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La Fratellanza Musulmana in Italia Settimana 1
In questo post trovate tutti gli articoli, i post, il reel e il podcast della prima settimana della serie di Free4Future “Fratelli Musulmani: le mani sull’Italia”.
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L'autunno 2026 si apre a New York con cinque appuntamenti potenzialmente esplosivi in meno di tre mesi:
il 25° anniversario dell'11 settembre, la visita di Netanyahu all'ONU, il 3° anniversario del 7 ottobre, le elezioni israeliane del 27 ottobre, le elezioni di midterm USA del 6 novembre.
A rendere questo autunno diverso dai precedenti è il nuovo sindaco "socialista democratico" Zohran Mamdani.
Fondatore di "Bowdoin Students for Justice in Palestine" durante gli anni universitari, Mamdani è in rapporti con Siraj Wahhaj — co-cospiratore non incriminato nell'attentato al WTC del 1993 — e con Hasan Piker, che disse "l'America si meritava l'11 settembre."
Sua moglie ha messo "mi piace" a post che celebravano l'attacco del 7 ottobre.
Le famiglie delle vittime dell'11 settembre gli hanno chiesto di non presentarsi a Ground Zero.
L'Associazione degli ex agenti della Polizia Portuale gli ha scritto formalmente: "Non partecipi alla cerimonia."
Su Netanyahu, Mamdani ha trascorso mesi minacciando di farlo arrestare in esecuzione del mandato CPI e ha incoraggiato i suoi sostenitori a protestare contro il suo discorso all'ONU.
Il presidente della Police Benevolent Association Patrick Henry ha avvertito che la sua retorica rischia di far degenerare le manifestazioni e mette gli agenti "in una posizione terribile."
A differenza del predecessore Adams — sindaco durante gli accampamenti del 2024 — Mamdani si schiera esplicitamente con la Student Intifada.
Columbia e NYU sono le due università più anti-israeliane del paese. Qualunque esito abbiano le elezioni israeliane, l'autore prevede nuove fiammate: se vince Netanyahu la narrativa del "genocidio" si intensifica, se perde un governo di sinistra verrà ugualmente attaccato.
La combinazione di cinque date-innesco, un sindaco allineato con i movimenti anti-israeliani e due campus già radicalizzati rende l'autunno 2026 a New York potenzialmente il più instabile degli ultimi decenni.
From investigativeproject.org
il 25° anniversario dell'11 settembre, la visita di Netanyahu all'ONU, il 3° anniversario del 7 ottobre, le elezioni israeliane del 27 ottobre, le elezioni di midterm USA del 6 novembre.
A rendere questo autunno diverso dai precedenti è il nuovo sindaco "socialista democratico" Zohran Mamdani.
Fondatore di "Bowdoin Students for Justice in Palestine" durante gli anni universitari, Mamdani è in rapporti con Siraj Wahhaj — co-cospiratore non incriminato nell'attentato al WTC del 1993 — e con Hasan Piker, che disse "l'America si meritava l'11 settembre."
Sua moglie ha messo "mi piace" a post che celebravano l'attacco del 7 ottobre.
Le famiglie delle vittime dell'11 settembre gli hanno chiesto di non presentarsi a Ground Zero.
L'Associazione degli ex agenti della Polizia Portuale gli ha scritto formalmente: "Non partecipi alla cerimonia."
Su Netanyahu, Mamdani ha trascorso mesi minacciando di farlo arrestare in esecuzione del mandato CPI e ha incoraggiato i suoi sostenitori a protestare contro il suo discorso all'ONU.
Il presidente della Police Benevolent Association Patrick Henry ha avvertito che la sua retorica rischia di far degenerare le manifestazioni e mette gli agenti "in una posizione terribile."
A differenza del predecessore Adams — sindaco durante gli accampamenti del 2024 — Mamdani si schiera esplicitamente con la Student Intifada.
Columbia e NYU sono le due università più anti-israeliane del paese. Qualunque esito abbiano le elezioni israeliane, l'autore prevede nuove fiammate: se vince Netanyahu la narrativa del "genocidio" si intensifica, se perde un governo di sinistra verrà ugualmente attaccato.
La combinazione di cinque date-innesco, un sindaco allineato con i movimenti anti-israeliani e due campus già radicalizzati rende l'autunno 2026 a New York potenzialmente il più instabile degli ultimi decenni.
From investigativeproject.org
The Investigative Project on Terrorism
Expect A Chaotic Fall 2026 Semester in New York City
As the Fall semester begins on American colleges and universities, the chances of a chaotic end to 2026 are strong and all but guaranteed for New York City. There are many flash points in the perilous path ahead: the 25th anniversary of 9/11, the 3rd
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Hamza Piccardo, dall'estrema sinistra all'Islam
Nel maggio 2026 il fondatore dell'UCOII, Hamza Roberto Piccardo, ha affermato che l'asse della "resistenza" va da Hezbollah in Libano, ad Hamas e alla Jihad Islamica in Palestina, fino alle milizie iraniane.
Ma chi è Hamza Roberto Piccardo?
Nato nel 1952 a Imperia da una famiglia di fede cattolica, ha abbandonato la Chiesa a sedici anni. Nel 1971 ha partecipato alla fondazione del Manifesto, dopodiché è entrato in Autonomia Operaia, il movimento della sinistra extraparlamentare la cui ala più radicale scelse, in quegli stessi anni, di alzare il livello dello scontro fino alle armi da fuoco.
Dalla militanza politica nell'estrema sinistra, nel 1975 si è poi convertito all'Islam.
Nel 1992 ha fondato la moschea di Imperia, cui sono seguite quelle di Albenga, Sanremo, Savona e Cengio.
