Free4Future
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Non c'è pace senza verità. Notizie video e approfondimenti sul Medio e Vicino Oriente
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Da: Capitolo 4 Fuga e alleanza (1937-1941): "A Berlino, al-Husseini fu ricevuto da Adolf Hitler nella Cancelleria del Reich, un incontro che avrebbe segnato la formalizzazione dell'alleanza tra il nazismo e il nazionalismo islamico, dando avvio a una collaborazione che avrebbe lasciato tracce profonde e durature nella storia del Medio Oriente." Un libro da leggere e da regalare
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FRATELLI MUSULMANI: LE MANI SULL'ITALIA
la nuova serie di F4F

Tutti hanno sentito questo nome.
Quasi nessuno sa cosa significhi davvero.
Quali sono i suoi progetti. Perché l'Italia gli serve così tanto.

Novembre 2001, Campione d'Italia. La polizia sfonda una porta.
Dentro, un piano vecchio di vent'anni: islamizzare l'Occidente.

1990, Ancona. Un ex estremista di sinistra si converte. Fonda un movimento.
Oggi ha radici in tutta Italia.

Verona, oggi. Una scuola forma imam per l'Europa.
I soldi arrivano dal Kuwait.

Febbraio 2026. PayPal chiude i conti all'UCOII, la più grande organizzazione islamica del Paese.
Una parola nella nota: «non idonea».

Montecitorio, quest'anno. Una deputata apre le porte a una conferenza stampa.
Tra gli invitati, l'uomo che le procure indicano come il finanziatore di Hamas in Italia.

Trentacinque anni. Quattro luoghi. Un solo filo.
Nessuno l'ha ancora seguito fino in fondo.

Da lunedì 31 agosto, per sei settimane, F4F lo fa.

LA FRATELLANZA MUSULMANA IN ITALIA.
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Barbie Gaza diventa Barbie Ceuta: adesso ha una "striscia" tutta sua sotto casa, chissà com'è euforica.
Un progetto accademico ospitato dall'Università di Cambridge promuove un "curriculum islamico" che  spiega a dodicenni  che Hamas è una "scusa che Israele usa per giustificare i suoi attacchi alla Striscia di Gaza", definisce gli ostaggi civili presi dal gruppo terroristico il 7 ottobre "prigionieri di guerra" e pubblica nel materiale didattico una mappa della regione dalla quale Israele è stato cancellato.
Il progetto pubblica anche  una guida rivolta a genitori e figli , scritta dopo gli attacchi, che pone le seguenti domande: "Qual è la ricompensa di uno shaheed [un martire]? Come vi sentite quando pensate a tutti i bambini di Gaza che ora sono shuhada [martiri]?" e afferma, citando il Corano: "Non dite mai che coloro che sono stati martirizzati per la causa di Allah sono morti: in realtà sono vivi, ma voi non ve ne rendete conto".
Il progetto che promuove tali affermazioni, l'Islamic Educator Learning Community (IELC), è  guidato da Farah Ahmed, professoressa associata di ricerca in pedagogia  a Cambridge  , membro della stessa facoltà che impiegava Jason Arday ed ex attivista del gruppo terroristico Hizb ut-Tahrir, ora bandito.
https://spectator.com/article/why-is-this-cambridge-linked-project-promoting-an-islamic-curriculum/
Il caso Report: parlano le vittime

Free4Future sta realizzando un volume che dia voce, senza filtri, alle persone finite al centro delle puntate del programma di Sigfrido Ranucci e che ritengono di aver subito danni, distorsioni o accuse infondate.

Un instant-book che raccoglierà le testimonianze di chi è stato preso ingiustamente di mira dalle inchieste di Report.

Se sei stato protagonista di una puntata e vuoi raccontare la tua versione dei fatti (o semplicemente conosci qualcuno che è stato oggetto di "attenzioni" da parte di Report), scrivici in privato o all’indirizzo f4f.canva (at) gmail.com
La tua testimonianza è importante. Grazie.

Vi chiediamo di:
1. condividere questo post, per raggiungere il maggior numero di persone possibile.
2. taggare le persone che potrebbero essere interessate dall'iniziativa.
Amnesty, dopo aver deciso chi è degno di vivere (i terroristi di Hamas) e chi no (gli ostaggi e gli assassinati dal regime iraniano) ha deciso di mettere il becco anche nell'accademia.

