Uno dei Paesi che ha piuĢ beneficiato delle sanzioni, e che ha contribuito a mitigarne lāeffetto, eĢ stata proprio la Turchia. Ā«Da marzo 2022 a marzo 2023 eĢ stato registrato un aumento del volume degli scambi tra Turchia e Russia di circa il 90%, costituito in gran parte da macchinari industriali, prodotti chimici, elettronici e tecnologicamente avanzati, come circuiti integrati e semiconduttori, sanzionati dalla Ue ed esportati da Ankara a MoscaĀ», scrive un rapporto del Centro Studi Internazionali (Cesi) diffuso in agosto. Non eĢ una sorpresa che il 2022 si sia concluso con un incremento del 25% dellāexport Ue verso la Turchia.š¤·
Alla Russia (ed ai loro amici arabi) non mancano gli strumenti per tenerci in tensione. Ma noi gli spezzeremo le reni... si, domani...
Bloomberg.com
Russia Temporarily Limits Diesel and Gasoline Exports
Russia temporarily banned exports of diesel in a bid to stabilize domestic supplies, driving prices higher in already tight global fuel markets.
Il peso del costo del lavoro eĢ proprio uno dei fattori che spiega le differenze rispetto allāimpatto della fiammata inflazionistica del 1980. La variazione di fatturato registrata allora, pari al 31,6%, eĢ sostanzialmente analoga al 30,9% del 2022. Come pure lāincremento relativo ai costi per acquisti di servizi e materie prime che era stato allora pari al 38,4% rispetto al 36,7% attuale. Ma lāincidenza del costo del lavoro che era pari al 18,2% del fatturato nel 1980 si eĢ progressivamente ridotta nel tempo fino a scendere allā8,4%. A fianco di fattori quali lāavanzamento tecnologico, lāautomazione e la ricomposizione settoriale, un ruolo chiave eĢ stato giocato dagli interventi sui meccanismi di recupero dellāinflazione. Nel 1980 gli automatismi avevano generato una crescita del costo del lavoro del 16,9% a fronte di una flessione dello 0,8% degli organici, che invece nel 2022 sono cresciuti dellā1,7 con un aumento del costo del lavoro del 3,5%. Un poā, ma proprio un poā se vedeva, daiā¦š
"La passata dinamica del modello produttivo della Ue si eĢ fondata sulle esportazioni nette allocate allāesterno dellāEuro area (Ea) e/o della Ue.
In particolare, fra la fine della crisi finanziaria internazionale e lo scoppio della pandemia (2020), i surplus nelle partite correnti dellāEa hanno registrato forti incrementi a seguito di una drastica compressione della domanda interna negli stati membri piuĢ fragili non compensata da incrementi della domanda aggregata nei paesi piuĢ āfortiā (si veda il grafico in pagina). Pertanto, a livello macroeconomico, lāandamento di questi surplus eĢ un indicatore di tassi di risparmio eccedenti i tassi di investimento piuĢ che una misura della forza competitiva dellāarea.
Nel corso degli anni Dieci, la Ue e ā soprattutto ā la Ea hanno āsottrattoā domanda allāeconomia globale e hanno realizzato quegli inadeguati tassi di accumulazione che contribuiscono a spiegare i ritardi europei nel digitale e nellāintelligenza artificiale a Stati Uniti e Cina, che abbiamo illustrato in altri articoli. Insomma, le economie dellāEa e della Ue, a partire dalla Germania, hanno privilegiato le traiettorie tipiche di una piccola economia piuttosto che la strategia propria a una delle aree economiche preminenti nei mercati internazionali. Inoltre, come sottolineato dalle recenti previsioni della Commissione, vi sono nuovi rischi di divergenza allāinterno della Ue: la relativa debolezza dellāeconomia tedesca si ripercuote sui paesi piuĢ integrati nelle sue catene del valore (Paesi Bassi e Italia).
Sarebbe errato sostenere che, a livello microeconomico, i risultati produttivi europei non siano stati anche il frutto di efficienti adeguamenti tecnologici. Pur se con piuĢ di un lustro di ritardo e con modalitaĢ nazionali cosiĢ differenziate da accrescere gli squilibri interni allāarea, nel corso del decennio Novanta molte imprese grandi e medie della Ue hanno adottato le novitaĢ dellā āinformation and communication technologyā (Ict), introdotte nelle economie statunitensi e asiatiche dalla metaĢ degli anni Ottanta. Al riguardo, le innovazioni realizzate da vari stati membri sono state rilevanti. Eppure, come si eĢ giaĢ detto, tali progressi non sono bastati a evitare ritardi drammatici della Ue rispetto agli Stati Uniti e alla Cina sulle frontiere innovative del digitale e dellāintelligenza artificiale.
Le crescenti tensioni geopolitiche e tecnologiche fra Stati Uniti e Cina e i ritardi innovativi della Ue rischiano di disegnare mercati internazionali dominati da conflitti bilaterali, rispetto ai quali lāeconomia europea ā senza un cambio di passo - sarebbe condannata a ruoli marginali e a un progressivo indebolimento del proprio modello sociale. La capacitaĢ di sostenere un generoso stato sociale e una marcata regolamentazione, propria alla seconda piuĢ sviluppata area economica mondiale, eĢ arrivata al capolinea. Una demografia stagnante ha accentuato i problemi di crescita. Il benessere europeo puoĢ essere salvaguardato solo se la Ue sapraĢ costruire un modello produttivo piuĢ competitivo. Gli ingredienti di questo nuovo modello sono noti percheĢ alla base dellāiniziativa adottata in risposta allo shock pandemico: Next GenerationāEU. Si tratta della tripla transizione āverdeā, digitale e sociale. La strada per la realizzazione di tali transizioni eĢ, peroĢ, impervia. Come diremo meglio in un prossimo articolo, eĢ necessario rafforzare la capacitaĢ fiscale europea e raccordarla a unāallocazione efficiente delle risorse (pubbliche e private) dei singoli stati membri."
