"Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
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“Quest’anno la domanda mondiale di energia raggiungerà un nuovo picco a 15,6 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio, circa 5 in più in 20 anni, con una crescita sempre intorno all’1%, come da regola storica. Il 75% dei consumi di energia è coperto da fossili, quota scesa leggermente dall’80% di 50 anni fa, e al primo posto c’è il petrolio, con il 28%, seguito dal carbone, 25%, e dal gas, 22%. Tutto ciò che non è fossile fa un’enorme fatica a crescere, nonostante gli sforzi dei Paesi consumatori, gli enormi incentivi e la vertiginosa caduta dei costi delle rinnovabili. Quelle nuove, in particolare eolico e fotovoltaico, sono triplicate nell’arco di 10 anni, ma contano per meno del 7% del totale e servono sempre per fare elettricità, che nel bilancio finale dei consumi conta solo per un quarto. Nei trasporti, nel riscaldamento e nell’industria, gli altri tre quarti dei consumi finali, serve la densità che solo i fossili riescono a dare.”
Ogni giorno ha la sua pena. Ma c'è da dire che si stanno divertendo parecchio nel tiro al bersaglio. Chi gli sta offrendo il bersaglio qualche domanda se la potrebbe pure fare... o no?
Uno che sa di cosa parla, mette in discussione l'indipendenza della Banca Centrale. A cui non può essere lasciato il monopolio nella lotta all'inflazione condotta manovrando i tassi. Troppi sono gli effetti redistributivi indesiderati. Le scelte di politica monetaria devono essere in capo ad organi democraticamente eletti, unitamente alle scelte di politica fiscale, che potranno così essere coordinate tra loro.
Fino al 2025 il nostro debito pubblico è tenuto in piedi da quel numerino. Sono cose che ovviamente Giorgetti sa. Ma finge di non sapere.
"A tutto questo si sommano due ”fratture” agostane nel rapporto tra Governo e mercati. Le vicende degli extraprofitti delle banche e degli Npl. «La tassa sugli extraprofitti ha spaventato, perché non era attesa su un settore come quello bancario ultimamente molto comprato dagli investitori esteri», commenta Bargelletti. E su questo punto si fermano tutti: sebbene la riforma degli Npl sia stata derubricata a disegno di legge e la tassa sugli extraprofitti sia stata smorzata, la frattura col mercato c’è." LA FRATTURA...🤡
Sempre un paio di giri indietro. In genere, quando gli altri tornano, loro stanno ancora andando😂
Uno dei Paesi che ha più beneficiato delle sanzioni, e che ha contribuito a mitigarne l’effetto, è stata proprio la Turchia. «Da marzo 2022 a marzo 2023 è stato registrato un aumento del volume degli scambi tra Turchia e Russia di circa il 90%, costituito in gran parte da macchinari industriali, prodotti chimici, elettronici e tecnologicamente avanzati, come circuiti integrati e semiconduttori, sanzionati dalla Ue ed esportati da Ankara a Mosca», scrive un rapporto del Centro Studi Internazionali (Cesi) diffuso in agosto. Non è una sorpresa che il 2022 si sia concluso con un incremento del 25% dell’export Ue verso la Turchia.🤷
Alle 10:40 in diretta su Radio Libertà
Immediata testa di cavallo mozzata nel letto della Polonia. Stateve accuort...