Il Norberto
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Approfondimenti e dibattiti di storia e di politica internazionale
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Aspettiamo ulteriori conferme circa la morte di Saif Al Islam Gheddafi.

Se fosse vero si tratterebbe di un fatto molto rilevante.

La popolazione libica sarebbe stata disposta a votarlo.

Tralasciando il primogenito, esiliato in Oman e disinteressato alla politica, il terzogenito é Saadi.

Avendo giocato nella Juventus, dubito che il popolo avrebbe fiducia nella sua onestá.

Resta chiaro che molte volte sono risultate false notizie circa la morte di membri della famiglia Gheddafi.

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Il trattato sul contenimento dell'arsenale atomico START non é piú in vigore.

La cosa ha senso, il mondo non é piú caratterizzato da due sole grandi potense nucleari, anche la Cina oltre ad avere un arsenale per nulla trascurabile ha tutte le capacitá tecnologiche per incrementarlo velocemente.

É comprensibile che se gli USA mai volessero arrivare ad un accordo questo debba includere la Cina.

Tuttavia é altrettanto comprensibile che in questo caso la Federazione Russa richiederebbe di allargare il trattato anche a Regno Unito e Francia e la Cina lo vorrebbe esteso anche all'India.

A questo punto gli USA aggiungerebbero alla lista la Corea del Nord e l'India richiederebbe la partecipazione del Pakistan, che, per ruolo nell'Asia e per rinnovata vicinanza all'Iran richiederebbe l'estenzione all'entitá occupante la Palestina.

Quindi scordiamoci un qualsiasi nuovo accordo sul contenimento nucleare.

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Quali attori regionali non vorrebbero destabilizzare l'Iran?

Il Libano per alleanze storiche, la Turchia, per non dare nuova benzina al fuoco dell'indipendenza curda, per non rovinare il proprio progetto neottomano, per non vedere penalizzato il commercio, per non rafforzare il suo rivale strategico del mondo musulmano, gli EAU, l'Iraq, perché debole e sotto ricatto statunitense e perché trova appoggio in un'unica fede che rafforza anche la stessa statualitá, l'Arabia Saudita che teme un contagio e che non vuole vedere bloccato il proprio commercio, il Kuwait stesso che non avrebbe di che sopravvivere con la chiusura di Hormuz, infine, ovviamente, la Cina e la Russia.

Se si dovesse riuscire ad evitare un conflitto contro l'Iran dovremo quindi ringraziare, in primis Erdogan.

Non siamo in buone mani ma in mani salde sí.

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Alcuni risoluti esperti del quaraquaquismo, sempre capaci a guardare il dito e non accorgersi della Luna stanno dibattendo sul fatto che Epstein si pronunci Epstin.

Ecco cosa mi viene in mente a seguito di questa tanto puntigliosa quanto irrilevante precisazione...

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Con la dovuta premessa che non sono un economista e che se anche lo fossi mi occuperei di sistemi economici possibili e non di far funzionare il solo vigente, volevo togliermi lo sfizio di commentare quella boutade di Trump per cui basterebbe tagliare i tassi di interesse di un paio di punti e gli usa avrebbero risolto il problema del debito dato che ogni punto dovrebbe corrispondere a 600 miliardi di dollari.

Partiamo dal fatto che il debito pubblico statunitense é di 1800 miliardi di dollari, non di 1200, che quindi, senza fare i cosiddetti conti della serva, giá non ci siamo.

Tuttavia i piú affezionati al post-liberismo potrebbero obiettare che un debito di soli 600 miliardi residuo sarebbe sostenibile.

Ammesso e non concesso, che lo sia, pur evitando di contabilizzare il debito privato e la sovravalutazione monetaria, resta un dubbio grosso come un elefante nella stanza: ma se tu tagli il tasso di interesse di due punti percentuali, chi te lo compra piú il debito emesso mediante titoli di stato?

