Il canale serviva per incontrarsi davvero e non è venuto quasi nessuno. Il dibattito sta diventando un luogo dove mandarsi gattini. Credo che fra poco, al prossimo gatto... Chiudo tutto.
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❤2
13 ottobre 1843
Viene fondato a New York , non a caso presso il quartiere Wall Street, L'Ordine Indipendente B'nai B'rith o Bené Berith (in ebraico: בני ברית, "figli dell'Alleanza").
È tutt'oggi una loggia ebraica nata durante la presidenza di John Tyler ufficialmente interessata a filantropia ed a muovere capitali con la scusa della povertà.
Alla sua fondazione era un'associazione culturale di ebrei tedeschi immigrati negli U.S.A. fondata al Sinsheimer Café.
Il nome originario era in tedesco Bundes-Brueder (che significa "Lega dei fratelli").
La maggior parte dei fondatori erano ebrei-tedeschi.
Non smise di funzionare durante la seconda guerra mondiale ma altresì fu particolarmente attiva.
Sono dimostrabili collaborazioni con l'AIPAC in anni recenti.
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Viene fondato a New York , non a caso presso il quartiere Wall Street, L'Ordine Indipendente B'nai B'rith o Bené Berith (in ebraico: בני ברית, "figli dell'Alleanza").
È tutt'oggi una loggia ebraica nata durante la presidenza di John Tyler ufficialmente interessata a filantropia ed a muovere capitali con la scusa della povertà.
Alla sua fondazione era un'associazione culturale di ebrei tedeschi immigrati negli U.S.A. fondata al Sinsheimer Café.
Il nome originario era in tedesco Bundes-Brueder (che significa "Lega dei fratelli").
La maggior parte dei fondatori erano ebrei-tedeschi.
Non smise di funzionare durante la seconda guerra mondiale ma altresì fu particolarmente attiva.
Sono dimostrabili collaborazioni con l'AIPAC in anni recenti.
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I ricchi, e non parlo delle 24-25000 persone che si possono permettere la residenza a Montecarlo, si sono sempre caratterizzati per passioni peculiari e difetti oggettivi.
Se parliamo di un'epoca in cui le monarchie erano sostanzialmente la sola forma di governo riconosciuta, assolute o meno che fossero, perché anche le assolute hanno sempre avuto consiglieri ed anche quelle parlamentari hanno sempre subito ingerenze del monarca sulla formazione della/e camera/e, identifichiamo allora quanti precedentemente chiamati "ricchi", come aristocratici.
Tuttavia questa digressione è necessaria per non cadere in un eurocentrismo colpevole.
Gli stati uniti ed israele, infatti, non sono mai state monarchie (con buona pace dei nostalgici di Salomone manca la continuità storica).
Mi sarà tuttavia permesso, trattandosi questa di una riflessione, per giunta storica, sul potere, di tenere ai margini Africa, Sudamerica, Indocina, Australia, che di potere ne hanno sempre avuto ben poco, e di considerare Cina, Persia/Iran, Impero Ottomano, nella categoria delle monarchie cresciutelle, ovvero gli imperi.
Torniamo quindi a concentrarci su quelli che nel primo paragrafo ho definito come ricchi, le classi dirigenti, completamente sovrapponibili con le aristocrazie prima della Rivoluzione Francese e comunque fino all'assunzione di un certo potere globale da parte degli usa, che collochiamo, nel tempo, con la prima guerra mondiale.
È risaputo e proverbiale il loro completo distacco dalla realtà; è di questi giorni la ricorrenza della decapitazione di Maria Antonietta a cui viene attribuito il famigerato dategli le brioches, ed è dato storico che le masse, i popolani, sono sempre stati considerati alla stregua del bestiame, utile ma sacrificabile, di un gradino inferiore, fino ad una presunta distinzione genica che attribuiva ai ricchi il sangue blu per via del loro pallore da vita di palazzo, che permetteva risaltasse il sangue venoso all'osservatore della cute.
Ecco, quello che stiamo vivendo, almeno dalla caduta dell'URSS, è il tentativo delle aristocrazie, per come le conoscevamo nel 1800, quindi ampiamente ibridate con famiglie della grande borghesia, prive di titoli nobiliari se non posticci, attuali detentori di buona parte della finanza mondiale, di cancellare ogni forma di progresso sociale avvenuta dal periodo del riconoscimento delle costituzioni, in buona parte risorgimentale, passando per la caduta degli imperi, che si identifica con la prima guerra mondiale, arrivando all'imposizione di un imperfetto ordine del diritto internazionale come conseguenza della seconda guerra mondiale, fino ad arrivare alla concessione dello stato sociale, alla nascita delle socialdemocrazie.
Tutto da cancellare per quel manipolo di manigoldi che non ama spartirsi troppo la torta.
Non è un caso che i poteri che si muovono appaiano imperiali; il Regno unito si sfila dalla UE per gestire gli interessi della corona, l'Austria si ostina a non essere parte della NATO, pur essendo nel blocco occidentale, di concerto con l'Ungheria che continua ad essere un granello di sabbia negli ingranaggi oleati della UE e con la Serbia che cerca costantemente di tenere il piede in due scarpe, quasi a paventare un desiderio di un regno di mezzo (chessò? Un austroungarico?), finanziamenti e ingerenze statunitensi pompano il desiderio della Polonia, di tornare grande, riaccendendo il mito degli Jagelloni, la guerra in parte in atto ed in parte paventata è contro la Russia, che, passando per l'URSS è pur sempre l'erede dell'impero zarista, più a sud prendono corpo sia ideologie neo ottomane, con ambizioni che vanno letteralmente dallo Xinjang alla Libia, israele cerca di perpetuare, tramite lo specchietto per le allodole di ideologie messianiche e miti fondativi, un dominio coloniale che si sostituisca a quello europeo, in forte crisi in Africa, capace di dargli quel drenaggio di risorse per poter divenire una reale potenza con basi economiche proprie e, dulcis in fundo, si ripresenta lo spauracchio di Ciro il Grande, incarnato nell'Iran.
