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Non c'è pace senza verità. Notizie video e approfondimenti sul Medio e Vicino Oriente
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Dal 2004 a oggi, il terrorismo jihadista ha colpito il cuore dell’Europa.
Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, Nizza, Berlino, Manchester, Barcellona. Centinaia di morti. Migliaia di feriti. Una generazione cresciuta con gli attentati come sottofondo della propria vita.
In questa ala della mostra, vi racconteremo gli ultimi vent’anni di questa storia di sangue e di terrore: chi ha colpito, perché, come, e cosa ha cambiato per sempre nel modo in cui viviamo gli spazi pubblici del nostro continente. Senza semplificazioni, senza ideologia, con i fatti — e con le domande scomode che i fatti portano con sé.
È stata una guerra — sistematica, pianificata, ideologicamente fondata — condotta da uomini che in molti casi erano nati e cresciuti tra noi. Che conoscevano le nostre città, le nostre abitudini, i nostri orari. Che prendevano la metropolitana come noi, e un giorno hanno deciso di farla esplodere.
Ma la guerra non è finita. Si è trasformata.
Articoli, video, podcast per raccontare una guerra sanguinosa che non è ancora finita
https://riprendiamocilamemoria.it/attacco-alleuropa/
Guardate questa foto e segnatevi questo nome: è Aref Khoshkar, 28 anni, arrestato l’11 novembre 2022 durante le proteste “Donna, Vita, Libertà” nel quartiere Fallah di Teheran.
È rimasto in carcere per quasi 4 anni, massacrato, torturato e sottoposto a un processo farsa.
Condannato a morte con false accuse di omicidio e di "moharebeh" (guerra contro Dio).
È stato impiccato all’alba del 15 luglio 2026 nel carcere di Ghezel Hessar (Karaj).
La famiglia è stata informata solo dopo l’esecuzione.
Fermiamo i boia iraniani, con qualunque mezzo.
Guardate questa foto e segnatevi questo nome: Erfan Esfandiari, 19 anni, figlio unico.
Il regime sadico e sanguinario dei mullah iraniani l'ha impiccato oggi.
Non ha ucciso nessuno. Non portava armi. Il suo crimine, secondo la Repubblica Islamica, è stato quello di aprire una porta. Di dare rifugio ai manifestanti che fuggivano dalle forze di sicurezza.
Tanto è bastato per mandarlo al patibolo.
Erfan era uno dei 12 giovani coinvolti nel caso di Piazza Alikhani a Isfahan, arrestati durante la rivolta del gennaio 2026.
Ieri, tutti e 12 sono stati trasferiti in quarantena.
Oggi, la Repubblica Islamica lo ha impiccato. Questo è un governo così terrorizzato da una generazione che si rifiuta di tacere e si ribella da giustiziare ragazzi giovanissimi.
Dite il suo nome. Perché il regime sta già cercando di cancellarlo. Perché ai suoi genitori non è rimasto nulla, nemmeno il diritto di piangere.
Condividete questo post, che il mondo sappia che oggi Erfan, 19 anni, è stato impiccato dal regime di islamisti fanatici.
Fermiamo i boia iraniani, con qualunque mezzo.
Hashtag e slogan passano. La verità resta, se qualcuno la custodisce. Nasce il Museo digitale di Free4Future.
Al link trovi articoli, video e podcast de Il Quarto Reich Arabo; vedrai come si definì il reinserimento soprattutto in Siria ed Egitto di alcuni tra i più spietati criminali di guerra nazisti, coloro che non sparirono nel nulla, ma vennero assunti all’interno degli apparati di sicurezza, di propaganda e di difesa. Al contempo, l’ideologia nazista venne assorbita e reimpiegata in chiave antiisraeliana in tutti i decenni successivi, fino ad oggi.
https://riprendiamocilamemoria.it/quarto-reich-arabo/
Un’accurata ricostruzione di quanto è accaduto a Bologna
Morta nel silenzio generale
Si chiamava Monica Esposito (in alto a destra) e aveva 55 anni. Il 16 maggio scorso, a Modena, è stata travolta da un’auto lanciata deliberatamente sulla folla in pieno centro. L’autore del gesto è Salim El Koudri, un 31enne di origine marocchina. Subito dopo, il sindaco ha fatto un evento "per la pace".
Dopo oltre due mesi di agonia in ospedale, oggi Monica è morta. È la prima vittima di quello che appare chiaramente come un attentato islamista.
Eppure, per lei non c’è stato alcun cordoglio istituzionale: nessun evento indetto dal sindaco, nessun corteo, nessuna manifestazione di piazza, nessuna attenzione mediatica.
Solo un silenzio assordante, durato due mesi interi, mentre lei lottava tra la vita e la morte. Nessun giornale, nessun opinionista, nessun politico ha parlato dell'attentato e delle decine di Feriti. Staranno zitti anche davanti alla morte?
Come se questa vittima fosse più scomoda delle altre. Come se la sua morte pesasse meno.
Monica non era una semplice statistica, ma una persona con una vita, affetti e progetti bruscamente interrotti dal terrorismo assassino.
Se n’è andata nel silenzio generale.
Riposa in pace, Monica.
Noi non ti dimenticheremo.
Verità e giustizia per Monica.
Nella foto potete vedere Massimo “mini Lepore” Mezzetti insieme a Wael Al-Dahdouh, giornalista di Hamas, e Stefania Ascari, deputata 5stelle, legata ad Hannoun, sotto indagine per terrorismo. La classe politica che governa in Emilia-Romagna e da che parte stanno
Forwarded from Lion Udler
#USA 🇺🇸 #Israele 🇮🇱 #Iran 🇮🇷

