Una libera traduzione del sottoscritto dal testo originale.
ODE A STALIN
Compagno Stalin, io ero di fronte al mare sull'Isola Nera, riposando da lotte e viaggi, quando la notizia della tua morte arrivò come un colpo d'oceano.
Fu dapprima il silenzio, lo stupore delle cose, e poi arrivò dal mare una grande onda.
Di alghe, metalli ed ombre, pietre, schiuma e lacrime era fatta questa onda.
Da storia, spazio e tempo raccolse la sua materia e si elevò piangendo sopra il mondo finché in fronte a me venne a colpire la costa e stese alle mie porte il suo messaggio di lutto con un grido gigante,
così immediatamente si ruppe la terra.
Era nel 1914.
Nelle fabbriche si accumulavano immondizie e dolori.
I ricchi del nuovo secolo
si dividevano con le fauci il petrolio e le isole, il rame ed i canali.
Non una sola bandiera innalzò i loro colori senza schizzi di sangue.
Da Hong Kong a Chicago la polizia cercava documenti e provava le mitragliatrici nella carne del popolo.
Le marce militari a partire dall'alba mandavano soldati a morire.
Frenetico era il ballo dei gringos nelle boîtes de París*piene di fumo.
Si dissanguava l’uomo.
Una pioggia di sangue caduta dal pianeta,
macchiava le stelle.
La morte esordì quindi con armature d'acciaio,
la fame nei cammini di Europa fu come un vento gelato facendo volare foglie secche e spaccando ossa, l'autunno soffiava gli stracci.
La guerra aveva fatto attorcigliare i cammini.
Odore d'inverno e sangue trasudava da Europa come un mattatoio abbandonato.
Mentre intanto i padroni
del carbone,
del ferro,
dell'acciaio,
del fumo,
delle banche,
del gas,
dell'oro,
della farina,
del salnitro,
del quotidiano "Il Mercurio ",
i padroni dei bordelli,
i senatori nordamericani,
i filibustieri
carichi di oro e sangue
di tutti i paesi
erano anche i padroni
della storia.
Lì stavano seduti
in marsina, occupatissimi
ad elargire beneficenze,
a regalarsi i biglietti di entrata
e rubarseli all'uscita, a regalarsi atti da macelleria
e spartirsi con le fauci pezzi di popolo e di geografia.
Quindi con umili vesti e cappello operaio
entrò il vento,
entrò il vento del popolo.
Era Lenin.
Cambiò la terra, l'uomo, la vita.
La libera aria di rivoluzione scompigliò i giornali macchiati. Nacque una patria che non ha mai smesso di crescere.
È grande come il mondo però penetra fino al cuore del più piccolo
lavoratore di fucina, d'officina, d'agricoltura, di darsena.
Era l'Unione Sovietica.
Accanto a Lenin
Stalin avanzava
e così con camicia bianca
con cappello grigio da operaio, Stalin,
col suo passo tranquillo,
entrò nella storia accompagnato
da Lenin e dal vento.
Stalin da allora si mise a costruire.
Di tutto v'era bisogno
Lenin ricevette dagli Zar ragnatele e stracci.
Lenin lasciò una gestione di patria libera e senza macchia. Stalin la popolò
con scuole e farina,
stamperie e mele.
Stalin dal Volga
fino alla neve
dell'inaccessibile nord
mise la sua mano e per mano sua
iniziò a costruire.
Nacquero le città.
I deserti cantarono
per la prima volta con voce d'acqua.
I minerali
arrivarono,
uscirono
dai loro sogni oscuri,
si alzarono,
si fecero reali, ruote,
locomotive,
cavi che portarono le elettriche sillabe
per tutta l'estensione e la distanza.
Stalin
costruiva
nacquero
dalle sue mani
cereali,
trattori,
insegnamenti,
cammini, e lui lì,
semplice come tu ed io,
se tu ed io riusciremo ad essere semplici come lui.
Però lo impareremo.
La sua semplicità e sapienza,
la sua struttura
di benevolo pane e di acciaio inflessibile
ci aiuta ad essere uomini ogni giorno, ogni giorno ci aiuta ad essere uomini.
Essere umani!
È questo la legge staliniana!
Essere comunisti è difficile,
c'é da imparare ad esserlo. Essere uomini comunisti
è ancor più difficile,
c'é da imparare da Stalin
ODE A STALIN
Compagno Stalin, io ero di fronte al mare sull'Isola Nera, riposando da lotte e viaggi, quando la notizia della tua morte arrivò come un colpo d'oceano.
Fu dapprima il silenzio, lo stupore delle cose, e poi arrivò dal mare una grande onda.
Di alghe, metalli ed ombre, pietre, schiuma e lacrime era fatta questa onda.
Da storia, spazio e tempo raccolse la sua materia e si elevò piangendo sopra il mondo finché in fronte a me venne a colpire la costa e stese alle mie porte il suo messaggio di lutto con un grido gigante,
così immediatamente si ruppe la terra.
Era nel 1914.
Nelle fabbriche si accumulavano immondizie e dolori.
I ricchi del nuovo secolo
si dividevano con le fauci il petrolio e le isole, il rame ed i canali.
Non una sola bandiera innalzò i loro colori senza schizzi di sangue.
Da Hong Kong a Chicago la polizia cercava documenti e provava le mitragliatrici nella carne del popolo.
Le marce militari a partire dall'alba mandavano soldati a morire.
Frenetico era il ballo dei gringos nelle boîtes de París*piene di fumo.
Si dissanguava l’uomo.
Una pioggia di sangue caduta dal pianeta,
macchiava le stelle.
La morte esordì quindi con armature d'acciaio,
la fame nei cammini di Europa fu come un vento gelato facendo volare foglie secche e spaccando ossa, l'autunno soffiava gli stracci.
La guerra aveva fatto attorcigliare i cammini.
Odore d'inverno e sangue trasudava da Europa come un mattatoio abbandonato.
Mentre intanto i padroni
del carbone,
del ferro,
dell'acciaio,
del fumo,
delle banche,
del gas,
dell'oro,
della farina,
del salnitro,
del quotidiano "Il Mercurio ",
i padroni dei bordelli,
i senatori nordamericani,
i filibustieri
carichi di oro e sangue
di tutti i paesi
erano anche i padroni
della storia.