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Se parliamo di un'epoca in cui le monarchie erano sostanzialmente la sola forma di governo riconosciuta, assolute o meno che fossero, perché anche le assolute hanno sempre avuto consiglieri ed anche quelle parlamentari hanno sempre subito ingerenze del monarca sulla formazione della/e camera/e, identifichiamo allora quanti precedentemente chiamati "ricchi", come aristocratici.
Tuttavia questa digressione è necessaria per non cadere in un eurocentrismo colpevole.
Gli stati uniti ed israele, infatti, non sono mai state monarchie (con buona pace dei nostalgici di Salomone manca la continuità storica).
Mi sarà tuttavia permesso, trattandosi questa di una riflessione, per giunta storica, sul potere, di tenere ai margini Africa, Sudamerica, Indocina, Australia, che di potere ne hanno sempre avuto ben poco, e di considerare Cina, Persia/Iran, Impero Ottomano, nella categoria delle monarchie cresciutelle, ovvero gli imperi.
Torniamo quindi a concentrarci su quelli che nel primo paragrafo ho definito come ricchi, le classi dirigenti, completamente sovrapponibili con le aristocrazie prima della Rivoluzione Francese e comunque fino all'assunzione di un certo potere globale da parte degli usa, che collochiamo, nel tempo, con la prima guerra mondiale.
È risaputo e proverbiale il loro completo distacco dalla realtà; è di questi giorni la ricorrenza della decapitazione di Maria Antonietta a cui viene attribuito il famigerato dategli le brioches, ed è dato storico che le masse, i popolani, sono sempre stati considerati alla stregua del bestiame, utile ma sacrificabile, di un gradino inferiore, fino ad una presunta distinzione genica che attribuiva ai ricchi il sangue blu per via del loro pallore da vita di palazzo, che permetteva risaltasse il sangue venoso all'osservatore della cute.
Ecco, quello che stiamo vivendo, almeno dalla caduta dell'URSS, è il tentativo delle aristocrazie, per come le conoscevamo nel 1800, quindi ampiamente ibridate con famiglie della grande borghesia, prive di titoli nobiliari se non posticci, attuali detentori di buona parte della finanza mondiale, di cancellare ogni forma di progresso sociale avvenuta dal periodo del riconoscimento delle costituzioni, in buona parte risorgimentale, passando per la caduta degli imperi, che si identifica con la prima guerra mondiale, arrivando all'imposizione di un imperfetto ordine del diritto internazionale come conseguenza della seconda guerra mondiale, fino ad arrivare alla concessione dello stato sociale, alla nascita delle socialdemocrazie.
Tutto da cancellare per quel manipolo di manigoldi che non ama spartirsi troppo la torta.
Non è un caso che i poteri che si muovono appaiano imperiali; il Regno unito si sfila dalla UE per gestire gli interessi della corona, l'Austria si ostina a non essere parte della NATO, pur essendo nel blocco occidentale, di concerto con l'Ungheria che continua ad essere un granello di sabbia negli ingranaggi oleati della UE e con la Serbia che cerca costantemente di tenere il piede in due scarpe, quasi a paventare un desiderio di un regno di mezzo (chessò? Un austroungarico?), finanziamenti e ingerenze statunitensi pompano il desiderio della Polonia, di tornare grande, riaccendendo il mito degli Jagelloni, la guerra in parte in atto ed in parte paventata è contro la Russia, che, passando per l'URSS è pur sempre l'erede dell'impero zarista, più a sud prendono corpo sia ideologie neo ottomane, con ambizioni che vanno letteralmente dallo Xinjang alla Libia, israele cerca di perpetuare, tramite lo specchietto per le allodole di ideologie messianiche e miti fondativi, un dominio coloniale che si sostituisca a quello europeo, in forte crisi in Africa, capace di dargli quel drenaggio di risorse per poter divenire una reale potenza con basi economiche proprie e, dulcis in fundo, si ripresenta lo spauracchio di Ciro il Grande, incarnato nell'Iran.
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Contestualmente vediamo, nell'ambito di quel tentativo di fare ricerca e di informare che passa con il brutto nome di controinformazione, innumerevoli teorie del complotto che, ad onore del vero, hanno spesso più di un elemento che rendono improbabile l'assoluta coincidenza e che quindi, sta alla nostra logica ed al nostro buonsenso considerare teorie semplicemente tali, perché il complotto, se inteso come qualcuno che sta manipolando le nostre sorti ed il nostro futuro senza né informarci né chiederci il consenso, semplicemente esiste.
Così, perché oggi vediamo un numero impressionante di politici con avi dichiaratamente nazisti?
È la lobby occulta dei nazisti che torna al potere?
A mio avviso è conseguenza del fatto che tutti i nazisti non ripuliti perché reintegrati nel nuovo sistema occidentale, sono stati tenuti al calduccio (ed anche un poco sottotraccia aggiungerei) perché avrebbe potuto fare comodo la loro funzione anticomunista, oggi, dopo che si è fatto il giochino di unire i cosiddetti totalitarismi in un unico calderone, i loro discendenti, vengono presi e sdoganati in funzione antirussa in quanto utili ai desideri di restaurazione delle aristocrazie e borghesia finanziarie che più sopra ebbi a definire come ricchi.
Allora stesso modo oggi vediamo una moltitudine di riferimento ad occultismo e riti satanici.
È il Male (con la M maiuscola) che è venuto a prendere possesso della sua creatura più subdola ma impura, perché contaminata dal Bene, che è poi l'umanità?
Non a mio avviso.
Semplicemente se da un lato gli annoiati aristocratici ed alto borghesi si sono dedicati veramente a passioni bizzarre, quali satanismo, cabala, esoterismo, magia, paranormale, che del resto sono state utilizzate in abbondanza per giustificare miti fondativi (il nazismo abbondò di riferimenti esoterici) e quindi è naturale che, al risveglio di certi buontemponi si riparta dalle vecchie abitudini, dall'altro è utile alla repressione del dissenso che, nel vedere un nemico invincibile perché sovrannaturale, ed in quanto tale predestinato ad essere vincente, non inizia la lotta.
