Pubblicato il Dl green pass on Gazzetta Ufficiale; stando a quanto sostiene Borghi (Lega), il testo è pubblicato è stato addirittura modificato dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri:
https://twitter.com/borghi_claudio/status/1440450511279255553?s=19
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Claudio Borghi A.
Per chi volesse divertirsi a cercare le differenze (leggi: intervento di lobby così potenti che possono cambiare i testi anche dopo approvati) qui c'è il testo del consiglio dei ministri fiscoetasse.com/files/12845/bo… e qui il testo definitivo gazzettau…
Forwarded from Giubbe Rosse
TERZA DOSE, RICCIARDI: "RICHIAMO SARÀ PER TUTTI E DIVENTERÀ PERIODICO"
"L'anno prossimo tutti gli italiani faranno la terza dose di vaccino, non solo le persone più fragili e i sanitari". A prevederlo è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica di Roma, in un'intervista a 'Il Messaggero'. "A nove-dieci mesi dalla vaccinazione, una persona sana e in età non avanzata è ancora protetta", dice Ricciardi. "È plausibile però che nel 2022 tutti dovranno fare un richiamo del vaccino anti-covid", aggiunge. (Fonte: Adnkronos)
La differenza tra un complottista e un individuo che crede ai mainstream è che il secondo arriva a capire le stesse verità con un anno di ritardo.
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"L'anno prossimo tutti gli italiani faranno la terza dose di vaccino, non solo le persone più fragili e i sanitari". A prevederlo è Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e ordinario di Igiene generale e applicata all'Università Cattolica di Roma, in un'intervista a 'Il Messaggero'. "A nove-dieci mesi dalla vaccinazione, una persona sana e in età non avanzata è ancora protetta", dice Ricciardi. "È plausibile però che nel 2022 tutti dovranno fare un richiamo del vaccino anti-covid", aggiunge. (Fonte: Adnkronos)
La differenza tra un complottista e un individuo che crede ai mainstream è che il secondo arriva a capire le stesse verità con un anno di ritardo.
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Adnkronos
Terza dose, Ricciardi: "Richiamo sarà per tutti e diventerà periodico"
Per il consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza 'è presumibile che a partire dal 2022 una dose ulteriore debba essere fatta da tutti'
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
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La dottoressa Jessica Rose all'udienza pubblica aperta della FDA: "C'è un aumento di oltre il 1000% nel numero totale di eventi avversi solo per il 2021 e non abbiamo ancora finito con il 2021... Secondo me [i rischi] superano qualsiasi potenziale beneficio... con questi prodotti, specialmente nei bambini".
Forwarded from Giubbe Rosse
DRAGHI RISPONDE ALLO STUDENTE CHE HA SCRITTO LA TESI DI LAUREA SUL REDDITO DI CITTADINANZA
Una lettera inattesa col timbro postale di Roma e un mittente speciale: il presidente del Consiglio dei ministri. Destinatario della busta: Marco Liati, studente varesino di 27 anni, oggi alle prese col corso di studi magistrali in Economia all’università dell’Insubria di Varese e che ha inviato la sua tesi sul Reddito di cittadinanza proprio a Mario Draghi, il quale ha apprezzato il gesto rispondendo con una lettera firmata di suo pugno. (Fonte: Corriere)
Tradotto: vorrei abolirlo, ma è l'unica cosa che tiene in vita il M5S e io ho bisogno dei voti del M5S per non far cadere il governo.
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Una lettera inattesa col timbro postale di Roma e un mittente speciale: il presidente del Consiglio dei ministri. Destinatario della busta: Marco Liati, studente varesino di 27 anni, oggi alle prese col corso di studi magistrali in Economia all’università dell’Insubria di Varese e che ha inviato la sua tesi sul Reddito di cittadinanza proprio a Mario Draghi, il quale ha apprezzato il gesto rispondendo con una lettera firmata di suo pugno. (Fonte: Corriere)
Tradotto: vorrei abolirlo, ma è l'unica cosa che tiene in vita il M5S e io ho bisogno dei voti del M5S per non far cadere il governo.
