30 novembre 1968
Nasce Carlos Henrique Latuff de Sousa, disegnatore e vignettista brasiliano, specializzato in satira politica, uno dei pochi che ancora riesce a strapparci qualche sorriso.
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Nasce Carlos Henrique Latuff de Sousa, disegnatore e vignettista brasiliano, specializzato in satira politica, uno dei pochi che ancora riesce a strapparci qualche sorriso.
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30 novembre 1989
Alfred Herrhausen, consigliere della Deutsche Bank viene ucciso in un'azione della Rote Armee Fraktion.
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Alfred Herrhausen, consigliere della Deutsche Bank viene ucciso in un'azione della Rote Armee Fraktion.
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30 novembre 1979
Viene pubblicato da parte dei Pink Floyd l'opera rock The Wall, di cui pubblico la celeberrima Another Brick in the wall.
L'album è la narrazione delle vicende psicologiche di un'immaginaria stella del rock, in parte autobiografica (era Roger Waters a scrivere i testi) ed in parte dedicata a Syd Barret.
Il successo fu tale che i Pink Floyd si fecero problemi, e non pochi, a tornare sui palchi dopo lo straordinario spettacolo che accompagnò l'uscita dell'album.
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Viene pubblicato da parte dei Pink Floyd l'opera rock The Wall, di cui pubblico la celeberrima Another Brick in the wall.
L'album è la narrazione delle vicende psicologiche di un'immaginaria stella del rock, in parte autobiografica (era Roger Waters a scrivere i testi) ed in parte dedicata a Syd Barret.
Il successo fu tale che i Pink Floyd si fecero problemi, e non pochi, a tornare sui palchi dopo lo straordinario spettacolo che accompagnò l'uscita dell'album.
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30 novembre 1976
Muore Ivan Ignat'evič Jakubovskij, generale e politico sovietico.
Entrato a far parte delle truppe corazzate dell'Armata Rossa, prese parte alla seconda guerra mondiale combattendo al comando di formazioni corazzate.
Si distinse nella maggior parte delle grandi battaglie della Grande Guerra Patriottica guidando le sue unità di carri.
Considerato uno dei più brillanti, valorosi ed energici ufficiali dell'Armata Rossa, dopo la vittoria nella seconda guerra mondiale continuò una prestigiosa carriera fino a prendere il comando negli anni settanta di tutte le forze militari del Patto di Varsavia.
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Muore Ivan Ignat'evič Jakubovskij, generale e politico sovietico.
Entrato a far parte delle truppe corazzate dell'Armata Rossa, prese parte alla seconda guerra mondiale combattendo al comando di formazioni corazzate.
Si distinse nella maggior parte delle grandi battaglie della Grande Guerra Patriottica guidando le sue unità di carri.
Considerato uno dei più brillanti, valorosi ed energici ufficiali dell'Armata Rossa, dopo la vittoria nella seconda guerra mondiale continuò una prestigiosa carriera fino a prendere il comando negli anni settanta di tutte le forze militari del Patto di Varsavia.
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30 novembre 2008
Muore Francesca Del Rio, partigiana, nome di battaglia Mimma.
Nata da famiglia antifascista il cui padre morì per i postumi di un pestaggio di una squadraccia, all'età di 18 anni aderisce come staffetta alla 144ª Brigata Garibaldi "Antonio Gramsci".
L'11 dicembre del 1944, a seguito della delazione di un fascista locale amico di famiglia,viene catturata e incarcerata.
Nella caserma Mimma, che è in attesa di un figlio, subisce ripetute torture e mutilazioni, senza mai rivelare i nomi dei suoi compagni.
A circa un mese dall'arresto riesce a fuggire da una finestrella della latrina, calandosi dalla grondaia, scalza, seminuda e insanguinata, dopo un percorso nella neve, trova riparo in una casa di contadini a Grassano.
Riesce poi a ricongiungersi al comando partigiano.
Il figlio che partorì soppravvisse solo per alcune ore.
Alla liberazione di San Polo d'Enza entrò a cavallo, purtroppo la scenografia era dovuta ai congelamenti subíti con cui convisse.
