Attentato in Australia: the day after
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/attentato-in-australia-the-day-after-225789
📖 Cile, vince Kast: alternanza o svolta reazionaria? Leggi l'approfondimento: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cile-vince-kast-alternanza-o-svolta-reazionaria-225805
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📄 Sondaggio ISPI 2025: pace in Ucraina, ma a quale prezzo?
Le cancellerie europee si stanno affrettando per sbloccare nuovi fondi per l’Ucraina, ma sarà difficile superare la reticenza belga. È stato decisamente più semplice fare fronte comune quando si è trattato di rigettare il piano proposto da Trump, che includeva pesanti concessioni territoriali da parte di Kiev. ISPI ha quindi chiesto agli italiani cosa pensano occorrerebbe fare nei prossimi mesi sul fronte ucraino. Quasi 1 italiano su 2 desidera la fine delle ostilità e, tra questi, 3 su 4 vorrebbero che Kiev accettasse una pace (o resa?) anche a costo di perdere la sua integrità territoriale. Quasi equivalenti (poco più di 1 italiano su 10), invece, coloro che spingono per il sostegno a oltranza e chi invece vorrebbe una totale interruzione degli aiuti.
👉 Leggi il sondaggio completo: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/sondaggio-ispi-2025-gli-italiani-e-la-politica-internazionale-225638
Le cancellerie europee si stanno affrettando per sbloccare nuovi fondi per l’Ucraina, ma sarà difficile superare la reticenza belga. È stato decisamente più semplice fare fronte comune quando si è trattato di rigettare il piano proposto da Trump, che includeva pesanti concessioni territoriali da parte di Kiev. ISPI ha quindi chiesto agli italiani cosa pensano occorrerebbe fare nei prossimi mesi sul fronte ucraino. Quasi 1 italiano su 2 desidera la fine delle ostilità e, tra questi, 3 su 4 vorrebbero che Kiev accettasse una pace (o resa?) anche a costo di perdere la sua integrità territoriale. Quasi equivalenti (poco più di 1 italiano su 10), invece, coloro che spingono per il sostegno a oltranza e chi invece vorrebbe una totale interruzione degli aiuti.
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Mercosur, l’Europa divisa rischia di perdere l’accordo
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/mercosur-leuropa-divisa-rischia-di-perdere-laccordo-225970
📅 Europa: i nodi del vertice di Natale. Ne parleremo giovedì 18 dicembre, alle ore 18:00, in un evento a Palazzo Clerici con Paolo Magri, Renato Coen, Antonella Mori, Andrea Ruggeri: https://www.ispionline.it/it/evento/europa-i-nodi-del-vertice-di-natale
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📅 Europa: i nodi del vertice di Natale. Ne parleremo giovedì 18 dicembre, alle ore 18:00, in un evento a Palazzo Clerici con Paolo Magri, Renato Coen, Antonella Mori, Andrea Ruggeri: https://www.ispionline.it/it/evento/europa-i-nodi-del-vertice-di-natale
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🇩🇪 Difesa UE: Berlino capofila?
Il comitato per il bilancio tedesco ha approvato oggi un pacchetto di acquisti da 50 miliardi di euro, dando seguito all’obiettivo fissato dal cancelliere Merz di trasformare la macchina bellica del paese nell’esercito convenzionale più potente d’Europa. Nonostante i fondi fossero già stati stanziati, quello di oggi rappresenta il singolo pacchetto più ampio di acquisti militari mai approvato e manda un segnale politico importante, ad alleati e non. Gli acquisti approvati coprono un ventaglio ampio di necessità da colmare: dai caccia alla difesa antiaerea, passando per le attrezzature per la fanteria e i sistemi di rilevamento. Insomma, nel quadro più ampio della difesa europea Berlino cerca di assumere un ruolo da leader. E lo fa spendendo.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/difesa-ue-berlino-capofila-226006
Il comitato per il bilancio tedesco ha approvato oggi un pacchetto di acquisti da 50 miliardi di euro, dando seguito all’obiettivo fissato dal cancelliere Merz di trasformare la macchina bellica del paese nell’esercito convenzionale più potente d’Europa. Nonostante i fondi fossero già stati stanziati, quello di oggi rappresenta il singolo pacchetto più ampio di acquisti militari mai approvato e manda un segnale politico importante, ad alleati e non. Gli acquisti approvati coprono un ventaglio ampio di necessità da colmare: dai caccia alla difesa antiaerea, passando per le attrezzature per la fanteria e i sistemi di rilevamento. Insomma, nel quadro più ampio della difesa europea Berlino cerca di assumere un ruolo da leader. E lo fa spendendo.