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Forwarded from Marco Cosentino
Referendum NO Green Pass – Tutte le ragioni per dire SI alla raccolta firme 🌺🌺🌺
(1/2)
La raccolta delle firme promossa dal Comitato referendario costituito da studiosi, docenti universitari, professionisti ed esponenti della cultura italiana al fine di indire un referendum abrogativo del Green Pass, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione, ha curiosamente suscitato in questi giorni rilievi strumentali e fuorvianti, provenienti in parte da fonte anonima, in parte da soggetti noti al pubblico per avere sostenuto, in passato, posizioni critiche in opposizione alle scelte governative e in parte da soggetti che hanno avviato raccolte di firme per finalità al momento sconosciute.
Per chiarire i dubbi dei cittadini, riteniamo quindi necessario rispondere punto per punto ai rilievi suddetti:
- “Se il referendum fallisce, il Green Pass diventa obbligatorio” – Non è vero. Il Green Pass è già obbligatorio, perché introdotto dal Governo con una serie di decreti legge, in parte già convertiti in legge.
- “Se il referendum fallisce, si rischia di legittimare il Green Pass’ – Non è vero. In caso di esito negativo, il referendum abrogativo non legittimerebbe alcunché. Giuridicamente, è uno strumento predisposto per chiedere l’abrogazione – e non la legittimazione – di una legge o di un atto avente forza di legge. Il referendum, inoltre, non impedisce lo svolgimento di altre azioni, quali ricorsi, scioperi o altro: la stessa incostituzionalità delle norme sul Green Pass può essere fatta valere prima, durante e dopo il referendum. Semmai, allo stato attuale, è il comportamento degli italiani che utilizzano il Green Pass a legittimare questo odioso strumento di discriminazione individuale e sociale.
- “Se il referendum fallisce, ci teniamo il Green Pass altri 5 anni” – Non è vero. Se si raccogliessero le firme necessarie per indire il referendum, e se in sede referendaria prevalessero i voti contrari all’abrogazione delle norme sul Green Pass, l’unica conseguenza giuridica sarebbe quella di non poter proporre un altro referendum abrogativo per il periodo di tempo indicato. Ma, a norma di legge, al voto referendario non si potrà andare prima della primavera del 2022 e, per allora, i cittadini italiani avranno avuto conferma del comportamento del Governo e potranno decidere dati alla mano: se il Green Pass non ci sarà più, non ci sarà più bisogno del referendum.
- “Se il referendum fallisce, il Governo dirà di essere sostenuto dalla maggioranza degli italiani ed estenderà la durata del Green Pass” – Non è vero. Il Governo fa ciò che vuole, anche senza referendum. E, infatti, la durata del Green Pass è già stata estesa oltre il 31 dicembre, per i sanitari, dalla legge di conversione del Decreto Legge n. 105, pubblicato oggi 22 settembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (vedi l’art. 4bis del Decreto convertito).
- “Lo stato di emergenza finisce il 31 dicembre e poi basta Green Pass” – Non è vero. Oltre quanto detto al punto precedente, se anche lo stato di emergenza terminasse davvero il 31 dicembre, il Green Pass potrebbe essere sempre regolato in maniera autonoma e distinta dallo stato emergenziale. Quest’ultimo, inoltre, è disciplinato da norme di legge ordinaria in materia di protezione civile e, quindi, da norme che possono sempre essere modificate e derogate, come tutte le altre norme di legge ordinaria.
- “Non si può proporre un referendum sui Decreti Legge, la Corte costituzionale boccerà tutto”. Non è vero. L’art. 75 della Costituzione consente di proporre referendum abrogativi di leggi e atti aventi forza di legge, quindi anche dei Decreti Legge.
- “Non raccogliamo ora le firme per il referendum, è meglio farlo dopo” – Non è vero. Dopo non sarà più possibile: a causa delle scadenze incrociate derivanti dalla normativa sui referendum e dalla fine dalla legislatura, il referendum non potrà essere proposto fino al 2024.
(segue)
(1/2)
La raccolta delle firme promossa dal Comitato referendario costituito da studiosi, docenti universitari, professionisti ed esponenti della cultura italiana al fine di indire un referendum abrogativo del Green Pass, ai sensi dell’art. 75 della Costituzione, ha curiosamente suscitato in questi giorni rilievi strumentali e fuorvianti, provenienti in parte da fonte anonima, in parte da soggetti noti al pubblico per avere sostenuto, in passato, posizioni critiche in opposizione alle scelte governative e in parte da soggetti che hanno avviato raccolte di firme per finalità al momento sconosciute.
