Il Norberto
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Approfondimenti e dibattiti di storia e di politica internazionale
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La stampa occidentale canta vittoria per Biden, la realtà è semplicemente che il successo Repubblicano è inferiore alle aspettative.

I motivi per cui non c' è stato un grosso successo repubblicano sono due.

Quello vendibile ai media è che giovani e donne si sono mobilitati per timore di perdere completamente il diritto all' aborto.

Quella che non dice nessuno è che l' elettorato repubblicano, da sempre favorevole a guerra ed armi e legato all' industria militare è decisamente favorevole alla politica guerrafondaia di Biden.

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La ritirata da kherson

È mio auspicio che i russi abbiano scelto che il terreno dello scontro sarebbe stato diverso dalle previsioni ucraine e stiano attirando l' esercito nemico in una trappola da cui pochi ne usciranno vivi.

Osserviamo con apprensione.

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Non so se voi seguite il canale di Giorgio Bianchi.

Io mi azzardo a dire che deve esserci stato del tenero tra il Bianchi e la Francesca Quibia, altrimenti non si capisce lo spazio concesso a questa acida, indisponente, astiosa commentatrice.

Solo merda lanciata sugli altri. Mai una propria riflessione positiva.

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Il ministro che sa stare al gioco.

Avrete notato che la stampa occidentale,  con il suo servilismo e propagandismo vergognoso,  ha dapprima creduto in un falso malore del ministro degli esteri russo e poi ne ha criticato abbigliamento ed attrezzatura tecnologica.

E per l' ennesima volta si sono fatti uno sgambetto da soli.

Non escluderei nemmeno che la fake avesse origine in Russia per permettere a Lavrov di sfoggiare le sue doti di sagace provocatore educato.

Già in passato, sicuramente in risposta al lato linguistico della russofobia contemporanea aveva esortato una giornalista ad imparare il russo.

Ora torna a dar sfogo di questa sua innata capacità sarcastica in maniera ancor più efficace ma da noi non colta (volontariamente o meno).

La t-shirt di Basquiat da lui indossata ha un tridente ed i colori simili alla bandiera Ucraina.

Non piacerà agli ultranazionalisti neonazisti Ucraini.

Basquiat era nero, omosessuale ed il tridente rappresentava un mito di 3 regine africane: evidente l' irrisione della simbologia nazionalista Ucraina che, tra l' altro ha poca storia (rappresentava una casa reale in origine) ma molta manipolazione.

Per quanto riguarda l' I Iphone e l' Apple Watch sul tavolo servono solo a dimostrare che al di là delle sanzioni loro sono in grado ad accedere a tutto il mercato mondiale (basta importare dalla Cina ad esempio, non sono previste sanzioni di secondo livello).

Invece da noi orde di invasati che gridano all' incoerenza.

Ma quale incoerenza? La Russia non ha bandito le tecnologie occidentali. Sono questi ultimi a non volerle esportare

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Per un ateo l'estrema sottomissione a dio è un concetto sublime in assenza di portavoci ufficiali di dio. Pertanto sì, è libertà.

Mi riferisco ad un vecchio commento ad un post. Non lo ho ripreso. Se non avete di meglio da fare cercatelo. Questa è la mia risposta.

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Per chi fosse della zona diffondo. Ci sarò anche io
So che non succederà.

Tuttavia uno stato della NATO è stato bombardato con missili da un paese esterno alla NATO.

Credo sia legittimo che la Polonia chieda alla NATO di muovere guerra all' Ucraina.

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Sento parlare molto spesso di tregua o di pace.

Capisco il desiderio generico di pace alla luce della paura di un' escalation.

Quello che non capisco è perché a molti sembri così vicina la tregua.

Quello che è vicino è solo un gelido inverno che non permetterà significativi spostamenti della trincea.

L' unico segno che potrebbe fare pensare ad una tregua è la progressiva sfiducia verso Zelenski che l' occidente sembra finalmente dimostrare.

Per il resto vedo attentati internazionali in Turchia, provocazioni al G20, consistenti lanci Russi, fortificazione delle frontiere, pianificazione economica di tipo bellico, incluso il forte riarmo.

Anche la propaganda fatta di fake news non sembra diminuire.

Che la guerra sarà lunga lo hanno detto tutti da tempo ma in troppi fanno finta di non averlo né capito né sentito.

