Il Norberto
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Approfondimenti e dibattiti di storia e di politica internazionale
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I limiti delle narrazioni di fantasia

Uno dei punti maggiormente deboli della narrazione hollywoodiana che ci è stata propinata lungo decenni dal secondo dopoguerra in poi risiede nello stile narrativo stesso.

Aver proposto questo informe occidente come un'alleanza anziché un dominio a livelli differenziati, dall'occupazione (Italia, Germania, Giappone, Corea del Sud), alla subordinazione, fino alla semplice ricattabilità dei sistemi economici e delle classi dirigenti, ha funzionato sulle masse, che anzi hanno assunto il mito fondativo degli yankee, l'individualismo, l'arrivismo, la competizione, l'idea di libertà slegata dal diritto e dal terreno in cui poterla coltivare ma figlia esclusiva delle proprie forze, tuttavia ha dovuto pagare dazio.

Le masse hanno dovuto convincersi che l'occidente fosse il baluardo della democrazia contro i totalitarismi (altra parola oscena, come se io parlassi dei cibi zuccherosi volendo descrivere un insieme di frutta, miele, dolci, pane, pasta, patate, riso).

Le masse hanno dovuto convincersi del proprio potere alle urne.

Le masse hanno dovuto convincersi dell'utilità dei partiti che, a bene intenderci, servivano, fintanto che avevano un legame di rappresentanza con i gruppi sociali di carattere più o meno corporativo o di classe, non più successivamente.

Le masse hanno dovuto credere che il progresso fosse pressoché inevitabile, nel sopportare arretramenti hanno creduto ad un divenire migliore.

Le masse hanno dovuto credere ad un sistema giuridico internazionale che, in parte, è davvero esistito, ma che è venuto meno quando si è impropriamente creduto alla fine di qualsivoglia contraltare ideologico e con la presunta fine della storia si è proclamato il neoliberismo (di facciata, ma in realtà il capitalismo, finanziario o meno ma privato di qualsivoglia regola di autolimitazione) come la sola ideologia superstite.

Le masse, per farla breve hanno creduto alle favolette più semplici: dittatore cattivone, come erano cattivi i pellerossa, occidente portatore di ideali di giustizia, con un progressivo scomparire del concetto di eguaglianza che storicamente era ciò che trascinava seco la giustizia stessa.

Il dazio che questo lavaggio del cervello ha dovuto pagare ha assunto successivamente vari livelli.

Inizialmente le aggressioni a Yugoslavia, Iraq, Sudan, Libia, Serbia, Siria, Afghanistan, Iran, oggigiorno Venezuela, Georgia, Cecenia, e molti altri, fatte tramite guerre o colpi di stato, non potevano essere lette da tutti come legittime e giustificate e, così, qualcuno ha iniziato a svegliarsi.

Anche il mito della coperta corta è venuto meno quando è stato palese che i soldi per uccidere di stenti la popolazione greca e di bombe quella del Donbass si trovano sempre ma per la nostra sanità o le nostre pensioni invece mai.

È venuto meno il mito dell'unico sistema economico possibile quando la Cina ha dimostrato di averne percorso uno più efficacie.

È venuto meno il mito dell'invincibilità degli stati uniti in Yugoslavia, in Libia, in Iraq, in Afghanistan, in Yemen, in Iran, in ucraina, in Georgia, in Cecenia.

Ora che il castello di sabbia è crollato, l'imperatore degli usa Trump rivendica ciò che agli occhi di un imperatore è ovvio e normale: ogni ricchezza del suo impero appartiene a lui e lui può disporne come crede, anche con regalìe.

Ma questo non è forse l'ultimo tassello che teneva appeso e ciondolante il quadro delle menzogne che ci hanno dipinto?