Lì stavano seduti
in marsina, occupatissimi
ad elargire beneficenze,
a regalarsi i biglietti di entrata
e rubarseli all'uscita, a regalarsi atti da macelleria
e spartirsi con le fauci pezzi di popolo e di geografia.
Quindi con umili vesti e cappello operaio
entrò il vento,
entrò il vento del popolo.
Era Lenin.
Cambiò la terra, l'uomo, la vita.
La libera aria di rivoluzione scompigliò i giornali macchiati. Nacque una patria che non ha mai smesso di crescere.
È grande come il mondo però penetra fino al cuore del più piccolo
lavoratore di fucina, d'officina, d'agricoltura, di darsena.
Era l'Unione Sovietica.
Accanto a Lenin
Stalin avanzava
e così con camicia bianca
con cappello grigio da operaio, Stalin,
col suo passo tranquillo,
entrò nella storia accompagnato
da Lenin e dal vento.
Stalin da allora si mise a costruire.
Di tutto v'era bisogno
Lenin ricevette dagli Zar ragnatele e stracci.
Lenin lasciò una gestione di patria libera e senza macchia. Stalin la popolò
con scuole e farina,
stamperie e mele.
Stalin dal Volga
fino alla neve
dell'inaccessibile nord
mise la sua mano e per mano sua
iniziò a costruire.
Nacquero le città.
I deserti cantarono
per la prima volta con voce d'acqua.
I minerali
arrivarono,
uscirono
dai loro sogni oscuri,
si alzarono,
si fecero reali, ruote,
locomotive,
cavi che portarono le elettriche sillabe
per tutta l'estensione e la distanza.
Stalin
costruiva
nacquero
dalle sue mani
cereali,
trattori,
insegnamenti,
cammini, e lui lì,
semplice come tu ed io,
se tu ed io riusciremo ad essere semplici come lui.
Però lo impareremo.
La sua semplicità e sapienza,
la sua struttura
di benevolo pane e di acciaio inflessibile
ci aiuta ad essere uomini ogni giorno, ogni giorno ci aiuta ad essere uomini.
Essere umani!
È questo la legge staliniana!
Essere comunisti è difficile,
c'é da imparare ad esserlo. Essere uomini comunisti
è ancor più difficile,
c'é da imparare da Stalin
👍2
la sua intensità serena,
la sua chiarezza concreta,
il suo disprezzo
all'orpello vacuo,
alle vuota astrazione editoriale. Fu direttamente lui
a scandagliare Il nudo
ed a mostrare la retta
chiarezza della linea
entrando nei problemi
senza le frasi che nascondono
il vuoto,
diritto al debole obiettivo
che nella nostra lotta sveleremo potando il fogliame
e mostrando la forma dei frutti.
Stalin è il mezzogiorno,
la maturità dell'uomo e dei popoli.
Nella guerra lo videro
le città colpite
estrarre dalle macerie
la speranza,
rifonderla di nuovo,
farla acciaio
ed attaccare con i suoi raggi distruggendo
le fortificazioni delle tenebre. Però allo stesso modo aiutò
i meli siberiani
a dar frutti sotto la tormenta, insegnò a tutti
a crescere, a crescere,
a piante e da metalli,
agli esseri viventi ed ai fiumi. Insegnò a crescere
a dare frutti e fuoco.
Gli insegnò la Pace
e così fermò
col suo petto imponente
i lupi della guerra.
In fronte al mare dell'isola nera, nel mattino
issai a mezz'asta la bandiera del Cile.
Era solitaria la costa e una nebbia di argento
si mescolava alla schiuma solenne dell'oceano.
A metà del suo pennone nella parte dell'azzurro
la stella solitaria della mia patria
sembrava una lacrima tra il cielo e la terra.
Passò un uomo del popolo, salutò capendo,
e si tolse il cappello.
Venne un ragazzo mi strinse la mano.
Più tardi Il pescatore di ricci, il vecchio palombaro e poeta, Gonzalito, si avvicinò per accompagnarmi sotto la bandiera.
"Era più saggio che tutti gli uomini uniti ", mi disse guardando il mare coi suoi vecchi occhi,
con i vecchi
occhi del popolo.
E dopo, per un lungo momento non dicemmo nulla.
Un'onda.
Sconvolse le pietre della spiaggia.
"Però Malenkov ora continuerà la sua opera" proseguì alzandosi il povero pescatore dalla giacchetta lisa.
Io lo guardai sorpreso pensando:
"Come lo sai?" "Da dove, In questa costa solitaria?"
E capì che il mare glielo aveva insegnato.
E lì vegliammo insieme, un poeta,
un pescatore ed il mare
al capitano lontano che all' arrivar alla morte
lasciò a tutti i popoli, come direzione, la sua vita.
Pablo Neruda
* sale da ballo di Parigi. In francese nel testo originale
https://t.me/IlNorberto
la sua chiarezza concreta,
il suo disprezzo
all'orpello vacuo,
alle vuota astrazione editoriale. Fu direttamente lui
a scandagliare Il nudo
ed a mostrare la retta
chiarezza della linea
entrando nei problemi
senza le frasi che nascondono
il vuoto,
diritto al debole obiettivo
che nella nostra lotta sveleremo potando il fogliame
e mostrando la forma dei frutti.
Stalin è il mezzogiorno,
la maturità dell'uomo e dei popoli.
Nella guerra lo videro
le città colpite
estrarre dalle macerie
la speranza,
rifonderla di nuovo,
farla acciaio
ed attaccare con i suoi raggi distruggendo
le fortificazioni delle tenebre. Però allo stesso modo aiutò
i meli siberiani
a dar frutti sotto la tormenta, insegnò a tutti
a crescere, a crescere,
a piante e da metalli,
agli esseri viventi ed ai fiumi. Insegnò a crescere
a dare frutti e fuoco.
Gli insegnò la Pace
e così fermò
col suo petto imponente
i lupi della guerra.
In fronte al mare dell'isola nera, nel mattino
issai a mezz'asta la bandiera del Cile.
Era solitaria la costa e una nebbia di argento
si mescolava alla schiuma solenne dell'oceano.
A metà del suo pennone nella parte dell'azzurro
la stella solitaria della mia patria
sembrava una lacrima tra il cielo e la terra.
Passò un uomo del popolo, salutò capendo,
e si tolse il cappello.
Venne un ragazzo mi strinse la mano.
