"Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
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The winners from higher rates were high-quality borrowers, who locked in low interest rates around the pandemic with bonds maturing further in the future than any time this century. Higher rates have little immediate impact on their borrowing costs—only affecting bonds when they are refinanced—while they earn more on their cash piles straight away.
For the Fed, the dynamic blunts the impact of rate increases, which are meant to work in part by persuading big companies that capital is more expensive so they should pull in their horns. Companies that find they have more money thanks to higher rates can raise dividends, invest more and be more willing to pay up for the right staff, all supporting the economy.
Take Microsoft, the world’s second-most valuable company. It has more cash and short-term investments than debt, so it was never going to be threatened by higher rates. But it has also fixed its borrowing costs: It paid exactly the same interest, $492 million, in the latest quarter as a year earlier. However, it earned substantially more on its cash and short-term investments, with the annualized rate rising to about 3.3% from 2.1%; combined with a small increase in its hoard to $111 billion, it earned $905 million in inback terest just in the quarter, up from $552 million.
Microsoft’s experience appears to be reflected economywide. Corporate net interest payments—that is, interest paid on debt minus that received on savings—fell as interest rates rose, the opposite of what usually happens.
Sul WSJ spiegano bene gli “effetti collaterali” dell’aumento dei tassi. I ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri.
Siamo alle comiche. Portano in tribunale le compagnie petrolifere perché colpevoli di aver nascosto la verità (inoppugnabile?) che le fonti fossili hanno causato il riscaldamento ed i cambiamenti climatici. Fa niente che gli hanno dato da mangiare e vivere per decenni
Finché le parole saranno quelle degli altri, il mondo non potrà essere che quello che desiderano loro per i loro sordidi scopi. È a questo che dovete guardare per capire se stiamo avanzando o meno. E un po’ stiamo avanzando…)

https://goofynomics.blogspot.com/2023/09/mafia-e-immigrazione.html
Chissà chi li incasserà quei miliardi? Qualcuno su Marte?
Dice: ma perché leggi ancora certi giornali? Dico: per cercare di capire da dove tante persone attingano vagonate di luoghi comuni e menzogne
“Quest’anno la domanda mondiale di energia raggiungerà un nuovo picco a 15,6 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio, circa 5 in più in 20 anni, con una crescita sempre intorno all’1%, come da regola storica. Il 75% dei consumi di energia è coperto da fossili, quota scesa leggermente dall’80% di 50 anni fa, e al primo posto c’è il petrolio, con il 28%, seguito dal carbone, 25%, e dal gas, 22%. Tutto ciò che non è fossile fa un’enorme fatica a crescere, nonostante gli sforzi dei Paesi consumatori, gli enormi incentivi e la vertiginosa caduta dei costi delle rinnovabili. Quelle nuove, in particolare eolico e fotovoltaico, sono triplicate nell’arco di 10 anni, ma contano per meno del 7% del totale e servono sempre per fare elettricità, che nel bilancio finale dei consumi conta solo per un quarto. Nei trasporti, nel riscaldamento e nell’industria, gli altri tre quarti dei consumi finali, serve la densità che solo i fossili riescono a dare.”
Ogni giorno ha la sua pena. Ma c'è da dire che si stanno divertendo parecchio nel tiro al bersaglio. Chi gli sta offrendo il bersaglio qualche domanda se la potrebbe pure fare... o no?
Uno che sa di cosa parla, mette in discussione l'indipendenza della Banca Centrale. A cui non può essere lasciato il monopolio nella lotta all'inflazione condotta manovrando i tassi. Troppi sono gli effetti redistributivi indesiderati. Le scelte di politica monetaria devono essere in capo ad organi democraticamente eletti, unitamente alle scelte di politica fiscale, che potranno così essere coordinate tra loro.
Fino al 2025 il nostro debito pubblico è tenuto in piedi da quel numerino. Sono cose che ovviamente Giorgetti sa. Ma finge di non sapere.
"A tutto questo si sommano due ”fratture” agostane nel rapporto tra Governo e mercati. Le vicende degli extraprofitti delle banche e degli Npl. «La tassa sugli extraprofitti ha spaventato, perché non era attesa su un settore come quello bancario ultimamente molto comprato dagli investitori esteri», commenta Bargelletti. E su questo punto si fermano tutti: sebbene la riforma degli Npl sia stata derubricata a disegno di legge e la tassa sugli extraprofitti sia stata smorzata, la frattura col mercato c’è." LA FRATTURA...🤡