Non mi sentirete spesso parlare di genere o scelte sessuali.
Innanzitutto perché ho profonda convinzione che i diritti civili siano stati una sorta di cavallo di Troia per non farci più parlare dei diritto sociali, collettivi (per chiarire: abitare, lavoro inteso anche come ruolo sociale, sanità, istruzione, banalità simili).
Poi perché non me ne è mai, scusate il francesismo, fottuto un cazzo.
Lo giudichino i travestiti con cui mi sono seduto sul marciapiede a bere una birra parlando di economia senza vergogna di espormi, a 100 metri da casa mia se ho pregiudizi.
Lo giudichino gli amici propensi ad esperienze che non appartengono alla mia storia personale se ho preconcetti.
Lo giudichi chiunque mi abbia incontrato nella vita reale se sono discriminante.
Però capita che ti mettano l'argomento sotto il naso e sei costretto ad annusarlo...
Certo che per scherzo o pregiudizio ho sempre pensato che non volevo un figlio gay.... e non lo ho avuto
Ma nella stessa maniera che non lo ho mai voluto sbirro.
Non lo ho mai voluto juventino (mi costa 5 iscritti al canale questa frase).
Non lo ho mai voluto prete.
Ma i figli non sono l' immagine di noi stessi...
E se capita ci fai i conti dopo.
Il problema è un'altro: nessuno ci sta chiedendo di non avere pregiudizi, ci stanno chiedendo di averne uno ed ideologico a partito preso.
Tipo "odia pure qualcuno ma attento alle regole funzionalmente condivise".
Cioè.... kebab del cazzo va bene, ma figlio della ketchup sulle patatine mangiate al mcdonald's potrebbe essere gravissimo... mai i gialli con il frisbee in testa che mangiano riso può passare...
E Durkheim che dormiva da molto sonno tranquilli si sente ancora tirato in causa... plauso a lui.
Riferendomi al funzionalmente condiviso...
Ci stanno chiedendo di avere un pregiudizio.
Oggi ci chiedono di odiare i "non democratici".
Anzi, sono oltre: "sei illiberale!" "Sei antidemocratico!"
Io ringrazio dei complimenti e passo oltre.
Potrei aggiungere sfilze di ex compagni che mi danno del fascista... ma lì possono farlo solo in rete.... altrimenti botte.
In sintesi... orgogliosamente antidemocratico, illiberale perché contro al liberismo ed al liberalismo (maledetto sia Croce per averne introdotto la distinzione) vale ogni cosa, lancio un appello etico. Che se qualcuno non capisce mi riservo di spiegare in successiva sede: prima del resto bisogna combattere il consumismo
https://t.me/IlNorberto
Innanzitutto perché ho profonda convinzione che i diritti civili siano stati una sorta di cavallo di Troia per non farci più parlare dei diritto sociali, collettivi (per chiarire: abitare, lavoro inteso anche come ruolo sociale, sanità, istruzione, banalità simili).
Poi perché non me ne è mai, scusate il francesismo, fottuto un cazzo.
Lo giudichino i travestiti con cui mi sono seduto sul marciapiede a bere una birra parlando di economia senza vergogna di espormi, a 100 metri da casa mia se ho pregiudizi.
Lo giudichino gli amici propensi ad esperienze che non appartengono alla mia storia personale se ho preconcetti.
Lo giudichi chiunque mi abbia incontrato nella vita reale se sono discriminante.
Però capita che ti mettano l'argomento sotto il naso e sei costretto ad annusarlo...
Certo che per scherzo o pregiudizio ho sempre pensato che non volevo un figlio gay.... e non lo ho avuto
Ma nella stessa maniera che non lo ho mai voluto sbirro.
Non lo ho mai voluto juventino (mi costa 5 iscritti al canale questa frase).
Non lo ho mai voluto prete.
Ma i figli non sono l' immagine di noi stessi...