Se ci fate caso la lotta nei paesi musulmani sunniti non esiste se non per ideologie che nulla hanno a che vedere con la religione, eccezione fatta per la Palestina che non ha avuto letteralmente scelta alla ribellione; infatti l'islam sunnita crede nella predestinazione, pertanto perché prendere a cuore una causa se Dio ha già scelto per te? L'islam sciita no.
Abbiamo inoltre una supposta agenzia nascosta di pedofilia internazionale. Sono i pedofili a decidere il destino dell'umanità?
Come sempre non credo. Credo però che nella noia e nella disumanizzazione che hanno certa umanità autoeletta a privilegiata, la pedofilia sia perversione piuttosto dilagante.
Siccome siamo, per natura, un animale sociale, che trae anche la percezione del sé dal ritorno che abbiamo dall'altro con cui interagiamo, l'idea di leggersi come superiori, diversi, eletti, privilegiati, altera la natura umana al punto da indurla a reazioni non innaturali di per sé ma innaturali se formati in un contesto sociale sano.
È piuttosto ovvio che se teniamo una persona in una grossa gabbia fin dalla sua nascita, la nutriamo ma non le permettiamo relazioni sociali, questa, il giorno che verrà liberata, non avrà la minima idea di cosa possa essere il valore della vita e sarà capace di assaltare sessualmente chiunque, anche bambini, ed eventualmente, se ritenuto necessario, utile o preferibile, uccidere.
Analogamente una frazione troppo minoritaria dell'umanità (quando si parla di 1% contro il 99% si sbaglia credo, di tre ordini almeno di grandezza, è più probabile sia lo 0.001% contro il 99,999%, come minimo, potrei essermi sbagliato di ulteriori uno o due ordini di grandezza) diventa incapace a provare empatia e può essere capace di ogni crudeltà e di ogni perversione verso chiunque percepito come altro.
Un esempio su tutti: le conseguenze di percepirsi eletti, superiori da parte di certi sionisti che pertanto, divengono capace di ogni orrore, sull'altro da sé.
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Così, perché oggi vediamo un numero impressionante di politici con avi dichiaratamente nazisti?
È la lobby occulta dei nazisti che torna al potere?
A mio avviso è conseguenza del fatto che tutti i nazisti non ripuliti perché reintegrati nel nuovo sistema occidentale, sono stati tenuti al calduccio (ed anche un poco sottotraccia aggiungerei) perché avrebbe potuto fare comodo la loro funzione anticomunista, oggi, dopo che si è fatto il giochino di unire i cosiddetti totalitarismi in un unico calderone, i loro discendenti, vengono presi e sdoganati in funzione antirussa in quanto utili ai desideri di restaurazione delle aristocrazie e borghesia finanziarie che più sopra ebbi a definire come ricchi.
Allora stesso modo oggi vediamo una moltitudine di riferimento ad occultismo e riti satanici.
È il Male (con la M maiuscola) che è venuto a prendere possesso della sua creatura più subdola ma impura, perché contaminata dal Bene, che è poi l'umanità?
Non a mio avviso.
Semplicemente se da un lato gli annoiati aristocratici ed alto borghesi si sono dedicati veramente a passioni bizzarre, quali satanismo, cabala, esoterismo, magia, paranormale, che del resto sono state utilizzate in abbondanza per giustificare miti fondativi (il nazismo abbondò di riferimenti esoterici) e quindi è naturale che, al risveglio di certi buontemponi si riparta dalle vecchie abitudini, dall'altro è utile alla repressione del dissenso che, nel vedere un nemico invincibile perché sovrannaturale, ed in quanto tale predestinato ad essere vincente, non inizia la lotta.
Se ci fate caso la lotta nei paesi musulmani sunniti non esiste se non per ideologie che nulla hanno a che vedere con la religione, eccezione fatta per la Palestina che non ha avuto letteralmente scelta alla ribellione; infatti l'islam sunnita crede nella predestinazione, pertanto perché prendere a cuore una causa se Dio ha già scelto per te? L'islam sciita no.
Abbiamo inoltre una supposta agenzia nascosta di pedofilia internazionale. Sono i pedofili a decidere il destino dell'umanità?
Come sempre non credo. Credo però che nella noia e nella disumanizzazione che hanno certa umanità autoeletta a privilegiata, la pedofilia sia perversione piuttosto dilagante.
Siccome siamo, per natura, un animale sociale, che trae anche la percezione del sé dal ritorno che abbiamo dall'altro con cui interagiamo, l'idea di leggersi come superiori, diversi, eletti, privilegiati, altera la natura umana al punto da indurla a reazioni non innaturali di per sé ma innaturali se formati in un contesto sociale sano.
È piuttosto ovvio che se teniamo una persona in una grossa gabbia fin dalla sua nascita, la nutriamo ma non le permettiamo relazioni sociali, questa, il giorno che verrà liberata, non avrà la minima idea di cosa possa essere il valore della vita e sarà capace di assaltare sessualmente chiunque, anche bambini, ed eventualmente, se ritenuto necessario, utile o preferibile, uccidere.
Analogamente una frazione troppo minoritaria dell'umanità (quando si parla di 1% contro il 99% si sbaglia credo, di tre ordini almeno di grandezza, è più probabile sia lo 0.001% contro il 99,999%, come minimo, potrei essermi sbagliato di ulteriori uno o due ordini di grandezza) diventa incapace a provare empatia e può essere capace di ogni crudeltà e di ogni perversione verso chiunque percepito come altro.
Un esempio su tutti: le conseguenze di percepirsi eletti, superiori da parte di certi sionisti che pertanto, divengono capace di ogni orrore, sull'altro da sé.
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Sono le massonerie? I Rothschild? Bill Gates, Soros, Zuckerberg, Musk a decidere le sorti del mondo?
Certamente in parte sì, ma nella parte che concerne il fatto che le massonerie sono associazioni gerarchiche, spesso pretesto per condurre grandi affari, e che le persone citate sono solo la parte più visibile dell'iceberg.
Sono i sionisti a decidere il destino di noi tutti?