Ora, ed arrivo alla conclusione, tolti i partecipi al banchetto, i servi che si accontentano delle briciole promesse e gli stupidi disinformati (le due condizioni si necessitano l'uno l'altra, uno stupido bene informato non può essere così tanto stupido dal non lasciarsi prendere dal dubbio ed un disinformato non stupido coglie, per intuizione, che qualcosa non quadra), chi altro può credere alla narrazione proposta?

Per questo la censura dilaga: la verità non è arginabile sotto il peso delle contraddizioni estreme.

...segue...
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... prosegue...

Quando Trump dice che il petrolio Venezuelano gli è stato rubato afferma un principio talmente in contraddizione con tutta la retorica pronunciata a partire dall'inizio della decolonizzazione che il re nudo diventa nudo anche per Parenzo, per Jacoboni, per la Zafesova, per Cremonesi, per Scavo, per Parabellum.

Non lo ammetteranno ma lo sanno anche loro che la loro narrazione non è sostenibile, semplicemente se cade l'ucraina cadono un tot di famiglie delle oligarchie mondiali e le loro filiere, se cade il progetto imperiale di Trump cade l'altra parte di queste oligarchie e con esso il sistema economico che conosciamo.

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Lasciatemi esprimere un pensiero per la solitudine del povero Caracciolo.

Lui ci ha provato a ripetere la retorica dell'invaso e dell'invasore, e per questo noi, che avevamo visto le violenze dal 2014 se non dal 2004 con la treccioluta ladra, lo abbiamo preso in antipatia.

Tuttavia egli ha la dignità di una professionalitá che ha cercato di difendere, ed ora lo hanno in odio i propagandisti.

Caro Luca, che ti sia da lezione: arriva il momento in cui bisogna schierarsi, i pavidi soccombono comunque.

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Chi è stato, ad oggi, il peggiore Presidente della Repubblica Italiana?
Anonymous Poll
71%
Mattarella
23%
Napolitano
0%
Ciampi
4%
Cossiga
0%
Leone
2%
Altro
Il castello di palle (che sta meno in piedi di quello di sabbia)

Vi è tutta una narrazione da smontare:

Innanzi tutto gli USA non hanno alcun titolo per essere negoziatori in un conflitto in cui sono coinvolti fin sopra i capelli, non solo in ucraina, dove l'informazione su dove si trovasse il Presidente Putin è arrivata direttamente da Washington, ma anche in Venezuela, nel resto del Sudamerica, in Nigeria, in Somalia, nel Sahel, in Sudan, in Iran, in Yemen, in Thailandia, nel conflitto indopakistano, a Taiwan, in Corea.

In secondo luogo i negoziati, in fin dei conti, non esistono, la delegazione statunitense porta avanti due progetti differenti che si incontri con I russi o con gli ucraini, pertanto non si arriverà mai ad una sintesi.

Inoltre dobbiamo mettere in conto di scordarci qualsiasi mediazione che non sia il frutto di sopruso e forza; la politica di Trump è più semplice di quanto sembri, consta in sparare dichiarazioni a caso, a seconda del momento e di quanto lui, il solo autocrate sulla scena internazionale, ritenga opportuno, infischiandosene spavaldamente di qualsiasi genere di legge, regolamento, ordinamento, convenzione, trattato, circostanzialità, savoir-faire, precedente, opportunità, istituzione.

Quindi, con buona pace di Federazione Russa e Cina, che si ostinano a cercare di mantenere in piedi la forma di una legalità internazionale, sarà necessario, nell'incapacità di farla rispettare, rispondere a colpo su colpo per non soccombere sotto le angherie statunitensi.

Per ogni petroliera abbordata e rubata bisognerà sequestrare altrove i loro beni, per un valore non meno che uguale, certo, è la logica della guerra ma a non rispondere non si eviterà l'aggravarsi in peggio delle condotte yankee, pertanto è meglio rispondere da subito.

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1945

👨🏻‍💼- Gli usa cercano il dominio del mondo.