Nel 1993 ha poi fondato la casa editrice Al Hikma e l'anno successivo ha pubblicato la sua traduzione del Corano, in seguito scelta dall'Arabia Saudita per la diffusione — un'edizione contestata, però, per passaggi antisemiti presenti anche nelle note.
Moschee, una casa editrice, un testo religioso tradotto e distribuito su larga scala: gli stessi strumenti che «The Project», il documento del 1982 di cui abbiamo parlato negli articoli della settimana scorsa, indicava per realizzare il radicamento della Fratellanza in Occidente.
Nel 2005 è diventato portavoce dell'European Muslim Network, con sede a Bruxelles, organismo presieduto da Tariq Ramadan, nipote di Hasan al-Banna, il fondatore della Fratellanza Musulmana (quello stesso Tariq Ramadan condannato per lo stupro di tre donne in Svizzera e in Francia ma che, tuttora, è a piede libero).
Nel 2007 ha organizzato, insieme ai CARC, i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, un convegno a Chianciano a sostegno della resistenza armata in Iraq, nell'ambito della rete “Iraq Libero”. Secondo quanto riportato da un articolo dell’Investigative Project on Terrorism, durante quell’evento, Piccardo aveva parlato più come un dirigente comunista che come la guida spirituale di un'organizzazione islamica: sognava, letteralmente, una fusione tra comunismo e islamismo.
Non esiste alcuna prova che colleghi Piccardo alla Fratellanza Musulmana in Italia, sebbene da alcune sue dichiarazioni pubbliche si ravvisino posizioni poco ambigue e molto estremiste: in un'intervista rilasciata nel 2014, come dirigente UCOII ha descritto così la strategia militare di Hamas a Gaza: «Mentre Israele faceva affidamento sulla superiorità aerea e navale, la resistenza palestinese di Gaza scavava nel sottosuolo un'altra città, fatta di tunnel, camminamenti, magazzini». Ha inoltre paragonato la lotta palestinese al Vietnam: «quale altro strumento militare hanno i popoli oppressi se non le loro stesse vite? È stato così in tutte le lotte di liberazione anticoloniali e più recentemente anche in Vietnam».
Sul 7 ottobre 2023 ha scritto: «E poi venne il 7 ottobre, che spazza via molti giochi, smaschera le ipocrisie».
Ha descritto gli eventi come «la resistenza islamica» contro «il kufr», i “miscredenti” - cioè tutti i non musulmani.
Non ha mai nominato le vittime civili israeliane, né gli ostaggi.
Fino a oggi, tale linea estremista non si è mai attenuata, ogni affermazione ha rincarato la precedente, non c’è mai stata una smentita, mai una presa di distanza: il fondatore dell’UCOII, che nel 1990 stilava la prima richiesta di Intesa con lo Stato italiano, oggi definisce “resistenza” il massacro del 7 ottobre 2023.
Nel maggio 2026 il fondatore dell'UCOII, Hamza Roberto Piccardo, ha affermato che l'asse della "resistenza" va da Hezbollah in Libano, ad Hamas e alla Jihad Islamica in Palestina, fino alle milizie iraniane.
Ma chi è Hamza Roberto Piccardo?
Nato nel 1952 a Imperia da una famiglia di fede cattolica, ha abbandonato la Chiesa a sedici anni. Nel 1971 ha partecipato alla fondazione del Manifesto, dopodiché è entrato in Autonomia Operaia, il movimento della sinistra extraparlamentare la cui ala più radicale scelse, in quegli stessi anni, di alzare il livello dello scontro fino alle armi da fuoco.
Dalla militanza politica nell'estrema sinistra, nel 1975 si è poi convertito all'Islam.
Nel 1992 ha fondato la moschea di Imperia, cui sono seguite quelle di Albenga, Sanremo, Savona e Cengio.
Nel 1993 ha poi fondato la casa editrice Al Hikma e l'anno successivo ha pubblicato la sua traduzione del Corano, in seguito scelta dall'Arabia Saudita per la diffusione — un'edizione contestata, però, per passaggi antisemiti presenti anche nelle note.
Moschee, una casa editrice, un testo religioso tradotto e distribuito su larga scala: gli stessi strumenti che «The Project», il documento del 1982 di cui abbiamo parlato negli articoli della settimana scorsa, indicava per realizzare il radicamento della Fratellanza in Occidente.
Nel 2005 è diventato portavoce dell'European Muslim Network, con sede a Bruxelles, organismo presieduto da Tariq Ramadan, nipote di Hasan al-Banna, il fondatore della Fratellanza Musulmana (quello stesso Tariq Ramadan condannato per lo stupro di tre donne in Svizzera e in Francia ma che, tuttora, è a piede libero).
Nel 2007 ha organizzato, insieme ai CARC, i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, un convegno a Chianciano a sostegno della resistenza armata in Iraq, nell'ambito della rete “Iraq Libero”. Secondo quanto riportato da un articolo dell’Investigative Project on Terrorism, durante quell’evento, Piccardo aveva parlato più come un dirigente comunista che come la guida spirituale di un'organizzazione islamica: sognava, letteralmente, una fusione tra comunismo e islamismo.
Non esiste alcuna prova che colleghi Piccardo alla Fratellanza Musulmana in Italia, sebbene da alcune sue dichiarazioni pubbliche si ravvisino posizioni poco ambigue e molto estremiste: in un'intervista rilasciata nel 2014, come dirigente UCOII ha descritto così la strategia militare di Hamas a Gaza: «Mentre Israele faceva affidamento sulla superiorità aerea e navale, la resistenza palestinese di Gaza scavava nel sottosuolo un'altra città, fatta di tunnel, camminamenti, magazzini». Ha inoltre paragonato la lotta palestinese al Vietnam: «quale altro strumento militare hanno i popoli oppressi se non le loro stesse vite? È stato così in tutte le lotte di liberazione anticoloniali e più recentemente anche in Vietnam».