Certamente in parte sì, nel limite per cui questi sionisti siano stati capaci di essere ai vertici dei capitali finanziari e con in mano molte redini dei poteri politici rimasti, tuttavia non sono rimasti, almeno per ora, i soli detentori del potere.
La tensione con cui dobbiamo leggere la storia è quella della divisione del potere.
Un potere diviso equamente sulla totalità della popolazione mondiale è l'utopia massima a cui dobbiamo tendere.
Ogni movimento di distribuzione del potere su di un numero maggiore di fruitori del medesimo è un movimento nella giusta direzione.
Ogni movimento che accentra il potere in un numero sempre più limitato di individui è nella direzione sbagliata.
Ciò dovrebbe piacere anche ai credenti privi di clero, che vedrebbero la figura, a mio avviso evocativa ed immaginifica di Dio, essere la sola a poter godere di una gerarchia superiore, con la funzione non trascurabile che un poco di timore di Dio, del Destino, della Scaramanzia, del Karma, ci terrebbe più facilmente al nostro posto semmai nascesse nuovamente il desiderio di esercitare il dominio dell'uomo sull'uomo, causa di ogni male.
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Certamente in parte sì, ma nella parte che concerne il fatto che le massonerie sono associazioni gerarchiche, spesso pretesto per condurre grandi affari, e che le persone citate sono solo la parte più visibile dell'iceberg.
Sono i sionisti a decidere il destino di noi tutti?
Certamente in parte sì, nel limite per cui questi sionisti siano stati capaci di essere ai vertici dei capitali finanziari e con in mano molte redini dei poteri politici rimasti, tuttavia non sono rimasti, almeno per ora, i soli detentori del potere.
La tensione con cui dobbiamo leggere la storia è quella della divisione del potere.
Un potere diviso equamente sulla totalità della popolazione mondiale è l'utopia massima a cui dobbiamo tendere.
Ogni movimento di distribuzione del potere su di un numero maggiore di fruitori del medesimo è un movimento nella giusta direzione.
Ogni movimento che accentra il potere in un numero sempre più limitato di individui è nella direzione sbagliata.
Ciò dovrebbe piacere anche ai credenti privi di clero, che vedrebbero la figura, a mio avviso evocativa ed immaginifica di Dio, essere la sola a poter godere di una gerarchia superiore, con la funzione non trascurabile che un poco di timore di Dio, del Destino, della Scaramanzia, del Karma, ci terrebbe più facilmente al nostro posto semmai nascesse nuovamente il desiderio di esercitare il dominio dell'uomo sull'uomo, causa di ogni male.
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La legge e la logica non vanno d'accordo.
Avete negato un sostegno economico a tre fratelli di 60, 62 e 65 anni perché troppo giovani per usufruire della pensione?
Vi toccherà mantenerne il vitto, l'alloggio e le spese sanitarie in un carcere, spendendo probabilmente di più di quanto avreste speso nell'accordare con l'istituto intestatario del pignoramento una proroga.
Inoltre avete perso tre militari e vi sono altre persone ferite.
Non applicate la legge, ragionatela.
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Avete negato un sostegno economico a tre fratelli di 60, 62 e 65 anni perché troppo giovani per usufruire della pensione?
Vi toccherà mantenerne il vitto, l'alloggio e le spese sanitarie in un carcere, spendendo probabilmente di più di quanto avreste speso nell'accordare con l'istituto intestatario del pignoramento una proroga.
Inoltre avete perso tre militari e vi sono altre persone ferite.
Non applicate la legge, ragionatela.
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Approfondimenti e dibattiti di storia e di politica internazionale
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Punto della situazione.
DIPLOMAZIA ED AFFINI
Si annullano i vertici Federazione Russa/usa, Cina/Germania e probabilmente, fra poco, anche quello Cina/usa.
L'ucraina implora la tregua.
La Federazione Russa resta ferma sulle medesime posizioni di sempre.
Si inaspriscono gravemente le sanzioni verso l'energia russa.
Non funziona, non progredisce e perde troppo di interesse la presunta e fragile tregua in Palestina.
DICHIARAZIONI
Il Presidente V.V. Putin dichiara che in caso di attacchi interni a lunga gittata la risposta sarà sbalorditiva.
Trump dice no ai Tomahawk ma sì alla lunga gittata.
Aumentano le dichiarazioni circa il furto dei beni russi congelati.
Trump minaccia la Cina se agisse verso Taiwan.
Il capo di stato maggiore francese dichiara di essere pronto ad inviare in ucraina 7000 soldati nel 2026, la sua nazione si appresta a fornire all'ucraina nuovi Mirage e nuovi missili.
Trump minaccia in continuazione il Sudamerica e lancia esercitazioni di terra a Trinidad e Tobago.
Dalla Gran Bretagna si minacciano i sottomarini russi.
PSEUDO GIORNALISMO
Scompaiono i droni, persistono le presunte violazioni di spazio aereo, si ingigantiscono le bufale verso presunte e false dichiarazioni cinesi.
Fuorvianti, irrilevanti e forzatamente fasulle le altre comunicazioni, anche se timidamente qualcuno apre a mezze verità, mi riferisco ad un articolo apparso sulla Stampa in cui si ammette che la Russia non sarà piegata, e ad uno australiano che parla dell'esorbitante numero di morti ucraine.
TERRORISMO
Internazionalmente normalizzati i rapporti con la Siria ed essendo che quelli con israele erano normalizzati da sempre, la Polonia legalizza il terrorismo rifiutando l'estradizione di un ucraino, mentre la UE, per mezzo dei suoi curatori fallimentari a libro paga usa o, forse direttamente gli usa, fanno saltare in aria tre raffinerie legate al petrolio russo in Romania, Ungheria e Repubblica Ceca.
ECONOMIA
Aumenta il prezzo del petrolio.
Subisce un calo fisiologico dopo mesi di aumento l'oro.
Si ostenta a non crollare il dollaro a Shutdown in corso.
Si continua a spezzettare e svendere il cadavere dell'Europa.