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Muore Francesca Del Rio, partigiana, nome di battaglia Mimma.
Nata da famiglia antifascista il cui padre morì per i postumi di un pestaggio di una squadraccia, all'età di 18 anni aderisce come staffetta alla 144ª Brigata Garibaldi "Antonio Gramsci".
L'11 dicembre del 1944, a seguito della delazione di un fascista locale amico di famiglia,viene catturata e incarcerata.
Nella caserma Mimma, che è in attesa di un figlio, subisce ripetute torture e mutilazioni, senza mai rivelare i nomi dei suoi compagni.
A circa un mese dall'arresto riesce a fuggire da una finestrella della latrina, calandosi dalla grondaia, scalza, seminuda e insanguinata, dopo un percorso nella neve, trova riparo in una casa di contadini a Grassano.
Riesce poi a ricongiungersi al comando partigiano.
Il figlio che partorì soppravvisse solo per alcune ore.
Alla liberazione di San Polo d'Enza entrò a cavallo, purtroppo la scenografia era dovuta ai congelamenti subíti con cui convisse.
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30 novembre 1945
A Molfetta (BA), una manifestazione di ‘frantoiani’ è duramente repressa dall’intervento delle forze di polizia.
Anche a Bisceglie, Corato, Bitonto, si susseguirono in quei giorni manifestazioni per richiedere lavoro e condizioni di vita più umane.
Le manifestazioni furono represse dalle forze di polizia con l’uso di armi da fuoco e provocarono numerosi feriti e morti di cui non ci sono pervenuti i nomi.
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A Molfetta (BA), una manifestazione di ‘frantoiani’ è duramente repressa dall’intervento delle forze di polizia.
Anche a Bisceglie, Corato, Bitonto, si susseguirono in quei giorni manifestazioni per richiedere lavoro e condizioni di vita più umane.
Le manifestazioni furono represse dalle forze di polizia con l’uso di armi da fuoco e provocarono numerosi feriti e morti di cui non ci sono pervenuti i nomi.
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30 novembre 1969
A Napoli, nel carcere di Poggioreale, si uccide Domenico Criscuolo, tassista incarcerato in occasione di una manifestazione sindacale caricata dalla polizia, il 13 ottobre.
Aveva appena avuto un colloquio con la moglie, che non sapeva come procurarsi il denaro per vivere, insieme ai 5 figli.
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A Napoli, nel carcere di Poggioreale, si uccide Domenico Criscuolo, tassista incarcerato in occasione di una manifestazione sindacale caricata dalla polizia, il 13 ottobre.
Aveva appena avuto un colloquio con la moglie, che non sapeva come procurarsi il denaro per vivere, insieme ai 5 figli.
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30 novembre 1894
Nasce Quintino Di Vona, insegnante ed antifascista italiano.
Nacque da famiglia di lavoratori il cui padre fu costretto ad emigrare per mantenere la famiglia ma, di salute inizialmente cagionevole, riuscì a laurearsi in lettere classiche.
Fin da giovane fu militante socialista ed allo scoppiare del primo conflitto mondiale fu arruolato con il grado di ufficiale.
Nel 1917 fu ferito alla testa in battaglia e per quest'azione fu insignito della medaglia d'argento al valore militare, ció gli permise di insegnare senza obbligo di tesserarsi al PNF.
Si iscrisse nel 1921 al PCI.
Scrisse sulla stampa clandestina firmando come Vautrin e Libero Gracco.
Nel 1943 fondò con Bonomi il giornale La Ricostruzione organo del Fronte Unico di Libertà.
Pubblicò il giornale Lo stato operaio dove si organizzavano scioperi.
La sua casa divenne sede locale del CLN ma, osservato, fu arrestato e picchiato per ore ma non fece nomi.
Fu portato in piazza e fucilato dai fascisti.
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Nasce Quintino Di Vona, insegnante ed antifascista italiano.
Nacque da famiglia di lavoratori il cui padre fu costretto ad emigrare per mantenere la famiglia ma, di salute inizialmente cagionevole, riuscì a laurearsi in lettere classiche.
