A causa di una serie di sfortunati eventi abbiamo perso l'accesso al canale "Scorribande Robin Book" (che rimane comunque visibile) e parte del lavoro di esfiltrazione dai social network corporativi portato avanti in questi ultimi mesi. Ricominciamo da qui con gli stessi presupposti e direzione.
AIUTACI A RICOSTRUIRE QUESTO SPAZIO DI CONDIVISIONE e a farlo crescere ancora di più!
Dacci una mano inoltrando questo messaggio e spargendo i semi della cospirazione Robin Book 🏴☠️🏴☠️🏴☠️
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Lista e indirizzi detenutx politici (agg. 1 ottobre 2026).pdf
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Lista e indirizzi detenutx "politici" in Italia, aggiornata al 1 ottobre 2026.
Un pensiero particolare va a Cuffa, arrestato venerdì 25 settembre a Genova a seguito della contestazione alla ronda degli "Angeli del centro storico". Lunedì il GIP ha confermato le misure cautelari in carcere. per scrivergli:
Mattia Cuffari
C.C Genova Marassi
Piazzale Marassi, 2
16139 Genova (GE)
Domenica 4 ott alle 15 si terrà un presidio di solidarietà sotto al carcere di Marassi
per segnalazioni e correzioni scrivere a robinbookgang@riseup.net
Un pensiero particolare va a Cuffa, arrestato venerdì 25 settembre a Genova a seguito della contestazione alla ronda degli "Angeli del centro storico". Lunedì il GIP ha confermato le misure cautelari in carcere. per scrivergli:
Mattia Cuffari
C.C Genova Marassi
Piazzale Marassi, 2
16139 Genova (GE)
Domenica 4 ott alle 15 si terrà un presidio di solidarietà sotto al carcere di Marassi
per segnalazioni e correzioni scrivere a robinbookgang@riseup.net
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Nuova pubblicazione di Edizioni Anarcoqueer, per la prima volta in italiano: DESERTO, anonimx, 2011, 144 p.
Puoi leggere l'originale in inglese qui.
9€ a singola copia/6€ da cinque copie in su + spedizione. Per ordinare: anarcoqueer@riseup.net
Nel nostro cuore sappiamo che per il mondo non c’è salvezza.
La disillusione attiva può essere liberatoria?
Quali possibilità possono chiudersi o aprirsi, per la libertà e il selvaggio, in seguito al cambiamento climatico inarrestabile, all’incremento della sorveglianza e all’espandersi e ritrarsi delle civilizzazioni?
Puoi leggere l'originale in inglese qui.
9€ a singola copia/6€ da cinque copie in su + spedizione. Per ordinare: anarcoqueer@riseup.net
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ORA IN ARCHIVIO RB LA ZINE: Verso un mondo meno incasinato - Sobrietà e lotta anarchica, di Nick Riotfag, Sprout Distro, 2014, 32 p.
"Ho tantissimi motivi per non fare uso di sostanze che non sono “politici” in sé. Alcuni sono più personali o interiori, altri più pragmatici. Questa zine è il mio tentativo di spiegare perché considero la sobrietà una parte cruciale del mio anarchismo e del mio femminismo. Ho cercato di strutturarla in modo da combinare teoria e analisi con la mia esperienza personale e aprire un dibattito a riguardo."
"Ho tantissimi motivi per non fare uso di sostanze che non sono “politici” in sé. Alcuni sono più personali o interiori, altri più pragmatici. Questa zine è il mio tentativo di spiegare perché considero la sobrietà una parte cruciale del mio anarchismo e del mio femminismo. Ho cercato di strutturarla in modo da combinare teoria e analisi con la mia esperienza personale e aprire un dibattito a riguardo."
Internet Archive
Verso un mondo meno incasinato - Sobrietà e lotta anarchica
Verso un mondo meno incasinato - Sobrietà e lotta anarchica, traduzione ed edizioni ita a cura di Robin Book Gang, ottobre 2026, edizione rivista e aggiornata di Towards A Less Fucked Up World: Sobriety and Anarchist Struggle, Sprout Distro, marzo 2014. Contiene…
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AIUTACI A STAMPARE E DIFFONDERE IL GRAPHIC NOVEL: LA PARABOLA DEL SEMINATORE
L'adattamento grafico di Damian Duffy e John Jennings (2020) del romanzo distopico post-apocalittico di Octavia E. Butler (1993), 280 pagine a colori.