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Ucraina: Europa, asset russi e pressioni USA
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/ucraina-europa-asset-russi-e-pressioni-usa-226015
📅 Europa: i nodi del vertice di Natale. Ne parleremo domani, giovedì 18 dicembre, alle ore 18:00, in un evento a Palazzo Clerici con Paolo Magri, Renato Coen, Antonella Mori, Andrea Ruggeri: https://www.ispionline.it/it/evento/europa-i-nodi-del-vertice-di-natale
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🇺🇦🇪🇺 Consiglio UE: i fondi russi salveranno Kiev?
Oggi a Bruxelles è cominciato l’ultimo Consiglio europeo del 2025. Il clima è teso, considerati i temi da affrontare: oltre a cercare di superare gli ultimi ostacoli per realizzare l’accordo con il Mercosur, ma soprattutto per continuare a finanziare l’Ucraina. Per far fronte a questa necessità l’UE sta valutando più strade come il debito comune, dove sarà complesso (se non impossibile) superare il veto ungherese, o affidarsi al debito degli stati membri, altra strada difficilmente percorribile. Di fronte a questo rompicapo molte cancellerie europee, Berlino in testa, continuano a insistere nel fare pressioni sul Belgio per utilizzare i fondi russi congelati. Bruxelles però vuole solide garanzie finanziarie, che al momento non sono state date.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/consiglio-ue-i-fondi-russi-salveranno-kiev-226275
Oggi a Bruxelles è cominciato l’ultimo Consiglio europeo del 2025. Il clima è teso, considerati i temi da affrontare: oltre a cercare di superare gli ultimi ostacoli per realizzare l’accordo con il Mercosur, ma soprattutto per continuare a finanziare l’Ucraina. Per far fronte a questa necessità l’UE sta valutando più strade come il debito comune, dove sarà complesso (se non impossibile) superare il veto ungherese, o affidarsi al debito degli stati membri, altra strada difficilmente percorribile. Di fronte a questo rompicapo molte cancellerie europee, Berlino in testa, continuano a insistere nel fare pressioni sul Belgio per utilizzare i fondi russi congelati. Bruxelles però vuole solide garanzie finanziarie, che al momento non sono state date.