Fin da giovane fu militante socialista ed allo scoppiare del primo conflitto mondiale fu arruolato con il grado di ufficiale.
Nel 1917 fu ferito alla testa in battaglia e per quest'azione fu insignito della medaglia d'argento al valore militare, ció gli permise di insegnare senza obbligo di tesserarsi al PNF.
Si iscrisse nel 1921 al PCI.
Scrisse sulla stampa clandestina firmando come Vautrin e Libero Gracco.
Nel 1943 fondò con Bonomi il giornale La Ricostruzione organo del Fronte Unico di Libertà.
Pubblicò il giornale Lo stato operaio dove si organizzavano scioperi.
La sua casa divenne sede locale del CLN ma, osservato, fu arrestato e picchiato per ore ma non fece nomi.
Fu portato in piazza e fucilato dai fascisti.
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1 dicembre 1934
Muore Sergej Mironovič Kirov, rivoluzionario, politico e funzionario sovietico.
Importante dirigente del Partito comunista sovietico, strettamente legato a Stalin, divenne capo del partito a Leningrado.
Favorevole ai programmi di collettivizzazione e industrializzazione, nella prima metà degli anni trenta assunse un ruolo di crescente influenza all'interno del gruppo dirigente staliniano.
Morì assassinato il 1º dicembre 1934 da Leonid Nikolaev, giovane militante comunista legato alle correnti dell'opposizione antistaliniana di Grigorij Zinov'ev, Lev Trockij, Lev Borisovič Kamenev e Zinov'ev.
Fu questo omicidio che convinse
Stalin a doversi guardare dalle opposizioni interne ed a procedere con le epurazioni dei dissidenti.
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Muore Sergej Mironovič Kirov, rivoluzionario, politico e funzionario sovietico.
Importante dirigente del Partito comunista sovietico, strettamente legato a Stalin, divenne capo del partito a Leningrado.
Favorevole ai programmi di collettivizzazione e industrializzazione, nella prima metà degli anni trenta assunse un ruolo di crescente influenza all'interno del gruppo dirigente staliniano.
Morì assassinato il 1º dicembre 1934 da Leonid Nikolaev, giovane militante comunista legato alle correnti dell'opposizione antistaliniana di Grigorij Zinov'ev, Lev Trockij, Lev Borisovič Kamenev e Zinov'ev.
Fu questo omicidio che convinse
Stalin a doversi guardare dalle opposizioni interne ed a procedere con le epurazioni dei dissidenti.
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2 dicembre 1914
Nasce Libero Remo Briganti, nome di battaglia Giulio, partigiano.
Alla caduta di Mussolini guidò la popolazione di Savona durante l'assalto al carcere di Sant'Agostino, che ospitò numerosi detenuti politici.
Fu uno dei comunisti che condussero una tattica di entrismo sindacale, venne ucciso in combattimento sui monti di Upega (CN).
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Nasce Libero Remo Briganti, nome di battaglia Giulio, partigiano.
Alla caduta di Mussolini guidò la popolazione di Savona durante l'assalto al carcere di Sant'Agostino, che ospitò numerosi detenuti politici.
Fu uno dei comunisti che condussero una tattica di entrismo sindacale, venne ucciso in combattimento sui monti di Upega (CN).
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2 dicembre 1945
A San Severo, San Marco in Lamis, Torremaggiore, Martinafranca, tutti in provincia di Foggia e ad Ostuni (Bari), manifestazioni contadine vengono soffocate dalle forze di polizia che, in diverse circostanze, uccidono tre contadini e ne feriscono altri 2.
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A San Severo, San Marco in Lamis, Torremaggiore, Martinafranca, tutti in provincia di Foggia e ad Ostuni (Bari), manifestazioni contadine vengono soffocate dalle forze di polizia che, in diverse circostanze, uccidono tre contadini e ne feriscono altri 2.
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2 dicembre 1956
L'imbarcazione Granma sbarca in una regione paludosa vicino a Niquedo nella Cuba sudorientale.