Sul 7 ottobre 2023 ha scritto: «E poi venne il 7 ottobre, che spazza via molti giochi, smaschera le ipocrisie».
Ha descritto gli eventi come «la resistenza islamica» contro «il kufr», i “miscredenti” - cioè tutti i non musulmani.
Non ha mai nominato le vittime civili israeliane, né gli ostaggi.
Fino a oggi, tale linea estremista non si è mai attenuata, ogni affermazione ha rincarato la precedente, non c’è mai stata una smentita, mai una presa di distanza: il fondatore dell’UCOII, che nel 1990 stilava la prima richiesta di Intesa con lo Stato italiano, oggi definisce “resistenza” il massacro del 7 ottobre 2023.
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VI sblocchiamo un ricordo.
Condannati dal Libro Bianco
Nel maggio del 1939, a pochi mesi dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, la Gran Bretagna pubblicò un documento ufficiale, destinato a cambiare radicalmente il destino degli ebrei europei e mediorientali: il Libro Bianco.
https://youtu.be/mSlRJlA9x58
Condannati dal Libro Bianco
Nel maggio del 1939, a pochi mesi dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, la Gran Bretagna pubblicò un documento ufficiale, destinato a cambiare radicalmente il destino degli ebrei europei e mediorientali: il Libro Bianco.
https://youtu.be/mSlRJlA9x58
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VIDEO 6 - CONDANNATI DAL LIBRO BIANCO
Nel maggio del 1939, a pochi mesi dall’inizio della Seconda Guerra ...
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Elly Schlein votò a favore della risoluzione del Parlamento europeo «sulla lotta contro l’antisemitismo» il 1° giugno 2017.
Il testo, approvato a larga maggioranza, invitava gli Stati membri e le istituzioni UE ad adottare e applicare la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto). Schlein risultò anche tra i firmatari della proposta di risoluzione presentata il 29 maggio 2017 da Roberta Metsola e Heinz K. Becker.
Nel gruppo S&D la maggioranza (inclusa Schlein) votò sì
Il testo, approvato a larga maggioranza, invitava gli Stati membri e le istituzioni UE ad adottare e applicare la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto). Schlein risultò anche tra i firmatari della proposta di risoluzione presentata il 29 maggio 2017 da Roberta Metsola e Heinz K. Becker.
Nel gruppo S&D la maggioranza (inclusa Schlein) votò sì
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Facciamole diventare famose tutte queste signore che gridano "Viva Hamas, Hezbollah, gloria eterna a Nasrallah"
Da condividere ovunque.
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E questo è il video. Anche questo da condividere.
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In anteprima l'argomento del reel di domani!
Nel gennaio 1990, quando un gruppo di attivisti si riunì ad Ancona per fondare l'UCOII, l'Italia entrava in un fenomeno che in Europa era già in corso da tre decenni. La rete che oggi chiamiamo "Fratellanza in Occidente" non nacque tutta insieme: si costruì paese per paese, spesso attraverso le stesse persone, gli stessi finanziamenti, gli stessi luoghi.
Domani, su tutti i social di F4F!
Nel gennaio 1990, quando un gruppo di attivisti si riunì ad Ancona per fondare l'UCOII, l'Italia entrava in un fenomeno che in Europa era già in corso da tre decenni. La rete che oggi chiamiamo "Fratellanza in Occidente" non nacque tutta insieme: si costruì paese per paese, spesso attraverso le stesse persone, gli stessi finanziamenti, gli stessi luoghi.
Domani, su tutti i social di F4F!
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Nel gennaio 1990, quando un gruppo di attivisti si riunì ad Ancona per fondare l'UCOII, l'Italia entrava in un fenomeno che in Europa era già in corso da tre decenni. La rete che oggi chiamiamo "Fratellanza in Occidente" non nacque tutta insieme: si costruì paese per paese, spesso attraverso le stesse persone, gli stessi finanziamenti, gli stessi luoghi.
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Nel gennaio 1990, quando un gruppo di attivisti si riunì ad Ancona per fondare l'UCOII, l'Italia entrava in un fenomeno che in Europa era già in corso da tre decenni. La rete che oggi chiamiamo "Fratellanza in Occidente" non nacque tutta insieme: si costruì paese per paese, spesso attraverso le stesse persone, gli stessi finanziamenti, gli stessi luoghi.
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La bambina della foto è Liel Hetzroni 12 anni, del kibbutz Be’eri. Il 7 ottobre 2023 è stata uccisa insieme al fratello gemello Yanai e alla prozia Ayala Hetzroni. I terroristi di Hamas li hanno portati in un’altra casa del kibbutz e poi hanno dato fuoco all’edificio. I suoi resti sono stati identificati solo settimane dopo, perché il corpo era quasi completamente bruciato.
Prima di essere trucidata ha detto piangendo che il giorno dopo doveva andare a scuola.
Le due donne invece non sappiamo ancora chi sono. Girano voci che siano insegnanti. Vogliamo sapere chi sono e - se sono insegnanti - vogliamo che non entrino mai più in una scuola italiana.
Ministro Piantedosi
Ministro Valditara
sta già passando troppo tempo: chi sono queste due donne che inneggiano a terroristi stupratori assassini sterminazionisti?
Una al giorno. Tutti i giorni. Finché non saltano fuori i nomi.
Prima di essere trucidata ha detto piangendo che il giorno dopo doveva andare a scuola.
Le due donne invece non sappiamo ancora chi sono. Girano voci che siano insegnanti. Vogliamo sapere chi sono e - se sono insegnanti - vogliamo che non entrino mai più in una scuola italiana.