In un'economia di mercato sana la risposta sarebbe: nessuno!

É qui che si svela la vera natura della politica trumpiana; lui detta alla fed il da farsi, poi, per costringere gli stati mondiali ad acquistare obbligazioni e titoli di stato statunitensi basta costringerli manu militari a commerciare in dollari oltre che non offrirgli null'altro che titoli di stato per potere usare il surplus di dollari che i paesi con economie produttive inevitavilmente si ritroveranno.

Con buona pace di chi sperava di partecipare agli assets strategici, vera fetta grassa della torta.

Manu militari.

É questo il fulcro del progetto politico trumpiano.

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A seguito di un paragone storico, peraltro dichiarato come appartenente al campo delle supposizioni, portato avanti dal buon Francesco Dall'Aglio che saluto, é nata la febbre lavroviana di sostenitori della tesi che Lavrov non sia nelle grazie del Presidente Putin a cui Egli predilige Dimitriev.

Oltre all'esilarante momento comico in cui Clara Statello confonde la principessa Sherazade con l'ex ministro sovietico Shevarnadze, poco ci resta di tale suggestione.

Successivamente ho sentito solo basse speculazioni.

L'uomo che fece il limpido discorso alla conferenza di Monaco nel 2007 vi pare possa essere ora cosí ingenuo dal credere alle promesse statunitensi?

Certo, firmando gli accordi di Minsk giá si dimostrò tale ma perseverare sarebbe proprio stupido, peggio che diabolico.

Inoltre se veramente vi fossero dissensi fra la presidenza e Lavrov questa avrebbe ogni facoltá di rimuoverlo.

La mia chiave di lettura é che non esista alcun dissenso.

Dimitriev ha ragionato per quanto gli compete, da affarista, Lavrov si occupa del piano politico e su di questo non vi é alcuna pace in vista, anzi... quella che viene scambiata per debolezza russa sono sforzi per evitare un ampliarsi del conflitto che vedrebbe a questo punto usa e Russia affrontarsi direttamente.

Quella scambiata per titubanza é la necessità di dimostrare al mondo intero che la Federazione Russa abbia fatto di tutto per evitare una guerra di scala planetaria che peró gli usa sembrano cercare.

Non dimentichiamoci che l'idea di posticipare la guerra alla Cina passa per l'anticipo delle guerre ai paesi che hanno legami politici ed economici, geostrategici in generale, con la Cina stessa.

Se fosse quindi vero che la Russia desiderasse avvicinarsi agli usa come soci in affari dovrebbe, come segnale di corrispondenza, vedersi un cessare delle provocazioni, giocoforza la Russia stessa dovrebbe quindi allontanarsi dalla Cina.

Mi pare uno scenario irreale.

Gli usa sono e restano il nemico globale dell'umanitá.

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Siete preoccupati per le navi portaerei nel golfo persico?

Sappiate che ci sono piú di venti basi militari statunitensi nei paesi arabi di quella zona.

La necessità di inviare portaerei deriva dalla non disponibilità delle monarchie sunnite ad essere completamente proni agli usa.

Siete ottimisti e pensate che si troverà un accordo che abrogherà anche le sanzioni petrolifere, magari vendendo in dollari?

Il calo dei prezzi petroliferi fermerebbe il mercato statunitense.

Grande é la confusione sotto il cielo.

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Un chiarimento utile:

Per questo referendum che ci apprestiamo ad affrontare non vige il quorum, non si tratta di un referendum abrogativo ma di un passaggio per una riforma costituzionale.

Non voglio entrare nei tecnicismi ed infatti non vorrei che fosse chiesto ai cittadini di pronunciarsi su di una questione che non è di competenza di tutti ma tant'è... magari verrà il giorno in cui chiederanno a gente che non ha mai studiato medicina di approvare un protocollo medico.

