"Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
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Occhio alle date (ed alle parole...). Si tratta della risoluzione parlamentare della maggioranza che esprimeva il Conte 2, pochi giorni prima del definitivo accordo a livello governativo. Intelligenti pauca.
“The ECB was patho­lo­gic­ally loose two years ago when it let the infla­tion genie out of the bottle, and it is now patho­lo­gic­ally tight as infla­tion is com­ing down. The New Keyne­sian fore­cast­ing model of the major cent­ral banks lacks a mon­et­ary anchor and can­not pos­sibly cal­ib­rate the cor­rect policy dosage given the lag times of up to two years. It is lead­ing to fren­etic and destruct­ive lurches in policy.
The ECB is try­ing to restore cred­ib­il­ity by flex­ing its muscles after the under­ly­ing infla­tion­ary cycle has rolled over. So is the US Fed­eral Reserve. This is driven by emo­tion and polit­ics under the pre­tence of eco­nomic sci­ence. We need cent­ral bankers with a cooler nerve” Ambrose Evans-Pritchard
Il Consiglio dopo oltre 3 mesi di "studio" (in verità è stata la Commissione a studiare ed a sottoporre la valutazione alla decisione del Consiglio) approva il Recovery Plan modificato per l'Estonia (una landa con 1/3 degli abitanti ed una superficie poco più che doppia della Puglia). È il primo piano modificato ad essere approvato. Si tratta di 953 milioni di sussidi e le modifiche sono state numerose. Tre mesi per un piano così piccolo, Voi immaginate cosa potrebbe accadere quando l'Italia presenterà le proprie proposte di modifica...
"Starting in 2024, the EU’s top executive is planning to double the European Commission’s annual communications budget from €30 million to €60 million. There’s a war on, the rationale goes, and Europe can’t afford to lose out in the battle to capture the narrative. But the Commission’s plan to operate and fund the endeavor already has people bristling.

More Germans: On the operation side, von der Leyen has brought in another aide from Berlin to steer the project, adding to criticism that she is too reliant on German confidants. And a big, €5 million PR contract was also recently awarded to two German sister companies under an accelerated procedure, fueling suspicion the EU’s comms may become a “made-in-Germany” affair,"
. Raddoppio del budget per la comunicazione, tutto gestito da Von der Leyen ed i suoi compagni di merende. Se arriva ad incazzarsi pure Politico.EU...
Manco sugli interessi maturandi sulle attività finanziarie sequestrare ai russi riescono a mettere le mani. Enormi problemi legali e finanziari, ammonisce la BCE e blocca tutto.
"Giorgia Meloni dovrebbe perseguire una direzione opposta. Rafforzare l’Ue e dotarla di capacità autonome per promuovere beni pubblici europei. Come un Fondo sovrano per gestire la transizione energetica ed ambientale oppure un Patto di stabilità e crescita centrato sul ruolo sovranazionale della Commissione europeo e non su quello intergovernativo del Consiglio dei ministri finanziari. Per di più, di fronte alle evidenti difficoltà che il governo sta mostrando nell’implementazione del Pnrr, esso avrà bisogno del sostegno di Paesi come la Francia che si trovano, anch’essi, con un alto debito pubblico. In altre parole, più integrazione." I sogni bagnati del professor Fabbrini sul Sole 24 Ore
“Sulle decisioni che in questo campo assumerà l’Ue, l’Italia ha una grande responsabilità. Se debito comune europeo continuerà ad essere emesso dipende soprattutto da noi. Siamo il Paese che più trae beneficio da Ngeu: se, nonostante questa straordinaria apertura di credito, rinunciassimo al piano, o dichiarassimo di non essere più interessati, o addirittura ammettessimo di essere incapaci di realizzarlo, dubito che di debito comune si riparlerà per alcune generazioni”. Temo che il dubbio di Francesco Giavazzi possa considerarsi già una certezza. Il NGEU è già ora un esperimento destinato a non ripetersi.
Che ve lo dico a fare…
Stanno cominciando ad innervosirsi anche gli spagnoli
Forwarded from Market News Feed
SPAIN'S ECONOMY MIN. CALVIÑO SEES NO NEED FOR MORE RATE HIKES. ...
Forwarded from Giubbe Rosse
PERCHÉ LA LETTERA DEL MEF PRO MES È UN BOOMERANG
di Giuseppe Liturri

[...] al Mef avevano ansia di scrivere qualcosa meno banale e si sono avventurati sul terreno scivoloso delle congetture. Infatti “sulla base di riscontri avuti da analisti ed operatori di mercato, è possibile che la riforma del Mes porti ad una migliore valutazione del merito di credito degli Stati membri aderenti, con un effetto più pronunciato per quelli a più elevato debito come l’Italia”. No, non ci siamo, gentile avvocato Varone. Tremonti non le ha chiesto cosa ne pensano “analisti ed operatori di mercato” (chi, quando?), le ha chiesto cosa ne pensano i suoi tecnici, in punto di norme di finanza pubblica. Nulla di più. Le telefonate ai mercati Tremonti è in grado di farle da solo, probabilmente a livelli più alti rispetto a quelli attinti dai tecnici del Mef.

L’ultimo argomento – a ben leggerlo – è contro la ratifica, non a favore. Infatti i tecnici sono costretti ad ammettere che il costo dell’attivazione del Mes è un’incognita inestricabile. Quanto costano i prestiti del Mes? Non si sa. Dipende da quanto paga il Mes per finanziarsi sui mercati e da come si muove nella raccolta (breve o medio/lungo termine), poi dal ricarico che ci metterà per coprire costi operativi ed “un margine adeguato” (volete mica che lavorino gratis!), lo strumento scelto dallo Stato membro per finanziarsi (la linea precauzionale o quella a condizioni rafforzate). Insomma si fa prima a lanciare i dadi. Poi bisogna fare il confronto con il costo di indebitamento prima di accedere al prestito, perché ovviamente il Mes avrebbe un impatto positivo solo qualora i costi di finanziamento sui mercati fossero arrivati alle stelle, tipo Grecia. Qualcuno si può avventurare a fare calcoli del genere per l’Italia? Nessuno. Infatti i tecnici del Mef lanciano il sasso, ma poi nascondono la mano. E da quando la Repubblica Italiana è costretta a chiedere prestiti con costo da determinarsi?

Alla fine, sapete chi ne beneficerebbe? Gli Stati membri azionisti del Mes (anche l’Italia ovviamente, ma è una partita di giro) che, grazie ai tassi che il Paese debitore pagherebbe, riceverebbero una migliore “remunerazione del capitale versato”. La conferma che è uno strumento che conviene ai creditori e non ai debitori. (Fonte: Startmag)

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