Più tardi Il pescatore di ricci, il vecchio palombaro e poeta, Gonzalito, si avvicinò per accompagnarmi sotto la bandiera.
"Era più saggio che tutti gli uomini uniti ", mi disse guardando il mare coi suoi vecchi occhi,
con i vecchi
occhi del popolo.
E dopo, per un lungo momento non dicemmo nulla.
Un'onda.
Sconvolse le pietre della spiaggia.
"Però Malenkov ora continuerà la sua opera" proseguì alzandosi il povero pescatore dalla giacchetta lisa.
Io lo guardai sorpreso pensando:
"Come lo sai?" "Da dove, In questa costa solitaria?"
E capì che il mare glielo aveva insegnato.
E lì vegliammo insieme, un poeta,
un pescatore ed il mare
al capitano lontano che all' arrivar alla morte
lasciò a tutti i popoli, come direzione, la sua vita.
Pablo Neruda
* sale da ballo di Parigi. In francese nel testo originale
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Il Norberto
Approfondimenti e dibattiti di storia e di politica internazionale
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Un bambino viveva nel finire del secolo passato per due volte in un befotrofio.
Lo avevano preso perché all'abbandono della famiglia, alle suore carmelitane la culla pregiata ed arricchita di lire austriache era piaciuta. Per le lire e per il raso.
Su di un'iscrizione era scritto Straghalot.
Non voleva dire nulla per le suore. Divenne il cognome del bambino.
Fu chiamato Stragalotti. Sul passare degli ultimi due secoli dello scorso millennio si era soliti italianizzare.
Si fece mezzadro, lavorò terre altrui, per sfamarsi pesco' rane d'estate e stano' marmotte in primavera ed autunno.
In qualche modo aveva un posto per dormire. Nel posto dove lavorava, potendo bruciare legna.
In inverno si ripulivano gli strumenti, si riparavano le rotture di casa. Si dormiva poco per via del freddo.
Ebbe due figli, Egidio ed Ardelio.
Egidio fu portato agli studi, conobbe il funzionamento dell'elettricità.
Ardelio, più giovane, leggeva bene. Era intuitivo, probabilmente geniale, tuttavia poco controllabile, ribelle.
Ardelio era nato a Lumellogno, un paesino dove la ribellione contro il fascismo che costò 19 martiri nacque negli anni '20, a fascismo appena iniziato, Ardelio era del 1926.
Egidio era più vecchio.
Si diplomo' grazie ad un padre che continuava a coltivare terra altrui ed a farsi il mazzo per tirare grandi tutti.
Ed ad una madre che nell' ombra i figli li aveva cresciuti, amati e soffrendo, lasciati andare.
Ardelio voleva aiutare il padre. Ed era un beffardo ragazzetto sveglio e capace.
Ardelio amava la poesia, e sapeva leggere d'incanto, con voce soave.
Avvenne che una dolce contessina, annoiata dal suo benestare, necessitasse di un giovine spavaldo e fiero che le narrasse i libri che lei, pigra d'azione quanto di intelletto, non osava affrontare.
Nel piccolo paese, ove ciascuno, volente o nolente, aveva fatto il chierichetto, Ardelio s'offerse, ingenuamente preso dalla candida pelle della giovine e nobile possidente.
Lesse... lesse, guardò e vide. Vide gli ori e le perle traboccanti da dita collo, orecchie e copricapi.
Si era fatto il 1941 ed il sincero antifascista Ardelio, quindicenne preso da ormoni e da desiderio di rivalsa cercò di avvicinarsi nel suo paese ai ribelli....
Che però erano 4 giovani in croce che prendevano la loro ispirazione dai moti contadini del '20 e '21 e che aspettavano qualcosa di più forte.... inoltre lui era piccolo....
Ma la rivalsa verso secoli di generazioni senza nome, la guerra santa dei pezzenti, lo portò poco tempo dopo a rubare i gioielli alla contessina viziata.
Lei nella sua pessima natura borghese, anzi aristocratica, chiamò la mammina, cioè gli sbirri, e lui, ormai 17enne, fu arrestato. Siamo nel 1943.
Gli fu offerto di arruolarsi.
Lo fece, ovviamente disertó subito. A quel punto i ribelli lo presero con sé.
Durò davvero poco l'esperienza con loro
Fu presto fatto prigioniero dai fascisti e destinato in quanto disertore ad un campo di lavoro in Germania.
La fuga dal primo campo di prigionia fu relativamente semplice, non fosse per il fatto che gli rimase un dubbio non trascurabile: quanti prigionieri avrebbero ucciso per vendicare la fuga?
Sono io responsabile della loro morte?
Trascurando ciò, piccoli particolari, rubando biciclette, vivendo nei campi, attraversando le alpi, Ardelio arrivò di nuovo a casa o perlomeno nella casa che credeva sua.
I vicini di casa collaborazionisti lo videro.
I tempi erano cambiati.
Ora in nord Italia esisteva la Repubblica fascista.
L'Emilia Romagna era attraversata dalla linea gotica e tuttavia il comando dei carabinieri era unificato... bastardi loro...
Ardelio cambiò le scarpe. Il suo futuro suocero gliene diede un paio e partì verso Milano.
A Magenta un plotone di SS fermò il treno.
Il rastrellamento produsse una sessantina di prigionieri. Fra di loro Ardelio.
Ardelio partì per Oswiecyn, in lingua polacca, Auschwitz in quella teutonica.
Ma la guerra stava per finire.
Lo avevano preso perché all'abbandono della famiglia, alle suore carmelitane la culla pregiata ed arricchita di lire austriache era piaciuta. Per le lire e per il raso.
Su di un'iscrizione era scritto Straghalot.
Non voleva dire nulla per le suore. Divenne il cognome del bambino.
Fu chiamato Stragalotti. Sul passare degli ultimi due secoli dello scorso millennio si era soliti italianizzare.
Si fece mezzadro, lavorò terre altrui, per sfamarsi pesco' rane d'estate e stano' marmotte in primavera ed autunno.
In qualche modo aveva un posto per dormire. Nel posto dove lavorava, potendo bruciare legna.
In inverno si ripulivano gli strumenti, si riparavano le rotture di casa. Si dormiva poco per via del freddo.
Ebbe due figli, Egidio ed Ardelio.
Egidio fu portato agli studi, conobbe il funzionamento dell'elettricità.