E se capita ci fai i conti dopo.
Il problema è un'altro: nessuno ci sta chiedendo di non avere pregiudizi, ci stanno chiedendo di averne uno ed ideologico a partito preso.
Tipo "odia pure qualcuno ma attento alle regole funzionalmente condivise".
Cioè.... kebab del cazzo va bene, ma figlio della ketchup sulle patatine mangiate al mcdonald's potrebbe essere gravissimo... mai i gialli con il frisbee in testa che mangiano riso può passare...
E Durkheim che dormiva da molto sonno tranquilli si sente ancora tirato in causa... plauso a lui.
Riferendomi al funzionalmente condiviso...
Ci stanno chiedendo di avere un pregiudizio.
Oggi ci chiedono di odiare i "non democratici".
Anzi, sono oltre: "sei illiberale!" "Sei antidemocratico!"
Io ringrazio dei complimenti e passo oltre.
Potrei aggiungere sfilze di ex compagni che mi danno del fascista... ma lì possono farlo solo in rete.... altrimenti botte.
In sintesi... orgogliosamente antidemocratico, illiberale perché contro al liberismo ed al liberalismo (maledetto sia Croce per averne introdotto la distinzione) vale ogni cosa, lancio un appello etico. Che se qualcuno non capisce mi riservo di spiegare in successiva sede: prima del resto bisogna combattere il consumismo
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Riuscite a leggerlo? O il formato è scomodo? Non riesco ad inviarlo in altro modo. Dovrei riscriverlo ed ora non ne ho il tempo. Mi sarei aspettato commenti. L'ipotesi che avanzo mi sembra suggestiva ma vedo che non vi stimolo.
È un caso che l'anagramma di Michelangelo Servergnini sia:
Le ong? Michi, lei... lei svergina!
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Fate girare che prendiamo iscritti... intanto il buttafuori censore funziona benissimo....
Ciao Bajkal😂😂😂
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Il Norberto pinned «STALINGRADO- LA FABBRICA Stormy Six - YouTube https://m.youtube.com/watch?v=VJphoR5WH9U https://t.me/IlNorberto»
Il canale sta prendendo una sua identità. Stasera tre defezioni. Penso che invitare la gente per poi scopare via la polvere in eccesso sia un' ottima strategia per esistere ma esistere senza diventare leccaculo di qualcuno.
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Forwarded from COMEFOSBURY
Viktoria Nuland e Otto von Bismarck
Forse davanti al caminetto, Viktoria Nuland e suo marito, Robert Kagan, avevano letto la gelida riflessione di Otto von Bismarck a proposito del disegno di un possibile indebolimento della Russia.
Il primo ministro prussiano aveva idee chiare ma viveva nell’ultimo quarto del XIX secolo. C’è da chiedersi se, per caso, Viktoria Nuland e Robert Kagan abbiano dato un’occhiata al calendario mentre si apprestavano a mettere in pratica quel disegno.
“La forza della Russia” scriveva Bismarck “può essere insidiata soltanto mediante la sua separazione dall’Ucraina. Quelli che vogliono che ciò accada non devono soltanto dividerle, ma devono mettere l’Ucraina contro la Russia, aizzare l’una contro l’altra le due parti dello stesso popolo e assistere allo spettacolo del fratello che uccide il fratello. Per realizzare ciò, essi devono individuare e istruire traditori nel seno dell’élite nazionale e, con il loro aiuto, cambiare la coscienza di una parte del popolo, a tal punto che essa aborrisca tutto quanto è russo, aborrisca la propria stessa stirpe, senza che nemmeno se ne renda conto. Il resto lo farà il tempo”
Un programma di straordinaria chiarezza che è stato realizzato un secolo e mezzo dopo, punto per punto, dalle squadre di agenti americani, canadesi, polacchi, britannici, e con l’aiuto di una numerosa quantità di “traditori”, pescati e comprati in seno all’élite nazionale ucraina.