L'equipaggio è composto di 82 persone al comando di Fidel Castro e la loro missione è liberare l'isola dalla dittatura filostatunitense, mafiosa e dedita alla prostituzione del dittatore Fulgencio Batista.
Persero la prima battaglia ma vinsero la rivoluzione.
2 dicembre 1961
In un discorso pubblico Fidel Castro annuncia che la rivoluzione cubana ed il suo pensiero appartengono alla dottrina marxista leninista.
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L'imbarcazione Granma sbarca in una regione paludosa vicino a Niquedo nella Cuba sudorientale.
L'equipaggio è composto di 82 persone al comando di Fidel Castro e la loro missione è liberare l'isola dalla dittatura filostatunitense, mafiosa e dedita alla prostituzione del dittatore Fulgencio Batista.
Persero la prima battaglia ma vinsero la rivoluzione.
2 dicembre 1961
In un discorso pubblico Fidel Castro annuncia che la rivoluzione cubana ed il suo pensiero appartengono alla dottrina marxista leninista.
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2 dicembre 1968
Ad Avola la Celere apre il fuoco contro una manifestazione di braccianti, in agitazione nel quadro di una settimana di scioperi per il rinnovo del contratto, uccidendo Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.
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Ad Avola la Celere apre il fuoco contro una manifestazione di braccianti, in agitazione nel quadro di una settimana di scioperi per il rinnovo del contratto, uccidendo Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.
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2 dicembre 1975
Il Pathet Lao, partito comunista del Laos, rovescia la monarchia e proclama la Repubblica Popolare.
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Il Pathet Lao, partito comunista del Laos, rovescia la monarchia e proclama la Repubblica Popolare.
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2 dicembre 1984
Da una fabbrica di pesticidi di proprietà della multinazionale statunitense Union Carbide si sviluppò una nube di 40 tonnellate di isocianato di metile, che si espanse su una zona densamente popolata dell'India, nella città di Bhopal.
I morti sul momento furono circa 3000, ma il bilancio salí oltre i 15000/20000 se si contano coloro che morirono nel periodo successivo.
Vi furono inoltre circa 600000 contaminati con conseguenze sulla salute.
In anni recenti il tasso di mortalità era ancora 2,5 volte quello di altre zone dell'India.
Inutile dire che, nonostante una sentenza di condanna, nessuno yankee finì in galera.
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Da una fabbrica di pesticidi di proprietà della multinazionale statunitense Union Carbide si sviluppò una nube di 40 tonnellate di isocianato di metile, che si espanse su una zona densamente popolata dell'India, nella città di Bhopal.
I morti sul momento furono circa 3000, ma il bilancio salí oltre i 15000/20000 se si contano coloro che morirono nel periodo successivo.
Vi furono inoltre circa 600000 contaminati con conseguenze sulla salute.
In anni recenti il tasso di mortalità era ancora 2,5 volte quello di altre zone dell'India.
Inutile dire che, nonostante una sentenza di condanna, nessuno yankee finì in galera.
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2 dicembre 2002
Muore ivan Illich, pensatore, sociologo di pensiero anarco cattolico.
Forte la sua critica alla produttività che nel suo pensiero è antitesi della convivialità, appassionato di sud america è coerentemente stato un oppositore della cultura dei bisogni indotti e del consumismo.
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Muore ivan Illich, pensatore, sociologo di pensiero anarco cattolico.
Forte la sua critica alla produttività che nel suo pensiero è antitesi della convivialità, appassionato di sud america è coerentemente stato un oppositore della cultura dei bisogni indotti e del consumismo.
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Correva l'anno 2000, tondo tondo.
A Maggio, dopo anni di una cosiddetta normalità sentimentimentale, cioè quel periodo in cui ti fai bastare l'amore di una bella persona per principio o per paura di perderlo, incontrai una di quelle donne che in pochi istanti ti stravolgono la vita per passione, gioia, impeto, fisicità, azzardo, tensione all'ideale.
Lei era in un turbinio ormonale ed identitario e, come arrivò, svanì verso altri fiori, consumando in un'istante la sua innocenza ed ottenendone in cambio un po' di sofferenza e tante paure.