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USA: il discorso di Trump, pensando al Midterm
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/usa-il-discorso-di-trump-pensando-al-midterm-226280
📖 Alla ricerca della stabilità: cosa attende la regione MENA nel 2026. Leggi l’ultima newsletter Med This Week: https://www.ispionline.it/en/publication/striving-for-stability-what-lies-ahead-for-the-mena-region-in-2026-226216
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📖 Alla ricerca della stabilità: cosa attende la regione MENA nel 2026. Leggi l’ultima newsletter Med This Week: https://www.ispionline.it/en/publication/striving-for-stability-what-lies-ahead-for-the-mena-region-in-2026-226216
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🇻🇪 Venezuela: Washington alza il tiro
L’amministrazione statunitense continua ad aumentare la pressione sul governo di Maduro. Dopo aver confiscato una nave cisterna carica di petrolio venezuelano, Trump ha annunciato un embargo totale per tutte le petroliere soggette a sanzioni in entrata o in uscita dal paese. Cosa comporterà questo embargo per le esportazioni di Caracas è ancora presto per dirlo, con Pechino che ha già accusato gli USA di “bullismo” nei confronti del Venezuela. Dopo aver ammassato mezzi militari e uomini nella regione, Washington colpisce ora anche una delle principali fonti di entrate del governo di Maduro. Trump non si è ancora espresso in maniera chiara sul fatto che queste operazioni, militari ed economiche, abbiano come obiettivo un cambio di regime, ma gli indizi sembrano puntare in quella direzione.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/venezuela-washington-alza-il-tiro-226354
L’amministrazione statunitense continua ad aumentare la pressione sul governo di Maduro. Dopo aver confiscato una nave cisterna carica di petrolio venezuelano, Trump ha annunciato un embargo totale per tutte le petroliere soggette a sanzioni in entrata o in uscita dal paese. Cosa comporterà questo embargo per le esportazioni di Caracas è ancora presto per dirlo, con Pechino che ha già accusato gli USA di “bullismo” nei confronti del Venezuela. Dopo aver ammassato mezzi militari e uomini nella regione, Washington colpisce ora anche una delle principali fonti di entrate del governo di Maduro. Trump non si è ancora espresso in maniera chiara sul fatto che queste operazioni, militari ed economiche, abbiano come obiettivo un cambio di regime, ma gli indizi sembrano puntare in quella direzione.
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Tra Kiev e Mercosur, l’Europa e l’ambizione mancata
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/tra-kiev-e-mercosur-leuropa-e-lambizione-mancata-226337
🎥 Europa: i nodi del vertice di Natale. Rivedi l'incontro: https://www.youtube.com/live/XRB5ciU7QwE?si=M1rFfmB2NqbfxFXD
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🇺🇦 Kiev, poche certezze e tanti interrogativi
Anche i colloqui tenuti nel fine settimana dagli Stati Uniti con i rappresentanti di Ucraina e Russia sono stati definiti “costruttivi”, ma non hanno portato a sostanziali passi in avanti verso la fine delle ostilità. Rimane, infatti, il nodo della sicurezza di Kiev e l’incognita di chi la garantirà. Se Putin, nell’ultima intervista alla BBC, ha dichiarato che non intende avviare altre “operazioni speciali”, fonti dell’intelligence statunitense riportano il contrario. Dal canto loro, i leader europei hanno approvato venerdì un prestito da 90 miliardi per finanziare il governo e l’esercito ucraini, senza toccare le riserve russe congelate. I soldi, però, non basteranno per coprire le necessità del biennio 2026/2027.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/kiev-poche-certezze-e-tanti-interrogativi-226565
Anche i colloqui tenuti nel fine settimana dagli Stati Uniti con i rappresentanti di Ucraina e Russia sono stati definiti “costruttivi”, ma non hanno portato a sostanziali passi in avanti verso la fine delle ostilità. Rimane, infatti, il nodo della sicurezza di Kiev e l’incognita di chi la garantirà. Se Putin, nell’ultima intervista alla BBC, ha dichiarato che non intende avviare altre “operazioni speciali”, fonti dell’intelligence statunitense riportano il contrario. Dal canto loro, i leader europei hanno approvato venerdì un prestito da 90 miliardi per finanziare il governo e l’esercito ucraini, senza toccare le riserve russe congelate. I soldi, però, non basteranno per coprire le necessità del biennio 2026/2027.
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Cisgiordania: brandelli di terra
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/cisgiordania-brandelli-di-terra-226553
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📊 2026: futuro incerto?