Il problema è che Bismarck aveva ben descritto cosa si sarebbe dovuto fare con il popolo ucraino per ingannarlo, tradirlo, costringerlo a dimenticare la sua origine e la sua storia. Ma non aveva dato indicazioni o formulato ipotesi circa la possibile reazione del popolo russo. E l’improvvisazione degli americani si manifestò proprio su questo punto. Mentre l’Ucraina perdeva se stessa, trascinata nella trappola che le era stata tesa, la Russia rinasceva dalle sue ceneri.
Giulietto Chiesa - Putinfobia
Forse davanti al caminetto, Viktoria Nuland e suo marito, Robert Kagan, avevano letto la gelida riflessione di Otto von Bismarck a proposito del disegno di un possibile indebolimento della Russia.
Il primo ministro prussiano aveva idee chiare ma viveva nell’ultimo quarto del XIX secolo. C’è da chiedersi se, per caso, Viktoria Nuland e Robert Kagan abbiano dato un’occhiata al calendario mentre si apprestavano a mettere in pratica quel disegno.
“La forza della Russia” scriveva Bismarck “può essere insidiata soltanto mediante la sua separazione dall’Ucraina. Quelli che vogliono che ciò accada non devono soltanto dividerle, ma devono mettere l’Ucraina contro la Russia, aizzare l’una contro l’altra le due parti dello stesso popolo e assistere allo spettacolo del fratello che uccide il fratello. Per realizzare ciò, essi devono individuare e istruire traditori nel seno dell’élite nazionale e, con il loro aiuto, cambiare la coscienza di una parte del popolo, a tal punto che essa aborrisca tutto quanto è russo, aborrisca la propria stessa stirpe, senza che nemmeno se ne renda conto. Il resto lo farà il tempo”
Un programma di straordinaria chiarezza che è stato realizzato un secolo e mezzo dopo, punto per punto, dalle squadre di agenti americani, canadesi, polacchi, britannici, e con l’aiuto di una numerosa quantità di “traditori”, pescati e comprati in seno all’élite nazionale ucraina.
Il problema è che Bismarck aveva ben descritto cosa si sarebbe dovuto fare con il popolo ucraino per ingannarlo, tradirlo, costringerlo a dimenticare la sua origine e la sua storia. Ma non aveva dato indicazioni o formulato ipotesi circa la possibile reazione del popolo russo. E l’improvvisazione degli americani si manifestò proprio su questo punto. Mentre l’Ucraina perdeva se stessa, trascinata nella trappola che le era stata tesa, la Russia rinasceva dalle sue ceneri.
Giulietto Chiesa - Putinfobia
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Forwarded from La terza ROMA
Marinka la principale area fortificata delle forze armate ucraine è stata presa dalle forze russe e da quelle di Donetsk,dopo molte settimane di combattimenti,sono stati finalmente in grado di prendere il controllo dell'ultima area fortificata nemica,la città è di fatto sotto il controllo russo manca ancora di ripulire le ultime sacche di resistenza.
Ci vorranno un paio di giorni per ripulire i dintorni della città. In un giorno che Donetsk è martoriata dai bombardamenti,una notizia importante. http://t.me/terzaroma
Ci vorranno un paio di giorni per ripulire i dintorni della città. In un giorno che Donetsk è martoriata dai bombardamenti,una notizia importante. http://t.me/terzaroma
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Forwarded from Russian Tour
Vladimir Putin ha chiamato il presidente argentino Alberto Fernandez e si è congratulato per la vittoria della squadra nazionale del suo paese ai Mondiali in Qatar, - Peskov.
Seguitemi su Vi racconto la Russia
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Ultimamente sono stato contattato via telegram da donne che non conoscevano nulla di me.
Nulla del mio modo di comportarmi, ridere, atteggiarmi.