Una cosa mi sento di dirla: se paragono la classe politica che ha steso la costituzione con quella che ci governa ora, non posso che schierarmi con chi la ha stesa, in un'epoca in cui i rapporti di forza fra le classi erano ben diversi, tra l'altro

Per questo e per 1000 altri motivi è necessario votare NO.

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Come leggere l'assassinio del Mencho e gli scontri provocati dal cartello di Jalisco?

Andiamo per gradi partendo dai fatti.

Il cartello di Jalisco opera, oltre che in Messico, principalmente in Colombia, paese di produzione della cocaina e negli usa, principale paese di destinazione.

Il cartello nasce nel 2011, durante la presidenza Obama negli usa.

Il cartello ha una crescita continua fino ai giorni nostri, sorpassando il principale concorrente, il cartello di Sinaloa.

Il cartello di Sinaloa, per quanto fondato negli anni '60, ha una storia controversa fatta di tradimenti, scissioni ed accorpamenti ma raggiunge il suo apice nel 2001, presidenza George W. Bush negli usa.

Con Barack Obama ancora in carica, venne arrestato il nuovo capo del cartello, figlio del precedente capo del cartello; nel 2019, sotto la presidenza Trump, fu liberato.

Il 70% se non oltre delle armi usate dal cartello di Jalisco provengono dal mercato nero ucraino.

I soldati del cartello di Jalisco spesso indossano mostrine ucraine ed a volte sfoggiano la bandiera ucraina.

Marco Rubio, di comprovati legami famigliari con il narcotraffico, al punto da essersi guadagnato il soprannome di Narco Rubio, è un repubblicano della vecchia guardia, conservatore ma con un fulcro di potere e di interessi diverso dai neoconservatori.

Questi ultimi confluirono nei democratici, lui restò repubblicano.

La presidente Sheinbaum ha interesse a rafforzare il potere statale contro quello di qualsiasi cartello in ogni caso, è una questione legata alla sovranità della nazione, se nel farlo trova sponda negli usa la puó usare come occasione di distensione di rapporti altrimenti piuttosto tesi, non solo per questioni ideologiche ma anche pratiche, gli usa in passato hanno esportato molta economia reale verso il Messico ed ora vorrebbero riprendersela.

Il paese che meglio ha condotto la lotta al narcotraffico nell'america latina recentemente è stato il Venezuela, prima di loro solo Cuba aveva arginato tale piaga.

I soli paesi dell'area che stanno pagando duramente le politiche statunitensi sono Cuba ed il Venezuela.

Le navi di soli pescatori affondano; quelle con reali carichi di cocaina vengono sequestrate, incluso il carico ovviamente.

In un contesto dove il peggio dell'immaginabile e pure parte del non immaginabile sembra emergere dal caso Epstein nessuno si stupisce che Robert Kennedy, ministro della salute, confessi di aver pippato cocaina dalle tazze dei cessi senza timore per l'igiene, nel frattempo milioni di zombi barcollano con il fentanil negli usa. In questo quadro un po' di bamba è da liceali.

Sullo sfondo negli usa si discute fra chi fra Vance e Rubio sarà il successore di Trump che, bontà sua, si è ritagliato a vita un ruolo di Presidente del Board Of Peace.

Proveró ora a mettere insieme il puzzle, con la convinzione di esporre una tesi plausibile che puó essere smentita da fatti e prove o migliorata nei lati più deboli da nuove argomentazioni ma che, applicando il metodo scientifico, nel frattempo resta la tesi più probabile.

Gli scontri in Messico sono una rivoluzione colorata, che non si gioca sul piano del potere politico ma su quello del narcotraffico e dei cartelli che, poi, spesso se non sempre, hanno più potere dello stato stesso in alcune realtà.

Dietro al cartello di Jalisco c'erano i democratici, i legami con il reclutamento pro ucraina, le armi, le coincidenze storiche sembrano dimostrarlo.

I repubblicani puntano invece su Sinaloa, che fino alla presidenza Biden sembrava essere in declino, il loro uomo è Marco Rubio.