Tranquilli sono Buti e Messoriā¦
In particolare, fra la fine della crisi finanziaria internazionale e lo scoppio della pandemia (2020), i surplus nelle partite correnti dellāEa hanno registrato forti incrementi a seguito di una drastica compressione della domanda interna negli stati membri piuĢ fragili non compensata da incrementi della domanda aggregata nei paesi piuĢ āfortiā (si veda il grafico in pagina). Pertanto, a livello macroeconomico, lāandamento di questi surplus eĢ un indicatore di tassi di risparmio eccedenti i tassi di investimento piuĢ che una misura della forza competitiva dellāarea.
Nel corso degli anni Dieci, la Ue e ā soprattutto ā la Ea hanno āsottrattoā domanda allāeconomia globale e hanno realizzato quegli inadeguati tassi di accumulazione che contribuiscono a spiegare i ritardi europei nel digitale e nellāintelligenza artificiale a Stati Uniti e Cina, che abbiamo illustrato in altri articoli. Insomma, le economie dellāEa e della Ue, a partire dalla Germania, hanno privilegiato le traiettorie tipiche di una piccola economia piuttosto che la strategia propria a una delle aree economiche preminenti nei mercati internazionali. Inoltre, come sottolineato dalle recenti previsioni della Commissione, vi sono nuovi rischi di divergenza allāinterno della Ue: la relativa debolezza dellāeconomia tedesca si ripercuote sui paesi piuĢ integrati nelle sue catene del valore (Paesi Bassi e Italia).
Sarebbe errato sostenere che, a livello microeconomico, i risultati produttivi europei non siano stati anche il frutto di efficienti adeguamenti tecnologici. Pur se con piuĢ di un lustro di ritardo e con modalitaĢ nazionali cosiĢ differenziate da accrescere gli squilibri interni allāarea, nel corso del decennio Novanta molte imprese grandi e medie della Ue hanno adottato le novitaĢ dellā āinformation and communication technologyā (Ict), introdotte nelle economie statunitensi e asiatiche dalla metaĢ degli anni Ottanta. Al riguardo, le innovazioni realizzate da vari stati membri sono state rilevanti. Eppure, come si eĢ giaĢ detto, tali progressi non sono bastati a evitare ritardi drammatici della Ue rispetto agli Stati Uniti e alla Cina sulle frontiere innovative del digitale e dellāintelligenza artificiale.
Le crescenti tensioni geopolitiche e tecnologiche fra Stati Uniti e Cina e i ritardi innovativi della Ue rischiano di disegnare mercati internazionali dominati da conflitti bilaterali, rispetto ai quali lāeconomia europea ā senza un cambio di passo - sarebbe condannata a ruoli marginali e a un progressivo indebolimento del proprio modello sociale. La capacitaĢ di sostenere un generoso stato sociale e una marcata regolamentazione, propria alla seconda piuĢ sviluppata area economica mondiale, eĢ arrivata al capolinea. Una demografia stagnante ha accentuato i problemi di crescita. Il benessere europeo puoĢ essere salvaguardato solo se la Ue sapraĢ costruire un modello produttivo piuĢ competitivo. Gli ingredienti di questo nuovo modello sono noti percheĢ alla base dellāiniziativa adottata in risposta allo shock pandemico: Next GenerationāEU. Si tratta della tripla transizione āverdeā, digitale e sociale. La strada per la realizzazione di tali transizioni eĢ, peroĢ, impervia. Come diremo meglio in un prossimo articolo, eĢ necessario rafforzare la capacitaĢ fiscale europea e raccordarla a unāallocazione efficiente delle risorse (pubbliche e private) dei singoli stati membri."
Tranquilli sono Buti e Messoriā¦
Anche in Olanda aumentano la tassazione sulle banche. Ma dai? Ma davvero?
Bloomberg.com
Dutch Lenders Slide After Parliament Approves Bank Tax Increase
Dutch lenders ABN Amro NV and ING Groep NV slid after the parliamentās lower house approved a proposal to increase bank tax to support lower-income households.
Rifanno i calcoli del valore del PIL e il debito/PIL scende. Aritmetica che ci aiuta, tra i mille soliti luoghi comuni del FT
Ft
Italyās budget plans boosted as 2021 economic growth figure is revised upwards | Financial Times
Revision to GDP numbers provides some relief to Giorgia Meloniās government as markets scrutinise economic policies
Poteva mancare la solita quotidiana testa di cavallo mozzata nel letto dell'Italia? Certo che no. Questa volta ce l'hanno con l'ipotesi di esdebitazione degli NPL. E ricordano all'Italia che il suo debito ĆØ tanto, tanto alto e potrebbero accadere cose spiacevoli.
Ft
Italian debt: rule changes could put pressure on investors | Financial Times
Non-performing loans look to be on the rise again
Pure il Portogallo presenta una revisione sostanziosa del suo Recovery Plan e la Commissione lo valuta positivamente. D'altronde quei piani scritti ad inizio 2021 in un'altra era geologica, non valgono più nemmeno la carta su cui sono scritti
European Commission - European Commission
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Highlights, press releases and speeches