Nulla del mio aspetto fisico. Se non al limite il faccione che troneggia sull'immagine del canale (meglio faccione di gente che gioca con compasso e squadre) .
Nulla sul mio carattere, sulle mie idee preconcette o meno.
Tolte quelle che volevano propormi bitcoin le altre volevano ''conoscermi'' ... per un' amicizia😱😱 e forse una ''relazione seria''
Scatterebbe il bestemmione qui. Eppure provo a sforzarmi.
Iscrivetevi ad un corso di ballo, di lingua... andate a vedere una partita, andate a messa!!! Corso di pittura? Festa del paese?
Ma che cazzo volete da me? Puzzo di una puzza che piace a qualcuna e fa schifo ad altre.
Vienitemi a vivere se volete perché altrimenti siete da sopprimere.
Pregasi astenersi robot, androidi e simili. Mi piace la vita vera.
L'immagine è da intendersi come rappresentativa del concetto.
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Nulla del mio modo di comportarmi, ridere, atteggiarmi.
Nulla del mio aspetto fisico. Se non al limite il faccione che troneggia sull'immagine del canale (meglio faccione di gente che gioca con compasso e squadre) .
Nulla sul mio carattere, sulle mie idee preconcette o meno.
Tolte quelle che volevano propormi bitcoin le altre volevano ''conoscermi'' ... per un' amicizia😱😱 e forse una ''relazione seria''
Scatterebbe il bestemmione qui. Eppure provo a sforzarmi.
Iscrivetevi ad un corso di ballo, di lingua... andate a vedere una partita, andate a messa!!! Corso di pittura? Festa del paese?
Ma che cazzo volete da me? Puzzo di una puzza che piace a qualcuna e fa schifo ad altre.
Vienitemi a vivere se volete perché altrimenti siete da sopprimere.
Pregasi astenersi robot, androidi e simili. Mi piace la vita vera.
L'immagine è da intendersi come rappresentativa del concetto.
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Forwarded from Rossa Primavera
Continua la guerra USA contro i popoli europei.
Gabriele Germani analizza la questione Qatar-gate e la spiega come meglio non avrei potuto fare. E' stato detto qui: le causa del conflitto è energetica. Un punto di vista materialista che rende il Re nudo e privo di ogni vestito ideologico usato per dividere le classi popolari e il ceto medio proletarizzato a cui l'impero statunitense e i suoi vassalli hanno dichiarato guerra per la loro conservazione.
Il 23 novembre 2022, QatarEnergy e Sinopec (la società pubblica cinese che si occupa di energia) hanno firmato un accordo per la fornitura di gas a partire dal 2026 per 27 anni.
Al di là degli allarmismi sul freddo in casa e le boutade sulla fusione nucleare (che arriverà forse tra trenta anni a salvarci dalla catastrofe climatica e da un neo-feudalesimo attorno a pozzi di petrolio e giacimenti di carbone), il gas sarà l'energia che forse ci permetterà una transizione verso fonti rinnovabili (Demostenes Floros a Baku)
Il 4 dicembre 2022, QatarEnergy firma un accordo con ConocoPhillips, a partire dal 2026 fornirà alla Germania 2 milioni di tonnellate di gas per un contratto di 15 anni rinnovabile.
Il 9 dicembre a Bruxelles avviene una perquisizione presso lo studio di Eva Kaili.
Da qui si dipana una matassa che tra borsoni pieni di denaro e centri studi marocchini conduce al Qatar, al Marocco e qualcuno insinua anche all'Iran.
Quindi, pochi giorni dopo che il Qatar stringe accordi con due rivali commerciali degli USA, accade il finimondo.
Non solo, la vicenda si allarga e coinvolge il Marocco che nei mesi passati: ha visto salire la rivalità con l'Algeria per via di quanto accade in Sahara occidentale (sponsor USA), aperture a Israele (sponsor USA), spionaggio ai danni degli europei (in particolare Spagna) tramite programmi spia (sponsor Israele).