Claudia Sheinbaum combatte tutti i cartelli ed accetta l'aiuto statunitense per non finire nel mirino delle manie guerrafondaie di questa amministrazione.

Marco Rubio accetterebbe che la candidatura alla prossima presidenza vada a Vance se riuscisse ad impossessarsi della più grande rete di comando dei cartelli della droga di sempre.

La coca confiscata tornerà sul mercato, Cuba è una rotta necessaria perchè è stata fino ad oggi un ostacolo per le rotte di spaccio; in questo modo il mercato reggerà gli scontri.
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Il Venezuela, nei progetti statunitensi, deve smettere di opporsi alla produzione ed alla diffusione di sostanze stupefacenti.

Ora tocca a voi.

Trovate una tesi migliore od integrate questa per unire tutti i puntini sopra indicati.

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27 febbraio 380

Viene promulgato l'Editto di Tessalonica con cui l'imperatore d'Oriente Teodosio I e gli imperatori d'Occidente Graziano e Valentiniano II dichiarano la religione cristiana l'unico culto ammesso all'interno dell'Impero romano.

Meno di sette decenni prima Costantino lo aveva permesso.

Il potere seppe sopravvivere mutando di forma, le basiliche, luogo di assemblea, divennero luoghi di culto, le tuniche dei senatori divennero abiti talari, le domus ecclesia diedero nome alle chiese, le festività pagane assunsero una narrazione cristiana.

In sostanza si strumentalizzò il potere rivoluzionario di Cristo, povero tra i poveri, per legittimare una nuova forma di dominio.

Il potere di Roma inteso come sacrale e temporale unito non durò a lungo, anzi, era già venuto meno, ma non è questa la sede ed il momento per trattare i secoli trascorsi dalla caduta dell'impero romano d'occidente al grande scisma.

Ascoltiamo per l'occasione Fabrizio De Andrè con Il testamento di Tito.

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27 febbraio 1933

Ha luogo l'Incendio del Reichstag.

L'edificio del parlamento tedesco a Berlino viene incendiato.

I nazisti colgono il pretesto, quasi sicuramente creato da essi stessi, per dare la colpa a socialisti, anarchici e comunisti, per loro indistintamente chiamati comunardi per la memoria non troppo obsoleta di ciò che fu la comune di Parigi.

Bertold Brecht scrive una poesia di satira politica sull'avvenimento, qui interpretata da Ernst Busch, Die Ballade vom Reichtagsbrand.

Il giorno seguente Brecht fuggì dalla Germania.

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Parrebbe confermato che fra i legittimi e doverosi controattacchi di ritorsione effettuati dalla Repubblica Islamica dell'Iran per la brutale e totalmente ingiustificata aggressione subita vi siano anche basi dei porci in territorio saudita.

Tuttavia al momento non sembra vedersi alcuna reazione dell'Arabia.

Sicuramente la maggior parte dei cosidetti alleati, in realtà servi proni o supini, a seconda dei desiderata espressi dai porci non ha gradito il rischio a cui sono stati esposti per via di questo aberrante ed illegittimo attacco.

L'Oman si è dissociato definendosi promotore della soluzione negoziale, il Bahrein deve accontentare un'opinione pubblica allineata all'Iran, la Turchia ha espresso le proprie condoglianze.

Se l'Iran dovesse essere indebolito, Arabia Saudita e Turchia, oltre ad iniziare a guardarsi in cagnesco, consapevoli delle mire espansioniste della feccia sionista, sarebbero rafforzate nelle loro politiche di battitori liberi mettendo in imbarazzo i porci.

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A mio avviso con la vile uccisione di Khamenei si è aperto un conflitto di cui non si vede la fine in medio oriente.

Nel frattempo rendo onore a chi muore senza farsi piegare e compiendo il suo dovere di eroe al servizio di una causa non solo patriottica ma per tutta la nostra umanità.