DAL FRONTE PRINCIPALE
Stanno per cadere Kupiansk (Krasnoaeysk), Mirnograd, Pokrovsk, Kostyantynovka, Seversk.
Dopo la caduta delle prime due, sostanzialmente gemelle e vicine, si apre la strada per Sloviansk e Kramatorsk.
Dopo la caduta di Pokrovsk si apre la strada per Kamanskanje e Pavlograd (importante centro di produzione missilistica).
Dopo la caduta d Seversk si apre la strada per Zaporizhzhia e Dnipro.
I russi hanno inoltre preso possesso dell'isola della quarantena dentro Kherson ed hanno ampliato e consolidato le presenze sulla riva destra del Dniepr in Kherson che è già sotto attacco quotidiano ed è la porta per arrivare ad Odessa, nella cui regione infatti planano bombe non ancora usate in quel luogo.
L'ucraina sposta truppe ma non ne ha abbastanza per coprire tutti i fronti.
Caduta questa linea di trincee ne resterà solo una, poi, salvo nuove costruzioni, il campo sarà spianato.
CONTESTO
Il contesto è quello di un'Europa che può solo vincere per non morire e non può vincere sul campo se non coinvolgendo l'intero occidente, unica residuale ed orripilante speranza per i burocrati curatori testamentari che ci governano.
Ricordiamo che abbiamo almeno tre stati UE che hanno fatto piani per curare mille feriti al giorno entro marzo.
Auguri. Rinnovate il passaporto se non lo avete ancora fatto.
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DIPLOMAZIA ED AFFINI
Si annullano i vertici Federazione Russa/usa, Cina/Germania e probabilmente, fra poco, anche quello Cina/usa.
L'ucraina implora la tregua.
La Federazione Russa resta ferma sulle medesime posizioni di sempre.
Si inaspriscono gravemente le sanzioni verso l'energia russa.
Non funziona, non progredisce e perde troppo di interesse la presunta e fragile tregua in Palestina.
DICHIARAZIONI
Il Presidente V.V. Putin dichiara che in caso di attacchi interni a lunga gittata la risposta sarà sbalorditiva.
Trump dice no ai Tomahawk ma sì alla lunga gittata.
Aumentano le dichiarazioni circa il furto dei beni russi congelati.
Trump minaccia la Cina se agisse verso Taiwan.
Il capo di stato maggiore francese dichiara di essere pronto ad inviare in ucraina 7000 soldati nel 2026, la sua nazione si appresta a fornire all'ucraina nuovi Mirage e nuovi missili.
Trump minaccia in continuazione il Sudamerica e lancia esercitazioni di terra a Trinidad e Tobago.
Dalla Gran Bretagna si minacciano i sottomarini russi.
PSEUDO GIORNALISMO
Scompaiono i droni, persistono le presunte violazioni di spazio aereo, si ingigantiscono le bufale verso presunte e false dichiarazioni cinesi.
Fuorvianti, irrilevanti e forzatamente fasulle le altre comunicazioni, anche se timidamente qualcuno apre a mezze verità, mi riferisco ad un articolo apparso sulla Stampa in cui si ammette che la Russia non sarà piegata, e ad uno australiano che parla dell'esorbitante numero di morti ucraine.
TERRORISMO
Internazionalmente normalizzati i rapporti con la Siria ed essendo che quelli con israele erano normalizzati da sempre, la Polonia legalizza il terrorismo rifiutando l'estradizione di un ucraino, mentre la UE, per mezzo dei suoi curatori fallimentari a libro paga usa o, forse direttamente gli usa, fanno saltare in aria tre raffinerie legate al petrolio russo in Romania, Ungheria e Repubblica Ceca.
ECONOMIA
Aumenta il prezzo del petrolio.
Subisce un calo fisiologico dopo mesi di aumento l'oro.
Si ostenta a non crollare il dollaro a Shutdown in corso.
Si continua a spezzettare e svendere il cadavere dell'Europa.
DAL FRONTE PRINCIPALE
Stanno per cadere Kupiansk (Krasnoaeysk), Mirnograd, Pokrovsk, Kostyantynovka, Seversk.
Dopo la caduta delle prime due, sostanzialmente gemelle e vicine, si apre la strada per Sloviansk e Kramatorsk.
Dopo la caduta di Pokrovsk si apre la strada per Kamanskanje e Pavlograd (importante centro di produzione missilistica).
Dopo la caduta d Seversk si apre la strada per Zaporizhzhia e Dnipro.
I russi hanno inoltre preso possesso dell'isola della quarantena dentro Kherson ed hanno ampliato e consolidato le presenze sulla riva destra del Dniepr in Kherson che è già sotto attacco quotidiano ed è la porta per arrivare ad Odessa, nella cui regione infatti planano bombe non ancora usate in quel luogo.
L'ucraina sposta truppe ma non ne ha abbastanza per coprire tutti i fronti.
Caduta questa linea di trincee ne resterà solo una, poi, salvo nuove costruzioni, il campo sarà spianato.
CONTESTO
Il contesto è quello di un'Europa che può solo vincere per non morire e non può vincere sul campo se non coinvolgendo l'intero occidente, unica residuale ed orripilante speranza per i burocrati curatori testamentari che ci governano.
Ricordiamo che abbiamo almeno tre stati UE che hanno fatto piani per curare mille feriti al giorno entro marzo.
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Approfondimenti e dibattiti di storia e di politica internazionale
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6 novembre 1994
Ad Asti e provincia, ad Alessandria e provincia, ad Alba e in una parte della provincia di Cuneo esondò il fiume Tanaro, che allagò gran parte del loro territorio, causando oltre 70 vittime ed enormi danni.
Fra i giovani divenne di moda la frase: sono fuori come il Tanaro ad Alessandria.
Io c'ero.
Ero rappresentante di istituto all' "I.T.I.S. G.Omar" di Novara.
Con gli altri istituto tecnici, i professionali ed i licei, organizzammo dei pullman di persone munite di pala, stivali e buona volontà.
Alla stazione di Alessandra: il caos.
