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Leggete. Tutti i file wikileaks. Assange sa di essere finito.... prova a farsi giustizia rendendo pubblico quanto mancava.
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Forwarded from Node of Time ITA
Centro di Chisinau (Moldavia) oggi.
La gente chiede le dimissioni del governo guidato da Maia Sandu.
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Forwarded from Z come Vittoria
⚡🇨🇴🇺🇲 In Colombia, Paese partner globale della NATO, sconfitto il candidato filo statunitense, non era mai successo.
Nel Paese sudamericano con più basi militari statunitensi e primo esportatore al mondo di cocaina, vince la coalizione delle sinistre con Gustavo Petro e Francia Márquez. Il Sudamerica cambia volto, l'America Latina cambia volto.
La speranza è che questo vento si estenda presto.
Secondo i risultati preliminari, con il 94,57% dei seggi scrutinati, Gustavo Petro ottiene 10.692.503 voti (50,69%), mentre Rodolfo Hernández raggiunge 9.923.729 voti (47,04%).
Allo stesso tempo, il voto in bianco ha raggiunto 476.309 voti (2,25%) e i voti nulli sono 256.215 (1,19%).
Dalla pagina "Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana"
Nel Paese sudamericano con più basi militari statunitensi e primo esportatore al mondo di cocaina, vince la coalizione delle sinistre con Gustavo Petro e Francia Márquez. Il Sudamerica cambia volto, l'America Latina cambia volto.
La speranza è che questo vento si estenda presto.
Secondo i risultati preliminari, con il 94,57% dei seggi scrutinati, Gustavo Petro ottiene 10.692.503 voti (50,69%), mentre Rodolfo Hernández raggiunge 9.923.729 voti (47,04%).
Allo stesso tempo, il voto in bianco ha raggiunto 476.309 voti (2,25%) e i voti nulli sono 256.215 (1,19%).
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Arriviamo alle ''rivoluzioni colorate''. Un ringraziamento a tutti i partecipanti e buona visione. Massima condivisione.
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È evidente che si stia tessendo una tela in cui fare cadere la Cina. Da quale morale e da quale credibilità uno stato che era stato il primo a violentare il diritto internazionale con l' annessione del Golan nel 1958, che perseguita, stermina e massacra i palestinesi costringendoli a scegliere tra bantustan ed apartheid, che lancia attacchi estemporanei e ripetuti a Libano, Siria, Iran e GIordania può permettersi di preoccuparsi della situazione degli Uiguri in Cina? Da quale pulpito?
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Pubblico una riflessione di Giorgio Bianchi, non credo che occorra presentarvelo, di seguito pubblico il mio commento, che mi auguro supporti l' idea di approfondire pure il linguaggio perché ''le parole sono importanti'' (cit).
Le élite disprezzano il popolo.
La loro più grande capacità è stata, da sempre, quella di saper trasmettere questo disprezzo ai loro servi.
I lacchè non si sono mai sentiti parte della massa. Si sentono investiti d'aura delle élite.
Che poi è un po' quello che è successo a Giggino il Ministrino.
Quattro anni a grufolare sotto il tavolo del potere e si è ritrovato ebbro di zelo servile nei confronti dei padroni. Ma sopratutto di disprezzo nei confronti della massa, che oramai considera altro rispetto a sé.
Poi c'è la questione della "purezza".
La purezza della razza è stato un escamotage narrativo per inculcare nella mente dei tedeschi il concetto di purezza delle opinioni.
Oggi siamo di nuovo a quel punto lì.
Il totalitarismo per dispiegarsi necessità di una spinta propulsiva verso la purezza delle opinioni.
In questo caso la molla è stata l'aspirazione ad una ipotetica quanto astratta purezza sanitaria, che in questi giorni si è agganciata all'evergreen razziale, rappresentato dalle minoranze russe in occidente.
Far coincidere le opinioni impure con quelle degli avversari politici è l'ultimo passaggio verso la sterilizzazione del dissenso e l'ingresso definitivo in una forma di governo totalitaria.
Ciò che mi risulta veramente incomprensibile è l'incapacità di riconoscere questo processo.
Ricalca esattamente quello che ha portato il mondo sull'orlo del baratro nel secolo scorso.
Siamo alla vigilia di una tragedia epocale e la massa continua a far finta di nulla.
In qualche misura credo questo faccia sì che le élite si sentano rassicurate nel loro convincimento, che siamo poco di più di una massa di bovini che rispondono essenzialmente a dinamiche di branco.