Seyed Alì Khamenei, padre buono e caro, fai che anche tutti noi combattenti che abbiamo a cuore l'umanità possiamo morire a testa alta ed in vecchiaia, proseguendo una lotta che non ha pensione come tu ci hai insegnato a fare.

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Facciamo caso a quali attori geopolitici europei stiano cercando di smarcarsi da posizioni troppo appiattite su di un belligerante: Ungheria e Slovacchia (timidamente anche la Repubblica Ceca) da una parte e Spagna dall'altra.

Per quest'ultima sembra trattarsi di una riedizione della precedente guerra mondiale: blando schieramento con l'asse fascista senza alcuna partecipazione diretta, arrivando, questa volta, addirittura a smarcarsi dal padrone statunitense, la volta scorsa furono gli usa a sdoganare il franchismo, sopravvissuto alla guerra, al resto del mondo.

La spiegazione è semplice: la Spagna sa di non poter ambire al suo passato imperiale ma al contempo, anche per via della diffusione del castigliano nel mondo, possiede ancora un'influenza mondiale, si affaccia sul Mediterraneo, sull'Atlantico ed a Nord sul mar Cantabrico, può controllare in parte lo stretto di Gibilterra, non, come sarebbe logico tramite Gibraltar, ma tramite Ceuta e Melilla, ha avamposti atlantici nelle canarie, ha influenza sul nordafrica, è protetta via terra dai Pirenei, quindi ha le carte in regola per ambire a qualcosa di più della sua attuale posizione.

E l'Italia, per analogia dovrebbe osservare ed imparare.

Anche l'Ungheria, e per analogia Slovacchia e Repubblica Ceca, non hanno sbocco al mare e sono attualmente deboli ma, in un contesto in cui non esiste più la Jugoslavia e l'Austria è debole come non mai, la prospettiva che possa risorgere una potenza che occupi quello spazio che fu dell'impero Austroungarico è una fascinazione a cui,da politici, è facile cedere.

Tutti questi soggetti hanno quindi vantaggio a non schierarsi od a farlo, nella speranza di un premio territoriale, quando il vincitore sarà evidente.

L'Italia, più spregiudicata, pensa, memore del suo passato, di poter addirittura cambiare schieramento per saltare sul carro del vincitore non avendo imparato la lezione della perdita dei territori orientali, subìta nonostante si fosse saltati sul carro del vincitore.

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Da cosa nasce modo di dire "bruciare le navi nei porti"?

Da un'esigenza.

Oltre ad episodi romanzati pare fosse pratica di alcuni coloni europei verso le americhe quella di bruciare le proprie imbarcazioni alle spalle una volta sbarcati per evitare ammutinamenti, fughe e per creare una condizione per cui l'interesse di ciascuno fosse quello comune.

Anche nelle mafie sussistono rituali simili, spesso sono presenti rituali di iniziazione che includono il commettere un crimine di rilievo, affinchè non si possa, per l'appunto, tornare indietro.

È evidente che queste ritualità hanno come presupposto la mancanza di fiducia reciproca fra i membri dell'organizzazione in questione.

Similmente, fra spietati affaristi senza più empatia sociale, solo il ricatto vicendevole garantisce fedeltà.

In questo modo spieghiamo l'efferatezza dei crimini legati al caso Epstein, ove tutti i partecipi sono ricattabili e pertanto non tradiranno il silenzio, ma anche i crimini di guerra volontari come l'attacco alla scuola elementare femminile in Iran, dove qualcuno fornisce logistica, qualcuno armi, qualcuno esegue ma, fra tutti, l'aver partecipato ad uno dei più efferati crimini di guerra fra quelli che si sviluppano con un singolo attacco, rende i colpevoli omertosamente solidali.

Mai come in questo caso è legittimo chiamare la coalizione che ha aggredito la Repubblica Islamica dell'Iran coalizione Epstein.

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