Ovviamente la strada lasciata dietro a sé pareva essere il solco del passaggio di un ciclone, nulla era rimasto in piedi.
Così, nel tentativo di non perderla, perso nella mia rancorosa mestizia, scoprendo che a casa mia era stata imbandita una festa a sorpresa per il mio, sgradito peraltro, compleanno, presi l'auto e mi recai a Biella, lasciando gli amici pieni di buoni intenti con un cerino corto in mano e, nella speranza di trovarla, in fin dei conti era un giorno del fine settimana, con la mia automobile mi diressi verso la cittadina che diede borghesia di origini tessili al Piemonte.
Non eravamo ancora nell'epoca del precostituito, delle regole per gli umani più importanti degli umani, della morte della pietas.
Un giovane con il cuore lacerato per amore poteva ancora bere un po' senza che per questo trovasse di fronte a sé una vita preclusa ad ogni possibilità di reinserimento sociale come avviene oggi.
Sì, un po' avevo bevuto, non così tanto ma le due golate che diedi a canna al whiskey portato da Paolo che da Milano era lì apposta per il mio compleanno, sommate alle mie birre, costantemente di fondo, furono fatali.
Quando, più in preda alla rabbia d'amore che all'alcol, frenai in ritardo ad uno stop l'auto che toccai non ebbe alcun danno, infatti i proprietari se ne andarono senza richieste di risarcimento, ma dalla mia punto incominciò a gocciolare l'acqua del radiatore, evidentemente crepato.
Accostai la macchina ma non sapevo bene che altro fare.
A togliermi dall'imbarazzo arrivò una pattuglia dei carabinieri.
Mi chiesero se avessi dei problemi, risposi, con tono fraintendibile per sprezzante ma in realtà ironico, evidentemente sì.
Mi portarono in caserma, mi trattarono freddamente ma non malissimo, anzi, quando diedi loro il mio codice fiscale a memoria insieme alle date di nascita dei miei famigliari incominciarono a pensare fossi completamente sobrio e divennero perfino gentili.
Finché non arrivarono i risultati degli esami del sangue alla ricerca di alcool etilico... pessimi.
Mi sbatterono i documenti in faccia, mi comunicarono che il veicolo era sotto sequestro senza dirmi dove, si tennero la patente e mi chiusero il portone alle spalle, lasciandomi solo in quell'asettico pendio che porta alla loro caserma di Biella.
Indossavo una vecchia maglietta de Il Manifesto, quella con disegnato un infante e con sopra scritto la rivoluzione non russa.
Guardai la strada, mi ricordai di un servizio televisivo che narrava dell'omicidio di un senzatetto ucciso bruciato, nel parcheggio di un supermercato lì vicino e mi incamminai verso il paese.
Biella in una notte di inizio estate è lugubre pur essendo illuminata, fredda pur facendo caldo e sola come un'amante che ha appena detto al suo compagno di essersi stufata; solo poche voci di giovani nottambuli rompono il silenzio e quando un ciarlare emerse, attraversai la strada, dirigendomi verso un portico, bisognoso di un passaggio per tornare a Novara, salutai tre ragazzi, apparentemente non troppo sui generis, uno della mia età e due più giovani, ma salutando ricevetti come risposta un pugno in faccia.
Che cazzo fai? Ebbi la prontezza di dire.
Anziché una rissa quel che accadde fu un dialogo.
Ti abbiamo colpito perché sei anarchico
A Maggio, dopo anni di una cosiddetta normalità sentimentimentale, cioè quel periodo in cui ti fai bastare l'amore di una bella persona per principio o per paura di perderlo, incontrai una di quelle donne che in pochi istanti ti stravolgono la vita per passione, gioia, impeto, fisicità, azzardo, tensione all'ideale.
Lei era in un turbinio ormonale ed identitario e, come arrivò, svanì verso altri fiori, consumando in un'istante la sua innocenza ed ottenendone in cambio un po' di sofferenza e tante paure.