Ministro Piantedosi
Ministro Valditara
sta già passando troppo tempo: chi sono queste due donne che inneggiano a terroristi stupratori assassini sterminazionisti?
Una al giorno. Tutti i giorni. Finché non saltano fuori i nomi.
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Germania, Francia, UK, Italia: la stessa rete
Nel gennaio 1990, quando un gruppo di attivisti si riunì ad Ancona per fondare l'UCOII, l'Italia entrava in un fenomeno che in Europa era già in corso da tre decenni. La rete che oggi chiamiamo "Fratellanza in Occidente" non nacque tutta insieme: si costruì paese per paese, spesso attraverso le stesse persone, gli stessi finanziamenti, gli stessi luoghi.
La Germania arrivò prima di tutti. La IGD, Islamische Gemeinschaft Deutschland, nacque nel 1960, trent'anni prima dell'UCOII. La sua sede storica è il Centro Islamico di Monaco, la stessa moschea di cui abbiamo raccontato nella prima settimana di questa serie: il progetto che Said Ramadan prese in mano alla fine degli anni Cinquanta, con gli ex soldati musulmani della Wehrmacht che l'aveva avviato. La IGD crebbe fino a rivendicare, secondo alcune stime, il controllo di oltre 120 moschee in tutta la Germania. Le agenzie di intelligence dei singoli Länder la definiscono apertamente una diramazione della Fratellanza Musulmana.
A guidarla, fino al 2002, è stato Ali Ghaleb Himmat. Lo stesso Himmat che a Campione d'Italia viveva a pochi passi da Youssef Nada e che con lui aveva fondato, nel 1988, la Al Taqwa Bank. Himmat lasciò la presidenza tedesca nel novembre 2001, esattamente la settimana in cui la polizia svizzera perquisiva la villa di Nada e il suo nome finiva nella lista nera del Consiglio di sicurezza dell'ONU, come finanziatore del terrorismo. Due paesi, due organizzazioni, lo stesso uomo colpito nello stesso momento.
Gli successe Ibrahim El Zayat, figlio di un imam egiziano emigrato in Germania negli anni Sessanta. El Zayat aveva già guidato l'unione degli studenti musulmani tedeschi e, tra il 1996 e il 2002, la FEMYSO, l'organizzazione giovanile della federazione europea con sede a Bruxelles. Interrogato sui legami della IGD con la Fratellanza, El Zayat ha ammesso pubblicamente: "la IGD ha radici nella Fratellanza Musulmana".
In Francia il percorso è stato diverso, ma la traiettoria finale la stessa.
L'UOIF, nata negli anni Ottanta come organizzazione giovanile e con poco peso, trovò la sua prima occasione pubblica nel 1989, quando esplose la prima grande polemica francese sul velo islamico nelle scuole. L'UOIF si schierò a favore del diritto di indossarlo, organizzando proteste contro il divieto. Quindici anni dopo, quando la Francia approvò nel 2004 una legge molto più severa sui simboli religiosi a scuola, l'organizzazione scelse la strategia opposta: restò in silenzio, evitando lo scontro diretto con lo Stato per non compromettere la posizione ormai raggiunta nelle istituzioni. Il suo stesso presidente dell'epoca, Lhaj Thami Breze, descrisse questa evoluzione come il passaggio da un'organizzazione di studenti stranieri a un soggetto che punta a farsi riconoscere come rappresentante stabile dei musulmani francesi. Oggi l'organizzazione, ribattezzata Musulmans de France, conta circa 200 moschee di riferimento e oltre 200 associazioni affiliate su tutto il territorio francese.
Nel Regno Unito, la storia comincia più tardi.
Nel 1997 Kamal Helbawy fondò il Muslim Association of Britain, per unire attivisti di origine araba fino ad allora dispersi in gruppi diversi. Tra i suoi dirigenti, Mohammed Sawalha, che IslamOnline ha descritto come membro del comitato politico dell'Organizzazione Internazionale della Fratellanza Musulmana. Ci sono poi Anas al Tikriti, figlio del leader del ramo iracheno del movimento e Azzam Tamimi, già direttore dell'ufficio parlamentare del Fronte di Azione Islamica, la diramazione giordana della Fratellanza. Per i primi anni, il MAB è rimasta un'organizzazione piccola, composta da circa 400 membri, con scarsa presa fuori dalla comunità araba. La svolta arrivò nel 2002, quando il movimento contro la guerra in Iraq andò alla ricerca di alleati capaci di mobilitare la comunità musulmana: il MAB organizzò una manifestazione anti-Israele così partecipata da convincere la coalizione Stop the War a chiedergli di entrare formalmente nella coalizione. A differenza di Germania e Francia, il numero di moschee britanniche legate al movimento non è mai stato reso pubblico.
Tutte queste organizzazioni nazionali, tedesca, francese, britannica, confluiscono nella FIOE, la Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa, con sede a Bruxelles.
Il suo consiglio direttivo ha incluso, negli anni, dirigenti provenienti da tutte queste sigle: Ahmed Jaballah dell'UOIF, Ibrahim El Zayat della IGD, esponenti del MAB. La FIOE stessa, secondo un documento interno, adottò un piano di lavoro ventennale, con l'obiettivo dichiarato di costruire relazioni con i governi e con l'Unione Europea e di ottenere l’ "insediamento" dell'Islam in Occidente attraverso quella che i suoi stessi documenti chiamano "integrazione positiva": partecipare pienamente alla vita pubblica europea, preservando però un'identità islamica distinta.
Quando l'UCOII nacque ad Ancona, nel gennaio 1990, si inserì dunque in una rete già consolidata di istituzioni dalla Germania alla Francia al Regno Unito; l’ennesimo tassello di un disegno che si stava costruendo, paese dopo paese, in tutto il continente.