Per chiarire i dubbi dei cittadini, riteniamo quindi necessario rispondere punto per punto ai rilievi suddetti:
- “Se il referendum fallisce, il Green Pass diventa obbligatorio” – Non è vero. Il Green Pass è già obbligatorio, perché introdotto dal Governo con una serie di decreti legge, in parte già convertiti in legge.
- “Se il referendum fallisce, si rischia di legittimare il Green Pass’ – Non è vero. In caso di esito negativo, il referendum abrogativo non legittimerebbe alcunché. Giuridicamente, è uno strumento predisposto per chiedere l’abrogazione – e non la legittimazione – di una legge o di un atto avente forza di legge. Il referendum, inoltre, non impedisce lo svolgimento di altre azioni, quali ricorsi, scioperi o altro: la stessa incostituzionalità delle norme sul Green Pass può essere fatta valere prima, durante e dopo il referendum. Semmai, allo stato attuale, è il comportamento degli italiani che utilizzano il Green Pass a legittimare questo odioso strumento di discriminazione individuale e sociale.
- “Se il referendum fallisce, ci teniamo il Green Pass altri 5 anni” – Non è vero. Se si raccogliessero le firme necessarie per indire il referendum, e se in sede referendaria prevalessero i voti contrari all’abrogazione delle norme sul Green Pass, l’unica conseguenza giuridica sarebbe quella di non poter proporre un altro referendum abrogativo per il periodo di tempo indicato. Ma, a norma di legge, al voto referendario non si potrà andare prima della primavera del 2022 e, per allora, i cittadini italiani avranno avuto conferma del comportamento del Governo e potranno decidere dati alla mano: se il Green Pass non ci sarà più, non ci sarà più bisogno del referendum.
- “Se il referendum fallisce, il Governo dirà di essere sostenuto dalla maggioranza degli italiani ed estenderà la durata del Green Pass” – Non è vero. Il Governo fa ciò che vuole, anche senza referendum. E, infatti, la durata del Green Pass è già stata estesa oltre il 31 dicembre, per i sanitari, dalla legge di conversione del Decreto Legge n. 105, pubblicato oggi 22 settembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (vedi l’art. 4bis del Decreto convertito).
- “Lo stato di emergenza finisce il 31 dicembre e poi basta Green Pass” – Non è vero. Oltre quanto detto al punto precedente, se anche lo stato di emergenza terminasse davvero il 31 dicembre, il Green Pass potrebbe essere sempre regolato in maniera autonoma e distinta dallo stato emergenziale. Quest’ultimo, inoltre, è disciplinato da norme di legge ordinaria in materia di protezione civile e, quindi, da norme che possono sempre essere modificate e derogate, come tutte le altre norme di legge ordinaria.
- “Non si può proporre un referendum sui Decreti Legge, la Corte costituzionale boccerà tutto”. Non è vero. L’art. 75 della Costituzione consente di proporre referendum abrogativi di leggi e atti aventi forza di legge, quindi anche dei Decreti Legge.
- “Non raccogliamo ora le firme per il referendum, è meglio farlo dopo” – Non è vero. Dopo non sarà più possibile: a causa delle scadenze incrociate derivanti dalla normativa sui referendum e dalla fine dalla legislatura, il referendum non potrà essere proposto fino al 2024.
(segue)
Forwarded from Marco Cosentino
Referendum NO Green Pass – Tutte le ragioni per dire SI alla raccolta firme 🌺🌺🌺
(2/2)
(continua dal post precedente)
- “Facciamo i ricorsi, invece del Referendum”. Siamo d’accordo e ci stiamo lavorando, come tanti altri professionisti, ma lo facciamo in silenzio, senza ingenerare false aspettative in nessuno e gratuitamente, pro bono.
- “Facciamo lo sciopero generale invece!” – Benissimo, siamo con voi. Ma senza volerci precludere il referendum come ulteriore strumento di protesta contro questo regime.
Un’alternativa al referendum c’è. Non fare nulla. E continuare a utilizzare il Green Pass. E, nel frattempo, il Governo continuerà a fare quello che vuole, come ha sempre fatto in questi due anni.