Ovviamente la strada lasciata dietro a sé pareva essere il solco del passaggio di un ciclone, nulla era rimasto in piedi.
Così, nel tentativo di non perderla, perso nella mia rancorosa mestizia, scoprendo che a casa mia era stata imbandita una festa a sorpresa per il mio, sgradito peraltro, compleanno, presi l'auto e mi recai a Biella, lasciando gli amici pieni di buoni intenti con un cerino corto in mano e, nella speranza di trovarla, in fin dei conti era un giorno del fine settimana, con la mia automobile mi diressi verso la cittadina che diede borghesia di origini tessili al Piemonte.
Non eravamo ancora nell'epoca del precostituito, delle regole per gli umani più importanti degli umani, della morte della pietas.
Un giovane con il cuore lacerato per amore poteva ancora bere un po' senza che per questo trovasse di fronte a sé una vita preclusa ad ogni possibilità di reinserimento sociale come avviene oggi.
Sì, un po' avevo bevuto, non così tanto ma le due golate che diedi a canna al whiskey portato da Paolo che da Milano era lì apposta per il mio compleanno, sommate alle mie birre, costantemente di fondo, furono fatali.
Quando, più in preda alla rabbia d'amore che all'alcol, frenai in ritardo ad uno stop l'auto che toccai non ebbe alcun danno, infatti i proprietari se ne andarono senza richieste di risarcimento, ma dalla mia punto incominciò a gocciolare l'acqua del radiatore, evidentemente crepato.
Accostai la macchina ma non sapevo bene che altro fare.
A togliermi dall'imbarazzo arrivò una pattuglia dei carabinieri.
Mi chiesero se avessi dei problemi, risposi, con tono fraintendibile per sprezzante ma in realtà ironico, evidentemente sì.
Mi portarono in caserma, mi trattarono freddamente ma non malissimo, anzi, quando diedi loro il mio codice fiscale a memoria insieme alle date di nascita dei miei famigliari incominciarono a pensare fossi completamente sobrio e divennero perfino gentili.
Finché non arrivarono i risultati degli esami del sangue alla ricerca di alcool etilico... pessimi.
Mi sbatterono i documenti in faccia, mi comunicarono che il veicolo era sotto sequestro senza dirmi dove, si tennero la patente e mi chiusero il portone alle spalle, lasciandomi solo in quell'asettico pendio che porta alla loro caserma di Biella.
Indossavo una vecchia maglietta de Il Manifesto, quella con disegnato un infante e con sopra scritto la rivoluzione non russa.
Guardai la strada, mi ricordai di un servizio televisivo che narrava dell'omicidio di un senzatetto ucciso bruciato, nel parcheggio di un supermercato lì vicino e mi incamminai verso il paese.
Biella in una notte di inizio estate è lugubre pur essendo illuminata, fredda pur facendo caldo e sola come un'amante che ha appena detto al suo compagno di essersi stufata; solo poche voci di giovani nottambuli rompono il silenzio e quando un ciarlare emerse, attraversai la strada, dirigendomi verso un portico, bisognoso di un passaggio per tornare a Novara, salutai tre ragazzi, apparentemente non troppo sui generis, uno della mia età e due più giovani, ma salutando ricevetti come risposta un pugno in faccia.
Che cazzo fai? Ebbi la prontezza di dire.
Anziché una rissa quel che accadde fu un dialogo.
Ti abbiamo colpito perché sei anarchico
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Disse il mio coscritto, poi seppi che lo era, mentre i due scagnozzi annuirono.
Ma io sono comunista!
Ribattei con orgoglio impavido, pensando alla canzone di Vecchioni Stranamore per cui ogni pugno che arrivava dritto sulla testa la mia paura non bastava a farmi dire basta.
Mi disse allora Andrea, che poi era il capo della squadraccia fascista, ah, allora cambia tutto,
sono stati quelli del centro sociale anarchico a scrivere "meno uno" la settimana scorsa alla morte di mio nonno, repubblichino, sul muro sotto casa mia.
Ebbi allora il dubbio di dedicarmi all'anarchismo...