Kherson non è stata abbandonata per sempre.

I territori proclamati russi non saranno lasciati in mano Ucraina.

Odessa vivrà la gioia della vendetta sui nazisti che bruciarono vivi i suoi migliori figli.

La Transnistra non sarà lasciata sola.

Gli eredi di Bandera lo raggiungeranno.

Abbiate pazienza. Serviranno anni.

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👍10
Vi ricordate l'assurdo dibattito di invio di armi da difesa e non d'attacco che si era sviluppato in Italia sul finire di febbraio?

Alla luce dei fatti al giorno d'oggi è ancora più ridicolo.

Se le armi ''d'attacco'' date all' Ucraina hanno dimostrato una certa efficienza, costringendo l' esercito russo a ritirate tattiche ed arretramenti, quelle ''da difesa'' si sono dimostrate completamente disastrose.

Lasciamo stare quelle cadute in Polonia, mandate apposta per provocare la terza guerra mondiale, ma le altre? Mi sembra che le capacità di contraerea difensiva ucraina siano da barzelletta.

Per ammissione Ucraina il 40% delle infrastrutture energetiche nazionali sarebbe stato distrutto, quindi tolta la tara di guerra direi il 60, occhio e croce.

Infatti raccontavano di armi da difesa... buffoni... lo scudo? Cosa altro gli abbiamo mandato?

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Non passa giorno che qualche organo di stampa non cerchi di ''insegnarci'' la democrazia in virtù dell' opposizione alla Russia, o peggio alla gloriosa e compianta Unione Sovietica.

C' è una cosa (anzi un milione, ma sopprassediamo) che Kiev e gli altri paesi dell'ex patto di Varsavia od ex sovietici debbono capire: noi in Italia non abbiamo avuto nessun problema con l' Urss e, tolto l' immediato dopo guerra dove governavano tutti insieme tranne i fascisti, nemmeno siamo mai stati governati da governi comunisti o con comunisti.

Le schifezze le abbiamo fatte fare tutte ai filo atlantisti,  dalla DC in poi. 

Per questo  non ci suona bene la retorica antirussa ma sappiamo benissimo che profondità  di marciume si nasconde dentro gli usa.

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Chi pone i diritti civili come prioritari rispetto ai diritti sociali opta per la società individualista e non collettiva.

Comunque la guardi la deriva individualista è minoritaria e recente.

Minoritaria perché gli arroganti detentori del pensiero unico non hanno conquistato né Cina, né India, né Africa, né buona parte del Sudamerica, né buona parte della Russia.

Nemmeno la totalità degli europei... (lo guarderesti in faccia un pescivendolo napoletano, un contadino irlandese, un vignaiolo di Cuneo, un lavoratore di olio pugliese, un muratore albanese, mentre gli dici che la società unica ha sessualità liquida e che bisogna essere resilienti ma cool?

Sputazzi

Siamo invece portati al collettivismo per ragioni molteplici

Per natura tribale della nostra specie animale

Per le radici religiose comuni.

Per l' opposizione politica già storicizzata che ci rendeva collettivo contro potere familistico con la Comune di Parigi.

Ed anche per chi pone l' illuminismo tra le proprie radici, nella misura di opposizione al pensiero teocratico locale sono disposto ad iscrivermi ad essi, perché l' illuminismo era il primato della ragione sul dogma, ma con un sussulto sincretico pescato a piene mani dall' islam, posso dirvi che coloro che del mio popolo saranno unanimi su di una sentenza sosterranno la ragione, per cui, con un casche' da ballerini di tango, unisco utile a dilettevole e sancisco il collettivismo del pensiero della ragione....

... che dovrebbe essere funzionalmente condiviso... ma dovrei scomodare dalla tomba Durkheim... ed ultimamente sono il solo a farlo.

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20 novembre 1947
A Campisalentino (Lecce) nel corso di una manifestazione di contadini che contrapponeva crumiri e scioperanti, i carabinieri spararono contro questi ultimi, uccidendo Antonio Augusti e Santo Niccoli e ferendo altri 7 dimostranti.

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Stasera leggerezza.... si fa per dire. Non odiatemi grazie.

Zelensky vuole andare a Kherson per visitare il fronte.

Decide di passare per Snihurivka temendo missili su Nikolaev.