Il Comitato Promotore del Referendum No Green Pass
Olga Milanese, Luca Marini, Francesco Benozzo
(2/2)
(continua dal post precedente)
- “Facciamo i ricorsi, invece del Referendum”. Siamo d’accordo e ci stiamo lavorando, come tanti altri professionisti, ma lo facciamo in silenzio, senza ingenerare false aspettative in nessuno e gratuitamente, pro bono.
- “Facciamo lo sciopero generale invece!” – Benissimo, siamo con voi. Ma senza volerci precludere il referendum come ulteriore strumento di protesta contro questo regime.
Un’alternativa al referendum c’è. Non fare nulla. E continuare a utilizzare il Green Pass. E, nel frattempo, il Governo continuerà a fare quello che vuole, come ha sempre fatto in questi due anni.
Il Comitato Promotore del Referendum No Green Pass
Olga Milanese, Luca Marini, Francesco Benozzo
Forwarded from Giubbe Rosse
INFORMATORE CINESE: IL PRIMO FOCOLAIO DI COVID-19 RISALE A OTTOBRE 2019 ED È STATO DIFFUSO DELIBERATAMENTE
Il Daily Mail riporta oggi le clamorose rivelazioni del dissidente e informatore Wei Jingsheng, ex membro del Partito comunista cinese, rilasciate a Sky News per il documentario "What Really Happened in Wuhan". Secondo Jingsheng, la Cina avrebbe deliberatamente diffuso il Covid in occasione di un torneo militare a ottobre 2019. I Giochi militari mondiali dell'ottobre 2019 sarebbero stati dunque il primo evento superdiffusore del virus.
Il torneo internazionale per atleti militari si è tenuto a Wuhan due mesi prima che la Cina notificasse all'OMS i primi casi. Secondo Jingsheng, non è casuale che alcuni dei 9.000 atleti internazionali riunitisi per l'evento si siano ammalati di una malattia misteriosa. "Pensavo che il governo cinese avrebbe colto l'occasione per diffondere il virus durante i Giochi militari, poiché molti stranieri si sarebbero presentati lì", ha detto. L'informatore ha affermato di essere venuto a conoscenza di indiscrezioni in base alle quali il governo cinese avrebbe svolto un "esercizio insolito" durante i giochi: "[Sapevo] della possibilità che il governo cinese utilizzasse alcune strane armi, comprese le armi biologiche, perché sapevo che stavano facendo esperimenti di quel tipo", ha detto. Le sue affermazioni sono state supportate dall'ex consigliere principale per la Cina presso il Dipartimento di Stato americano Miles Yu.
Jingsheng ha detto che gli atleti francesi, tedeschi e americani sono stati tra quelli che si sono ammalati al torneo con sintomi simili a Covid, ma non sono mai stati testati per il virus.
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Il Daily Mail riporta oggi le clamorose rivelazioni del dissidente e informatore Wei Jingsheng, ex membro del Partito comunista cinese, rilasciate a Sky News per il documentario "What Really Happened in Wuhan". Secondo Jingsheng, la Cina avrebbe deliberatamente diffuso il Covid in occasione di un torneo militare a ottobre 2019. I Giochi militari mondiali dell'ottobre 2019 sarebbero stati dunque il primo evento superdiffusore del virus.
Il torneo internazionale per atleti militari si è tenuto a Wuhan due mesi prima che la Cina notificasse all'OMS i primi casi. Secondo Jingsheng, non è casuale che alcuni dei 9.000 atleti internazionali riunitisi per l'evento si siano ammalati di una malattia misteriosa. "Pensavo che il governo cinese avrebbe colto l'occasione per diffondere il virus durante i Giochi militari, poiché molti stranieri si sarebbero presentati lì", ha detto. L'informatore ha affermato di essere venuto a conoscenza di indiscrezioni in base alle quali il governo cinese avrebbe svolto un "esercizio insolito" durante i giochi: "[Sapevo] della possibilità che il governo cinese utilizzasse alcune strane armi, comprese le armi biologiche, perché sapevo che stavano facendo esperimenti di quel tipo", ha detto. Le sue affermazioni sono state supportate dall'ex consigliere principale per la Cina presso il Dipartimento di Stato americano Miles Yu.
Jingsheng ha detto che gli atleti francesi, tedeschi e americani sono stati tra quelli che si sono ammalati al torneo con sintomi simili a Covid, ma non sono mai stati testati per il virus.