Il 2025 è stato un anno di profondi cambiamenti per il mondo: dalle progressive crepe nell’alleanza transatlantica al confronto sul fronte (geograficamente) pacifico tra USA e Cina, fino alla precaria “pace” in Medio Oriente. Il ritorno sulla scena di Donald Trump ha sicuramente accresciuto l’incertezza, soprattutto commerciale, e gettato ombre sugli equilibri di potere globali e regionali. Nonostante la crescita del suo prezzo solletichi la speculazione, l’oro, il bene rifugio per eccellenza, cattura bene il sentimento del mercato riguardo l’aleatorietà del futuro. E quest’anno è cresciuto del 68%: mai così tanto in 40 anni.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/2026-futuro-incerto-226652
Il 2025 è stato un anno di profondi cambiamenti per il mondo: dalle progressive crepe nell’alleanza transatlantica al confronto sul fronte (geograficamente) pacifico tra USA e Cina, fino alla precaria “pace” in Medio Oriente. Il ritorno sulla scena di Donald Trump ha sicuramente accresciuto l’incertezza, soprattutto commerciale, e gettato ombre sugli equilibri di potere globali e regionali. Nonostante la crescita del suo prezzo solletichi la speculazione, l’oro, il bene rifugio per eccellenza, cattura bene il sentimento del mercato riguardo l’aleatorietà del futuro. E quest’anno è cresciuto del 68%: mai così tanto in 40 anni.
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Groenlandia: Trump torna alla carica
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/groenlandia-trump-torna-alla-carica-226707
📖 L’anno di Trump (e non solo): il 2025 in 10 immagini e analisi dell’ISPI. Leggi lo Speciale: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lanno-di-trump-e-non-solo-il-2025-in-10-immagini-e-analisi-dellispi-226413
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/groenlandia-trump-torna-alla-carica-226707
📖 L’anno di Trump (e non solo): il 2025 in 10 immagini e analisi dell’ISPI. Leggi lo Speciale: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/lanno-di-trump-e-non-solo-il-2025-in-10-immagini-e-analisi-dellispi-226413
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Il mondo nel 2026
Adattarsi al cambiamento o restare in balia degli eventi. È il bivio davanti a cui si trova il mondo nel 2026.
Il secondo mandato di Trump alla Casa Bianca ha sancito il ritorno della logica di potenza, e l'Europa dovrà confrontarsi con un alleato sempre più imprevedibile. Intanto, una soluzione alla guerra in Ucraina appare ancora lontana e il 2026 sarà anche l’anno della verità per la fragile tregua in Medio Oriente. In un contesto in cui la forza sembra contare più delle regole, la competizione tra potenze si estende a nuovi ambiti di confronto, dallo spazio all’intelligenza artificiale.
Nel dossier Il mondo nel 2026, abbiamo analizzato gli snodi chiave che definiranno i nuovi equilibri di un ordine internazionale sempre più incerto.
Leggi e scarica il Dossier: https://www.ispionline.it/it/il-mondo-nel-2026
Adattarsi al cambiamento o restare in balia degli eventi. È il bivio davanti a cui si trova il mondo nel 2026.
Il secondo mandato di Trump alla Casa Bianca ha sancito il ritorno della logica di potenza, e l'Europa dovrà confrontarsi con un alleato sempre più imprevedibile. Intanto, una soluzione alla guerra in Ucraina appare ancora lontana e il 2026 sarà anche l’anno della verità per la fragile tregua in Medio Oriente. In un contesto in cui la forza sembra contare più delle regole, la competizione tra potenze si estende a nuovi ambiti di confronto, dallo spazio all’intelligenza artificiale.
Nel dossier Il mondo nel 2026, abbiamo analizzato gli snodi chiave che definiranno i nuovi equilibri di un ordine internazionale sempre più incerto.