Nel gennaio 1990, quando un gruppo di attivisti si riunì ad Ancona per fondare l'UCOII, l'Italia entrava in un fenomeno che in Europa era già in corso da tre decenni. La rete che oggi chiamiamo "Fratellanza in Occidente" non nacque tutta insieme: si costruì paese per paese, spesso attraverso le stesse persone, gli stessi finanziamenti, gli stessi luoghi.
La Germania arrivò prima di tutti. La IGD, Islamische Gemeinschaft Deutschland, nacque nel 1960, trent'anni prima dell'UCOII. La sua sede storica è il Centro Islamico di Monaco, la stessa moschea di cui abbiamo raccontato nella prima settimana di questa serie: il progetto che Said Ramadan prese in mano alla fine degli anni Cinquanta, con gli ex soldati musulmani della Wehrmacht che l'aveva avviato. La IGD crebbe fino a rivendicare, secondo alcune stime, il controllo di oltre 120 moschee in tutta la Germania. Le agenzie di intelligence dei singoli Länder la definiscono apertamente una diramazione della Fratellanza Musulmana.
A guidarla, fino al 2002, è stato Ali Ghaleb Himmat. Lo stesso Himmat che a Campione d'Italia viveva a pochi passi da Youssef Nada e che con lui aveva fondato, nel 1988, la Al Taqwa Bank. Himmat lasciò la presidenza tedesca nel novembre 2001, esattamente la settimana in cui la polizia svizzera perquisiva la villa di Nada e il suo nome finiva nella lista nera del Consiglio di sicurezza dell'ONU, come finanziatore del terrorismo. Due paesi, due organizzazioni, lo stesso uomo colpito nello stesso momento.
Gli successe Ibrahim El Zayat, figlio di un imam egiziano emigrato in Germania negli anni Sessanta. El Zayat aveva già guidato l'unione degli studenti musulmani tedeschi e, tra il 1996 e il 2002, la FEMYSO, l'organizzazione giovanile della federazione europea con sede a Bruxelles. Interrogato sui legami della IGD con la Fratellanza, El Zayat ha ammesso pubblicamente: "la IGD ha radici nella Fratellanza Musulmana".
In Francia il percorso è stato diverso, ma la traiettoria finale la stessa.
L'UOIF, nata negli anni Ottanta come organizzazione giovanile e con poco peso, trovò la sua prima occasione pubblica nel 1989, quando esplose la prima grande polemica francese sul velo islamico nelle scuole. L'UOIF si schierò a favore del diritto di indossarlo, organizzando proteste contro il divieto. Quindici anni dopo, quando la Francia approvò nel 2004 una legge molto più severa sui simboli religiosi a scuola, l'organizzazione scelse la strategia opposta: restò in silenzio, evitando lo scontro diretto con lo Stato per non compromettere la posizione ormai raggiunta nelle istituzioni. Il suo stesso presidente dell'epoca, Lhaj Thami Breze, descrisse questa evoluzione come il passaggio da un'organizzazione di studenti stranieri a un soggetto che punta a farsi riconoscere come rappresentante stabile dei musulmani francesi. Oggi l'organizzazione, ribattezzata Musulmans de France, conta circa 200 moschee di riferimento e oltre 200 associazioni affiliate su tutto il territorio francese.
Nel Regno Unito, la storia comincia più tardi.
Nel 1997 Kamal Helbawy fondò il Muslim Association of Britain, per unire attivisti di origine araba fino ad allora dispersi in gruppi diversi. Tra i suoi dirigenti, Mohammed Sawalha, che IslamOnline ha descritto come membro del comitato politico dell'Organizzazione Internazionale della Fratellanza Musulmana. Ci sono poi Anas al Tikriti, figlio del leader del ramo iracheno del movimento e Azzam Tamimi, già direttore dell'ufficio parlamentare del Fronte di Azione Islamica, la diramazione giordana della Fratellanza. Per i primi anni, il MAB è rimasta un'organizzazione piccola, composta da circa 400 membri, con scarsa presa fuori dalla comunità araba. La svolta arrivò nel 2002, quando il movimento contro la guerra in Iraq andò alla ricerca di alleati capaci di mobilitare la comunità musulmana: il MAB organizzò una manifestazione anti-Israele così partecipata da convincere la coalizione Stop the War a chiedergli di entrare formalmente nella coalizione. A differenza di Germania e Francia, il numero di moschee britanniche legate al movimento non è mai stato reso pubblico.
Tutte queste organizzazioni nazionali, tedesca, francese, britannica, confluiscono nella FIOE, la Federazione delle Organizzazioni Islamiche in Europa, con sede a Bruxelles.
Il suo consiglio direttivo ha incluso, negli anni, dirigenti provenienti da tutte queste sigle: Ahmed Jaballah dell'UOIF, Ibrahim El Zayat della IGD, esponenti del MAB. La FIOE stessa, secondo un documento interno, adottò un piano di lavoro ventennale, con l'obiettivo dichiarato di costruire relazioni con i governi e con l'Unione Europea e di ottenere l’ "insediamento" dell'Islam in Occidente attraverso quella che i suoi stessi documenti chiamano "integrazione positiva": partecipare pienamente alla vita pubblica europea, preservando però un'identità islamica distinta.
Quando l'UCOII nacque ad Ancona, nel gennaio 1990, si inserì dunque in una rete già consolidata di istituzioni dalla Germania alla Francia al Regno Unito; l’ennesimo tassello di un disegno che si stava costruendo, paese dopo paese, in tutto il continente.