Dopo tre quarti d'ora ci rendemmo conto che il cuore dei volontari era più grande della capacità organizzativa della protezione civile in una nazione che, seppur da anni oggetto delle nostre critiche perché differente dai nostri ideali, stava iniziando ad evidenziare i segni di un cambiamento in senso opposto ai nostri desiderata, di un degrado.
Anziché obbedire all'attesa, decisi di partire con una brigata di volontari di cui ero guida; divisi la squadra in due gruppi, uno liberò gli accessi principali di una cascina, l'altro tolse tonnellate di fango da una tabaccheria e dal suo scantinato.
Fui orgoglioso che, nonostante fosse molto probabile che le sigarette nelle stecche, essendo ultra imballate, si fossero conservate, nessuno rubò niente.
Avevamo disobbedito agli ordini, avevamo aiutato interessi privati ma avevamo agito anziché attendere il turno in fila.
Dubito che oggigiorno una simile azione solidale risulterebbe praticabile.
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Ad Asti e provincia, ad Alessandria e provincia, ad Alba e in una parte della provincia di Cuneo esondò il fiume Tanaro, che allagò gran parte del loro territorio, causando oltre 70 vittime ed enormi danni.
Fra i giovani divenne di moda la frase: sono fuori come il Tanaro ad Alessandria.
Io c'ero.
Ero rappresentante di istituto all' "I.T.I.S. G.Omar" di Novara.
Con gli altri istituto tecnici, i professionali ed i licei, organizzammo dei pullman di persone munite di pala, stivali e buona volontà.
Alla stazione di Alessandra: il caos.
Dopo tre quarti d'ora ci rendemmo conto che il cuore dei volontari era più grande della capacità organizzativa della protezione civile in una nazione che, seppur da anni oggetto delle nostre critiche perché differente dai nostri ideali, stava iniziando ad evidenziare i segni di un cambiamento in senso opposto ai nostri desiderata, di un degrado.
Anziché obbedire all'attesa, decisi di partire con una brigata di volontari di cui ero guida; divisi la squadra in due gruppi, uno liberò gli accessi principali di una cascina, l'altro tolse tonnellate di fango da una tabaccheria e dal suo scantinato.
Fui orgoglioso che, nonostante fosse molto probabile che le sigarette nelle stecche, essendo ultra imballate, si fossero conservate, nessuno rubò niente.
Avevamo disobbedito agli ordini, avevamo aiutato interessi privati ma avevamo agito anziché attendere il turno in fila.
Dubito che oggigiorno una simile azione solidale risulterebbe praticabile.
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Ballata delle madri
(Pier Paolo Pasolini)
Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d'amore,
se non d'un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.
Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
- nel vostro odio - addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
E' così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.
https://t.me/IlNorberto
(Pier Paolo Pasolini)
Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d'amore,
se non d'un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.
Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
- nel vostro odio - addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
E' così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.
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Di cazzate se ne scrivono tante, tuttavia se davvero esistono dei testi religiosi che parlano di superiorità di un popolo sugli altri, di liceità di omicidio, furti o stupri, di considerare gli altri bestie, fintanto che li deridiamo e li guardiamo per capire di quali abissi è capace l'uomo, tutto bene.
Se poi però qualcuno pretende di seguire tali dottrine, non stupitevi se cercheremo di fermarlo ad ogni costo, anche annientandolo fisicamente, come extrema ratio.
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Se poi però qualcuno pretende di seguire tali dottrine, non stupitevi se cercheremo di fermarlo ad ogni costo, anche annientandolo fisicamente, come extrema ratio.
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Approfondimenti e dibattiti di storia e di politica internazionale
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15 novembre 1981
Muore Muhammad Husayn Tabataba'i È stato un esegeta del Corano, uno studioso, un teorico, un filosofo, un docente iraniano; indubbiamente uno dei pensatori più importanti del moderno Islam sciita.
È conosciuto globalmente per il suo Tafsir al-Mizan, un'opera in ventisette volumi di Coranesegesi, che ha prodotto tra il 1954 e il 1972.
L' Università Allameh Tabataba'i di Teheran porta il suo nome.
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Muore Muhammad Husayn Tabataba'i È stato un esegeta del Corano, uno studioso, un teorico, un filosofo, un docente iraniano; indubbiamente uno dei pensatori più importanti del moderno Islam sciita.
È conosciuto globalmente per il suo Tafsir al-Mizan, un'opera in ventisette volumi di Coranesegesi, che ha prodotto tra il 1954 e il 1972.
L' Università Allameh Tabataba'i di Teheran porta il suo nome.
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Buonasera a tutti.
Se parlo così è perché provo a fare una sintesi estrema, ed in quanto tale sbagliata, sul conflitto Russo ucraino, per quanto sarebbe giusto chiamarlo Nato-Russia.
L'unica condizione di pace è la fine dell'espansione della NATO, la fine della pretesa che l'ucraina appartenga alla NATO, oggigiorno pure all'unione europea, la fine dell'unipolarismo.
Altrimenti scegliete l'opzione Kaja Kallas, ovvero che la guerra la perde chi ha finito i soldi od i soldati.
Certo... La UE ha 450 milioni di abitanti. La Federazione Russa solo 150.
Quindi se la guerra sarà definitiva sarà balistica, perché i russi sono emotivi sì ma stupidi no.
Se sarà balistica è un attimo a farla diventare nucleare.
Buona fortuna.
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Se parlo così è perché provo a fare una sintesi estrema, ed in quanto tale sbagliata, sul conflitto Russo ucraino, per quanto sarebbe giusto chiamarlo Nato-Russia.
L'unica condizione di pace è la fine dell'espansione della NATO, la fine della pretesa che l'ucraina appartenga alla NATO, oggigiorno pure all'unione europea, la fine dell'unipolarismo.
Altrimenti scegliete l'opzione Kaja Kallas, ovvero che la guerra la perde chi ha finito i soldi od i soldati.
Certo... La UE ha 450 milioni di abitanti. La Federazione Russa solo 150.
Quindi se la guerra sarà definitiva sarà balistica, perché i russi sono emotivi sì ma stupidi no.
