"Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
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“È arrivato il momento per molti politici italiani di fare pace con il Mes e di procedere alla ratifica del trattato che istituisce le nuove funzioni del Meccanismo europeo di stabilità, che lo trasforma in uno strumento non solo di assistenza agli Stati in difficoltà, ma anche in un supporto nelle crisi delle istituzioni bancarie, passaggio fondamentale per completare l'unione bancaria. Inoltre, nello scenario attuale di crisi energetica, potrebbe rappresentare uno strumento in più a disposizione degli Stati in caso di necessità, come è accaduto per il Covid”
“Klaus Regling, managing director del Mes fin dalla sua istituzione, che ha terminato il proprio incarico il 7 ottobre, durante la sua ultima conferenza stampa rispondendo a una domanda ha detto di non avere «mai discusso con la signora Meloni» della sua visione del Mes «ma le spiegherei che l'unione monetaria ha bisogno del Mes perché la Bce non può finanziare direttamente gli Stati membri, è escluso dai Trattati». «La Bce — ha aggiunto — non può svolgere il ruolo che le banche centrali hanno negli Usa, nel Regno Unito, in Svezia e in Polonia. E non può essere l'ultima risorsa. Quindi è positivo avere un fondo di salvataggio permanente”
Tra poco interverrò a Coffee Break su La 7
In pochi mesi, le proiezioni del PIL 2023 del FMI ci vedono perdere 0,9 e 1,9 punti. Ormai siamo in territorio negativo (-0,2%), e la Nota di aggiornamento al Def di qualche giorno fa riportava ancora +0,6%. Il tutto in un fatale abbraccio con la Germania. Dove sono quelli del "facciamo come..."?
La spesa pubblica, una delle componenti del PIL, dopo un ventennio di crescita reale negativa, promette faville nel 2023: un bel -0,5%.
Vi piace quella classica puzza di bruciato che esce da questi dati, che ci vedono ridurre il deficit/PIL (anche quello strutturale) di due punti scarsi rispetto al 2022?
Questa non la commento nemmeno...
Secondo costoro, lo spread sui BTP scende alla notizia dei prestiti europei perché "darebbe ossigeno alla spesa pubblica, senza appesantire il debito". Come se i prestiti europei non fossero debito. Ovviamente lo sono. Il sollievo dei mercati alla notizia è giustificabile considerando che oggi, in assenza della Bce, sapere che ci saranno minori emissioni di titoli italiani, perché sostituiti da prestiti UE, è per loro una buona notizia. Deve essere inteso come un segnale molto preoccupante: significa che di fatto abbiamo perso l'accesso ai mercati e l'unico canale di finanziamento che ci rimane è quello "indiretto" fornito dalla Ue. Che si chiami RRF o MES.
Questi fanno un avanzo delle partite correnti per $52 miliardi in un trimestre contro i 77 del trimestre precedente, e vengono dipinti come sull'orlo del disastro. Ma quando faranno effetto queste sanzioni? Ah, dite che faremo prima noi a veder desertificare la nostra manifattura?
I polacchi scappano a gambe levate davanti a chi gli ricorda una possibile adesione all'eurozona. Ad ogni crisi che arriva, si tocca con mano l'importanza di esserne rimasti fuori.
Sono i dati dell’ultima emissione di titoli Ue per il NextGenEu. Traete voi le conclusioni. Io quello che dovevo dire l’ho detto. Aggiungo solo che quegli spread non possono essere giustificati da rischio rottura euro e ridenominazione.
Ultime aste dei BOT 12 mesi. No comment
“L’Europa ritrova sé stessa quando si leva con una sola voce contro i bombardamenti sui cittadini di Kiev, quando sintonizza la sua cifra economica alla propria dimensione di cassaforte planetaria di princìpi, unico pezzo di mondo dove non esiste la pena di morte, brandello di terra che dalle proprie ferite secolari ha imparato quanto valgano i diritti civili e quanto il diritto ai sogni di ciascuno. Ha un suo Pantheon quest’Europa”
“In quest’Europa, il peccato più grave di un premier come Orbán, sotto scrutinio della Commissione da qui a novembre, non è aver brigato con il tiranno di Mosca per sabotare le nostre sanzioni: è aver fatto strame dei sogni di tanti, riducendoli a bancomat.”