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Pochi minuti fa Israele ha fatto saltare gran parte dell'enorme complesso sotterraneo costruito da Hezbollah nell'arco di due decenni sotto la strategica dorsale di Ali al-Taher, nel sud del Libano. Sotto le alture correva una rete composta da otto tracciati sotterranei per oltre 5,4 chilometri complessivi, utilizzata come centro di comando e controllo dell'unità Badr di Hezbollah. Per farla saltare in aria, Israele ha utilizzato oltre 1.100 tonnellate di esplosivo. L'esplosione sarebbe stata talmente potente da essere registrata come un evento sismico dai sistemi di monitoraggio israeliani. Perché è importante? Perché Ali al-Taher era una delle principali roccaforti fortificate di Hezbollah nel Libano meridionale. Era considerata vitale dall'organizzazione terroristica libanese al punto da portare l'Iran ad avvertire gli Stati Uniti che un attacco israeliano avrebbe incontrato una potente risposta da parte di Teheran. Traduco: al posto di Netanyahu, se avessi avuto l'obiettivo di attirare nella trappola la Repubblica Islamica senza attaccarla direttamente, avrei fatto esattamente questo, avrei colpito Ali Taher. (Dario D'Angelo su X)
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Una al giorno. Tutti i giorni. Finché non saltano fuori i nomi.
Il bambino della foto è Yanai Hetzroni 12 anni, del kibbutz Be’eri, gemello di Liel (vedi post di ieri). Il 7 ottobre 2023 è stato trucidato insieme a lei, al nonno Aviya e alla prozia Ayala Hetzroni.
I terroristi di Hamas lo hanno portati in un’altra casa del kibbutz insieme ad altri quindici vittime e poi hanno dato fuoco all’edificio. I suoi resti sono stati identificati solo settimane dopo, perché il corpo era quasi completamente bruciato.
Le due donne invece non sappiamo ancora chi sono.
Girano voci che siano insegnanti. Vogliamo sapere chi sono e - se sono insegnanti - vogliamo che non entrino mai più in una scuola italiana.
Ministro Piantedosi, Ministro Valditara sta già passando troppo tempo: chi sono queste due donne che inneggiano a terroristi stupratori assassini sterminazionisti?
Il bambino della foto è Yanai Hetzroni 12 anni, del kibbutz Be’eri, gemello di Liel (vedi post di ieri). Il 7 ottobre 2023 è stato trucidato insieme a lei, al nonno Aviya e alla prozia Ayala Hetzroni.
I terroristi di Hamas lo hanno portati in un’altra casa del kibbutz insieme ad altri quindici vittime e poi hanno dato fuoco all’edificio. I suoi resti sono stati identificati solo settimane dopo, perché il corpo era quasi completamente bruciato.
Le due donne invece non sappiamo ancora chi sono.
Girano voci che siano insegnanti. Vogliamo sapere chi sono e - se sono insegnanti - vogliamo che non entrino mai più in una scuola italiana.
Ministro Piantedosi, Ministro Valditara sta già passando troppo tempo: chi sono queste due donne che inneggiano a terroristi stupratori assassini sterminazionisti?
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Dal 1990 al 2002: la Fratellanza Musulmana si struttura in Italia
Prima che ad Ancona si firmasse l'atto che avrebbe fondato l'UCOII, il lavoro era già cominciato a Milano.
Il Centro Culturale Islamico di Milano e Lombardia, nato a sua volta dall'USMI, l'Unione degli Studenti Musulmani in Italia attiva dal 1971, pubblicava dagli anni Ottanta una rivista, Il Messaggero dell'Islam, e aveva già inoltrato una propria richiesta di Intesa allo Stato italiano.
Leggi l'articolo sotto 👇👇👇
Prima che ad Ancona si firmasse l'atto che avrebbe fondato l'UCOII, il lavoro era già cominciato a Milano.
Il Centro Culturale Islamico di Milano e Lombardia, nato a sua volta dall'USMI, l'Unione degli Studenti Musulmani in Italia attiva dal 1971, pubblicava dagli anni Ottanta una rivista, Il Messaggero dell'Islam, e aveva già inoltrato una propria richiesta di Intesa allo Stato italiano.
Leggi l'articolo sotto 👇👇👇
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Dal 1990 al 2002: la Fratellanza Musulmana si struttura in Italia
Prima che ad Ancona si firmasse l'atto che avrebbe fondato l'UCOII, il lavoro era già cominciato a Milano.
Il Centro Culturale Islamico di Milano e Lombardia, nato a sua volta dall'USMI, l'Unione degli Studenti Musulmani in Italia attiva dal 1971, pubblicava dagli anni Ottanta una rivista, Il Messaggero dell'Islam, e aveva già inoltrato una propria richiesta di Intesa allo Stato italiano.
Fu da qui, da un gruppo di dirigenti convinti che l'islam italiano avesse bisogno di una voce unica e nazionale, che partì l'iniziativa che portò alla nascita dell'UCOII.
L'atto formale arrivò nel gennaio 1990, ad Ancona.
Nacque dalla fusione delle componenti siriana e palestinese dell'USMI, insieme a gruppi femminili come Islam Donne e a singoli attivisti italiani convertiti, tra cui Hamza Roberto Piccardo. Alla presidenza andò Nour Dachan, medico siriano trapiantato nelle Marche. Alla segreteria, Ali Abu Shwaima, leader della componente palestinese.
Lo statuto parlava un linguaggio preciso e istituzionale: unicità di rappresentanza davanti allo Stato, integrazione sociale, dialogo con le autorità italiane, in vista di un'Intesa ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione, lo stesso meccanismo che regola i rapporti tra lo Stato e le altre confessioni religiose.
Una bozza venne elaborata già in quel primo anno.
Questo linguaggio racconta un fenomeno che vale la pena spiegare bene, perché tornerà più volte in questa serie: il doppio registro.
