversi su soggetti più giovani
I dati clinici mostrano anche che Pfizer era a conoscenza di problemi ora ben documentati di reazioni più gravi tra i soggetti più giovani.
Iversen ha detto:
“Un’altra rivelazione dai documenti è stata che le reazioni avverse erano più frequenti e più gravi nei gruppi più giovani".
Il documento recita: "La reattogenicità e gli eventi avversi erano generalmente più lievi e meno frequenti nei partecipanti al gruppo più anziano [55 e oltre] rispetto al gruppo più giovane e nel complesso tendevano ad aumentare con l’aumentare della dose di vaccino”.
“Lo studio stesso era per 16 anni e oltre, quindi gli effetti collaterali erano più frequenti e più gravi nelle persone sotto i 55 anni, anche se sappiamo che più sei giovane meno è probabile che tu abbia un COVID grave”, ha detto Iversen.
Iversen ha citato i dati di The Lancet che mostrano che i 16enni hanno una probabilità del 99,993% di sopravvivere al COVID; 30enni con una probabilità del 99,943% di sopravvivere; e 50enni con una probabilità del 99,572%.
“Solo con il gruppo di 60 anni e più”, ha riassunto Iversen, “c’è un calo al di sotto dei tassi di sopravvivenza del 99%”.
Il modulo di consenso mostra che Pfizer era a conoscenza di miocardite e problemi di fertilità.
Secondo un modulo di consenso per i partecipanti allo studio incluso nel rilascio del documento, Pfizer era a conoscenza delle preoccupazioni relative alla miocardite e menzionava esplicitamente la possibilità di un impatto del vaccino sulla salute riproduttiva delle donne.
Iversen ha detto che il modulo elenca diversi possibili effetti collaterali, tra cui la miocardite, “che molti di noi conoscono, ma il documento dice che il tasso di occorrenza è di 10 su 100.000 persone, e non specificano l’età o il sesso, quindi è molto più alto dei tassi precedentemente riportati di 1 su 50.000 persone”.
“Inoltre”, ha detto, “sappiamo che la maggior parte di questi casi si verificano nei maschi più giovani, quindi quando si controlla per età e sesso il rischio aumenta significativamente”.
Il modulo di consenso afferma inoltre che “gli effetti del vaccino COVID-19 sullo sperma, una gravidanza, un feto o un bambino che allatta non sono noti”.
Iversen ha sottolineato come la stampa e i funzionari pubblici abbiano demonizzato l’esitazione sui vaccini tra le donne più giovani e i genitori di ragazze adolescenti.
“Nonostante questi scienziati ammettano in questo consenso che semplicemente non lo sanno, le raccomandazioni pubbliche dichiarano che i vaccini non hanno alcun effetto negativo sulla riproduzione”, ha detto Iversen, “ma il fatto è che semplicemente non lo sappiamo”.
Iversen sostiene che questi documenti appena rilasciati saranno utili in sede legale di contestazione dell’obbligo vaccinale Covid per tutti i soggetti contemplati.
Secondo un modulo di consenso per i partecipanti allo studio incluso nel rilascio del documento, Pfizer era a conoscenza delle preoccupazioni relative alla miocardite e menzionava esplicitamente la possibilità di un impatto del vaccino sulla salute riproduttiva delle donne.
Iversen ha detto che il modulo elenca diversi possibili effetti collaterali, tra cui la miocardite, “che molti di noi conoscono, ma il documento dice che il tasso di occorrenza è di 10 su 100.000 persone, e non specificano l’età o il sesso, quindi è molto più alto dei tassi precedentemente riportati di 1 su 50.000 persone”.
“Inoltre”, ha detto, “sappiamo che la maggior parte di questi casi si verificano nei maschi più giovani, quindi quando si controlla per età e sesso il rischio aumenta significativamente”.
Il modulo di consenso afferma inoltre che “gli effetti del vaccino COVID-19 sullo sperma, una gravidanza, un feto o un bambino che allatta non sono noti”.
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“Nonostante questi scienziati ammettano in questo consenso che semplicemente non lo sanno, le raccomandazioni pubbliche dichiarano che i vaccini non hanno alcun effetto negativo sulla riproduzione”, ha detto Iversen, “ma il fatto è che semplicemente non lo sappiamo”.
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Da La Verità del 09.04.2022
Servizio su studio cure precoci condotto dall'Università di Varese in collaborazione con IppocrateOrg
Diffondiamo il servizio de La Verità del 9 aprile 2022, unico quotidiano che ha sempre sostenuto le nostre terapie e le nostre battaglie e unico quotidiano che aumenta la sua tiratura e le sue vendite nonostante la crisi della carta stampata e del crollo delle vendite di tutti gli altri giornali.
Mauro Rango
Presidente IppocrateOrg
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https://youtu.be/HDrtUKfnO-Q
Questa sera alle 21.00, la nostra diretta alla scoperta di una medicina incentrata sulla persona nella sua interezza e complessità, con la dott.ssa Sara Diani e il dott. Francesco Oliviero.
Come sempre, avrete la possibilità di fare le vostre domande.
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Nuovi Sentieri nella scienza medica
Sara Diani, medico, omeopata, psicoterapeuta in formazione, ricercatrice in progetti di ricerca multidisciplinari
Ha pubblicato il libro “Medicina coerente. Modelli sistemici per una medicina più efficace, umana, individualizzata” e diversi articoli scientifici.…
Ha pubblicato il libro “Medicina coerente. Modelli sistemici per una medicina più efficace, umana, individualizzata” e diversi articoli scientifici.…
IppocrateOrg pinned «https://youtu.be/HDrtUKfnO-Q Questa sera alle 21.00, la nostra diretta alla scoperta di una medicina incentrata sulla persona nella sua interezza e complessità, con la dott.ssa Sara Diani e il dott. Francesco Oliviero. Come sempre, avrete la possibilità…»
Dott. Eugenio Serravalle nel sito web dell'Associazione ASSIS
https://www.assis.it/non-bastano-questi-dati-per-interrompere-subito-le-vaccinazioni-anti-covid-ai-bambini/
E' ormai chiaro che si contagiano di più i bambini vaccinati di quelli non vaccinati.
Ma c’è qualcosa di più: sembrano in aumento i casi severi di Covid-19 in corrispondenza delle campagne vaccinali.
E' urgente una moratoria delle vaccinazioni anti Covid ai bambini interrompendo immediatamente la campagna vaccinale dei più piccoli.
https://www.assis.it/non-bastano-questi-dati-per-interrompere-subito-le-vaccinazioni-anti-covid-ai-bambini/
E' ormai chiaro che si contagiano di più i bambini vaccinati di quelli non vaccinati.
Ma c’è qualcosa di più: sembrano in aumento i casi severi di Covid-19 in corrispondenza delle campagne vaccinali.
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AsSIS
Non bastano questi dati per interrompere SUBITO le vaccinazioni anti-Covid ai bambini? - AsSIS
Ormai è chiaro: si contagiano di più i bambini vaccinati di quelli non vaccinati. Ma c’è qualcosa di più: sembrano in aumento i casi severi di COVID-19 in corrispondenza delle campagne vaccinali...occorre interrompere SUBITO le vaccinazioni anti-Covid ai…