Ardelio, più giovane, leggeva bene. Era intuitivo, probabilmente geniale, tuttavia poco controllabile, ribelle.
Ardelio era nato a Lumellogno, un paesino dove la ribellione contro il fascismo che costò 19 martiri nacque negli anni '20, a fascismo appena iniziato, Ardelio era del 1926.
Egidio era più vecchio.
Si diplomo' grazie ad un padre che continuava a coltivare terra altrui ed a farsi il mazzo per tirare grandi tutti.
Ed ad una madre che nell' ombra i figli li aveva cresciuti, amati e soffrendo, lasciati andare.
Ardelio voleva aiutare il padre. Ed era un beffardo ragazzetto sveglio e capace.
Ardelio amava la poesia, e sapeva leggere d'incanto, con voce soave.
Avvenne che una dolce contessina, annoiata dal suo benestare, necessitasse di un giovine spavaldo e fiero che le narrasse i libri che lei, pigra d'azione quanto di intelletto, non osava affrontare.
Nel piccolo paese, ove ciascuno, volente o nolente, aveva fatto il chierichetto, Ardelio s'offerse, ingenuamente preso dalla candida pelle della giovine e nobile possidente.
Lesse... lesse, guardò e vide. Vide gli ori e le perle traboccanti da dita collo, orecchie e copricapi.
Si era fatto il 1941 ed il sincero antifascista Ardelio, quindicenne preso da ormoni e da desiderio di rivalsa cercò di avvicinarsi nel suo paese ai ribelli....
Che però erano 4 giovani in croce che prendevano la loro ispirazione dai moti contadini del '20 e '21 e che aspettavano qualcosa di più forte.... inoltre lui era piccolo....
Ma la rivalsa verso secoli di generazioni senza nome, la guerra santa dei pezzenti, lo portò poco tempo dopo a rubare i gioielli alla contessina viziata.
Lei nella sua pessima natura borghese, anzi aristocratica, chiamò la mammina, cioè gli sbirri, e lui, ormai 17enne, fu arrestato. Siamo nel 1943.
Gli fu offerto di arruolarsi.
Lo fece, ovviamente disertó subito. A quel punto i ribelli lo presero con sé.
Durò davvero poco l'esperienza con loro
Fu presto fatto prigioniero dai fascisti e destinato in quanto disertore ad un campo di lavoro in Germania.
La fuga dal primo campo di prigionia fu relativamente semplice, non fosse per il fatto che gli rimase un dubbio non trascurabile: quanti prigionieri avrebbero ucciso per vendicare la fuga?
Sono io responsabile della loro morte?
Trascurando ciò, piccoli particolari, rubando biciclette, vivendo nei campi, attraversando le alpi, Ardelio arrivò di nuovo a casa o perlomeno nella casa che credeva sua.
I vicini di casa collaborazionisti lo videro.
I tempi erano cambiati.
Ora in nord Italia esisteva la Repubblica fascista.
L'Emilia Romagna era attraversata dalla linea gotica e tuttavia il comando dei carabinieri era unificato... bastardi loro...
Ardelio cambiò le scarpe. Il suo futuro suocero gliene diede un paio e partì verso Milano.
A Magenta un plotone di SS fermò il treno.
Il rastrellamento produsse una sessantina di prigionieri. Fra di loro Ardelio.
Ardelio partì per Oswiecyn, in lingua polacca, Auschwitz in quella teutonica.
Ma la guerra stava per finire.
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La permanenza di mio zio, il mio parente preferito, quello che ho più stimato ed amato, ad Auschwitz durò un giorno.
E questo avvenne grazie alle truppe sovietiche.
Ardelio pesava 36 Kg in quel momento. Non disse né a me né ad altri se si nascose nel mucchio di cadaveri o se si salvò in un un'altro modo.
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E questo avvenne grazie alle truppe sovietiche.
Ardelio pesava 36 Kg in quel momento. Non disse né a me né ad altri se si nascose nel mucchio di cadaveri o se si salvò in un un'altro modo.
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Due mesi fa è morto Calogero.
Calogero era un brav'uomo.
Era stato il mio parrucchiere perché era stato il parrucchiere di mio padre.
Mio figlio non ebbe l'occasione di farsi tagliare i capelli da lui. Solo perché era già in pensione.
Ne scelse un'altro ma gli consigliai di essere costante.
I siciliani sanno bene che la lama al collo ogni settimana o mese te la deve mettere un uomo di fiducia.
Nonostante il pessimo rapporto che ho (sarebbe più corretto dire che non ho) con mio padre, vado orgoglioso che per due generazioni fungemmo da modelli per la sua attività da barbiere.
Io poi, avendo i capelli più lunghi, potei essere esposto in vetrina con due tagli differenti.
Al curriculum aggiungo che ho fatto pure il modello.
Entrambi vivemmo ciò in gioventù.
Io non mi taglio più i capelli dal 1994.
Non uso più il phon dal 1992
Il rasoio che mi donarono per propaganda durante la mia adolescenza fu sostituito dalla seconda donazione, ma conservo il primo.
Ho sette paia di mutande. Due sono bucate ed a breve verranno sostituite.
Solo per via del mio cambio di taglia non indosso i maglioni che mi fece mia madre, che pur conservo, non solamente per affetti personali; mia madre morì 19 anni fa, quasi 20.
Si può fare ogni genere di proclama ma per combattere il capitalismo si deve togliere ad esso la ragione per cui prospera: il capitale.
Da dove viene?
Dalla domanda.
Da cosa è stimolata?
Dal consumo.
Inutili gli orpelli per cui si cerca di giustificare, il cambiamento dei tempi, le creme idratanti che idratano diversamente le superfici corporee.... (per questo se non ti accompagni ad una splendida ribelle ti sei portato in casa la nemica di classe).
Non è che dobbiamo essere felici con poco.
È che dobbiamo imparare a non aver bisogno di niente.
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Calogero era un brav'uomo.
Era stato il mio parrucchiere perché era stato il parrucchiere di mio padre.
Mio figlio non ebbe l'occasione di farsi tagliare i capelli da lui. Solo perché era già in pensione.
Ne scelse un'altro ma gli consigliai di essere costante.
I siciliani sanno bene che la lama al collo ogni settimana o mese te la deve mettere un uomo di fiducia.
Nonostante il pessimo rapporto che ho (sarebbe più corretto dire che non ho) con mio padre, vado orgoglioso che per due generazioni fungemmo da modelli per la sua attività da barbiere.