La nostra storia comincia nell’anno 2024 [!!!] in una California devastata da crisi economiche e disastri climatici globali. Lauren ha un dono maledetto: l’iperempatia, che le fa sentire il dolore altrui come se fosse il suo.
Quella che inizia come una lotta per la sopravvivenza si trasforma presto in qualcosa di molto più grande: la nascita di una nuova fede... e una sorprendente visione di speranza attiva tra le macerie di un’umanità fin troppo simile a quella dei giorni nostri.
L'adattamento grafico di Damian Duffy e John Jennings (2020) del romanzo distopico post-apocalittico di Octavia E. Butler (1993), 280 pagine a colori.
La nostra storia comincia nell’anno 2024 [!!!] in una California devastata da crisi economiche e disastri climatici globali. Lauren ha un dono maledetto: l’iperempatia, che le fa sentire il dolore altrui come se fosse il suo.
Quella che inizia come una lotta per la sopravvivenza si trasforma presto in qualcosa di molto più grande: la nascita di una nuova fede... e una sorprendente visione di speranza attiva tra le macerie di un’umanità fin troppo simile a quella dei giorni nostri.
Produzioni dal Basso
Aiutaci a stampare il graphic novel "La parabola del seminatore"
Dacci una mano a stampare a diffondere ad un prezzo popolareLa parabola del seminatoreL'adattamento grafico di Damian Duffy e John Jennings (2020) del romanzo di Octavia E. Butler (1993), 280 pagine a colori, formato 16,5x24 cmLa parabola del seminatore è…
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Riprende il rito annuale di riapertura delle scuole. Possiamo pronosticare, molto facilmente, che riemergeranno i soliti problemi: l'agibilità delle scuole, le disponibilità degli insegnanti, le tasse, la legge finanziaria, i trasporti pubblici, la disoccupazione, ecc. E, altrettanto certamente, si può ipotizzare che riemergerà un movimento degli studenti con proposte più o meno identiche a quelle dell’anno scorso. Rivendicative e riformiste. Proposte scontate e movimento altrettanto ovvio.
Può forse l’insegnamento dell’anno scorso servire a qualcosa? Può il fallimento delle grandi mobilitazioni su temi generici e biecamente parziali, servire a fare aprire gli occhi agli studenti che, per la maggior parte, sono gli stessi dell’anno scorso? Pensiamo che la cosa sarà molto difficile.
Comunque, possiamo sempre insistere sul problema della funzione della scuola e portare quanti più giovani possibile ad una coscienza di classe nei riguardi di questa istituzione che serve, appunto, come strumento di qualificazione ridotta allo scopo di consentire l'accettazione del dominio, una migliore flessibilità della mano d’opera e una sua adattabilità alle mutate condizioni del mercato del lavoro.
La scuola di oggi non produce più qualificazione (né tecnica, né umanistica), ma si è adattata alla realtà del sistema produttivo attuale. Es.a produce pace sociale, convincendo i giovani della possibilità di ottenere, studiando, un diverso status sociale, rendendoli più malleabili, ma, nello stesso tempo, fornendo pochi strumenti effettivi di conoscenza e di cultura e, per giunta, strumenti dequalificati, confezionati in formato ridotto ad uso delle attuali generazioni e della loro pseudo cultura massificata.
Mai come oggi la scuola è stata tanto trasparente. Puleggia del potere, veicola i contenuti ridotti che consentono di tenere a bada una larga parte della massa. Il vecchio analfabetismo, su cui si basava il potere del passato, è stato ammodernato e mantenuto nella scuola di oggi che produce analfabeti di nuovo tipo, i quali sanno leggere e scrivere, ma solo quelle poche cose che il potere ha previsto potessero leggere e scrivere. Mettete uno di questi giovani davanti ad un libro impegnativo o davanti la necessità di scrivere qualcosa di più complesso dei risultati delle partite di calcio e potete constatare le enormi difficoltà cui andrà incontro. Tutto ciò (con le dovute eccezioni, evidentemente) non è accidentale.