1. Chi critica un accademico nero e disabile lo fa, per definizione, da una posizione di razzismo strutturale. Il plagio, la frode, le menzogne non sono oggetto di discussione.

2. Esiste un "targeting discriminatorio" che va regolato per legge. La "Arday law" non regola la diffamazione (già regolata), non regola la privacy sanitaria (già regolata). Regola chi può contestare/confutare cosa. Dipende dall'appartenenza o meno a una "categoria protetta"

3. Chiede una protezione strutturale per l'identità, sottraendo l'accademia al controllo pubblico, negando l'esame critico in virtù dell'"inclusione".

4. Chi rientra nella categoria protetta ottiene tutela anche di fronte a un'accusa verificabile; chi non vi rientra resta senza tutela anche di fronte a un fatto verificabile. Amnesty non difende più i diritti umani: arbitra chi merita di averli.
https://www.amnesty.org.uk/get-involved/join-the-movement/join-a-group-or-network/disabled-peoples-hr-network/disabled-peoples-human-rights-network-blog/our-collective-statement-on-the-death-of-professor-jason-arday/
Ma voi di Avvenire per quanto tempo ancora pensate di prenderci per i fondelli?
️Rimpiangeremo la sinistra woke. Lo rinnegano solo per ordine dell'islamismo

Attenzione: Giuseppe Conte ha detto basta al woke. La sinistra sembra pronta a rinunciare ufficialmente a quel dizionario che in nome dell’inclusività ha finito per ridurre la libertà di espressione. Quello che però non vi raccontano è il motivo di questa decisione. Non perché abbiano improvvisamente riconosciuto le contraddizioni di una cultura che pretende di imporre un’unica lettura della realtà, ma perché a dettare nuove priorità sarebbe ormai un’altra forza culturale: l’islamismo
Sul @ilfoglio_it @giuliomeotti
racconta una verità. La carestia a Gaza era una menzogna.
Chi ci segue lo sa da tempo, perché abbiamo dedicato vari video sull'argomento. Come questo che abbiamo pubblicato un anno fa.
E' da vedere, perché smonta la bugia della carestia a Gaza a partire dal rapporto ufficiale dell'IPC.
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Nel gennaio 1990, ad Ancona, un gruppo di attivisti islamici italiani e stranieri diede vita all'UCOII, l'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia. Nacque dalla fusione delle componenti siriana e palestinese dell'USMI, l'Unione degli Studenti Musulmani in Italia, attiva dal 1971, insieme a gruppi femminili come Islam Donne e a singoli attivisti italiani convertiti, tra cui Hamza Roberto Piccardo. Alla presidenza andò Nour Dachan, medico siriano trapiantato nelle Marche. Alla segreteria, Ali Abu Shwaima, leader della componente palestinese.
Dal 31 agosto la nuova serie di Free4Future.
Sei settimane per raccontare la storia della Fratellanza Musulmana in Italia.
Nomi, date, flussi di denaro, supporter e fiancheggiatori.
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Dio c'è e abbiamo le prove
Volo di stato per rientrare? Come Berlinguer. Ah, no.
IL PODCAST🎙 _Già che ci siamo_
*UN ACCOSTAMENTO IMPOSSIBILE*
_Che cos’era davvero l’apartheid? E quando abbiamo cominciato a usare quella parola per descrivere Israele?_

In questa puntata Alex Zarfati e Ruben Della Rocca partono dalla nascita della segregazione istituzionalizzata e arrivano a Durban, 2001.
Proprio in Sudafrica, durante la Conferenza e il Forum delle ONG che l’accompagnava, l’analogia tra Israele e il regime sudafricano dell’apartheid acquistò una nuova forza internazionale. Da allora “apartheid” è diventata una delle parole centrali dell’accusa contro Israele.

Il confronto apre una alla conoscenza di cosa sia Israele oggi e come, contrariamente a ciò che si racconta, la consistente componente araba in Israele partecipi attivamente alla vita del paese con pieni diritti.

Una conversazione su apartheid vero e apartheid attribuito, accuse costruite decenni prima, società Israeliana e antisemitismo.