Io poi, avendo i capelli più lunghi, potei essere esposto in vetrina con due tagli differenti.
Al curriculum aggiungo che ho fatto pure il modello.
Entrambi vivemmo ciò in gioventù.
Io non mi taglio più i capelli dal 1994.
Non uso più il phon dal 1992
Il rasoio che mi donarono per propaganda durante la mia adolescenza fu sostituito dalla seconda donazione, ma conservo il primo.
Ho sette paia di mutande. Due sono bucate ed a breve verranno sostituite.
Solo per via del mio cambio di taglia non indosso i maglioni che mi fece mia madre, che pur conservo, non solamente per affetti personali; mia madre morì 19 anni fa, quasi 20.
Si può fare ogni genere di proclama ma per combattere il capitalismo si deve togliere ad esso la ragione per cui prospera: il capitale.
Da dove viene?
Dalla domanda.
Da cosa è stimolata?
Dal consumo.
Inutili gli orpelli per cui si cerca di giustificare, il cambiamento dei tempi, le creme idratanti che idratano diversamente le superfici corporee.... (per questo se non ti accompagni ad una splendida ribelle ti sei portato in casa la nemica di classe).
Non è che dobbiamo essere felici con poco.
È che dobbiamo imparare a non aver bisogno di niente.
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Vi auguro di non averne bisogno...
Ma nel caso accada vi auguro che tutto l'odio che sentirete quando vi capiterà di essere nell'eterno ed assurdo limbo di un pronto soccorso possiate indirizzarlo verso il capitalismo, verso il liberismo, verso i burattini chiamati politici, verso il burocratico scarico di responsabilità, verso la democrazia, verso l'occidente, verso la globalizzazione ma non verso il personale presente che, essendo presente è forse il solo a non avere torto.
Ma nel caso accada vi auguro che tutto l'odio che sentirete quando vi capiterà di essere nell'eterno ed assurdo limbo di un pronto soccorso possiate indirizzarlo verso il capitalismo, verso il liberismo, verso i burattini chiamati politici, verso il burocratico scarico di responsabilità, verso la democrazia, verso l'occidente, verso la globalizzazione ma non verso il personale presente che, essendo presente è forse il solo a non avere torto.
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27 dicembre 1946
A Bari, ad una manifestazione contro la disoccupazione seguono scontri, nel corso dei quali le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo lo studente universitario Domenico Liaci ed un operaio. Altri 25 dimostranti rimangono feriti insieme a 6 agenti.
A Bari, ad una manifestazione contro la disoccupazione seguono scontri, nel corso dei quali le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo lo studente universitario Domenico Liaci ed un operaio. Altri 25 dimostranti rimangono feriti insieme a 6 agenti.
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21 dicembre 1947
A Canicattì, nel corso di uno sciopero i carabinieri, intervenuti a proteggere la sede dell’Uomo qualunque, aprono il fuoco uccidendo Giuseppe Amato, Salvatore Lauria e Giuseppe Lupo, ferendo gravemente 9 persone e lievemente altre 11.
A Canicattì, nel corso di uno sciopero i carabinieri, intervenuti a proteggere la sede dell’Uomo qualunque, aprono il fuoco uccidendo Giuseppe Amato, Salvatore Lauria e Giuseppe Lupo, ferendo gravemente 9 persone e lievemente altre 11.
👍5
14 dicembre 1949
A Montescaglioso (Matera), nel corso di un rastrellamento alla ricerca dei responsabili di alcune occupazioni di terre, avvenute nei giorni precedenti, i carabinieri uccidono i braccianti Michele Oliva e Giuseppe Novello, mentre altri 5 rimangono feriti
A Montescaglioso (Matera), nel corso di un rastrellamento alla ricerca dei responsabili di alcune occupazioni di terre, avvenute nei giorni precedenti, i carabinieri uccidono i braccianti Michele Oliva e Giuseppe Novello, mentre altri 5 rimangono feriti
👍4
L'occidente tutto ma l'italia in particolare, ha un problema di lessico.
La causa di questo problema è da cercare nelle semplificazioni che l'idioma dominante, semplicistico per sua natura, discriminante per sua evoluzione e cacofonico per caratteristica peculiare, impone.
L'essere costretti a scelte aut aut non è casuale, è conseguenziale a ciò che ci ha pervaso.
La povertà di sinonimi, la miseria della lingua anglofona, ci pone di fronte alle semplificazioni che oggigiorno viviamo.
Pertanto troppe volte non indaghiamo nel significato intimo delle parole.
In inglese per dire che una cosa "sembra" si dice "it seems like".
In italiano possiamo usare:
Sembra
Assomiglia
È analogo
È affine
Corrisponde
Pare
Equivale
È simile
È conforme
Riproduce
Rispecchia
Deriva
Trae spunto
Traspone
...
Ognuna di queste parole ha un significato proprio.
A volte si colgono sfumature, altre cambia addirittura il significato.
Così, abituati a fare approssimazioni si scambia Roma per toma, come si diceva un tempo, e si fa il gioco di chi, a furia di semplificazioni e di dealfabetizzazione, cerca di imporci non un linguaggio ma una maniera di vivere, di ragionare, di impostare le relazioni.
Ma noi veniamo dalla fucina di lingue più vasta al mondo.
In Calabria si parla sia una forma di greco, sia una forma di albanese, oltre ai dialetti.
In valle d'Aosta si parla patuá oltre all'italiano ed al francese. In Valsesia si parla il walser oltre all'italiano.
Friuli, Sicilia, Sardegna, Piemonte, Puglia, hanno altri esempi di multilinguismo.
Inoltre prima dell'uniformazione delle culture che ci è stata imposta, e di televisione, cattiva maestra (Propp), ogni 5 km si presentava un dialetto diverso.
Su famiglie dialettali diverse. Le linee isoidiomiche che attraversano l'italia sono numerose.
L'augurio che porto è che questo bagaglio possa essere strumento per resistere all'imperialismo culturale che ci vorrebbe omologati ad un sistema linguistico e valoriale normodiretto.
Ci potrebbero essere molte strade per perseguirlo.
Tuttavia, se costretti alla soppravvivenza, non potremo fare a meno di volgere preghiere a San Sarmat perché per cavarcela dovremo distruggere l'imperialismo culturale che ci avvinghia.