Ad un certo punto si imbatte in truppe della CNN.  L' autista di Zelenski si distrae  e travolge un grosso maiale della fattoria lì accanto.

Con la solita vigliaccheria pensa di scappare ma la CNN ormai ha ripreso tutto e capisce che sarebbe una cattiva pubblicità.

Torna in macchina, prende una mazzetta di dollari, sfila una banconota da 100 per tirarsi su una pista da mezza spanna sul cruscotto e da' il resto dei soldi all'autista da portare ai padroni del maiale avendo cura di farsi filmare per il gesto, poi concede un'intervista ai giornalisti.

Due ore e 4 raglie dopo l'autista non è ancora tornato. Zelensky è molto nervoso ma poi lo vede arrivare barcollante. È chiaramente ubriaco marcio.

'Che succede? Che hai fatto? Ti sei rincoglionito?'

Gli sbraita dietro l'ex attore pieno di goccioline di sudore sulla fronte nonostante le gelide temperature.

'No, hic.... hic..., sono andato llllà, ' mugula l'autista.

' .... e ci ho detto.... sono l'autisssta di zelensky.... '

' Va bene. Allora? Perché sei conciato così? ' risponde tirando su dal naso l'ex cantante.

'Boh.... ? non so... hic... gli ho detto che avevo ucciso il porco ed hanno iniziato a versarmi vodka'

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Lo conoscete il gioco dei 5 maiali? Trovate il quinto. La risposta domani. (Suggerimento: il gioco fu usato nel 1940 contro Hitler)

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Risposta al gioco di ieri.

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22 novembre 1975
A Roma, nel corso di una manifestazione a favore della liberazione dell’Angola dal dominio portoghese, i carabinieri aprono il fuoco uccidendo il diciottenne Pietro Bruno e ferendo gravemente altri 3 militanti di sinistra. Per l’uccisione di Bruno saranno inquisiti il sottotenente dei carabinieri Saverio Bosio, il carabiniere Pietro Colantuono e l’agente di Ps Romano Tammaro. Il giudice istruttore Pasquale Lacanna nella sua ordinanza di proscioglimento scriverà: "se per la difesa dei superiori interessi dello Stato, congiuntamente alla difesa personale, si è costretti ad una reazione proporzionata alla offesa, si può compiangere la sorte di un cittadino la cui vita è stata stroncata nel fiore degli anni ma non si possono ignorare fondamentali principi di diritto. La colpa della perdita di una vita umana è da ascrivere alla irresponsabilità di chi, insofferente della civile vita democratica, semina odio tra i cittadini".

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21 novembre 1920:

A Bologna, durante i festeggiamenti per l'insediamento della nuova giunta comunale presieduta dal socialista massimalista Ennio Gnudi, si scatenano degli scontri in Piazza Maggiore tra squadristi, guardie regie e militanti socialisti. Tra questi 10 persone vengono assassinate dai colpi di arma da fuoco delle guardie regie e dei fascisti.

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👎3😢2
In virtù dei mondiali di calcio, della collocazione sullo scenario politico internaziomale del paese ospitante e dei gesti di fasulla protesta degli atleti in tanti parlano di questo evento.

Parlo di fasulla protesta perché non si tratta di un gesto epico individuale o quasi, come quello di Smith e Carlos nel 1968 oppure le vittorie di Clevaland Owens del 1936 (che pure hanno goduto di propaganda yankee) o la ben più nobile mano di dio (che fu uno schiaffo per l'Inghilterra ed una carezza alle Malvinas) ma di gesti organizzati.

Conformi e conformisti.

Io vorrei concentrarmi più sul ruolo sociale dello sport vissuto da tifosi.

Il tifo è gesto apotropaico, come la preghiera di supplica. Si fa affinché accada.

Il tifo può essere anche scaramantico. Ci si appresta a dei riti affinché succeda o meno ciò che è desiderato o non lo è.

Pertanto il tifo è un gesto religioso.

Il tifo crea schieramenti ed appartenenza.

Il tifo genera identità che si autodefiniscono in virtù dei partecipanti.

Il tifo tiene caldi i combattenti.

Li esercita alla sfida, al combattimento, agli inni, alle bandiere, al senso di collettivo (che sia da camerata o da compagni).

Il tifo crea valori che spesso prima non esistevano.

Il tifo è appartenenza.

