"Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
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Eccoli all'opera. Devono pur guadagnarsi da vivere, o no? Non serve spiegargli che se il governo riducesse il deficit/PIL obiettivo per il 2024, gli investitori sarebbero ancora più preoccupati. Tempo perso.
Lo spread FRA-GER che supera 60 punti è qualcosa che accade di rado. Molto di rado. È accaduto all'inizio dell'ondata di aumenti dei tassi, poi nel marzo 2020 (quando la Lagarde dovette riunire di corsa il comitato esecutivo della Bce perché stava venendo giù tutto). Ora ci risiamo. È una linea rossa invalicabile per i francesi.
Ma è così difficile comprenderlo o sono io che la faccio troppo facile?
"With productivity languid, and the green transition behind schedule, future generations will no doubt lament the squandering of low interest rates on streaming services, fast food delivery apps and inflated house prices. The new normal will feel unfamiliar. But it was the prior decade of rock-bottom rates and endless liquidity that was the aberration." Direi che quel decennio ce lo possiamo definitivamente dimenticare.
Molti dei Paesi che chiedono l’ingresso nella Ue non sembrano mossi da motivi economici quanto da motivi di sicurezza nazionale. L’aggressione russa all’Ucraina ha cambiato la geopolitica. È per questo stesso motivo che la Ue sente come inevitabile prendere in considerazione l’allargamento. Il punto critico di questo approccio è che non sono i Paesi membri della Ue, pur volenterosi, in grado di soddisfare questa richiesta di sicurezza ai Paesi che chiedono l’associazione, in assenza di un vero ed autonomo sistema di difesa europeo. Lo è la Nato e lo sono gli Stati Uniti. I nuovi Paesi, e anche molti dei Paesi dell’Unione più a est e dell’area baltica, guardano quindi più a Washington che a Bruxelles per la sicurezza. La conseguenza è che l’autonomia geopolitica ed economica europea sarebbe in discussione in un sistema decisionale europeo quale quello attuale. Per autonomia non si intende neutralità o allontanamento dalle alleanze atlantiche, ma la possibilità di decidere su un piano di parità con gli alleati politiche economiche, commerciali, energetiche, industriali e di cooperazione in un mondo di fatto multipolare. Per questo è bene tener separato il tema dell’allargamento della Nato da quello relativo all’allargamento dell’Ue. Almeno fino a quando l’Europa non si sarà dotata di un governo centrale federale o non si sarà dotata del famoso numero di telefono richiesto da Kissinger per chiamare l’Europa (anche se lo stesso ha smentito di avere mai pronunciato questa frase). Giovanni Tria le cose le sa. Talvolta le dice, talvolta tace
“Con la crescita di stimoli irrilevanti, infatti, perdono senso i nostri valori e perdiamo la capacità di «volere ciò che vogliamo volere».
Le persone controllano i propri cellulari in media 150 volte al giorno e li toccano più di 2.600 volte, «tutta riflessione potenziale che non si realizza». Così la nostra relazione con «i nuovi imperi della mente» è una «schiavitù dell’attenzione», che ha ampi margini di crescita dal momento che le nuove tecnologie libereranno tempo che potremo dedicare a questa «attenzione monetizzabile». Senza contare che le distrazioni, secondo alcuni studi, ci tolgono dieci punti di Qi, il doppio rispetto all’uso di marjuana. Secondo Williams, quindi «la liberazione dell’attenzione umana potrebbe essere la battaglia morale e politica centrale del nostro tempo». E lui inizia dandoci qualche dritta su come affrancarci da questa nuova schiavitù
". Lettura interessante.
Se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato un carretto
"L’allargamento dello spread tra i BTp italiani e i titoli degli altri Paesi del Sud Europa è in realtà una cosa nuova. Prima di agosto tutti questi spread erano infatti in calo: il mercato premiava più l’Italia rispetto a Spagna e Portogallo. Ma da agosto si è verificata la svolta. Per due motivi, probabilmente: il 31 luglio è arrivata la prima stima sul Pil del secondo trimestre a -0,3% (poi sarà rivista a -0,4%). Questa è stata la prima doccia fredda. La seconda per i mercati è arrivata il 7 agosto: la tassa sugli extraprofitti delle banche. Da allora la luna di miele tra Italia e mercati si è un po’ interrotta. Non siamo certo ai ferri corti, ma l’idillio è finito. Ora sta all’Italia dimostrare che i timori sono mal riposti." La barzelletta del giorno. Lo spread è salito per il dato sul PIL del secondo trimestre e la tassa sugli extraprofitti. Ne avevo lette di cazz... ehm... imprecisioni, ma fino a questo punto no.
Messe benino le banche Usa, dai... Perdite (non realizzate) che superano i 400 bn a causa del calo dei prezzi dei bond governativi USA
Spero che questo nome non ridiventi d'attualità
Eccola all'opera la solita compagnia di giro. Si danno il cambio, che pure per loro è weekend...
Ciaone a Scholz e pure alla Germania. Un Paese che si è messo (da solo) su una brutta china.
"Ask any top EU official these days why a major piece of legislation or a big decision is stalled, and the answer is invariably the same: “The French and the Germans still can’t agree.”

Context: France and Germany are the EU’s two biggest economies and populations, and since the bloc’s inception have broadly steered its overall development. That they disagree is not new. But over the past 18 months or so, they have regularly struggled to find any kind of major compromise, leaving important decisions — from the economy to defence, energy and the EU budget — in limbo.

President Emmanuel Macron and chancellor Olaf Scholz will meet in Hamburg today for two days of talks with their top ministers in a bid to change the mood music and get the EU’s most important twosome back on track.

The retreat is an annual thing, but Macron cancelled last year’s to make clear his annoyance at Germany’s unwillingness to reach compromise.

Since then, there’s been little progress. New budget rules for all the EU’s members are still stuck in a Franco-German decision void. So too the debate over a proposed top-up to the EU’s shared budget, including critical aid for Ukraine.

Then there’s the interminable stand-off over France’s desire for nuclear energy to receive subsidies (which one senior EU diplomat said was “poisoning” every discussion between Paris and Berlin).

Many blame the dysfunctionality on the Macron-Scholz chemistry, or lack thereof. Others — including many in Paris — point to Scholz’s fading domestic popularity and lack of control over his three-way coalition, which requires him to reach a “German compromise” before attempting to negotiate a European one.

The results of two regional elections yesterday, which saw Scholz’s party and his coalition partners all lose vote share, won’t help that perception.

But Scholz is hoping that a bracing boat trip on the Elbe might. The former mayor of Hamburg, has arranged a port tour for his French guests, alongside a river walk and some local fish sandwiches.

“There are a lot of capitals annoyed at this failure of Germany and France to agree and thus allow progress,” said a second senior EU diplomat involved in discussions with both countries. “We all need them to find a way forward.”
Francia e Germania in disaccordo sui dossier più importanti. Dedicato a quelli che cianciano di Europa federale.
Forwarded from Market News Feed
BREAKING: EGYPT HAS CLOSED THE RAFAH CROSSING WITH GAZA'S SOUTHERN BORDER ...
Ma come? Non dovrebbe aprire il varco di frontiera per aiutare gli eventuali profughi? E le ONG dove sono? Ah, dite che hanno ben altra agenda politica? Ok, chiede scusa.☝️