Che è yankee.
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La causa di questo problema è da cercare nelle semplificazioni che l'idioma dominante, semplicistico per sua natura, discriminante per sua evoluzione e cacofonico per caratteristica peculiare, impone.
L'essere costretti a scelte aut aut non è casuale, è conseguenziale a ciò che ci ha pervaso.
La povertà di sinonimi, la miseria della lingua anglofona, ci pone di fronte alle semplificazioni che oggigiorno viviamo.
Pertanto troppe volte non indaghiamo nel significato intimo delle parole.
In inglese per dire che una cosa "sembra" si dice "it seems like".
In italiano possiamo usare:
Sembra
Assomiglia
È analogo
È affine
Corrisponde
Pare
Equivale
È simile
È conforme
Riproduce
Rispecchia
Deriva
Trae spunto
Traspone
...
Ognuna di queste parole ha un significato proprio.
A volte si colgono sfumature, altre cambia addirittura il significato.
Così, abituati a fare approssimazioni si scambia Roma per toma, come si diceva un tempo, e si fa il gioco di chi, a furia di semplificazioni e di dealfabetizzazione, cerca di imporci non un linguaggio ma una maniera di vivere, di ragionare, di impostare le relazioni.
Ma noi veniamo dalla fucina di lingue più vasta al mondo.
In Calabria si parla sia una forma di greco, sia una forma di albanese, oltre ai dialetti.
In valle d'Aosta si parla patuá oltre all'italiano ed al francese. In Valsesia si parla il walser oltre all'italiano.
Friuli, Sicilia, Sardegna, Piemonte, Puglia, hanno altri esempi di multilinguismo.
Inoltre prima dell'uniformazione delle culture che ci è stata imposta, e di televisione, cattiva maestra (Propp), ogni 5 km si presentava un dialetto diverso.
Su famiglie dialettali diverse. Le linee isoidiomiche che attraversano l'italia sono numerose.
L'augurio che porto è che questo bagaglio possa essere strumento per resistere all'imperialismo culturale che ci vorrebbe omologati ad un sistema linguistico e valoriale normodiretto.
Ci potrebbero essere molte strade per perseguirlo.
Tuttavia, se costretti alla soppravvivenza, non potremo fare a meno di volgere preghiere a San Sarmat perché per cavarcela dovremo distruggere l'imperialismo culturale che ci avvinghia.
Che è yankee.
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Stasera la tensione in Kosovo è molto alta.
Scade l'ultimatum dato arrogantemente dalla UE affinché il governo serbo faccia pressioni sulla popolazione serba del Kosovo per togliere le barricate.
Barricate che potrebbero sciogliersi come neve al sole se fossero revocati i provvedimenti emanati dal sedicente governo di Albin Kurti.
Io uso i piedi di piombo.
Non credo stanotte accadrà nulla.
Il fronte serbo è scomodo.
Inoltre l'ultimatum è ridicolo ed osceno nella sua forma.
Ridicolo perché chiedere ad un governo che i lacche' della NATO conosciuti come UE, riconoscono come non operante sul territorio, quindi senza capacità di legiferare è contraddittorio in sé.
Osceno perché mostra a nudo (ma questi sono nudi ogni momento) che ogni retorica di legalità internazionale è solo uno specchio per allodole.
Più che altro mi preoccupo del tentativo di costruirsi una facciata di legittimità.
Visto che (oltre al disastro che ha creato Israele in Palestina, in Libano, in Siria, In Giordania, in Iran che fa comodo a tutti attribuire al fatto che siano un caso a sé stante perché ebrei, così loro sono da un lato legittimati e dall'altro in diritto di accusare di antisemitismo i detrattori) lo scandalo che ogni normodotato ha compreso essere più grave ed illegittimo è il Kosovo, il tentativo di cambiare la narrazione sarebbe una mossa da aspettarsi.
Certo, aprendo un altro fronte la Nato sarebbe costretta ad impegnare energie altrove mentre la Russia potrebbe permettersi di dare un sostegno limitato, poco più che simbolico alla Serbia.
Tuttavia, con l'apertura di un fronte di guerra si rischierebbe per l'appunto di ribaltare la narrazione.
Anziché sostenere, come storicamente è successo, che la scissione del Kosovo dalla Serbia sia un atto non conforme al diritto internazionale, si direbbe che la scissione della Metiochia dal Kosovo lo è.
E questo è lo scenario più probabile che ci aspetta.
Credo tuttavia che sia interesse Nato rimandare ancora di un po' perché altrimenti l'Iran potrebbe aumentare la repressione interna, la Corea del Nord intensificare le esercitazioni che provocano il Sud, la Bielorussia condurre operazioni di frontiera e la Cina iniziare un'operazione di riaffermazione della sovranità su Taiwan.
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Scade l'ultimatum dato arrogantemente dalla UE affinché il governo serbo faccia pressioni sulla popolazione serba del Kosovo per togliere le barricate.
Barricate che potrebbero sciogliersi come neve al sole se fossero revocati i provvedimenti emanati dal sedicente governo di Albin Kurti.
Io uso i piedi di piombo.
Non credo stanotte accadrà nulla.
Il fronte serbo è scomodo.
Inoltre l'ultimatum è ridicolo ed osceno nella sua forma.
Ridicolo perché chiedere ad un governo che i lacche' della NATO conosciuti come UE, riconoscono come non operante sul territorio, quindi senza capacità di legiferare è contraddittorio in sé.
Osceno perché mostra a nudo (ma questi sono nudi ogni momento) che ogni retorica di legalità internazionale è solo uno specchio per allodole.
Più che altro mi preoccupo del tentativo di costruirsi una facciata di legittimità.
Visto che (oltre al disastro che ha creato Israele in Palestina, in Libano, in Siria, In Giordania, in Iran che fa comodo a tutti attribuire al fatto che siano un caso a sé stante perché ebrei, così loro sono da un lato legittimati e dall'altro in diritto di accusare di antisemitismo i detrattori) lo scandalo che ogni normodotato ha compreso essere più grave ed illegittimo è il Kosovo, il tentativo di cambiare la narrazione sarebbe una mossa da aspettarsi.
Certo, aprendo un altro fronte la Nato sarebbe costretta ad impegnare energie altrove mentre la Russia potrebbe permettersi di dare un sostegno limitato, poco più che simbolico alla Serbia.