#Germania 🇩🇪

Il Ministero degli Affari Esteri tedesco ha chiesto ai suoi cittadini di lasciare immediatamente l'Iran.
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Le parole di una madre a Massimo Mezzetti, sindaco di Modena.
"Sa quale è la cosa che mi fa più male, oltre alle brutte cose che sono successe ai ragazzi? E' che ho chiesto alle loro amiche, ma non avete paura ad andare in quella zona ad esempio? Sa cosa mi rispondono? No, basta cambiare strada e abbassare lo sguardo e non fissarli. Allora io non voglio una città che insegna a mia figlia ad andare in giro ad abbassare lo sguardo. E' chiaro? Perchè la famosa percezione è questa, di essere in una città più sicura. Non è sicura nel prendere il pullman, nel prendere la stazione dei treni, non è sicura per nulla".
Berlino come Modena: auto sulla folla, morti e feriti.
A Berlino lo chiamano attentato islamista. A Modena no.
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La Jihad colpisce i gay anche in Europa

Sabato 25 luglio 2026, durante il Christopher Street Day di Berlino, uno dei più grandi Pride d’Europa, un uomo ha usato un veicolo come arma contro la folla radunata nel Tiergarten.1 Il sospettato è Abdul B., 21 anni. Alto circa 1,90 m, corporatura snella, indossava una felpa nera e pantaloni chiari. Il veicolo è stato trovato abbandonato nel parco. Abdul B. è ancora latitante. È in corso una vasta caccia all’uomo con elicotteri e rinforzi da altri Länder.
La polizia lo considera potenzialmente armato e pericoloso.
Poco prima delle 22:00, Abdul B. ha guidato un minivan o un piccolo SUV all’interno del Tiergarten e ha investito la folla che partecipava alle celebrazioni Pride.
Bilancio ufficiale: 1 persona uccisa, 16 feriti (almeno tre in pericolo di vita)
Testimoni e primi rapporti della polizia parlano anche di ferite da arma bianca.
Alcune persone sarebbero state colpite con coltello oltre all’impatto del veicolo.
Il metodo: auto + coltelloL’uso combinato di un veicolo come arma e di un coltello non è casuale.
È una delle “firme” più ricorrenti degli attentati jihadisti in Europa degli ultimi dieci anni. Esempi documentati: Berlino 2016 (camion sul mercatino di Natale), Nizza 2016 (camion sulla Promenade des Anglais) attacchi con coltello a Solingen, Mannheim, Würzburg e al Memoriale dell’Olocausto di Berlino
Combinazioni veicolo + arma bianca in diversi episodi in Francia, Germania e Regno Unito, e recentemente in Italia, a Modena.

Nella propaganda e nella pratica di gruppi come lo Stato Islamico, l’omosessualità è considerata un “delitto” punibile con la morte. Colpire un grande evento Pride in una capitale europea rientra in questa logica: massimo impatto mediatico, massimo terrorismo psicologico, obiettivo dichiarato “infedeli” e “degenerati”.Il cancelliere Friedrich Merz ha definito l’attacco un “atto orribile”. Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato di aggressione contro “una manifestazione per una città tollerante e pacifica”.
Ma perché lasciarlo solo con la GdF è un problema per LegaCoop?
Anna Paola Concia sull'attentato al Pride di Berlino
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Stamattina a Parigi attentato con il coltello.
Intorno alle 11:30 a Porte de Clichy, XVII arrondissement, un uomo ha accoltellato tre donne per strada usando due coltelli da cucina.

Le vittime hanno 19, 24 e 36 anni; una di loro è incinta.
Due sono in condizioni critiche, la terza ha riportato ferite meno gravi.
L'aggressore è un uomo di 31 anni, ha fatto dichiarazioni incoerenti e secondo fonti di polizia e media soffre di problemi psichici.
In video circolati sui social, mentre viene immobilizzato, dice frasi del tipo «È stato Allah a ordinarmelo» o «Allah mi ha mandato a uccidere delle donne».
_Ovviamente_ un matto dicono le autorità francesi.
È online il settimo episodio di "7 ottobre. Fine del silenzio".
La contenzione fisica è stata la condizione che ha permesso la violenza, l'esibizione e il controllo prolungato nel tempo. Senza di essa, le vittime sarebbero potute scappare o almeno avrebbero potuto provare a lottare e a difendersi. Un elemento che conferma, ancora una volta, la natura totalmente premeditata delle azioni dei terroristi di Hamas.

"Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali.
Ascoltalo qui, metti segui per non perderti nessun episodio e lasciaci una recensione 👇
https://open.spotify.com/episode/19LVoA8VzPzRkVJnnlL2yu?si=ltfrv6_DTQaVrEOsRYbQww


"7 ottobre. Fine del silenzio" è il nuovo podcast di Free4future ed è fatto di quelle prove, di quelle voci e vi dirà cosa è accaduto quel giorno.
È online il settimo episodio di "7 ottobre. Fine del silenzio".
La contenzione fisica è stata la condizione che ha permesso la violenza, l'esibizione e il controllo prolungato nel tempo. Senza di essa, le vittime sarebbero potute scappare o almeno avrebbero potuto provare a lottare e a difendersi. Un elemento che conferma, ancora una volta, la natura totalmente premeditata delle azioni dei terroristi di Hamas.

"Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali.
Ascoltalo qui, metti segui per non perderti nessun episodio e lasciaci una recensione 👇
https://youtu.be/oXe8MJ2vy_w


"7 ottobre. Fine del silenzio" è il nuovo podcast di Free4future ed è fatto di quelle prove, di quelle voci e vi dirà cosa è accaduto quel giorno.
Forwarded from PALESTINA SFATATA
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IDF 🇮🇱 TROVA ARMI RUSSE 🇷🇺 FORNITE AD HEZBOLLAH 🇱🇧

Ecco cosa hanno scoperto in Libano i soldati del Fronte settentrionale dell'Esercito della Difesa di Israele: la Russia forniva armi a Hezbollah.

Il video mostra casse di legno con marche russe chiare (es. Rosoboronexport, fornitore statale russo, codici di esportazione, ecc.)

L'IDF ha ripetutamente scoperto grosse quantità di armi di fabbricazione russa (o sovietica moderna) nei nascondigli di Hezbollah nel sud del Libano durante le operazioni recenti. Tra queste: missili anticarro Kornet, Konkurs, Metis, Fagot, ecc., alcuni prodotti anche nel 2020.

📍https://www.jpost.com/middle-east/article-829789
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Ceuta, 30 luglio 2026
Immagini di oggi dall’enclave spagnola di Ceuta, al confine con il Marocco.
Centinaia (secondo alcune stime locali migliaia) di persone, in gran parte giovani marocchini, hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto o scavalcando le recinzioni, anche se la frontiera terrestre di Ceuta è protetta da recinzioni alte fino a 12 metri, con filo spinato e pattuglie.

Si vedono gruppi che avanzano sulla spiaggia e poi corrono nelle strade con le forze dell'ordine sopraffatte dal numero.
Nelle ultime settimane erano già arrivati oltre 2.000 migranti.
Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha chiesto al governo centrale di dichiarare l’emergenza e di inviare rinforzi, inclusi eventuali reparti dell’esercito.
I centri di accoglienza sono al collasso.
La memoria continua
Bologna, 2 agosto 1980: 85 morti, la strage più sanguinosa della storia repubblicana. Ustica, 27 giugno: 81 vittime. Due tragedie a 36 giorni di distanza, entrambe contro civili: muoiono bambini, donne, uomini.
Il terrorismo di quegli anni aveva un obiettivo preciso: terrorizzare per condizionare la politica italiana. Il sangue era funzionale a un disegno eversivo che voleva colpire la nostra vita, le nostre abitudini, il nostro modo di stare insieme. Colpiva civili, colpiva a caso, per produrre paura diffusa e spingere il Paese verso un nuovo ordine.
Eppure quel terrorismo fu sconfitto anche sul piano politico. Le sue diverse matrici furono riconosciute per quello che erano: progetti eversivi organizzati, da isolare e delegittimare. L’eversione nera, con la sua strategia della tensione. Il terrorismo rosso, dalle Brigate Rosse a Prima Linea, con la lotta armata contro lo Stato democratico.
A reagire non fu una sola parte, ma l’intero spazio democratico: istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, partiti, stampa, intellettuali, società civile. Gli tolsero ogni legittimità, ogni area grigia di comprensione. Anche quando cercava sponde ideologiche, a destra o a sinistra, la risposta democratica seppe tracciare un confine.
Ricordare Bologna oggi non significa soltanto tornare al 1980. Significa capire che siamo ancora dentro una guerra oscura contro i civili, contro la normalità, contro la vita quotidiana.