L'Iran, a parte un rapporto di odio-amore con il Qatar, non capisco come ce lo buttino dentro, ma di questi tempi fa sempre bene mostrizzare nemici.
Rapporto di odio-amore Iran-Qatar, perché?
Il Qatar è tra i pochi paesi della penisola araba a non avere una minoranza sciita significativa e questo lo rende meno sensibile ai richiami della rivoluzione di Teheran.
Inoltre, i due condividono giacimenti di gas, ma perché farsi la guerra quando con le infrastrutture si possono fare affari? E quando il Qatar con il suo enorme fondo ha i soldi necessari a costruirle quelle infrastrutture?
Al contempo è un rapporto di odio, perché il Qatar dal 2002 ospita la più grande base aerea USA dell'area, che all'epoca fu usata contro Saddam, domani chissà.
Lo sgarbo della base non piacque molto ai sauditi -nel 2017 chiusero spazio aereo, frontiere e commerci; le cose sono semi-tornate alla normalità nel 2021-.
Il Qatar, inoltre, è sede di Al-Jazeera che gli altri paesi del Golfo considerano fonte di instabilità. Dietro questa polemica sull'emittente, si nasconde il sostegno qatariota ai Fratelli Musulmani, l'amicizia con la Turchia e la cogestione del feudo libico turco-qatariota (altro petrolio!).
Non possiamo continuare a guardare il mondo con un paraocchi.
Dagli anni '70, gli USA hanno un enorme problema: una passività commerciale che li ha resi un paese vorace di capitali. La guida del capitalismo internazionale (che dovrebbe essere la locomotiva) è diventata un pozzo. Tutto ciò da dopo il biennio 1971-1973, con il tentativo USA di contenere questo tracollo.
Negli anni '70, era chiaro che gli USA stavano agendo contro gli alleati (Europa CEE; Giappone), cosa che diventò palese nel corso degli anni '80 e '90.
L'attuale gestione della crisi ucraina serve a spostare capitali europei verso gli USA, dalla periferia al centro.
Con un solo colpo hanno costretto l'Europa a comprare gas USA (a un prezzo maggiore) e hanno reso le aziende UE meno competitive. Dove finiranno quei capitali?
Chi ha interesse a non far comprare gas economico alla Germania?
Chi vuole punire il Qatar per le aperture a Iran e Cina?
Chi sarà il prossimo a venir cannibalizzato nella catena globale?
🚩Rossa Primavera
https://t.me/rossaprimaverach
Gabriele Germani analizza la questione Qatar-gate e la spiega come meglio non avrei potuto fare. E' stato detto qui: le causa del conflitto è energetica. Un punto di vista materialista che rende il Re nudo e privo di ogni vestito ideologico usato per dividere le classi popolari e il ceto medio proletarizzato a cui l'impero statunitense e i suoi vassalli hanno dichiarato guerra per la loro conservazione.
Il 23 novembre 2022, QatarEnergy e Sinopec (la società pubblica cinese che si occupa di energia) hanno firmato un accordo per la fornitura di gas a partire dal 2026 per 27 anni.
Al di là degli allarmismi sul freddo in casa e le boutade sulla fusione nucleare (che arriverà forse tra trenta anni a salvarci dalla catastrofe climatica e da un neo-feudalesimo attorno a pozzi di petrolio e giacimenti di carbone), il gas sarà l'energia che forse ci permetterà una transizione verso fonti rinnovabili (Demostenes Floros a Baku)
Il 4 dicembre 2022, QatarEnergy firma un accordo con ConocoPhillips, a partire dal 2026 fornirà alla Germania 2 milioni di tonnellate di gas per un contratto di 15 anni rinnovabile.
Il 9 dicembre a Bruxelles avviene una perquisizione presso lo studio di Eva Kaili.