Così come il ballo se ben fatto e non ridotto a tecnicismo è simulacro del sesso, il tifo lo è della guerra.

Sarà per questo che allo stadio andrei con un amico e per ballare preferirei invitare un'amica.....

Infatti la guerra che distrusse la Jugoslavia fu condotta dapprima negli stadi, con ricchi finanziamenti a tifoserie avverse che potessero ricreare la divisione etnica che era stata tipica dei Balcani e che Josip Tito Broz seppe pacificare.

Solo in secondo luogo fu condotta sui campi di battaglia.

Infatti fu sotto la presidenza Berlusconi che rubarono la bandiera alla fossa dei leoni al Milan, privandoli della tifoseria compagna.

Infatti fu intorno al methalist kharkiv che nacque setta 82, neonazista, destinata a confluire in Pravy sektor.

Infatti lo Shaktar Donetsk venne presto sottratto agli originali proprietari per rubare alcuni cuori... con successi internazionali ma non nel cuore dei tifosi, che parlano russo.

Infatti lo Sheriff è splendido strumento di propaganda della Transnistria.

Infatti non si tratta di semplice russofobia quando si esclude la nazionale Russa da qualsiasi sport dalle competizioni internazionali.

Si tratta di paura. Ma di paura dettata dalla propaganda.

Quanti avrebbero, ad esempio in Italia, dove la nazionale di bandiera manco si è qualificata, tifato Russia rispetto a ''diversi'' che percepiamo molto più diversi?

Quanti lo avrebbero fatto come gesto politico naturale?

Quanti per un sentimento non meglio inteso di opposizione e protesta?

Ciò non sarebbe risultato tollerabile dalla propaganda atlantista.

È stato scritto in precedenza: "annientare l'avversario perché se ne rifiuta il confronto"

Sul piano sportivo la Russia non avrebbe vinto i mondiali di calcio.

Su quello morale li ha già vinti.

Almeno i greci usavano olimpiadi e sport come occasione di tregua e di incontro.

Ah già... i greci... gente seria, mica come ora....

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👍5👏2
Sei anni senza di te ma ancora ci illumini la strada. Grazie
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Quando io ero un bimbo i cartoni animati erano giapponesi.

Sì, esisteva qualche cartone animato yankee di Hanna e Barbera ma rispetto a quelli giapponesi sembravano vecchi, perché lo erano, e, tutto sommato, poca cosa.

Certo, la retorica giapponese non era certo consolatoria ed il dramma del fungo atomico veniva continuamente riproposto.

Tuttavia persistevano canoni grafici, e forse estetici, differenti rispetto alla monocultura che ci viene oggi propinata.

Gli occhi venivano dipinti in maniera eccessiva, l' eccesso paradossale era caratteristica precipua delle creature immaginarie (come Godzilla per intenderci) ed il sacrificio era sempre virtù.

Questa cosa avvenne per anni.

Anche nei cartoni animati "femminili" che avendo una sorella mi trovavo costretto a sorbire era presente.

Mi ricordo un allenamento della pallavolista Mimí Hayouara in cui, con le mani legate da catene, iniziò a sanguinare.

Forse per imparare un tecnicismo.

Anche in questo settore, come per l' acciaio, che tramite il piano Marshall fummo costretti a comprare dagli yankee con esorbitanti costi aggiuntivi, anziché dalla Germania, accadde che l' industria yankee scacciò i più degni rivali.

Oggi ci nutriamo di Simpson, di Griffin, di South Park, di Rick and Morty.

Tutti prodotti ben fatti, sia chiaro, ma dove è finita la pluralità?

Perché non sono stati conservati i Puffi francesi?

Perché Bozzetto non ha avuto il successo che avrebbe meritato?

Perché la geniale idea de ''la linea'' che oltre ad uno spot pubblicitario era una fantastica idea di Bonomi, è stata lasciata spegnersi?

Perché i cartoni giapponesi, che pur essendo in cima alla produzione mondiale, sentivano il bisogno di ispirarsi a miti ed ambientazioni europee (Lupin, Lady Oscar, Haidy, Remí, etc..) sono retrocessi a gregari?

Perché come facevano i benedettini, ci prendono da piccoli.

Ci strutturano, ci manipolano, ci costruiscono l'identità che prima hanno avuto cura di annientare.