Tuttavia, con l'apertura di un fronte di guerra si rischierebbe per l'appunto di ribaltare la narrazione.
Anziché sostenere, come storicamente è successo, che la scissione del Kosovo dalla Serbia sia un atto non conforme al diritto internazionale, si direbbe che la scissione della Metiochia dal Kosovo lo è.
E questo è lo scenario più probabile che ci aspetta.
Credo tuttavia che sia interesse Nato rimandare ancora di un po' perché altrimenti l'Iran potrebbe aumentare la repressione interna, la Corea del Nord intensificare le esercitazioni che provocano il Sud, la Bielorussia condurre operazioni di frontiera e la Cina iniziare un'operazione di riaffermazione della sovranità su Taiwan.
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Se a qualcuno ancora non fosse chiaro chi non ha nessuna intenzione di porre fine alla guerra in tempi brevi, la folle cifra stanziata dal congresso statunitense può aiutare a schiarire le idee.
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👍6
Verrà un mondo in cui le opinioni diverranno verità ma le verità avranno perso così tanto prestigio dal divenire opinioni.
Quel giorno ci faremo regnare dal più brutto degli individualismi.
Quello che uccide il dialogo perché non lo accetta, quello che pretende di trovare l'esatta copia di sé nell'esterno a sé.
E non avremo più coppie stabili o famiglie, amici o relazioni durature.
Quel giorno è cosi vicino da essere quasi l'oggi
Non ci schiereremo perché già schierati per sé stessi e per la nostra miseria.
Perché tutti crederanno che sono gli altri a sbagliare.
Senza più mettere in discussione noi stessi.
Anzi, senza più accennare all'idea di discussione.
Oppure San Sarmat ci sveglierà dall'oblío e ci ricorderà che si può preservare la dignità del sé senza per questo escludere la comunicazione.
Quel giorno ci faremo regnare dal più brutto degli individualismi.
Quello che uccide il dialogo perché non lo accetta, quello che pretende di trovare l'esatta copia di sé nell'esterno a sé.
E non avremo più coppie stabili o famiglie, amici o relazioni durature.
Quel giorno è cosi vicino da essere quasi l'oggi
Non ci schiereremo perché già schierati per sé stessi e per la nostra miseria.
Perché tutti crederanno che sono gli altri a sbagliare.
Senza più mettere in discussione noi stessi.
Anzi, senza più accennare all'idea di discussione.
Oppure San Sarmat ci sveglierà dall'oblío e ci ricorderà che si può preservare la dignità del sé senza per questo escludere la comunicazione.
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27 dicembre 1946
A Bari, ad una manifestazione contro la disoccupazione seguono scontri, nel corso dei quali le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo lo studente universitario Domenico Liaci ed un operaio. Altri 25 dimostranti rimangono feriti insieme a 6 agenti.
A Bari, ad una manifestazione contro la disoccupazione seguono scontri, nel corso dei quali le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo lo studente universitario Domenico Liaci ed un operaio. Altri 25 dimostranti rimangono feriti insieme a 6 agenti.
👍2
Ministro della cultura Sangiuliano:
"Un certo abuso dei termini anglofoni appartiene ad uno SNOBISMO molto RADICAL CHIC"
Apprezzo giusto l'intenzione. Ma che coglione!
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"Un certo abuso dei termini anglofoni appartiene ad uno SNOBISMO molto RADICAL CHIC"
Apprezzo giusto l'intenzione. Ma che coglione!
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Per chi si fa la guerra?
No, scusa, hai posto la domanda sbagliata.
E perché? Ho chiesto. Allora?
Eh... sul perché di risposte ne ho tante.
Dammene una.
Una sola? Per non fartela fare.
Disse il figlio chiedendo perché i genitori litigassero sempre... o forse vale altrove?
No, scusa, hai posto la domanda sbagliata.
E perché? Ho chiesto. Allora?
Eh... sul perché di risposte ne ho tante.
Dammene una.
Una sola? Per non fartela fare.
Disse il figlio chiedendo perché i genitori litigassero sempre... o forse vale altrove?
L'INDIPENDENTE.
Nel 2022 la Drug Enforcement Administration (DEA, l’agenzia federale antidroga statunitense) ha dichiarato di aver sequestrato in tutto gli USA più di 379 milioni di dosi – potenzialmente letali – di fentanyl illegale, un oppioide sintetico che tra il 2020 e il 2021 ha contribuito a causare la morte per overdose di più 100mila americani. «Dosi sufficienti per uccidere ogni americano», ha confermato Anne Milgram, a capo della DEA. Secondo le autorità, quello trovato sarebbe “solo” il 5-10% di tutto il fentanyl illegale che arriva nel Paese, principalmente su ruote, attraverso il confine meridionale. È il Messico infatti il principale Paese da cui parte la sostanza, tant’è che anche la sua commercializzazione fino agli Stati Uniti è gestita da due cartelli nazionali: quello di Sinaloa e quello di Jalisco, a capo di un business da miliardi di dollari che muove i primi passi nei laboratori clandestini messicani. “La maggior parte del fentanyl trafficato dai cartelli viene prodotto in serie in fabbriche segrete in Messico con sostanze chimiche provenienti in gran parte dalla Cina”, ha scritto l’agenzia nel suo comunicato stampa.
Gli USA che stanno portandoci dritti alla III guerra mondiale, sono "colpiti" da Messico e Cina che fanno arrivare la morte con la droga.
Una bella nemesi...
Propongo di aggiungere un bel carico di fentanyl ai prossimi aiuti all'Ucraina.
Sempre dallo stesso articolo:
"Gli agenti hanno segnalato che ad oggi 6 compresse di fentanyl illegali su 10, vendute per le strade americane, contengono una dose potenzialmente letale del farmaco. L’anno scorso erano 4 su 10.
Una recente indagine portata avanti dal Washington Post ha rilevato che l’oppioide è diventato la principale causa di morte per i cittadini USA tra 18 e 49 anni, con un aumento di overdose fatali del 94% rispetto al 2019.
In altre parole si tratta della sostanza che, allo stato attuale, negli Stati Uniti miete più vittime, molte di più rispetto agli incidenti in auto, alle armi o ai suicidi."
Quella società è mortifera. O la sconfiggi o sei morto.