Da qui si dipana una matassa che tra borsoni pieni di denaro e centri studi marocchini conduce al Qatar, al Marocco e qualcuno insinua anche all'Iran.
Quindi, pochi giorni dopo che il Qatar stringe accordi con due rivali commerciali degli USA, accade il finimondo.
Non solo, la vicenda si allarga e coinvolge il Marocco che nei mesi passati: ha visto salire la rivalità con l'Algeria per via di quanto accade in Sahara occidentale (sponsor USA), aperture a Israele (sponsor USA), spionaggio ai danni degli europei (in particolare Spagna) tramite programmi spia (sponsor Israele).
L'Iran, a parte un rapporto di odio-amore con il Qatar, non capisco come ce lo buttino dentro, ma di questi tempi fa sempre bene mostrizzare nemici.
Rapporto di odio-amore Iran-Qatar, perché?
Il Qatar è tra i pochi paesi della penisola araba a non avere una minoranza sciita significativa e questo lo rende meno sensibile ai richiami della rivoluzione di Teheran.
Inoltre, i due condividono giacimenti di gas, ma perché farsi la guerra quando con le infrastrutture si possono fare affari? E quando il Qatar con il suo enorme fondo ha i soldi necessari a costruirle quelle infrastrutture?
Al contempo è un rapporto di odio, perché il Qatar dal 2002 ospita la più grande base aerea USA dell'area, che all'epoca fu usata contro Saddam, domani chissà.
Lo sgarbo della base non piacque molto ai sauditi -nel 2017 chiusero spazio aereo, frontiere e commerci; le cose sono semi-tornate alla normalità nel 2021-.
Il Qatar, inoltre, è sede di Al-Jazeera che gli altri paesi del Golfo considerano fonte di instabilità. Dietro questa polemica sull'emittente, si nasconde il sostegno qatariota ai Fratelli Musulmani, l'amicizia con la Turchia e la cogestione del feudo libico turco-qatariota (altro petrolio!).
Non possiamo continuare a guardare il mondo con un paraocchi.
Dagli anni '70, gli USA hanno un enorme problema: una passività commerciale che li ha resi un paese vorace di capitali. La guida del capitalismo internazionale (che dovrebbe essere la locomotiva) è diventata un pozzo. Tutto ciò da dopo il biennio 1971-1973, con il tentativo USA di contenere questo tracollo.
Negli anni '70, era chiaro che gli USA stavano agendo contro gli alleati (Europa CEE; Giappone), cosa che diventò palese nel corso degli anni '80 e '90.
L'attuale gestione della crisi ucraina serve a spostare capitali europei verso gli USA, dalla periferia al centro.
Con un solo colpo hanno costretto l'Europa a comprare gas USA (a un prezzo maggiore) e hanno reso le aziende UE meno competitive. Dove finiranno quei capitali?
Chi ha interesse a non far comprare gas economico alla Germania?
Chi vuole punire il Qatar per le aperture a Iran e Cina?
Chi sarà il prossimo a venir cannibalizzato nella catena globale?
🚩Rossa Primavera
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Una libera traduzione del sottoscritto dal testo originale.
ODE A STALIN
Compagno Stalin, io ero di fronte al mare sull'Isola Nera, riposando da lotte e viaggi, quando la notizia della tua morte arrivò come un colpo d'oceano.
Fu dapprima il silenzio, lo stupore delle cose, e poi arrivò dal mare una grande onda.
Di alghe, metalli ed ombre, pietre, schiuma e lacrime era fatta questa onda.
Da storia, spazio e tempo raccolse la sua materia e si elevò piangendo sopra il mondo finché in fronte a me venne a colpire la costa e stese alle mie porte il suo messaggio di lutto con un grido gigante,
così immediatamente si ruppe la terra.
Era nel 1914.
Nelle fabbriche si accumulavano immondizie e dolori.
I ricchi del nuovo secolo
si dividevano con le fauci il petrolio e le isole, il rame ed i canali.