Se sarà balistica è un attimo a farla diventare nucleare.
Buona fortuna.
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Boutade o mossa astuta?
È piuttosto evidente che il cosiddetto piano di pace in 28 punti sia un'iniziativa spontanea e non condivisa, dell'amministrazione statunitense.
In questo piano vengono affrontate, per la prima volta le cause che hanno portato al conflitto, tuttavia in maniera blanda e fortemente parziale.
Se è vero che viene proposta la cessazione della discriminazione linguistica e la liberazione (solo de facto e non de jure, cosa tutt'altro che irrilevante) dei territori del Dombas, non viene fatto accenno né ad un sistema globale per dirimere le controversie geopolitiche in corso, né ad una denazificazione della classe dirigente ucraina, né alla fine dell'espansione della NATO, né viene esclusa la possibilità di un futuro ingresso ucraino in strutture quali UE o NATO.
Inoltre non è certamente accettabile per la Federazione Russa che non vengano inclusi gli Oblast di Kherson e Zaporizhe fra i territori annessi perché sono stati inseriti in Costituzione e, cosa difficile da capire in occidente, tale Carta ha molto peso in Russia.
Vi sono poi dichiarazioni circa il territorio calpestato dai soldati ma queste, tutto sommato possono essere oggetto di trattativa.
Credo che nessuno obietterebbe se, soddisfatte le richieste principali, si rinunciasse ai territori presi in Sumy in cambio di altri presso Kherson, per fare un esempio.
Circa poi la richiesta di libertà di culto nulla da obiettare ma in merito alla diminuizione delle forze armate ucraine si è un po' troppo nel vago.
Dimezzamento? Due volte e mezzo in meno? Rispetto a cosa? Agli effettivi prima del conflitto? A tutti i mobilitati? A tutti i superstiti? Ai soli effettivi superstiti? Nutro le mie riserve.
Nutro riserve anche circa il resto del corollario: nessun missile a media o lunga gittata, ma i droni? Potrebbero sviluppare armi chimiche o nucleari?
Chi controlla? Le spese? Ciascuno ricostruisce il proprio?
Manca poi completamente lo scongelamento dei beni russi all'estero e la fine delle sanzioni.
Tutte queste considerazioni mi fanno dire che più di un piano di pace è la solita boutade trumpiana; resta però il dubbio su quale scopo essa si prefigga.
Restando nel regno delle speculazioni politiche (più concrete della fantapolitica ma meno dei documenti ufficiali)
si aprono almeno due scenari, entrambi prevedono che la Federazione Russa non rilasci dichiarazioni ufficiali ed impegnative ma che la palla sia nel campo dell'attuale amministrazione ucraina.
In un contesto in cui il crollo militare, accompagnato dalla fuga di esponenti di rilievo e da un'inchiesta per corruzione tutt'altro che finita, sono il dominus, la cricca di Zelensky dovrà scegliere se appoggiare tale piano o rifiutarlo.
Se lo appoggiasse otterrebbe il risultato di rilanciare la palla nel campo russo ma al prezzo di spaccare la classe dirigente, scatenare le frange neonaziste pronte a rivendersi come corpi terroristici speciali, segnare la probabile uscita di scena di Zelensky che si è autoimposto di non poter firmare trattati di tale entità ed ammettere in sostanza che tutte le decisioni prese dai sostenitori dell'occidente, dagli arancioni del 2004 in poi, fossero sbagliate e fallimentari. Inoltre Trump, conscio che la Federazione Russa non potrebbe accettare queste proposte, avrebbe il pretesto per colpevolizzare Putin e continuare a fare pagare la guerra all'Europa senza necessità di creare ulteriori escalation, solo per il logoramento dei concorrenti economici.
Se invece la cricca di Zelensky rifiutasse, Trump avrebbe l'occasione per colpevolizzare gli ingordi corrotti, l'Europa per colpevolizzare una classe dirigente e sostituirla e la Russia quella di completare il suo lavoro senza offrire spiegazioni. Anche in questo caso vedo Zelensky estromesso, fermo restando che, essendo il capo delle forze armate, gli organizzeranno un'uscita planata per non vedere, sogno proibito, le truppe Russe ai confini moldavi, rumeni, ungheresi, polacchi e bielorussi in un paio di settimane.
È piuttosto evidente che il cosiddetto piano di pace in 28 punti sia un'iniziativa spontanea e non condivisa, dell'amministrazione statunitense.
In questo piano vengono affrontate, per la prima volta le cause che hanno portato al conflitto, tuttavia in maniera blanda e fortemente parziale.
Se è vero che viene proposta la cessazione della discriminazione linguistica e la liberazione (solo de facto e non de jure, cosa tutt'altro che irrilevante) dei territori del Dombas, non viene fatto accenno né ad un sistema globale per dirimere le controversie geopolitiche in corso, né ad una denazificazione della classe dirigente ucraina, né alla fine dell'espansione della NATO, né viene esclusa la possibilità di un futuro ingresso ucraino in strutture quali UE o NATO.
Inoltre non è certamente accettabile per la Federazione Russa che non vengano inclusi gli Oblast di Kherson e Zaporizhe fra i territori annessi perché sono stati inseriti in Costituzione e, cosa difficile da capire in occidente, tale Carta ha molto peso in Russia.
Vi sono poi dichiarazioni circa il territorio calpestato dai soldati ma queste, tutto sommato possono essere oggetto di trattativa.
Credo che nessuno obietterebbe se, soddisfatte le richieste principali, si rinunciasse ai territori presi in Sumy in cambio di altri presso Kherson, per fare un esempio.
Circa poi la richiesta di libertà di culto nulla da obiettare ma in merito alla diminuizione delle forze armate ucraine si è un po' troppo nel vago.
Dimezzamento? Due volte e mezzo in meno? Rispetto a cosa? Agli effettivi prima del conflitto? A tutti i mobilitati? A tutti i superstiti? Ai soli effettivi superstiti? Nutro le mie riserve.
Nutro riserve anche circa il resto del corollario: nessun missile a media o lunga gittata, ma i droni? Potrebbero sviluppare armi chimiche o nucleari?