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🤝🏻 Trump-Zelensky: pace vicina, accordo lontano
L’incontro di Mar-a-Lago tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky segnala progressi nei negoziati sulla guerra in Ucraina, con toni più distesi ma senza un accordo finale. Trump parla di intesa “completa al 95%”, sottolineando però che il restante margine riguarda nodi decisivi: concessioni territoriali, garanzie di sicurezza e impianti strategici come la centrale di Zaporizhzhia. Il dialogo resta aperto, senza scadenze, e coinvolge anche Mosca, ritenuta indispensabile per qualsiasi soluzione. Zelensky ribadisce l’urgenza di una pace che assicuri la sopravvivenza dello Stato ucraino, ma la questione dei territori rende la fase finale del negoziato fragile e incerta.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-zelensky-pace-vicina-accordo-lontano-226767
📚 Scopri e scarica il Dossier ISPI "Il mondo nel 2026": https://www.ispionline.it/it/il-mondo-nel-2026
L’incontro di Mar-a-Lago tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky segnala progressi nei negoziati sulla guerra in Ucraina, con toni più distesi ma senza un accordo finale. Trump parla di intesa “completa al 95%”, sottolineando però che il restante margine riguarda nodi decisivi: concessioni territoriali, garanzie di sicurezza e impianti strategici come la centrale di Zaporizhzhia. Il dialogo resta aperto, senza scadenze, e coinvolge anche Mosca, ritenuta indispensabile per qualsiasi soluzione. Zelensky ribadisce l’urgenza di una pace che assicuri la sopravvivenza dello Stato ucraino, ma la questione dei territori rende la fase finale del negoziato fragile e incerta.
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🔴 Trump–Netanyahu, un abbraccio che non scioglie i nodi
L’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu si è svolto in un clima cordiale, ma senza produrre risultati concreti su Gaza, Cisgiordania e assetto regionale. Dietro i toni distesi permangono divergenze significative: Washington spinge per passare alla seconda fase del piano per Gaza e per evitare un’escalation in Cisgiordania, mentre il governo israeliano mantiene una linea prudente, condizionata al disarmo di Hamas. Sullo sfondo restano inoltre aperte le questioni iraniana e siriana, a conferma di un dialogo ancora in corso ma privo di svolte operative.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-netanyahu-un-abbraccio-che-non-scioglie-i-nodi-226789
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L’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu si è svolto in un clima cordiale, ma senza produrre risultati concreti su Gaza, Cisgiordania e assetto regionale. Dietro i toni distesi permangono divergenze significative: Washington spinge per passare alla seconda fase del piano per Gaza e per evitare un’escalation in Cisgiordania, mentre il governo israeliano mantiene una linea prudente, condizionata al disarmo di Hamas. Sullo sfondo restano inoltre aperte le questioni iraniana e siriana, a conferma di un dialogo ancora in corso ma privo di svolte operative.
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🇾🇪 Yemen: lo scontro tra Riad e Abu Dhabi esce allo scoperto
L’escalation in Yemen mette in luce una frattura sempre più profonda tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, storicamente alleati nella coalizione contro gli Houthi. Il sostegno emiratino ai secessionisti del Sud, l’avanzata militare del Consiglio di Transizione del Sud e le accuse pubbliche di Riad ad Abu Dhabi segnano un punto di svolta nei rapporti tra le due monarchie del Golfo. La crisi rischia di destabilizzare ulteriormente lo Yemen e di avere ripercussioni regionali, in un’area strategica per la sicurezza energetica e le rotte marittime globali.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/yemen-lo-scontro-tra-riad-e-abu-dhabi-esce-allo-scoperto-226804
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L’escalation in Yemen mette in luce una frattura sempre più profonda tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, storicamente alleati nella coalizione contro gli Houthi. Il sostegno emiratino ai secessionisti del Sud, l’avanzata militare del Consiglio di Transizione del Sud e le accuse pubbliche di Riad ad Abu Dhabi segnano un punto di svolta nei rapporti tra le due monarchie del Golfo. La crisi rischia di destabilizzare ulteriormente lo Yemen e di avere ripercussioni regionali, in un’area strategica per la sicurezza energetica e le rotte marittime globali.