Non è ipocrisia, e non è nemmeno incoerenza.
È una strategia.
Un linguaggio pubblico, fatto di diritti civili e dialogo istituzionale, convive con un'appartenenza e un percorso ideologico più radicale, senza che i due livelli si contraddicano davvero agli occhi di chi li usa.
Il primo serve a ottenere legittimità e accesso alle istituzioni occidentali, che raramente concederebbero lo stesso spazio a un linguaggio dichiaratamente ideologico.
Il secondo tiene insieme la base, la continuità con il movimento d'origine. Uno dei due registri non nasconde l'altro: sono due strumenti diversi, rivolti a due pubblici diversi.
Nel 1990 questo si vede con chiarezza. Lo statuto dell'UCOII parla di rappresentanza, integrazione, dialogo con lo Stato: un linguaggio che nessuno, in buona fede, potrebbe contestare.
Ma chi lo scrisse e chi lo firmò portava con sé un'appartenenza e una storia personale che raccontano qualcosa di diverso, la stessa che sarebbe riemersa decenni dopo nelle stesse persone: lo stesso Piccardo che nel 2014 avrebbe elogiato la strategia militare di Hamas, e nel 2026 avrebbe definito «resistenza» l'attacco del 7 ottobre.
Nei primi anni Novanta l'organizzazione mise radici sul territorio. Piccardo, dalla sua base in Liguria, aprì la moschea di Imperia nel 1992; seguirono Albenga nel 1994, Sanremo nel 1996, Savona e Cengio nel 1998. Cinque comunità in sei anni, in una sola regione, con un solo uomo a coordinarle: un ritmo che mostra quanto rapidamente una rete nazionale possa tradursi in presenza fisica locale, moschea dopo moschea.
Il 1998 fu un anno di snodo. In vista di una possibile Intesa, l'UCOII scelse di allargarsi «all'Islam degli stati»: insieme alla Grande Moschea di Roma, legata all'Arabia Saudita e al Marocco, e alla sezione italiana della Lega Musulmana Mondiale, nota in Italia come Rabita, annunciò la creazione di un Consiglio Islamico d'Italia.
Un direttivo di dieci persone, tutte con cittadinanza italiana: cinque nominate dall'UCOII, cinque dalla Rabita. Lo statuto prevedeva una rotazione delle cariche, ma le tensioni tra le due componenti resero l'esperimento di breve durata. L'Intesa, comunque, restò fuori portata.
Quell'anno mostra bene anche un altro aspetto della realtà islamica italiana: la sua natura tutt'altro che unitaria. A Milano, nello stesso periodo, operava la COREIS, un gruppo di orientamento sufi guidato da un convertito italiano, Abd al-Wahid Pallavicini, apertamente ostile ai «neotradizionalisti» dell'UCOII, che accusava di proporre una visione dell'islam distorta e asservita a una politica estranea alla spiritualità religiosa.
Tre correnti islamiche italiane, UCOII, Grande Moschea di Roma, COREIS, con tre orientamenti diversi: un quadro lontano dall'idea di un islam italiano come blocco compatto.
Mentre questo accadeva in Italia, la stessa dinamica si ripeteva altrove in Europa, spesso attraverso le stesse persone.
In Germania, la IGD, fondata già nel 1960 con sede nel Centro Islamico di Monaco, fu guidata fino al 2002 da Ali Ghaleb Himmat: lo stesso Himmat che a Campione d'Italia viveva a pochi passi da Youssef Nada, e con lui aveva fondato, nel 1988, la Al Taqwa Bank.
Himmat lasciò la presidenza tedesca nel novembre 2001, la settimana in cui la polizia svizzera perquisiva la villa di Nada e il suo nome finiva nella lista nera del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Gli successe, nel 2002, Ibrahim El Zayat, che ammise pubblicamente: «la IGD ha radici nella Fratellanza Musulmana».
In Francia, l'UOIF trovò nel 1989 la sua prima occasione pubblica, schierandosi come la più attiva difensora del diritto delle studentesse musulmane a indossare il velo nelle scuole, contro il primo divieto imposto in una scuola pubblica francese. Nel Regno Unito, il Muslim Association of Britain sarebbe nato nel 1997. Fondazioni diverse, radicate in contesti nazionali diversi, ma tutte riconducibili alla stessa rete transnazionale.
Oggi l'UCOII gestisce direttamente circa ottanta moschee in Italia, oltre a un altro centinaio di luoghi di culto non ufficiali collegati alla sua rete. Chi ha finanziato quella crescita, e chi forma gli imam che la guidano, è la storia della prossima settimana.
Prima che ad Ancona si firmasse l'atto che avrebbe fondato l'UCOII, il lavoro era già cominciato a Milano.
Il Centro Culturale Islamico di Milano e Lombardia, nato a sua volta dall'USMI, l'Unione degli Studenti Musulmani in Italia attiva dal 1971, pubblicava dagli anni Ottanta una rivista, Il Messaggero dell'Islam, e aveva già inoltrato una propria richiesta di Intesa allo Stato italiano.
Fu da qui, da un gruppo di dirigenti convinti che l'islam italiano avesse bisogno di una voce unica e nazionale, che partì l'iniziativa che portò alla nascita dell'UCOII.
L'atto formale arrivò nel gennaio 1990, ad Ancona.
Nacque dalla fusione delle componenti siriana e palestinese dell'USMI, insieme a gruppi femminili come Islam Donne e a singoli attivisti italiani convertiti, tra cui Hamza Roberto Piccardo. Alla presidenza andò Nour Dachan, medico siriano trapiantato nelle Marche. Alla segreteria, Ali Abu Shwaima, leader della componente palestinese.