Comunque, un po' ubriaco lo ero, l'emergenza era finita e cercai di porre a mio vantaggio la situazione.
Beh... visto che un pugno lo ho preso e che volevate colpire gli anarchici e non i comunisti dovreste sdebitarvi!
Ho bisogno di un passaggio fino a Novara.
E perché mai?
Perché non volevate colpire un comunista ma un anarchico, perciò siete in debito.
Non hai torto... potremmo prenderlo in considerazione.
Così mi ritrovai in macchina con tre fascisti, a guidare era Andrea, figlio e nipote di fascisti, al suo fianco ed al mio i due scagnozzi, di sette od otto anni più giovani, così, a spanne...
Feci finta di dormire per buona parte del viaggio.
Non ero sicuro di aver fatto la cosa giusta.
Men che meno ero certo che sarebbe finito tutto bene... anzi...
Tuttavia non solo il viaggio, autostrada inclusa, si risolse bene ma l'allora presidente del Fronte della Gioventù locale, che avevo conosciuto come Andrea, mi disse che, giunti a casa mia sarebbe stato convenevole ed opportuno una mia disponibilità ad ospitarli.
Non rifiutai.
Caposquadra e scagnozzi entrarono nella mia casa.
Aprí pure del nebbiolo del 1997 per l'occasione.
Fu allora che Del Mastro mi chiese per quale occasione brindare.
Gli risposi che in comune fra me e lui avremmo potuto avere solo che fosse la filosofia a tornare a governare la politica e non l'economia, tralasciando il fatto che noi ci riferissimo a filosofie diverse.
Accettò di buona lena... nonostante fosse lui il signor Andrea Del Mastro ad aver strumentalizzato l'opinione pubblica del biellese contro gli anarchici, nonostante fosse lui, il signor Andrea Del Mastro ad aver ucciso quel barbone bruciandolo, ma lo seppi dopo.
Ora stanno giudicando Del Mastro per il caso Cospito.
Sono facezie.
Lui è un pezzo di merda assassino di senza tetto.
Che facciano attenzione tutti coloro che riabilitano il fascismo.
Leggete Dughin.
Del comunismo va epurato il positivismo e poco più... del fascismo va epurato razzismo, violenza, coercizione e suprematismo.
Fate molta attenzione.
Ma io sono comunista!
Ribattei con orgoglio impavido, pensando alla canzone di Vecchioni Stranamore per cui ogni pugno che arrivava dritto sulla testa la mia paura non bastava a farmi dire basta.
Mi disse allora Andrea, che poi era il capo della squadraccia fascista, ah, allora cambia tutto,
sono stati quelli del centro sociale anarchico a scrivere "meno uno" la settimana scorsa alla morte di mio nonno, repubblichino, sul muro sotto casa mia.
Ebbi allora il dubbio di dedicarmi all'anarchismo...
Comunque, un po' ubriaco lo ero, l'emergenza era finita e cercai di porre a mio vantaggio la situazione.
Beh... visto che un pugno lo ho preso e che volevate colpire gli anarchici e non i comunisti dovreste sdebitarvi!
Ho bisogno di un passaggio fino a Novara.
E perché mai?
Perché non volevate colpire un comunista ma un anarchico, perciò siete in debito.
Non hai torto... potremmo prenderlo in considerazione.
Così mi ritrovai in macchina con tre fascisti, a guidare era Andrea, figlio e nipote di fascisti, al suo fianco ed al mio i due scagnozzi, di sette od otto anni più giovani, così, a spanne...
Feci finta di dormire per buona parte del viaggio.
Non ero sicuro di aver fatto la cosa giusta.
Men che meno ero certo che sarebbe finito tutto bene... anzi...
Tuttavia non solo il viaggio, autostrada inclusa, si risolse bene ma l'allora presidente del Fronte della Gioventù locale, che avevo conosciuto come Andrea, mi disse che, giunti a casa mia sarebbe stato convenevole ed opportuno una mia disponibilità ad ospitarli.
Non rifiutai.
Caposquadra e scagnozzi entrarono nella mia casa.
Aprí pure del nebbiolo del 1997 per l'occasione.