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🇮🇷 Iran: la protesta del carovita infiamma lo scontro con Washington
Le proteste contro il carovita attraversano l’Iran per il quinto giorno consecutivo, segnando la mobilitazione più ampia dal 2022. Alimentate da un’inflazione superiore al 40% e dal crollo del rial, le manifestazioni hanno già provocato morti, feriti e arresti. Teheran alterna timide aperture a una dura repressione, mentre sul piano internazionale si inasprisce lo scontro verbale con Washington: alle minacce di Trump fanno seguito le risposte della leadership iraniana, accrescendo il rischio di una crisi interna con possibili ricadute regionali.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/iran-la-protesta-del-carovita-infiamma-lo-scontro-con-washington-226837
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Le proteste contro il carovita attraversano l’Iran per il quinto giorno consecutivo, segnando la mobilitazione più ampia dal 2022. Alimentate da un’inflazione superiore al 40% e dal crollo del rial, le manifestazioni hanno già provocato morti, feriti e arresti. Teheran alterna timide aperture a una dura repressione, mentre sul piano internazionale si inasprisce lo scontro verbale con Washington: alle minacce di Trump fanno seguito le risposte della leadership iraniana, accrescendo il rischio di una crisi interna con possibili ricadute regionali.
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Trump-Maduro: atto finale
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-maduro-atto-finale-226871
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🔴 Trump e le Americhe, oltre Maduro
Dopo la cattura di Nicolás Maduro, convocato oggi dal tribunale di New York, Trump riafferma il primato americano nell'emisfero occidentale tramite quella che ha ribattezzato “Dottrina Donroe”. Oltre a minacciare velatamente Cuba (“nazione fallita”), Messico ("governato dai cartelli della droga"), Colombia ("esportatore di cocaina"), Trump rilancia l’ipotesi di annessione della Groenlandia, mentre sul futuro del Venezuela si stagliano numerosi interrogativi.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-e-le-americhe-oltre-maduro-226889
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Dopo la cattura di Nicolás Maduro, convocato oggi dal tribunale di New York, Trump riafferma il primato americano nell'emisfero occidentale tramite quella che ha ribattezzato “Dottrina Donroe”. Oltre a minacciare velatamente Cuba (“nazione fallita”), Messico ("governato dai cartelli della droga"), Colombia ("esportatore di cocaina"), Trump rilancia l’ipotesi di annessione della Groenlandia, mentre sul futuro del Venezuela si stagliano numerosi interrogativi.
👉 Leggi il Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/trump-e-le-americhe-oltre-maduro-226889
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📊 Petrolio venezuelano: futuro nebuloso
Trump ha annunciato che il Venezuela consegnerà agli Stati Uniti tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio già sottoposti a sanzioni. In più, sempre secondo il presidente statunitense, entro 18 mesi l’industria petrolifera statunitense sarà operativa nel paese, una previsione che appare piuttosto ottimistica. La cattura di Maduro ha gettato ombre sul futuro e sulla stabilità politica del Venezuela e le compagnie stanno valutando attentamente i prossimi passi. Considerando il surplus di offerta di petrolio previsto per il 2026, è complesso prevedere quale sarà l’effetto sui mercati a lungo termine. Nel frattempo, il prezzo scende a quota 60 dollari al barile.
👉 Il grafico del giorno: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/petrolio-venezuelano-futuro-nebuloso-226948
Trump ha annunciato che il Venezuela consegnerà agli Stati Uniti tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio già sottoposti a sanzioni. In più, sempre secondo il presidente statunitense, entro 18 mesi l’industria petrolifera statunitense sarà operativa nel paese, una previsione che appare piuttosto ottimistica. La cattura di Maduro ha gettato ombre sul futuro e sulla stabilità politica del Venezuela e le compagnie stanno valutando attentamente i prossimi passi. Considerando il surplus di offerta di petrolio previsto per il 2026, è complesso prevedere quale sarà l’effetto sui mercati a lungo termine. Nel frattempo, il prezzo scende a quota 60 dollari al barile.
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