🌍- Sei un comunista servo di Mosca

Anni '50

👩🏽‍🔧- In Asia gli usa colpiscono il comunismo perché è un modello migliore.

🌍- Figurati, il capitalismo non ne ha bisogno.

1979

🧖🏻‍♂- Gli usa sono il Grande Satana.

🌍- 😂😂😂😂

2026

👨‍🏫 - Gli usa sono il cancro del pianeta.

🌍 - Avevate ragione.

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Una ragione per cui noi europei restiamo scandalizzati per la supposta fine del diritto internazionale c'è.

Mentre l'impero d'oltreoceano non ha testato gli effetti delle guerre mondiali sul proprio territorio, noi europei sì.

Il prezzo di città rase al suolo, famiglie dilaniate e milioni di morti è rimasto geneticamente presente nelle nostre pelli.

Ben pochi sono stati convinti dell'oggettiva giustezza delle regole che l'ONU, che sostituiva la SDN, distrutta dal bellicismo, si era data; tutti o quasi però sapevano che sarebbero stati utili compromessi e norme per evitare che il delirio bellico tornasse a prendere il sopravvento.

Ora in Europa si prova scandalo per la condotta dello stercoloquiante Trump, negli usa no; loro, educati a ragionamenti semplici, elementari e binari, capiscono che il più forte fa quello che gli pare e gli altri si adeguano.

Non è solo la logica del capitalismo, c'è un qualcosa di marcio che arriva dalla cultura degli angli, probabilmente un'atavica necessità di misurare la forza, un principio animalesco di società destrutturate, più simili a branchi di animali che ad agorà di cittadini.

Tuttavia a questo punto siamo arrivati; illudersi di poter portare esempio, appellarsi alla legalità, non divenire copartecipi di questo abbrutimento, non porterà ad alcuna pace ma all'accettazione del dominio.

È evidente che attori politici meno impulsivi ed emotivamente instabili degli stati uniti non risponderanno con un'atomica immediata sulla capitale avversaria, tuttavia non è il giusto tempo per l'immobilismo.

È necessario che Federazione Russa e Cina, in maniera coordinata e quali rappresentanti delle istanze dei dominati dai loro avversari diretti, sempre gli usa per intenderci, ragionino, coordinino ma poi agiscano per fermare la barbarie in atto.

Per evitare reazioni emotive ciò richiederà alcuni giorni, non settimane, non mesi.

Sono veramente momenti delicati, la sola cosa certa è scordarsi di vivere in pace.

Attendiamo speranzosi.

Sarebbe utile tuttavia epurare dal dibattito pubblico, non da questo intendo, gli ipocriti.

Quando una linea gotica è tratta bisogna prendere la propria parte dietro di essa, che tornino sui banchi di scuola i pro-pal che si ostinano a sostenere l'ucraina, per esempio.

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Gli stati uniti vanno fermati immediatamente.

Dopo aver compiuto un sequestro in extraterritorialità, con azione di guerra senza l'autorizzazione della camera, quindi al di fuori anche dalla legislazione statunitense, con un'accusa infondata basata su di una categoria giuridicamente inesistente, il narcoterrorismo, giudicando i rapiti in un tribunale scelto nel più totale arbitrio e casualità, rivendicano in ogni modo la supremazia della forza militare di ogni regola legge od ordinamento, minacciano Cuba, Messico, Brasile, Colombia, Groenlandia, Iran, abbordano con azioni militari piratesche navi con diritto provvisorio a battere bandiera Russa, sono fuori controllo.

Vanno comunque fermati.

La loro logica è evidente: alzare l'asticella fintanto che non verranno impediti nel farlo.

Se nessuno reagirà potrà essere solo peggio.

Suggerisco alcune reazioni importanti che potrebbero non portare ad uno scontro atomico.

1 intraprendere azioni condotte dai servizi segreti per fare saltare oleodotti e gasdotti che producano introiti per gli usa.