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Mail Online
Chinese whistleblower claims first COVID outbreak was INTENTIONAL and happened in October 2019 at Military World Games in Wuhan…
Ex-Chinese Communist Party insider Wei Jingsheng told a shocking new documentary The World Military Games in October 2019 could have acted as the virus' first superspreader event.
Forwarded from Giubbe Rosse
MEDICI ORDINE ROMA: “TERZA DOSE SANITARI PRIMA POSSIBILE O RISCHIO STOP REPARTI”
“Riteniamo necessario che sia attivata il prima possibile la procedura per la terza dose da destinare almeno ai sanitari che sono stati tra i primi ad essere vaccinati” contro Covid-19. Lo chiede il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. “Sono loro ora i soggetti maggiormente a rischio di infettarsi - sottolinea - perché sicuramente la loro risposta anticorpale si è abbassata molto, essendo passati molti mesi dalla vaccinazione. Bisogna evitare che questi colleghi diventino positivi e che si ammalino, soprattutto in questo momento, perché - avverte il presidente dell’Omceo capitolino - stiamo per entrare in una nuova stagione e non sappiamo come andrà. È importante che tutti i medici siano in servizio e che non vadano in quarantena, perché il rischio è quello di chiudere i reparti proprio per mancanza di personale medico”. Per questo si deve vaccinare “il più possibile per dare una risposta anticorpale e per ridurre al massimo il rischio che un medico si ammali in servizio”. Per il richiamo vaccinale ai sanitari si attende l’ok da parte del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus. (Fonte: Sole24Ore)
Avete letto bene. Sono gli operatori sanitari i soggetti maggiormente a rischio di infettarsi perché sono stati i primi a vaccinarsi. E non lo diciamo noi (che peraltro lo ripetiamo da mesi), oggi lo dice l'ordine dei medici. Domanda: ma non si era detto finora che i vaccinati erano immunizzati e che la vaccinazione di massa ci avrebbe portato fuori dalla pandemia permettendo la ripartenza economica? Che gli unici a rischiare erano i non vaccinati? Allora perché tutta questa necessità impellente di ricorrere alla terza dose per chi è già vaccinato con ciclo completo? Già, chissà perché.
Non ci vorremmo sbagliare, ma abbiamo l'impressione che il re è nudo.
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“Riteniamo necessario che sia attivata il prima possibile la procedura per la terza dose da destinare almeno ai sanitari che sono stati tra i primi ad essere vaccinati” contro Covid-19. Lo chiede il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. “Sono loro ora i soggetti maggiormente a rischio di infettarsi - sottolinea - perché sicuramente la loro risposta anticorpale si è abbassata molto, essendo passati molti mesi dalla vaccinazione. Bisogna evitare che questi colleghi diventino positivi e che si ammalino, soprattutto in questo momento, perché - avverte il presidente dell’Omceo capitolino - stiamo per entrare in una nuova stagione e non sappiamo come andrà. È importante che tutti i medici siano in servizio e che non vadano in quarantena, perché il rischio è quello di chiudere i reparti proprio per mancanza di personale medico”. Per questo si deve vaccinare “il più possibile per dare una risposta anticorpale e per ridurre al massimo il rischio che un medico si ammali in servizio”. Per il richiamo vaccinale ai sanitari si attende l’ok da parte del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus. (Fonte: Sole24Ore)
Avete letto bene. Sono gli operatori sanitari i soggetti maggiormente a rischio di infettarsi perché sono stati i primi a vaccinarsi. E non lo diciamo noi (che peraltro lo ripetiamo da mesi), oggi lo dice l'ordine dei medici. Domanda: ma non si era detto finora che i vaccinati erano immunizzati e che la vaccinazione di massa ci avrebbe portato fuori dalla pandemia permettendo la ripartenza economica? Che gli unici a rischiare erano i non vaccinati? Allora perché tutta questa necessità impellente di ricorrere alla terza dose per chi è già vaccinato con ciclo completo? Già, chissà perché.
Non ci vorremmo sbagliare, ma abbiamo l'impressione che il re è nudo.
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Il Sole 24 ORE
Coronavirus Italia: oggi altri 3.970 casi e 67 vittime, tasso di positività all’1,3%
I dati del ministero della Sanità elaborati sulla base di 292.872 tamponi. Odine dei Medici Roma: “Terza dose a sanitari prima possibile o rischio stop per reparti ospedalieri”