Fu allora che Del Mastro mi chiese per quale occasione brindare.
Gli risposi che in comune fra me e lui avremmo potuto avere solo che fosse la filosofia a tornare a governare la politica e non l'economia, tralasciando il fatto che noi ci riferissimo a filosofie diverse.
Accettò di buona lena... nonostante fosse lui il signor Andrea Del Mastro ad aver strumentalizzato l'opinione pubblica del biellese contro gli anarchici, nonostante fosse lui, il signor Andrea Del Mastro ad aver ucciso quel barbone bruciandolo, ma lo seppi dopo.
Ora stanno giudicando Del Mastro per il caso Cospito.
Sono facezie.
Lui è un pezzo di merda assassino di senza tetto.
Che facciano attenzione tutti coloro che riabilitano il fascismo.
Leggete Dughin.
Del comunismo va epurato il positivismo e poco più... del fascismo va epurato razzismo, violenza, coercizione e suprematismo.
Fate molta attenzione.
❤6🔥1
Quando ero bambino avevo un'audiocassetta rosa con le canzoni di Natale.
Ricordo Adeste Fidelis, Bianco Natale, Tu Scendi Dalle Stelle ma anche Oh Tannen Baum e Stille Nacht.
Insomma se si pescava dalla tradizione si osava il latino, se si solleticava la fantasia con la nostra idea di nord geografico si proponeva il tedesco ma, rivolgendosi ai bambini italiani lo si faceva in italiano, giustamente.
Perfino la famosissima Jingle Bells non era pienamente in inglese, il testo per gli italiani parlava delle renne al polo nord, o qualcosa di simile.
Nella nostra asfissiante contemporaneità sentiamo invece, in quegli improbabili mercatini di Natale dove solamente il banco degli alimentari ha una certa utilità, diverse canzoni, sempre anglofone, addirittura spacciate come classiche che però saranno classiche per altre culture, non certo per noi indoeuropei continentali.
Non mi si venga a dire che è un segno di internazionalismo.
È un segno di colonialismo culturale.
Internazionalismo sarebbe stato continuare a sentirle in svariate lingue e talvolta tradurle in italiano.
Vogliono appropriarsi dei nostri cuori passando da ciò che di più atavico abbiamo, cioè il linguaggio, con cui si ha un legame che condiziona la forma mentis.
Non è un caso che la lingua di nascita si chiami lingua madre.
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Ricordo Adeste Fidelis, Bianco Natale, Tu Scendi Dalle Stelle ma anche Oh Tannen Baum e Stille Nacht.
Insomma se si pescava dalla tradizione si osava il latino, se si solleticava la fantasia con la nostra idea di nord geografico si proponeva il tedesco ma, rivolgendosi ai bambini italiani lo si faceva in italiano, giustamente.
Perfino la famosissima Jingle Bells non era pienamente in inglese, il testo per gli italiani parlava delle renne al polo nord, o qualcosa di simile.
Nella nostra asfissiante contemporaneità sentiamo invece, in quegli improbabili mercatini di Natale dove solamente il banco degli alimentari ha una certa utilità, diverse canzoni, sempre anglofone, addirittura spacciate come classiche che però saranno classiche per altre culture, non certo per noi indoeuropei continentali.
Non mi si venga a dire che è un segno di internazionalismo.
È un segno di colonialismo culturale.
Internazionalismo sarebbe stato continuare a sentirle in svariate lingue e talvolta tradurle in italiano.
Vogliono appropriarsi dei nostri cuori passando da ciò che di più atavico abbiamo, cioè il linguaggio, con cui si ha un legame che condiziona la forma mentis.
Non è un caso che la lingua di nascita si chiami lingua madre.
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3 dicembre 1953
Con la firma del trattato di mutua difesa latinoamericano fra gli Stati Uniti e Taiwan si augura una politica di ingerenza e accerchiamento yankee nei confronti della Cina.
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3 dicembre 1971
La sonda sovietica Mars 3 raggiunge la superficie di Marte ed invia immagini del pianeta rosso sulla terra.
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