2 fare esplodere definitivamente il canale di Panama.

3 raggiungere un accordo segreto con la Turchia per condurre un'azione lampo in Somaliland e Puntland per consegnarli legittimamente alla Somalia.

4 sequestrare navi europee perché se gli usa lo fanno con quelle russe ci si può sempre rifare col più scemo della compagnia.

5 proclamare congiuntamente con la Cina e la Corea del Nord, un blocco navale sul pacifico per chiunque non batta bandiere asiatiche, contestualmente chiudere l'accesso alla rotta artica a chiunque.

6 Occupare la Groenlandia prima che lo facciano gli usa.

7 congiuntamente alle nazioni che parteciperanno a questa protesta, arrestare tutti i diplomatici statunitensi e britannici se non addirittura tutti i cittadini di quella nazionalità.

8 sequestrare e/o affondare un numero non meno che uguale, di navi battente bandiera statunitense.

9 aiutati dai servizi segreti bielorussi, che senza aver mai cambiato nome ancora si chiamano KGB, colpire con uccisioni o simulando incidenti, politici occidentali. Hegseth e Starmer potrebbero essere i primi candidati.

Adesso, ho usato un po' di fantasia ed un po' di ironia, tuttavia le idee vanno trovate perché non possiamo permetterci né che non vi sia nessuna reazione, perché gli usa andrebbero avanti fino a schiavizzare il globo intero, né che la reazione generi una guerra termonucleare.

Credo che ne sia consapevole anche il Presidente Vladimir Vladimirovic Putin.

I vigliacchi attentati a feste private, il tentato bombardamento alla sua residenza, l'acquisizione di tecniche per disturbare i geran da parte ucraina, il rapimento di Maduro e la brutale guerra lampo Venezuelana, il tentativo sionamericano di destabilizzare l'Iran, la dichiarazione di riconoscimento del Somaliland da parte del regime genocidiario, l'atto di pirateria alla Mariner necessitano di risposte efficienti, efficaci e pronte.

In mancanza di questo calerebbe di molto il sostegno al Presidente stesso e potrebbero innescarsi scontri e proteste che rischierebbero di indebolire la Federazione Russa.

Siamo fiduciosi ma il tempo non ci è alleato, le risposte vanno percepite come tali.

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Scrivo questo intervento in forma di risposta alla tesi di Andrea Zhok per cui non ci siano facili vie di mezzo fra il provocare una guerra mondiale ed il non fare nulla.

Le vie di mezzo ci sono. Sono rischiose, vanno valutate e testate ma ci sono.

Quando la Corea del Nord abbatté i navy Seal yankee che stavano cercando di abbordare una sua nave in acque internazionali non vi fu una risposta militare e la Corea ancora non era potenza nucleare.

Sempre la Corea abbatté un aereo statunitense, l'Iran ne sequestrò nave ed equipaggio, la Turchia abbatté un SU-35 russo e, per quanto i rapporti con la Federazione Russa tornarono buoni solo in virtù del fallito colpo di stato anti Erdogan organizzato negli usa, neanche in quel caso vi fu una guerra tra russi e turchi.

Vi sono altre risposte possibili, senza fare confusione tra i piani, se aggiungiamo lo scenario venezuelano, intendiamo che anche la Cina dovrebbe rispondere.

Le risposte che a me vengono in mente, tutto sommato su due piedi, sarebbero:

Accordarsi con la Turchia per un blocco della navigazione sul Mar Nero.

Porre restrizioni all'industria della lavorazione delle terre rare.

Promuovere congiuntamente alla Turchia un'azione "umanitaria" che restituisca Somaliland e Puntland alla Somalia, unica entità riconosciuta dall'ONU.

Aumentare la fornitura di attrezzature belliche ad Iran ed eventualmente Ansarallah.

Promuovere tramite infiltrazione di servizi segreti un'azione a favore della Repubblica Srpska che elimini la dirigenza BiH.