Quando parlavamo il dialetto ma ci hanno imposto l' italiano.

Quando conoscevamo le lune della semina e del raccolto ma ci hanno offerto il supermercato.

Quando la nostra cultura si è tramutata in ignoranza e noi siamo diventati, per loro, ignoranti.

Poi ci hanno convinto che lo eravamo.

Borghesi veri e borghesi che non lo erano ma ne hanno adottato i valori, come disse Pasolini.

Oppure ''la tua scienza ha creato l' ignoranza'', come disse un troppo dimenticato interprete dei nostri sentimenti e del rock, Ivan Graziani.

Ma i conti con l' identità si pagano da uno psicoterapeuta (debbo confessarmi contrario e stirneriano, il che significa negare l' esistenza del super io, a mio avviso costruzione borghese, quindi contrario alla psicoterapia stessa), ma fermo restando che tu sia un individuo, possiamo stare sicuri che è comunque un fallimento per la nostra capacità relazionale, oppure si pagano comunque, nella vita di ogni giorno.

Oggigiorno viviamo vessati da una società che ha un' identità collettiva forte che non è fatta dalla somma delle identità individuali ma è costituita dall' imposizione, dal diktat, dalla regola. Pure dettata dall'alto.

L'assurdità è che questo status abbia la pretesa di essere considerato il migliore, di essere chiamato democrazia ma che sta in piedi solo in virtù della condivisione di alcuni valori che la società dà per scontati ma che in realtà, appena messi in discussione, fanno cadere il castello di sabbia.

E via di stragi al liceo stile nuovo sogno americano.

E le identità individuali in una società individualista?

Non pervenute. Omologate.

Ecco il vero problema dell' individualismo.


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Oggi sono, mio malgrado, entrato in un centro commerciale.

Il posto pullulava di ragazzine e ragazzini (ahimé temo in alternanza scuola lavoro ma non è di questo che vorrei parlare stasera) con una pettorina di plastica leggera stile sacchetto di immondizia moderno, quello che si spacca, con la scritta ''banco alimentare''.

Hanno provato a fermarmi.

Non ho resistito.

Il ruolo di moralizzatore alternativo o rompiscatole di turno lo ho fatto mio.

Ho spiegato alla malcapitata ragazzina che anche la beneficenza può esercitare del potere.

Una persona poco coscienziosa a me vicina fece parte del banco alimentare come autista.

Un giorno trovò una zingara che gli chiese aiuto e le allungò una confezione di riso.

Fu redarguito dall' organizzazione perché l' elargizione dei beni raccolti non rispettava i criteri associativi.

Fortunatamente quella persona non era così tanto rincoglionita da accettare tale critica e se ne andò.

L'associazione non aveva posto tra le proprie priorità la beneficenza in sé quanto avesse bensì posto il criterio della mano di provenienza del gesto.

Contrariamente agli insegnamenti evangelici dove viene spiegato "non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra".

L'associazione del banco alimentare è emanazione di comunione e liberazione.

Avere il potere di decidere chi e come ed in che modo aiuta i poveri è esercitare un potere non indifferente.

Diffidate degli organi intermedi.

Dubito che non abbiate incontrato nella vostra vita personale situazioni di bisogno.

Non delegate nulla. Nemmeno la carità.

Avrete sicuramente occasione di farla direttamente, senza inutili e parassitari intermediari.

Se lo ritenete opportuno fatela voi ma non date in mano ad altri che vorranno merce di scambio (voto? Riconoscimento territoriale? autorevolezza? visibilità?) l'autorità di farlo.

Dalle mie esperienze ed immersioni anarchiche ho imparato almeno che non si delega nulla e che nessuno mi rappresenterà mai meglio di quanto possa fare io stesso.

Questo tuttavia non è individualismo.

Sono libero di accettare regole e dettami comunitari, sono libero di sacrificare la mia identità ad un bisogno comune, sono libero di rinunciare a parte delle libertà individuali a favore di quelle collettive.

In sostanza veniamo privati anche dell' esercizio del gesto empatico nei confronti del bisognoso, probabilmente perché il potere costituito ha la necessità di stabilire chi siano i bisognosi meritevoli e chi no.

Non sia mai che aiutiamo un bisognoso cattivo...

Non sia mai che venga dato spazio al dissenso quando il diktat è omologazione.

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