E pensare che c'erano non buone ma ottime motivazioni per tassare gli extraprofitti delle banche. ROE 2022 quasi al 10%: roba da matti...
Costo medio del debito pubblico intorno al 3%. Almeno fino al 2025 sarà inferiore alla crescita nominale del PIL e questo basterà per stabilizzare il rapporto debito/PIL, anche con modesto disavanzo primario. È questo che sta mandando ai matti tutti i tirapiedi che stanno su Bloomberg, Economist. Ft e compagnai bella...
Funziona così: noi gli diamo 100, lo ci restituiscono 90 e gli dobbiamo pure dire grazie perché con quei soldi (nostri) abbiamo restaurato Pompei. Una roba alla Totò e Peppino
La Ue vuole spezzare le reni alla Cina. Sottoponendo a dazi l'import di auto elettriche, sempre se l'istruttoria fornisse evidenza di sussidi a favore dell'industria locale. Secondo me non ci capiranno nulla e finirà in una bolla di sapone. Ho lavorato sui "countervailing duties" e so quanto sia difficile provare qualcosa. Gli cambieranno le carte sotto il naso e li faranno impazzire con i numeri.
Ma vi pare possibile una cosa del genere? Poi vai nell’articolo e non trovi nulla. C’è scritto più nel titolo che nel pezzo.
Lo spread FRA-GER che supera 60 punti è qualcosa che accade di rado. Molto di rado. È accaduto all'inizio dell'ondata di aumenti dei tassi, poi nel marzo 2020 (quando la Lagarde dovette riunire di corsa il comitato esecutivo della Bce perché stava venendo giù tutto). Ora ci risiamo. È una linea rossa invalicabile per i francesi.
"With productivity languid, and the green transition behind schedule, future generations will no doubt lament the squandering of low interest rates on streaming services, fast food delivery apps and inflated house prices. The new normal will feel unfamiliar. But it was the prior decade of rock-bottom rates and endless liquidity that was the aberration." Direi che quel decennio ce lo possiamo definitivamente dimenticare.
“Molti dei Paesi che chiedono l’ingresso nella Ue non sembrano mossi da motivi economici quanto da motivi di sicurezza nazionale. L’aggressione russa all’Ucraina ha cambiato la geopolitica. È per questo stesso motivo che la Ue sente come inevitabile prendere in considerazione l’allargamento. Il punto critico di questo approccio è che non sono i Paesi membri della Ue, pur volenterosi, in grado di soddisfare questa richiesta di sicurezza ai Paesi che chiedono l’associazione, in assenza di un vero ed autonomo sistema di difesa europeo. Lo è la Nato e lo sono gli Stati Uniti. I nuovi Paesi, e anche molti dei Paesi dell’Unione più a est e dell’area baltica, guardano quindi più a Washington che a Bruxelles per la sicurezza. La conseguenza è che l’autonomia geopolitica ed economica europea sarebbe in discussione in un sistema decisionale europeo quale quello attuale. Per autonomia non si intende neutralità o allontanamento dalle alleanze atlantiche, ma la possibilità di decidere su un piano di parità con gli alleati politiche economiche, commerciali, energetiche, industriali e di cooperazione in un mondo di fatto multipolare. Per questo è bene tener separato il tema dell’allargamento della Nato da quello relativo all’allargamento dell’Ue. Almeno fino a quando l’Europa non si sarà dotata di un governo centrale federale o non si sarà dotata del famoso numero di telefono richiesto da Kissinger per chiamare l’Europa (anche se lo stesso ha smentito di avere mai pronunciato questa frase). Giovanni Tria le cose le sa. Talvolta le dice, talvolta tace
“Con la crescita di stimoli irrilevanti, infatti, perdono senso i nostri valori e perdiamo la capacità di «volere ciò che vogliamo volere».
Le persone controllano i propri cellulari in media 150 volte al giorno e li toccano più di 2.600 volte, «tutta riflessione potenziale che non si realizza». Così la nostra relazione con «i nuovi imperi della mente» è una «schiavitù dell’attenzione», che ha ampi margini di crescita dal momento che le nuove tecnologie libereranno tempo che potremo dedicare a questa «attenzione monetizzabile». Senza contare che le distrazioni, secondo alcuni studi, ci tolgono dieci punti di Qi, il doppio rispetto all’uso di marjuana. Secondo Williams, quindi «la liberazione dell’attenzione umana potrebbe essere la battaglia morale e politica centrale del nostro tempo». E lui inizia dandoci qualche dritta su come affrancarci da questa nuova schiavitù". Lettura interessante.
Le persone controllano i propri cellulari in media 150 volte al giorno e li toccano più di 2.600 volte, «tutta riflessione potenziale che non si realizza». Così la nostra relazione con «i nuovi imperi della mente» è una «schiavitù dell’attenzione», che ha ampi margini di crescita dal momento che le nuove tecnologie libereranno tempo che potremo dedicare a questa «attenzione monetizzabile». Senza contare che le distrazioni, secondo alcuni studi, ci tolgono dieci punti di Qi, il doppio rispetto all’uso di marjuana. Secondo Williams, quindi «la liberazione dell’attenzione umana potrebbe essere la battaglia morale e politica centrale del nostro tempo». E lui inizia dandoci qualche dritta su come affrancarci da questa nuova schiavitù". Lettura interessante.
"L’allargamento dello spread tra i BTp italiani e i titoli degli altri Paesi del Sud Europa è in realtà una cosa nuova. Prima di agosto tutti questi spread erano infatti in calo: il mercato premiava più l’Italia rispetto a Spagna e Portogallo. Ma da agosto si è verificata la svolta. Per due motivi, probabilmente: il 31 luglio è arrivata la prima stima sul Pil del secondo trimestre a -0,3% (poi sarà rivista a -0,4%). Questa è stata la prima doccia fredda. La seconda per i mercati è arrivata il 7 agosto: la tassa sugli extraprofitti delle banche. Da allora la luna di miele tra Italia e mercati si è un po’ interrotta. Non siamo certo ai ferri corti, ma l’idillio è finito. Ora sta all’Italia dimostrare che i timori sono mal riposti." La barzelletta del giorno. Lo spread è salito per il dato sul PIL del secondo trimestre e la tassa sugli extraprofitti. Ne avevo lette di cazz... ehm... imprecisioni, ma fino a questo punto no.