Fomentare disordini fra Greci e Turchi in Cipro per mettere due nazioni NATO alle strette tra loro.

Approfittare della confusione per annettere militarmente il corridoio di Suvalky.

Con l'indispensabile sostegno economico della Cina, anche garantito da rientri petroliferi futuri, fare crollare il prezzo del petrolio per fare fallire le industrie di lavorazione di Fracking, più costose.

Riunire d'urgenza i BRICS per premere sull'abbandono del dollaro negli scambi commerciali.

Riunire la SCO per la medesima ragione.

Occupare militarmente le isolette contese tra Cina e Giappone approfittando dell'isolamento di quest'ultimo.

Estromettere o sottoporre a stato di fermo i diplomatici usa laddove siano ancora presenti.

Possibile che di tutte queste proposte non ve ne sia qualcuna almeno in parte realizzabile dopo attento vaglio?

Non credo.

Quindi, e qui mi riallaccio al suo ragionamento professore, è più probabile che l'obiettivo di Cina e Federazione Russa sia sul lungo periodo.

Il problema di questo approccio è che Trump gioca invece su tempi brevissimi per cui l'alternativa sarà tra guerra mondiale certa ma probabilmente non nucleare, immediata e passiva, il cui vincitore già scritto sono gli usa che porteranno ad una tirannia globale che negli anni svilupperà morti e sofferenze più di una guerra convenzionale, od assumersi il rischio, ragionato e calcolato, si intende, di scatenare uno scontro, forse anche atomico, pur di contrastare un'altrimenti inevitabile, barbarie ed uno schiavismo con dimensioni sia geografiche, sia di classe.

Buona fortuna.


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Sicuramente non sono una persona che dispone delle informazioni adatte per parlare, tuttavia, se le informazioni arrivate a me, quindi potenzialmente a chiunque sappia leggere e scrivere, comprendere basicamente la geopolitica ed avere un accesso essenziale alla rete, fossero vere, la Repubblica Islamica Dell'Iran dovrebbe agire con la logica dell'attacco preventivo e distruggere, quantomeno, gli accumuli di droni presenti sulla sponda opposta dello stretto di Hormuz e destinati a devastare le proprie infrastrutture belliche.

Quale complesso atavico di inferiorità agisce affinché lo stato più etico (poi se volete siete liberi di aprire una discussione sulla tipologia di eticità, ma tanto è) al mondo non colga il concetto più volte sdoganato che in questo preciso caso si tratterebbe di autodifesa preventiva?

Sicuramente mi sfugge qualcosa di riservato ma continuo a non intendere la timidezza nel reagire all'aggressione non neocolonialista, troppa grazia a Sant'Antonio, ma direttamente colonialista che gli usa stanno portando verso l'inevitabile creazione di un nuovo ordine multipolare per tutti.

Oppure ho fretta io e la reazione avverrà.

È chiaro che l'utilizzo dell'Oreshnik non è una risposta a nulla più che alle azioni terroristiche ucraine, al limite al tentato omicidio del Presidente Putin, non alla questione venezuelana e non all'abbordaggio piratesco della petroliera Bella/Mariner, che restano invendicati.

Quindi, tornando sullo scenario iraniano, che è corridoio indispensabile per il progetto nord sud russo e per la via della sete cinese, che senso avrebbe aspettare un'aggressione annunciata da chi ha, piaccia o meno, dimostrato che, in mezzo a tante parole a vanvera, talvolta seguono aggressioni reali?

Meglio prevenire, intanto gli usa attaccheranno comunque, inoltre non bisogna dare il tempo ad israele di ricostituire le difese che erano quasi esaurite durante la guerra dei dodici giorni.

Certamente bisognerebbe avere dei dati in mano che non ho per questo suggerimento ma, data l'importanza che geostrategicamente ha l'Iran per Federazione Russa e Cina, mi sento di ritenere che l'attacco preventivo sia, in questo caso, la migliore opzione.