Non una sola bandiera innalzò i loro colori senza schizzi di sangue.
Da Hong Kong a Chicago la polizia cercava documenti e provava le mitragliatrici nella carne del popolo.
Le marce militari a partire dall'alba mandavano soldati a morire.
Frenetico era il ballo dei gringos nelle boîtes de París*piene di fumo.
Si dissanguava l’uomo.
Una pioggia di sangue caduta dal pianeta,
macchiava le stelle.
La morte esordì quindi con armature d'acciaio,
la fame nei cammini di Europa fu come un vento gelato facendo volare foglie secche e spaccando ossa, l'autunno soffiava gli stracci.
La guerra aveva fatto attorcigliare i cammini.
Odore d'inverno e sangue trasudava da Europa come un mattatoio abbandonato.
Mentre intanto i padroni
del carbone,
del ferro,
dell'acciaio,
del fumo,
delle banche,
del gas,
dell'oro,
della farina,
del salnitro,
del quotidiano "Il Mercurio ",
i padroni dei bordelli,
i senatori nordamericani,
i filibustieri
carichi di oro e sangue
di tutti i paesi
erano anche i padroni
della storia.
Lì stavano seduti
in marsina, occupatissimi
ad elargire beneficenze,
a regalarsi i biglietti di entrata
e rubarseli all'uscita, a regalarsi atti da macelleria
e spartirsi con le fauci pezzi di popolo e di geografia.
Quindi con umili vesti e cappello operaio
entrò il vento,
entrò il vento del popolo.
Era Lenin.
Cambiò la terra, l'uomo, la vita.
La libera aria di rivoluzione scompigliò i giornali macchiati. Nacque una patria che non ha mai smesso di crescere.
È grande come il mondo però penetra fino al cuore del più piccolo
lavoratore di fucina, d'officina, d'agricoltura, di darsena.
Era l'Unione Sovietica.
Accanto a Lenin
Stalin avanzava
e così con camicia bianca
con cappello grigio da operaio, Stalin,
col suo passo tranquillo,
entrò nella storia accompagnato
da Lenin e dal vento.
Stalin da allora si mise a costruire.
Di tutto v'era bisogno
Lenin ricevette dagli Zar ragnatele e stracci.
Lenin lasciò una gestione di patria libera e senza macchia. Stalin la popolò
con scuole e farina,
stamperie e mele.
Stalin dal Volga
fino alla neve
dell'inaccessibile nord
mise la sua mano e per mano sua
iniziò a costruire.
Nacquero le città.
I deserti cantarono
per la prima volta con voce d'acqua.
I minerali
arrivarono,
uscirono
dai loro sogni oscuri,
si alzarono,
si fecero reali, ruote,
locomotive,
cavi che portarono le elettriche sillabe
per tutta l'estensione e la distanza.
Stalin
costruiva
nacquero
dalle sue mani
cereali,
trattori,
insegnamenti,
cammini, e lui lì,
semplice come tu ed io,
se tu ed io riusciremo ad essere semplici come lui.
Però lo impareremo.
La sua semplicità e sapienza,
la sua struttura
di benevolo pane e di acciaio inflessibile
ci aiuta ad essere uomini ogni giorno, ogni giorno ci aiuta ad essere uomini.
Essere umani!
È questo la legge staliniana!
Essere comunisti è difficile,
c'é da imparare ad esserlo. Essere uomini comunisti
è ancor più difficile,
c'é da imparare da Stalin
ODE A STALIN
Compagno Stalin, io ero di fronte al mare sull'Isola Nera, riposando da lotte e viaggi, quando la notizia della tua morte arrivò come un colpo d'oceano.
Fu dapprima il silenzio, lo stupore delle cose, e poi arrivò dal mare una grande onda.
Di alghe, metalli ed ombre, pietre, schiuma e lacrime era fatta questa onda.