Chi controlla? Le spese? Ciascuno ricostruisce il proprio?
Manca poi completamente lo scongelamento dei beni russi all'estero e la fine delle sanzioni.
Tutte queste considerazioni mi fanno dire che più di un piano di pace è la solita boutade trumpiana; resta però il dubbio su quale scopo essa si prefigga.
Restando nel regno delle speculazioni politiche (più concrete della fantapolitica ma meno dei documenti ufficiali)
si aprono almeno due scenari, entrambi prevedono che la Federazione Russa non rilasci dichiarazioni ufficiali ed impegnative ma che la palla sia nel campo dell'attuale amministrazione ucraina.
In un contesto in cui il crollo militare, accompagnato dalla fuga di esponenti di rilievo e da un'inchiesta per corruzione tutt'altro che finita, sono il dominus, la cricca di Zelensky dovrà scegliere se appoggiare tale piano o rifiutarlo.
Se lo appoggiasse otterrebbe il risultato di rilanciare la palla nel campo russo ma al prezzo di spaccare la classe dirigente, scatenare le frange neonaziste pronte a rivendersi come corpi terroristici speciali, segnare la probabile uscita di scena di Zelensky che si è autoimposto di non poter firmare trattati di tale entità ed ammettere in sostanza che tutte le decisioni prese dai sostenitori dell'occidente, dagli arancioni del 2004 in poi, fossero sbagliate e fallimentari. Inoltre Trump, conscio che la Federazione Russa non potrebbe accettare queste proposte, avrebbe il pretesto per colpevolizzare Putin e continuare a fare pagare la guerra all'Europa senza necessità di creare ulteriori escalation, solo per il logoramento dei concorrenti economici.
Se invece la cricca di Zelensky rifiutasse, Trump avrebbe l'occasione per colpevolizzare gli ingordi corrotti, l'Europa per colpevolizzare una classe dirigente e sostituirla e la Russia quella di completare il suo lavoro senza offrire spiegazioni. Anche in questo caso vedo Zelensky estromesso, fermo restando che, essendo il capo delle forze armate, gli organizzeranno un'uscita planata per non vedere, sogno proibito, le truppe Russe ai confini moldavi, rumeni, ungheresi, polacchi e bielorussi in un paio di settimane.
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In ogni caso consiglio di iniziare a lavorare al coccodrillo politico ai giornalisti, soprattutto a coloro, ovvero la stragrande maggioranza, che sanno bene che il coccodrillo andrà legato dove vorrà il padrone ma che, a questo giro, dovranno stare molto attenti a non fare sentire lo stridio del vetro sotto le loro unghie.
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Io, fossi nella dirigenza russa e non voglio azzardare il paragone, in vista del piano imposto di pace e della scadenza per l'Ucraina del 28 Novembre oggettivamente raderei al suolo il radibile, il più in presto possibile.
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Il presidente statunitense Trump sembrava aver fretta di raggiungere un accordo di massima per arrivare alla cessazione delle ostilità sul suolo ucraino, infatti aveva messo come data limite il 27 novembre, cioè oggi, che negli usa è il giorno del ringraziamento e l'inizio per molti di un fine settimana molto lungo.
Sembra evidente che tale fretta sia venuta meno; molto probabilmente perché se emergessero i disaccordi delle due parti in questione, la borsa, che per tale festività negli usa chiude, reagirebbe male, quindi meglio prendere tempo.
Prendere tempo è da sempre il gioco dei no pax guerrafondai dell'europa volenterosa di buscarle, sia per la coazione ad agire in base ai desiderata con funzione apotropaica che continuano a vaneggiare di un fallimento russo, sia per la speranza che alle elezioni di metà mandato Trump diventi un'anatra zoppa e gli usa tornino a sostenere con maggior vigore l'ucraina, fino all'eventualità di un conflitto diretto ed esplicito, sia perché affrontare la realtà significherebbe farla finita con la propria carriera politica e con le derivanti prebenda di cui hanno goduto.
Analogo discorso si può fare per la cricca di governo ucraina, prendere tempo è la sola strategia per non affrontare sia il tracollo sia i destini giudiziari e penali.
In ultima analisi pure la Federazione Russa non ha fretta; gli obiettivi saranno raggiunti, o per via diplomatica o sul campo, certamente lo sforzo dovrà essere proporzionato ma, per l'appunto, questa è la strategia adottata fin da subito, sarebbe stupido cambiarla mentre i risultati sul campo parlano di trionfi molteplici e diffusi.
Quindi, una cosa mette d'accordo tutti: per la pace non c'è fretta.
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Sembra evidente che tale fretta sia venuta meno; molto probabilmente perché se emergessero i disaccordi delle due parti in questione, la borsa, che per tale festività negli usa chiude, reagirebbe male, quindi meglio prendere tempo.
Prendere tempo è da sempre il gioco dei no pax guerrafondai dell'europa volenterosa di buscarle, sia per la coazione ad agire in base ai desiderata con funzione apotropaica che continuano a vaneggiare di un fallimento russo, sia per la speranza che alle elezioni di metà mandato Trump diventi un'anatra zoppa e gli usa tornino a sostenere con maggior vigore l'ucraina, fino all'eventualità di un conflitto diretto ed esplicito, sia perché affrontare la realtà significherebbe farla finita con la propria carriera politica e con le derivanti prebenda di cui hanno goduto.
Analogo discorso si può fare per la cricca di governo ucraina, prendere tempo è la sola strategia per non affrontare sia il tracollo sia i destini giudiziari e penali.
In ultima analisi pure la Federazione Russa non ha fretta; gli obiettivi saranno raggiunti, o per via diplomatica o sul campo, certamente lo sforzo dovrà essere proporzionato ma, per l'appunto, questa è la strategia adottata fin da subito, sarebbe stupido cambiarla mentre i risultati sul campo parlano di trionfi molteplici e diffusi.
Quindi, una cosa mette d'accordo tutti: per la pace non c'è fretta.
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Il pietoso tentativo di salvare Zelensky mischiato a qualche nostra speranza.
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