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Nel 2022 la Drug Enforcement Administration (DEA, l’agenzia federale antidroga statunitense) ha dichiarato di aver sequestrato in tutto gli USA più di 379 milioni di dosi – potenzialmente letali – di fentanyl illegale, un oppioide sintetico che tra il 2020 e il 2021 ha contribuito a causare la morte per overdose di più 100mila americani. «Dosi sufficienti per uccidere ogni americano», ha confermato Anne Milgram, a capo della DEA. Secondo le autorità, quello trovato sarebbe “solo” il 5-10% di tutto il fentanyl illegale che arriva nel Paese, principalmente su ruote, attraverso il confine meridionale. È il Messico infatti il principale Paese da cui parte la sostanza, tant’è che anche la sua commercializzazione fino agli Stati Uniti è gestita da due cartelli nazionali: quello di Sinaloa e quello di Jalisco, a capo di un business da miliardi di dollari che muove i primi passi nei laboratori clandestini messicani. “La maggior parte del fentanyl trafficato dai cartelli viene prodotto in serie in fabbriche segrete in Messico con sostanze chimiche provenienti in gran parte dalla Cina”, ha scritto l’agenzia nel suo comunicato stampa.
Gli USA che stanno portandoci dritti alla III guerra mondiale, sono "colpiti" da Messico e Cina che fanno arrivare la morte con la droga.
Una bella nemesi...
Propongo di aggiungere un bel carico di fentanyl ai prossimi aiuti all'Ucraina.
Sempre dallo stesso articolo:
"Gli agenti hanno segnalato che ad oggi 6 compresse di fentanyl illegali su 10, vendute per le strade americane, contengono una dose potenzialmente letale del farmaco. L’anno scorso erano 4 su 10.
Una recente indagine portata avanti dal Washington Post ha rilevato che l’oppioide è diventato la principale causa di morte per i cittadini USA tra 18 e 49 anni, con un aumento di overdose fatali del 94% rispetto al 2019.
In altre parole si tratta della sostanza che, allo stato attuale, negli Stati Uniti miete più vittime, molte di più rispetto agli incidenti in auto, alle armi o ai suicidi."
Quella società è mortifera. O la sconfiggi o sei morto.
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Capitolo 2
Il vicino di casa, carabiniere durante il servizio militare ma senza firma per carriera, figlio di poliziotto, mi informa sulle condizioni di salute di sua madre.
Serie ma non critiche.
Non appena il discorso varia su questioni globali ma non personali avverto rigidità.
Non dovuta alla placca in acciaio che ha tra la seconda e la terza vertebra del collo.
Espongo le mie tesi. In breve. Con un tentativo di non dimostrare la solita supponenza di uno che ne sa di più.
Perché è ovvio che io ne sappia di più, ma sono una persona gentile ed in grado di comunicare con gli stereotipati ai valori borghesi indotti della prima generazione di mentecatti asserviti alla conversione subita.
Mi dice che le persone piccole come noi devono limitarsi ai fatti... i suoi fatti erano letteralmente idiosincratici rispetto a quelli narrati da me.
Capisco che l'idea di piccolo sta non solo nel desiderio, ma nel riconoscimento del potere. Sono piccoli coloro che non esercitano potere.
Del resto caramba figlio di sbirro...
Auguri di pronta guarigione a tua madre. E finisce lì.
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Il vicino di casa, carabiniere durante il servizio militare ma senza firma per carriera, figlio di poliziotto, mi informa sulle condizioni di salute di sua madre.
Serie ma non critiche.
Non appena il discorso varia su questioni globali ma non personali avverto rigidità.
Non dovuta alla placca in acciaio che ha tra la seconda e la terza vertebra del collo.
Espongo le mie tesi. In breve. Con un tentativo di non dimostrare la solita supponenza di uno che ne sa di più.
Perché è ovvio che io ne sappia di più, ma sono una persona gentile ed in grado di comunicare con gli stereotipati ai valori borghesi indotti della prima generazione di mentecatti asserviti alla conversione subita.
Mi dice che le persone piccole come noi devono limitarsi ai fatti... i suoi fatti erano letteralmente idiosincratici rispetto a quelli narrati da me.
Capisco che l'idea di piccolo sta non solo nel desiderio, ma nel riconoscimento del potere. Sono piccoli coloro che non esercitano potere.
Del resto caramba figlio di sbirro...
Auguri di pronta guarigione a tua madre. E finisce lì.
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👍3
Capitolo 3
La mattina. Ore 6:30, portando a spasso la mia dolcissima cagna, di nome "Venganza de los indios contra los invasores", ed è stato un gesto simbolico e sarcastico nominarla così...
...mi trovo la ormai piuttosto classica tuta attillata "dietro liceo, davanti museo" che corre come una scema (fa footing per certi riformisti di stocazzo) .
Lei, bandalzosa in mezzo alla carreggiata, osa reprimermi per l'assenza dello schiavista laccio chiamato guinzaglio, in una cagna che semplicemente non lo necessita.
La divina Venganza che non osa attraversare strada senza chiedere consenso mi guarda perplessa del fatto che fosse disturbante la sua presenza, visto che non lo era né la propensione né la condizione.
Che vuoi farci? I più intelligenti sanno passarci sopra a certe cose.
Il codice della strada non prevede comunque che i pedoni percorrano le corsie dei mezzi.
Da quale arroganza nasce l' idea di avere ragione? Che i conflitti nascano da ragioni differenti e talvolta incompatibili è ovvio.
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La mattina. Ore 6:30, portando a spasso la mia dolcissima cagna, di nome "Venganza de los indios contra los invasores", ed è stato un gesto simbolico e sarcastico nominarla così...
...mi trovo la ormai piuttosto classica tuta attillata "dietro liceo, davanti museo" che corre come una scema (fa footing per certi riformisti di stocazzo) .
Lei, bandalzosa in mezzo alla carreggiata, osa reprimermi per l'assenza dello schiavista laccio chiamato guinzaglio, in una cagna che semplicemente non lo necessita.
La divina Venganza che non osa attraversare strada senza chiedere consenso mi guarda perplessa del fatto che fosse disturbante la sua presenza, visto che non lo era né la propensione né la condizione.
Che vuoi farci? I più intelligenti sanno passarci sopra a certe cose.
Il codice della strada non prevede comunque che i pedoni percorrano le corsie dei mezzi.
Da quale arroganza nasce l' idea di avere ragione? Che i conflitti nascano da ragioni differenti e talvolta incompatibili è ovvio.
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