*IL PODCAST SU YOUTUBE:* https://youtu.be/CKLxke4VgCs?si=Azx8omiQqVq0lZnL
“The Project”: la rete che nessuno vedeva

Dieci anni prima che l'Italia avesse una propria organizzazione islamica, la Fratellanza Musulmana aveva già sul territorio un uomo, una villa e una banca.
Comincia oggi una nuova serie di F4F sulla rete che è stata costruita in Italia in quarant'anni; una rete fatta di uomini, soldi e organizzazioni. Si tratta della Fratellanza Musulmana, il movimento islamico che dal 1928 lavora per portare la Sharia al centro della vita pubblica, prima nel mondo arabo e poi, sempre di più, in Occidente.
Novembre 2001. La polizia svizzera perquisisce una villa a Campione d'Italia, l'enclave italiana raggiungibile solo passando dalla Svizzera. Rinviene i documenti di «The Project», nientemeno che un piano per l'islamizzazione dell'Occidente, scritto vent'anni prima.
Fin degli anni Settanta, in quella villa abitava Youssef Nada, uno dei finanziatori e dei dirigenti più importanti del movimento. Lì riceveva ospiti che, di norma, si incontrano solo nelle sale di un ministero degli esteri: ambasciatori, capi religiosi arrivati da mezzo mondo islamico e, almeno una volta, un emissario della Casa Bianca, mandato lì a trattare per gli ostaggi americani a Teheran. Negli anni Ottanta, in quella stessa villa, avrebbe poi fondato la Al Taqwa Bank, con sedi nelle Bahamas, in Svizzera e nel Liechtenstein.
Nada non aveva un mandato ufficiale e non era stato eletto da nessuno, tuttavia rappresentava il volto politico e diplomatico della Fratellanza Musulmana.
Quella rete in Italia non si è fermata negli anni Ottanta. Nei prossimi appuntamenti la seguiremo fino a oggi, dentro organizzazioni, moschee e conti correnti ancora attivi nel Paese.
YOUSSEF NADA, MINISTRO NELL’OMBRA
Al posto di un ministero degli esteri, alla fine degli anni ‘70 la Fratellanza Musulmana poteva contare su Youssef Nada.
Nada era nato ad Alessandria d'Egitto nel 1931, in una famiglia benestante ed entrò nella Fratellanza ancora adolescente. A ventitré anni finì in carcere, uno delle migliaia di membri imprigionati da Nasser dopo il 1954, quando l’Egitto represse il movimento. Rilasciato dopo due anni, lasciò l'Egitto per non tornarci mai più.
Si trasferì in Libia, dove visse fino al 1969, quando il colpo di stato guidato da Gheddafi lo costrinse a fuggire per la seconda volta. Trovò rifugio in Austria e lì, quasi dal nulla, mise in piedi un'attività di prodotti caseari, primo tassello di un impero finanziario esteso tra Medio Oriente ed Europa.
Fu con quel capitale, e con la propria rete di contatti, che negli anni Settanta si stabilì a Campione d'Italia. Nello stesso periodo, la Guida generale del movimento, Umar al-Tilmisani, gli affidò la responsabilità delle relazioni esterne della Fratellanza: da allora Nada viaggiò per il mondo con un passaporto italiano, incontrando capi di stato e leader islamici come se rappresentasse un paese vero, e la sua villa divenne il centro operativo da cui gestiva il tutto.
Negli anni Ottanta fondò la Al Taqwa Bank, con l’aiuto di Ali Ghaleb Himmat. Si trattava di un istituto che le autorità occidentali avrebbero poi indicato come una delle principali casse di compensazione finanziaria del movimento in Occidente.
Il 7 novembre 2001 la polizia svizzera perquisì la sua villa. Nei giorni successivi il suo nome comparve nella lista nera del Consiglio di sicurezza dell'ONU, riservata a coloro che erano stati sospettati di avere legami con al-Qaeda. Nada contestò le accuse in ogni sede legale a disposizione e nel 2009, senza trovare prove a sostegno delle accuse, le autorità svizzere e italiane chiusero le rispettive indagini e chiesero la cancellazione del suo nome dalla lista. Morì nel dicembre 2024, a 93 anni.
Forwarded from Lion Udler (Lion Udler)
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#Israele 🇮🇱 #Grecia 🇬🇷

Il Ministro della Salute greco, Adonis Georgiadis:

L'alleanza con Israele garantisce la libertà dello Stato greco, e la libertà dello Stato greco contro la minaccia turca, o qualsiasi altra minaccia, è una questione molto importante.

Serviamo gli interessi del popolo greco, non del popolo palestinese. Siamo qui per il popolo greco.

E il popolo greco considera l'alleanza con Israele una cosa molto importante.
Un appuntamento interessante, con @PaolaConcia