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Approfitto di una relativa calma circa gli aggiornamenti dai molteplici fronti della guerra per fare una riflessione che da un po' mi sta a cuore perché trattasi di un argomento che urta il mio buon senso e la mia ragione:

la retorica contemporanea circa il presunto patriarcato.

Premetto che non è mia intenzione mettere in discussione la giustezza della lotta storica e di classe del femminismo sostenitore di parità, emancipazione, accesso a risorse e potere, che rivendicava anche una rilettura sotto differenti filtri della storia umana, tuttavia quanto si palesa oggi come presunta lotta al patriarcato è in discontinuità con tale movimento e non ne è erede.

Fomentare la lotta al patriarcato in una società che non è mai stata così poco o per nulla patriarcale come quella odierna è un atteggiamento privo di realismo e di obiettivi concreti, presta altresì sponda alla strumentalizzazione fatta per conto degli interessi economici di propensione al consumo estremo, dai propagandisti di mestiere che attuano le direttive ricevute.

In un mondo dove qualsiasi realtà aggregativa, circoli ricreativi, partiti, sindacati, oratori religiosi, centri sociali, spontaneo aggregamento giovanile di quartiere, vengono attaccati e messi in discussione dai poteri statali, e mi riferisco esplicitamente a legislativo, che punisce le realtà aggreganti, esecutivo, che le criminalizza con azioni di polizia, e giudiziario, che le dissuade con punizioni
preventive e non, per ultimare l'atomizzazione dell'individuo va distrutto quel poco di famiglia residuale rimasto, dimodochè si possano governare gli individui con la somministrazione dei bisogni primari, cibo, sesso, intrattenimento, individui che smetteranno pertanto di chiedere casa di proprietà, lavoro fisso, sanità, istruzione.

La storia invece dimostra che la reale emancipazione femminile passa dal lavoro, come strumento per l'acquisizione di risorse utili a garantire l'indipendenza economica, conditio sine qua non di qualsivoglia ulteriore pretesa emancipativa.

Come fecero i sindacati ed i gruppi politici in passato è quindi compito di ogni onesta femminista contribuire alla propria causa tramite il lavoro, tramite la creazione di casse di resistenza e sostegno per affrontare le crisi, tramite la creazione di cooperative, dando lavoro a donne se imprenditrici, in poche parole lavorando e facendolo insieme per evitare la subalternità inevitabile per chi non ha accesso al reddito.

Pertanto le femministe da poltrona si schiodino da questa e si ricordino che anziché contrastare il presunto patriarcato a parole è solo lavorando e guadagnando, con tutte le contraddizioni che il mercato del lavoro ha, che possono non solo dare seguito alle proprie lotte, ma anche dare credito alle loro tesi che, supportate da elementi concreti di vita potranno finalmente essere percepite come istanze reali di chi ha qualcosa da dire e non come capriccio di persone che parlano di una vita che non vivono ma che costruiscono a livello onirico.

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L'diota Max Bonelli del quasi omonimo canale difende in un suo messaggio l'assassino di un ladro.

Questa mancanza di rispetto per la vita umana lo rivela come un infiltrato del dissenso, una persona che ha perfettamente interiorizzato l'idea yankee di vendetta personale e di sacralità della proprietà privata.

Vi invito pertanto a diffidare dei suoi contenuti e, possibilmente a cancellarsi dal suo gruppo e boicottarne la diffusione.

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👍104
Media is too big
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Queste sono le proteste negli usa. Se i loro rivali geopolitici avessero dei servizi segreti degni di questo nome, non ci vorrebbe molto ad infiltrare le manifestazione provocando morte e distruzione per fare cadere il brutale regime dall'interno.

È talmente palese la loro quotidiana violazione dei diritti umani che il regime va sostituito.

Urge fomentare ed incattivire le rivolte.