Da storia, spazio e tempo raccolse la sua materia e si elevò piangendo sopra il mondo finché in fronte a me venne a colpire la costa e stese alle mie porte il suo messaggio di lutto con un grido gigante,
così immediatamente si ruppe la terra.
Era nel 1914.
Nelle fabbriche si accumulavano immondizie e dolori.
I ricchi del nuovo secolo
si dividevano con le fauci il petrolio e le isole, il rame ed i canali.
Non una sola bandiera innalzò i loro colori senza schizzi di sangue.
Da Hong Kong a Chicago la polizia cercava documenti e provava le mitragliatrici nella carne del popolo.
Le marce militari a partire dall'alba mandavano soldati a morire.
Frenetico era il ballo dei gringos nelle boîtes de París*piene di fumo.
Si dissanguava l’uomo.
Una pioggia di sangue caduta dal pianeta,
macchiava le stelle.
La morte esordì quindi con armature d'acciaio,
la fame nei cammini di Europa fu come un vento gelato facendo volare foglie secche e spaccando ossa, l'autunno soffiava gli stracci.
La guerra aveva fatto attorcigliare i cammini.
Odore d'inverno e sangue trasudava da Europa come un mattatoio abbandonato.
Mentre intanto i padroni
del carbone,
del ferro,
dell'acciaio,
del fumo,
delle banche,
del gas,
dell'oro,
della farina,
del salnitro,
del quotidiano "Il Mercurio ",
i padroni dei bordelli,
i senatori nordamericani,
i filibustieri
carichi di oro e sangue
di tutti i paesi
erano anche i padroni
della storia.
Lì stavano seduti
in marsina, occupatissimi
ad elargire beneficenze,
a regalarsi i biglietti di entrata
e rubarseli all'uscita, a regalarsi atti da macelleria
e spartirsi con le fauci pezzi di popolo e di geografia.
Quindi con umili vesti e cappello operaio
entrò il vento,
entrò il vento del popolo.
Era Lenin.
Cambiò la terra, l'uomo, la vita.
La libera aria di rivoluzione scompigliò i giornali macchiati. Nacque una patria che non ha mai smesso di crescere.
È grande come il mondo però penetra fino al cuore del più piccolo
lavoratore di fucina, d'officina, d'agricoltura, di darsena.
Era l'Unione Sovietica.
Accanto a Lenin
Stalin avanzava
e così con camicia bianca
con cappello grigio da operaio, Stalin,
col suo passo tranquillo,
entrò nella storia accompagnato
da Lenin e dal vento.
Stalin da allora si mise a costruire.
Di tutto v'era bisogno
Lenin ricevette dagli Zar ragnatele e stracci.
Lenin lasciò una gestione di patria libera e senza macchia. Stalin la popolò
con scuole e farina,
stamperie e mele.
Stalin dal Volga
fino alla neve
dell'inaccessibile nord
mise la sua mano e per mano sua
iniziò a costruire.
Nacquero le città.
I deserti cantarono
per la prima volta con voce d'acqua.
I minerali
arrivarono,
uscirono
dai loro sogni oscuri,
si alzarono,
si fecero reali, ruote,
locomotive,
cavi che portarono le elettriche sillabe
per tutta l'estensione e la distanza.
Stalin
costruiva
nacquero
dalle sue mani
cereali,
trattori,
insegnamenti,
cammini, e lui lì,
semplice come tu ed io,
se tu ed io riusciremo ad essere semplici come lui.
Però lo impareremo.
La sua semplicità e sapienza,
la sua struttura
di benevolo pane e di acciaio inflessibile
ci aiuta ad essere uomini ogni giorno, ogni giorno ci aiuta ad essere uomini.
Essere umani!
È questo la legge staliniana!
Essere comunisti è difficile,
c'é da imparare ad esserlo. Essere uomini comunisti
è ancor più difficile,
c'é da imparare da Stalin
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