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Le élite disprezzano il popolo.
La loro più grande capacità è stata, da sempre, quella di saper trasmettere questo disprezzo ai loro servi.
I lacchè non si sono mai sentiti parte della massa. Si sentono investiti d'aura delle élite.
Che poi è un po' quello che è successo a Giggino il Ministrino.
Quattro anni a grufolare sotto il tavolo del potere e si è ritrovato ebbro di zelo servile nei confronti dei padroni. Ma sopratutto di disprezzo nei confronti della massa, che oramai considera altro rispetto a sé.
Poi c'è la questione della "purezza".
La purezza della razza è stato un escamotage narrativo per inculcare nella mente dei tedeschi il concetto di purezza delle opinioni.
Oggi siamo di nuovo a quel punto lì.
Il totalitarismo per dispiegarsi necessità di una spinta propulsiva verso la purezza delle opinioni.
In questo caso la molla è stata l'aspirazione ad una ipotetica quanto astratta purezza sanitaria, che in questi giorni si è agganciata all'evergreen razziale, rappresentato dalle minoranze russe in occidente.
Far coincidere le opinioni impure con quelle degli avversari politici è l'ultimo passaggio verso la sterilizzazione del dissenso e l'ingresso definitivo in una forma di governo totalitaria.
Ciò che mi risulta veramente incomprensibile è l'incapacità di riconoscere questo processo.
Ricalca esattamente quello che ha portato il mondo sull'orlo del baratro nel secolo scorso.
Siamo alla vigilia di una tragedia epocale e la massa continua a far finta di nulla.
In qualche misura credo questo faccia sì che le élite si sentano rassicurate nel loro convincimento, che siamo poco di più di una massa di bovini che rispondono essenzialmente a dinamiche di branco.
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Mi faccio una domanda? Dove è iniziata l'abitudine contemporanea di tornare ad un concetto di popolo? Lo avevamo sorpassato con quello di cittadinanza, eppure se è stato rispolverato vorrà dire che quest'ultimo è stato svilito e probabilmente ciò è dovuto a delle cause che ora analizzeremo:
1. Sfiducia verso la rappresentanza
2. Percezione della divisione classista
3. Rottura del concetto di delega
4. Disallineamento verso l' istituzione
5. Difesa collettiva, come quando le acciughe fanno il pallone, per intendersi.
6. Percezione del comando normodiretto dei sistemi di coercizione
7. Necessità mediatica di appartenenza
8. Relativismo individualista imperante a cui reagire con risposta collettiva immediata, quindi disorganizzata
Non vado oltre perché altrimenti ai meno avvezzi potrebbe sembrare una supercazzola.
Detto ciò : non sarebbe utile tornare ad un'idea di organizzazione e (forse, non per forza) rappresentanza di gruppo sociale un minimo omogeneo e di non richiamare il concetto di popolo che in sé ha forze avverse che saranno pronte a farsi la guerra dal giorno dopo rappresentando interessi antitetici?
Lo dico perché, per esempio, compagni che rifiutano l' imperialismo yankee stanno sempre più spesso trovandosi in accordo con camerati che non rinunciano ad incolpare gli yankee stessi della caduta del fascismo ma ciò non ha senso perché un no in comune posso dirlo con chiunque ma per pronunciare un sì necessito di visioni propositive.
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1. Sfiducia verso la rappresentanza
2. Percezione della divisione classista
3. Rottura del concetto di delega
4. Disallineamento verso l' istituzione
5. Difesa collettiva, come quando le acciughe fanno il pallone, per intendersi.
6. Percezione del comando normodiretto dei sistemi di coercizione
7. Necessità mediatica di appartenenza
8. Relativismo individualista imperante a cui reagire con risposta collettiva immediata, quindi disorganizzata
Non vado oltre perché altrimenti ai meno avvezzi potrebbe sembrare una supercazzola.
Detto ciò : non sarebbe utile tornare ad un'idea di organizzazione e (forse, non per forza) rappresentanza di gruppo sociale un minimo omogeneo e di non richiamare il concetto di popolo che in sé ha forze avverse che saranno pronte a farsi la guerra dal giorno dopo rappresentando interessi antitetici?
Lo dico perché, per esempio, compagni che rifiutano l' imperialismo yankee stanno sempre più spesso trovandosi in accordo con camerati che non rinunciano ad incolpare gli yankee stessi della caduta del fascismo ma ciò non ha senso perché un no in comune posso dirlo con chiunque ma per pronunciare un sì necessito di visioni propositive.