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Una cosa non viene mai detta in merito ai documenti rilasciati sul caso Epstein.

Pur tralasciando le svariate migliaia di video ed immagini, solo i documenti scritti sono pari a tre milioni e mezzo di pagine, ovvero 240 pagine al giorno per quaranta anni consecutivi senza perdere il ritmo.

Vi sembra il frutto della perversione di un porco pedofilo, per quanto facente funzioni di spia o, piú ragionevolmente, si dovrebbe indagare su di una ben piú ampia rete di spionaggio?

La domanda é volutamente retorica ed a questa segue il dubbio su chi abbia fatto emergere questi segreti e per quale rivalitá.

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Aspettiamo ulteriori conferme circa la morte di Saif Al Islam Gheddafi.

Se fosse vero si tratterebbe di un fatto molto rilevante.

La popolazione libica sarebbe stata disposta a votarlo.

Tralasciando il primogenito, esiliato in Oman e disinteressato alla politica, il terzogenito é Saadi.

Avendo giocato nella Juventus, dubito che il popolo avrebbe fiducia nella sua onestá.

Resta chiaro che molte volte sono risultate false notizie circa la morte di membri della famiglia Gheddafi.

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Il trattato sul contenimento dell'arsenale atomico START non é piú in vigore.

La cosa ha senso, il mondo non é piú caratterizzato da due sole grandi potense nucleari, anche la Cina oltre ad avere un arsenale per nulla trascurabile ha tutte le capacitá tecnologiche per incrementarlo velocemente.

É comprensibile che se gli USA mai volessero arrivare ad un accordo questo debba includere la Cina.

Tuttavia é altrettanto comprensibile che in questo caso la Federazione Russa richiederebbe di allargare il trattato anche a Regno Unito e Francia e la Cina lo vorrebbe esteso anche all'India.

A questo punto gli USA aggiungerebbero alla lista la Corea del Nord e l'India richiederebbe la partecipazione del Pakistan, che, per ruolo nell'Asia e per rinnovata vicinanza all'Iran richiederebbe l'estenzione all'entitá occupante la Palestina.

Quindi scordiamoci un qualsiasi nuovo accordo sul contenimento nucleare.

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Quali attori regionali non vorrebbero destabilizzare l'Iran?

Il Libano per alleanze storiche, la Turchia, per non dare nuova benzina al fuoco dell'indipendenza curda, per non rovinare il proprio progetto neottomano, per non vedere penalizzato il commercio, per non rafforzare il suo rivale strategico del mondo musulmano, gli EAU, l'Iraq, perché debole e sotto ricatto statunitense e perché trova appoggio in un'unica fede che rafforza anche la stessa statualitá, l'Arabia Saudita che teme un contagio e che non vuole vedere bloccato il proprio commercio, il Kuwait stesso che non avrebbe di che sopravvivere con la chiusura di Hormuz, infine, ovviamente, la Cina e la Russia.

Se si dovesse riuscire ad evitare un conflitto contro l'Iran dovremo quindi ringraziare, in primis Erdogan.

Non siamo in buone mani ma in mani salde sí.

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Alcuni risoluti esperti del quaraquaquismo, sempre capaci a guardare il dito e non accorgersi della Luna stanno dibattendo sul fatto che Epstein si pronunci Epstin.

Ecco cosa mi viene in mente a seguito di questa tanto puntigliosa quanto irrilevante precisazione...

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Con la dovuta premessa che non sono un economista e che se anche lo fossi mi occuperei di sistemi economici possibili e non di far funzionare il solo vigente, volevo togliermi lo sfizio di commentare quella boutade di Trump per cui basterebbe tagliare i tassi di interesse di un paio di punti e gli usa avrebbero risolto il problema del debito dato che ogni punto dovrebbe corrispondere a 600 miliardi di dollari.

Partiamo dal fatto che il debito pubblico statunitense é di 1800 miliardi di dollari, non di 1200, che quindi, senza fare i cosiddetti conti della serva, giá non ci siamo.

