Forwarded from Daniele Capezzone
+++Superlavoro per Venancio a Capalbio+++
Segnora, quindi per weekend e ponte torna il segnorino dall’Università. Stiro pantalone bianco per cocktail in villa e invece preparo maglietta rossa con Che Guevara per ripresa dell’occupazione antifascista tra una settimana, giusto?
Segnora, quindi per weekend e ponte torna il segnorino dall’Università. Stiro pantalone bianco per cocktail in villa e invece preparo maglietta rossa con Che Guevara per ripresa dell’occupazione antifascista tra una settimana, giusto?
Forwarded from Giubbe Rosse
ORA CHE LA GERMANIA NE HA BISOGNO, SÌ UE AI MAXI RISTORI CONTRO LE BOLLETTE
di Giuseppe Liturri, La Verità, 30 ottobre 2020
La Commissione europea ha aperto “un'autostrada a quattro corsie a disposizione dei governi nazionali per concedere aiuti alle rispettive imprese. con l'essenziale e decisiva differenza che il governo tedesco ha già messo a punto una fuoriserie per scorrazzare in libertà senza incorrere nella violazione dell'equità delle condizioni di concorrenza su cui si fonda l'integrità del mercato interno. Invece, al momento, il governo di Roma ha a disposizione solo un Vespino peraltro con la spia della riserva accesa. Per non parlare di Francia e Spagna che da mesi sussidiano le proprie imprese. La prima con un tetto al costo dell'energia, la seconda con un tetto al prezzo del gas per produzione termoelettrica. i dettagli lasciano esterrefatti. Si tratta della seconda deroga del nuovo Qt Ucraina, varato il 23 Marzo scorso ed emendato per la prima volta il 20 luglio. C'è dapprima da calcolare un plafond massimo sui cui dettagli non annoiamo il lettore. Basti sapere che c'è un sensibile miglioramento rispetto alla prima versione del Qt, per tutte le imprese che hanno subito un incremento nei costi medi delle fonti energetiche (gas o elettricità) rispetto al 2021. Ma le maglie si aprono ancora per quanto riguarda i massimali e le condizioni di ammissione. Come osservabile in tabella, c'è un primo livello di aiuti concedibile a chi non ha subito riduzioni di redditività. il limite passa da due a quattro milioni per impresa, con la percentuale di costi ammissibili che passa dal 30% al 50%. La differenza enorme rispetto al passato è che prima veniva richiesta espressamente la perdita di bilancio, ora è sufficiente una semplice riduzione (40%) dell'Ebitda (risultato al lordo di ammortamenti oneri finanziari e imposte). Chi soddisfa questa condizione vede aprirsi un vero e proprio bengodi. gli aiuti salgono a 100 milioni per impresa, calcolati sul 40% dei costi ammissibili. Se si trattasse poi di imprese energivore, si passa al 65% dei costi ammissibili con un massimale di 50 milioni. Infine, se si trattasse di un'impresa energivora appartenente a determinati settori, l'intensità dell'aiuto sale all'ottanta per 100 di costi ammissibili, con un tetto di 150 milioni di impresa.
Balza subito all'occhio che la massima intensità di aiuto e verso il fior fiore dell'industria tedesca (estrazione di minerali acciaio vetro siderurgia cemento ecc.) ed è di straordinaria entità il tetto massimo di 150 milioni a impresa. Valori mai visti nemmeno per gli aiuti covid. Questa eccezionale disponibilità della commissione, manifestamente disegnata su misura delle esigenze tedesche. Non è vittimismo, ma lettura della realtà osservare che quando i limiti servivano a proteggere soprattutto le imprese italiane la commissione non è stata di manica larga.
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di Giuseppe Liturri, La Verità, 30 ottobre 2020
La Commissione europea ha aperto “un'autostrada a quattro corsie a disposizione dei governi nazionali per concedere aiuti alle rispettive imprese. con l'essenziale e decisiva differenza che il governo tedesco ha già messo a punto una fuoriserie per scorrazzare in libertà senza incorrere nella violazione dell'equità delle condizioni di concorrenza su cui si fonda l'integrità del mercato interno. Invece, al momento, il governo di Roma ha a disposizione solo un Vespino peraltro con la spia della riserva accesa. Per non parlare di Francia e Spagna che da mesi sussidiano le proprie imprese. La prima con un tetto al costo dell'energia, la seconda con un tetto al prezzo del gas per produzione termoelettrica. i dettagli lasciano esterrefatti. Si tratta della seconda deroga del nuovo Qt Ucraina, varato il 23 Marzo scorso ed emendato per la prima volta il 20 luglio. C'è dapprima da calcolare un plafond massimo sui cui dettagli non annoiamo il lettore. Basti sapere che c'è un sensibile miglioramento rispetto alla prima versione del Qt, per tutte le imprese che hanno subito un incremento nei costi medi delle fonti energetiche (gas o elettricità) rispetto al 2021. Ma le maglie si aprono ancora per quanto riguarda i massimali e le condizioni di ammissione. Come osservabile in tabella, c'è un primo livello di aiuti concedibile a chi non ha subito riduzioni di redditività. il limite passa da due a quattro milioni per impresa, con la percentuale di costi ammissibili che passa dal 30% al 50%. La differenza enorme rispetto al passato è che prima veniva richiesta espressamente la perdita di bilancio, ora è sufficiente una semplice riduzione (40%) dell'Ebitda (risultato al lordo di ammortamenti oneri finanziari e imposte). Chi soddisfa questa condizione vede aprirsi un vero e proprio bengodi. gli aiuti salgono a 100 milioni per impresa, calcolati sul 40% dei costi ammissibili. Se si trattasse poi di imprese energivore, si passa al 65% dei costi ammissibili con un massimale di 50 milioni. Infine, se si trattasse di un'impresa energivora appartenente a determinati settori, l'intensità dell'aiuto sale all'ottanta per 100 di costi ammissibili, con un tetto di 150 milioni di impresa.
Balza subito all'occhio che la massima intensità di aiuto e verso il fior fiore dell'industria tedesca (estrazione di minerali acciaio vetro siderurgia cemento ecc.) ed è di straordinaria entità il tetto massimo di 150 milioni a impresa. Valori mai visti nemmeno per gli aiuti covid. Questa eccezionale disponibilità della commissione, manifestamente disegnata su misura delle esigenze tedesche. Non è vittimismo, ma lettura della realtà osservare che quando i limiti servivano a proteggere soprattutto le imprese italiane la commissione non è stata di manica larga.
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Non male questo dato del PIL italiano. Da notare il rimbalzo rispetto al terzo trimestre 2021 di Spagna e Portogallo, gli altri Paesi il cui turismo era stato colpito dalle restrizioni per il Covid. Col terzo trimestre si chiude la stagione dei rimbalzi rispetto all’era Covid. Ora la crescita è tutta da costruire. O meglio, la recessione tutta da evitare.
Questi sono i dati (armonizzati per rendere coerenti i confronti) dell’inflazione. Notate il differenziale negativo tra Italia e Germania. Notate ancora di più la differenza con Francia e Spagna. In questi Paesi, lo Stato si è assunto l’onere di ridurre “a monte” il costo dell’energia, sia pure con strumenti diversi. Sono questi differenziali di inflazione che, se prolungati, distruggono la competitività della nostra industria. Non sono più tollerabili. Su novembre e dicembre si attendono interventi adeguati da parte del governo. Se invece si crede che l’unica via per ridurre l’inflazione sia quella di distruggere la domanda ed il reddito, perché l’intervento statale sosterrebbe in qualche modo i consumi, allora lo si dica chiaramente.