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Nel silenzio anche di molti canali Telegram a Ceuta un paio di migliaia di migranti hanno cercato di scavalcare il confine con l' exclave coloniale spagnola inseguendo quel miraggio decadente che per chi sta peggio ha ancora fascino: l'Europa. Si è parlato di scontri, di feriti, poi di morti, prima 5, poi 27, sembra il bollettino dì una piccola battaglia di un piccolo fronte. Schiacciati o caduti, si mormora, ma il ringraziamento delle autorità spagnole a quelle marrocchine alimenta ben altri sospetti. Se qualcuno avrà il coraggio e la possibilità di indagare ne sentiremo ancora parlare e sul banco degli imputati saranno le autorità marocchine. Tuttavia la scarsa simpatia verso i migranti non giova alla diffusione di queste notizie che ugualmente segnano la crisi del liberismo globale.
Vorrei fare notare che il nuovo modello di stato liberale ha delegato il potere legislativo al mercato libero, ha piegato il giudiziario alla repressione delle masse senza che intacchi le mafie finanziarie ed lasciato l' esecutivo a repressione del dissenso. Una contraddizione del primo illuminismo di Montesquieu per degli stati che si definiscono retoricamente democratici.
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Vorrei fare notare che il nuovo modello di stato liberale ha delegato il potere legislativo al mercato libero, ha piegato il giudiziario alla repressione delle masse senza che intacchi le mafie finanziarie ed lasciato l' esecutivo a repressione del dissenso. Una contraddizione del primo illuminismo di Montesquieu per degli stati che si definiscono retoricamente democratici.
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La Svizzera potrebbe iniziare a fornire servizi consolari ai cittadini ucraini in Russia, ha affermato il presidente svizzero Ignazio Cassis.
Secondo lui, Berna ha offerto i suoi servizi sia a Kiev che a Mosca.
"La Svizzera ha offerto i suoi buoni uffici sia all'Ucraina che alla Russia. Al momento, l'Ucraina ci chiede di fornire sostegno, in particolare consolare, ai suoi cittadini in Russia. Ora stiamo discutendo con la Russia, poiché è necessario che il tre parti coinvolte concordano", ha detto Cassis in un'intervista a Liberte.
La ''Repubblica borghese'' cerca di smarcarsi dalla sua partecipazione alle sanzioni che di fatto le fa rompere seicento anni di neutralità ma la frittata è fatta.
È giunto il dì in cui provar vergogna.
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"La Svizzera ha offerto i suoi buoni uffici sia all'Ucraina che alla Russia. Al momento, l'Ucraina ci chiede di fornire sostegno, in particolare consolare, ai suoi cittadini in Russia. Ora stiamo discutendo con la Russia, poiché è necessario che il tre parti coinvolte concordano", ha detto Cassis in un'intervista a Liberte.
La ''Repubblica borghese'' cerca di smarcarsi dalla sua partecipazione alle sanzioni che di fatto le fa rompere seicento anni di neutralità ma la frittata è fatta.
È giunto il dì in cui provar vergogna.
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Il mondo in varie piazze si inizia a mobilitare contro la Nato. Madrid e non solo.
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Oggi rivolgo due domande le cui risposte saranno evidenziate dai commenti dei partecipanti di questo canale:
Secondo l'approccio marxista questa sarebbe la crisi del capitalismo?
E se non lo fosse, cosa mancherebbe?
Così, perché prevenire è meglio che curare e perché (purtroppo) tanti marxisti hanno auspicato questo momento analogamente a quanti neo-Maya hanno individuato la fine del mondo.
Per essere chiari due cose che comunque avverranno...
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Secondo l'approccio marxista questa sarebbe la crisi del capitalismo?
E se non lo fosse, cosa mancherebbe?
Così, perché prevenire è meglio che curare e perché (purtroppo) tanti marxisti hanno auspicato questo momento analogamente a quanti neo-Maya hanno individuato la fine del mondo.
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Le autorità norvegesi hanno vietato il trasporto di merci verso gli insediamenti russi delle isole Svaalbard. Gli insendiamenti derivavano dall'accordo del 1920, secondo il quale la Russia riconosce la sovranità della Norvegia sulle isole in cambio dell'inviolabilità degli insediamenti e del diritto di comunicazione e di trasporto con essi. Pertanto vietare l'approvvigionamento significa violare tali accordi inclusa la sovranità, a questo punto messa in discussione. Di chi sono ora le Svaalbard?
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