Tuttavia i piú affezionati al post-liberismo potrebbero obiettare che un debito di soli 600 miliardi residuo sarebbe sostenibile.

Ammesso e non concesso, che lo sia, pur evitando di contabilizzare il debito privato e la sovravalutazione monetaria, resta un dubbio grosso come un elefante nella stanza: ma se tu tagli il tasso di interesse di due punti percentuali, chi te lo compra piú il debito emesso mediante titoli di stato?

In un'economia di mercato sana la risposta sarebbe: nessuno!

É qui che si svela la vera natura della politica trumpiana; lui detta alla fed il da farsi, poi, per costringere gli stati mondiali ad acquistare obbligazioni e titoli di stato statunitensi basta costringerli manu militari a commerciare in dollari oltre che non offrirgli null'altro che titoli di stato per potere usare il surplus di dollari che i paesi con economie produttive inevitavilmente si ritroveranno.

Con buona pace di chi sperava di partecipare agli assets strategici, vera fetta grassa della torta.

Manu militari.

É questo il fulcro del progetto politico trumpiano.

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💯10👍41
A seguito di un paragone storico, peraltro dichiarato come appartenente al campo delle supposizioni, portato avanti dal buon Francesco Dall'Aglio che saluto, é nata la febbre lavroviana di sostenitori della tesi che Lavrov non sia nelle grazie del Presidente Putin a cui Egli predilige Dimitriev.

Oltre all'esilarante momento comico in cui Clara Statello confonde la principessa Sherazade con l'ex ministro sovietico Shevarnadze, poco ci resta di tale suggestione.

Successivamente ho sentito solo basse speculazioni.

L'uomo che fece il limpido discorso alla conferenza di Monaco nel 2007 vi pare possa essere ora cosí ingenuo dal credere alle promesse statunitensi?

Certo, firmando gli accordi di Minsk giá si dimostrò tale ma perseverare sarebbe proprio stupido, peggio che diabolico.

Inoltre se veramente vi fossero dissensi fra la presidenza e Lavrov questa avrebbe ogni facoltá di rimuoverlo.

La mia chiave di lettura é che non esista alcun dissenso.

Dimitriev ha ragionato per quanto gli compete, da affarista, Lavrov si occupa del piano politico e su di questo non vi é alcuna pace in vista, anzi... quella che viene scambiata per debolezza russa sono sforzi per evitare un ampliarsi del conflitto che vedrebbe a questo punto usa e Russia affrontarsi direttamente.

Quella scambiata per titubanza é la necessità di dimostrare al mondo intero che la Federazione Russa abbia fatto di tutto per evitare una guerra di scala planetaria che peró gli usa sembrano cercare.

Non dimentichiamoci che l'idea di posticipare la guerra alla Cina passa per l'anticipo delle guerre ai paesi che hanno legami politici ed economici, geostrategici in generale, con la Cina stessa.

Se fosse quindi vero che la Russia desiderasse avvicinarsi agli usa come soci in affari dovrebbe, come segnale di corrispondenza, vedersi un cessare delle provocazioni, giocoforza la Russia stessa dovrebbe quindi allontanarsi dalla Cina.

Mi pare uno scenario irreale.

Gli usa sono e restano il nemico globale dell'umanitá.

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👍195
Siete preoccupati per le navi portaerei nel golfo persico?

Sappiate che ci sono piú di venti basi militari statunitensi nei paesi arabi di quella zona.

La necessità di inviare portaerei deriva dalla non disponibilità delle monarchie sunnite ad essere completamente proni agli usa.

Siete ottimisti e pensate che si troverà un accordo che abrogherà anche le sanzioni petrolifere, magari vendendo in dollari?

Il calo dei prezzi petroliferi fermerebbe il mercato statunitense.

Grande é la confusione sotto il cielo.

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