"Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
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“Resta il metodo, che sul piano politico è più rilevante: il governo italiano è il solo ad attaccare il proprio commissario europeo ed è anche quello che critica con più forza e sistematicità l’operato della Banca centrale europea (benché osservazioni siano arrivate anche dai leader di Francia, Spagna, Portogallo e Finlandia). E’ probabile che di Gentiloni durante la primavera scorsa abbiano irritato i ministri di Roma le sollecitazioni ad aprire il confronto sulle modifiche del Piano di resilienza. Quella era la fase di maggiore difficoltà sul Pnrr fra Roma e Bruxelles, eppure il commissario spesso ha difeso pubblicamente l’Italia nelle sue audizioni all’Europarlamento. Osserva adesso un’altra figura delle istituzioni europee: «Qualunque sia il merito delle critiche, attaccare Gentiloni ora non è una buona idea. Non fa che rimettere l’Italia sotto i riflettori in Europa, non in una luce favorevole, proprio ora che il governo deve rivedere in peggio i suoi conti». Del resto questa campagna di critiche non ha convinto tutti, neanche a Roma. Nota un esponente di peso della maggioranza: «Come mi spiego gli attacchi a Gentiloni? Semplice: l’estate non è ancora finita»”
“È difficile sapere con precisione quanta parte dell’inflazione attuale possa essere
attribuita agli acquisti di asset pandemici. Sulla base della valutazione della Bce stessa della sua politica tra il 2015 e il 2018, si potrebbe concludere che gli acquisti hanno contribuito per un paio di punti percentuali.
Quindi, se la Bce avesse interrotto i suoi acquisti di asset una volta che i mercati finanziari si fossero stabilizzati a inizio 2020, l’inflazione core oggi potrebbe essere intorno al 3,5%, anziché al 5,5 per cento. Sarebbe una differenza importante e la Bce probabilmente non avrebbe portato i tassi vicino al 4 per cento.
La Banca Centrale Europea sottolinea spesso che ci vuole tempo per vedere gli effetti della sua recente stretta. Ma questa logica dell’effetto ritardato si applica anche agli acquisti PSPP e PEPP che si sono proseguiti fino all’inizio del 2022 quando l’inflazione era già salita. Buona parte dell’inflazione di oggi è dovuta all’effetto delle politiche espansive post Covid che si sono rivelate un errore costoso.” Eppure Daniel Gros dovrebbe avere tutte le informazioni per farsi una domanda e darsi una risposta. La domanda è: se nel 2020, 2021 e 2022 non ci fosse stata la Bce a comprare il debito pubblico emesso per mitigare il disastro del lockdown, dove avremmo preso i soldi? Su Marte?
“I sospetti ovviamente non verranno mai confermati in modo ufficiale, ma la Commissaria alla Concorrenza è quella Margrethe Vestager che concorre per lo stesso posto di Daniele Franco alla presidenza della Bei. Per concorrere ha in qualche modo congelato la propria posizione alla Commissione, ma a Palazzo Chigi storcono il naso: sono i suoi dirigenti che hanno avanzato sin troppe, anche se solo iniziali, riserve sul matrimonio delle due compagnie. E questo mentre il loro capo aspira ad una poltrona tecnica di altissimo livello contesa dall’ex ministro dell’Economia italiano? Non è proprio il massimo del buon gusto, viene osservato. E poi, continuano nel governo, c’è anche il sospetto che qualche tecnico di troppo, sempre alla direzione della Concorrenza, a Bruxelles, abbia agganci e relazioni non unicamente professionali con Parigi, che di sicuro teme un allargamento di Lufthansa anche all’Italia. E che sino ad un anno fa era in corsa con Air France, al posto di Berlino, per rilanciare la compagnia italiana. Saranno
forse cattivi pensieri, ma anche questi sospetti si rincorrono per ora nelle interlocuzioni fra lo staff del nostro capo del governo e quello del nostro ministro dell’Economia, che qui in India, a margine del vertice internazionale, ha definito «incredibile e inspiegabile» il fatto che il dossier non abbia ancora fatto passi avanti.”
“In tale contesto tassare una voce dei ricavi bancari genera effetti distorsivi sullo stato patrimoniale degli istituti di credito, con riflessi negativi per il sistema economico nel suo complesso.
Innanzitutto, la tassa tocca il margine di intermediazione, dunque l’offerta di credito, ma non la gestione del risparmio, l’area dove le principali banche fanno utili. Combinata con la remunerazione nulla delle riserve presso Bce, questo rischia di ridurre ulteriormente la disponibilità di liquidità per il credito alle imprese. Le banche grandi utilizzeranno i fondi disponibili per aumentare i profitti dalle attività di investment banking, mentre la tassa si scaricherà maggiormente su banche più piccole locali, con attività meno diversificate, portando un sensibile effetto restrittivo nei territori dove finanziano piccole e medie imprese. In aggiunta, alterare il sistema di erogazione del credito crea distorsioni nel meccanismo di trasmissione della politica monetaria tra i Paesi membri, soprattutto sul funzionamento del mercato monetario a breve termine. Questo è un problema per la Banca Centrale Europea, che ha già notificato la questione al Governo italiano con una comunicazione ufficiale, perché nel medio periodo aumenta il premio a rischio per le banche italiane, e quindi per i debitori italiani. Infine, con tale manovra si riduce la disponibilità delle banche ad acquistare il debito pubblico, proprio quando anche Bce ne riduce progressivamente l’acquisto, mettendo a rischio
le future emissioni nel momento in cui il
decreto sarà operativo, data già nel mirino degli investitori internazionali.
Queste ragioni rendono necessari significativi correttivi al Decreto in fase di conversione.”
Nessuno di questi motivi, in tutto o in parte, sta in piedi.
"Russia’s ongoing war of aggression against Ukraine and wider geopolitical tensions continue to pose risks and remain a source of uncertainty. Furthermore, monetary tightening may weigh on economic activity more heavily than expected, but could also lead to a faster decline in inflation that would accelerate the restoration of real incomes. By contrast, price pressures could turn out more persistent, prompting a stronger response of monetary policy. Mounting climate risks also weigh on the outlook." E certo! #hastatoilclaimatceing! Ma quanto sono ridicole queste previsioni economiche della Commissione?
"Outlier Germany should look after itself
A sizeable number of council rate-setters will not wish to give undue consideration to Germany’s inflation rate of more than 1 percentage point above the euro area average. Higher German inflation can help lower traditional euro area differences. If Germany needs to damp its own inflation rate, it should rely on structural national policies, not further euro-wide tightening." La Germania faccia le riforme per ridurre la propria inflazione. Applausi. Sipario
Un altro, l’ennesimo, titolo fuorviante. Nessuno legge più le fonti primarie.
La portavoce di Berlino ha fatto incazzare i cinesi
decisioni politica monetaria 14set2023.pdf
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Non ci stiamo capendo una beata mazza, tuttavia l'unico modo per dimostrare che esistiamo è quello di alzare i tassi. Firmato Christine Lagarde