Lo statuto parlava un linguaggio preciso e istituzionale: unicità di rappresentanza davanti allo Stato, integrazione sociale, dialogo con le autorità italiane, in vista di un'Intesa ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione, lo stesso meccanismo che regola i rapporti tra lo Stato e le altre confessioni religiose.
Una bozza venne elaborata già in quel primo anno.
Questo linguaggio racconta un fenomeno che vale la pena spiegare bene, perché tornerà più volte in questa serie: il doppio registro.
Non è ipocrisia, e non è nemmeno incoerenza.
È una strategia.
Un linguaggio pubblico, fatto di diritti civili e dialogo istituzionale, convive con un'appartenenza e un percorso ideologico più radicale, senza che i due livelli si contraddicano davvero agli occhi di chi li usa.
Il primo serve a ottenere legittimità e accesso alle istituzioni occidentali, che raramente concederebbero lo stesso spazio a un linguaggio dichiaratamente ideologico.
Il secondo tiene insieme la base, la continuità con il movimento d'origine. Uno dei due registri non nasconde l'altro: sono due strumenti diversi, rivolti a due pubblici diversi.
Nel 1990 questo si vede con chiarezza. Lo statuto dell'UCOII parla di rappresentanza, integrazione, dialogo con lo Stato: un linguaggio che nessuno, in buona fede, potrebbe contestare.
Ma chi lo scrisse e chi lo firmò portava con sé un'appartenenza e una storia personale che raccontano qualcosa di diverso, la stessa che sarebbe riemersa decenni dopo nelle stesse persone: lo stesso Piccardo che nel 2014 avrebbe elogiato la strategia militare di Hamas, e nel 2026 avrebbe definito «resistenza» l'attacco del 7 ottobre.
Nei primi anni Novanta l'organizzazione mise radici sul territorio. Piccardo, dalla sua base in Liguria, aprì la moschea di Imperia nel 1992; seguirono Albenga nel 1994, Sanremo nel 1996, Savona e Cengio nel 1998. Cinque comunità in sei anni, in una sola regione, con un solo uomo a coordinarle: un ritmo che mostra quanto rapidamente una rete nazionale possa tradursi in presenza fisica locale, moschea dopo moschea.
Il 1998 fu un anno di snodo. In vista di una possibile Intesa, l'UCOII scelse di allargarsi «all'Islam degli stati»: insieme alla Grande Moschea di Roma, legata all'Arabia Saudita e al Marocco, e alla sezione italiana della Lega Musulmana Mondiale, nota in Italia come Rabita, annunciò la creazione di un Consiglio Islamico d'Italia.
Un direttivo di dieci persone, tutte con cittadinanza italiana: cinque nominate dall'UCOII, cinque dalla Rabita. Lo statuto prevedeva una rotazione delle cariche, ma le tensioni tra le due componenti resero l'esperimento di breve durata. L'Intesa, comunque, restò fuori portata.
Quell'anno mostra bene anche un altro aspetto della realtà islamica italiana: la sua natura tutt'altro che unitaria. A Milano, nello stesso periodo, operava la COREIS, un gruppo di orientamento sufi guidato da un convertito italiano, Abd al-Wahid Pallavicini, apertamente ostile ai «neotradizionalisti» dell'UCOII, che accusava di proporre una visione dell'islam distorta e asservita a una politica estranea alla spiritualità religiosa.
Tre correnti islamiche italiane, UCOII, Grande Moschea di Roma, COREIS, con tre orientamenti diversi: un quadro lontano dall'idea di un islam italiano come blocco compatto.
Mentre questo accadeva in Italia, la stessa dinamica si ripeteva altrove in Europa, spesso attraverso le stesse persone.
In Germania, la IGD, fondata già nel 1960 con sede nel Centro Islamico di Monaco, fu guidata fino al 2002 da Ali Ghaleb Himmat: lo stesso Himmat che a Campione d'Italia viveva a pochi passi da Youssef Nada, e con lui aveva fondato, nel 1988, la Al Taqwa Bank.
Himmat lasciò la presidenza tedesca nel novembre 2001, la settimana in cui la polizia svizzera perquisiva la villa di Nada e il suo nome finiva nella lista nera del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Gli successe, nel 2002, Ibrahim El Zayat, che ammise pubblicamente: «la IGD ha radici nella Fratellanza Musulmana».
In Francia, l'UOIF trovò nel 1989 la sua prima occasione pubblica, schierandosi come la più attiva difensora del diritto delle studentesse musulmane a indossare il velo nelle scuole, contro il primo divieto imposto in una scuola pubblica francese. Nel Regno Unito, il Muslim Association of Britain sarebbe nato nel 1997. Fondazioni diverse, radicate in contesti nazionali diversi, ma tutte riconducibili alla stessa rete transnazionale.
Oggi l'UCOII gestisce direttamente circa ottanta moschee in Italia, oltre a un altro centinaio di luoghi di culto non ufficiali collegati alla sua rete. Chi ha finanziato quella crescita, e chi forma gli imam che la guidano, è la storia della prossima settimana.
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https://www.radioradicale.it/scheda/798484/a-proposito-di-shalom-intervista-a-carmen-dal-monte
Su radio radicale Ruben Della Rocca intervista Carmen Dal Monte su Haji Amin Husseini - sacerdote del terrore.
Lo trovate su Amazon, in digitale e cartaceo. Vi ricordiamo che i diritti d'autore vanno a finanziare i nostri progetti!
Su radio radicale Ruben Della Rocca intervista Carmen Dal Monte su Haji Amin Husseini - sacerdote del terrore.
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Radio Radicale
A proposito di Shalom - Intervista a Carmen Dal Monte
Rubrica. Ascolta l'audio registrato venerdì 11 settembre 2026 in radio. A proposito di Shalom - Intervista a Carmen Dal Monte
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