Accertata la funzione repressiva e mistificante della scuola, bisognerà decidersi su cosa fare.
Ci pare esistano due strade. Distruggerla o utilizzarla.
Distruggerla è la soluzione migliore. Più efficace e sbrigativa. In questo caso il sabotaggio, l’attacco diretto, la violenza rivoluzionaria contro le cose e le persone che fanno parte della scuola come padroni e gestori, sono le cose più efficaci ed immediate da fare.
Utilizzarla è la cosa più difficile. Occorre procedere con cautela per evitare di essere utilizzati invece di strappare via qualcosa al potere. In fondo, però, la scuola è un laboratorio dove si possono ancora trovare pochi strumenti culturali di carattere elementare. Questi strumenti possono essere strappati alla scuola con metodo e costanza, ed anche con una lotta che può utilizzare lo strumento dell’autogestione. In questo senso, il movimento delle occupazioni delle scuole può riscoprire un nuovo modo di lottare che forse potrà essere recuperato più difficilmente dal potere.
Settembre 1986
Può forse l’insegnamento dell’anno scorso servire a qualcosa? Può il fallimento delle grandi mobilitazioni su temi generici e biecamente parziali, servire a fare aprire gli occhi agli studenti che, per la maggior parte, sono gli stessi dell’anno scorso? Pensiamo che la cosa sarà molto difficile.
Comunque, possiamo sempre insistere sul problema della funzione della scuola e portare quanti più giovani possibile ad una coscienza di classe nei riguardi di questa istituzione che serve, appunto, come strumento di qualificazione ridotta allo scopo di consentire l'accettazione del dominio, una migliore flessibilità della mano d’opera e una sua adattabilità alle mutate condizioni del mercato del lavoro.
La scuola di oggi non produce più qualificazione (né tecnica, né umanistica), ma si è adattata alla realtà del sistema produttivo attuale. Es.a produce pace sociale, convincendo i giovani della possibilità di ottenere, studiando, un diverso status sociale, rendendoli più malleabili, ma, nello stesso tempo, fornendo pochi strumenti effettivi di conoscenza e di cultura e, per giunta, strumenti dequalificati, confezionati in formato ridotto ad uso delle attuali generazioni e della loro pseudo cultura massificata.
Mai come oggi la scuola è stata tanto trasparente. Puleggia del potere, veicola i contenuti ridotti che consentono di tenere a bada una larga parte della massa. Il vecchio analfabetismo, su cui si basava il potere del passato, è stato ammodernato e mantenuto nella scuola di oggi che produce analfabeti di nuovo tipo, i quali sanno leggere e scrivere, ma solo quelle poche cose che il potere ha previsto potessero leggere e scrivere. Mettete uno di questi giovani davanti ad un libro impegnativo o davanti la necessità di scrivere qualcosa di più complesso dei risultati delle partite di calcio e potete constatare le enormi difficoltà cui andrà incontro. Tutto ciò (con le dovute eccezioni, evidentemente) non è accidentale.
Accertata la funzione repressiva e mistificante della scuola, bisognerà decidersi su cosa fare.
Ci pare esistano due strade. Distruggerla o utilizzarla.
Distruggerla è la soluzione migliore. Più efficace e sbrigativa. In questo caso il sabotaggio, l’attacco diretto, la violenza rivoluzionaria contro le cose e le persone che fanno parte della scuola come padroni e gestori, sono le cose più efficaci ed immediate da fare.
Utilizzarla è la cosa più difficile. Occorre procedere con cautela per evitare di essere utilizzati invece di strappare via qualcosa al potere. In fondo, però, la scuola è un laboratorio dove si possono ancora trovare pochi strumenti culturali di carattere elementare. Questi strumenti possono essere strappati alla scuola con metodo e costanza, ed anche con una lotta che può utilizzare lo strumento dell’autogestione. In questo senso, il movimento delle occupazioni delle scuole può riscoprire un nuovo modo di lottare che forse potrà essere recuperato più difficilmente dal potere.
Settembre 1986
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